• Simply… woman

    Sara Luna e Claudine
  • I support ANIMAL RIGHTS

  • me and my girl :-)
  • Mi sento unicamente una "Cittadina del Mondo"
    figlia, madre, amica, compagna, donna...
    Ho viaggiato lungo rotte conosciute ed altre ignote, per lavoro ma anche per curiosità o solo per il desiderio di scoprire nuovi luoghi!
    L'esperienza a contatto con altri popoli, religioni e culture, mi ha insegnato a venerare Madre Natura ed ogni forma di vita che ci conduce a valutare precetti inconfutabili, ma che purtroppo troppi ignorano nel più assoluto egoismo.
    Vi apro le porte del mio mondo virtuale... seguitemi lungo l'itinerante scorrer d'acqua lasciando traccia di vissuto.

  • What to say about Claudine? She is passionate about living a present, balanced and authentic life, with a healthy dose of humor! She loves to travel the world, explore new places, people and food, but equally loves to retreat into silent solitude. She is a writer who follows a hidden path, into an unfamiliar world. If you just surrender and go with her on her eerie journey, you will find that you have surrendered to enchantment, as if in a voluptuous and fantastic dream. She makes you believe everything she sees in her fantasy and dreams. But as well you take a journey to the frozen mountain peaks of the north of Europe, to the crowded sweating streets of Mexico or Africa. Her characters are wonderfully real and wholly believable perfectly situated in her richly textured prose. She’s a lovely person and she writes with exquisite powers of description! She’s simply great! R. McKelley

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    Chi è Claudine? Lei è appassionata nel vivere al presente una vita equilibrata e autentica, con una sana dose di humour! Ama viaggiare per il mondo, esplorare nuovi luoghi, persone e cibo, ma ugualmente ama ritirarsi in solitudine, nel silenzio. E' una scrittrice che segue un sentiero nascosto, verso un mondo sconosciuto. Se solo vi arrendete e andate con lei in questa spettacolare avventura, realizzerete che vi siete confidati all’incantevole, come in un sogno fantastico ed avvolgente. Vi farà credere ad ogni cosa che lei vede nei suoi stessi sogni e fantasie. Ma inizierete anche un viaggio verso le cime ghiacciate del nord Europa, verso le strade affollate del Messico o Africa. I protagonisti sono magnificamente reali e totalmente credibili stupendamente inseriti nella ricca trama di prosa. E’ una “grande” persona e scrive con uno squisito potere descrittivo. E’ semplicemente magnifica.

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La fauna selvatica non dovrebbe forse essere patrimonio nazionale?

Lince_WWF

Fauna selvatica patrimonio nazionale CG corriere 22.10.2019

(Corriere del Ticino 22.10.2019)

Nel 1800 sono scomparse in Svizzera diverse specie, sterminate poiché ritenute pericolose o semplicemente poiché l’uomo ha sottratto loro lo spazio vitale: nel 1871 in Ticino è stato ucciso l’ultimo lupo, nel 1894 in Vallese l’ultima lince, nel 1904 in Grigioni l’ultimo orso. Nel 1985 si è estinto il gipeto barbuto, nel XIX furono sterminati i castori per la loro pelliccia e nel 1989 per l’ultima volta sul lago di Neuchâtel, era stata avvistata la lontra.
Poi questi animali hanno fatto un difficile ritorno, e ancora oggi sono ingiustamente temuti da una grande maggioranza che preferirebbe ucciderli per evitare di cercare altre soluzioni. A questi si aggiungono altre specie minacciate come la pernice bianca.
È oramai da anni che in Svizzera è discussione accesissima tra chi il lupo lo vuole ammazzare e chi fa di tutto per proteggerlo. Certo, il lupo è un predatore ed nel suo DNA è impresso ciò che un predatore fa: cacciare.
Va comunque rilevato che se l’uomo non entra in contatto o non provoca uno di questi animali, specialmente se femmina con piccoli, l’animale fugge e non insorgono problemi. Le complicazioni di regola nascono quanto il comportamento umano crea delle situazioni di conflitto.
Ricordo con una fitta di dolore il giovane orso M13 arrivato in Ticino dal Trentino e abbattuto il 19 febbraio 2013 in Valposchiavo poiché considerato “orso pericoloso”.
La sua colpa? Dopo il letargo, affamato, si era avvicinato troppo nella ricerca di cibo a zone abitate nel tentativo di sopravvivere nel suo habitat naturale.
Eppure M13 non era un orso pericoloso, portava anche un collare satellitare per controllarne gli spostamenti. Lo avevano persino fotografato mentre mangiava delle bietole da foraggio… ma le aveva veramente rubate lui le bietole, oppure erano state l’esca per attirarlo e poi vigliaccamente avere i presupposti per ucciderlo? Perché al posto di ucciderlo non lo hanno narcotizzato e portato altrove?
Questi fatti non sono certo un onore per chi ha ordinato l’uccisione e per quei guardiacaccia che hanno puntato il fucile per freddarlo. La notizia aveva suscitato molto scalpore e sollevato parecchie critiche che presto sono però finite nel dimenticatoio.
Due pallottole sono meno care? Un personaggio locale, qualche settimana fa aveva detto la stessa cosa per liquidare i lupi.
E così è stato fatto, lo scorso 10 ottobre. Due in meno. Due cuccioli provenienti dalla regione del Piz Beverin. L’Ufficio per la caccia e la pesca retico era stato incaricato di “prelevare complessivamente quattro giovani lupi”: questo l’annuncio. Prelevare è sinonimo di ammazzare. E presto gli altri due fratellini faranno la stessa fine.
Il controllo del territorio e delle sue risorse naturali da parte dell’uomo, sfocia sempre in atti riprovevoli dove a farne le spese sono quelle creature che non si possono difendere da armi la cui tecnologia d’avanguardia permette la caccia notturna o da grande distanze.
Se l’uomo caccia oltre misura o per diletto o per cibo, la delicata bilancia dell’ecosistema subisce una rottura che è poi difficilmente sanabile.
Ma dobbiamo ricordare che è l’Uomo ad avere sottratto ad ogni tipo di animali il loro territorio, antropizzando zone che prima erano selvagge. E la marea continua; senza troppi scrupoli si pianificano costruzioni anche di grosse dimensioni sulle colline (vedi Monte Brè sopra Locarno).
La proposta di un Parco Nazionale protetto dove l’ecosistema avrebbe potuto godere di maggiore tutela, è stata bocciata a causa di incomprensioni generate dall’ignoranza e incompetenza degli osteggiatori. Errare è umano, perseverare diabolico. Cosa abbiamo imparato dagli sbagli del passato? Nulla.
Se nel 19esimo secolo era stata abbattuta buona parte della selvaggina dall’uomo cacciatore, sono stati i predatori a farne le spese, per loro non c’era più cibo, ed appare logico che per sopravvivere abbiano cacciato animali da allevamento.
Oggigiorno gli allevatori dispongono di informazioni dettagliate, possono ricevere consulenza gratuita da uffici federali e cantonali nell’ottica di allevare in modo sicuro e protetto i loro animali da reddito.
Eppure… eppure la scorsa settimana due giovani lupi sono stati abbattuti poiché avevano predato. Superfluo sottolineare che gli allevatori che hanno perso dei capi sono stati risarciti, ma per i lupi ammazzati nessuno, a parte qualche eccezione, hanno avuto parole di compianto.
Lo scorso 12 settembre 2019, il Parlamento svizzero ha deciso che i lupi, e di conseguenza anche il castoro, airone cenerino cigno reale, lince, orso, saranno inseriti nella lista delle specie regolabili.
Questa legge permette l’abbattimento di animali protetti senza che abbiano mai causato danni. Semplicemente perché esistono potranno essere sterminati. Credo che siano molte le ragioni di questo gioco poco pulito di certe lobby forieri di futuri sviluppi negativi per fauna e flora.

