• Simply… woman

    Sara Luna e Claudine
  • I support ANIMAL RIGHTS

  • me and my girl :-)
  • Mi sento unicamente una "Cittadina del Mondo"
    figlia, madre, amica, compagna, donna...
    Ho viaggiato lungo rotte conosciute ed altre ignote, per lavoro ma anche per curiosità o solo per il desiderio di scoprire nuovi luoghi!
    L'esperienza a contatto con altri popoli, religioni e culture, mi ha insegnato a venerare Madre Natura ed ogni forma di vita che ci conduce a valutare precetti inconfutabili, ma che purtroppo troppi ignorano nel più assoluto egoismo.
    Vi apro le porte del mio mondo virtuale... seguitemi lungo l'itinerante scorrer d'acqua lasciando traccia di vissuto.

  • What to say about Claudine? She is passionate about living a present, balanced and authentic life, with a healthy dose of humor! She loves to travel the world, explore new places, people and food, but equally loves to retreat into silent solitude. She is a writer who follows a hidden path, into an unfamiliar world. If you just surrender and go with her on her eerie journey, you will find that you have surrendered to enchantment, as if in a voluptuous and fantastic dream. She makes you believe everything she sees in her fantasy and dreams. But as well you take a journey to the frozen mountain peaks of the north of Europe, to the crowded sweating streets of Mexico or Africa. Her characters are wonderfully real and wholly believable perfectly situated in her richly textured prose. She’s a lovely person and she writes with exquisite powers of description! She’s simply great! R. McKelley

    ***

    Chi è Claudine? Lei è appassionata nel vivere al presente una vita equilibrata e autentica, con una sana dose di humour! Ama viaggiare per il mondo, esplorare nuovi luoghi, persone e cibo, ma ugualmente ama ritirarsi in solitudine, nel silenzio. E' una scrittrice che segue un sentiero nascosto, verso un mondo sconosciuto. Se solo vi arrendete e andate con lei in questa spettacolare avventura, realizzerete che vi siete confidati all’incantevole, come in un sogno fantastico ed avvolgente. Vi farà credere ad ogni cosa che lei vede nei suoi stessi sogni e fantasie. Ma inizierete anche un viaggio verso le cime ghiacciate del nord Europa, verso le strade affollate del Messico o Africa. I protagonisti sono magnificamente reali e totalmente credibili stupendamente inseriti nella ricca trama di prosa. E’ una “grande” persona e scrive con uno squisito potere descrittivo. E’ semplicemente magnifica.

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Spain: stop the executions of galgos World Animals Voice

(Original post:  World Animals Voice)

In the midst of the coronavirus pandemic, the notifications of bestiality perpetrated by humans against animals do not end.
Spain, which today complains of more than 230’000 covid-19 cases, does not yet have laws that can protect animals.
I share chilling images and videos that show the horror perpetrated against the hunting dogs “Galgos”…
Another reason why hunting should be abolished, but also any other form of human exploitation of animals!

…ooOoo…

Nel bel mezzo della pandemia da coronavirus, non finiscono le notifiche di bestialità perpetrate da umani nei confronti di animali.
La Spagna, che lamenta in data odierna più di 230.000 casi covid-19, non dispone ancora di leggi che possano tutelare gli animali.
Condivido immagini e filmati aghiaccianti che mostrano l’orrore perpetrato contro dei cani da caccia “Galgos”…
Altra ragione per la quale bisognerebbe abolire la caccia, ma anche ogni altra forma di sfruttamento degli animali da parte di umani!

 

Watch this video and share as much as possible… the world needs to know that this is still happening. Abuse and killing of galgos must stop !! Spain is one of the few countries where it is legal to hunt with greyhounds. At the end of the hunting season, many dogs are eliminated or […]

via Spain: stop the executions of galgos — World Animals Voice

To walk * Camminare

By Silvana Marzari    Rio Abierto instructor

bimba_che_cammina

Our ancestors had descended from the trees to live at ground level, where they moved like semi-quadrupeds, preparing the way for the vertical position with support on two feet. The vertical alignment of the body on two feet involves a continuous alternation of contraction and relaxation movements of the leg muscles, in order to maintain balance. A forward displacement with respect to the support base began the gait that is the action of moving one foot after the other to walk.
Walking is a meditation not only when we experience it as a form, but also every time we walk in daily life. If we want we can perceive every change and nuance of an activity that we mostly do without any attention. To walk is to leave the ground with one foot and hold the anchor with the other. Walking we take turns between earth and sky.

Walking through predetermined paths is an ancient practice in sacred traditions around the world. We think of pilgrimages: from Santiago de Compostela, to Mecca, to the sacred mountain of Kailash… These predetermined paths can have destinations like in the pilgrimage or they can be within a delimited space, such as in the cloister of a convent. Walking on these paths is a finalized going, dedicating a part of one’s lifetime, to connect to the sacred. It is a walk towards yourself.
This week we experience a conscious walk.

Proposal of workout: “Walking consciously”

Choose your path you want to take. It is a walk to be done alone. It’s about walking towards yourself. You are the destination.
• In conscious walking we feel what happens in every moment, we feel our body standing, we feel the movement, its richness, its complexity.
• The pace, the rhythm, the speed must be accorded to the quality of the body and heart present in the moment, to their needs.
• Sometimes, slowness helps to counteract the mind that runs too much, to invite it to pause, to tune it with the present moment. At other times, the slow pace can become hypnotic, a lullaby that creates automatism, and the pace must be awakened, refreshed with audacity, accelerating or instead slowing down to the maximum and remaining connected with the most subtle sensations.
• Do not look for meaning, just touch the ground with one foot, lift the other foot off the ground, take turns without getting busy. Being intimate with the earth and with the air, with the dance of the step, with the pace.
• And if thoughts ride us if they prevent us from being present, it remains anchored to the step and returns to the humility of the foot that feels the earth, that feels the detachment from the ground.

N.B. text reworked by Silvana Marzari instructor of Rio Abierto, freely taken from the beautiful book: “Silence is a living thing” by the writer and poet Chandra Livia Candiani.

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I nostri antenati erano scesi dagli alberi per vivere al livello del suolo, dove si muovevano come semiquadrupede, preparando la via alla posizione verticale con appoggio su due piedi. L’allineamento del corpo in verticale su due piedi comporta un continuo alternarsi di movimenti di contrazione e di rilassamento dei muscoli delle gambe, allo scopo di mantenere l’equilibrio. Un sottile spostamento in avanti rispetto alla base di appoggio diede inizio alla deambulazione, overo l’azione di spostare un piede dopo l’altro, al camminare.

Camminare è una meditazione non solo quando lo sperimentiamo come forma, ma anche ogni volta che camminiamo nella vita quotidiana. Se vogliamo possiamo percepire ogni cambiamento e sfumatura di un’attività che per lo più facciamo senza alcuna attenzione. Camminare è lasciare con un piede la terra e con l’altro tenere l’ancora. Camminando ci avvicendiamo tra terra e cielo.
Camminare attraverso sentieri prefissati è una pratica antica nelle tradizioni sacre di tutto il mondo. Pensiamo ai pellegrinaggi: di Santiago di Compostela, alla Mecca, alla montagna sacra del Kailash… Questi sentieri prefissati possono avere delle mete come nel pellegrinaggio o possono essere all’interno di uno spazio delimitato, come per esempio nel chiostro di un convento. Camminare su questi sentieri è un andare finalizzato, dedicando una parte di tempo della propria vita, per connettersi al sacro. È un camminare verso se stessi.
Questa settimana sperimentiamo una camminata consapevole.

Proposta di lavoro:  Camminare consapevole”

Scegli il tuo percorso che vuoi intraprendere. È una passeggiata da fare in solitudine. Si tratta di camminare verso se stessi. La destinazione sei tu.
• Nella camminata consapevole sentiamo cosa accade in ogni istante, sentiamo il nostro corpo in piedi, sentiamo il movimento, la sua ricchezza, la sua complessità.
• L’andatura, il ritmo, la velocità vanno accordate alla qualità del corpo e del cuore presenti nel momento, ai loro bisogni.
• Certe volte, la lentezza aiuta a contrastare la mente che corre troppo, a invitarla a fare pausa, a intonarla con il momento presente.
• Altre volte, il passo lento può diventare ipnotico, una ninna-nanna che crea automatismo, e il passo va risvegliato, rinfrescato con audacia, accelerando o invece rallentando al massimo e restando connessi con le più sottili sensazioni.
• Non cercare un senso, solo toccare terra con un piede, sollevare da terra l’altro piede, avvicendarsi senza affaccendarsi. Essere intimi con la terra e con l’aria, con la danza del passo, con l’andatura.
• E se i pensieri ci cavalcano, se ci impediscono di essere presenti, resta ancorata al passo e torna all’umiltà del piede che sente la terra, che sente lo stacco da essa.

N.B. testo rielaborato da Silvana Marzari istruttrice di Rio Abierto, liberamente tratto dal bellissimo libro: “Il silenzio è cosa viva” della scrittrice e poetessa Chandra Livia Candiani.

Per ulteriori informazioni, contattare Silvana!

Chiediamo una Fase 2 sostenibile * Wir fragen um eine nachhaltige Phase 2 * Nous demandons une Phase 2 écologiquement responsable

http://chng.it/QwTYVcpvBG

Autrici: Verena Sommer e Dapne Mattai del Moro

pianeta animale

[version française en bas de la page]
[Deutsche Übersetzung unten]

Ringraziamo il Governo e tutti gli organi preposti coinvolti per il l’impegno ed il lavoro svolto fino ad oggi e fin dall’inizio dell’evento epocale che stiamo vivendo. Le decisioni prese richiedono molto lavoro, riflessione, un’enorme responsabilità e talvolta sangue freddo. Apprezziamo in particolare che il Governo Ticinese abbia lottato ripetutamente per ottenere maggiore spazio di manovra rispetto alle direttive del Consiglio Federale, considerando la situazione diversa del nostro cantone, vista la vicinanza con la Lombardia e l’enorme traffico trans-frontaliero.

Per aiutare la nostra economia il Governo ha stanziato importi molto importanti in poco tempo, rassicurando e includendo infine anche i liberi professionisti, inizialmente dimenticati nella distribuzione dei contributi e di questo siamo profondamente riconoscenti.

Molti di noi si sono attivati immediatamente per dare un sostegno alla popolazione sotto shock e al personale sanitario sottoposto ad estreme pressioni al fronte. La salute psico-fisica di ognuno di noi è fondamentale per rialzarsi dopo la caduta per un’economia sana e funzionante per tutti. È cosa nota che, per funzionare bene, corpo e mente hanno bisogno di “ecosistemi” interni ed esterni sani ed equilibrati.

In tanti abbiamo potuto constatare in questo periodo svariate reazioni della Natura al fermo della popolazione. In primis, e molto velocemente, la qualità dell’aria è migliorata e i cieli sono tornati azzurri e tersi in Ticino e in Lombardia, tanto quanto a Wuhan e in molte regioni estremamente inquinate della Cina e del resto del mondo.

Ma non solo i nostri polmoni respirano meglio! Anche l’anima riprende a respirare mentre la Natura si sta risvegliando grazie alla calma, all’aria pulita ed al silenzio: gli animali escono dal bosco, le acque e l’ambiente sono più puliti, alcuni fiori si possono osservare anche lungo le strade (solitamente vengono tagliati subito) e, last but not least, la popolazione degli insetti, e in primis delle api, é in aumento! Anche dall’estero ci raggiungono notizie simili.

In molti ci siamo preoccupati sempre di più negli ultimi anni dei numerosi danni causati all’ecosistema a causa del nostro modo di vivere, a partire dall’allarmante riduzione progressiva della popolazione delle api, fondamentale per la produzione di cibo per la popolazione mondiale. In molti abbiamo introdotto piccoli cambiamenti nelle nostre vite per la salvaguardia dell’ecosistema, rendendoci conto di quanto la sopravvivenza dell’umanità ne sia inscindibilmente connessa e anzi dipendente!

Siamo convinti che gli eventi naturali durante il lock down ci dimostrano che non siamo totalmente impotenti, che possiamo cambiare le condizioni della nostra Terra, che possiamo ancora invertire la rotta ma che dobbiamo farlo subito, ADESSO! se non vogliamo subire eventi ancora peggiori dell’attuale.

Ma per fare ciò crediamo che occorra riorientarci, focalizzarci anche sul vero valore delle cose al di là del loro puro valore monetario, sui valori umani e sul valore del singolo. Oggi come oggi, trovandoci ancora prima dell’emergenza economica già in un emergenza climatica, tale presa di coscienza, il riorientamento dei valori ed il potenziamento della protezione della natura deve partire dai Governi.

Proprio ORA, nella fase 2 dell’era Covid-19, è il momento per il Governo Ticinese e Svizzero di includere e valorizzare la salvaguardia della natura, considerandola ed includendola in ogni passo di rientro alla normalità e di riavvio dell’economia del Paese.

Chiediamo quindi al Governo Federale, ai Governi Cantonali ed ai singoli Municipi di:

  1. implementare misure e passi concreti importanti e immediati per la salvaguardia della Natura, e rilasciare un messaggio chiaro e ripetuto tanto all’economia quanto alla popolazione sull’importanza di tale proposito, istituendo una Commissione addetta sia a livello Federale che a livello dei singoli Cantoni e collaborando con specialisti dei campi coinvolti;
  2. favorire e incentivare con atti concreti il telelavoro dove possibile, onde ridurre anche in futuro il traffico per limitare l’inquinamento atmosferico e fonico; 
  3. congelare in modo irrevocabile e per un tempo minimo di tre anni la costruzione di antenne e l’implementazione della frequenza 5G, onde permettere lo svolgersi di studi approfonditi a lungo termine sull’effetto di tali frequenze sull’ecosistema e sulla salute;
  4. liberare risorse per i cambiamenti pressanti per il riavvio dell’economia e contemporaneamente tutelare l’ambiente naturale;
  5. incentivare e favorire la messa a disposizione di spazi per orti comunali e sociali a disposizione della popolazione e di associazioni, in modo da incentivare la formazione scolastica e della popolazione riguardo la coltivazione di cibo, da sostenere famiglie e mercati locali, nonché incoraggiare il movimento all’aperto e il contatto con la natura a favore della salute fisica e psichica. È cosa nota che queste misure potrebbero fornire un sano e necessario equilibrio psico-fisico, sopratutto per chi è attivo nel campo del telelavoro, ristabilendo un sano e responsabile contatto con la natura.

