• Semplicemente… donna

    Sara Luna e Claudine
  • me and my girl :-)
  • Mi sento unicamente una "Cittadina del Mondo"
    figlia, madre, amica, compagna, donna...
    Ho viaggiato lungo rotte conosciute ed altre ignote, per lavoro ma anche per curiosità o solo per il desiderio di scoprire nuovi luoghi!
    L'esperienza a contatto con altri popoli, religioni e culture, mi ha insegnato a venerare Madre Natura ed ogni forma di vita che ci conduce a valutare precetti inconfutabili, ma che purtroppo troppi ignorano nel più assoluto egoismo.
    Vi apro le porte del mio mondo virtuale... seguitemi lungo l'itinerante scorrer d'acqua lasciando traccia di vissuto.

  • What to say about Claudine? She is passionate about living a present, balanced and authentic life, with a healthy dose of humor! She loves to travel the world, explore new places, people and food, but equally loves to retreat into silent solitude. She is a writer who follows a hidden path, into an unfamiliar world. If you just surrender and go with her on her eerie journey, you will find that you have surrendered to enchantment, as if in a voluptuous and fantastic dream. She makes you believe everything she sees in her fantasy and dreams. But as well you take a journey to the frozen mountain peaks of the north of Europe, to the crowded sweating streets of Mexico or Africa. Her characters are wonderfully real and wholly believable perfectly situated in her richly textured prose. She’s a lovely person and she writes with exquisite powers of description! She’s simply great! R. McKelley

    ***

    Chi è Claudine? Lei è appassionata nel vivere al presente una vita equilibrata e autentica, con una sana dose di humour! Ama viaggiare per il mondo, esplorare nuovi luoghi, persone e cibo, ma ugualmente ama ritirarsi in solitudine, nel silenzio. E' una scrittrice che segue un sentiero nascosto, verso un mondo sconosciuto. Se solo vi arrendete e andate con lei in questa spettacolare avventura, realizzerete che vi siete confidati all’incantevole, come in un sogno fantastico ed avvolgente. Vi farà credere ad ogni cosa che lei vede nei suoi stessi sogni e fantasie. Ma inizierete anche un viaggio verso le cime ghiacciate del nord Europa, verso le strade affollate del Messico o Africa. I protagonisti sono magnificamente reali e totalmente credibili stupendamente inseriti nella ricca trama di prosa. E’ una “grande” persona e scrive con uno squisito potere descrittivo. E’ semplicemente magnifica.

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Why support such horror? * Perché sostenere questo orrore?

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This is why you should have boycotted PyeongChang 2018 Winter Olympics or any trip to South Korea, A Dog and Cat Eating Nation!

National Olympic Committees: did they take a stand in PyeongChang 2018 against the dog and cat meat trade?

National Olympic Committees:

PyeongChang, South Korea, set to play host to the world in the 2018 Winter Olympics. An international gathering of elite athletes, sports fans, governments and businesses on such a grand scale is a unique platform for taking a meaningful stand against the widely condemned, barbaric and inhumane dog and cat meat trade in South Korea.

We know you are busy preparing for this epic sporting event. However, we urge you to spare just a few minutes of your time to watch this video, as fellow people with compassion for animals, whether they are raised for our consumption or as our companions, working partners and guardians, we know you will agree that the current practice and attitude of those involved in this medieval industry is completely unacceptable and abhorrent. http://youtu.be/3uR8R8Mu70Q https://youtu.be/uO7dTlnWE6M

No living being deserves such a torturous existence. Forced to endure the most extreme deprivation and unimaginable torment from the moment they are born until the day they are brutally slaughtered; dogs (our best friends) are battery farmed – imprisoned in cramped, rusty, raised cages all their lives with no protection from extreme elements. They have no access to water, exercise, or medical care. Their eardrums are often burst to prevent them from barking. Until, often in front of other live dogs, they are electrocuted, hanged, beaten skinned or burnt alive in the ignorant belief that such suffering will improve their taste. Could you imagine this happening to your best friend?

This industry is by no means small scale, thousands upon thousands of dogs are factory farmed in this way every day, there is no emphasis on even the most basic and cheapest humane farming methods in this operation. This trade has no basis in promoting “culture” or tradition of the Korean people, it is purely driven by greed and the profits that can be made in this severely under-regulated, tax free sector which in itself is highly unsanitary and a severe risk to both human and animal health.

Please do not look the other way, please do not see this issue as a ‘cultural difference’, we urge you to look at this issue with unbridled compassion and to use whatever means or methods you can to add your voice to the many already calling for change in south Korea. This petition is just a start, we urge you to add your voice to social media and other campaigns. Please use this unique opportunity to help change the lives of so many dogs and cats condemned to a life in the meat trade. If South Korea knows the world is watching and is asking for change, and if South Korea wants to be respected as a nation of conscience, South Koreans need to strengthen their abysmal and outdated animal welfare laws and permanently ban dog and cat consumption. Please help us to bring about this change!

…oOo…

 

Questo è il motivo per cui avresti dovuto boicottare le Olimpiadi Invernali PyeongChang 2018 o qualsiasi vacanza in Corea del Sud, una nazione che mangia cani e gatti!