Diamo supporto a WWF, Pro Natura e altre associazioni votate alla protezione della natura e degli animali: dallo scorso 8 ottobre 2019 è in circolazione il “Referendum” contro questa legge inaccettabile che indebolisce la protezione degli animali selvatici.
I danni provocati dagli uomini sono infinitamente superiori se paragonati a quelli di un grande predatore che vaga per i monti; almeno lui caccia quello che trova sulla sua strada, gira al largo se s’imbatte in un cane Maremmano o in un pastore munito di bastone.
Mentre l’essere umano mostra falsi sorrisi e quando gli volti la schiena tira fuori il coltello per pugnalarti alle spalle. Con le sue paure ataviche, la sua supponenza e arroganza, sottomessa all’adorazione del potere e del danaro, distrugge ciò che gli sta attorno.

(vedi link)

Il referendum permetterà che l’ultima parola spetti ai cittadini.

…oOo…

In 1800 several species disappeared in Switzerland, exterminated as they were considered dangerous or simply because the man took their living space from them: in 1871 in Ticino the last wolf was killed, in 1894 in Vallese the last lynx, in 1904 in Grigioni the last bear. In 1985 the bearded vulture was extinct, in the XIX the beavers were exterminated for their fur and in 1989 for the last time on the lake of Neuchâtel, the otter had been sighted.
Then these animals have a hard return and are still unjustly feared by a large majority would prefer killing them and avoid  looking for other solutions. To these are added other threatened species such as the white partridge.
It is now for years that in Switzerland it is a very heated debate between who wants to kill the wolf and who does everything to protect it. Of course, the wolf is a predator and in his DNA is imprinted what a predator does: hunt.
It should, however, be noted that if the man does not come into contact or does not provoke one of these animals, especially females with their young, the animal escapes and no problems arise. Complications usually arise when human behavior creates conflict situations.
I remember with a pang at the heart, the young bear M13 arrived in Ticino from Trentino (Italy) and shot down February 19, 2013 in Valposchiavo regarded as “dangerous bear.”
His fault? After the lethargy, hungry, he had come too close to finding food in inhabited areas in an attempt to survive in his natural habitat.
Yet M13 was not a dangerous bear, he also wore a satellite collar to control his movements. Had they even photographed him eating fodder beets… but had he really stolen the beets, or had they been the bait to lure him and then cowardly have the prerequisites for killing him? Why have him not been drugged and taken elsewhere instead of killing him?
These facts are certainly not an honor for those who ordered the killing and for those gamekeepers who aimed their rifle to kill him. The news caused quite a stir and raised several criticisms that too soon ended up forgotten.
Are two bullets cheaper? A local “character”, a few weeks ago had said the same thing to liquidate the wolves.
And so it was done, last October 10th. Two less. Two puppies from the Piz Beverin region. The Office for hunting and fishing has been commissioned to “collect a total of four young wolves”: this is the announcement. “Collect” is synonymous with killing. And soon the other two brothers will do the same end.
The control of the territory and of its natural resources by man always results in reprehensible acts where it is the creatures who cannot defend themselves from weapons whose avant-garde technology allows nocturnal hunting or from great distances.
If man hunting lengthening or for pleasure or food, the delicate balance of the ecosystem undergoes a break which is then hardly curable.
But we must remember that it is Man who has taken their territory from all kinds of animals, by populating areas that were previously wild. And the tide continues; without too many scruples, even large buildings are planned on the hills (see Monte Brè above Locarno).
The proposal of a protected national park where the ecosystem could enjoy greater protection, was unfortunally rejected because of misunderstandings generated by ignorance and incompetence of opposers. To err is human, to persevere diabolically. What have we learned from the mistakes of the past? Nothing.
If in the 19th century it had been slaughtered almost all of the game by the hunter man, it was the predators that paid the price, for them there was no more food, and it seems logical that to survive they hunted farm animals.
Nowadays, breeders have detailed information, they can receive free advice from federal and cantonal authorities in order to breed in a safe and secure way their animals for profit.
Yet… yet last week two young wolves were slaughtered because they had preyed on. Needless to point out that farmers who have lost sheeps have been compensated, but for the killed wolves , with some exceptions, few have had words of sorrow.