Se sei d’accordo con le nostre considerazioni e le nostre richieste ti chiediamo di firmare questapetizione. Più saremo a firmarla e più forte la nostra voce si farà sentire! Grazie fin d’ora!

…oOo…

[Deutsche Übersetzung]   “Wir fragen um eine nachhaltige Phase 2!”

Wir danken der Regierung und allen beteiligten Stellen für das Engagement und die bisher geleistete Arbeit.

Seit Beginn des epochalen Ereignisses, welches wir aktuell erfahren. Die nötigen Entscheidungen erfordern sehr viel Arbeit, Reflexion, eine riesige Verantwortung und manchmal Kaltblütigkeit. Besonders schätzen wir, dass die Tessiner Regierung wiederholt darum kämpfte, mehr Handlungsspielraum gegenüber den Richtlinien des Bundesrates zu erhalten, angesichts der unterschiedlichen Lage unseres Kantons aufgrund der Nähe zur Lombardei und des enormen Grenzverkehrs.

Um unserer Wirtschaft zu helfen, hat die Regierung in kurzer Zeit sehr hohe Beträge bereitgestellt, was für die Bevölkerung beruhigend war und schließlich auch die Freiberufler einbezog, welche bei der Verteilung der Beiträge zunächst vergessen wurden. Dafür sind wir zutiefst dankbar.

Viele von uns haben umgehend private Maßnahmen ergriffen, um die traumatisierte Bevölkerung sowie das Sanitär-Personal zu unterstützen. Die psycho-physische Gesundheit eines jeden von uns ist von grundlegender Bedeutung um uns als Volk nach dem Schock wieder erheben zu können um gemeinsamen an eine gesunde und funktionierende Wirtschaft für alle beisteuern zu können. Es ist bekannt, dass Körper und Geist, um gut zu funktionieren, gesunde und ausgewogene interne und externe “Ökosysteme” benötigen.

Viele von uns konnten in dieser Zeit verschiedene Reaktionen der Natur beobachten, welche auf den Lock-down zurück zu führen sind. Erstens hat sich die Luftqualität sehr schnell verbessert und der Himmel ist blau und klar geworden, sei dies im Tessin und in der Lombardei, wie auch in Wuhan und in vielen extrem verschmutzten Regionen Chinas und der ganzen Welt.

Aber nicht nur unsere Lungen atmen besser! Sogar die Seele atmet auf, während die Natur sich erholt dank der Ruhe, sauberer Luft und Stille: Die Tiere kommen aus dem Wald, Wasser und Umwelt sind sauberer, blühende Blumen können auch entlang der Straßen beobachtet werden (welche normalerweise sofort geschnitten werden) und nicht zuletzt nimmt die Zahl der Bienen und anderer Insekten zu! Ähnliche Nachrichten erreichen uns auch aus dem Ausland.

Viele haben sich in den letzten Jahren immer mehr Sorgen über die zahlreichen Schäden gemacht, die dem Ökosystem auf grundunserer Lebensweise zugefügt wurden. Besonders alarmierend war die  fortschreitende Verringerung der Bienenpopulation, welche grundlegend ist für die Produktion von Lebensmitteln für die Weltbevölkerung. Viele von uns haben kleinere und grösserVeränderungen in unserem Privatleben vorgenommen zum Schutz des Ökosystems. Immer mehr Menschen erkennen die untrennbare Verbindung, ja sogar Abhängigkeit der Menschheit vom Ökosystem.

Wir sind davon überzeugt, dass die erwähnten Naturereignisse während der Sperrung uns zeigen, dass wir  nicht hilflos sind, sondern dass wir den Zustand unserer Erde verbessern können, und den Kurs umkehren können, sofern dies wir es jetzt tun müssen, SOFORT!  wenn wir keine noch schlimmeren Ereignisse als die gegenwärtigen erleiden wollen.

Aber um dies zu tun, müssen wir uns neu orientieren und uns auch auf den wahren Wert der Dinge konzentrieren, die über ihren reinen Geldwert hinausgehen, auf die menschlichen Werte und auf den Wert des Individuums. Unter Inbetrachtziehung der Tatsache, dass wir uns bereits vor dem wirschaftlichen Notstand in einem klimatischen Notfall befanden ist es unumgänglich, dass dieses neue Bewusstwein, die Neuorientierung von Werten und die Verbesserung des Naturschutzes von der Regierung ausgehen muss.

Gerade jetzt, in der Phase 2 der Covid-19-Ära, ist es dringend, dass das Tessin und die Schweizer Regierung den Naturschutz bei jedem Schritt zur Rückkehr zur Normalität und des Neustarts der Wirtschaft prioritär berücksichtigen.

Wir fordern daher die Bundesregierung, die kantonalen Regierungen und die einzelnen Gemeinden zu folgenden Schritten auf:

  1. sofortige Einführung bedeutender und sofortiger konkreter Maßnahmen und Schritte für den Naturschutz, sowie eine klare und wiederholte diesbezügliche Botschaft sowohl an die Wirtschaft als auch an die Bevölkerung über die Bedeutung dieser Schritte, und die Einberufung einer Kommission sowohl auf Bundes- als auch auf  kantonaler Ebene, welche sich auf die Zusammenarbeit mit Spezialisten aus den beteiligten Bereichen abstützt;
  2. Förderung und Unterstützung der Telearbeit nach Möglichkeit mit konkreten Maßnahmen, um das Verkehrsaufkommen zu reduzieren und die Luft- und Lärmbelastung zu begrenzen und zu reduzieren;
  3. unwiederrufliche Einfrierung des Antennenbaus und der Implementierung der 5G-Frequenz für mindestens drei Jahre, um eingehende Langzeitstudien bezüglich der Auswirkungen dieser Frequenzen auf das Ökosystem und die Gesundheit zu ermöglichen;
  4. Freisetzung von Mitteln für dringende Änderungen, um einen umweltfreundlichen Neustart der Wirtschaft zu ermöglichen;
  5. Bereitstellung von Geländen zur Nutzung als kommunale und soziale Gärten zuhanden der Bevölkerung, der Verbände, und der Schulen, um die Bildung der Bevölkerung im Bezug auf den Anbau von Nahrungsmitteln zu fördern, lokale Familien und Märkte zu unterstützen, die Bewegung im Freien zu fördern, den Kontakt mit der Natur für die körperliche und geistige Gesundheit zu fördern. Es ist bekannt, dass diese Maßnahmen ein gesundes und notwendiges psycho-physisches Gleichgewicht schaffen, insbesondere für diejenigen, die in der Telearbeit tätig sind, sowie zur Wiederherstellung eines gesunden und verantwortungsvollen Kontakts mit der Natur.

Wenn Sie unseren Überlegungen und Anfragen zustimmen, bitten wir Sie, die Petition zu unterschreiben. Je mehr von uns unterschreiben, desto stärker wird unsere Stimme gehört! Vorab besten Dank für eure Unterstützung,

…oOo…

[version française] “Nous demandons une Phase 2 écologiquement responsable!”

Nous remercions le Gouvernement et tous les organes impliqués pour l’engagement et le travail accomplis jusqu’à présent depuis le début de l’événement historique que nous vivons. Les décisions prises demandent beaucoup de travail, de réflexion, une énorme responsabilité et parfois du sang-froid. Nous apprécions particulièrement que le Gouvernement Tessinois ait lutté à plusieurs reprises pour obtenir par le Conseil Fédéral un plus ample marge de manœuvre, compte tenu de la différente situation de notre canton due à la proximité avec la Lombardie et à l’énorme circulation transfrontalière.

Pour aider notre économie, le gouvernement a alloué des sommes très importantes en peu de temps, rassurant et enfin inclure les pigistes, initialement oubliés dans la répartition des contributions, et nous en sommes profondément reconnaissants.

Beaucoup d’entre nous ont pris des mesures immédiates pour soutenir la population choquée et le personnel sanitaire soumis à une pression extrême. La santé psycho-physique de chacun de nous est fondamentale pour se lever après la chute, pour une économie saine et fonctionnelle pour tous. On sait que pour bien fonctionner le corps et l’esprit ont besoin d’”écosystèmes” internes et externes sains et équilibrés.

On a tous pu observer au cours de cette période les différentes réactions de la Nature au lock-down. D’abord, et celà très rapidement, la  qualité de l’air s’est nettement améliorée et le ciel est devenu bleu soit au Tessin qu’en Lombardie, autant qu’à Wuhan et dans de nombreuses régions de Chine et du reste du monde extrêmement polluées.

Mais non seulement nos poumons respirent mieux! Même l’âme reprend son souffle pendant que la Nature se réveille dans le silence, le calme et l’air pur: les animaux sortent des bois, les eaux et l’environnement sont plus propres, certaines fleurs peuvent également être observées tout au long des routes (généralement elles sont éliminées immédiatement) et enfin la population d’insectes, et surtout d’abeilles, est en train d’augmenter! Des nouvelles similaires nous parviennent aussi de l’étranger. Beaucoup entre nous se sont inquiétés de plus en plus ces dernières années à cause des nombreux dommages à l’écosystème par conséquent de notre mode de vie, à partir de la diminution progressive alarmante de la population d’abeilles, fondamentale pour la production d’aliments destinés à la population mondiale. Beaucoup entre nous ont introduit de petits changements dans leurs vies pour incentiver la protection de l’écosystème, en réalisant combien il la survie de l’hêtre humain en soit inévitablement connectée, voir dépendante!

Nous sommes convaincus que les événements naturels avérés pendant le lock-down nous montrent que nous ne sommes pas totalement impuissants, que nous pouvons changer les conditions de notre Terre, que nous pouvons encore inverser le cours de l’histoire, mais que nous devons le faire tout de suite, MAINTENANT! si nous ne voulons pas subir des événements encore plus catastrophiques.

Mais pour ce faire, nous croyons qu’il faudrait nous réorienter, nous concentrer plutôt sur la vraie valeur des choses au-delà des leurs pure rente monétaire, sur les valeurs humaines et sur la valeur de l’individu. Aujourd’hui, vu l’état d’urgence climatique dans lequel nous nous trouvions déjà avant l’état d’urgence   Covid-19 qui vient de s’établir, une telle prise de conscience, une réorientation des valeurs et un renforcement de la protection de la Nature doit commencer par les Gouvernements.

Juste MAINTENANT, dans la phase 2 de l’ère Covid-19, il est temps pour les Gouvernement Tessinois et Suisse d’inclure et améliorer la protection de la Nature, en incluant son bien-être à chaque étape du retour à la normalité de nos vies et du redémarrage de l’économie du Pays.

Nous demandons donc au Gouvernement Fédéral, aux Gouvernements Cantonaux et aux Communes de:

  1. mettre en œuvre des mesures concrètes importantes et immédiates pour la préservation de la Nature, et de transmettre un message clair et répété à l’économie et à la population sur l’importance à cet égard, en créant une Commission au niveau Fédéral et Cantonal individuel tout en collaborantavec des spécialistes des domaines concernés;
  2. favoriser et encourager le télétravail avec des actions concrètes lorsque cela sera possible, afin de réduire l’augmentation de la circulation et limiter la pollution atmosphérique et sonore;
  3. bloquer la construction d’antennes de manière irrévocable et pendant au moins trois ans et la mise en œuvre de la fréquence 5G, afin de permettre la réalisation d’études approfondies à long terme sur l’effet de ces fréquences sur l’écosystème et sur la santé;
  4. libérer des ressources pour les changements urgents pour redémarrer l’économie et en même temps sauvegarder l’environnement naturel.
  5. encourager et favoriser la mise à disposition d’espaces pour la création de jardins communaux et sociaux à disposition de la population et des associations, afin d’encourager l’éducation de nos enfants et de la population concernant la culture de la nourriture, de soutenir les familles et les marchés locaux, ainsi que d’encourager le mouvement à l’extérieur et le contact avec la Nature. On sait très bien que ces mesures pourraient fournir un équilibre psychophysique sain et nécessaire, en particulier pour ceux qui sont actifs sur le terrain du télétravail, en rétablissant une connexion saine et responsable avec la Nature.

Si vous êtes d’accord avec nos considérations et demandes, nous vous demandons de signer cette pétition. Plus nombreux nous serons à signer, plus fort on entendra notre voix! Merci dès maintenant.

La Kitsune (romanzo) di Gian Paolo Marcolongo

La Kitsune

I state that since always I have had a strong connection with Japan and when I read the title of this novel, obviously, I was immediately extremely intrigued.
I know several Japanese legends, learned during the various trips I made between Tokyo, Osaka, and Kyoto. I must also admit that my daughter collects “manga” and “anime” and she has all the animēshon of Hayao Miyazaki, which are also my favorites.
The legend of the Kitsune no yomeiri (nine-tailed fox) is also known outside of Japan; great cleverness and intelligence are attributed to the Kitsune, as well as the ability to take human form to deceive people (in essence she is a shapeshifter).
Marcolongo’s novel recalls ideas from an ancient legend written by the monk Kyoukai between the 8th/9th century, but the author inserts other details with skill and strong suspense, a typical imprint of his particular writer’s style.
In the beautiful story, we find parallelism between an intense love story dating back to 1999 between Klaus and Amanda and that of 2009/2010 between Pietro and Elisa. While Pietro’s introspections sometimes distract us from the plot, making us understand even better the character of the protagonist.
Both stories are set in the same old hut isolated from the rest of the world, on the slopes of Mount Antelao in the Dolomites.
Following the common thread, I immersed myself in the immensity of the forest, stepping on the fragrant moss of wood and wet leaves: I was intrigued, very intrigued.
Behind every fir or larch, it seemed to me that I could see the Fox… but perhaps, the reddish flicker was only a shadow play at sunset when, like swords, the rays crossed the black foliage of the trees.
Marcolongo brings the reader back and forth in time by carrying out an in-depth analysis of the thoughts of Pietro, the main character. His lifestyle choices, disappointed expectations in the work field and uncertain expectations in the emotional field that despite his 35 years, had still kept him a virgin.
It all starts with a strange announcement that appeared in the Gazzettino di Belluno: “two thousand perches of wood on the slopes of Mount Antelao for sale …”

And Pietro’s life takes a definitive turn that will upset his every prognostic, every desirable idea of ​​what is really good for him.
Only towards the end of the story, do the pieces start to fit together and the plot again takes on a clarifying reversal. But nothing in this novel is given to chance since it was Pietro’s destiny to meet the Kitsune and to receive the magical gift that, again, would have changed his life.

