• Semplicemente… donna

    Sara Luna e Claudine
  • me and my girl :-)
  • Mi sento unicamente una "Cittadina del Mondo"
    figlia, madre, amica, compagna, donna...
    Ho viaggiato lungo rotte conosciute ed altre ignote, per lavoro ma anche per curiosità o solo per il desiderio di scoprire nuovi luoghi!
    L'esperienza a contatto con altri popoli, religioni e culture, mi ha insegnato a venerare Madre Natura ed ogni forma di vita che ci conduce a valutare precetti inconfutabili, ma che purtroppo troppi ignorano nel più assoluto egoismo.
    Vi apro le porte del mio mondo virtuale... seguitemi lungo l'itinerante scorrer d'acqua lasciando traccia di vissuto.

  • What to say about Claudine? She is passionate about living a present, balanced and authentic life, with a healthy dose of humor! She loves to travel the world, explore new places, people and food, but equally loves to retreat into silent solitude. She is a writer who follows a hidden path, into an unfamiliar world. If you just surrender and go with her on her eerie journey, you will find that you have surrendered to enchantment, as if in a voluptuous and fantastic dream. She makes you believe everything she sees in her fantasy and dreams. But as well you take a journey to the frozen mountain peaks of the north of Europe, to the crowded sweating streets of Mexico or Africa. Her characters are wonderfully real and wholly believable perfectly situated in her richly textured prose. She’s a lovely person and she writes with exquisite powers of description! She’s simply great! R. McKelley

    ***

    Chi è Claudine? Lei è appassionata nel vivere al presente una vita equilibrata e autentica, con una sana dose di humour! Ama viaggiare per il mondo, esplorare nuovi luoghi, persone e cibo, ma ugualmente ama ritirarsi in solitudine, nel silenzio. E' una scrittrice che segue un sentiero nascosto, verso un mondo sconosciuto. Se solo vi arrendete e andate con lei in questa spettacolare avventura, realizzerete che vi siete confidati all’incantevole, come in un sogno fantastico ed avvolgente. Vi farà credere ad ogni cosa che lei vede nei suoi stessi sogni e fantasie. Ma inizierete anche un viaggio verso le cime ghiacciate del nord Europa, verso le strade affollate del Messico o Africa. I protagonisti sono magnificamente reali e totalmente credibili stupendamente inseriti nella ricca trama di prosa. E’ una “grande” persona e scrive con uno squisito potere descrittivo. E’ semplicemente magnifica.

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Somatic Education * Educazione Somatica

 For english translation, scroll down

Moshe Feldenkrais disse:

“Sarò il tuo ultimo insegnante. Non perché io sia il migliore insegnante che tu abbia mai incontrato, ma perché da me imparerai come apprendere. Quando impari ad apprendere ti accorgi che non ci sono insegnanti, ci sono solo persone che apprendono e persone che studiano come facilitare l’apprendimento.”

 

Abbiamo avuto il piacere di seguire un workshop con il dr. Brian Siddhartha Ingle che, da Dublino, è venuto a Muralto nel Canton Ticino per un seminario di Educazione Somatica.

Imparare a conoscersi intimamente in modo approfondito è necessario per auto-aiutarci a raggiungere una libertà di scelta rendendo così la nostra vita piacevole e mitigare o annullare il dolore. La salute è considerata un processo in divenire, e non una condizione statica.

La proposta formativa dell’Educazione Somatica è un insieme articolato di discipline corporee che considerano l’essere umano nella sua integrità: corpo (energia), pensiero (amore), capacità auto-percettiva e relazionale (intelligenza). Quando tutte queste qualità sono sinergicamente equilibrate, stiamo bene.

Alla base del benessere stanno la corporeità delle nostre esperienze quotidiane con un auto-consapevolezza del movimento, indispensabili per attuare dei processi di cambiamento importanti e raggiungere così un buono stato di salute. La consapevolezza si raggiunge attraverso il movimento secondo tre specifici “precetti”: la comodità (comfort), la lentezza, la consapevolezza (dei propri limiti).

Grazie ad esercizi di semplice attuazione, Brian ci ha aiutati a meglio comprendere le enormi possibilità del nostro “essere fisico”, spiegandoci che il nostro corpo è in unità con la mente e se ci approcciamo con questo metodo, possiamo conoscerci ed ascoltarci. La nostra mente è molto potente, ritornando ad essere padroni di sé, imparando a osservare e esplorare noi stessi in termini di propriocezione, introcezione e cenestesi, ci riappropriamo del nostro corpo vitale, entrando così in contatto con la nostra intelligenza. Questo ci permette di “riprogrammare” movimenti abituali, posture scorrette, e tanti altri difetti causati da traumi fisici o dall’età in modo da eliminare le cause dei dolori.

È quindi imperativo imparare a conoscerci intimamente, il più in approfondito possibile, aprendoci quindi alla libertà di “scegliere”. Svolgendo gli esercizi molto lentamente è possibile sostituire nella corteccia motorio-sensoriale i movimenti scorretti con altri corretti, e ne consegue un ampliamento delle nostre possibilità di movimento, in senso fisico come pure intellettivo ed emotivo.

Il metodo dell’Educazione Somatica è un “processo di indagine” affinché ognuno, nel proprio sentire, trovi le proprie risposte. Percepire l’energia che scorre dentro di noi, quella attorno a noi, nel “qui ed ora”, questo significa esistere e vivere pienamente!  

Il dr. Brian Siddhartha Ingle è diplomato in ostepatia, è anche naturopata e osteopata cranio-biodinamico. Possiede un certificato di educatore Hanna Somatic e Feldenkrais ed è insegnante di Yoga Somatico. Egli si è laureato presso il British College of Osteopathic Medicine e all’Istituto Novato per la ricerca e la formazione somatica. Insegna in tutto il mondo, offrendo seminari e corsi di formazione professionale in Somatica Clinica.

È stata un’esperienza molto speciale e bella! Speriamo di presto poter avere ancora il dr. Brian con noi per proseguire sul nostro cammino verso una libertà fisica e gioire appieno delle nostre risorse e capacità in quanto ad essere umano.

Propriocezione: è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, anche senza il supporto della vista.
Introcezione: si intende con questo termine la percezione delle informazioni “interne”, quali il respiro, la peristasi gastrointestinale, il senso di fame e sazietà, ma anche la cognizione del dolore e delle altre emozioni.
Cenestesi: è una sensazione generale relativa ai visceri interni e alla loro attività vegetativa. Si tratta della somma di sensazioni propriocettive e interocettive che determinano pertanto un sentimento generale di benessere o malassere, di affaticamento, di energia, di malattia.

 

 

Moshe Feldenkrais said:
“I’ll be your last teacher. Not because I am the best teacher you have ever met, but because you will learn how to learn from me. When you learn to learn, you realize that there are no teachers, there are only people who learn and people who study how to facilitate learning. “

We had the pleasure of following a workshop with Dr. Brian Siddhartha Ingle who from Dublin, came to Muralto in Canton Ticino for a Somatic Education Seminar.

To learn how to get to know one’s self intimately, it is necessary for a self-help aimed to achieve  freedom of choice to make our life pleasable and mitigate or cancel the pain. Health is considered a becoming’s process, and not a static condition.

The formative proposal of Somatic Education is an articulated set of body disciplines that consider the human being in its integrity: body (energy), thought (love), self-perceptive and relational ability (intelligence). When all these qualities are synergically balanced, we feel fine.

At the base of the well-being, are the corporeity of our daily experiences with a self-awareness of the movement, indispensable for implementing important change processes and thus achieving a good state of health. Awareness is achieved through the movement according to three specific “precepts”: comfort, slowness, awareness (of one’s limits).

Thanks to simple implementation’s exercises, Brian helped us to better understand the enormous possibilities of our “physical being”, explaining that our body is in unity with the mind and if we approach this method, we can know and listen to it. Our mind is very powerful, becoming a self-mastery, learning to observe and explore ourselves in terms of proprioception, introspection, and cenesthesis, we reappropriate our vital body, thus getting in touch with our intelligence. This allows us to “reprogram” habitual movements, incorrect postures, and many other defects caused by physical trauma or age to eliminate the causes of pain.

It is therefore imperative to learn to know us intimately, as deeply as possible, thus opening us to the freedom to “choose”. By performing the exercises very slowly, it is possible to replace incorrect movements with other corrections in the motor-sensory cortex and this result in an enlargement of our possibilities of movement in the physical sense as well as intellectual and emotional.

The Somatic Education Method is a “process of investigation” so that everyone in their own mind can find their answers. To perceive the energy flowing within us, the one around us, in the “here and now”, that means to exist and to live fully!!

Dr. Brian Siddhartha Ingle is graduated in osteopathy, is also naturopath and osteopathic skull-biodynamic. He holds a certificate of Hanna Somatic and Feldenkrais educator and is a teacher of Somatic Yoga. He graduated from the British College of Osteopathic Medicine and at the Novato Institute for Somatic Research and Training. He teaches all over the world, offering seminars and professional training courses in Clinical Somatic.

It was a very special and beautiful experience! We hope to be able to get dr. Brian very soon with us to again, to enable us to continue on our path to physical freedom and to rejoice in our resources and capacity as a human being.

Proprioception: It is the ability to perceive and recognize the position of your body in space and the state of contraction of your muscles, even without the support of vision.
Intrusion: this term means the perception of “internal” information, such as breathing, gastrointestinal peristasis, sense of hunger and satiety, but also the cognition of pain and other emotions.
Cenesis: It is a general feeling of internal viscera and their vegetative activity. This is the sum of the proprioceptive and interconceptional sensations that result in a general feeling of well-being or malassage, fatigue, energy, and illness.

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We want to prevent the killing of wolves in Switzerland

We are a heterogeneous group of people who think that in Switzerland and in Ticino there is also a place for the wolf.
Between us, there are experts but also simple enthusiasts of nature and fans of this beautiful animal.

In the face of prejudices, alarms and inaccurate news, when not deliberately false, with this page we try to bring the Voice of good sense, based on scientific data. Right now, in Switzerland, the wolf risks losing its status as “absolutely protected animal”. For Switzerland to shoot the wolf would be a moral defeat, a demonstration of closure and inability to adapt, of international proportions.

We will make our commitment for this to happen!