Al Comitato Olimpico Nazionale:

Pyeongchang, Corea del Sud, si prepara ad accogliere i Giochi Olimpici Invernali nel 2018. Un raduno internazionale d’atleti d’ elite, fan sportivi, membri del governo e persone d’ affari a grande scala rappresenta una piattaforma unica per prendere significante posizione contro l’ ampiamente condannato, barbaro e inumano commercio di carne di cane e gatto in Corea del Sud.
Sappiamo bene che siete occupatissimi preparandovi per quet’epico evento sportivo.

Ciononostante, Vi preghiamo di riservare solo pochi minuti del vostro tempo per guardare questi video sul commercio di carne di cane, perché sappiamo che Voi, come persone compassionevoli per gli animali, sia che siano allevati per il nostro consumo, sia come animali da compagnia, o come compagni da lavoro o come guardiani, sarete d’ accordo che la pratica attuale e l’ atteggiamento delle persone implicate in quest’ industria primitiva è completamente inaccettabile e ripugnante. http://youtu.be/3uR8R8Mu70Q ;

https://youtu.be/uO7dTlnWE6M

Nessun essere vivente merita una vita così orribile. Obbligati a sopportare le deprivazioni più estreme e tormenti inimmaginabili dal momento in cui nascono fino al giorno in cui sono brutalmente massacrati, i cani, i nostri migliori amici, sono allevati in batteria in allevamenti industriali precari, imprigionati in gabbie sollevate da terra, ristrette e arrugginite, senza protezione dalle condizioni meteorologiche estreme. Non hanno nessun accesso ad acqua fresca, esercizio e attenzione veterinaria. I loro timpani vengono spesso fatti esplodere per evitare che abbaino, fino al giorno in cui, spesso, di fronte ad altri cani vivi, vengono folgorati, impiccati, bastonati, scuoiati o bruciati vivi, per l’ infondata credenza che il dolore e tormento estremi migliorino il sapore e le proprietà della carne. Potreste immaginare che ciò accada al vostro migliore amico ?

Quest’ industria è tutt’altro che limitata, infatti, innumerevoli migliaia di cani sono allevati ogni giorno in queste fabbriche, che non compiono nemmeno con le norme basiche e più economiche degli allevamenti industriali. Questo commercio non ha nessuna ragione per promuovere queste pratiche come “cultura” o “tradizione” del popolo coreano. È un commercio spinto unicamente dall’ avarizia e dagli alti profitti che derivano da questo settore senza regole, libero da tasse ed altamente insalubre che presenta un serio rischio per la salute tanto umana come animale.

Per favore, Vi preghiamo di non girarvi dall’ altra parte, considerando questa questione come semplice “differenza culturale”, Vi chiediamo di contemplare questo problema con genuina compassione e di usare qualsiasi mezzo o metodo in vostro possesso per aggiungere la Vostra voce alle molte che stanno già esercitando pressione per un cambio in Corea del Sud. Questa petizione è solo l’ inizio, Vi preghiamo di aggiungere la Vostra voce ai social media ed altre campagne. Per favore, usate quest’ opportunità unica per aiutare a cambiare la vita di milioni di cani e migliaia di gatti condannati all’ inferno di quest’ industria crudele. Se la Corea del Sud si rende conto che il mondo la sta osservando, spingendola a cambiare e se vuole essere rispettata come una nazione cosciente, i Sudcoreani devono irrigidire le loro medioevali e arretrate leggi di protezione animale e proibire permanentemente il consumo di cani e gatti. Per favore, aiutateci a realizzare questo cambio.

Review of Animal Victories in 2017 — Peace Fur Paws * Vittorie animaliste

The past year has brought on positive change to animals around the world. From putting an end to animals used in experiments to fashion moguls who have stopped using animal fur in their clothing to the many circus bans aimed at improving the well-being of animals. 2017 has seen many victories that we hope continues […]

 

via Review of Animal Victories in 2017 — Peace Fur Paws


In the midst of the pain that is felt when the animals are abused, this good news is a bit of relief. But there is still so much to do… to sensitize people, trying to make it clear that some cultures evoke only stupid superstitions (ritual slaughtering etc.)
But, most of all, to turn to a vegetarian/vegan diet which will end nonsense sufferance of many species. In fact specism is the worst condition to follow, on the planet, if we are willing to keep it safe for the future generations.


Nel mezzo del dolore che si prova vedendo abusati gli animali, queste belle notizie sono un po’ di sollievo. Ma c’è ancora così tanto da fare… da sensibilizzare persone, cercando di far capire che talune culture rievocano solo stupide superstizioni (macellazione rituale ecc.)
Ma soprattutto, dovremmo passare a una dieta vegetariana/vegana la quale che finirà la sofferenza senza senso di molte specie. In effetti, lo specismo è la peggiore condizione da seguire, sul pianeta, se siamo disposti a tenerlo al sicuro per le generazioni future.