© Alexandra Bochkareva

© Alexandra Bochkareva

 

Premetto che da sempre nutro una forte connessione con il Giappone, quando ho letto il titolo di questo romanzo, evidentemente, sono subito stata estremamente incuriosita.
Conosco diverse leggende giapponesi, apprese durante i diversi viaggi che ho fatto tra Tokyo, Osaka, e Kyoto. Devo poi anche ammettere che mia figlia colleziona “manga” e “anime” e ha tutti gli animēshon di Hayao Miyazaki, che sono anche i miei favoriti.
La leggenda della Kitsune no yomeiri (Volpe a nove code) è conosciuta anche fuori dal Giappone; alla Kitsune si attribuisce grande furbizia e intelligenza, nonché la facoltà di prendere sembianze umane per ingannare le persone (in sostanza ella è una mutaforma).
Il romanzo di Marcolongo richiama spunti da un’antica leggenda scritta dal monaco Kyoukai tra il VIII / IX secolo, ma l’autore vi inserisce altri particolari con abilità ed un forte suspense, impronta tipica del suo stile.
Nel bel racconto, ritroviamo un parallelismo tra un’intensa storia d’amore risalente al 1999 tra Klaus e Amanda e quella del 2009/2010 tra Pietro ed Elisa. Mentre le introspezioni di Pietro, a volte, ci distolgono dalla trama facendoci però comprendere ancora meglio il carattere del protagonista.
Entrambe le storie sono ambientate nella stessa vecchia baita isolata dal resto del mondo, sulle pendici del monte Antelao nelle Dolomiti.
Seguendo il filo conduttore, mi sono immersa nell’immensità della foresta calpestando il muschio profumato di legno e foglie bagnate: ero incuriosita, molto incuriosita.
Dietro ogni abete o larice mi sembrava di scorgere la Volpe… ma forse, il guizzo rossastro, era solo un gioco d’ombre al calar del sole quando come spade i raggi attraversavano le nere chiome degli alberi.
Marcolongo riporta il lettore avanti ed indietro nel tempo effettuando un’analisi approfondita dei pensieri di Pietro, il personaggio principale. Le sue scelte di vita, le aspettative deluse nel campo lavorativo e quelle incerte dell’ambito affettivo che malgrado i suoi 35 anni, lo avevano mantenuto ancora vergine.
Tutto inizia da uno strano annuncio apparso su Gazzettino di Belluno: “vendesi duemila pertiche di bosco sulle pendici del monte Antelao…” E la vita di Pietro prende una svolta definitiva che sconvolgerà ogni suo prognostico, ogni sua auspicabile idea di ciò che è veramente buono per lui.
Solo verso il finale della storia, i tasselli iniziano ad incastrarsi e la trama assume nuovamente una ribaltamento chiarificatore. Ma nulla in questo romanzo è dato al caso poiché era destino di Pietro incontrare la Kitsune e di ricevere il magico regalo che, nuovamente, gli avrebbe modificato la vita

“Nebbie nella Brughiera” di Claudine Giovannoni

copertina_nebbie

 

Una recensione molto approfondita, Marian ha compreso a fondo il messaggio racchiuso nel romanzo e fornisce dettagli accurati che però non rivelano il mistero della storia lasciando quindi al lettore il sentimento di curiosità e desiderio di approfondimento.
Il romanzo può essere acquistato direttamene dall’autrice, inserendo i dati nell’apposita scheda o lasciando un commento con indirizzo e-mail.

Pamamento di fr. 24.- inclusa spedizione per mezzo di Paypal, contatterò al vs. indirizzo di posta elettronica per fornire i dettagli.

SERENA PASQUA a tutti le lettrici e lettori…  coraggio, presto questo periodo sarà solo un brutto ricordo!

 

 

Translature

Con Nebbie nella Brughiera (Seneca Edizioni, 2007) di Claudine Giovannoni viaggiamo nel tempo e nello spazio, prendendoci il senso di un meritato piacere, soprattutto  in questo momento della nostra storia. Sorvoliamo oceani e mari, attraversiamo fiumi e terre immense, oltrepassiamo facilmente i confini dei Paesi.

Condivido alcune considerazioni sulla scrittura di Claudine che forse potrebbero risultare utili a chi abbia voglia di avvicinarsi a lei dal punto di vista letterario e leggere i suoi lavori, e che certamente aiutano me a racchiudere quello che ho appreso da lei attraverso le varie letture, al di là del rapporto umano e di amicizia che esiste fra noi.
D’altronde noi  lettori ci ritroviamo spesso a valutare, a consigliare questo o quell’altro scrittore e scrittrice, più o meno conosciuto/a, costruendo reti di scambi di opinioni ed interpretazioni.

In primo luogo, consiglierei di lasciare da parte l’aspettativa di un finale risolutivo e chiuso, poiché credo…

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The revenge * La vendetta

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I would like to share with you this 6 min. video, with some very strong images, which will make you seriously think of “speciesism” as a degenerative disease in the human being.

Being a vegetarian or vegan, we’re more sensitive to this topic, but it shall be our mission to spread the words and explain to others how they can change… for the whole beauty of Planet Earth.

I’m convinced that this quarantine, this total shutdown, will make us think a lot. Many of us have lost a relative, a friend, a person with whom we shared emotions.
We are powerless regarding the virulence of SARS-CoV-2, it strips us of all certainty, leaves us naked and vulnerable with nothing to use to avoid possible infection. Sure going around with a mask can help not to propagate to others (if you are infected), but it does not block the virus that can creep through the respiratory tract in your body.
The virus does not look at the color of your skin, young or old, if you are a believer or atheist, if you are a man or a woman, it does not look at what your sexual preferences are…
Then if you start to meditate, you try to channel the energy inside you, you realize that he, the virus, has changed us drastically… our habits are somehow frozen, and the planet has shown us the positive effect. Above many metropolises, the sky is blue again, the dolphins have returned to the Gulf of Venice and transparent water flows through its canals… with the absence of anthropic disturbances the animals take back the spaces we stole from them. This means that it would take very little, for a rapprochement… to save the ecology.

Think about it. And when this horrible time is over, try to keep in mind that you must change your habits, for the sake of the Planet, our only home!

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Earthmap of zoonotic diseases

 

Vorrei condividere con voi questo 6 min. video, con alcune immagini molto forti, che ti faranno pensare seriamente allo “specismo” come una malattia degenerativa nell’essere umano.
Essendo vegetariano o vegano, siamo più sensibili a questo argomento, ma è la nostra missione diffondere le parole e spiegare agli altri come possono cambiare… per l’intera bellezza del Pianeta Terra.

Sono convinta che questa quarantena, questo arresto totale, ci farà riflettere molto. Molti di noi hanno perso un parente, un amico, una persona con cui abbiamo condiviso delle emozioni.
Siamo impotenti riguardo alla virulenza di SARS-CoV-2, ci spoglia di ogni certezza, ci lascia nudi e vulnerabili con nulla da utilizzare per evitare possibili contagi. Sicuramente andare in giro con una mascherina può aiutare a non propagarlo agli altri (se si è infetti), ma non blocca il virus che può insinuarsi attraverso il tratto respiratorio nel proprio corpo.
Il virus non guarda il colore della tua pelle, se sei giovane o anziano, se sei un credente o ateo, se sei un uomo o una donna, non guarda quali sono le tue preferenze sessuali…
Quindi se inizi a meditare, provi a canalizzare l’Energia dentro di te, ti rendi conto che lui, il virus, ci ha cambiato drasticamente… le nostre abitudini sono in qualche modo congelate e il pianeta ci ha mostrato l’effetto positivo. Sopra molte metropoli, il cielo è di nuovo blu, i delfini sono tornati nel Golfo di Venezia e l’acqua trasparente scorre attraverso i suoi canali… con l’assenza di disturbi antropici gli animali si riappropriano degli spazi che noi abbiamo rubato loro. Ciò significa che ci vorrebbe pochissimo, per un riavvicinamento… per salvare l’ecologia.

Pensaci. E quando questo momento orribile è finito, cerca di tenere a mente che devi cambiare le tue abitudini, per il bene del Pianeta, la nostra unica casa!

 

Unfortunately, Covid-19 is only the beginning … this video explains what will happen in the next decades!

Purtroppo Covid-19 è solo l’inizio… questo filmato ci spiega cosa potrà avvenire nelle prossime decadi!

 

.Purtroppo Covid-19 è solo l’inizio… questo filmato ci spiega cosa potrà avvenire nelle prossime decadi!

Together we win * Insieme vinciamo

Covid-19_world

Just a few months ago, we had never heard of SARS-CoV-2, no one imagined its existence. Today, the whole world fears it and we know that there are half a million people infected, and perhaps as many do not even know they are positive for the Covid-19 virus. The number is constantly rising, hour after hour.
The hospitals are full of people who need treatment, many are intubated in the intensive care wards, hundreds and hundreds of deaths are reported every day. The pandemic has been declared by the World Health Organization days ago. We live in an epochal moment, in terror.
We have all read apocalyptic novels, seen dystopian films that talked about viruses of all kinds and the consequences they inflicted on our planet. Sure. Did we think that everything could only be the result of the imagination of writers or screenwriters?
Well, I put my own too, in the latest novel The Secret of the Annwyn… but it all happened two years in advance: the annihilation of the world population in my imagination should have happened in 2022.
The feeling of anger mixed with impotence, have accompanied me for days now. I didn’t want to write it down, actually.
I read the bulletins issued by the Swiss Federal Council, I inquire about what is happening in the rest of the world and with marked amazement I see that the ignorance and arrogance of certain governments (as well as the people) does not seem to want to realize the gravity of the situation.
Then there are some unfortunate people here in our little canton of Ticino who give a damn about recommendations and find themselves drinking beer in the park with their group of friends, it is foreseeable.
The world is full of unconscious people who selfishly think only of themselves.
Right now, the pandemic is global; we have those with quite a bit of delay have put in place the appropriate measures, others who still hesitate, those which have used the “iron fist”… but unfortunately, there will always be some moron who will become infected, infect his family, friends, in short, those who do not keep the “social distancing” or those who do not scrupulously follow the recommendations.
Would it take the application of martial law? In a country where so much proclaimed democracy (mine, for instance) has also generated disagreements since a canton (at random, bordering on Lombardy – a red zone with mortality higher than the whole of Wuhan-) has done its own thing without waiting for federal approval.
But how is it possible that after all the tests, various simulations carried out in research laboratories, a unique and defined (global) protocol has not been put in place to curb the spread of the virus in question?
Wasn’t it the best thing to do, in order to contain the pathogen, carry out carpet tests to identify the infected people, their contacts, and then isolate everyone and avoid spreading?
These are situations tested and exercised in different countries (see GB with a BBC video of a few years ago)… but in the moment of real need, they are not applied in a generalized way.
But I don’t know about these things, it’s scientific material and I’m a normal citizen without studies in this field.
However, what I live in my own small way is the fear that there may be people who die here as well since there are not enough intensive care units available. If the severity of the side effects of this Covid-19 brings complications to the lungs, many people will have to be “intubated” in order to survive. However, the appropriate clinical types of equipment are few and if there will be an increase in serious cases, they will not be enough for everyone. Covid-19 does not spare young people and perhaps it is spreading more precisely through them?
The doctors raised the alarm, asking the population to “stay home” – “isolated” – “keep their distance from each other”.
How many of us are really doing this? Is there still some inept who wants to put the lives of other fellow citizens at stake? I hope not. I sincerely hope so. But what I see, lets me suppose otherwise.
The situation is so serious that second-year medical students have also been called into question: and my son is one of them. He will be working at the EOC Covid-19 Center in Locarno.
These young people are prematurely employed to help save lives by putting their lives at risk. They do it for very strong ethical reasons: they are to be admired.

We must make sure that THE WHOLE MEDICAL BODY does not have to be confronted with extreme situations… to have to opt for the choices of who to let live if there are no longer enough intensive care stations.
We help the whole medical body BY STAYING HOME, MAINTAINING SOCIAL DISTANCE,  APPLYING  ALL  THESE  SAFETY  PRECAUTIONS.
We must now stand in solidarity, this is our battle and only together, with respect for everyone, will we be able to win it.