On September 12, 2019, the Swiss Parliament decided that the wolves, and consequently also the beaver, gray heron, swan, lynx, bear, will be included in the list of “adjustable species”.
This law allows the slaughter of protected animals without ever causing damage. Simply because they exist they can be exterminated. I believe that there are many reasons for this unclean game of certain lobbies that are harbingers of future negative developments for fauna and flora.

We must support WWF, Pro Natura and other associations dedicated to the protection of nature and animals: since October 8, 2019, the “Referendum” has been circulating against this unacceptable law that weakens the protection of wild animals.
The damages caused by men are infinitely superior when compared to those of a great predator that wanders through the mountains; at least he hunts the one he finds on his way, but turns away if he comes across a Maremmano dog or a shepherd with a stick.
While the human being shows false smiles and when he turns his back, he takes out the knife to stab you in the back. With his atavistic fears, his arrogance and haughtiness, subjected to the worship of power and money, destroys everything around him.

(see link)

The referendum will allow citizens to have the last word.

Why kill for sport? * Perché uccidere per sport?

 

What do the white partridge and wolf have in common?

Much has been written in recent times about the white partridge; those who protect it, those who are ready to cite by law articles that determine their freedom of killing, as it is legitimate for the pros and cons to be expressed, in the democratic freedom of our country (Switzerland).
My personal opinion, which is not reflected in federal or cantonal laws, is that killing for sport and not for survival is an act of useless violence.
More and more people, who have realized that speciesism is harmful, have made conscious food choices.
It doesn’t matter if to kill the white partridge you have to reach 2’000 meters of altitude by walking for hours, or if in the viewfinder ends, by mistake, the black pheasant or the woodcock. To accommodate their hunting needs, hunters are nowadays increasingly equipped with technologically first-rate and sophisticated equipment.
How can this type of activity be defined as sport, I have been asking myself for a long time.
And yet the Man, this sentient being, endowed with acute intelligence, and here we could quibble, allows himself to legislate on how and when he can kill another creature of the lower defined species?
I leave to the ones the freedom to speak in defense of their principles, and to the others to consider them unfair.
Anthropocentrism has led us to the current situation, where Man, by defrauding nature, has removed the territory from other species and finds himself (right now) in a situation of catastrophic global crisis.
But sometimes, nature thinks of herself by taking revenge!
I do not deny a feeling of satisfaction reading the news of the presence of a specimen of a wolf in Alta Leventina, sighted by hunters in order to “monitoring” the area in view of the opening of the high hunt. And this is another demonstration of how they proceed, already well in advance, to probe the possibilities of killing ungulates, which apparently, and thanks to the presence of the predator, have become wary and do not come out into the open, which thus disperse and cause less damage to nature and human activities, such as agriculture or fruit growing.
It is only to be hoped that the owners of the flocks present in those places have taken all the precautions, recommended by the various cantonal and federal offices so that there are no predations.
And we hope that the wolves are smarter than the hunters, maintaining the necessary distances from their most bitter predators: human beings.

 

Cosa accomuna pernice bianca e lupo?

Si è scritto molto in questi ultimi tempi sulla pernice bianca; chi a proteggerla, chi pronto a citare a memoria articoli di legge che ne determinano la libertà d’abbattimento, come è lecito che i pro e i contro vadano espressi, nella libertà democratica del nostro Paese.
La mia personale opinione, che non trova riscontro in leggi federali o cantonali che si voglia, è che uccidere per sport e non per sopravvivenza è un atto di inutile violenza.
Sempre più persone, che hanno realizzato che lo specismo è dannoso, hanno fatto delle scelte alimentari consapevoli.
Non importa se per uccidere la pernice bianca si devono raggiungere i 2’000 metri d’altitudine camminando ore, o se nel mirino finisce per sbaglio il fagiano di monte o la beccaccia. Per assecondare le proprie necessità venatorie, i cacciatori sono oggigiorno sempre più muniti di un equipaggiamento tecnologicamente di primordine e sofisticato,
Come si possa definire “sport” questo tipo di attività, me lo chiedo da parecchio tempo.
E ancora l’uomo, quest’essere senziente, dotato di acuta intelligenza, e qui potremmo disquisire, si permette di legiferare sul come e quando si possa ammazzare un’altra creatura di specie definita inferiore?
Lascio agli uni la libertà di parlare a difesa dei propri principi, e agli altri di considerarli scorretti.
L’antropocentrismo ci ha portati alla situazione attuale, dove l’Uomo, defraudando la natura, ha tolto il territorio alle altre specie e si ritrova alle strette in una situazione di catastrofica crisi globale.
Ma a volte, la natura ci pensa da sola a prendere una rivincita!
Non nego una sensazione di soddisfazione leggendo la notizia della presenza di un esemplare di lupo in Alta Leventina, avvistato da cacciatori intenti a “monitorare” la zona in vista dell’apertura della caccia alta. E questa è un’altra dimostrazione di come si proceda, già con largo anticipo, a sondare le possibilità di ammazzare ungulati che però apparentemente, e grazie alla presenza del predatore, sono diventati guardinghi e non escono allo scoperto, che così si disperdono e causano meno danni alla natura e alle attività dell’uomo, come l’agricolutra o la frutticoltura.
C’è solo da augurarsi che i proprietari delle greggi presenti in quei luoghi abbiano adottato tutte le precauzioni, raccomandate dai vari uffici cantonali e federali, affinché non vi siano predazioni.
E speriamo che i lupi siano più furbi dei cacciatori, mantenendo le dovute distanze dai loro più acerrimi predatori: gli esseri umani.