“Vegan 2017” the movie

 

It’s not a transitory fashion… it’s the only solution for your health, for the health of Planet Earth. TO SAVE OUR PLANET EARTH.
There are no excuses. You can easily change from an omnivore diet to a vegetarian or vegan diet. You shall try, to believe how simple it is!
Now people talk about it more and more, people open their eyes and do not let themselves be cheated.
The choice to abandon the consumption of meat, fish and animal products can be dictated by ethical but also ecological reasons.
I have already published several posts and films that show you these issues… sometimes they are brutal films that few can look to the end, others are photos and testimonies.
In essence, for me, ethics and morality have been the push. Animals are sentient creatures, they feel pain and joy… they have the same rights of respect, love and protection.

…oOo…

Non è una moda transitoria… è l’unica soluzione per la vostra salute, per la salute del Pianeta Terra. PER SALVARE IL NOSTRO PIANETA TERRA.
Non ci sono scuse. Si può facilmente cambiare da una dieta onivora ad una dieta vegetariana o vegana. Dovresti provare, per credere quanto è semplice!
Ormai se ne parla sempre di più, la gente apre gli occhi e non si lascia più imbrogliare.
La scelta di abbandonare il consumo di carne, pesce e prodotti animali può essere dettata da ragioni etiche ma anche ecologiche.
Ho pubblicato già diversi post e filmati che vi mostrano queste tematiche… a volte sono filmati brutali che pochi riescono a guardare fino alla fine, altre sono foto e testimonianze.
In sostanza, per me, l’etica e la morale sono state la spinta. Gli animali sono creature senzienti, provano dolore e gioia, hanno gli stessi nostri diritti di rispetto, amore e protezione.

 

(attempted) rescue of escaped cat * (tentato) salvataggio di un gatto fugitivo

I went out to buy a sandwich (the two cups of soup were not enough), on my way back to the office I see that there is a certain excitement in front of the Paolino bar, next to the Globus.
A big cat (probable a main coon) cream-orange color is sprawled on a chair near a table.
One man from the Animal Protection squad talks with another.
I approach, intrigued by the situation, while the cat (at least ten pounds) decides to go around under the arcades.
“The Animal Protection cannot, by law,” he wants to specify, “take a cat that is obviously in good health condition”.
“Why?” it’s lawful that I ask “and what if with the traffic of buses, taxis and cars, then he ends up flattened on the asphalt?”
Apparently, there is a law that prohibits the intervention of external if the cat is simply escaped, deciding to take a ride.
He checked, there is no microchip and the nice red anti-flea collar, does not carry any telephone indication.
It looks like a bad taste joke.
The cat, perhaps tired of wandering under the arcades, attracted by pigeons on the other side of the road… takes a run and, without looking to the right or left if there are cars or buses coming, he cross the road.
Fortunately, a car brakes, lets the cat pass on the other side of the road. The blood freezes in my veins.
Horrified, I start having cramps in my stomach and my hunger goes away in a couple of seconds.
I decide to go behind him; maybe I would come up with something.
The man with the orange sweatshirt of the Animal’s Protection, exclaims between his teeth: “here, he’s now going back to his house”.
“Nope, there are the pigeons that are more interesting than the windows of the shopping center Globus”. I answer him dryly.
And I sketch behind the cat, but first looking to the right and then the left, to avoid getting me pulled down on the pedestrian strips by some wretch who is typing on his cellphone.
On the other hand, a couple of ladies have already noticed him (the cat) in the garden next to the Locarno’s Casino.
“Unfortunately I am without the car… and I should go to work, otherwise I took him for safety to the vet!” I explain with a slightly altered voice; this, I think, is the problem of cat’s lover (bipeds who worship the Egyptian Goddess Bastet and her descendants). The older lady (who lives with her daughter at the top of the Valle Maggia -means very far away), looks for the phone number of her vet on her cell phone. Then she decides to go and take her car to park it nearby, just in case… Moments of panic, the cat moves between the bushes and plants. Then he stops, he lets himself be picked up but does not seem to like my compulsive attempt. I have to put it down to avoid some scratches or bites, even if it would be more than understandable, since this is our first close encounter. Then the daughter calls her mother, who does not arrive… From the discussion, I understand that the veterinarian has reported that he too (again because of some article of law) cannot keep a private cat, even in custody!
I start to get mad. Time is running out. The cat moves nimbly around. It’s almost two o’clock and I should, in practice, be already in the office.
What do I do? Am I going to take him to my office? Better not. I have appointments until 17:00 and I don’t think that the Direction would consent to a “rescue the cat” action of this type… without forgetting that just a couple of our departmental superiors are probably still in our building. At the end, I put a post on Instagram and FB with some pictures of the cat…
Perhaps, the reckless owner has noticed that the feline has run away to go and make four jumps in the city… I still have the doubt. Before returning home with the bus, tonight I did take a stroll around the casino and gardens. Fortunately the cat wasn’t there anymore, but still, I don’t know if he did reach his home…
One wonders:
– What is the use of Animal Protection Squad if they cannot take care of a cat without the owner’s permission?
– And for what reason a veterinarian cannot take delivery of an unharmed cat… but if he was smashed under a car, he could?