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Covid-19_29.3.2020

Covid-19 cases in Switzerland up-dated

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Solo pochi mesi or sono, non avevamo mai sentito parlare di SARS-CoV-2, nessuno s’immaginava la sua esistenza. Oggi, tutto il mondo lo teme e sappiamo che c’è mezzo milione di persone infettate, e forse altrettante neppure sanno di essere positive al virus Covid-19. Il numero sale costantemente, ora dopo ora.
Gli ospedali sono pieni di persone che necessitano cure, molte sono intubate nei reparti di cure intense, ogni giorno si contano centinaia e centinaia di morti. È stata dichiarata la pandemia dall’Organizzazione mondiale della salute. Viviamo in un momento epocale, nel terrore.
Abbiamo tutti letto romanzi apocalittici, visto film distopici che parlavano di virus di ogni tipo e delle conseguenze che infliggevano al nostro pianeta. Certo. Pensavamo forse che tutto potesse unicamente essere frutto della fantasia di scrittori o sceneggiatori?
Beh, anch’io ci ho messo del mio: nell’ultimo romanzo Il Segreto degli Annwyn… ma il tutto è accaduto con due anni d’anticipo: l’annientamento della popolazione mondiale nella mia fantasia avrebbe dovuto accadere nel 2022.
Il sentimento di rabbia frammisto a impotenza, mi accompagnano ormai da giorni.
Leggo i bollettini rilasciati dal Consiglio Federale Svizzero, mi informo di ciò che accade nel resto del mondo e con marcato stupore vedo che l’ignoranza e supponenza di certi governi (nonché del popolo), non sembra voler realizzare la gravità della situazione.
Che poi ci siano anche qui nel nostro piccolo canton Ticino qualche disgraziato che se ne frega delle raccomandazioni e si trova col gruppo d’amici a bersi la birra nel parchetto, è prevedibile.
Di incoscienti che egoisticamente pensano unicamente a sé stessi, ne è pieno il mondo.
In questo momento, la pandemia è globale; chi con un bel po’ di ritardo ha messo in atto le misure opportune, chi ancora tentenna, chi ha utilizzato il “pugno di ferro”… ma purtroppo ci sarà sempre qualche deficiente che si infetterà, infetterà i propri famigliari, gli amici, tutti quelli che insomma non tengono le “distanze sociali” (social distancing) o che non seguono con scrupolo le raccomandazioni.
Ci vorrebbe forse l’applicazione della Legge marziale? In un paese dove la democrazia così tanto proclamata ha pure generato disaccordi dacché un cantone (a caso, confinante con la Lombardia – zona rossa con mortalità superiore all’intera Cina-) ha fatto di testa sua senza attendere il benestare federale.
Ma com’è possibile che dopo tutti i test, simulazioni varie effettuate in laboratori di ricerca, non si abbia messo in atto un protocollo univoco e definito (globale) per frenare la diffusione del virus in questione?
Non era forse la cosa migliore da farsi, nella finalità di contenere l’agente patogeno, effettuare dei test a tappeto per individuare le persone infette, i loro contatti, per poi isolare tutti ed evitare la diffusione?
Queste sono situazioni testate ed esercitate in diverse nazioni (vedi GB con un filmato della BBC)… ma nel momento della reale necessità, non vengono applicate in modo generalizzato.
Ma non me ne intendo di queste cose, è materiale scientifico e io sono una normale cittadina senza studi in questo campo.
Ciò che però vivo nel mio piccolo, è la paura vi possano essere in futuro anche qui da noi persone che muoiono poiché non vi sono sufficienti disponibilità di unità di cure intense. Se la gravità degli effetti collaterali di questo Covid-19 porta complicazioni ai polmoni, molte persone dovranno essere “intubate” per poter sopravvivere. Le postazioni cliniche sono però poche e se vi sarà un aumento di casi gravi, non saranno sufficienti per tutti. Covid-19 non risparmia i giovani e forse, si sta diffondendo maggiormente proprio attraverso di loro?
I medici hanno dato l’allarme, pregando la popolazione di “restare a casa” – “isolati” – “mantenere le distanze gli uni dagli altri”.
Quanti di noi lo stanno veramente facendo? C’è ancora qualche inetto che vuole mettere in gioco la vita di altri suoi concittadini? Spero di no. Lo spero di vero cuore. Ma ciò che vedo, mi lascia supporre il contrario.
La situazione è così grave che anche gli studenti di medicina al secondo anno sono stati chiamati in causa: e mio figlio è uno di loro. Sarà impegnato presso il Centro Covid-19 dell’EOC a Locarno. Lo fanno per ragioni etiche molto forti: sono da ammirare.
Questi giovani, prematuramente sono impiegati per dare una mano a salvare delle vite umane, mettendo le loro a rischio.
Facciamo in modo che TUTTO IL CORPO MEDICO non abbia ad essere confrontato con situazioni estreme… di dover optare per delle scelte di chi lasciar vivere qualora non ci saranno più sufficienti postazioni di cure intense.

Aiutiamo tutto il corpo medico RESTANDO A CASA, MANTENENDO LA DISTANZA SOCIALE,  APPLICANDO  TUTTE  LE  DISPOSIZIONI  DI  SICUREZZA.
Dobbiamo ora essere solidali, questa è la nostra battaglia e solo insieme, con rispetto verso tutti, riusciremo a vincerla.

istockphoto

What about the Wolf? * Cosa dire del Lupo?

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Over the centuries, in different cultures, the wolf has taken on opposite meanings. Revered as a divinity or insulted as a devil, he often paid for his crimes with his life.
During the Middle Ages in Europe, myth and superstition assumed significant importance. For example, we believed in werewolves. Religion exploited this fearful image and during the Inquisition, it was used as a metaphor to maintain control with coercion, which had lasted for centuries.
When European settlers arrived in America, they brought this dark wolf with them into their imagination.
In contrast, the natives of North America admired and emulated the wolf. Native Americans respected his hunting skills and honored him because he provided food for the community. For some, he was seen as a wise, powerful, or instinctive hunter. In fact, a teacher of tactics that humans could emulate in buffalo or caribou hunting.
The wolf has been wiped out across much of Europe in the past four centuries. Thanks to the “bounty hunt”, those who killed a wolf were rewarded with money. Between 1850 and 1900 more than a million wolves were exterminated and in 1907 the call for the total extinction of the species was launched. It is known that one of the most used practices was that of poisoning.
Herds of wolves have survived in mountainous Spain, France, Italy, and wooded Finland. In Asia, a number remain in remote corners of the Middle East and in the Russian and Mongolian steppes.
A wolf is neither good nor bad, yet it seems that the negative myth has survived, and this although many currently understand the true nature of the wolf.

Today the wolf is returning to Europe, but as its population grows, conflicts with humans are also growing. The debate over wolf control is very emotional. Some want the wolf to be eliminated, while others think that wolves should never be killed.
Breeders fear that wolves will eat their livestock. Today in Switzerland, in areas where wolves come into conflict with farmers, it is already possible to kill “problematic” ones with government authorization. In the United States, but also in Europe, today there is a strong anti-wolf lobby, where some judges and political leaders are lobbying for this lobby.
In the United States and Canada, wolves are substantially protected, but in other countries such as Russia and parts of Eastern Europe wolves are wildly annihilated. More and more wolves come into conflict with men, in the poor rural areas of Russia, for example, hunting for deer and other wild animals have increased causing competition between man and wolf. With less game to hunt, wolves look for other food sources such as sheep and domestic cattle.
Modern reindeer farming is also in conflict. As a result, wolf populations are sparse in some regions in eastern Russia and Alaska. For example, in Chukotka, there has been an official wolf shooting policy from helicopters to protect reindeer herds.
Local legends say that a balance was established between wolves and men, with wolves taking what they needed from the herds and that the Ciukci (Russian population in northeastern Siberia) hunted only single wolves that had become unpredictable killers.
Is it possible that these balances can be restored, not only in reindeer husbandry but in all human endeavors?

The anthropization of the territories has subtracted areas that previously belonged to the fauna, we have desertificated others, both for direct effect and with the devastating climate changes.
Human population growth, therefore, causes conflicts between wolves and humans since the number of wild areas in which wolves can live has drastically decreased. It is known that wolves need a lot of territories, far from humans, to live and grow their offspring.
An agreement would be desirable to provide protective solutions for farm animals. If the farmers used extensively preventive measures (fences where possible, control of the herds/flocks, dogs for the protection of the flocks, the presence of shepherds, etc.) the wolf and the man could coexist better.
The solution does not lie at the extremes of the wolf debate: although most breeders don’t hate wolves, when they kill their cattle they see no other solution. Nature’s defenders think wolves should never be killed for any reason. The fact is that when the man and the wolf come into conflict, it is usually the wolf that leaves its skin.
In our country Switzerland, the current hunting law already allows the “problematic wolves” to be shot down, consequently, the modification of this law (the national vote of 17 May 2020) would favor the killing with much fewer restrictions not only of the wolf but also of other animals protected. The risk of the wolf’s new extinction due to the conflict between animal and man, caused by the latter, is high.
This once cunning, revered and respected hunter, is now only seen as a parasite and a danger to livestock. We must find a balance with those who want to see the
wolf controlled, their concerns must not be rejected, they must become part of the debate on the conservation of each species. Unfortunately, wolves still live in the imagination as shadows of evil, fueled by error and fiction.
When humans interfere in the life of wild animals, it becomes their responsibility to provide them with a healthy environment in which to live. This should be our legacy.

…oOo…

Nel corso dei secoli, nelle diverse culture, il lupo ha assunto significati opposti tra loro. Venerato come una divinità o insultato come un diavolo, esso ha spesso pagato con la sua vita i crimini che non aveva commesso.
Durante il Medioevo in Europa, il mito e la superstizione assunsero un’importanza rilevante. Ad esempio si credeva nei lupi mannari. La religione sfruttò questa paurosa immagine e durante l’Inquisizione, fu utilizzata quale metafora per mantenere il controllo con la coercizione perdurata per secoli.
Quando i coloni europei arrivarono in America, portarono con sé questo lupo oscuro nella loro immaginazione.
Al contrario, gli indigeni del Nord America ammiravano ed emulavano il lupo. I nativi americani rispettavano le sue capacità di caccia e lo onoravano perché forniva cibo per la comunità. Per alcuni era visto come un saggio, un potente o un cacciatore istintivo. In effetti un insegnante di tattiche che gli umani potevano emulare nella caccia ai bufali o caribù.
Il lupo è stato sterminato in gran parte dell’Europa negli ultimi quattro secoli. Grazie alla “caccia alle taglie”, chi uccideva un lupo era ricompensato con soldi. Tra il 1850 ed il 1900 più di un milione di lupi furono sterminati e nel 1907 fu varato il bando per l’estinzione totale della specie. È risaputo che una delle pratiche maggiormente utilizzate era quella dell’avvelenamento.
Branchi di lupi sono sopravvissuti nelle montagnose Spagna, Francia, Italia e nella boscosa Finlandia. In Asia un numero rimane in angoli remoti del Medio Oriente e nelle steppe russe e mongole.
Un lupo non è né buono né cattivo, eppure sembra che il Mito negativo sia sopravvissuto, e questo anche se attualmente molti comprendono la vera natura del lupo.

Oggigiorno il lupo sta tornando in Europa, ma con l’aumentare della sua popolazione, si ampliano anche i conflitti con gli umani. Il dibattito sul controllo del lupo è molto emotivo. Alcuni vogliono che il lupo sia eliminato, mentre altri pensano che i lupi non debbano mai essere uccisi.
Gli allevatori temono che i lupi mangino il loro bestiame. Oggi in Svizzera nelle aree in cui i lupi entrano in conflitto con gli allevatori, è già possibile l’uccisione di quelli “problematici” con l’autorizzazione da parte del governo. Negli Stati Uniti, ma anche in Europa, oggigiorno c’è una forte lobby anti-lupo, dove alcuni giudici e leader politici fanno pressione a favore di questa lobby.
Negli Stati Uniti e in Canada, i lupi sono sostanzialmente protetti, ma in altri paesi come la Russia e parte dell’Europa orientale i lupi sono selvaggiamente annientati. Sempre più i lupi entrano in conflitto con gli uomini, nelle povere aree rurali della Russia, ad esempio, la caccia al cervo e altri animali selvatici è aumentata causando competizione tra uomo e lupo. Con meno selvaggina da cacciare i lupi cercano altre fonti alimentari come gli ovini e bovini domestici.
Anche l’allevamento moderno di renne è in conflitto. Di conseguenza le popolazioni di lupi sono scarse in alcune regioni in Russia orientale e Alaska. Ad esempio a Chukotka si è assistito a una politica ufficiale di tiro ai lupi dagli elicotteri per proteggere le mandrie di renne.
Le leggende locali raccontano che tra lupi e uomini si stabilisse un equilibrio, con i lupi che prendevano ciò di cui avevano bisogno dalle mandrie e che i Ciukci (popolazione russa nella Siberia nord Orientale) cacciavano solo singoli lupi che erano diventati assassini imprevedibili.
È forse possibile che tali equilibri possano essere ristabiliti, non solo nell’allevamento delle renne ma in tutti gli sforzi umani?

L’antropizzazione dei territori ha sottratto aree che prima appartenevano alla fauna, ne abbiamo desertificate altre, sia per effetto diretto, sia con i devastanti cambiamenti climatici.
La crescita demografica umana causa perciò conflitti tra lupo e uomini poiché la quantità di aree selvagge in cui i lupi possono vivere è drasticamente diminuita. È risaputo che i lupi abbiano necessità di molto territorio, lontani dagli umani, per vivere e crescere la loro prole.
Sarebbe auspicabile un accordo affinché si provveda a trovare delle soluzioni protettive degli animali da allevamento. Se gli allevatori utilizzassero estensivamente misure preventive (recinzioni dove possibile, controllo delle mandrie/greggi, cani da protezione delle greggi, presenza di pastori ecc.) il lupo e l’uomo potrebbero convivere meglio.
La soluzione non sta agli estremi del dibattito sul lupo: anche se la maggior parte degli allevatori non odiano i lupi, quando questi uccidono il loro bestiame non vedono altra soluzione. I difensori della natura pensano che i lupi non debbano mai essere uccisi per nessun motivo. Fatto sta che quando l’uomo e il lupo entrano in conflitto, solitamente è il lupo a lasciarci la pelle.
L’attuale legge sulla caccia già permette che i “lupi problematici” siano abbattuti, di conseguenza la modifica di questa legge (la votazione nazionale del 17 maggio 2020) favorirebbe l’uccisione con molte meno restrizioni non solo del lupo ma anche di altri animali protetti. Il rischio di nuova estinzione del lupo a causa del conflitto tra animale e uomo, causato da quest’ultimo, è elevato.
Questo cacciatore un tempo astuto, riverito e rispettato è ora solo visto come un parassita e un pericolo per il bestiame. Dobbiamo ricercare un equilibrio con coloro che vogliono vedere il lupo controllato, le loro preoccupazioni non devono essere respinte, devono entrare a far parte del dibattito sulla conservazione di ogni specie. Purtroppo i lupi vivono ancora nell’immaginazione come ombre del male, alimentate dall’errore e dalla finzione.
Quando gli esseri umani interferiscono nella vita degli animali selvatici, diventa loro responsabilità di fornire loro un ambiente sano in cui vivere. Questo dovrebbe essere il nostro retaggio.

Legge sull’abbattimento al 17 maggio

Condiviso! Diamo ora la massima importanza alla corretta informazione: tutti noi svizzeri siamo coscenti che la nostra bella patria Helvezia dispone di uno dei sistemi democratici più sviluppati al mondo… ma figura però tra i paesi in cui l’influsso dei gruppi d’interesse (Lobbies) sulla politica è meno regolamentato e controllato. Una realtà che getta non poche ombre sui legami tra mondo politico, ambienti economici e Associazioni di cattegoria (ad es. dei cacciatori?)
Di conseguenza, facciamo in modo che l’opinione pubblica sia cosciente di cosa significa “accettare” o “respingere” la modifica dell Legge sulla Caccia.

massimo mobiglia

Il 27 gennaio c.a. è stata lanciata dalla Consigliera Federale Simonetta Sommaruga la campagna a favore della revisione della legge sulla caccia che, grazie alle firme per il referendum raccolte, sarà in votazione il prossimo 17 maggio. Il mirino del dibattito à stato volutamente puntato sul lupo quando in realtà quanto discusso e votato a Berna va ampiamente oltre, intaccando i principi di protezione dell’ambiente.

