Piccoli passi nella Taiga (nuovo romanzo)

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Introduzione (below, english text)

di Elisa Emiliani

Bastano poche righe per ritrovarsi sulla Transiberiana, immersi nel calore del treno che solca paesaggi ghiacciati, a bere tè e assaggiare pirog accompagnati dall’ironia della protagonista.

Il grande tema affrontato in Piccoli Passi nella Taiga è il viaggio: Fiona e Vladimira, madre e figlia adolescente, ricevono un inconsueto pacco con biglietti di treno della Transiberiana. Spinte dalla curiosità, decidono di trascorrere le vacanze natalizie in Siberia, per cercare risposte tenute troppo a lungo segrete.

In secondo luogo è un romanzo che s’immerge nel tema della morte tramite la protagonista Fiona e la sua difficoltà a comprendere e accettare l’idea della fine dei corpi terreni, la sua angoscia di fronte al fatto di dover lasciare, un giorno, sua figlia.

E’ un romanzo intessuto di musica, tanto che in molti capitoli si trova indicato un brano classico per una selezione d’insieme eclettica e ricercata (ad esempio per il Capitolo 1: Arcangelo Corelli, Sonata per violino Op. 5 No. 12 “La Follia”).

Non può mancare, infine, l’elemento pagano caro all’autrice, che fa capolino dalla collana (torque) celtica della protagonista per espandersi rapidamente e influenzare radicalmente l’atmosfera della narrazione.

Il motore della trama, anche se non esplicitamente dichiarato da Fiona, è la ricerca di Yuri, il padre di Vladimira scomparso lasciando dietro di sé solo uno spartito: il Preludium Op.3 No.2 in Do diesis minore di Rachmaninov.

Il viaggio s’infittisce di mistero quando sul treno compare Sokolòv, che dice di essere amico di Zosim (direttore d’orchestra amico di famiglia, che Vladimira considera uno zio), proprio da questi inviato a fare loro da angelo custode. Si tratta di un personaggio losco ma affascinante ed è facile lasciarsi guidare dalle emozioni di Fiona quando dice: “Il suo vestito in tweed di ottima fattura inglese è forse un tantino troppo elegante per quest’ambiente. Ma una cosa è certa, non mi sembra per nulla la faccia di un burocrate di un’associazione non profit.”

La magia entra prepotente nella storia, assieme ai ricordi di Fiona: “Forse era proprio quella la ragione del nostro viaggio errante nella sconfinata Siberia? Probabilmente la misteriosa isola selvaggia di Ol’khon, nel gelido lago siberiano di Baikal e i suoi Spiriti, ci stavano chiamando a gran voce!”

La ricerca del padre di Vladimira (che lei è assolutamente convinta essere vivo) si fonde con un viaggio spirituale verso gli Spiriti della Taiga, raccontato sulle note di un prezioso violino e antiche melodie di canti sciamanici.

Questo romanzo entra nel cuore e nei sogni del lettore con grazia e leggerezza, toccando sentimenti profondi e risvegliando bisogni sopiti di avventura e spiritualità.

English translation

A few lines are enough to find yourself on the Trans-Siberian, immersed in the heat of the train that plows through icy landscapes, drinking tea and tasting pirog accompanied by the irony of the protagonist.

The big theme dealt with in Little Steps in the Taiga is travel: Fiona and Vladimira, mother and teenage daughter, receive an unusual package with Trans-Siberian train tickets. Driven by curiosity, they decide to spend the Christmas holidays in Siberia, to seek answers kept secret for too long.

Secondly, it is a novel that plunges into the theme of death through the protagonist Fiona and her difficulty in understanding and accepting the idea of ​​the end of earthly bodies, her anguish in the face of having to leave, one day , her daughter.

It is a novel interwoven with music, so much so that in many chapters a classic piece is indicated for an eclectic and refined overall selection (for example for Chapter 1: Arcangelo Corelli, Violin Sonata Op. 5 No. 12 “The Folly”).

Finally, the pagan element dear to the author cannot be missing, which peeps out from the protagonist’s Celtic necklace (torque) to expand rapidly and radically influence the atmosphere of the narration.

The engine of the plot, even if not explicitly stated by Fiona, is the search for Yuri, Vladimira’s father who disappeared, leaving behind only a score: Rachmaninov’s Preludium Op.3 No.2 in C sharp minor.

The journey deepens with mystery when Sokolòv appears on the train, who says he is a friend of Zosim (orchestra conductor who is a friend of the family, whom Vladimir considers an uncle), sent by him to act as their guardian angel. She is a shady but charming character and it is easy to be guided by Fiona’s emotions when she says: “Her well-made English tweed dress is perhaps a little too elegant for this environment. But one thing is certain, it doesn’t look like the face of a bureaucrat in a non-profit association at all. ”

Magic enters the story overwhelmingly, together with Fiona’s memories: “Maybe that was precisely the reason for our wandering journey in the boundless Siberia? Probably the mysterious wild island of Ol’khon, in the icy Siberian lake of Baikal and her Spirits, were calling out to us! ”

The search for Vladimira’s father (who she is absolutely convinced is alive) merges with a spiritual journey towards the Spirits of the Taiga, told on the notes of a precious violin and ancient melodies of shamanic songs.

This novel enters the reader’s heart and dreams with grace and lightness, touching deep feelings and awakening dormant needs for adventure and spirituality.

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