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Siamo un gruppo eterogeneo di persone che pensano che in Svizzera ed in Ticino ci sia posto anche per il lupo.
Tra di noi ci sono esperti ma anche semplici appassionati della natura e fan di questo bellissimo animale.

Di fronte a pregiudizi, allarmismi e notizie inesatte, quando non addirittura volutamente false, con questa pagina cerchiamo di portare la Voce del Buonsenso, basandoci su dati scientifici. In questo momento, in Svizzera, il lupo rischia di perdere il suo status di “animale assolutamente protetto”. Per la Svizzera prendere a fucilate il lupo sarebbe una sconfitta morale, una dimostrazione di chiusura e incapacità di adattamento, di proporzioni internazionali.

Metteremo il nostro impegno affinché questo non accada!

 

This is the new blog… please give your support and love to the wolves!  Thank you   :-)claudine

https://amicidelluposvizzeraitaliana.wordpress.com/

https://www.facebook.com/LupoSvizzeraitaliana/

 

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Presentation of the workshop CBI (Character Based Improvisation) ¦ Robert Marchand

Ciack

Since always, I was interested in how to put into “action” the stories I write… short movie? TV series?
A couple year ago, with TFL Torino Film Lab, I had my first experience with the “scriptwriting” and all the nuances of misinterpretation of the plot aimed by the “creator of the story”.
As a writer, you may have some specific ideas how the characters of your story interact, you describe scenes and happenings in a vivid way, with great care of the details…
But at the moment of elaborating the story into a script for a movie, actually, everything may happen. From the better to the worst of the nightmares.
And this was the case: a disgusting experience with a young screenwriter too full of herself with bumpy ideas and without any consideration and respect of my will.
I dropped the deal, in the due time of the contract signed for a year.
I soon enough realized that, if I wanted the job done professionally and with an experienced scriptwriter, I should put on the table between 20.000.- / 25.000.- euros.
Alright, this is not on my schedule, since I like to use the small royalties I receive, to help shelters for animals or kids in need.
So I started looking around trying to get into this specific work of transmuting a book into a script.
And to do it in the best way, you need to learn quite a few important things about how a film director works, which type of way they use to get into action the actors and so on.
Thanks to Maria, I was able to attend the presentation of  R.Marchand Workshop, taking several notes… and start getting some clearer ideas about this huge world totally different from putting your feelings on a paper trying to capture the attention of your reader and make them dream!
I know it will take me a long time, I’m very patient… and will take small steps at a time.

 

Robert_Marchand_CBI

 

Sono da sempre interessata a come mettere in “azione” le storie che scrivo… Fare un film, un cortometraggio? Una serie TV?
Un paio di anni fa, con la TFL Torino Film Lab, ho avuto la mia prima esperienza con la “sceneggiatura” e con essa, ogni possibile sfumatura di erronea interpretazione della trama voluta dall’autore.
In qualità di scrittore, puoi avere idee specifiche su come interagiscono i personaggi della tua storia, puoi descrivere scene e avvenimenti in modo vivido, ponendo grande cura ai dettagli…
Ma al momento di elaborare la storia in una sceneggiatura per un film, in realtà tutto può accadere. Dal bene, al peggiore degli incubi.
E ques’ultimo è stato il caso: una disgustosa esperienza con una giovane sceneggiatrice troppo piena di sé e con idee sballate e senza alcuna considerazione e rispetto della mia volontà.
Sono quindi uscita dal contratto firmato, alla conclusione dell’anno d’impegno.
Presto ho capito che, se desidero un lavoro eseguito in modo professionale e con uno sceneggiatore esperto, avrei dovuto mettere sul tavolo tra 20.000 e 25.000 euro.
Sfortunatamente, questo non è nel mio programma, poiché mi piace usare le poche royalties che ricevo, per aiutare i rifugi per animali o bambini in difficoltà.
Così ho iniziato a guardarmi intorno cercando di entrare in questo mondo sconosciuto, con la specifica idea di imparare a trasmutare i miei libri in sceneggiature.
E per farlo nel modo migliore, bisogna imparare alcune cose importanti su come funziona il lavoro di un regista, quale modo egli utilizzare per pianificare ecc.
Grazie a Maria ho potuto assistere alla presentazione del Workshop di R.Marchand, prendendo varie note… per iniziare a chiarirmi le idee su questo enorme mondo completamente diverso da quello di mettere le tue idee su un foglio di carta, cercando di catturare l’attenzione del tuo lettore e per poi farlo sognare!
So che mi ci vorrà molto tempo, ma sono indulgente con me stessa!

Poesia e danza * Alberto Jelmini

poesia_e_danza

 

  • Copertina rigida: 126 pagine
  • Editore: Ulivo Edizioni (19 settembre 2017)
  • Collana: Il gatto dell’ulivo
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8898018487
  • ISBN-13: 978-8898018482
  •  CHF 25.-

 

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Trasferendo l’arte scenica in arte lirica, Alberto Jelmini rievoca i ritmi della danza grazie alla musicalità della sua poesia…

Maestro nella scrupolosa descrizione dei dettagli scenici il poeta sa anche lasciare le briglie alla fantasia lanciandosi in volteggi inauditi…

L’assidua frequentazione del Teatro San Materno nel corso della preparazione dei vari spettacoli di danza, lo ha introdotto in un mondo che non conosceva, aprendo la mente e l’animo dell’autore a una realtà espressiva dalle enormi potenzialità…

Il motivo principale di queste poesie è la metafora della danza come Vita (metafora che collima con il tema shakespeariano della “scena del mondo”).

 

“La nostalgia di suoni, visioni e danze, evocate nell’intimo del lettore… la magia degli echi ed ombre, unici nella loro singolare rappresentazione.
E questa è la magia che la poesia di Alberto riesce a trasmettere a chi, con lui, condivide queste recondite passioni!”    Claudine

…oOo…

 

By transferring the scenic art into lyrical art, Alberto Jelmini evokes the rhythms of the dance thanks to the musicality of his poetry …

Master in the scrupulous descriptions of the scenic details, the poet knows how to let the reins to throwing fancy pirouettes unheard…

The frequent visits of San Materno Theater during the preparation of the various dance performances introduced him to a world he did not know, opening the mind and the author’s mind to an expressive reality with enormous potential …

The main reason for these poems is the metaphor of dance as Life (a metaphor that fits into the Shakespearian theme of the “world scene”).

 

“The nostalgia of sounds, visions, and dances, evoked in the heart of the reader… the magic of echoes and shadows, unique in their singular representation.
And this is the magic that the poetry of Alberto is able to convey to those who, with him, shares these hidden passions!”   Claudine

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Los devoradores de Mazapán * Mario Chavarría Gonzáles

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Los devoradores de mazapán  *  Mario Chavarría Gonzáles

(con le illustrazioni di Ruth Angulo) Carvajal Educación S.A.                              Literatura infanttil – Novela Guatemalteca
Editorial Norma – Ciudad de Guatemala , agosto 2013
ISBN 978-9929-42-031-1

 

 

I was myself immersed together with Ximena in the bowels and labyrinths of the old Capital of Guatemala: La Antigua, in search of the “Book of Answers”.

I found a delicate, and gentle reading, though I had to emphasize (and then look for) many words that, since I am not Catalan mother tongue, allowed me to increase my vocabulary. The style used by the author Mario Chavarría González is particular: a mixture of real facts with other imaginative and again others that leave you with so many questions. The choice of the name for the young protagonist, Ximena, whose Jewish meaning is “the one who listens to voices”, makes it clear from the beginning of the narrative that the keys for the reading of the novel can be multiple. The story setting is in Guatemala, the year 1954, which reports to real chronicle. It was the period of the Cold War where the US had its own commercial interests to protect and each pretending shadow or threat of “communist-wire” was to be overthrown… Even though the US considered Guatemala “the Banana’s Republic where their financial interests were huge! This is the period of pressure of the FAN (National Anti-Communist Front), during which many intellectuals but also simple academics, were forced to flee the country to avoid persecution under banal pretexts. The narrative plot thus appears related to facts that have actually happened or are likely to be possible; and the subject firmly holds the reader on the thread of doubt, up to the last page. After her husband’s escape from Guatemala City, Ángela with her daughter Ximena reaches her father Don Jesús in the great house at La Antigua, the old capital of Guatemala. The grandfather, nicknamed by Ximena Tata Chuz, shares with her young granddaughter the great passion for literature. In the enormous “jaulón” (whose translation was problematic), the girl, not by chance, begins to discover some secrets that she will share with Fermín and Mariana, two young friends met during her stay. However, between the pages of Jules Verne and Emilio Salgari, in the library of Grandfather Tata Chuz, are hiding mysterious attendees that initially frighten the young Ximena. Anchored to the ancient Mayan legends, there are the “Duendes chapín” (or Guatemalan follies), the “Aluxes” that protect the countryside and the crops (milpas). Doña Jacinta, a servant at Don Jesús, seems to be very knowledgeable but as well not willing to reveal the truth to Ximena… and not by chance, she was preparing the honey jars just to “stay friends” with these strange appearances in the jaulón! However, Zair, Zaqueo, and Alux, during the night disturbed Ximena’s sleep by rubbing her marzipan sweets. The story continues with the tricks that force young Ximena to make decisions that will also involve Tata Chuz, her grandfather and thus, discover other unpleasant and well-kept mysteries.

The author’s narrative power transports us into the magical world of childhood dreams where every conceivable conjecture takes over, moving us into a parallel world of shared paradigms where the purity of the young soul who is not yet corrupted by the “system” above, allows us to identify ourselves in symbolic, healthy and usable values. I shall confess that I loved the tales of Jules Verne and Emilio Salgari: in the 1960s and 70s, they opened me to wonderful worlds as for their authors, using only the strength of the imagination. Strength I found in the tale of “Los devoradores de mazapán”, a lovely novel to share with kids but as well with adults still young in their soul!