Tra i peggioramenti contenuti nel testo messo in votazione vi è innanzitutto la “presunzione di colpevolezza”. Concretamente questo significa che se un animale selvatico si presenta in prossimità di attività umane creando un ipotetico pericolo, esso potrà essere preventivamente ucciso. Decisione come questa ci catapulta indietro nel tempo di molti secoli, per non dire millenni, quando l’essere umano si trovava immerso in ambienti dominati dagli animali e da loro doveva difendersi. Ora siamo noi umani la vera minaccia dell’Ecosistema.

Inoltre è stata allestita una lista…

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Biodiversity to be protected * Biodiversità da proteggere

cattura.

Energy-flow

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Although the definition of the Ecosystem is a relatively new term, in recent months it has taken on a very important media impact.
The human being is closely connected to Nature, on which he depends for his survival. Without a healthy ecosystem, we would not have water to drink and clean air to breathe.
But nobody thinks about it, at least until an emergency takes over and then everyone is mobilizing in favor of Nature.
We saw it thanks to the “climate strike”, or perhaps even more as a result of the devastating fires that killed over half a billion living creatures and destroyed immense territories of forests and pastures.
With the increase in population, the anthropogenic impact has had devastating effects: scars on the planet that can no longer be healed, even by adopting extreme actions.
Here, however, I don’t want to touch on issues such as “sustainable development”, but I prefer to focus on simpler factors that even a very young person can understand.
Biodiversity not only maintains a functional environment where the ecosystem is balanced and therefore the flows are in dynamic equilibrium. We all remember having studied the “energy flow” and that of the “food chain” at school; the ecosystem is therefore balanced when each element is in place and ensures that primary consumers (herbivores) can feed on the first link in the chain (plants etc.) and then, in turn, be hunted by secondary consumers, the carnivores.
Each ring in the chain has its precise place, we remove a ring and things start not working properly anymore.
The various laws ensure that Biodiversity is protected, but what happens when changes to the law take place which inflicts damage on biodiversity?
Each organism has its place in the “food chain”, but if instead of protecting endangered species we begin to allow their killing, what can be the results?
The reform of the hunting law (Switzerland) will soon be put to the vote, which provides for the possibility of killing wild animals such as the swan, beaver, grebe, lynx or wolf without restrictions.
A demographic decrease in each of these species would have an impact on the entire ecosystem, thus producing further damage to nature that has already deteriorated sufficiently.
Biodiversity provides us with multiple varieties of services, fundamental for human and animal survival. Different organisms are responsible for controlling those invasive or harmful botanical species, maintaining soil fertility and purifying water and air, which in turn also directly affect the climate.
We must, therefore, be able to think beyond the obsolete paradigms that see certain “dangerous” animals and therefore exterminable at will.
It is our ethical duty to act in such a way as not to rage towards Nature, but rather to work to protect and safeguard it… for future generations.

 

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Anche se la definizione di Ecosistema è un termine relativamente nuovo, in questi ultimi mesi ha assunto un impatto mediatico molto importante.
L’essere umano è strettamente collegato alla Natura, dalla quale dipende per la sua sopravvivenza. Senza un ecosistema sano, non avremmo acqua da bere e aria pulita da respirare.
Ma nessuno ci pensa, almeno fino a quando subentra un’emergenza ed allora ecco che tutti si mobilitano a favore della Natura.
Lo abbiamo visto grazie allo “sciopero per il clima”, o forse ancora di più a seguito dei devastanti incendi che hanno ucciso oltre mezzo miliardo di creature viventi e distrutto territori immensi di foreste e pascoli.
Con l’aumento demografico, l’impatto antropogenico ha avuto effetti devastanti: cicatrici sul pianeta che non sono più sanabili, neppure adottando azioni estreme.
Qui non desidero però toccare temi quali lo “sviluppo sostenibile”, ma preferisco concentrarmi su fattori più semplici che anche un giovanissimo può comprendere.
La biodiversità non solo mantiene un ambiente funzionale dove l’Ecosistema risulta bilanciato e quindi i flussi sono in equilibrio dinamico. Tutti ci ricordiamo d’aver studiato a scuola il “flusso dell’energia” e quello della “catena alimentare”; l’ecosistema è pertanto equilibrato quando ogni elemento è al suo posto e provvede affinché i consumatori primari (erbivori) possano cibarsi del primo anello della catena (piante ecc.) per poi a loro volta essere cacciati dai consumatori secondari, i carnivori.
Ogni anello della catena ha il suo posto preciso, togliamo un anello e le cose iniziano a non funzionare più in modo corretto.
Le varie leggi provvedono affinché la Biodiversità sia protetta, ma cosa accade quando subentrano delle modifiche di legge che infliggono danni alla biodiversità?
Ogni organismo ha il suo posto nella “catena alimentare”, ma se al posto di proteggere delle specie minacciate iniziamo a permettere il loro abbattimento, quali possono essere i risultati?
Prossimamente sarà messa ai voti la riforma della legge sulla caccia che prevede la possibilità di uccidere senza restrizioni animali selvatici quali ad esempio il cigno, il castoro, lo svasso, la lince o il lupo.
Una diminuzione demografica di ognuna di queste specie, avrebbe un impatto su tutto l’Ecosistema producendo quindi ulteriori danni alla Natura già sufficientemente deteriorata.
La Biodiversità ci fornisce molteplici varietà di servizi, fondamentali per la sopravvivenza umana e animale. Diversi organismi sono responsabili del controllo di quelle specie botaniche invasive o dannose, del mantenimento della fertilità del suolo e della purificazione dell’acqua e dell’aria, che a loro volta influiscono in modo diretto anche sul clima.
Dobbiamo quindi essere in grado di pensare oltre i paradigmi obsoleti che vedono certuni animali “pericolosi” e quindi sterminabili a piacere.
È un nostro dovere etico agire in modo tale da non infierire verso la Natura, ma bensì adoperarci per proteggerla e salvaguardarla… per le generazioni future.

 

Tito Bassi: trilogy “El Molino del OSo”

Tito Bassi: la trilogia “El Molino del OSo”

     

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Read about the author who lives in Guatemala City

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My review – la mia recensione

It all began a long time ago… in a quiet area of Insubria, what is today commonly called Canton Ticino.
Perhaps the villagers had first noticed Otto, a cute bulldog who was walking his extravagant and limping owner.
Yet the latter, elegantly dressed in the same soft colors, would eventually become an integral part of the mysterious legend of the mill abounded and the macabre assassin Lanius collurio.
Antonio Ferrari had known him not so much by chance, given that fate weaves his plots well back in time; and it is no coincidence that I could believe that if Antonio had not been there, José Hutchinson (this was the name of the newcomer) would not have endured the tragic events recounted in the first part of the novel “El Molino del Oso I”.

(read the full review at this link)

…oOo…

Tutto ebbe inizio molto tempo fa… in una zona tranquilla dell’Insubria, ancor oggi comunemente chiamata Canton Ticino.
Forse gli abitanti del villaggio avevano all’inizio notato Otto, un simpatico bulldog che camminava con il suo stravagante e zoppicante proprietario.
Eppure quest’ultimo, elegantemente vestito sempre con gli stessi
tenui colori , alla fine sarebbe diventato parte integrante della misteriosa leggenda del mulino abbandonato e della macabra assassina Lanius collurio.
Antonio Ferrari lo aveva conosciuto non tanto per caso, dato che il destino tesse le sue trame ben addietro nel tempo; e sempre non a caso potrei credere che se Antonio non fosse stato lì, José Hutchinson (questo era il nome del nuovo arrivato) non avrebbe sopportato i tragici eventi raccontati nella prima parte del romanzo “El Molino del Oso I” 

(leggi la recensione completa al seguente link)

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Saving the anphibian * Salviamo gli anfibi

ronocchie sotto la pioggia

Two litoria caerula (green frogs)

A causa del cambiamento climatico e relativo innalzamento della temperatura, le rane e rospi si sposteranno prima dalle zone di letargia verso quelle di riproduzione.

La loro migrazione è prevista in concomitanza con le prime piogge ed è proprio in questi momenti che i volontari entrano in azione effettuando i picchetti e salvataggi direttamente nei luoghi di migrazione.

Nel cantone Ticino, questi sono i punti cruciali dove il “Centro di Coordinamento per la Protezione degli Anfibi e dei Rettili in Svizzera (karch)” e “WWF” necessitano dell’aiuto di persone sensibili alla tematica ambientale/animale. Sul territorio del cantone Ticino sono 36 zone nelle quali gli anfibi effettuano delle migrazioni per raggiungere i luoghi di riproduzione e rilascio delle uova.

Al link sovrastante, sono visibili tutte le zone di intervento a livello federale, con mappatura, descrizione delle eventuali istallazioni di contenimento (barriere amovibili) e nominativo da contattare (indirizzo di posta elettronica) qualora si desideri diventare “volontario”. Attualmente sono 19 zone di cruciale importanze per le quali sono ricercati dei volontari.

Il sostegno dei volontari è quindi importantissimo, in assenza del loro pronto intervento, la popolazione di anfibi già di per sé a forte rischio a causa del cambiamento climatico, subirebbe delle perdite molto importanti.

A conferma di ciò, nella statistica sulle migrazioni rilasciata dalla Confederazione Svizzera, sono messi in evidenza nel dettaglio i dati

Questo è quindi un appello alle persone che desiderano aiutarci, nonché agli automobilisti che dovrebbero prestare maggiore attenzione e sensibilità lungo quelle tratte nelle quali è segnalata la presenza degli anfibi.

 

Anfibi sulle strade in Cina

Frogs crossing road in China

Due to climate change and relative temperature rise, frogs and toads will first move from lethargy to breeding areas.

Their migration is expected to coincide with the first rains and it is precisely in these moments that the volunteers come into action by carrying out pickets and bailouts directly in the places of migration.

In the canton of Ticino (Switzerland), these are the crucial points where the “Coordination Center for the Protection of Amphibians and Reptiles in Switzerland (karch)” and the “WWF” need the help of people sensitive to environmental/animal issues. On the territory of the canton of Ticino, there are 36 areas in which amphibians migrate to reach the places of reproduction and release of the eggs.

At the link above, all the areas of intervention at a federal level are visible, with mapping, description of any containment installations (removable barriers) and name to contact (email address) if you wish to become voluntary. There are currently 19 areas of crucial importance for which volunteers are sought. 

The support of the volunteers is therefore very important, in the absence of their prompt intervention, the population of amphibians already in themselves at high risk due to climate change, would suffer very important losses.

To confirm this, here the data are highlighted in detail in the migration statistics issued by the Swiss Confederation.

This is therefore an appeal to people who want to help us, as well as to motorists who should pay more attention and sensitivity along those routes in which the presence of amphibians is reported.

Responsible Multinationals * Multinazionali responsabili

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at this link the documented scandals

(language F-D-I)

 

In recent days, in German-speaking Switzerland, the lobby of multinationals began massively spreading untruths on the internet.
With their huge campaign budget (more than 8 million in total), they publish online ads everywhere in order to attract voters on their campaign site, abused as an independent “fact-checking” tool.
In reality, it is indeed Furrerhugi who hides behind this website, the public relations agency close to Glencore and Ruedi Noser, the adviser to the States (Switzerland) who is fighting our initiative on behalf of the multinational lobby. Their goal: to pit hundreds of thousands of voters against our initiative using this false information.

The online German newspaper Republik further revealed that the Tamedia press group, which owns, for example, the “Tagesanzeiger” or “Le Matin Dimanche”, had supported Furrerhugi in the implementation of this campaign. It is true that Tamedia can hope to make a lot of money thanks to the announcements of the lobby of the multinationals placed on their online portals.
I am very worried to see that “independent” press houses, in fact, work so closely with the public relations agency of Glencore and that the lobby of the multinationals tries with such indecency to deceive the voters using this false information.

We must prepare for a very tough voting campaign: winning against the multinational lobby will be a huge challenge, knowing that they plan to massively spread untruths
with more than 8 million francs, and that they benefit from the support of public relations agencies whose proximity to large newsgroups turned out.
I still remain confident, and more and more convinced that we will manage to meet these challenges. Why ?
Because our initiative aims for obviousness: when a multinational like Glencore contaminates rivers or destroys entire regions, so it must be accountable!
Watching the strength of our movement and the incredible number of people who, like you, support us every day gives me great courage. More than ten thousand volunteers mobilize in 300 local committees throughout the country. Entrepreneurs join a committee of the economy in favor of better responsibility for multinationals. The politicians of the bourgeois parties are always more likely not to be intimidated by the lobby of the multinationals and to vote for a YES on the initiative for responsible multinationals. Churches unanimously support our initiative.
Thousands of people have already contributed to our campaign with a donation of 10, 50 or 100 francs and simply make our work possible.
Together, we can win this vote. With strong arguments and by funding our own posters with thousands of small donations. Thanks to the commitment of people like you.

A huge thank you for your support!
With my best wishes,
Dick Marty
The former adviser to States and co-chair of the initiative committee

Responsible Multinational Initiative
Monbijoustrasse 31, PO Box
3001 Bern

 

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a questo link gli scandali documentati

Nei giorni scorsi, nella Svizzera tedesca, la lobby delle multinazionali ha iniziato a diffondere in modo massiccio falsità su Internet.
Con il loro enorme budget per la campagna (oltre 8 milioni in totale), pubblicano ovunque annunci online per attirare gli elettori sul loro sito di campagna, presentato abusivamente come strumento indipendente di “verifica dei fatti”.
In realtà, è proprio Furrerhugi che si nasconde dietro questo sito web, l’agenzia di pubbliche relazioni vicino a Glencore e Ruedi Noser, il consigliere agli Stati che sta combattendo contro la nostra iniziativa a nome della lobby multinazionale.
Il loro obiettivo: indirizzare centinaia di migliaia di elettori contro la nostra iniziativa utilizzando informazioni false.