…oOo…

Sono uscita per prendermi un panino (le due tazze di zuppa non erano sufficienti), sulla via del rientro vedo che c’è una certa concitazione davanti al bar Paolino, al lato della Globus.
Un grosso gattone (probabile un main coon) color arancio-crema se ne sta in bellavista sdraiato su di una sedia vicino ad un tavolino.
Un signore della Protezione animali parla con un altro.
Mi avvicino, incuriosita dalla situazione, nel mentre il gattone (di almeno una decina di chili) decide di andarsene in giro sotto i portici.
“La Protezione animali NON può, per legge,” ci tiene a specificare, “prendere un gatto che è evidentemente in buone condizioni di salute”.
“Perché?” lecito che io chieda “e se qui con il traffico dei bus, taxi ed auto, poi finisce appiattito sull’asfalto?”
A quanto pare c’è una legge che vieta l’intervento di terzi nel caso il gatto è semplicemente scappato, decidendo di farsi un giretto.
Il tizio ha già verificato, non c’è microchip ed il simpatico collarino rosso anti-pulci, non porta nessuna indicazione telefonica.
Sembra uno scherzo di brutto gusto.
Il gatto, forse stufo di gironzolare sotto il porticato, attratto dai piccioni dall’altro lato della strada… prende la rincorsa e, senza guardare a destra o sinistra se ci sono auto o bus in arrivo, attraversa la strada.
Fortunatamente un’auto frena, lo lascia passare dall’altro. Mi si gela in sangue nelle vene.
Inorridita, mi vengono i crampi allo stomaco e la fame mi passa in un paio di secondi.
Decido di andarci dietro, forse mi sarebbe venuto in mente una qualche idea.
Il signore con la felpa arancione della Protezione, tra i denti, esclama: “ecco che adesso torna a casa sua”.
“Macché, ci sono i piccioni che sono più interessanti delle vetrine della Globus”. Gli rispondo incavolata. Il pomeriggio sarà snervante.
E schizzo dietro al gatto, guardando però prima a destra e poi a sinistra, onde evitare di farmi stendere proprio sulle strisce pedonali da qualche disgraziato che sta digitando sul cellulare.
Dall’altro lato, nel giardinetto di fianco al Casinò di Locarno, un paio di signore lo hanno già notato.
“Purtroppo sono senza l’auto… e dovrei andare al lavoro, altrimenti lo portavo per sicurezza dal veterinario!” Spiego, con la voce un tantino alterata (questo credo sia il problema dei gattari, bipedi che adorano la dea egizia Bastet ed i suoi discendenti).
La signora più anziana (che vive con la figlia in cima alla Valle Maggia), cerca sul cellulare il suo veterinario. Poi decide di andare a pendere l’auto per parcheggiarsi lì vicino, se del caso…
Momenti di panico, il gatto si sposta tra i cespugli e piante. Poi si ferma, si lascia prendere in braccio ma pare non gradire il mio tentativo coercitivo. Lo devo rimettere giù per evitare qualche graffiata o morso, anche se sarebbe più che comprensibile, visto che questo è il nostro primo incontro ravvicinato.
Poi, visto che la madre non arriva, la figlia la chiama… Dalla loro discussione al cellulare, deduco che pure il veterinario ha riferito (sempre per questioni di qualche articolo di legge) di non può tenere un gatto di un privato, neppure in custodia!
Inizio ad incavolarmi. Il tempo stringe. Il gatto agilmente si muove attorno. Sono quasi le due e dovrei, in pratica, già essere in ufficio.
Che faccio? Mi azzardo a portarlo nel mio ufficio? Meglio di no. Ho appuntamenti fino alle 17:00 e non credo che la direzione acconsentirebbe ad un’azione “rescue the cat” di questo tipo… senza dimenticare che proprio un paio dei nostri superiori del Dipartimento probabilmente è ancora nel nostro palazzo.
Alla fine metto un post su Instagram e FB con tanto di foto…
Forse l’incosciente proprietario si è accorto che il felino se l’è svignata per andare a fare quattro salti in città… ma resta il dubbio. Prima di tornare a casa con l’autobus, stasera ho fatto una passeggiata intorno al casinò e ai giardini. Per fortuna il gatto non c’era più, ma ancora, non so se ha raggiunto la sua casa…
C’è da chiedersi:
– A cosa serve la Protezione Animali se non può prendersi a carico un gatto fin tanto che i proprietari non si fanno vivi?
– E per quale motivo un veterinario non può prendere in consegna un gatto indenne… ma se fosse finito sotto una macchina, sì?

The Lynx, Europe’s biggest cat * La lince

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See original post wildlife-reporter.com

Europe’s biggest wild cat, the Lynx, is weighing anywhere between 30 Kg (the Eurasian Lynx) and 9 Kg (the Iberian Lynx) and up to 70 cm height. It is considered a national animal in the Republic of Macedonia and is displayed on the reverse of the 5 dinars coin. It is also the national animal of Romania.

The Lynx  is native to European, Central Asian, and Siberian forests. While its conservation status has been classified as “least concern”, populations of Eurasian lynx have been reduced or extirpated from Western Europe, where it is now being reintroduced. Lynx in Britain were wiped out in the 17th century, but currently, the efforts of conservation groups have intensified, to persuade locals and government to re-introduce the lynx in the wild, to naturally curb the numbers of deer and hares.