 

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Mi sono immersa con Ximena nelle viscere e labirinti della vecchia capitale del Guatemala La Antigua, alla ricerca del “Libro delle Risposte”.
Ho scoperto un acconto delicato, di lettura amena, anche se ho dovuto sottolineare (e poi cercare) tante parole che, non essendo di lingua madre catalana, mi hanno permesso d’accrescere il mio vocabolario.
Lo stile utilizzato dall’autore Mario Chavarría González è particolare: una mescolanza di fatti reali ad altri fantasiosi e altri ancora che ti lasciano con tanti interrogativi.
La scelta del nome per la giovane protagonista, Ximena il cui significato ebraico è “quella che ascolta le voci”, lascia intendere fin dall’inizio della narrazione che le chiavi di lettura del romanzo possono essere molteplici.
L’ambientazione nella Guatemala del 1954, riporta a fatti di cronaca reali. Era il periodo della Guerra Fredda dove gli USA avevano i propri interessi commerciali da protegger e ogni pretesta ombra o minaccia “filo-comunista” doveva essere debellata… Seppure gli USA consideravano il Guatemala in modo spregiativo la “Repubblica delle Banane”, lì i loro interessi finanziari erano ingenti!
Questo è il periodo di pressione del FAN (Fronte Anticomunista Nazionale)), durante il quale molti intellettuali ma anche semplici accademici, erano stati obbligati a fuggire dal paese per evitare persecuzioni sotto banali pretesti.
La trama narrativa appare quindi essere legata a fatti realmente accaduti o quantomeno verosimilmente possibili; e l’argomento trattiene saldamente il lettore sul filo del dubbio, fino all’ultima pagina.
A seguito della fuga del marito da Guatemala City, Ángela con la figlia Ximena, raggiungo il nonno materno Don Jesús nella grande casa a La Antinua, la vecchia capitale del Guatemala.
Il nonno, sopranominato da Ximena Tata Chuz, condivide con la giovane nipote la grande passione per la letteratura. Nell’enorme “jaulón” (la cui traduzione mi è stata probematica), la ragazza, non proprio per casualità, inizia a scoprire alcuni segreti che condividerà con Fermín e Mariana, due giovani amici incontrati durante il suo soggiorno.
Ma tra le pagine di Jules Verne ed Emilio Salgari, nella biblioteca del nonno Tata Chuz, si nascondono misteriose presenze che inizialmente spaventano la giovavne Ximena.
Ancorate alle antiche leggende maya, riprendono vita i “Duendes chapín” (folletti guatemaltechi), gli “Aluxes” che proteggono la campagna ed i raccolti (milpas)… e doña Jacinta, una serva a servizio di Don Jesús, sembra essere molto ben informata ma molto restia a svelare la verità a Ximena… e non a caso lei stessa preparava dei vasetti di miele proprio per “tenersi amici” queste strane presenze del jaulón!
Ma Zair, Zaqueo e Alux durante la notte, disturbavano il sonno di Ximena rubandole i dolcetti di marzapane. La storia continua tra traversie che obbligano la giovane Ximena a prendere delle decisioni che coinvolgeranno anche Tata Chuz, suo nonno e così scoprire altri misteri sgradevoli.

La forza narrativa dell’autore ci trasporta nel mondo magico dei sogni d’infanzia dove ogni possibile congettura prende il sopravento, trasportandoci in un mondo parallelo fatto di paradigmi condivisibili laddove purezza d’animo del giovane non ancora corrotto dal “sistema” sovrastante, ci permette di identificarci in valori simbolici sani e fruibili.
Premetto che ho amato i racconti di Jules Verne e di Emilio Salgari: negli anni 60 e 70 mi hanno aperto a mondi stupendi, come per i loro autori, utilizzando unicamente la forza dell’immaginazione. Forza che ho ritrovato nel racconto di “Los devoradores de mazapán”, un romanzo davvero bello da condividere con i giovani ma anche con gli adulti ancora giovani nel loro spirito!

Workshop in Somatic education * Educazione Somatica

Volantino_Educazione_Somatica

In cosa consiste il metodo di Educazione Somatica?
Durante gli ultimi 25 anni, il dr. Brian ha svolto studi approfonditi per ottenere un autentico sistema di auto-guarigione attraverso il movimento funzionale e la consapevolezza.
Si tratta di un sistema che permette agli studenti, pazienti o clienti, di apportare cambiamenti a sé stessi per diventare indipendenti e autonomi nella propria guarigione.
Un sistema in cui esiste una chiara comprensione su come funzionarono la salute e la guarigione. L’Educazione Somatica è un approccio sicuro, delicato e di buonsenso, atto ad eliminare a lungo termine il dolore muscolare cronico. È un processo di rieducazione neuromuscolare, un metodo sensoriale che insegna a invertire la causa del dolore muscolare cronico.
Grazie a questa pratica, molte persone di tutte le età si liberano dal dolore, migliorando il movimento del corpo e della mente.
Le attività sono eseguite con un educatore in Somatica in privato, con una sessione clinica somatica pratica, con classi di movimento di gruppo e individuali o con un’auto-pratica di movimento lento.
Il programma di auto-aiuto quotidiano, per mezzo di esercizi appropriati, riporta flessibilità, facilità e comodità tipici dell’infanzia.

 

Condizione comuni che sono aiutate a migliorare con la frequenza di questo corso:

  • dolori alla parte alta e bassa della schiena
  • dolori alle cervicali e spalle
  • sciatica
  • dolore all´anca, ginocchia a al piede

Al termine del corso, sarà rilasciato un certificato di partecipazione.

“Il Portale”      via Prof. Mariani 1A – 6600 Muralto

Orario:
9:00-12:00 e 14:00-17:00
Costo:
CHF. 200.- / Euro 180.-
(il pranzo è incluso nel prezzo)

Da versare anticipatamente quale conferma di partecipazione entro il 20 ottobre 2017 sul conto IBAN:   No. CH83 0483 5050 2339 3000 0

La riservazione può essere effettuata per posta elettronica scrivendo a:
claudine.giovannoni@ticino.com

o contattando telefonicamente:
al no. +41 79 736.54.17  Claudine Giovannoni Mobiglia

Il workshop sarà tenuto in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano.

Il Portale - Via Prof. Mariani 1A - 6600 Muralto

 

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Kazakhstan: Astana and the northern territory

 

I never dreamed of reaching this nation between the East and the West, where the new capital Astana is located in the northern part of Kazakhstan which is the ninth country in the world by extension. The western provinces of Atyrau and Manystau overlook the Caspian Sea, most of the territory consists of steppe without trees, meadows and sandy deserted areas of incredible beauty. There are also large forest areas that include rock canyons, and then still high snowy mountains and crystal clear lakes. The northern province called Saryarka is part of the World Heritage List of UNESCO.
Kazakhstan is not (yet) in the list of popular tourist destinations, but it deserves to be visited even only for its culture, tradition and hospitality of the ethnic groups that live there.
Kazakhstan confine to the north borders with Russia for nearly 7,000 kilometers, to the south by the Caspian Sea, a few miles to Turkmenistan, Uzbekistan, Kyrgyzstan, China and the smallest corner to the east, with Mongolia. There are the Altai Mountains with the Belukha Mountain of 4506 meters high, which is the highest of the chain. This is also the area that attracts most mountains lover tourists.
Even though I had seen Astana’s photos, I never thought I was in the presence of a pseudo-metropolis just like many other western cities.
Exterminated steppes, sandy deserts and snow-capped mountains are confined far beyond the edge of the urban extension of an idle city, breathing in the unbridled rhythm of capitalism and the negative influence it has on civilizations and peoples.
Everything is different, as it was half a century or so ago: and there are silent witnesses  as the photographs and tales of those who have experienced this change on their own skin.
Communicating with natives is not easy: if you don’t speak Kazakh or Russian or one of their dialects, there is no way to comunicate because English is a non-widespread language. In restaurants or bars, you can talk to the staff, but only with regard to catering topics.
After the USSR’s dissolution in the 1990s and 1991s, the various states were born to the south of the former Great USSR, rich in culture and natural wealth, which is the case of Kazakhstan and its new capital Astana, contributed to the birth of a certain well-being which, in my opinion, is not distributed in an adequate and regualar manner.
It is a fact: poverty, destitution, lower social classes… are also here a reality that stings the soul.

I try to mentally immagine these places as they were decades ago, but it is not easy even if the archive images help the imagination. Perhaps I had a more precise and fulfilling idea,  traveling to Shchuchinsk and the Burabay district, between lakes and mountains that remember me of Switzerland. But I wish to come back with more time; to go far away from the cities, where you can dip youself in what is the true nature of these wild places!
But basically, I am here precisely because of Kazakhstan’s economic opening up to international partnerships. And a good example is Norman Foster, a world renowned British architect who is the creator of the curious “Palace of Peace and Reconciliation” (and many others), a structure that leaves the visitor with so many questions. Although it was not allowed because of a political meeting, thanks to the young Kamila (a security officer), we were able to visit the building. It is a certain emotion to think that in that circular room, suspended in the middle of the pyramid, every two years meet representatives of all religions of the world. But to make it even more emblematic of this place are the noises that relate the symbolism linked to our star in the heaven, and the veneration of the same: the Sun. In fact, we find the symbol of the pyramid linked to the Templars up to those of the Freemasonry… but I’ll stop here. You could write so much!
Indeed, contemplating architectural works is a kind of “nail-minded” considering that my husband is an architect and I sometimes follow him right in his professional itinerary.
I could bring an extreme comparison, which I have already learned and followed in its evolution, in the Arab Emirates and the city of Dubai.
Astana is really huge: extended urbanistically, built in height to “capture” with the imperiousness of its palaces, the visitor’s eye.
It is well-known that its economic well-being is mainly due to mining resources, including oil and gas (especially in the Caspian Sea area), uranium, zinc, silver, lead, chrome, copper, gold and many other less known. But to benefit, it is always the small part of the “Dominants”.
By now the yurts and caravans belong to the narrative of collective memory.
It is a fact that 21st century technology allows rapid urban development, where there are specific interests, always linked to the economic factor.
This kind of development is not found in some poor states of Africa or in certain rural regions of India. Urban development is where we find the pecuniary interest, which then creates a dependency situation, a sort of Ouroboros of the eternal return, the beginning after the end, which will lead to the destruction of many other values on which it should be able to refer to present and future humanity.

Somewhere I read this sentence that deeply impressed me, once again I’m wondering when the change could take place, and whether to reach it humanity must be a kind of Phoenix: to rise from its ashes.