Il quotidiano tedesco online Republik ha inoltre rivelato che Il gruppo stampa Tamedia, che possiede ad esempio il “Tagesanzeiger” o “Le Matin Dimanche”, aveva sostenuto Furrerhugi nell’attuazione di questa campagna. È vero che Tamedia può sperare di fare molti soldi grazie agli annunci della lobby delle multinazionali collocate sui loro portali online.
Sono molto preoccupato di vedere che editori, “indipendenti” in effetti, lavorano così a stretto contatto con l’agenzia di pubbliche relazioni di Glencore, e che la lobby delle multinazionali cerca con tale indecenza di ingannare il votare usando queste informazioni false.
Dobbiamo prepararci per una campagna elettorale molto dura: vincere contro la lobby multinazionale sarà una grande sfida, sapendo che ha intenzione di diffondere in modo massiccio falsità con oltre 8 milioni di franchi e che beneficia del sostegno agenzie di pubbliche relazioni la cui vicinanza a grandi dimensioni gruppi di notizie si sono rivelati.
Rimango ancora fiducioso e sempre più convinto che noi riusciremo a far fronte a queste sfide. Perché?
Perché la nostra iniziativa mira all’ovvietà: quando una multinazionale come Glencore contamina i fiumi o distruggeintere regioni, quindi deve essere responsabile!
Guardare la forza del nostro movimento e l’incredibile numero di persone che, come te, ci sostengono ogni giorno mi dà un grande coraggio. Più di diecimila volontari si mobilitano in 300 comitati locali in tuttoil paese. Gli imprenditori si uniscono a un comitato dell‘economia a favore di una migliore responsabilità per le multinazionali. I politici dei partiti borghesi hanno sempre più probabilità di non essere intimiditi dalla lobby delle multinazionali e di votare per un SI all’iniziativa per multinazionali responsabili. Le chiese sostengono all’unanimitàla nostra iniziativa. Migliaia di persone hanno già contribuito alla nostra campagna con una donazione di 10, 50 o 100 franchi e hanno semplicemente reso possibile il nostro lavoro. Insieme, possiamo vincere questo voto. Con argomentazioni forti e finanziando i nostri poster con migliaia di piccole donazioni. Grazie all’impegno di persone come te.

Un enorme grazie per il tuo sostegno!
Con i migliori saluti,
Dick Marty
Ex consigliere agli Stati e co-presidente del comitato d’iniziativa

Iniziativa per delle Multinazionali responsabili
Monbijoustrasse 31, casella postale
3001 Berna

Bushfire Emergency WWF Australia

Bushfire_Emergency_Australia

Our Aussie icons are losing their homes & their lives to catastrophic bushfires.

 

To donate, please go to the link below:

Australia is in the grip of a nationwide bushfire emergency. Can you help us save wildlife, and protect and restore their native bushland?

URGENT APPEAL: Across the country, over 10 million hectares of Australian land has been burned to the ground. Over 1 billion animals have lost their lives so far, including thousands of koalas, kangaroos, wallabies, birds and other iconic wildlife. Your support is urgently needed to care for injured wildlife and restore their homes.

It’s estimated that as many as 8,400 koalas have perished in fires on the mid-north coast of NSW and Kangaroo Island in South Australia has lost over 50% of their koala population This is a devastating blow for an iconic species already in decline, and these bushfires have the potential to hasten koalas’ slide towards extinction in eastern Australia.

 

 

Le nostre icone australiane stanno perdendo la casa e la vita a causa di catastrofici incendi.

 

Per fare una donazione, per favore vai al link sottostante:

L’Australia è in preda a un’emergenza di incendi boschivi a livello nazionale. Vuoi aiutarci a salvare la fauna selvatica, proteggere e ripristinare la loro boscaglia nativa?

APPELLO URGENTE: In tutto il paese, oltre 10 milioni di ettari di territorio australiano sono stati bruciati raso al suolo. Oltre 1 miliardo di animali ha perso la vita finora, tra cui migliaia di koala, canguri, wallaby, uccelli e altri animali selvatici iconici. Il tuo supporto è urgentemente necessario per prendersi cura della fauna selvatica ferita e ripristinare il loro habitat.

Si stima che ben 8.400 koala siano morti negli incendi nella costa centro-settentrionale del Nuovo Galles del Sud e nell’isola del Canguro nell’Australia meridionale abbia perso oltre il 50% della popolazione di koala. Questo è un colpo devastante per una specie iconica già in declino, e questi incendi boschivi hanno il potenziale per accelerare lo scivolamento dei koala verso l’estinzione nell’Australia orientale.

“Fase finale: non c’è possibilità di ritorno”

FridaysForFuture

(English) To order the publication with my short contribution

La generazione precedente, la mia per intenderci, ha originato una situazione climatica instabile che è esplosa all’improvviso in una vera e propria emergenza globale.
È stata un’onda d’urto, uno shock tale da scuotere in modo irreversibile le generazioni dei più giovani, ma non solo loro.
È accaduto inaspettatamente: il raggiungimento della “massa critica” prospettata già nell’ultimo decennio, ha raggiunto l’apice e l’effetto palla di neve ci ha colpiti lasciandoci basiti.
Non possiamo far retrocedere il Tempo, non possiamo riparare ciò che è stato compromesso, ma possiamo provvedere affinché non vengano più perpetrati danni all’ambiente.
Ricordo le parole di Paul Hawken di qualche anno fa il quale nel suo “Blessed unrest”, riferiva:
“Siamo persone che desiderano una società più giusta e pacifica, un’economia etica, uno sviluppo ecosostenibile, un’umanità più consapevole. Siamo milioni, in tutto il mondo, auspichiamo stili di vita più sani e autentici, ispirati ai valori della pace, dei diritti umani, dell’ambiente, della qualità della vita, delle relazioni consapevoli e costruttive, della crescita personale e spirituale.”
Alla fine del filmato, seguiva un’interminabile lista di associazioni, fondazioni, società, cognomi e nomi… i quali avevano aderito alla sua “visione” per un mondo migliore.
Quindi doveva accadere prima o poi, non poteva continuare con i ritmi di crescita sfrenata ed irresponsabile degli ultimi decenni.
Certo, possiamo attribuire la colpa ai governi, alle multinazionali, alle Lobby, ai fabbricanti… ma con umiltà dovremmo smetterla di puntare il dito verso gli altri e verificare a fondo i nostri stessi comportamenti. Nessuno è esente da errori comportamentali dobbiamo avere l’onestà di ammetterlo.
I paradigmi della nostra società del consumo ci hanno portato ad una situazione di profondo disagio etico-personale, iniziando dai giovani che si sono finalmente ribellati in modo inatteso.
A scandire il “la” vi è stata Greta Thunberg, poi seguendo il suo esempio, altri si sono riversati nelle strade e piazze, sul web, un fiume in piena che ha esondato tutto e tutti. E la massa di contestatori continua a crescere a vista d’occhio.
Anche se molti di noi (vecchi), già avevamo da qualche tempo iniziato a ribellarci scrivendo il malanimo sui social, pubblicando ricerche scientifiche o quant’altro, l’effetto è sempre stato tiepido e costellato da censure di certi social o addirittura denunce penali.
Siamo stati in qualche modo frenati dall’esprimerci, temendo d’essere giudicati in malo modo, con il timore di perdere il lavoro e di mettere nel ridicolo le nostre famiglie.
Io sono da sempre stata una ribelle, nel senso buono della parola, ma le paure acquisite da un’istruzione famigliare severa e da condizionamenti scolastici e sociali, mi hanno tarpato le ali.
Ognuno di noi è inserito in un modello specifico, un ingranaggio nel quale la sua funzionalità è però implicita, vedi non vitale, e quindi può essere “sostituito” con facilità.
L’essere umano in primis è diventato una sorta di attrezzo, che quando non è più operante secondo precisi parametri, viene sostituito. A volte sono altri giri viziosi che portano alla non funzionalità del soggetto, subentra malattia, depressione e questo crea aumenti nelle spese della sanità.
L’aumento esponenziale della disoccupazione o sottoccupazione sta generando squilibri importanti; il sistema sociale (nello specifico mi riferisco a quello della Confederazione Svizzera), vacilla e per quanto si possa sperare, di questo passo non terrà ancora per molti anni.
Si parla degli attuali giovani ventenni che tra una decina d’anni non avranno più una sicurezza assicurativa per la rendita vecchiaia; le spese delle Casse malati obbligatorie continuano ad aumentare, raggiungendo cifre esorbitanti (tra i 500.-/600.- euro mensili per persona adulta).
Gli aumenti dei costi sono diventati un vortice vizioso che non può essere frenato se non con delle riforme drastiche e radicali.
Penso che la quasi totalità delle nazioni mondiali, non solo quelle di Paesi del Sud, si trovano in situazioni analoghe ma ben peggiori dove la gravità del momento mette a rischio la stabilità dei governi reggenti.
Il malessere è palpabile e ovunque, nascono gruppi di opposizione che, grazie al web, raccolgono enormi adesioni e sostegno.
Ci siamo accorti che abbiamo oltrepassato il punto del “no-return”.
Gli incendi in Amazzonia, di causa antropica per far posto alle culture di foraggio per animali da reddito, quelli dell’Australia in parte causati da piromani e quelli dell’estremo nord dell’Alaska, Canada, Groenlandia e Siberia generati dall’auto-combustione dovuta del suolo inaridito originati dall’innalzamento della temperatura, stanno rilasciando nell’aria enormi quantità di CO2 che innescano un circolo vizioso in quanto il CO2 fa innalzare la temperatura dell’aria e quindi genera nuove auto-combustioni.

Nell’area attorno e oltre il circolo polare artico, lo scioglimento dei ghiacci causa un riversamento delle acque nel mare e di conseguenza la diminuzione della superficie creando disagi specialmente alla fauna locale nonché a quelle minoranze etniche che lì vivono.
Non sono una geologa o specialista in materia, mi limito a citare quanto scienziati e meteorologi hanno più volte ribadito in interviste o trattati scientifici (vedi IPCC Organismo delle Nazioni unite per la valutazione della scienza relativa ai cambiamenti climatici che fornisce valutazioni periodiche delle basi scientifiche del cambiamento climatico, dei suoi impatti e rischi futuri).
Ora, bisogna agire in modo rapido e portando determinazione nell’applicare le azioni proposte per l’adattamento e la mitigazione.
Certo, i giovani del “Fridays for Future” con i loro scioperi, seguendo il coraggioso esempio di Greta Thunberg, hanno finalmente fatto ciò che andava fatto: avviare una protesta globale che potesse coinvolgere veramente tutti, in modo indistinto di nazionalità, colore della pelle, lingua, religione o appartenenza politica.
Questi giovani sono la forza trainante per questo movimento atto a proteggere il nostro pianeta dalla crisi climatica. Il messaggio è forte e chiaro: non c’è più tempo da perdere. Tutti i capi dei singoli governi devo agire per salvare il pianeta, ora, immediatamente.
Non stiamo parlando di mettere delle pezze qua e là per riparare i danni commessi nei secoli trascorsi, stiamo parlando della nostra unica casa, del Pianeta Terra!
Ogni singolo abitante del pianeta, senza distinzioni, dovrebbe prendere coscienza della situazione e portare un primo basilare cambiamento iniziando da sé stesso.
Le nostre abitudini sono sempre discutibili; ho la fortuna di vivere in una nazione privilegiata dove a livello sociale godiamo di grandi vantaggi.
Non dobbiamo dare tutto per scontato, anche nel mio paese, le brutte abitudini sono radicate nell’incoscienza degli individui ed appare difficile sradicarle. L’uomo ha tendenza a sempre cercare di giustificare ogni sua azione, a discapito di un cambiamento sostanziale che avrebbe già potuto avere inizio decenni or sono.
Evidentemente non possiamo andare contro corrente, ma possiamo cercare di applicare delle modifiche laddove, e ne siamo coscienti, il nostro comportamento genera una catena di altri problemi.
Ho già affrontato il problema dell’alimentazione più volte apertamente nel mio blog.
È ostico cercare di far passare un messaggio che porta un individuo a confrontarsi con l’orribile sofferenza di un animale da macello.
L’uomo vuole cibarsi di carne/pesce. Lo fa da sempre, dall’origine dei tempi. 40.000 anni or sono, non c’erano le scelte alimentari che abbiamo oggi, la sopravvivenza era legata ad una legge chiara: uccidere per non essere ucciso e ci si doveva sfamare per sopravvivere, mentre i più deboli perivano.
Ma non voglio tediare il lettore con la storia occorsa nelle migliaia di anni trascorsi; se al giorno d’oggi è scientificamente provato che “l’impronta ambientale” è data da molti fattori sommati gli uni agli altri, quello dell’alimentazione è di gran lunga il più incisivo.
Con mio marito ci battiamo da tempo su questo frangente, ed è evidente che le Lobby legate all’allevamento del bestiame (anche qui nel nostro piccolo cantone dove viviamo), sono avversari molto subdoli che hanno la facile abitudine di travisare e utilizzare per i propri scopi ogni azione avversa impiegata per la difesa degli animali.
L’attuale tematica dei “grandi predatori” e una modifica della legge federale che ne permetterebbe l’abbattimento a vista ad esempio dei lupi, è degenerata in una diatriba che vede noi difensori del lupo come “i cattivi di turno” e sono addirittura arrivati ad augurarci di dover subire la ferocia sanguinosa di questo povero canide.
È quindi molto difficile discutere con persone che sono premunite e che pensano d’essere nella ragione. Forse a livello culturale primitivo, vedono ogni animale un bene da essere allevato, macellato ed in seguito essere venduto.
Sappiamo anche che le attuali deforestazioni per mezzo del fuoco nell’Amazzonia, sono opera di chi necessita di territorio da adibire a monoculture di soia per ricavare foraggio.
Un circolo terribilmente vizioso, lo dicevo più sopra: se c’è consumo di carne, c’è aumento della richiesta di foraggio e quindi aumenterà conseguentemente anche la necessità di disporre di territorio per queste coltivazioni. E si continuerà a dar fuoco al Polmone del pianeta.
Un cane che si morde la coda.
Ma se ci fosse consapevolezza, ad esempio maggiore sensibilità e un cambio radicale delle abitudini, ecco che possiamo sperare in un cambiamento.
Non dico che tutti devono diventare vegetariani o vegani, anche se quest’ultima potrebbe essere la soluzione più felice, ma si può diminuire il consumo di carne/pesce e prodotti derivanti.

