Tito Bassi

A writer of visceral emotions * scrittore d’emozioni viscerali

Tito Bassi

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Intervista della Radio televisione della Svizzera italiano “Albachiara” 10.6.2016

 

I was not even twenty when I first met Tito: he was a fascinating person, singular and unreachable. Or at least if I considered all the stories and rumors going around about him! He was emanating a strange aura, his smile was captivating, and his strange accent made me smile.

I saw him again on an island in the Caribbean Sea, a few years later. A meeting unfortunately superficial, of which I vaguely remember the thrill and embarrassment. For a misfortune, not necessarily coincidental, ten years later a planned trip from Mexico to Guatemala, had been canceled at the last moment. Then the contacts became sparse. Remained, however, the memory and the curiosity to know what had become of the Guatemalan“, as my dad called him.

But fate weaves its plots without ever asking the actors for permission! When I found myself with his first book in my hands, in the presence of the publisher with whom I published as well, I felt relieved. Tito was still alive and well… who doesn’t die, we review! So, reading with curiosity and fun, I started to know Tito. The real one.

His style of writing is direct, raw and without frills and can sometimes leave the reader stunned. Yet in his autobiography (still tied to his homeland) are not overlooked the details, told with great sincerity and meticulousness.

Perhaps out of modesty or confidentiality, the author admits to have left out names, but many cliches bring the reader to the reality of the author childhood to adulthood. If I liked to go back in time through Insubria northward part I and II  ,   El Mulino del oso I  (part II and part III) gave me a moment of relaxation and escape. These three novels that I believe strictly selfbiographical , allow us to take part even viscerally to the writer’s emotions. The narrator goes from the action and sharing of real events to the moral considerations more linked to a deep analysis, not to mention a healthy dose of sarcasm.

But what I hoped, even after reading Insubria northward part I  and  Insubria northward part II, was a continuation .. I wanted a confession of what the author, left the homeland, had found over the ocean! These are the stories of expatriates looking for a dream“, a chimera that had transported them along treacherous paths, most often toward a fate that did not provide a return on their steps. These are the stories shared by our ancestors at the end of 800, but it is a reality still strongly present novadays.

Wherever there are people who seek a better life, perhaps aspiring to wealth or even the desire to find “their” place in the Universe. I wanted to know the Guatemala through Tito’s words and emotions, by his intimate and subjective vision that would have painted the scenery in a unique and personal way.

Reading his last novel Livingston Forever, chapter after chapter, I realized that tenuous thread made of adventure, tying each story and testifying the very nature of the author. I admit that the emotion caught me in the act: between laughter and sadness. With him, as if he were there by my side, I went through the dusty streets savoring the smells and sensations transported by his pen on paper. A small pearl, Livingston, which allows the reader to discover dormant realities of an unknown corner of paradise.

Maybe Tito ought to have dedicate greater determination to the writing; the narrative verve is congenital and I’m sure there is still much to discover in this man who struggle with honesty, leaving a unique and very special testament for those who want to seize the moment and get carried in a hard and cruel world where every day you have to fight for youself and for dignity. Well, as he reminds us: Good and evil are present and occur spontaneously depending on how you stimulate, you create or tame. Then from you it depends to forge allies real or mythological that accompany you, which create you an image and that basically protect you“.

..o~O~o..

 

Non avevo ancora compiuto vent’anni quando ho conosciuto Tito: era una persona affascinante, singolare ed irraggiungibile. O almeno se consideravo tutti i racconti e dicerie che giravano sul suo conto! Lui emanava una strana aura, il suo sorriso era accattivante, e il suo strano accento mi faceva sorridere.

Lo rividi su di un’isola nel Mare dei Caraibi, qualche anno più tardi. Un’incontro purtroppo superficiale, del quale ricordo vagamente emozione e imbarazzo. Per una sventura, non necessariamente casuale, una decina d’anni più tardi un programmato viaggio dal Messico fino in Guatemala, era stato disdetto all’ultimo momento. Poi i contatti si son fatti radi. Permaneva però il ricordo e la curiosità di sapere cosa ne fosse stato del “guatemalteco”, come lo chiamava mio padre.