“When the mob governs, man is ruled by ignorance; when the church governs, he is ruled by superstition; and when the state governs, he is ruled by fear. Before men can live together in harmony and understanding, ignorance must be transmuted into wisdom, superstition into an illuminated faith, and fear into love.“

 

…oOo…

 

Non mi sarei mai sognata di raggiungere questa nazione a cavallo tra l’Oriente e l’Occidente, dove la capitale Astana è situata nella parte settentrionale del Kazakhstan che è il nono paese al mondo per estensione. Le province occidentali di Atyrau e Manystau si affacciano sul Mar Caspio, la maggior parte del territorio è costituito da steppa priva di alberi con prati e aree sabbiose e deserti di incredibile bellezza. Vi sono poi grandi aree forestali che comprendono canyon di roccia, e poi ancora alte montagne innevate e laghi cristallini. La provincia settentrionale chiamata Saryarka rientra nella lista dei patrimoni mondiali dell’UNESCO.
Il Kazakhstan non è (apparentemente non ancora) nella lista delle ambite destinazioni turistiche, ma merita d’essere visitato anche solo per la sua cultura, la tradizione e l’accoglienza delle etnie che ci vivono.
Il Kazakhstan al nord confina con la Russia per quasi 7000 km, al sud col confine del Mar Caspio, per pochi chilometri con il Turkmenistan, l’Uzbekistan, il Kirgistan, la Cina e nel piccolo angolo più ad est, con la Mongolia. E lì si ergono i monti Altai con il Monte Belukha di 4506 metri d’altezza, che è il più alto della catena. Questa è anche l’area che attrae il maggiore numero di turisti amanti della montagna.
Anche se avevo visto delle foto di Astana, non avrei mai pensato di trovarmi al cospetto di una pseudo metropoli al pari di molte altre città occidentali.
Le sterminate steppe, i deserti sabbiosi e le montagne innevate sono confinate ben lontano dai margini dell’estensione urbana di una città che freme, respira al ritmo sfrenato del capitalismo e dell’influenza nefasta che questo ha su civiltà e popoli.
Tutto è diverso, da com’era mezzo secolo or sono: e ne sono testimoni silenti le fotografie e racconti di chi ha vissuto questo cambiamento sulla propria pelle.
Il comunicare con i nativi non è semplice: se non parli il kazaco il russo o uno dei loro dialetti, non c’è modo di conversare in quanto l’inglese è una lingua non molto diffusa. Nei ristoranti o bar, si riesce a parlare con il personale, ma solo per quanto concerne l’ambito.
Dopo la dissoluzione degli URSS negli anni 1990-91, sono nati i vari stati al sud della ex grande URSS, stati ricchi di cultura e di ricchezze naturali che, è il caso del Kazakhstan e della sua capitale Astana, hanno contribuito alla nascita di un certo benessere che, a mio avviso, non è però distribuito in modo adeguato e uniforme.
È un dato di fatto: povertà, indigenza, ceti sociali inferiori… sono anche qui una realtà che punge nell’animo.

Cerco di concepire mentalmente questi luoghi com’erano decenni or sono, ma non è semplice anche se le immagini d’archivio aiutano l’immaginazione. Forse un idea più precisa e appagante l’ho avuta nel viaggio verso Shchuchinsk e nel distretto di Burabay, tra laghi e montagne che ricordano la Svizzera. Ma desidero ritornarci con più tempo a disposizione; lontano dalle città, ci si può immergere in quella che è la vera natura di questi luoghi ancora selvaggi!

Ma in fondo sono qui proprio a causa dell’apertura economica del Kazakhstan verso collaborazioni internazionali. Un bel esempio è Norman Foster, architetto britannico di fama mondiale, il quale è l’artefice del curioso palazzo “Della Pace e della Riconciliazione” (e molti altri ancora), struttura che lascia il visitatore con tanti interrogativi.
Anche se non era permesso a causa di un meeting politico, grazie alla giovane Kamila (impiegata della sicurezza), abbiamo potuto visitare la struttura. È una certa emozione pensare che in quella sala circolare, sospesa nel mezzo della piramide, ogni due anni s’incontrano i rappresentanti di tutte le religioni del mondo. Ma a rendere ancora più significativo questo posto, sono i rumori che riferiscono del Simbolismo legato all’astro celeste e alla venerazioni dello stesso: il Sole. Troviamo in verità il simbolo della piramide legato ai Templari e a quelli della Massoneria… ma mi fermo qui. Si potrebbe scrivere tanto…
In verità, contemplare le opere architettoniche è una sorta di “chiodo mentale” considerando che mio marito è architetto e che io a volte lo seguo proprio nel suo itinerario professionale.
Potrei portare un paragone estremo, che ho già vito e seguito nella sua evoluzione, ad esempio negli Emirati Arabi e la città di Dubai.
Astana è davvero enorme: estesa urbanisticamente, costruita in altezza per “catturare” con l’imperiosità dei suoi palazzi, l’occhio del visitatore.
È risaputo che il suo benessere economico è principalmente dato dalle risorse minerarie, tra cui petrolio e gas (specialmente nella zona del Mar Caspio), uranio, zinco, argento, piombo, cromo, rame, oro e diverse altri meno conosciuti. Ma a beneficiarne, è sempre la piccola parte dei “Dominanti”.
Ormai le yurte e le carovane appartengono alla narrativa della memoria collettiva.
È un dato di fatto che la tecnologia del XXI secolo permette uno sviluppo urbanistico rapidissimo, laddove esistono degli interessi specifici, sempre legati al fattore economico.
Questo tipo di sviluppo non lo troviamo in taluni stati poverissimi dell’Africa o in certe regioni rurali dell’India. Lo sviluppo urbanistico lo troviamo dove c’è l’interesse pecuniario, che poi genera una situazione di dipendenza, una sorta di Ouroboros dell’eterno ritorno, dell’inizio dopo la fine, che porterà alla distruzione di molti altri valori sui quali dovrebbe poter fare riferimento l’umanità attuale e futura.

Da qualche parte avevo letto, questa frase che mi ha profondamente colpito, ancora una volta chiedendomi quando il cambiamento potrà avvenire, e se per raggiungerlo l’umanità dovrà essere una sorta di Fenice: risorgere dalle sue ceneri.

“Quando governa la folla, l’uomo è governato dall’ignoranza; quando governa la chiesa, è governato dalla superstizione; e quando è lo Stato a governare, è governato dalla paura. Prima che gli uomini possano vivere insieme in armonia e comprensione, l’ignoranza deve essere trasformata in saggezza, la superstizione in una fede illuminata e la paura nell’amore.”

La libélula mecánica y el averiguador * Arturo Monterroso

ISBN 978-9929-42-210-0

Ten years have passed and Isabel and Inés have grown up: do you remember the young protagonists of the novel La Mosca Dragon?
Arturo Monterroso brings us back to Guatemala, still full of political strokes, bloody attacks where drug traffickers, soldiers and those who make little money, say how to run terror.
This time, the protagonist is something that resembles a small insect that looks a lot like Maruca and Enriqueta’s Dragonfly in Tecpán: its code name is Rx566SL-REAPER.

There are a thousand possibilities where even the most trivial situation might be the cause of a shootout; but following the intimidation that happened that night, Antonio, father of Inés and Isabel, decides to bring his wife Nina and his daughters for some time to Gertrudis, a relative of theirs.
A week after having moved to Aunt Gertrudis’ house, Antonio and his family were invited to lunch at San Lucas in the house of the engineer lquijay, and this is where the Rx566SL-REAPER appears during a walk in the garden of the villa.
Young engineer Manuel, Inés and Isabel’s friend, will be a valuable ally in finding out how it is made and what it is, by means of an electronic scanning microscope.

The pungent irony of the author takes shape in the conversations of the characters where the raw Guatemaltecan reality of each day (and of many other countries) is defused. On the one hand, pretenses for shooting during the festivities of a thousand different Saints, on the other hand, he is able to ridicule those who must support foreign technology by possessing a cell phone.
Moreover, the improvised investigator Don Ramiro, well personify sarcasm when he speaks to his young helper Amadeo. A hit man commissioned Don Ramiro to find Adelaida Prado, while Inés and Isabel are as well on Adelaida’s traces.
The young anthropologist Adelaida, kept hidden by Maruca and Enriqueta in Tecpán in the novel of the La Mosca Dragon, returned after years of political asylum in Mexico, in fact, she was not a subversive, but was only guilty of not having accepted the advances of Cifuentes Ortiga. Nevertheless, why are they looking for her again?
Then, the characters are intertwined: from American Zachary Collum, a gringo veteran, who has to leave his dog Henry in custody to someone before leaving for the United States. The poor black dog passes from hand-to-hand to finish with those of David Garrett (not the famous violinist), manager of the Jaguar Nook Restaurant, which then leaves him to Antonio, who finds himself as animal rights activist almost by accident.
In the story does not go unnoticed the D2 intrigues, the Guatemalan FBI, and the dirty chores of General Cifuentes that eventually die and no one knows who murdered him.
But the final remains a question, why would Rx566SL-REAPER be recovered? And who had driven it and with what purpose? And if it was Alfredo Nottembaum, Carlos Lahsen’s partner, and Luisa’s father-in-law? He had been funding the putsch in 1989… and he’s portrayed in the photograph of the conservative members of the Coffee Club along with Carlos!
A novel to read by keeping the breath, written with sincerity and humor, in which true human values are reported as opposed to violence and crime.
I like Monterroso’s style of naivety, as if it were his inner child to dictate words, knowing how to describe a variety of situations while maintaining a candid, though meticulous, language until the last detail.
Even this novel is suitable as well for a young audience, I also recommend it for educational purposes as it (unfortunately) deals with situations that are always up to date… everywhere on this planet!

…oOo…

Sono trascorsi una decina d’anni e Isabel e Inés sono ormai cresciute: ve le ricordate le giovani protagoniste del romanzo La Mosca Dragon?
Arturo Monterroso ci riporta alla Guatemala di sempre, ricca di colpi di scena politici, di attentati sanguinosi dove i narcotrafficanti, i militari e quelli che fan soldi in malo modo, la san lunga sul come far scorrere terrore.
Questa volta, il protagonista è un qualcosa che ha l’aspetto di un piccolo insetto che assomiglia parecchio alla Mosca Dragón di Maruca e Enriqueta a Tecpán: il suo nome in codice è Rx566SL-REAPER.