In Spain starting 2004, a government survey showed just two isolated breeding populations of Iberian lynx in southern Spain, totaling about 100 lynxes. Since then, through massive effort and protection, the population has increased today to count over 400 individuals! However, this effort must continue, to assure this sub-specie survives!

The Lynx is a strict carnivore, consuming about one or two kilograms of meat every day. It feeds on a wide range of animals from white-tailed deer, reindeer, roe deer, small red deer, and chamois, to smaller, more usual prey: snowshoe hares, fish, foxes, squirrels, mice, turkeys and other birds.

The Lynx was reintroduced in Switzerland for the first one in 1971 in the canton of  Obwalden.
It then progressively spread to other cantons among which the Ticino. The last historical observations in Switzerland date back to the beginning of 1900 in the
area of the Simplon Pass. His disappearance was determined by deforestation and by the reduction of its natural prey.

Here you may see the endangered species’ link, reported from the National Geographic  this is going to make you think about the involvement of man causing extinction of animals but also plants!

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Il più grande gatto selvatico d’Europa, la Lince, pesa tra i 30 Kg (la lince eurasiatica) e 9 kg (la lince iberica) e fino a 70 cm di altezza. È considerato un animale nazionale nella Repubblica di Macedonia ed è esposto sul retro della moneta da 5 dinari. È anche l’animale nazionale della Romania.

La lince è originaria delle foreste europee, dell’Asia centrale e della Siberia. Mentre il suo stato di conservazione è stato classificato come “di minore preoccupazione”, le popolazioni di lince eurasiatica sono state ridotte o estirpate dall’Europa occidentale, dove viene ora reintrodotta. La lince in Gran Bretagna fu spazzata via nel XVII secolo, ma attualmente gli sforzi dei gruppi di conservazione si sono intensificati, per convincere la gente del posto e il governo a reintrodurre la lince in natura, per frenare naturalmente il numero di cervi e lepri.

In Spagna, a partire dal 2004, un’indagine governativa ha mostrato solo due popolazioni riproduttive isolate di lince iberica nel sud della Spagna, per un totale di circa 100 linci. Da allora, grazie a enormi sforzi e protezione, oggi la popolazione è aumentata fino a contare oltre 400 individui! Tuttavia questo sforzo deve continuare, per assicurare che questa sub-specie sopravviva!

La lince è un strettamente carnivoro e consuma circa uno o due chili di carne al giorno. Si nutre di una vasta gamma di animali: cervi dalla coda bianca, renne, caprioli, piccoli cervi rossi e camosci, a prede più piccole e più comuni quali le lepri (americane snowshoe hares), pesci, volpi, scoiattoli, topi, tacchini e altri uccelli.

La lince è un carnivoro della famiglia dei Felidi ed è stata reintrodotta in Svizzera per la prima volta nel 1971 nel Canton Obvaldo.
Si è poi progressivamente diffusa in altri Cantoni fra i quali il Ticino. Le ultime osservazioni storiche in Svizzera risalgono all’inizio del 1900 nella zona del Passo del Sempione. La sua scomparsa è stata determinata dal disboscamento e dalla riduzione delle sue prede naturali.

Qui puoi vedere il link delle specie animali in via di estinzione, riportato dal National Geographic. Questo ti farà riflettere sul coinvolgimento dell’uomo che causa l’estinzione non solo degli animali ma anche delle piante!

 

Do not be fooled by the appearance… the last picture is Tommy, our “domestic lynx” of ca. 10 kg
Non lasciatevi ingannare dall’aspetto… l’ultima foto è ritratto Tommy, la nostra “lince domestica” di ca. 10 kg

Caring for our body and soul * Prenderci cura di corpo e mente

plusminceplusjeune.org

Did you ever think about that “Knowing what to do”, and actually “doing it” are quite different things?
Caring for your body is like other aspects of ‘goodness’. If you work on developing your “moral compass”, then you will be able to apply it by doing the right thing for your body too.
Of course, sometimes your emotional response will win, and you won’t do the right thing but, with practice, you will get better at making sure that you take care of your body health.
You need to care not only about what you eat (nutritional factors) and how good is the quality of sleep or exercising (physical/mental rest), but as well is important to consider the “Ways of Living”.

Centuries ago, Aristotle suggested that there were six basic pursuits or ambitions that might shape individual lives.
• Pleasure, always looking for the ‘feel-good’ factor;
• Wealth and material things;
• Status, respect, and fame or influence;
• Power, and being able to persuade others of your point of view, or get your own way;
• Knowledge;
• A morally virtuous and ethical approach.

No life is going to be entirely shaped by any one of these, but it is likely that most of us will see one of those approaches as our dominant tendency.
Actually there is some kind of drawbacks, which might stop those following them from reaching their full potential.
For example, people seeking out only pleasure will have  no room left for thinking or reason…
Those who chose to pursue status might find that they were left high and dry when their followers deserted them, for whatever reason.
In consideration of that, it’s highly suggested that we should try to live and act thoughtfully.
We should, live in a way that enables us to explore and reflect on the ordinary happenings of life, as well as the extraordinary.
We should also try to act out ordinary things in an extraordinary way.