Altro fattore preoccupante è la plastica presente quale micro particelle oramai anche nella pioggia.
Si stima che tra gli 1.15 e 2.41 milioni di tonnellate di plastica sono convogliate annualmente da fiumi verso gli oceani.
Molta di questa plastica è resistente e viene trascinata per mezzo delle correnti marine verso l’oceano Pacifico e ha creato il “Great Pacific Garbage Patch”.
Quest’enorme isola di detriti galleggiante è costantemente variabile nella forma e posizione, in quanto viene influenzata dai venti e dalle correnti.
Ho letto e visto dei filmanti molto toccanti che mostrano persone intente a ripulire manualmente diverse spiagge dai rifiuti presenti, certamente questo potrebbe essere un buon primo passo. Ma a cosa serve impiegare tempo incalcolabile e risorse umane se a monte, l’uomo non impara ad evitare di gettare immondizia (di ogni tipo) nella natura?
È questo solo un fatto culturale, oppure è l’ignoranza delle conseguenze, oppure ancora la deliberata maleducazione della gente?
Nel mio paese siamo culturalmente ben scolarizzati, sappiamo perfettamente quali sono le conseguenze del gettare dall’auto in corsa una lattina di birra o una bottiglietta di coca-cola vuote.
Sommando, considero che si tratta di un gesto deliberato, egoistico e privo di ogni rispetto verso gli altri e (peggio ancora) verso la Natura.
Senza dimenticare i fuochi accesi all’aperto per bruciare rifiuti vari, principalmente residui agricoli che oltre ad immettere CO2 nell’aria portano a rischi di incendio in zone limitrofe ai boschi.
Va poi citato anche il rapporto federale dell’ambiente (Confederazione Svizzera): è stata misurata la presenza nelle acque di falda freatica non solo di pesticida e diserbanti, ma anche di metaboliti e antibiotici assunti da umani e animali.
Abbiamo annualmente il “Clean-up day” dove diverse associazioni non profit si impegnano a creare gruppi d’azione sul campo. Purtroppo, ogni volta, constato che a partecipare sono sempre le solite persone con una sensibilità ambientale marcata. Gli altri, si scusano adducendo all’aver assunti altri impegni inderogabili, malgrado queste manifestazioni sono annunciate con sufficientemente tempo onde permettere una pianificazione soggettiva.
Menefreghismo? Indifferenza? Mancanza di cultura ecologica?
Da anni cerco di convincere i colleghi di lavoro a prestare maggiore attenzione alla causa animalista, alle azioni di protezione della natura, alle manifestazioni dedite a delle cause ecologiche. È come soffiare dentro un trombone rotto: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!
Cerco sempre di farmene una ragione, relativizzando, ma se non si crea sensibilità, se non riusciamo dal nostro piccolo a convincere gli altri attorno a noi, è preoccupante.
Mi sono posta più volte la domanda: qual è la spinta motivazionale che porta un individuo a compiere scelte specifiche? Si tratta di un “codice genetico” nel DNA? O è forse una questione “karmica” legata alla filosofia buddhista? Conta l’istruzione scolastica oppure sono più importanti gli insegnamenti impartiti dai propri genitori?
Mi risulta quindi molto difficile dare delle risposte concrete, i fattori esogeni come pure quelli endogeni sono molteplici.
Avendo viaggiamo parecchio, visitando molti paesi del Sud ma anche nazioni estremamente industrializzate, ammetto di non aver visto delle differenze sostanziali.
Di discariche di rifiuti ne ho viste in Africa, nelle Americhe, in Medio Oriente ed in Asia.
Spiagge piene di immondizie, fiumi le cui rive sono arcobaleni di ogni tipo di schifezze, piante sui cui rami sventolano sacchetti di plastica, superfici enormi dove vengono dimenticati ogni tipo di veicoli arrugginiti dal tempo. E qui mi fermo.
Non ci vuole chissà quale fantasia per continuare la lista: ogni lettore faccia mente locale e si guardi attorno.
Certo, di questi tempi la tematica ambientale è stata utilizzata anche (principalmente) a scopi politici durante le varie campagne elettorali.
Nella nostra piccola Svizzera, dove vige la democrazia, certi partiti si sono dati una bella pennellata di verde, chiedendo anche delle “congiunzioni” tattiche con quei partiti fin dall’origine definiti “ecologici”.
Si sono evidenziate strategie che (dovrebbero) poter abbassare le emissioni di CO2, ma non potrà il solo aumento del prezzo della benzina o una tassa sui biglietti aerei cambiare radicalmente il trend.
Gli obiettivi climatici 2030, la Svizzera dovrebbe ridurre tra il 2021-30 le sue emissioni di CO2, con le misure da noi adottate, di almeno il 2% (quindi un – 40%). L’iniziativa dei Ghiacciai prevede inoltre le “zero emissioni” di gas sera (di origine antropica) entro il 2050, attuando quindi gli accordi di Parigi.
Questo sarebbe possibile tramite i pozzi di carbonio che sono tecnicamente fattibili per assorbire e immagazzinare CO2 dall’atmosfera, ma che è tutt’ora in fase di studio (CCS – carbon capture and storage).

Ma cosa dire degli USA, che uscendo sfrontatamente dall’Accordo di Parigi, rilancia il carbone e idrocarburi con il relativo aumento delle richieste sul mercato nazionale?
Essi stanno peggiorando la situazione globale già precaria.
Altri governi corrono agli armamenti, la fabbricazione anche di armi nucleari continua.
Pare proprio che abbiamo troppe persone insensibili ai vertici dei governi, delle multinazionali, delle Lobby.
Chi si oppone allo stato attuale sono, anche da noi, sempre gli stessi: associazioni e ONG a difesa della natura, degli animali, delle minorità sociali, gruppi di giovani e meno giovani, idealisti che fermamente credono che da qualche parte, seppur recondita, nell’essere umano dovrebbe esserci un “qualcosa” che ci dovrebbe portare all’autopreservazione, alla sopravvivenza.
Fortunatamente lo scorso sabato 28 settembre, eravamo in 100.000 a Berna, davanti al Palazzo Federale, a protestare affinché i nostri politici facciano qualcosa di concreto a favore del clima.
Con l’intervento del WWF, Pro Natura e altri, sono stati organizzati dei vagoni per un treno diretto da Lugano per Berna.

È arrivato il momento di ribellarci!

 

Is it really going to be an “happy new year 2020”?

loto

Australia shows us what will happen to the whole planet, in ecological terms: an ecatomb of sacrificed lives, living creatures without distinction. Be that as it may, men have somehow been able to be evacuated to safe areas… and what about the animals? For the half a billion living creatures that burned in the flames, nobody could stop this from happening… was it really impossible to intervene in some way and at least try to move them?

I think that the unpredictability of the fires, the enormous gravity of the situation also caused the death of pets and farms animals. And the risk of extinction of many other species is a fact.
It is excruciating to watch movies and photographs, I wonder if things will soon improve, but for months now, fires have been ravaging our planet.

I have decided not to publish photos, each one of us can imagine the destruction of the fire that is currently happening, not only in Australia, Brazil and Siberia…
Mine is a protest. I can’t do much, living here where nothing is missing and where I can only contribute with small donations of money (which then you are never sure where the money really ends up).
I am afflicted, tormented by these horrible situations that are repeating itselves relentlessly.
And the politicians selfish and disrespectful, swell, ranting studied sentences and speeches. There are too many personal interests at stake.
There is only one thing to do: rebel.
Rebelling against the mass extinction.

…oOo…

L’Australia ci mostra cosa accadrà all’intero pianeta, in termini ecologici: un’ecatombe di vite sacrificate, creature viventi senza distinzioni. Comunque sia, gli uomini sono stati in qualche modo in grado di essere evacuati in aree sicure… e che dire degli animali? Per mezzo miliardo di creature viventi che bruciavano tra le fiamme, nessuno poteva impedire che ciò accadesse… era davvero impossibile intervenire in qualche modo e almeno provare a metterle in salvo?

Penso che l’imprevedibilità degli incendi, l’enorme gravità della situazione abbiano causato anche la morte di animali da compagnia e da allevamento e il rischio di estinzione di molte altre specie è ora un dato di fatto.
È straziante guardare film e fotografie, mi chiedo se le cose miglioreranno presto, ma da mesi ormai gli incendi stanno devastando il nostro pianeta.

Ho deciso di non pubblicare foto, ognuno di noi può immaginare la distruzione degli incendi che stanno avvenendo attualmente, non solo in Australia, Brasile e Siberia…
La mia è una protesta. Non posso fare molto, vivendo qui dove non manca nulla e dove posso contribuire solo con piccole donazioni di denaro (che però non si è mai sicuri di dove finiscano davvero i soldi).
Sono afflitta, tormentata da queste orribili situazioni che si ripetono senza sosta.
E i politici, egoisti e irrispettosi, si gonfiano e sproloquiano frasi e discorsi studiati per l’occasione. Sono in gioco troppi interessi personali.
C’è solo una cosa da fare: ribellarsi.
Ribellarsi contro l’estinzione di massa.

Animal testing: only an act of cruelty.

.

We are confronted with a drifting planet, with an emergency climate situation that involves us all: each of us must act immediately.
Animal experiments are an aberration, an act of complete cruelty and incivility.
I am here to share a video of harsh reality… myself, I admit I couldn’t watch it until the end. I’m emotionally too fragile. I don’t like seeing creatures who are suffering. Sentient creatures… like you, me, others… It’s a crime. It must be prohibited and ended: as soon as possible.
Please share, discuss it with those around you and do everything possible to protect, not torture and kill defenseless creatures.
Thank you, from my heart, and may peace be with your spirit/mind.

…oOo…

Siamo confrontati con un pianeta alla deriva, con una situazione d’emergenza climatica che ci convolge tutti: ogniuno di noi deve agire immediatamente.
Gli esperimenti sugli animali sono un’aberrazione, un atto di completa crudeltà e inciviltà.
Sono qui per condividere un filmato di dura realtà… io stessa, ammetto di non averlo potuto guardare fino alla fine. Sono emozionalmente troppo fragile. Non mi piace vedere creature che soffrono. Creature senzienti… come te, me, gli altri… È un crimine. Dev’essere proibito e fermato. Al più presto.
Vi prego di condividere, di discuterne con chi vi sta accanto e di fare tutto quanto possibile per proteggere, non torturare ed uccidere, creature indifese.
Grazie, di vero cuore, e possa la pace essere con il vostro spirito/mente.

Jordan * Giordania

jordan

The desire to escape, even if the years pass by quickly, is always extremely alive!
Fortunately, I have a very understanding husband (he knew my problem with the adventure even before I got married), so it gives me great pleasure to have him by my side even though sometimes the goals are particular.
Petra and her wonders had been on the waiting list for a long time. The political situation has always made me desist, even thinking about our children. Now that they are big and perfectly able to cope with life, with my husband I can “dare” a bit of pure adventure. I leave you with the images, then for a detailed story I send you to this page.

…oOo…

Il desiderio di evadere, seppure gli anni scorrono via velocemente, è sempre estremamente vivo!
Per fortuna ho un marito molto comprensivo (conosceva il mio problema legato all’avventura ancora prima di sposarmi), così mi fa estremo piacere poterlo avere al mio fianco anche se a volte le mete sono particolari.
Petra e le sue meraviglie erano sulla lista d’attesa da molto tempo. La situazione politica mi ha sempre fatto desistere, anche pensando ai figli. Ora che loro sono grandi e perfettamente in grado di destreggiarsi nella vita, con mio marito posso “osare” un po’ d’avventura allo stato puro.

Vi lascio con le immagini, poi per un racconto dettagliato vi mando a questa pagina.

 

 

La fauna selvatica non dovrebbe forse essere patrimonio nazionale?

Lince_WWF

Fauna selvatica patrimonio nazionale CG corriere 22.10.2019

(Corriere del Ticino 22.10.2019)

Nel 1800 sono scomparse in Svizzera diverse specie, sterminate poiché ritenute pericolose o semplicemente poiché l’uomo ha sottratto loro lo spazio vitale: nel 1871 in Ticino è stato ucciso l’ultimo lupo, nel 1894 in Vallese l’ultima lince, nel 1904 in Grigioni l’ultimo orso. Nel 1985 si è estinto il gipeto barbuto, nel XIX furono sterminati i castori per la loro pelliccia e nel 1989 per l’ultima volta sul lago di Neuchâtel, era stata avvistata la lontra.
Poi questi animali hanno fatto un difficile ritorno, e ancora oggi sono ingiustamente temuti da una grande maggioranza che preferirebbe ucciderli per evitare di cercare altre soluzioni. A questi si aggiungono altre specie minacciate come la pernice bianca.
È oramai da anni che in Svizzera è discussione accesissima tra chi il lupo lo vuole ammazzare e chi fa di tutto per proteggerlo. Certo, il lupo è un predatore ed nel suo DNA è impresso ciò che un predatore fa: cacciare.
Va comunque rilevato che se l’uomo non entra in contatto o non provoca uno di questi animali, specialmente se femmina con piccoli, l’animale fugge e non insorgono problemi. Le complicazioni di regola nascono quanto il comportamento umano crea delle situazioni di conflitto.
Ricordo con una fitta di dolore il giovane orso M13 arrivato in Ticino dal Trentino e abbattuto il 19 febbraio 2013 in Valposchiavo poiché considerato “orso pericoloso”.
La sua colpa? Dopo il letargo, affamato, si era avvicinato troppo nella ricerca di cibo a zone abitate nel tentativo di sopravvivere nel suo habitat naturale.
Eppure M13 non era un orso pericoloso, portava anche un collare satellitare per controllarne gli spostamenti. Lo avevano persino fotografato mentre mangiava delle bietole da foraggio… ma le aveva veramente rubate lui le bietole, oppure erano state l’esca per attirarlo e poi vigliaccamente avere i presupposti per ucciderlo? Perché al posto di ucciderlo non lo hanno narcotizzato e portato altrove?
Questi fatti non sono certo un onore per chi ha ordinato l’uccisione e per quei guardiacaccia che hanno puntato il fucile per freddarlo. La notizia aveva suscitato molto scalpore e sollevato parecchie critiche che presto sono però finite nel dimenticatoio.
Due pallottole sono meno care? Un personaggio locale, qualche settimana fa aveva detto la stessa cosa per liquidare i lupi.
E così è stato fatto, lo scorso 10 ottobre. Due in meno. Due cuccioli provenienti dalla regione del Piz Beverin. L’Ufficio per la caccia e la pesca retico era stato incaricato di “prelevare complessivamente quattro giovani lupi”: questo l’annuncio. Prelevare è sinonimo di ammazzare. E presto gli altri due fratellini faranno la stessa fine.
Il controllo del territorio e delle sue risorse naturali da parte dell’uomo, sfocia sempre in atti riprovevoli dove a farne le spese sono quelle creature che non si possono difendere da armi la cui tecnologia d’avanguardia permette la caccia notturna o da grande distanze.
Se l’uomo caccia oltre misura o per diletto o per cibo, la delicata bilancia dell’ecosistema subisce una rottura che è poi difficilmente sanabile.
Ma dobbiamo ricordare che è l’Uomo ad avere sottratto ad ogni tipo di animali il loro territorio, antropizzando zone che prima erano selvagge. E la marea continua; senza troppi scrupoli si pianificano costruzioni anche di grosse dimensioni sulle colline (vedi Monte Brè sopra Locarno).
La proposta di un Parco Nazionale protetto dove l’ecosistema avrebbe potuto godere di maggiore tutela, è stata bocciata a causa di incomprensioni generate dall’ignoranza e incompetenza degli osteggiatori. Errare è umano, perseverare diabolico. Cosa abbiamo imparato dagli sbagli del passato? Nulla.
Se nel 19esimo secolo era stata abbattuta buona parte della selvaggina dall’uomo cacciatore, sono stati i predatori a farne le spese, per loro non c’era più cibo, ed appare logico che per sopravvivere abbiano cacciato animali da allevamento.
Oggigiorno gli allevatori dispongono di informazioni dettagliate, possono ricevere consulenza gratuita da uffici federali e cantonali nell’ottica di allevare in modo sicuro e protetto i loro animali da reddito.
Eppure… eppure la scorsa settimana due giovani lupi sono stati abbattuti poiché avevano predato. Superfluo sottolineare che gli allevatori che hanno perso dei capi sono stati risarciti, ma per i lupi ammazzati nessuno, a parte qualche eccezione, hanno avuto parole di compianto.
Lo scorso 12 settembre 2019, il Parlamento svizzero ha deciso che i lupi, e di conseguenza anche il castoro, airone cenerino cigno reale, lince, orso, saranno inseriti nella lista delle specie regolabili.
Questa legge permette l’abbattimento di animali protetti senza che abbiano mai causato danni. Semplicemente perché esistono potranno essere sterminati. Credo che siano molte le ragioni di questo gioco poco pulito di certe lobby forieri di futuri sviluppi negativi per fauna e flora.