Sono mille le possibilità dove anche la più banale situazione potrebbe essere ragione di una sparatoria; ma a seguito delle intimidazioni accadute quella notte, Antonio, papà di Inés e Isabel, decide di portare la moglie Nina e le figlie per qualche tempo da Gertrudis una loro parente.
Una settimana dopo essersi trasferiti da zia Gertrudis, Antonio e famiglia sono invitati a pranzo a San Lucas nella casa dell’ingegnere lquijay, ed è qui che durante una passeggiata nel giardino della villa appare la Rx566SL-REAPER.
Il giovane ingegnere Manuel, amico di Inés e Isabel, sarà un prezioso alleato nel riuscire a scoprire come è fatto e a cosa serve, per mezzo di un è un microscopio elettronico a scansione.

L’ironia pungente dell’autore prende corpo nei colloqui dei personaggi dove viene sdrammatizzata la cruda realtà guatemalteca (e di molti altri paesi) di ogni giorno. Da una parte i pretesti per i festeggiamenti di mille diversi santi, dall’altra il saper ridicolizzare chi deve per forza sostenere la tecnologia straniera possedendo un cellulare.
E il sarcasmo è ben personificato da Don Ramiro, improvvisato investigatore, quando si rivolge a Amadeo il suo giovane aiutante. Don Ramiro è stato incaricato da un sicario di ritrovare Adelaida Prado, mentre sulle tracce di Adelaida si sono messe anche Inés e Isabel…
La giovane antropologa Adelaida, tenuta nascosta da Maruca e Enriqueta a Tecpán nella storia La Mosca Dragon, ritornata dopo anni di asilo politico in Messico, in verità non era una sovversiva, ma era solo colpevole di non aver accettato le avances di Cifuentes Ortiga. Ma perché ora la stanno di nuovo cercando?

Poi i personaggi si intrecciano: dall’americano Zachary Collum, un gringo veterano, che deve lasciare il suo cane Henry in custodia a qualcuno prima di partire per gli Stati Uniti. Il povero cane nero passa di mano in mano per finire in quelle di David Garrett (non il famoso violinista), gestore del Ristorante Jaguar Nook, che lo lascia poi ad un Antonio ritrovatosi animalista quasi per caso.
Nella storia non passano inosservati gli intrighi con la D2, l’FBI guatemalteca, e le sporche faccende del generale Cifuentes che alla fine ci lascia le penne, non si sa bene da chi assassinato.

Ma al finale resta un dubbio, perché Rx566SL-REAPER doveva essere recuperata? E chi l’aveva azionata e con quale scopo? E se fosse stato Alfredo Nottembaum, il socio di Carlos Lahsen e suocero di Luisa? Era stato lui a finanziare il Colpo di Stato nel 1989… e lui è ritratto nella fotografia dei membri conservatori del Coffee Club assieme a Carlos!

Un romanzo da leggere trattenendo il fiato, scritto con sincerità ed umorismo, nel quale sono riportati i veri valori umani in contrapposizione alla violenza e criminalità.
Mi piace lo stile di Monterroso per l’ingenuità, quasi fosse il suo bambino interiore a dettare le parole, nel saper descrivere svariate situazioni mantenendo un linguaggio candido sebbene minuzioso fino all’ultimo dettaglio.
Anche questo romanzo è adatto ad un pubblico giovane e adulto, lo raccomando anche a scopo didattico in quanto tratta di situazioni sempre attualissime… ogni dove su questo pianeta!

 

What about some USA vacations?

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My girl and I were planning this trip since a couple years! Actually, I wanted to go back to these places but as well I desired to share the emotions with my daughter and Sara Luna wanted to share this with her school mate Melissa.
We flew with Swiss from Milano to Zurich and then took the direct flight to Los Angeles.
For the first 5 days, we stayed at Dave and Dede’s House in Burbank. I first met David 38 years ago… the emotion to see him after so long was quite great, but he didn’t change much apart from the color of the hair… They did took good care of us and David showed us around L.A.


We had as well the chance to go to the Hollywood Bowl where the group Pentatonix had a fabulous concert on Sunday, July 2nd. We also had the opportunity to meet people who, unfortunately, because of the short time available, we could not stay with them longer.

The next day, we spend Sara Luna’s 15th birthday at Disneyland… and that was really something special!
We left Anaheim and started our great tour around California, Nevada, Arizona, New Mexico and Colorado.
There is so much to say about the different places we visited, most of all I found California completely changed from what I remember the last time I was in L.A. on Swissair rotations or with my husband.
Driving around with a GPA and a really comfortable car isn’t a big deal. Sara Luna was my co-navigator and we managed to get through (quite) many inconveniences along the way… I guess you have to be open-minded!

Traveling around mainly on highways or country roads, we could find stalls with fresh fruits just collected… fantastic and yummy flavors! But well, when you’re on an adventurous trip, you all time may expect some sort of “strange” things happens. And when you’re terribly tired, you may stumble in your own feets… fortunately without serious consequences, but generate a lot of laughs.

After Santa Barbara and Monterey, where we did our first laundry, we spent one day and a half in San Francisco with the usual sightseeing and shopping (for the girls). The wheater, even if with a warm sun shining, didn’t allow us to bath in the Pacific Ocean. Actually, as far as I recall, even when I used to live in California I never did totally immerse myself into the ocean’s water: for my taste, it’s too cold!

We left Frisco, and we started our “National Parks Adventure”. Well, I admit that if you really are interested in doing something awesome, only for the Kings Canyon and Sequoia you need at least two weeks. It’s such a great place to stay, spend the nights in a cottage in the forest, for example, or taking a camping tent. Unfortunately not having made a previous reservation, there was no place available directly in the park, and we booked for the night outside, in a small town. We went through the Giant Sequoia Nat. Forest on the US180 to Hume Lake and then on US198 South… a breathtaking beauty! These plants are millenary… (fortunately now protected in this park area), impressive is the well-known Mark Twain Tree stump, a 1’350 year (some says is 1’700) old sequoia that was felled in 1891 after a team of two men spent 13 days sawing it. And so lovely, few times, despite the presence of too many humans, we had the joy to see some little animals.

All the way South on US65, we entered US178 and US395. We went all the way through Death Valley on US190 allowing us a couple stops in Furnace Creek (temperature of ~55° Celsius / ~130° Fahrenheit and 18% humidity) and Zabriskie Point. Definitely, this is not a place to camp. Before dipping ourselves into the frantic and chaotic life of Las Vegas, we visited the Red Rock Canyon National Conservation Area which is situated west of L.V.

After getting a singular example of the Las Vegas’ nightlife, which didn’t convince either one of us… the trip continued South in direction of Arizona and Route 66 with a lovely stop in Peach Springs where the girls had their most delicious hamburger (I had to be happy with the homemade french fries). Next stop: Flagstaff.

You can say and write a lot about the Grand Canyon, but each time you’re there you remain silent. Considering the great force of water, the strong winds which are modeling the earth… man can only consider the great gift we have been given! Our marvelous Planet Earth…

But the highlight of this trip was Monument Valley (the Navajo people say in their language: Yá’át’tééh – the spirit of Good). The 3 other times I visited this place in the past, I never could go down on the earth trail… this time, even if the car wasn’t a 4×4, I did it! And it was fabulous… and as well special was the night at the Kayenta Monument Valley Inn.

Next stop, and I regret having paid the entrance fees since I didn’t want to stay in a queue waiting to take a picture of Four Corners, the place where the states Arizona, Utah, New Messico and Colorado meets.
We followed the street US160 and US491 to Dove Creek for the night; next day we visited Mesa Verde but I was disappointed since the Spruce Tree Terrace was closed to visitors and now you have to be accompanied by a ranger to visit the other “pits” of the Puebloan People… and we didn’t have a half day time to do it.
The following afternoon we reached Chinle, inside the Canyon de Chelly National Monument, where we spent one night at the Thunderbird Lodge.
The guided tour inside the canyon was lovely and tiresome, but we enjoyed (there wouldn’t be possible to do it without 4X4).

The Petrified Forest in the Navajo and Apache counties, isn’t exactly what the name says. In effect there isn’t any forest to be seen but in reality, only a few fossils, especially of fallen trees that lived in the Late Triassic period of the Mesozoic era.
Actually, here as well it could be much more to explore, time permitting, since I saw some lovely spots full with colors and little creatures like the collared lizard (which is the largest lizard in the park) seem to look at you with interest.
On road US40 towards the Coconino National Forest and after South through the Tonto National Forest, we arrived in the peripheric of Phonix where I brought the girls for the “last” shopping experience.
After the lovely early afternoon’s drive through the parks, driving the night in direction of the frontier with California, was a nightmare. And a horror was the poor hotel we slept in Blythe… but for 40.- U$ for two rooms (included wi-fi) you can’t say anything.

We had planned the last night at Twentynine Palms, where next morning at 11:00 we should have met my good friends Yvonne and Danilo.
The surprise was great when I saw my son Emanuele Giosuè smiling at me from the door frame. Danilo did it again: he wanted to surprise me taking him in his rotation. Yvonne gave as well a “date-wish”, to be on the Swiss Crew for our flight back home! We enjoyed strolling around Joshua Tree Park and Danilo offered us a night in a luxury hotel in Palm Springs… decorated by the best meal we had during our tour (after the delicacy cooked by Dede and Dave in Burbank)!
Few hours at the Hermosa Beach, and then the drive back to the airport… but the trip in Swiss Business Class was really amazing, giving to the four of us the possibility to rest and get well pampered along the 11 hours flight.
This is one experience to be absolutely repeated!

 

Gargano in the Puglia – Italy

Last time I visited Puglia, was around forty years ago. I loved to go there with my mom, some sad feelings about the past, beautiful moment we spent alone the two of us… remembering youth time gone and the future still undisclosed. From Bari, we went up to San Giovanni Rotondo to visit Padre Pio Sanctuary, after we headed to Monte San Michele, and to Castel del Monte to finally reach Altamura. There we visited a couple old friends of mom, the ladies spoiled us with fantastic home made food!
I never was there before: I enjoyed the strange city of Matera and the countryside drive through the Valle d’Itria. We saw the towns of Alberobello, Ostuni and we stopped in Martina Franca in one lovely B&B. The last visit to Torre Canne and some fruits by the sea… the week was gone already leaving in our hearts great new memories.

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L’ultima volta che ho visitato la Puglia, era circa quarant’anni fa. Mi sono innamorato di andare lì con mia madre, alcuni tristi sentimenti sul passato, bellissimo momento che abbiamo trascorso da solo noi due … ricordando il tempo giovanile andato e il futuro ancora sconosciuto. Da Bari siamo risalite in auto fino a San Giovanni Rotondo per visitare il Santuario Padre Pio. Il giorno seguente abbiamo visitato il Monte San Michele,  ed il Castel del Monte per quindi raggiungere Altamura. Lì abbiamo incontrato un paio di amiche di mamma, le signore ci hanno viziate con fantastici cibi fatti in casa!
Non ero mai stato lì prima: ho apprezzato la strana città di Matera e la visione d’ulivi e mandorle della campagna della Valle d’Itria. Abbiamo visto le città di Alberobello, Ostuni e ci siamo fermati a Martina Franca in un incantevole B&B di proprietà di Graziella e Peppino. L’ultima visita a Torre Canne e un po’ di frutta fresca in riva al mare… la settimana era volata via lasciando nei nostri cuori grandi ricordi nuovi.

The truth you do not want to know! * La verità che non vuoi conoscere!

Since a long time, I decided not to eat meat… why? The movie shows you… it’s a matter of ethics, of morality… I do not want to be part of this cruelty. You can also decide once and for all to be a “cruelty-free” human. It’s a matter of choice, with the brain and the heart. 


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Da molto tempo ho deciso di non mangiare nessun  tipo di carne… perché? Il film te lo mostra… è una questione di etica, di moralità… non voglio essere parte di questa crudeltà. Puoi anche tu decidere una volta per tutte di essere un “essere umano privo di crudeltà”. È una questione di scelta, con il cervello e con il cuore.

Once upon a time a Little Red Riding Hood… * C’era una volta Cappuccetto rosso…

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Unfortunately, the story teaches: they yells “to the wolf, to the wolf” and then people victimise this poor animal, so defamed and hated because of the facts (real or inflamed) that have been put to the fore for elitist and propaganda purposes.

Now, even the WWF is up in the net of those pointing the finger, without trying to see beyond the barrel of a rifle that would be the only way to clear up the big predator’s return to Ticino.
Unfortunately, even in the neighboring Italy, poachers are at work, instigated for what?
WWF Italia confirms that poaching is also widespread in the parks (protected areas), where every year more than 300 wolves die because of man, and in essence 1 wolf per 2 dies at the hands of poachers.

And this, despite the fact that the results of the scientific researches have long since revealed that the wolf’s profile is very different from the “wicked wolf” of the stories and legends.
Will it be possible to promote a truly peaceful coexistence between man and wolf?
Well, if we consider the ineptity of certain characters, there still a lot of information to do!

And here we go again. For months, all headlines of Ticino newspapers are devoting pages of articles, sometimes explicit and objective, sometimes (unfortunately) one-sided and without considering each element.
I am not an insider, I state it to you and I put emphasis on it, but a bit of common sense I think should be considered before raging and inflicting against on an international association that cares about the safeguard of our planet.

The right information is the basis for good coexistence: for this reason, it is vital for children to get close to the right information’s and for this reason, WWF Switzerland with its 40 year old Pandamobil is in working on the territory carrying out its activities of “environmental education”. Growing up, these children will have a culture that is very different from their parents and will take care of the environment.

What the press rarely touches is “the other face of the coin”: the wolf plays its role as a natural selector, controlling the size of the populations of its prey and removing the carcasses of those dead animals for natural causes.
The wolf is an animal with a complex and structured social behavior with extraordinary senses and great ability to move and adaptation. He lives in pack of 2-7 individuals, the pack is a family unit hunting, breeding the offspring and defending the territory. It is a dodgy and intelligent animal, so difficult to spot in nature.

So let’s dislodge the Little Red Riding Hood story, becoming clever and open-minded adults: it’s time to look for smart solutions, spreading sheep breeding practices that take due account of predators.

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Sfortunatamente, la storia insegna: si sbraita “al lupo al lupo” e  poi la gente se la prende con questo povero animale, così diffamato e odiato a causa dei fatti (reali o gonfiati) che sono stati messi alla ribalta per scopi elitari e propagandistici.

Ora, anche il WWF è finito nella rete di chi punta il dito, senza cercare di vedere oltre la canna di un fucile che per loro sarebbe l’unico modo per liquidare la faccenda del ritorno del grande predatore sul suolo Ticinese.
Purtroppo anche nella vicina Italia i bracconieri sono all’opera, istigati da cosa?
Il WWF Italia conferma che il bracconaggio è diffuso anche nei Parchi (zone protette), dove ogni anno oltre 300 lupi muoiono a causa dell’uomo, e in sostanza 1 lupo su 2 muore per mano dei bracconieri.

E questo malgrado che i risultati di ricerche scientifiche abbiano da tempo rivelato che il profilo del lupo è assai diverso dal “malvagio lupo” delle storie e leggende.
Sarà possibile promuovere una convivenza davvero pacifica tra uomo e lupo?
Beh, se consideriamo l’inettitudine di certi personaggi, di lavoro d’informazione se ne dovrà ancora fare parecchio!

E ci risiamo. È da mesi che tutte le testate ticinesi stanno dedicando paginate di articoli, a volte esplicativi e oggettivi, a volte (purtroppo) a senso unico e senza considerare ogni elemento.
Non sono un’addetta ai lavori, premetto e vi pongo l’accento, ma un po’ di buonsenso ritengo dovrebbe essere preso in considerazione prima di partire in quarta a infierire contro un’associazione internazionale che si (pre)occupa della salvaguardia del nostro pianeta.

Alla base di una buona convivenza vi è l’informazione corretta: per questo è vitale che i bambini possano avvicinarsi alle giuste informazioni e per questo il WWF Svizzera con il suo Pandamobil da 40 anni è sul territorio svolgendo la sua attività di “educazione ambientale”. Crescendo, questi bambini avranno una cultura ben diversa dai loro genitori e si preoccuperanno di portare maggiore rispetto all’ambiente!

Ciò che sulla stampa raramente viene toccata è l’altra faccia della medaglia: il lupo svolge il suo ruolo di selettore naturale, controllando la dimensione delle popolazioni delle sue prede ed eliminando le carcasse di quegli animali morti per cause naturali.
Il lupo è un animale con un comportamento sociale complesso e strutturato, dotato di sensi straordinari e grande capacità di spostamento e adattamento. Egli vive in branchi da 2-7 individui, il branco è un’unità familiare che caccia, alleva la prole e difende il territorio. È un animale schivo e intelligente, quindi difficile da avvistare in natura.

Sfatiamo quindi la storiella di Cappuccetto rosso, comportiamoci da adulti intelligenti ed aperti: è ora di cercare delle soluzioni intelligenti, diffondere delle pratiche di allevamento del bestiame che tengano in adeguata considerazione la presenza dei predatori.

Informazioni in parte tratte da: www.wwf.it

https://www.swissinfo.ch/ita/societa/abbattuti-due-predatori_in-svizzera-si-riaccende-il-conflitto-sui-lupi/37860958

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Please, be courageous and share!   *   Per favore, sii coraggioso e condividi!

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If you choose what you eat with awareness, is a revolutionary act that can change the world. Thank you for taking it into considerationtogether we can change the world and this is not a dream! but it takes courage…

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Scegliere ciò che mangiamo con consapevolezza è un atto rivoluzionario che può cambiare il mondo. Grazie per prenderlo in considerazione… insieme possiamo cambiare il mondo e questo non è un sogno! ma ci vuole coraggio…

In Ticino, queste le date per la proiezione del film:

Locandina

On sale in Ascona… * in vendita ad Ascona…

La prossima domenica 9 aprile, in occasione degli Eventi Letterari Monte Verità, il mio ultimo romanzo Il Segreto degli Annwyn (in lingua italiana e inglese) sarà in vendita sul Lungolago di Ascona.

Un’occasione da non perdere per chi desidera acquistare una copia autografata!

The next Sunday, April 9, at the Literary Events Monte Verità, my latest novel The Annwyn’s Secret (in Italian and English) will be on sale on the lake shore of Ascona.

An opportunity not to be missed for those who want to buy an autographed copy!

Why does this happen?

Watch the interview with the manager of the “amphibious” project
of the  WWF  Section Ticino

The view was horrible: hundreds of little bodies smashed on the black street under a pouring rain (I refrain from showing you pictures of it).
And the cars didn’t stop or slow down, they were racing at our sides, meanwhile, we tried to save as many as possible of these lovely little creatures.
All of them, are trying to reach the ponds on the plane to lay the eggs, after descending from the mountain where they spent the winter.
This is one of the regular phases of Mother Nature, for the frogs and toads of several species.
But we, the humans without scruples, we have crossed their trails with streets… altering the regular “Beat of the Heart Gea and her living creatures”.
There are several signs on the streets, people know well (enough to look at the corpses on the street) the drivers should pay attention and drive carefully…
We need more volunteering people, willing to spend hours at night to help save as many as possible of these little fellows.
But we are few, with goodwill and a big heart!
The WWF all over our country encourages citizens to take seriously this matter, but still, we need more support from the politics and regarding this, we could open up a debate about ethics and wild animals deserving our respect and support…

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Caution: crossing frogs and toads, do not crush them!

La visione era orribile: centinaia di piccoli corpi spappolati sul nero asfalto della strada sotto una pioggia battente (tranquilli, non mostro le immagini).
Mentre le auto non rallentavano o fermavano, sfrecciavano ai nostri lati mentre noi cercavamo di salvare il maggior numero possibile di queste belle piccole creature.
Rane o rospi che stanno cercando di raggiungere gli stagni sul piano per deporre le uova, scendendo dalla montagna dove hanno passano l’inverno.
Questa è una delle fasi regolari di Madre Natura, per le rane e rospi di diverse specie.
Ma noi, gli esseri umani senza scrupoli, abbiamo attraversato i loro percorsi con strade … alterando il regolare “battito del cuore di Gea e delle sue creature viventi”.
La presenza degli anfibi è segnalata ai lati della strada, in quelle zone a rischio, e la gente lo sa (o basta guardare i cadaveri sull’asfalto): gli automobilisti devrebbero prestare attenzione e guidare con prudenza…
Abbiamo bisogno di più volontari, disposti a passare qualche ora tra le 19:00-6:00 e per contribuire a salvare il maggior numero possibile di queste piccole creature.
Ma siamo in pochi, con buona volontà e un grande cuore!
Il WWF in tutto il nostro paese incoraggia i cittadini a prendere sul serio la questione, ma necessitiamo di più sostegno da parte dei politici e per quanto riguarda questo, potremmo aprire un dibattito sull’etica e la salvaguardia degli animali selvatici che meritano il nostro rispetto e il sostegno…

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Crossing frogs and toads!   Slow down, please.