These are Aristotle’s Principles:

• Courage, and not cowardice or impulsiveness or extreme risk-taking acting;
• Self-control, instead of self-indulgence or selfishness;
• Generosity, and not wasted resources or opportunities;
• Friendliness and politeness, not rudeness, flattery or other unpleasantness towards others;
• Tact and discretion;
• Compassion and gratitude;
• Emotional Intelligence;
• Truthfulness and integrity;
• Good temper, even in the face of provocation
• Sense of humour;
• Fairness

To take care of my physical and mental health, next February and March, I will spend two weeks in an Ayurvedic clinic in Kerala … I will tell you!

Keralatourism.org

Kerala Tourism.org

 

Per prendermi cura della mia salute fisica e mentale, tra febbraio e marzo, passerò due settimane in una clinica ayurvedica nel Kerala… vi racconterò!

Hai mai pensato che “Sapere cosa fare” e “Farlo”  in realtà sono due cose alquanto diverse?
Prendersi cura del proprio corpo è come altri aspetti della “bontà”: se lavori sullo sviluppo della tua “bussola morale”, allora sarai in grado di applicarlo facendo anche la cosa giusta per il tuo corpo.
Certo, a volte la tua risposta emotiva vincerà e non farai la cosa giusta ma, con la pratica, migliorerai nel prenderti cura della salute del tuo corpo.
Devi preoccuparti non solo di cosa mangi (fattori nutrizionali) e quanto è buona la qualità del sonno o dell’esercizio (riposo fisico/mentale), ma è anche importante considerare i “modi di vivere”.

Secoli fa Aristotele suggeriva che esistevano sei ricerche o ambizioni di base che potevano modellare le vite individuali.
• Piacere, sempre alla ricerca del fattore “sentirsi bene”;
• Ricchezza e cose materiali;
• Status, rispetto, fama o influenza;
• Potere ed essere in grado di persuadere gli altri dal tuo punto di vista, o ottenere la tua strada;
• Conoscenza;
• Un approccio moralmente virtuoso ed etico.

Nessuna vita sarà interamente modellata da nessuno di questi, ma è probabile che la maggior parte di noi vedrà in uno di questi approcci come la nostra tendenza dominante.
In realtà c’è qualche tipo di inconveniente che potrebbe impedire a coloro che li seguono di raggiungere il loro pieno potenziale.
Ad esempio, le persone che cercano solo il piacere non avranno più spazio per pensare o ragionare…
Coloro che hanno scelto di perseguire lo status potrebbero scoprire che sono stati snobbati, quando i loro seguaci li hanno abbandonati, per qualsiasi ragione.
In considerazione di ciò, è altamente consigliato che dovremmo provare a vivere e ad agire “pensierosamente”.
Dovremmo, vivere in un modo che ci permetta di esplorare e riflettere sugli avvenimenti ordinari della vita, oltre che sullo straordinario.
Dovremmo anche provare a agire/fare le cose ordinarie in un modo straordinario.

Questi sono i principi di Aristotele:

• Coraggio, e non vigliaccheria o impulsività o recitazione ad alto rischio;
• autocontrollo, invece di auto-indulgenza o egoismo;
• Generosità e risorse e opportunità non sprecate;
• Cordialità e cortesia, non maleducazione, adulazione o altri spiacevoli per gli altri;
• tatto e discrezione;
• Compassione e gratitudine;
• Intelligenza emotiva;
• Verità e integrità;
• Buon umore, anche di fronte alla provocazione
• Senso dell’umorismo;
• Equità

What do we eat? * Cosa mangiamo?

 

Source LIVEKINDLY by Katie Pevreall, Co-Founder, Senior Editor & Journalist – Bristol, UK | Contactable via: katie@livekindly.co   and  Stacey of   our-compass.org
A new Netflix series exploring the corruption and concerning practices of the food industry is set to air in early 2018.
Rotten will be available on the streaming site as of January 5th next year and will take the form of a six-part series. The trailer appears to focus heavily on animal agriculture and the fraud and corruption that takes place in the American farming system.
The trailer also alludes to the number of lies and falsehoods fed to the public concerning their food. One expert suggests that consumers have no idea where their food is coming from or how it’s been treated before it ends up on their plates suggesting that fish is frozen and defrosted multiple times before it hits supermarket shelves, all the while being pumped full of additives to keep it ‘fresh’.
At your supermarket butcher, the parts from a single chicken will run you more than seven dollars. To raise that bird, the grower was paid thirty-six cents.’ says the narrator. Not only does this show how much people are being charged for their food, but also throws into question the ways in which birds are being raised, and the conditions of workers if farmers can do it for a mere 36¢.
Earlier this year, Netflix released What the Health which has become a widely discussed documentary both from supporters of the documentary and those who seek to discredit it. Food production and food access is an issue on the mind of many today, so it’s possible that Rotten will become the 2018 food documentary that everyone’s talking about.

…oOo…

La nuova serie Netflix che esplora la corruzione e le pratiche relative all’industria alimentare è pronta per essere trasmessa da inizio 2018.

