Review * recensione

dragonfly

By Claudine Giovannoni
“Isabel!” Calls the little voice that comes from the other side of the crack in the kitchen’ wall.
“Isaaaabel…” but maybe it is just the cold breath of the wind that carries the mist to cover all the Guatemalan highlands, where is located the village.
The protagonists, Isabel and Inés, lead us through a delicate and rich in detail narration, in which are woven many legends of the past, handed down orally from father to son, from mother to daughter. Where the dead come back to take revenge of the living, intertwining tails and manes of horses… or saving them, simply by preventing the fatality to take place.
Old memories where magic and mystery hold us with the nose into the pages of the book, the eyes glued to the words that unfold like dragonflies…
But in the imagination of the girls, that is the voice of a young man held captive by two elderly witches who have a small shop where you can find everything.
In the compelling narrative the author manages to keep alive the curiosity of the reader, so in each chapter are introduced new unknowns, and much more. You will find also real events that occurred during the civil war in Guatemala which lasted 36 years, selected in order to create a sort of “mémoires” double tied to real events. And so we have images of guerrillas and soldiers, of Indios and Ladini, of eccentric and mysterious characters, and others that are revealed to be honest only at the end.

Basically, it is a didactic book, where magic dominates over the futility of wars of power where those who suffer are lways and only the people.
It is a story suitable for all ages: chaste and free of violent descriptions, by an accurate and precise style.
After all, it reminds me of the good novels I read when I was younger… those with which I dreamed and fantasized… and still are in my heart! A real new discovery, which I only can suggest.

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“Isabel!” chiama la flebile voce che proviene dall’altra parte della crepa nel muro della cucina.
“Isaaaabel…” ma forse è solo il respiro del vento freddo che porta con sé la nebbiolina a ricoprire tutto l’altipiano guatemalteco, dov’è ubicato il villaggio.
Le protagoniste, Isabel e Inés, ci conducono attraverso una narrazione delicata e ricca di dettagli, dove troviamo intessute molte leggende del passato, tramandate oralmente da padre in figlio, da madre in figlia. Dove i morti tornano a vendicarsi dei vivi, intrecciando le code e criniere dei cavalli… o salvandoli, semplicemente impedendo alla fatalità di mettervi mano.
Ricordi antichi dove la magia ed il mistero ci trattengono con naso nelle pagine del racconto, gli occhi incollati alle parole che si dispiegano come libellule…
Ma nella fantasia delle ragazze, quella è la voce di un giovane, tenuto prigioniero da due anziane streghe che hanno un piccolo negozio dove si può trovare di tutto.
Nell’avvincente narrazione l’autore riesce a mantenere sempre viva la curiosità del lettore, quindi in ogni capitolo sono introdotte nuove incognite, ma non solo. Anche fatti reali accaduti durante la guerra civile in Guatemala durata ben 36 anni, sono stati selezionati in modo da creare una sorta di “mémoires” legate a fatti realmente accaduti. E quindi abbiamo immagini di guerriglieri e di militari, di Indios e ladini, di personaggi eccentrici e misteriosi, e di altri che solo al finale si svelano essere dabbene.
È un racconto adatto a ogni età: pudico e privo di descrizioni violente, dallo stile accurato e preciso.

A mio avviso può essere considerato anche un libro didattico, nel quale la magia sovrasta l’inutilità delle guerre di potere dove chi soffre è sempre e solo il popolo.
In fondo mi ricorda i bei romanzi che leggevo quando ero più giovane… coi quali ho sognato e fantasticato… e che sono sempre nel mio cuore! Una piacevole scoperta, quest’autore, che volentieri raccomando.

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