Pernice bianca e lupo - Claudine La Regione 24.8.2019

Published: La Regione – Saturday Aug. 25th. 2019
 

CdT_31.8.2019_Cosa_accomuna_lupo_e_pernice_bianca

Published: Corriere del Ticino – Saturday Aug. 31st. 2019                                     
 

Scelte sbagliate, dettate da paure ataviche (e dall’ignoranza)

vedi articolo apparso sulla stampa CdT 9.5.2019

 

Easier to break down wolves.  Wrong choices, dictated by atavistic fears (and ignorance)


Wolves and bears in the viewfinder: the Swiss National Council has decided to loosen the conditions of regulation of the great predators, making their killing easier. The deputies went beyond the Government’s demands. The attempts of the left to downsize the project are in vain. Some nature protection groups have already threatened the referendum; the WWF, for its part, speaks of a “killing law”. The dossier now returns to the States. The people should have the last word.

We are ready for the referendum! and we will fight until the last…

 

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Amphibians in danger * gli anfibi in pericolo

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Questo video mostra alcune rane salvate dalla strada a Magadino, una delle quali visibilmente gravemente ferita che ancora voleva raggiungere la libertà.
È così orribilmente difficile guardare le rane spiaccicate per strada perché alla gente non importa e invece di rallentare, danno gas.
Abbiamo bisogno di volontari per aiutarci, specialmente quando piove o con terreno bagnato, le rane e i rospi escono di notte a partire dalle 20:30 fino alle prime ore del mattino.

Le importanti trasformazioni territoriali avvenute negli ultimi decenni in Svizzera hanno portato a una drastica riduzione sul piano nazionale della presenza di Anfibi e di Rettili, soprattutto a causa della distruzione e dell’isolamento di molti dei loro habitat naturali. Anfibi e Rettili sono giuridicamente protetti dalla Confederazione: i cantoni – responsabili dell’attuazione delle misure di protezione della natura – sono pertanto chiamati ad adottare provvedimenti attivi a loro favore.

Ulteriori informazioni sono reperibili al link (c) Alessandro Fossati e Tiziano Maddalena

 

 

This video shows some frogs saved from the street in Magadino, one of them visibly severely injured still wanted to get to freedom.
It is so horribly hard to look at frogs smashed on the street because people do not care and instead of slowing down, they give gas.
We need voluntary to help us, specially when it’s raining or with wet ground, frogs and tods came out at night starting from 20:30 up to the early hours.

The important territorial transformations that have taken place in recent decades in Switzerland have led to a drastic reduction on the national level of the presence of Amphibians and Reptiles, mainly due to the destruction and isolation of many of their natural habitats. Amphibians and Reptiles are legally protected by the Confederation: the cantons – responsible for implementing nature protection measures – are therefore required to adopt active provisions in their favor.

Un maschio e una coppia di rospi investiti da un auto, impossibile non vederli tanto erano grandi… Se si rallenta, segnalando alle autovetture che seguono, si potrebbe evitare di investire questi anfibi.

A male and a couple of toads hit by a car, impossible not to see them, they were so big… If you slow down by reporting to the cars below, you could avoid investing these amphibians.

magadino

Evidenziata in giallo la zona stradale dove è necessario prestare molta attenzione.

The road area where it is necessary to pay close attention is highlighted in yellow.

ZOO’s: educational sites or prisons?

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Snow Leopard into the freedom

(c) Sophiajon5

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Native to the mountain ranges of Central Asia, the snow leopard is considered a protected species with a high risk of extinction. Also called “ghost of the mountains”, because he is difficult to observe, he lives in an arid environment, between peaks and rocky crags, covered with moss and shrubs, between 3,000 and 4,500 meters of altitude. Like a predator, he hunts at night or at the dawn of the day and feeds on wild animals or livestock in the wild. Over the past twenty years, more than a fifth of these majestic wild creatures have disappeared. Nowadays about 6,500 free specimens are registered, of which only 2,500 with the characteristics suitable for reproducing.

One cause is the loss of its natural habitat, caused by climate change.
The mountain ranges of Central Asia are predominantly covered with snow and ice. Due to global warming, trees and mosses waste away and regress, leaving free space then occupied by livestock breeding. The additional second element is the pressure of the shepherds who hunt him to avoid attacks on the flocks; this human behavior leads to an inestimable loss for the biodiversity of these places with foreseeable future consequences and widely exposed in scientific studies.
There is, therefore, a reduction in the natural habitat of the leopard, which obliges him to move more in search for food. This fragmentation of the habitat caused by climate and man also affects the survival of the species that have the greatest difficulty in mating. A further cause is the rampant poaching for its fine fur and for the bones or parts of the body destined for Chinese Medicine.

The influence of the snow leopard on biodiversity is the same for every “big predator” at the top of the food chain: in his absence the herbivores that he hunts expand in number and destroy the surrounding habitat, seriously endangering the whole ecosystem.
After learning that at the Zoo at Maglio di Magliaso (Ticino south Switzerland) they transferred Sadary, a two-year-old snow leopard female from the Krefeld zoo in Germany, I once again asked myself the following bitter question: “Are ZOO educational sites or are only prisons?”