Rotten sarà disponibile sul sito streaming dal 5 gennaio del prossimo anno e avrà la forma di una serie in sei parti. Il trailer sembra incentrarsi pesantemente sull’agricoltura animale e sulla frode e corruzione che ha luogo nel sistema agricolo americano (n.d.t. e molto probabilmente in uso anche in Europa/Svizzera).

Il trailer allude anche al numero di menzogne e falsità fornite al pubblico riguardo al loro cibo. Un esperto suggerisce che i consumatori non hanno idea di dove il cibo provenga o di come sia stato trattato prima che finisca sulle loro tavole, suggerendo che il pesce viene congelato e scongelato più volte prima che raggiunga gli scaffali dei supermercati, mentre viene pompato pieno di additivi per mantenerlo ‘fresco’.

“Dal tuo macellaio del supermercato, le parti di un singolo pollo ti costeranno più di sette dollari. Per allevare quell’uccello, il coltivatore è stato pagato trentasei centesimi” informa il narratore. Questo dimostra non solo quanto le persone vengono addebitate per il loro cibo, ma mette anche in dubbio i modi in cui gli uccelli vengono allevati, e le condizioni dei lavoratori se gli agricoltori possono farlo per soli 36 ¢.

All’inizio di quest’anno, Netflix ha rilasciato What the Health (Che salute), che è diventato un documentario ampiamente discusso sia dai sostenitori del documentario sia da coloro che cercano di screditarlo. La produzione di cibo e l’accesso al cibo è oggigiorno  un problema per molti, quindi è possibile che Rotten diventi il documentario alimentare del 2018 di cui tutti parlano.

Interview with “Mr. Bad Wolf” * Intervista con il “Grosso Lupo Cattivo”

c_Jiajia_Flickr_Wolf

picture copyright Jiajia on Flickr.com

Original post form: Wildlife reporter

Wildlife-Reporter: If we would have a “TIME” magazine type of nomination, you would definitely be on the cover of the 2017 edition. Not once you made the headline in Europe, you made a remarkable comeback in Greece, France, Italy and even Germany, you have been subject of conflict between wildlife protection NGOs and government in Norway, and it is 3rd year in a row when the famous Yellowstone National Park in U.S. exceeds 4 Mil tourists, where you are the main attraction!

Mr. Wolf: Usually for us attracting human attention means troubles, that is how you would explain our nocturnal habits, shy nature and illusive appearance! Nevertheless is true and there is hope, that with support of NGOs, we may take back our place in the ecosystem in Europe! But our recent comeback is rather due to abundant wild prey (after an extended period without predators) and our survival and adaptability skills, but future is far from secured, under threat by hunting, poaching, loss of habitat (including lack of natural corridors to unite our wild populations) and human transport networks, more and more developed and wildlife un-friendly! Without human society understanding and acceptance, we may lose this survival battle and we may be bound to limited spaces within ZOOs or national parks, as element of tourism industry and not as an essential part of a healthy ecosystem!

W-R: How the nick-name “Big Bad” Wolf was attributed to you and sticked for such log time?

Mr. W: Personally I prefer the nick-name “Guardian of the forest”, as it is closer to our role in the ecosystem, being on the nature’s top of the food chain, regulating the number of herbivores, which would otherwise multiply too much and would exhaust the food resources! It is a typical natural predator-prey relationship, assuring the ecosystem balance and long-term survival of predator, prey and plants! The term “Big” is rather subjective of human imagination, we are not bigger than some dogs for example, our size is perfectly suited to environment and size of wild prey we rely on, and the term “Bad” does not even find a place in nature, where as I mentioned, we all live in a balanced dependency, this is the natural state of a healthy eco-system, there is no such thing as good or bad wild animal, each has its role in the ecosystem!

W-R: Tell us more about yourself, what people should learn?

Mr. W: Our relationship with humans goes back more than 10.000 years ago, and has not always been bad. Some early humans were benefitting from our hunting skills and were often taking our prey but also some of our ancestors found in people a source of security, and they left the wilderness to be now part of human societies, these are modern day dogs, also called “human’s best friend”! But most of us continued our way in the wilderness, as we did for millions of years. We are not so different from people in certain regards, we have a complex family structure around an Alpha pair, we communicate between each-other, we defend a territory, we compete with our kind as well as other predators for food, to be able to raise our families, which, same as with humans, is our top priority, human parents can understand this!

W-R: How does a typical day in your life look like?

Mr. W: Depends really on the season! In winter we live in an extended pack format, we are more sociable and very mobile, we could easily cover 40 to 60 km in one night, as we are not bound to one place since our babies have grown and they can keep up with us. Most activity is focused on hunting, where tasks are split between team members. In a pack, as well as with help of deeper snow, it should be easier for us to make a successful hunt, but not all wild animals we encounter are being turned into food, we rely on our senses to detect certain weaknesses in our prey, mainly old age and possible diseases. With this, we may have the chance to catch our food once per week, that is a 1 in 10 chance of success! In summer, in a light pack format, we are bound to our nursery place, where we have to return after every meal we find, to feed our youngsters as well the dedicated nurse wolf assigned to take care of the cubs! And regardless of season, we are also busy protecting from other predators, or marking the boundaries of our territory to keep other packs at distance!