Let’s talk about captivity…

It’s happened to me as well to see “loris” but also other small wild animals on sell in some Asiatic or South American market. These cute little fellows with such big eyes… Actually, I always rejected the idea of pets kept in a cage and many times I was arguing with the bloody sellers, most of the time getting a response (for sure some really bad and nasty words) in Hindi, Cantonese, Thai, Spanish or Portuguese…
Yes, this is a worldwide spread horrible habit: selling protected (or non protected) animals to unconscious (?) tourists buyers.
Until there will be people buying wild animals as a pet, this market will grow.
Please, consider to share the knowledge and avoid contribute with buying them. If you would like to have a pet companion, you better prefer a cat or a dog… there are many many of them in the animal shelter in your city!
And keep in mind: a pet needs love and care, a lot of time and consideration. Before satisfying your need of a “companion”, think twice!

April 19th. 2017, I’m very sorry… but as usual the disturbing video has been “blocked” by FB or Youtube…

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Mi è successo più volte durante i miei viaggi di vedere “Loris” ma anche altri piccoli animali selvatici in vendita in qualche mercato asiatico o sud americano. Questi piccoli animaletti simpatici con grandi occhi… In realtà, ho sempre rifiutato l’idea di animali tenuti in una gabbia e molte volte ho bisticciato in discussioni con venditori senza scrupoli, la maggior parte del tempo ottenevo una risposta (di sicuro orribili parolacce) in hindi, cantonese, thai, spagnolo o portoghese…
Sì, questa è un’orribile abitudine diffusa su tutto il pianeta: la vendita di animali protetti (o non protetti) a turisti inconsapevoli (?)
Fino a quando ci saranno persone pronte a comperare animali selvatici quali animali da compagnia, questo mercato crescerà.
Vi prego di
considerare la condivisione di questa informazione e di evitare di contribuire all’acquisto di Lori, ma anche di qualsiasi altro animale protetto. Se si desidera avere un animale domestico come compagno , è meglio preferire un gatto o un cane… ci sono molti animali abbandonati nei rifugi per animali della tua città!
Ricordate: un animale domestico ha bisogno di amore e di cura, un sacco di tempo e considerazione. Prima di soddisfare il vostro bisogno di un “compagno”, pensateci due volte!

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Rishikesh – Uttarakhand India

Although I could not reach Gangotri to admire the peaks of the Himalayas, in Rishikesh, I found the Peace of the senses! After an exhausting journey by taxi from Delhi, arrived in Rishikesh the calm and relaxed atmosphere has enveloped us in its enthralling beauty.
If it wasn’t for my brother’s back problems, the stay was idyllic. Long walks along the Ganges, enjoying a selection of vegetarian specialties, meditating and letting yourself be carried by the time… which elapsed too quickly.
I think that karma, gave us the emotions that we would not have had if we had ventured towards the north, as I initially projected.
In Rishikesh, we met some really special people who, like us, follow a profound spiritual path. A couple of them are writers (Conny Larsson and Judith Bourque), who have personally experienced yoga and meditation in contact with Maharishi Mahesh Yogi, better known as the “guru of the Beatles” and founder of Transcendental Meditation. Others (Hatzy Joyce and Francesca Pinoni) are concerned as well with holistic therapies which a are a priceless source of happiness and wellbeing but as well one of the ways to connect with the Divine Energy… Thanks also to Dr. Satinder Rusetra Ayurveda & Panchkarma Centre, who was for us available 24 hours a 24, directly in the structure.
As I stated initially, many times in our life’s, karma plays a decisive role: the problem in the back of my brother, made us also meet Dr. Brian Siddhartha Ingle, an osteopathic physician who gave yoga classes (Somatic Movement Education) during the IYF. The “magic” of his intervention on my brother’s body, has left both without words. I think that this specific type of “movement’s therapy” may be also taught in Ticino, to the benefit of many people who suffers from various problems that the normal therapies (sometimes invasive both from a somatic and drugs point of view) fail to bring relief (see more at this page).

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Anche se non ho potuto raggiungere Gangotri per ammirare le vette dell’Himalaya, a Rishikesh ho trovato la Pace dei sensi! Dopo un estenuante viaggio in taxi da Delhi, arrivati a Rishikesh l’atmosfera tranquilla e rilassata ci ha avvolti nella sua trascinante bellezza.
Non fosse stato per i problemi con la schiena di mio fratello, il soggiorno è stato idilliaco. Lunghe passeggiate lungo il Gange, gustare diverse specialità vegetariane, meditare e lasciarsi portare dal tempo… che è trascorso fin troppo velocemente.
Penso che il Karma, ci ha riservato delle emozioni che non avremmo avuto se ci fossimo avventurati verso il nord, come da me inizialmente prospettato.
A Rishikesh abbiamo conosciuto delle persone davvero speciali che, come noi, seguono un profondo sentiero spirituale. Un paio di loro sono scrittori (Conny LarssonJudith Bourque), i quali hanno personalmente vissuto a contatto con Maharishi Mahesh Yogi, meglio conosciuto come il “Guru dei Beatles” e fondatore della Meditazione trascendentale. Altri si occupano di terapie olistiche e quindi la meditazione e lo yoga sono fonte impagabile per connettersi con l’Energia del Divino (Hatzy Joyce, Francesca Pinoni…). Un ringraziamento anche al Dr. Satinder Rusetra dell’Ayurveda & Panchkarma Centre, che era per noi disponibile 24 ore su 24, direttamente nella struttura.
Come inizialmente affermavo, molte volte nella nostra vita il proprio karma gioca un ruolo determinante: il problema alla schiena di mio fratello, ci ha permesso di conoscere anche Dr. Brian Siddhartha Ingle, un medico osteopata che dava corsi di yoga (Somatic Movement Education) durante il IYF. La “magia” del suo intervento nei confronti di mio fratello, ha lasciato entrambi senza parole. Penso che questa specifica tipologia di “terapia del movimento” potrebbe essere anche insegnata in Ticino, a beneficio di tante persone che soffrono di svariati problemi che le normali terapie (a volte invasive sia da un punto di vista somatico che medicale) non riescono a portare sollievo, (qui per maggiori informazioni).

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Love and respect animals!

Have you ever thought that you are not allergic to lactose, but that simply, you are not a calf?

Nell’immaginario pubblicitario gli allevamenti sono posti idilliaci dove gli Animali vivono felici a contatto con la natura e gli esseri Umani si prendono cura di loro con “affetto” (così è più facile mangiarli!). In generale la narrativa sul consumo degli Animali è talmente vasta che persino i più attenti fanno fatica a confutarla. Uno dei […]

via Ego — Free Animals, Loved & Respected

Nicholas Rossis Novels: Schism – Rise of the Prince – Mad Water – Vigil – (End Game)

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More than the saga of Benioff and Weiss The Game of Thrones, “PAERSEUS” by Nicholas C. Rossis reminds me of an epic story where the reader is transported into a sacred narrative, built by cosmological events and where archetypes and symbols garble the reader.
A myth, in short, that could also be the vision of the Homeric hero Odysseus, so to speak.
In the four books “Schism – Rise of the prince – Mad water – Vigil”, we don’t find a schematic or simplified events and social phenomena, but rather a detailed sequence of events that affect  in a determinant way not only the practical behavior but also the ideological one’s of the characters.
Perhaps the author has taken pieces of history of ancient Greece, reformulated in a modern way, assembled with ingenuity and futuristic traits.

As a result of a failure on the ship Paerseus, passengers find themselves catapulted (in the true sense of the word) above the surface of an alien and alienating planet.
The survivors of the disaster are few, and what little remains of the cutting-edge technology on board the Paerseus, can only be used in part.
As time passes, the survivors are divided, and new deities to which devote the judgment of good and evil, takes allegorical form.
It striking emerges the truth that the human being, even far from his home planet, carries with him the most terrible DNA components: the thirst for power and the research of the absolute hegemony.
And here, the function of the inconsistent presences such as “Orbs” and “Whispers”, seem likely to affect the evolution of the descendants of the survivors. Or even, they are the cause of the accident itself occurred to the starship Paerseus.
The facts are not taking place in a futuristic dystopian environment on Earth, but on another planet on which the human race has restarted a new life…

The myth as we conceived it today, is mixed with fantastic unreal and from the author’s creativity come alive beings who behave in a very similar way to the people who, over the centuries, have dominated our planet Earth.
A sort of historic déjà-vu, which can also generate a bit of confusion in the reader, when you consider the amount of protagonists, antagonists, helpers and opponents divided into various groups.

A saga of pleasant reading, very compelling, which requires a particular concentration (perhaps in my case because I’m not native English speaker). Now I look forward to read the last book: End Game…

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Più che la saga di Benioff e Weiss Il Trono di spade, “PAERSEUS” di Nicholas C. Rossis mi ricorda una storia epica dove il lettore è trasportato in una narrazione sacra, costruita da avvenimenti cosmogonici e dove archetipi e simboli travisano il lettore.
Un mito, insomma, che potrebbe anche essere la visione dell’eroe Omerico Ulisse, per intenderci.
Nei quattro libri “Schism – Rise of the prince – Mad water – Vigil”, non ritroviamo una rappresentazione schematica o semplificata di eventi e fenomeni sociali, bensì una sequenza dettagliata di avvenimenti che influiscono in modo determinante non solo il comportamento pratico ma anche quello ideologico dei personaggi.
Forse l’autore ha ripreso spezzoni di storia dell’antica Grecia, riformulati in chiave moderna, assemblati con ingegno e dai tratti futuristici.