I am not a biologist, but apart from the noble intent of “preserving the species” and hoping that the animal will be able to reproduce in captivity, I don’t think that a Mediterranean area where the summer temperatures reach even the 40° C, is an environment suitable for an animal used to living in snow and ice at 20 or 30 degrees below zero. In addition to the completely different habitat, the conditions of life in an angled and cemented area, where Sadary and the male Deleg, who has already been a guest of the zoo since September last year, will (perhaps) find mutual sympathy and then mate, they are not certain ideals. These animals are used to occupy vast territories and it is perhaps better, for the purposes of preservation of their species, to store them in an Alpine Tierpark rather than in a minute city zoo… but even better they should be protected in their natural environment (see the projects of WWF and others).

Looking in the eyes of Sadary in the film published by the RSI I saw fear, disorientation and a lot of sadness.

And what do you think about this matter?

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(c) tipress

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Originario delle catene montuose dell’Asia Centrale, il leopardo delle nevi è considerata specie protetta con alto rischio d’estinzione. Anche chiamato “fantasma delle montagne”, poiché è difficile da osservare, vive in un ambiente arido, tra picchi e dirupi rocciosi, ricoperti da muschi e arbusti, tra i 3.000 e 4.500 metri d’altitudine. Quale predatore, caccia di notte o agli albori del giorno e si ciba di animali selvatici o di bestiame allo stato brado. Negli ultimi vent’anni sono scomparsi di più di un quinto di queste maestose creature selvatiche. Oggigiorno sono censiti circa 6.500 esemplari in libertà dei quali solo 2.500 con le caratteristiche adatte a riprodursi.

Una causa è la perdita del suo habitat naturale, causata dal cambiamento climatico. Le catene montuose dell’Asia Centrale sono luoghi prevalentemente ricoperti da neve e ghiaccio. A causa del surriscaldamento globale gli alberi e i muschi deperiscono e regrediscono lasciando spazio libero poi occupato dall’allevamento di bestiame. Un secondo elemento che si aggiunge è la pressione dei pastori che lo cacciano per evitare attacchi alle greggi; comportamento umano che porta a una perdita inestimabile per la biodiversità di questi luoghi con prevedibili conseguenze future e ampiamente esposte in studi scientifici.

Vi è perciò una riduzione dell’habitat naturale del leopardo che lo obbligano a spostarsi maggiormente per la ricerca di cibo. Questa frammentazione dell’habitat causata dal clima e dall’uomo, influisce anche sulla sopravvivenza della specie che ha maggiore difficoltà ad accoppiarsi. Una ulteriore causa è il dilagante bracconaggio per la sua pregiata pelliccia e per le ossa o parti del corpo destinate alla Medicina Cinese.

L’influsso del leopardo delle nevi sulla biodiversità è lo stesso per ogni “grande predatore” in cima alla catena alimentare: in sua mancanza gli erbivori che egli caccia si espandono di numero e distruggono l’habitat circostante mettendo in serio pericolo l’intero ecosistema.

Dopo aver appreso che presso lo Zoo al Maglio di Magliaso (Ticino Svizzera) hanno trasferito Sadary, una femmina di leopardo delle nevi di due anni proveniente dallo zoo di Krefeld in Germania, nuovamente mi sono posta la seguente pungente domanda: “gli ZOO sono dei luoghi istruttivi o sono solo delle prigioni?”

Non sono una biologa, ma a parte il nobile intento di “preservare la specie”, sperando che l’animale riesca a riprodursi in cattività, non penso che una zona mediterranea dove le temperature estive arrivano persino a sfiorare i 40°C siano l’ambiente adeguato per un animale abituato a vivere nella neve e ghiaccio a 20 o 30 gradi sotto lo zero. Oltre all’habitat completamente diverso, le condizioni di vita in un antro angusto e cementificato, dove Sadary e il maschio Deleg, che è già ospite dello zoo da settembre dello scorso anno, dovranno (forse) trovare simpatia reciproca per poi accoppiarsi, non sono certo ideali. Questi animali sono abituati ad occupare territori immensi ed è forse meglio, per gli scopi di preservazione della loro specie, accasarli in un Tierpark alpino piuttosto che in un minuto zoo cittadino… ma ancora meglio andrebbero protetti nel loro ambiente naturale (vedasi progetti WWF e altri)!

Guardando negli occhi di Sadary nel filmato pubblicato dalla RSI si percepiscono paura, disorientamento e tanta tristezza.

Cosa ne pensi tu di questo argomento?

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Claudine leopardo delle nevi corriere 5.3.2019

La Lince: grande predatore * The Lynx

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(c) KORA

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As part of an EU-Life re-introduction of species in areas where these are extinct, a lynx from Switzerland has been released into the forests of Rhineland-Palatinate.
Mala, this is the name of the female lynx, will be monitored by means of a special collar for the duration of one year, in order to observe her habits and adaptation.
For the management of wildlife, the experts of the KORA (Swiss institute that studies the ecology of carnivores), works to protect these animals.
If in Switzerland you want to get rid of (those who say “exterminate”) the great predators, a group to which also the wolf and the bear belong, the capture and release of them in protected areas is an ethically correct solution.
Why kill if you can resort to this type of solution?
In the forests of the Palatinate, other lynxes from Switzerland and Slovakia have already been freed in the past, which will form the basis for successful repopulation, given the birth of at least seven puppies.
Evidently this type of project is supported by accurate information aimed at allowing the population (humans) to live with the Lynx without incurring into difficulties.
 The breeders, as for other predators and in Ticino we have had ample example, will have to follow the requirements for the preventive protection of flocks or livestock.
It is proven that by observing the indications of the surveillance offices (game warden, KORA and others), the great predators can live with us without creating problems.
Leaving abandoned the livestock without protection (specific enclosures following the rules, and guard dogs trained for this purpose), these beasts are also subject to accidents of another type not attributable to attacks by canids or other predators.

Information and prevention are the correct attitude! Our task is to safeguard biodiversity, trying in every possible way to adapt the anthropic impact in order not to cause further damage.

We need to protect biodiversity at all costs: Nature and the ecosystem are perfectly able to regulate for the benefit of man.

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eurasian-lynx-in-snow-willi-rolfes

(c) Willi Rolfes

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Nell’ambito di un progetto UE-Life di reintroduzione di specie in zone dove queste sono estinte, una lince proveniente dalla Svizzera è stata liberata nelle foreste della Renania Palatinato.
Mala, questo il nome della lince femmina, sarà monitorata per mezzo di uno speciale collare per la durata di un anno, nella finalità di osservare le sue abitudini e l’adattamento.
Per la gestione della fauna selvatica, gli esperti del KORA (istituto svizzero che studia l’ecologia dei carnivori), si adopera per la tutela di questi animali.
Se in Svizzera ci si vuole sbarazzare (chi afferma “sterminare”) i grandi predatori, gruppo al quale appartengono anche il lupo e l’orso, la loro cattura  e liberazione in luoghi protetti è una soluzione eticamente corretta.
Perché ammazzare se si può ricorrere a questo tipo di soluzione?
Nelle foreste del Palatinato sono state già in passato liberate altre linci provenienti dalla Svizzera e dalla Slovacchia, le quali formeranno la base per il ripopolamento che si annuncia con successo, visto la nascita di almeno sette cuccioli.
Evidentemente questo tipo di progetto è sostenuto da un’informazione accurata atta a permettere alla popolazione di convivere con la lince senza incorrere in difficoltà.
Gli allevatori, come per altri predatori e in Ticino ne abbiamo avuto ampio esempio, dovranno seguire le prescrizioni per quanto concerne la protezione preventiva delle greggi o dei capi di bestiame.
È comprovato che osservando scupolosamente le indicazioni degli uffici della sorveglianza (guardiacaccia, KORA e altri), i grandi predatori possono convivere con noi senza creare problemi.
Lasciando abbandonati dei capi di bestiame senza protezione (recinti specifici a norma e cani da guardia addestrati a questo scopo), queste bestie sono soggette anche a incidenti d’altro tipo non imputabili ad aggressioni da canidi o altri predatori.

L’informazione e la prevenzione sono la corretta attitudine! È un nostro compito salvaguardare la biodiversità, cercando in ogni modo possibile di adeguare l’impatto antropico nella finalità di non causare ulteriori danni.

Necessitiamo di proteggere ad ogni costo la biodiversità: la Natura e l’ecosistema sono perfettamente in grado di regolarsi a vantaggio dell’uomo.

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marcatura di un cucciolo di lince

(c) Fridolin Zimmermann

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published  Corriere del Ticino  19.2.2019

 

The promise * La promessa

 

Crossing with the cinema time and imagination, Oscar winner Gabriele Salvatores signs for Almo Nature a contemporary fairy tale whose protagonists man, the wolf, and the dog.

A lovely short video to show us how to prove compassion and respect towards all the other species, as well…

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Attraversando con il cinema il tempo e la fantasia, il premio Oscar Gabriele Salvatores firma per Almo Nature una fiaba contemporanea che ha per protagonisti l’uomo, il lupo e il cane.

Un bel video breve per mostrarci come provare compassione e rispetto verso tutte le altre specie…

Conference of the WWF Sections Switzerland * Conferenza delle sezioni WWF 2018

Once a year, all the Swiss WWF Sections meet to discuss topics and strategies, put priorities and get updated about the many projects going on especially in our Country. This weekend, I had the Chance to attend with my husband, President of the Swiss Italian part, and himself a “volunteer” too.
After the greetings of M. Daniel Perret WWF President for the Canton Vaud followed by the State Councilor Mme J. De Quattro and M. Kurt Schmid President of the WWF Foundation, the works started.
The actual situation about the review of the “hunting law” and of the “nature’s protection law”, was the most importante point to clear.

The Conference calls on the Foundation Board and the Direction of the WWF Switzerland to work and to fight, in association with the partner organizations, to prevent the implementation of the new proposal to amend the “hunting’s law” and the  “nature’s protection law”.
If the Federal Chambers (National Council) accepted the revision of the hunting law, the Foundation Council has already decided to launch a referendum so that the Swiss people can decide/express on the protection of wild animals (wolf, bear, lynx, beaver , etc.). The referendum will be in case launched at the end of the current year.
Another very important topic, although it currently concerns two cantons, is the land planning (LAT2 – RFG II). Furthermore, emphasis was placed on the fundamental importance that Pro Natura and WWF shall use synergies and coordination in the struggle to create conditions for working together.

In the afternoon, working groups were formed that leant on four specific themes: -sustainable farming, how to act at the cantonal level (Agridea); – sustainable areas (One Planet Living); -future of the Conference of the Sections; – WWF Events platform, tools to be used to engage members in the future.

There have been many interesting interventions under the various aspects, subjectively considered important, but not always feasible without having a broad-scale impact. Unfortunately, the various Lobbies have a predominant influence on the choices you can (want) to adopt, not always politically correct, but other alternatives are not currently present.
Perhaps just to be able to involve the citizens, the WWF appeals for the people to take action and support this NGO that is internationally doing everything possible to protect our planet, our “only” home, so that even the future generations can take up the challenge with responsibility of this legacy.

 

 

Una volta all’anno, tutte le sezioni svizzere del WWF si incontrano per discutere di argomenti e strategie, mettere le priorità e aggiornarsi sui numerosi progetti in corso soprattutto nel nostro Paese. Questo fine settimana ho avuto la possibilità di partecipare con mio marito, presidente del WWF della Svizzera italiana, e anche lui un “volontario”.
Dopo i saluti del p
residente del WWF per il Canton Vaud M. Daniel Perret, seguito dalla Consigliera di Stato Mme J. De Quattro e dal Presidente della Fondazione WWF M. Kurt Schmid, i lavori sono iniziati.
La situazione attuale in merito alla
revisione della “legge sulla caccia” e della “legge sulla protezione della natura”, era l’argomeno attuale a livello federale più scottante.

La conferenza chiede al Consiglio di Fondazione e alla Direzione del WWF Svizzera di adoperarsi e di lottare, in associazione con le organizzazioni partner, per impedire la messa in atto della nuova proposta di modifica della legge sulla caccia e sulla Protezione della Natura e del paesaggio.
Se le Camere Federali (Consiglio Nazionale) accettasse la revisione della legge sulla caccia, il Consiglio di Fondazione ha già deciso di lanciare un referendum affinchè il popolo svizzero possa decidere/pronunciarsi in merito alla protezione degli animali selvatici (lupo, orso, linci, castoro, ecc.). Il referendum sarà in caso lanciato alla fine del corrente anno.
Altro tema molto importante, seppure concerne attualmente due cantoni, è la pianificazione del territorio. Inoltre si ha posto l’accento sull’importanza fondamentale che Pro Natura e WWF utilizzino sinergie e coordinazione per affinché si creino condizioni per lavorare assieme.

Nel pomeriggio si sono formati gruppi di lavoro che si sono chinati su quattro tematiche specifiche: -agricoltura sostenibile, come agire a livello cantonale (Agridea); -quartieri sostenibili (One Planet Living); -futuro della Conferenza delle Sezioni; -piattaforma WWF Events strumenti da utilizzare per coinvolgere in futuro i membri.

Vi sono stati molti interventi interessanti sotto i vari aspetti, soggettivamente ritenuti importanti, ma non sempre attuabili senza avere un impatto ad amplia scala. Purtroppo le varie Lobby influiscono in modo preponderante sulle scelte che si possono (vogliono) adottare, non sempre politicamente corretto, ma non sono presenti al momento attuale altre alternative.
Forse proprio per poter maggiormente coinvolgere i cittadini, il WWF lancia un appello affinché la popolazione si attivi e sostegno di questa ONG che a livello mondiale sta facendo tutto il possibile per la salvaguardia del nostro pianeta: la nostra “unica” casa, affinché anche le generazioni future possano con responsabilità raccogliere la sfida di questo lascito.

Why let the hunters kill them? * perché lasciarli ammazzare?

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Non più specie “strettamente protetta”, ma solamente “protetta”. Il Consiglio degli Stati ha deciso martedì che sarà più facile abbattere i lupi, declassandone il grado di protezione. Con 29 voti contro 14 è stata respinta una proposta della sinistra di rinviare al Governo la modifica della legge federale sulla caccia. La revisione – di cui ora è in corso l’esame di dettaglio – prevede che la regolazione degli effettivi di alcune specie protette possa essere facilitata, al fine di impedire grossi danni o pericoli per l’uomo.

I Cantoni non saranno quindi più obbligati a provare un danno concreto. Previa consultazione dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), potranno effettuare “interventi regolatori negli effettivi” non soltanto per i lupi, ma anche per talune altre specie protette che sono fonte di controversie. Tra queste figurano lo stambecco e il cigno reale.

“Si direbbe quasi che la Svizzera abbia un solo problema: il lupo”, ha dichiarato la ministra dell’ambiente Doris Leuthard.

Si attende ora il lancio del referendum da parte delle associazioni animaliste.

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https://www.rsi.ch/news/svizzera/Lupo-attento-alluomo-10549436.html

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No longer “strictly protected”, but only “protected” species. The Council of States has decided on Tuesday that it will be easier to break down the wolves, downgrading their degree of protection. With 29 votes against 14 a proposal by the left to postpone to the Government the amendment of the federal hunting law was rejected. The review – which is now undergoing a detailed examination – provides that the regulation of the members of certain protected species can be facilitated, in order to prevent major damage or danger to humans.

The cantons will therefore no longer be obliged to prove concrete damage. After consulting the Federal Office for the Environment (FOEN), they will be able to carry out “regulatory interventions in the field” not only for wolves, but also for certain other protected species that are a source of controversy. These include the ibex and the mute swan.

“It would almost seem that Switzerland has only one problem: the wolf,” said environment minister Doris Leuthard.

The launch of the referendum by animal welfare associations is now awaited.

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Protection dogs for flocks * cani da protezione per le greggi

 

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copyright Alberto Stern – Lostallo

 

The presence of large predators (in this case I refer especially to the wolf) always have a disproportionate impact on public opinion, and this is caused by the loss of habit to live with them.
More than a century ago, in our territory wolves were present in the valleys and pre-Alpine areas and cohabitated with man. Studies have shown that the presence of large predators is necessary, the wolf has a “regulatory” effect to maintain a healthy ecosystem and protect biodiversity.

At the beginning of 1800 wolves and bears were exterminated in Switzerland… now they have returned and this has triggered “fantastic-collective” fixations linked to atavistic legends. Obviously, political pressures contrary to the presence of wolves in the Ticinese territory are high.
But it is possible to avoid to the least the attacks to the flocks, if one proceeds to “protect” the sheep through fences, with the presence of a shepherd (in the alpine pastures) and in general with the use of the protection dogs. (To already included these issues in my other see here, and here).
Last Sunday afternoon on the occasion of the “Festival della Natura vivere la biodiversità”, with WWF we visited Alberto Stern of Lostallo.
Alberto and his wife Elena are veterinarians, and as an accessory activity they manage their farm Creusc. They are dedicated to sheep breeding, breeding of Border Collie dogs and breeding of Mountain dogs of the Pyrenees. The latter are dogs for the protection of livestock while the Border Collies are sheepdogs used to lead the flock.

The Stern spouses began breeding Pyrenean Mountain dogs in 2003, in a national program for the protection of flocks; for more detailed information on the various awards received from dogs raised by Mr. Stern, see website.

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La presenza dei grandi predatori (nel caso specifico mi riferisco specialmente al lupo) hanno sempre un impatto sproporzionato sull’opinione pubblica, e questo è causato dalla perdita dell’abitudine a convivere con loro.

Più di un secolo or sono, nel nostro territorio i lupi erano presenti nelle valli e zone prealpine e coabitavano con l’uomo. Gli studi hanno comprovato che la presenza dei grandi predatori è necessaria, il lupo ha un effetto “regolatore” onde mantenere un ecosistema sano e tutelare la biodiversità.

All’inizio del 1800 lupi ed orsi sono stati sterminati in Svizzera… ora sono ritornati e ciò ha scatenato fissazioni “fantastico-collettive” legate a leggende ataviche. Ovviamente, le pressioni politiche contrarie alla presenza dei lupi sul territorio Ticinese, è elevata.

Ma è possibile evitare al minimo gli attacchi alle greggi, se si procede a “proteggere” gli ovini per mezzo di recinzioni, con la presenza di un pastore (nei pascoli alpini) e in generale con l’utilizzo dei cani da protezione. (To già inserito queste tematiche in altri miei post post).

La scorsa domenica pomeriggio in occasione del “Festival della Natura vivere la biodiversità”, con il WWF abbiamo fatto visita ad Alberto Stern di Lostallo.

Alberto e la moglie Elena sono veterinari, e quale attività accessoria gestiscono la loro azienda agricola Creusc. Si dedicano all’allevamento ovino, all’allevamento di cani di razza Border Collie e all’allevamento di cani di razza Montagna dei Pirenei. Quest’ultimi sono cani da protezione del bestiame mentre i Border Collies sono cani da pastore impiegati per la conduzione del gregge.

I coniugi Stern hanno iniziato l’allevamento dei cani di razza Montagna dei Pirenei nel 2003, in seno ad un programma nazionale per la protezione delle greggi. Per ulteriori informazioni più dettagliate in merito ai vari premi ricevuti dai cani allevati dal signor Stern, vedi sito.

The protection of species in the target * La protezione delle specie nel mirino

WWF Stories:      La protezione delle specie nel mirino

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copyright WWF

The beaver, the lynx, the wolf and many other threatened wildlife that populate Switzerland may soon lose the protection they enjoy. Parliament is debating the revision of the hunting law. Soon the regulation of the effects of different protected species and their preventive slaughter could be allowed. We believe all this intolerable!

On the occasion of the International Biodiversity Day, we want to reiterate that the balance between protection, regulation and hunting is vital for the native wildlife, which contributes significantly to keeping the ecosystem healthy. It is good for nature, but also for man!

You are also on our side to protect biodiversity. From May 24th to May 27th you can also take part in one (or more) of the events organized for the Festival.

lince con piccolo

 

Il castoro, la lince, il lupo e molti altri animali selvatici minacciati che popolano la Svizzera potrebbero presto perdere la protezione di cui godono. Il Parlamento sta dibattendo la revisione della legge sulla caccia. A breve potrebbero quindi essere ammessi la regolazione degli effettivi di diverse specie protette e il loro abbattimento preventivo. Riteniamo tutto questo intollerabile!

In occasione della Giornata internazionale della biodiversità, vogliamo ribadire che l’equilibrio tra tutela, regolazione e caccia è vitale per la fauna selvatica autoctona, che contribuisce in misura importante a mantenere in salute l’ecosistema. È un bene per la natura, ma anche per l’uomo!

Schierati anche tu al nostro fianco per proteggere la biodiversità. Dal 24 al 27 maggio partecipate anche voi a uno (o più) degli eventi organizzati in occasione del Festival.

  • Claudine’s novels * i miei romanzi

  • Piccoli passi nella Taiga will be published in 2019 by Edizioni ULIVO

  • Il Segreto degli Annwyn – Edizioni Ulivo ISBN 978 88 98 018 079

  • The Annwyn’s Secret Austin Macauley London ISBN 9781785544637 & ISBN 9781785544644

  • The Annwyn’s Secret

  • Silloge Poetica “Tracce” – Edizioni Ulivo Balerna

  • Il Kumihimo del Sole – Seneca Edizioni Torino

    ISBN: 978-88-6122-060-7
  • Il Cristallo della Pace – Seneca Edizioni Torino

    ISBN 978-88-6122-189-5
  • Nebbie nella Brughiera – Seneca Edizioni Torino

    ISBN 978-88-6122-055-3
  • I 4 Elementi – Macromedia Edizioni Torino

  • Cats are my inspiration!

  • Remember, transitioning to a plant-based diet that embraces compassion for the animals, your health and our planet isn’t really difficult. You just have to want to do it! For the sake of us all... :-)claudine
  • Amici del Lupo – Svizzera italiana

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