Diario: Roma, nel cuore di Trastevere

A malincuore sono dovuta ripartire.
Come ogni volta, il cuore in tumulto implode… emozioni che mi attraversano, troppo forti per essere conciliate alla realtà che sempre, con grande scrupolo e puntualità, si affaccia con prepotenza.
Dopo la stazione di Trastevere, il turbinio si fa insopportabile mentre calde gocce di sale scivolano lungo guance già arrossate dall’emozione.
Perché cercare inutilmente di trattenere e nascondere ciò che sento? Perché fingere?
Lascio alle spalle il Cuore e l’Anima…
Lì, nella Città Eterna, l’unico posto appropriato per essere custodite tra rovine antiche e tempi pagani.
Riporto meco immagini e sensazioni condivise e donate, ora rinchiuse nella memoria arcaica dalla quale sempre potrò ripescare sguardi, baci e carezze…
Mi faranno sentire meno sola, allo scadere del tempo quando tutto assume i colori dell’alba o del tramonto. Sono felice, immensamente felice!
Forse è la sensibilità che, innata e prepotente, mi coinvolge sempre al punto di sviscerare ciò che sgorga come da una fonte proibita. Sono come foglie danzanti nel vento della Vita, nel suo ritmo fatto di melodie scritte sul pentagramma dei desideri!
Ci penso, tutto il tempo che mi è concesso… anche quando lo sguardo si tramuta in una ragnatela che tende a catturare ogni spensieratezza, ogni guizzo fulmineo dello sguardo che vola verso le mie labbra. E la parola, silenziosa ma presente, si tramuta in un sorriso!
Venero il temerario: il pensiero sfavillante ricolmo di certezze determinate… ed anche questa volta è stato così.
Dove fantastico e concreto sono la stessa cosa, frutto d’un susseguirsi di reincarnazioni e d’Anime che si cercano nell’ossessione di ritrovarsi. Per me non vi è più ricerca infinita… ho ritrovato ciò che cercavo.
Come nei miei racconti o favole: i personaggi sono sempre reali e nella loro concretezza sublime mi permettono di rivivere nell’Io narrato ogni avvenimento con grande coinvolgimento.
Forse proprio per questo, l’affermazione che riscontro, è per me molto gratificante!
Anche questa volta l’ispirazione è stata molto forte. Non per un racconto ma bensì per la continuazione del quarto romanzo “Le ventisette Pietre della Luna”. Mi mancavano un paio di tasselli, dovevo trovare un aggancio a quei personaggi che necessitavano uno “stimolo”, una sorta di propulsione, affinché assumessero credibilità e complicità profonde.
Diciamo che ho trovato “l’ingrediente magico” che porterà il mio alter-ego a confrontarsi con le antiche pietre della Città Eterna!
Già durante la bella presentazione presso la Libreria Croce ho percepito un “qualcosa” librarsi nell’aria… forse merito della composizione foto-musicale da me creata per gli invitati… forse merito di chi era presente…
Movimenti d’energia nell’aria si sono susseguiti, mentre ne assorbivo la forza, via via mi rendevo conto che la magia stava per ripetersi.
Sul Gianicolo… occhi rivolti alla città… ma l’Anima sprofondata nella consistenza di una notte meravigliosamente avviluppante, dove carezze sensuali dolcissime hanno infuocato quel sole nascosto tra nuvole grigie. Passi felpati, verso la Fonte dei “miei” Draghi (Fonte Paola)… che come per magia rievocativa, ogni volta mi regala la visione di quelle creature mitologiche sagacemente inserite nella “mostra d’acqua” dall’accattivante prospetto architettonico rinascimentale.
E poi giù, seguendo il vecchio lastricato, fino a quelle viuzze così piene di ricordi e percezioni…
In quella chiesa dedicata alla Santa Vergine, i bagliori dei mosaici dorati hanno risvegliato pagliuzze di languido torpore nei miei occhi socchiusi in adorazione. L’odore dell’incenso si confondeva col profumo del cuore, tracce d’Anima dischiuse al mio sentire.
Voce errante, la mia, narrante della sua più intima percezione… Ma ci sono realtà oggettive che trattengo per me, legandole con doppio nodo al cuore!

©Claudine Giovannoni

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