recensione di C. Giovannoni

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Sempre più incuriosita da questa scrittrice, mi sono disposta  alla lettura del suo ultimo romanzo con sensazioni diversificate.Ero sicura di conoscere il suo stile, avendo letto Il Girasole Nero e Un Anno una Vita… ma è proprio vero che nell’evoluzione letteraria di uno scrittore, non si ha mai finito di stupirsi.
Nei primi due romanzi avevo trovato quelle indelebili tracce di “vita vissuta” che mi permettevano un rapporto molto riavvicinato con le vicende narrate… Insomma, ammetto che inizialmente ero convinta si trattasse di un distillato auto-biografico, ricchissimo di avvenimenti descritti in maniera tanto meticolosa da trascinare ed avvincere il lettore.
Poi qua e là, avevo notato particolari che mi sviavano dalle prime assolute certezze.Non era auto-biografico, ma bensì frutto di fertile immaginazione… Ogni vicenda era però ambientata in una realtà che accomuna un qualsiasi abitante di una grande metropoli come Roma… ed in qualche maniera rispecchiava la vita di ogni giorno.
Quindi, il nuovo romanzo “Per non Morire” certamente mi avrebbe trascinato nei meandri immaginativi della scrittrice, in maniera molto pacata e pudica (come per gli altri romanzi)… un romanzo al femminile ricolmo di dolce spessore affettivo!
Almeno questo è ciò che inizialmente pensavo.
Ma pagina dopo pagina, mi sono dovuta ricredere. “Per non Morire” aveva qualcosa in più, la scrittrice aveva effettuato una sorta di “evoluzione” ed ora il suo raccontare diventava ardito e sensualmente provocatorio.
Mi piaceva, mi piaceva veramente molto. Il percorso che Nunzia Scarponi ha effettuato è per me visto come una sorta di introspezione, non più solo a livello emotivo-conscio ma ha osato andare oltre, varcando una soglia (per molte donne tabù) che però permette di aggiungere una corda in più allo strumento musicale!Senza mai cadere nel banale o nella volgarità, Scarponi mantiene una linea provocatoria dove la femminilità è ricondotta all’Origine dell’Eros… passo dopo passo, commisurato e sicuro, la vicenda prende forza. Ogni personaggio è partecipe di emozioni forti, di situazioni a volte struggenti dove in fondo il gioco forza arriva ad arroventare il dramma d’un rapporto difficile tra madre e figlia.
E qui mi fermo, senza rivelare altro… Consiglio la lettura del romanzo a chi desidera esperimentare delle belle emozioni all’interno di una storia davvero ben riuscita.
C. Giovannoni

 

 

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