A seguito di un guasto sull’astronave Paerseus, i passeggeri si ritrovano catapultati (nel vero senso della parola) sopra la superficie di un pianeta alieno e alienante.
I superstiti alla sciagura sono pochi, e quel poco che resta della tecnologia d’avanguardia a bordo del Paerseus, non può che essere utilizzato in parte.
Col trascorrere del tempo, i sopravvissuti si dividono, e nuove deità alle quali dedicare il giudizio del bene e del male, prendono forma allegorica.
Emerge frappante la verità che l’essere umano, anche lontano dal suo pianeta d’origine, porta nel DNA le componenti più terribili: la sete di potere e la ricerca dell’egemonia assoluta.
E qui, la funzione delle presenze inconsistenti quali gli “Orbs” e “Whispers”, sembrano influire in modo determinate sull’evolvere dei discendenti dei sopravvissuti. O addirittura, sono la causa stessa dell’incidente occorso all’astronave Paerseus.
I fatti non si svolgono in un ambiente distopico futuristico terrestre, bensì su di un altro pianeta sul quale il genere umano ha riavviato una nuova esistenza…

Il mito come da noi oggi concepito, si mescola al fantastico irreale e dalla creatività dell’autore prendono vita esseri che si comportano in modo molto simile ai popoli che, nei secoli, hanno dominato sul nostro pianeta.
Una sorte di déjà-vu storico, che nella lettura può generare anche un po’ di confusione, se si considera la quantità di protagonisti, antagonisti, aiutanti e oppositori suddivisi in vari gruppi.

Una saga di piacevole lettura, molto trascinante, ma che richiede una particolare concentrazione (forse nel mio caso poiché non sono di madre lingua inglese). Ora attendo di poter leggere il proseguo: End Game

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We stole their land, their home…

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With near certainty, when you were a child, your mother or grandmother will have told you the fairy tale of the “Little Red Riding Hood”…
Certainly, lupus in fabula has brought terrible prejudices toward this animal itself little different from his brother, the faithful man’s friend: the dog.
For centuries, this poor creature was hunted and persecuted, using any pretext.
Gradually man has “stolen” his territory, nothing new, in fact, what this is happening at this very moment in every corner of the planet Earth while hundreds of breeds of animals become extinct.
What is most shocking, in our small nation so cosmopolitan and open-minded (Switzerland), there are people who “support the radical elimination of any large predator (wolf, lynx, bear) in Switzerland.”
At the present time, the wolf is a protected animal and therefore can not be killed.

Bern, May 26, 2016 – The Environment Commission of the National Council (CESPE-N) recommends no more consider the wolf a strictly protected animal and asks to hunt. There has yet been a vote on Federal Cambers…

Unfortunately, the events of the recent weeks (the killing by wolves of different sheep in unguarded flocks), brought again to the fore the issue unleashing the outrage of several troglodytes who would now kill them all.
But this is not the solution because to act this way isn’t ethically correct, and that even if it were supported by a change in our federal law.

There are several studies that have considered the problem of protection of the flock and the solutions are different: for example, the Abruzzese Maremma sheepdogs, or even the llama, camelid native of South America.
Just in Ticino, there are a couple of companies that use this animal with excellent results: they have never had their flock attacked by wolves. Of course, it should be emphasized that sheep were attacked by the wolf in a flock NOT guarded, for breeders is certainly easier (and cheaper) to leave the sheep into the fray because a pastor or the dogs are a significant financial investment.

cane_pastore_maremmano_abruzzese

cane pastore maremmano abruzzese

 

Inside an article (Copyright: Susanna Petrone) of the WWF Switzerland dated in the year 2015, it refers that in our country they live between 25 and 30 wolves. The pack had not grown up since 11 specimens had been killed (including two specimens killed by poachers).
The wolf, like all predators, is a natural regulator of the game. His presence is an opportunity for agriculture and viticulture. In fact, the abandonment of vast alpine areas by humans has created conditions for the growth of wildlife populations.
As a result, we are now confronted with a large number of hoofed animals that cause damage to forests, crops, and vineyards.
But it is also so important to remember that the return of the wolf (should) forces sheep farmers to better monitor their flocks and to check out more the pastures. The free grazing, ie the practice of the sheep spending the summer in the mountain unattended, is a relatively new phenomenon, which for animals bred not only has advantages. In fact, of the approximately 200,000 sheep present in the mountains – and not kept -, each year about 4,000 lose their lives due to illness and falls. While less than 10% of deaths are due to large predators.
The wolf obliges farmers to rethink their habits and contributes to the sustainability of sheep. And, though it may seem paradoxical, saves the lives of hundreds of animals. 

We can learn to live with these wild animals to whom man, for centuries, steal the land, building up to the limit of the areas they once populated.
Another example of human insensitivity (see the statistic at the end after the Italian translation), and how deep my brain is thinking… I’m sure that foxes don’t attack the flocks nor man… maybe they raid of hens and eggs in poultry houses (ecological ones where the chickens roam free because certainly, foxes doesn’t enter in the “slaughter poultry factories.” So tell me, why in 2015 in Switzerland alone were killed 25,000 foxes (those declared) and who knows how much more by the poachers.

 

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Con quasi certezza, quand’eravate bambini, la vostra mamma o la nonna vi avrà raccontato la fiaba “Cappuccetto rosso”…
Di certo, lupus in fabula, ha portato dei terribili preconcetti verso questo animale di per sé poco diverso dall’amico fedele dell’uomo: il cane.
Da secoli, questa povera creatura è stata cacciata e perseguitata, utilizzando ogni pretesto.
A poco a poco l’uomo ha “rubato” il suo territorio, nulla di nuovo, in effetti ciò sta accadendo in questo preciso istante in ogni angolo del pianeta Terra mentre centinaia di specie animali si estinguono.
Quanto di più scioccante, nella nostra piccola nazione così tanto cosmopolita e d’apertura mentale, ci sono  persone che “sostengono l’eliminazione radicale di ogni grande predatore (lupo, lince, orso) sul territorio svizzero”.
Al momento attuale, il lupo è un animale protetto e pertanto non può essere ucciso.

Berna, 26 maggio 2016 – La Commissione dell’Ambiente del Consiglio nazionale (CAPTE-N) raccomanda di non più considerare il lupo un animale strettamente protetto e chiede di poterlo cacciare. Non vi è ancora stata una votazione alle camere federali… 

Purtroppo i fatti accaduti in queste ultime settimane (l’uccisione da parte di lupi di diverse pecore in greggi non custoditi), ha fatto tornare alla ribalta la questione scatenando l’indignazione di parecchi trogloditi che vorrebbero ora sterminarli.
Ma questa non è la soluzione in quanto agire in questo modo non è eticamente corretto, neppure se fosse supportato da una modifica di legge.

Vi sono diversi studi che si sono chinati sul problema della protezione delle greggi e le soluzioni sono diverse: ad esempio i cani pastori maremmani abruzzesi oppure anche il lama, camelide originario del Sud America.
Proprio in Ticino vi sono un paio di aziende che utilizzano questo animale con eccellenti risultati: non hanno mai avuto il loro gregge aggredito dai lupi. Certo va sottolineato che gli ovini assaliti dal lupo erano in un gregge NON custodito, per gli allevatori è certamente più facile (e meno costoso) lasciare le pecore allo sbaraglio in quanto un pastore oppure dei cani sono un investimento finanziario non trascurabile.

lama

il lama un eccellente guardiano di greggi

In un articolo (Copyright: Susanna Petrone) del WWF Svizzera  del 2015, si riferisce che nel nostro paese vivono tra i 25 e i 30 lupi. Il branco non era cresciuto, visto che 11 esemplari erano stati abbattuti (inclusi due esemplari uccisi dai bracconieri).
Il lupo, come tutti i predatori, è un regolatore naturale della selvaggina. La sua presenza è una chance per agricoltura e viticoltura. Infatti l’abbandono di vaste aree alpine da parte dell’uomo, ha creato le condizioni per la crescita delle popolazioni di animali selvatici.
Di conseguenza ci troviamo ora confrontati con un numero elevato di ungulati che causano danni a boschi, colture e vigneti.
È però anche sì doveroso ricordare che ritorno del lupo (dovrebbe) costringe(re) gli allevatori di ovini a sorvegliare meglio le loro greggi e a controllare di più i pascoli. Il pascolo libero, ossia la pratica di far trascorrere l’estate agli ovini in montagna senza sorveglianza, è un fenomeno relativamente nuovo, che per gli animali allevati non presenta solo vantaggi. Infatti, dei circa 200 mila ovini presenti in montagna – e non custoditi -, ogni anno circa 4 mila perdono la vita a causa di malattia e cadute. Mentre meno del 10% delle morti è riconducibile a grandi predatori.
Il lupo obbliga gli allevatori a ripensare le proprie abitudini e contribuisce a una gestione più sostenibile degli ovini. E, per quanto possa sembrare paradossale, salva la vita a centinaia di animali.

Possiamo imparare a convivere con questi animali selvaggi ai quali l’uomo, da secoli, ruba il territorio, costruendo ai limitar delle zone da essi popolate.
Altro esempio dell’insensibilità umana, questa sottostante è una statistica, e per quanto mi arrovelli il cervello… le volpi non attaccano i greggi e neppure l’uomo… forse fanno razia di galline e uova nei pollai (quelli ecologici dove i poveri pollastri vivono in libertà poiché le volpi di certo non entrerebbero nelle “fabbriche di pollame da macello”). Allora ditemi, perché nel 2015 solo in Svizzera sono state uccise 25.000 volpi (quelle dichiarate) e chissà quante altre da bracconieri.

Animali uccisi   (killed animals)
Capriolo    (deer) 42 623
Volpe         (fox)
24 495  
Camoscio    (chamois) 11 719

Fonte: UFAM – Statistica federale della caccia  (Svizzera)

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lupi_europei

 

 

  • Claudine’s novels * i miei romanzi

  • Piccoli passi nella Taiga (not published)

  • Il Segreto degli Annwyn Edizioni Ulivo – Balerna ISBN 978 88 98 018 079

  • The Annwyn’s Secret Austin Macauley London ISBN 9781785544637 & ISBN 9781785544644

  • Chrysalis Bartók

  • Silloge Poetica “Tracce” – Edizioni Ulivo Balerna

  • Il Kumihimo del Sole – Seneca Edizioni Torino

    ISBN: 978-88-6122-060-7
  • Il Cristallo della Pace – Seneca Edizioni Torino

    ISBN 978-88-6122-189-5
  • Nebbie nella Brughiera – Seneca Edizioni Torino

    ISBN 978-88-6122-055-3
  • I 4 Elementi – Macromedia Edizioni Torino

  • Cats are my inspiration!

  • Remember, transitioning to a plant-based diet that embraces compassion for the animals, your health and our planet isn’t really difficult. You just have to want to do it! For the sake of us all... :-)claudine
  • Amici del Lupo – Svizzera italiana

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