Diamo supporto a WWF, Pro Natura e altre associazioni votate alla protezione della natura e degli animali: dallo scorso 8 ottobre 2019 è in circolazione il “Referendum” contro questa legge inaccettabile che indebolisce la protezione degli animali selvatici.
I danni provocati dagli uomini sono infinitamente superiori se paragonati a quelli di un grande predatore che vaga per i monti; almeno lui caccia quello che trova sulla sua strada, gira al largo se s’imbatte in un cane Maremmano o in un pastore munito di bastone.
Mentre l’essere umano mostra falsi sorrisi e quando gli volti la schiena tira fuori il coltello per pugnalarti alle spalle. Con le sue paure ataviche, la sua supponenza e arroganza, sottomessa all’adorazione del potere e del danaro, distrugge ciò che gli sta attorno.

(vedi link)

Il referendum permetterà che l’ultima parola spetti ai cittadini.

…oOo…

In 1800 several species disappeared in Switzerland, exterminated as they were considered dangerous or simply because the man took their living space from them: in 1871 in Ticino the last wolf was killed, in 1894 in Vallese the last lynx, in 1904 in Grigioni the last bear. In 1985 the bearded vulture was extinct, in the XIX the beavers were exterminated for their fur and in 1989 for the last time on the lake of Neuchâtel, the otter had been sighted.
Then these animals have a hard return and are still unjustly feared by a large majority would prefer killing them and avoid  looking for other solutions. To these are added other threatened species such as the white partridge.
It is now for years that in Switzerland it is a very heated debate between who wants to kill the wolf and who does everything to protect it. Of course, the wolf is a predator and in his DNA is imprinted what a predator does: hunt.
It should, however, be noted that if the man does not come into contact or does not provoke one of these animals, especially females with their young, the animal escapes and no problems arise. Complications usually arise when human behavior creates conflict situations.
I remember with a pang at the heart, the young bear M13 arrived in Ticino from Trentino (Italy) and shot down February 19, 2013 in Valposchiavo regarded as “dangerous bear.”
His fault? After the lethargy, hungry, he had come too close to finding food in inhabited areas in an attempt to survive in his natural habitat.
Yet M13 was not a dangerous bear, he also wore a satellite collar to control his movements. Had they even photographed him eating fodder beets… but had he really stolen the beets, or had they been the bait to lure him and then cowardly have the prerequisites for killing him? Why have him not been drugged and taken elsewhere instead of killing him?
These facts are certainly not an honor for those who ordered the killing and for those gamekeepers who aimed their rifle to kill him. The news caused quite a stir and raised several criticisms that too soon ended up forgotten.
Are two bullets cheaper? A local “character”, a few weeks ago had said the same thing to liquidate the wolves.
And so it was done, last October 10th. Two less. Two puppies from the Piz Beverin region. The Office for hunting and fishing has been commissioned to “collect a total of four young wolves”: this is the announcement. “Collect” is synonymous with killing. And soon the other two brothers will do the same end.
The control of the territory and of its natural resources by man always results in reprehensible acts where it is the creatures who cannot defend themselves from weapons whose avant-garde technology allows nocturnal hunting or from great distances.
If man hunting lengthening or for pleasure or food, the delicate balance of the ecosystem undergoes a break which is then hardly curable.
But we must remember that it is Man who has taken their territory from all kinds of animals, by populating areas that were previously wild. And the tide continues; without too many scruples, even large buildings are planned on the hills (see Monte Brè above Locarno).
The proposal of a protected national park where the ecosystem could enjoy greater protection, was unfortunally rejected because of misunderstandings generated by ignorance and incompetence of opposers. To err is human, to persevere diabolically. What have we learned from the mistakes of the past? Nothing.
If in the 19th century it had been slaughtered almost all of the game by the hunter man, it was the predators that paid the price, for them there was no more food, and it seems logical that to survive they hunted farm animals.
Nowadays, breeders have detailed information, they can receive free advice from federal and cantonal authorities in order to breed in a safe and secure way their animals for profit.
Yet… yet last week two young wolves were slaughtered because they had preyed on. Needless to point out that farmers who have lost sheeps have been compensated, but for the killed wolves , with some exceptions, few have had words of sorrow.

On September 12, 2019, the Swiss Parliament decided that the wolves, and consequently also the beaver, gray heron, swan, lynx, bear, will be included in the list of “adjustable species”.
This law allows the slaughter of protected animals without ever causing damage. Simply because they exist they can be exterminated. I believe that there are many reasons for this unclean game of certain lobbies that are harbingers of future negative developments for fauna and flora.

We must support WWF, Pro Natura and other associations dedicated to the protection of nature and animals: since October 8, 2019, the “Referendum” has been circulating against this unacceptable law that weakens the protection of wild animals.
The damages caused by men are infinitely superior when compared to those of a great predator that wanders through the mountains; at least he hunts the one he finds on his way, but turns away if he comes across a Maremmano dog or a shepherd with a stick.
While the human being shows false smiles and when he turns his back, he takes out the knife to stab you in the back. With his atavistic fears, his arrogance and haughtiness, subjected to the worship of power and money, destroys everything around him.

(see link)

The referendum will allow citizens to have the last word.

The IUCN calls for halt to species decline by 2030

With urgent need, I share the post of “in the shadow of the wolf”.
The International Union for Conservation of Nature reminds us that the emergency must be taken with extreme urgency.
The current crisis, without previous analogues, must absolutely lead us to launch immediate conservation laws so that the bio-diversity is also guaranteed in the future. The governments of the world have been called upon to intervene with the utmost urgency to avoid extinctions of endangered animals caused by man.
                                                                …oOo…

Con necessità impellente, condivido il post di “in the shadow of the wolf”.
L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, afferma che l’attuale emergenza dev’essere presa con estrema urgenza.
La crisi nella quale ci troviamo non ha precedenti analoghi, ci deve assolutamente portare a varare immediate leggi di conservazione affinché la bio-diversità sia garantita anche in futuro. I Governi del mondo sono stati chiamati ad intervenire con la massima urgenza onde evitare estinzioni di animali in pericolo causate dall’uomo.

 

Abu Dhabi, United Arab Emirates, 11 October 2019 (IUCN)

IUCN has issued an urgent call to massively scale up species conservation action in response to the escalating biodiversity crisis. The Abu Dhabi Call for Global Species Conservation Action appeals to the world’s governments, international agencies and the private sector to halt species decline and prevent human-driven extinctions by 2030, and to improve the conservation status of threatened species with a view to bringing about widespread recovery by 2050.

The Abu Dhabi Call, issued at this week’s IUCN Species Survival Commission (SSC) Leaders’ Meeting, urges governments to take emergency measures to save those species at the highest risk of extinction and tackle key threats that are driving population declines and extinctions. These include the lack of incentives for landowners and managers to retain wild species and natural habitats; poor or abusive practices in agriculture, fisheries, and forestry; wildlife crime; emerging infectious diseases; the disruption of water flow; inadequate management of waste and discharges; invasive alien species; and increasingly, climate change and ocean acidification.

“With 2020 comes the opportunity to curb the escalating extinction crisis and invest in a more optimistic future. With this Call, IUCN stands ready to support governments and civil society, including young people, to work for a world in which species are preserved and valued for their intrinsic worth as well as the benefits they offer,” said IUCN Acting Director General Dr Grethel Aguilar. “The IUCN World Conservation Congress 2020 will bring together states, civil society and indigenous peoples to work together towards halting species declines by 2030.”

The Call is the result of more than 300 SSC Leaders coming together in Abu Dhabi on the cusp of 2020, a year that will see critical decisions for the future of the planet taken by policy makers. The United Nations Sustainable Development Goals and the UN Paris Agreement on Climate Change will be reviewed, and the Convention on Biological Diversity will adopt the Post-2020 Global Biodiversity Framework. A new UN legal binding agreement on marine biodiversity in the High Seas is under negotiation. The IUCN World Conservation Congress will amplify this Call, which will then be addressed by the United Nations Heads of State Summit on Biodiversity.

“The Species Survival Commission is the world’s largest network of species scientists and a fundamental contributor to IUCN’s role as provider of the knowledge that underlies nature conservation. They devote their lives, generally on an entirely voluntary basis, to saving species. The high quality of the work of SSC Specialist Groups provides a strong scientific foundation for conservation action. We now appeal to governments to urgently respond to this Call by helping pull species back from the brink of extinction,” said Dr Jon Paul Rodríguez, Chair of IUCN’s Species Survival Commission.

A global Programme of Work on Species Conservation will be launched at the IUCN World Conservation Congress in June next year. IUCN calls on Parties to the Convention on Biological Diversity and the other biodiversity-related conventions to respond by including this Programme in the post 2020 global biodiversity framework and follow up with urgent implementation. At the Congress, governments, civil society and indigenous peoples’ organisations will come together to drive conservation efforts for ‘a just world that values and conserves nature.

“Decisions made in 2020 will define the future of the planet,” said Dr Jane Smart, Global Director of the IUCN’s Biodiversity Conservation Group. “We face a nature emergency. Species are the primary source of income and resources for hundreds of millions of people around the globe; their aesthetic values and spiritual roles provide comfort and inspiration as well as recreation. At this critical moment, the world’s governments must accept responsibility for this emergency and act now to ensure we pass on a rich natural heritage to future generations. This is a unique opportunity to mobilise society and galvanise the necessary action to address the species crisis.”

IUCN also recalls that the global target to bring about the recovery of known threatened species adopted in Nagoya, Japan in 2010 is unlikely to be met, despite substantial efforts from conservationists worldwide. Looking forward, IUCN emphasises the importance of including clear, ambitious targets on species conservation in the Post-2020 Global Biodiversity Framework.

In recognition of the scale of transformative change that is needed, the Abu Dhabi Call for Species Conservation Action encourages governments and donor institutions to allocate substantial additional resources for conservation of species and their habitats.

The IUCN Species Survival Commission is the world’s largest network of species conservation experts with over 9,000 members globally. It is mandated by the Members of IUCN (governments, NGOs, and indigenous peoples’ organisations) to conserve species. This unique body includes biologists, ecologists, wildlife managers, health and social scientists, educators, community representatives, economists and government officials. The Call was developed by SSC Leaders meeting in Abu Dhabi with generous support from the Environment Agency Abu Dhabi.

The Species Survival Commission generates the knowledge for The IUCN Red List of Threatened Species, the world’s most comprehensive information source on the global conservation status of and animal, fungi and plant species. SSC experts have unique insight into the extent to which species are undergoing unprecedented and growing threats from unsustainable human activities, reflected in The IUCN Red List.

For more information or interviews, please contact:

Harriet Brooker, IUCN Media Relations, +44 7960241862, press@iucn.org

Aritzaith Rodríguez, IUCN SSC Media Relations, +54 91123865487, aritzaith.rodriguez@ssc.iucn.org

Links:

The Abu Dhabi Call for Global Species Conservation Action in ENGLISH

The Abu Dhabi Call for Global Species Conservation Action in ARABIC

SSC Leaders’ Meeting 2019

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  • Claudine’s novels * i miei romanzi

  • Piccoli passi nella Taiga (to be published soon)

  • Il Segreto degli Annwyn – Edizioni Ulivo ISBN 978 88 98 018 079

  • The Annwyn’s Secret Austin Macauley London ISBN 9781785544637 & ISBN 9781785544644

  • The Annwyn’s Secret

  • Silloge Poetica “Tracce” – Edizioni Ulivo Balerna

  • Il Kumihimo del Sole – Seneca Edizioni Torino

    ISBN: 978-88-6122-060-7
  • Il Cristallo della Pace – Seneca Edizioni Torino

    ISBN 978-88-6122-189-5
  • Nebbie nella Brughiera – Seneca Edizioni Torino

    ISBN 978-88-6122-055-3
  • I 4 Elementi – Macromedia Edizioni Torino

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