Ma il destino tesse le sue trame senza mai chiedere il permesso agli attori! Quando mi ritrovai tra le mani il suo primo libro, in presenza dell’editore col quale aveva pubblicato pure io, mi sentii risollevata. Tito era ancora vivo e vegeto… chi non muore, si rivede! Così, leggendo con curiosità e divertimento, ho iniziato a conoscere Tito. Quello vero.

Il suo modo di scrivere diretto, crudo e senza troppi fronzoli, a volte può lasciare il lettore basito. Eppure nella sua autobiografia (ancora legata alla sua terra natia) non sono trascurati i dettagli, raccontati con estrema sincerità e meticolosità.

Forse per pudore o riservatezza, l’autore ammette di avere tralasciato dei nomi, ma molti luoghi comuni riportano il lettore alla realtà della sua fanciullezza fino all’età adulta. Se ho apprezzato ritornare nel tempo attraverso “Insubria verso nord I e II”, El Mulino del oso I  (part II and part III) mi ha regalato un momento di distensione ed evasione. Questi tre romanzi che ritengo prettamente auto biografici, ci permettono di prendere parte in modo anche viscerale alle emozioni dello scrittore. L’io narrante spazia dall’azione e condivisione di fatti realmente accaduti, alle considerazioni morali e più legate ad un’analisi profonda, senza trascurare una buona dose di sarcasmo.

Ma ciò che speravo, già dopo la lettura di  Insubria verso nord I Insubria verso nord II, era un proseguo… desideravo una confessione di ciò che l’autore, partito dalla patria, aveva trovato oltre l’oceano! Queste sono le storie di espatriati alla ricerca di un “sogno”, di una chimera che li aveva trasportati lungo percorsi insidiosi, il più delle volte verso un destino che non prevedeva un ritorno sui propri passi. Sono le storie che accomunano i nostri avi alla fine del ‘800, ma è pur sempre una realtà tutt’ora fortemente presente.

Ovunque ci sono persone che cercano una vita migliore, forse aspirando alla ricchezza o anche solo al desiderio di trovare il “loro” posto nell’Universo. Volevo poter conoscere il Guatemala attraverso le parole ed emozioni di Tito, per mezzo della sua visione intima e soggettiva che avrebbe dipinto lo scenario in modo unico e personale.

Leggendo il suo ultimo romanzo Livingston Forever, capitolo dopo capitolo, ho realizzato che quel sottile filo fatto d’avventura, legava ogni singolo racconto a testimonianza alla stessa natura dell’autore. Ammetto che l’emozione mi ha colta in flagrante: tra ilarità e tristezza. Con lui, quasi fosse lì al mio fianco, ho ripercorso quelle strade polverose assaporando gli odori e sensazioni trasportate dalla sua penna su carta. Una piccola perla, Livingston, che permette al lettore di scoprire realtà assopite di un angolo di paradiso sconosciuto.

Forse Tito avrebbe dovuto dedicarsi con maggiore determinazione alla scrittura; la verve narrativa gli è congenita e sono sicura che c’è ancora tanto da scoprire in quest’uomo che lotta con onestà, lasciandoci un testamento unico e davvero speciale per chi vorrà cogliere l’attimo e farsi trasportare in un mondo duro e crudele dove ogni giorno si deve combattere per sé stessi e per la propria dignità. Ebbene, come lui stesso ci ricorda: “Il bene ed il male sono presenti e si manifestano spontaneamente a seconda di come si stimolano, si creano o si domano. Poi da te dipende forgiare gli alleati veri o mitologici che ti accompagnano, che ti creano  un’immagine e che in fondo ti proteggono”.

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2 Replies to “Tito Bassi”

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