Emanuele Giosuè

Ema

Memoirs of Emanuele Giosuè

 

Along the earthly journey, we accompany our children for a short stretch of road.
From the gestation, not always easy especially if you are older, to the most beautiful period of their physical and mental growth sharing their first smiles and their first conquests.
Then come the detachments, sometimes a bit traumatic but necessary: the kindergarten, the elementary and secondary school and finally the high school.
Then our children are already boys, more correctly they are men and women with their ideas… their subjective and personal principles and visions of the world.
With them we mothers also grow, we adapt ourselves to the various situations that arise, learning to manage our emotions and share them with them. This is not always easy because certain normative and protectionist intent always supervises so that our children’s choices are correct and proactive.
I admit I have had great luck, even if I do not wish to take any merit. The blindfolded goddess has been clement and now I await that his Pandora’s Box is open to release all the potential.
After almost 15 years, his musical path at the formative level has ended.
A last Beethoven concert in the Mendrisio Music Hall made my heart swell with pain, and I barely held back my tears. This day will, for me, remain a vivid memory… again he played so beautifully, without comparison!

I followed those little hands moving awkwardly on the keys: at the age of five he needed to put a big pillow on the piano chair so that he could reach the keyboard with his little feet moved in the air.
It was a fascinating journey that repeatedly made me cry with joy; as a child I had dreamed of learning to play the piano, without being able to pursue this dream because my parents did not understand my passion and could not afford it financially.
Then for Emanuele the first successes arrived, he had the moral support of a good teacher who for 10 years was his mentor; a severe and determined one, professional and extremely human.
The young Emanuele grew up in music, always listening to the classical one, deepening the notions and peculiarities of all the famous composers but also those less known.
Euterpe entered his heart, with arrogance and sweetness. She took a part of his feelings, and so she accompanied him during the difficult period of adolescence.
Now he is a man…
With his doubts and challenges, with the need to discover and create, with the desire to be able to follow no longer the heart and the music, but the brain and the possibility of discovering new scientific realities.
He decided to follow another path, certainly bristling with difficulties and problems and perhaps, in the depths of his heart, he even cannot explain the real reasons for his choice.
But one thing is certain: Euterpe has earned a special place in his heart and will remain there until his last breath.
So I like to remember him, in the serenity of these moments that remain indelible in the heart of a mother.

Few years ago, Emanuele Giosuè said:

 music and poetry express aesthetic beauty in different ways, music and poetry are a couple of innate twins. A beautiful poem is not only perfect for expressing the thoughts and feelings of the poet, but is also musically beautiful in terms of syllables, rhythms and rhymes; music, in turn, is in fact a poem played in melodies that are the notes that come from the soul of the author.

Music, like any other language of the heart, does not observe any rule, except to follow the beat of one’s emotions. For me, as for my little sister Sara Luna, Music is Life: we both will work hard to become Musicians Poets!

 

 

 

 

 

This slideshow requires JavaScript.

 

.

Lungo il percorso terreno, accompagniamo i nostri figli per un breve tratto di strada.
Dalla gestazione, non sempre facile specialmente se sei in là con gli anni, al periodo più bello della loro crescita fisica e mentale condividendo i loro primi sorrisi e le loro prime conquiste.
Arrivano in seguito i distacchi, a volte un po’ traumatici ma necessari: la scuola dell’infanzia, le elementari, le medie e da ultimo il liceo.
Poi i nostri bambini sono già ragazzi, più correttamente sono uomini e donne con le loro idee… i loro principi e visioni soggettive e personali del mondo.
Con loro cresciamo anche noi madri, ci adattiamo alle varie situazioni che si presentano, imparando a gestire le nostre emozioni e a condividerle con loro. Ciò non è sempre facile poiché un certo intento normativo e protezionistico sempre vigila affinché le scelte dei nostri figli siano corrette e propositive.
Ammetto d’avere avuto grande fortuna, anche se non desidero prendere alcun merito. La dea bendata è stata clemente ed ora  attendo il suo Vaso di Pandora sia aperto per liberare tutte le sue potenzialità.
Dopo quasi 15 anni, il suo percorso musicale a livello formativo si è concluso.
Un ultimo concerto di Beethoven nella Sala di Musica di Mendrisio, mi ha fatto gonfiare di dolore il cuore e a stento ho trattenuto le lagrime. Questo giorno resterà un vivido ricordo… ha suonato così magnificamente, senza paragoni!

Seguii quelle piccole manine che si muovevano impacciate sui tasti: a cinque anni aveva bisogno di mettere un grosso cuscino sulla seggiola del pianoforte per poterci arrivare e i piedini si muovevano a vuoto nell’aria.
È stato un percorso affascinante che più volte mi ha fatto piangere di gioia; io che da piccola avevo sognato di imparare a suonare il pianoforte, senza poter perseguire questo sogno poiché i miei genitori non capivano la mia passione e non potevano permettermelo finanziariamente.
Poi per Emanuele sono arrivati i primi successi, il supporto morale del suo bravo docente che per 10 anni è stato il suo mentore; severo e determinato, professionale ed estremamente umano.
Il giovane è cresciuto nella musica, ascoltando sempre musica classica, approfondendo le nozioni e peculiarità di tutti i compositori famosi ma anche di quelli meno conosciuti.
Euterpe è entrata nel suo cuore, con prepotenza e dolcezza. Si è presa una parte dei suoi sentimenti, e così l’ha accompagnato durante il difficile periodo dell’adolescenza.
Ora egli è un uomo…
Con i suoi dubbi e sue sfide, con la necessità di scoprire e di creare, con il desiderio di poter seguire non più il cuore e la musica, ma il cervello e la possibilità di scoprire nuove realtà scientifiche.
Ha deciso di seguire un’altra via, certamente irta di difficoltà e di problemi e forse, in fondo al suo cuore, neppure lui si sa spiegare le vere ragioni di questa scelta anteposta. Ma una cosa è certa, Euterpe si è guadagnata un posto speciale nel suo cuore e lì resterà fino al suo ultimo respiro.

Così mi piace ricordarlo, nella serenità di momenti che nel cuore di una madre restano indelebili.

 

 Qualche anno fa, Emanuele Giosuè disse:

la musica e la poesia esprimono la bellezza estetica in diversi modi, la musica e la poesia sono una coppia di gemelle innate. Una bella poesia non solo è perfetta per esprimere i pensieri e i sentimenti del poeta, ma è anche musicalmente bella nei termini di sillabe, ritmi e rime; la musica, a sua volta, è infatti un poema musicato in melodie che sono le note che provengono dall’anima dell’autore.

La musica, come ogni altro linguaggio del cuore, non osserva nessuna regola, se non quella di seguire il battito delle proprie emozioni. Per me, come per la mia sorellina Sara Luna, la Musica è Vita: entrambi ci impegneremo tantissimo per diventare dei Poeti Musicanti!

 

 

%d bloggers like this: