Abolish intensive livestock farming (and look seriously at veganism)

How time flies! Monday will mark exactly one year since Switzerland voted to abolish factory farming. For us, this anniversary is associated with mixed feelings.
On the one hand, we’re still disappointed that we were able to win “only” 37 percent of the population for our cause. This is due in no small part to the multimillion-dollar disinformation campaign of our political opponents, which we were unable to counter with our limited financial resources. On the other hand, we are incredibly proud of our achievements.
The counter-proposal sent to the race by the Federal Council can be called historic. The Federal Council has thus recognized the need for action in the food system on almost all of our demands. The Federal Council’s climate strategy, published a fortnight ago, further scripted this recognition and shows that even the federal government realizes the need to move away from animal production (albeit too slowly).
Our alliance was incredibly diverse. From animal rights to agricultural organizations, a wide variety of interest groups worked together to abolish factory farming. This is historically (almost?) unique and shows how much unity there is among progressive forces.
Never before have the conditions under which animals are kept in agriculture been discussed so widely and publicly. The media, in particular, have been well disposed toward our initiative.

Philipp Ryf
Ehemaliger Co-Kampagnenleiter Initiative gegen Massentierhaltung

Come vola il tempo! Lunedì sarà esattamente un anno da quando la Svizzera ha votato per l’abolizione dell’agricoltura di fabbrica. Per noi questo anniversario è associato a sentimenti contrastanti.
Da un lato, siamo ancora delusi di essere riusciti a conquistare “solo” il 37% della popolazione per la nostra causa. Ciò è dovuto non da ultimo alla campagna di disinformazione multimilionaria dei nostri avversari politici, che non siamo riusciti a contrastare con le nostre limitate risorse finanziarie. D’altra parte, siamo incredibilmente orgogliosi dei risultati ottenuti.
Il controprogetto inviato in gara dal Consiglio federale può essere definito storico. Il Consiglio federale ha così riconosciuto la necessità di agire nel sistema alimentare per quanto riguarda quasi tutte le nostre richieste. La strategia climatica del Consiglio federale, pubblicata quindici giorni fa, ha ulteriormente scritto questo riconoscimento e dimostra che anche il governo federale si rende conto della necessità di abbandonare la produzione animale (anche se troppo lentamente).
La nostra alleanza era incredibilmente variegata. Dai diritti degli animali alle organizzazioni agricole, un’ampia varietà di gruppi di interesse ha lavorato insieme per abolire l’allevamento in fabbrica. Questo è storicamente (quasi?) unico e dimostra quanta unità ci sia tra le forze progressiste.
Mai prima d’ora le condizioni di detenzione degli animali in agricoltura erano state discusse così ampiamente e pubblicamente. I media, in particolare, si sono dimostrati ben disposti nei confronti della nostra iniziativa.

Philipp Ryf
Ehemaliger Co-Kampagnenleiter Initiative gegen Massentierhaltung

7 Replies to “Abolish intensive livestock farming (and look seriously at veganism)”

  1. Cara Claudine io ho scelto di mangiare vegetariano anche per questa ragione…ciao a presto ________________________________

    1. Cara Lucia, queste sono delle scelte molto importanti sotto l’aspetto etico ma anche ecologico… speriamo che sempre più persone adottino il veganismo/vegetarianismo a favore del pianeta nel quale viviamo. Dai, facciamo le ambasciatrici per un mondo migliore!!! Un abbraccio :-)c

    1. Caro, ne abbiamo di passi da fare… e credimi, dobbiamo farli di corsa poiché siamo già arrivati a “5 minuti alla mezzanotte”. Mi ripeto sempre, sulla lista della 6° estinzione di massa, ci siamo anche noi, ma a mio modesto avviso chi procura il danno è solo l’essere umano! Un forte abbraccio :-)c

  2. Lieber Ernst, kleine Schritte… aber wir haben noch nicht die kritische Masse erreicht, um die Geschichte “umzuwerfen”.
    Ich weiss, dass es nicht leicht ist, die Gewohnheiten hinter sich zu lassen, manchmal sogar, wie soll ich sagen, kontaminiert durch die Menschen um uns herum (Familie, Freunde usw. mit ihrem Gegrillten…)
    Und allzu oft vergessen die Menschen, dass es neben ethischen und ökologischen Gründen auch gesundheitliche Gründe gibt! Und auch hier unterstreicht die Reaktion vieler Forscher dies sehr gut.
    Eine grosse Umarmung :-)c

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