W-R: Did you eat the Red Riding Hood or not?

Mr. W: Continuously hunted and persecuted by people during centuries, we learned to associate the smell of people with danger, from early age, even if we never saw a human before. Therefore we run away at first human scent, normally never get close to humans. In rare case, when a wolf catches rabies, it may than get closer and bite people, or anything that comes across! Otherwise, humans have nothing to fear, wolves do not bite nor eat humans! On the contrary, it is our kind being hunted, trapped, poisoned, cursed, blamed and driven to extinction by humans! However folklore has its role in influencing humans, what is interesting is that at an early age children rather like wolves and other wild animals and nature, it is later on that their opinion changes in the opposite direction, and here people need to work more on education and keeping touch with nature in order to avoid this derail.

W-R: What about the ubiquitous accusations from part of farmers and killing of their livestock?

Mr. W: These accusations are surely over-exaggerated! Studies proved that a cow is statistically more likely to be hit by thunder, ran by a car or die from diseases, rather than being killed by a wolf. Sheep can also be easily protected by guarding dogs, very old and efficient method! Exceptions happen, and this is also human’s fault, when live-stock is left to graze in wild areas without guarding dogs, and wild prey is exceptionally rare, and when young wolves, potentially orphaned by hunters, may have to attack live-stock or face starvation!

W-R: Any wishes for 2018 and beyond?

Mr. W: Our biggest existential threat today is human misunderstanding! If people would understand our role in the ecosystem, and how the ecosystem and planet really work, we would all be able to live side by side, in harmony, as we did for millions of years! I wish therefore more understanding, peace, more wisdom and a healthy ecosystem for all to share and enjoy! And to all people fans, wishing you an excellent holiday time, together with dear ones, Merry Christmas and a Happy 2018 Year, full of good news from wilderness!

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Vedi articolo originale al seguente link:

https://wildlife-reporter.com/2017/12/14/exclusive-interview-with-the-big-bad-wolf

Reporter Fauna Selvatica: Se avessimo una “nomination” sulla rivista TIME, saresti sicuramente sulla copertina dell’edizione 2017. Non una volta hai occupato i titoli della stampa in Europa, ma hai fatto un notevole ritorno in Grecia, Francia, Italia e persino in Germania, sei stato oggetto di conflitto tra le ONG e il governo norvegese, ed è il 3° anno consecutivo che il famoso Parco Nazionale di Yellowstone negli Stati Uniti supera i 4 milioni di turisti, dove tu sei l’attrazione principale!

 

Signor Lupo: Solitamente per noi attirare l’attenzione umana significa procurarsi problemi. Così si spiegano le nostre abitudini notturne, la natura timida e l’aspetto evanescente! Tuttavia speriamo di riprendere il nostro posto nell’ecosistema in Europa con il supporto delle ONG!  Il nostro recente ritorno è piuttosto dovuto alle abbondanti prede selvagge (dopo un lungo periodo senza predatori) e alle nostre capacità di sopravvivenza e adattabilità, ma il futuro è lontano dall’essere sicuro, minacciato dalla caccia, dal bracconaggio, dalla perdita di habitat (compresa la mancanza di corridoi naturali per unire le nostre popolazioni selvatiche) e le reti di trasporto degli uomini, sempre più sviluppate e la natura selvaggia non amichevole! Senza la comprensione e l’accettazione della società umana, potremmo perdere questa battaglia di sopravvivenza e potremmo essere circoscritti a spazi limitati all’interno degli ZOO o dei parchi nazionali, come elemento dell’industria turistica e non come una parte essenziale di un ecosistema sano!

Reporter Fauna Selvatica: Come ti è stato attribuito il soprannome “Grande Lupo Cattivo” che ti è rimasto appiccicato per tutto questo tempo?

Signor Lupo: Personalmente preferisco il soprannome “Guardiano della Foresta”, in quanto è più vicino al nostro ruolo nell’ecosistema. Essendo in cima della catena alimentare naturale, regoliamo il numero di erbivori, che altrimenti si moltiplicherebbero molto ed esaurirebbero le risorse alimentari! È una tipica relazione predatore naturale-preda, che garantisce l’equilibrio dell’ecosistema e la sopravvivenza a lungo termine di predatori, prede e piante! Il termine “grande” è piuttosto assegnato dall’immaginazione umana, infatti esistono cani di dimensioni più grosse di noi. La nostra taglia si adatta perfettamente all’ambiente e alle dimensioni delle prede selvatiche su cui facciamo affidamento. Il termine “cattivo” non trova nemmeno un posto in natura, dove viviamo tutti in una dipendenza equilibrata, questo è lo stato naturale di un ecosistema sano; non esiste un animale selvatico buono o cattivo, ognuno ha il suo ruolo nell’ecosistema!

Reporter Fauna Selvatica: Raccontaci di più su te stesso, cosa dovrebbero imparare le persone?

Signor Lupo: La nostra relazione con gli umani risale a più di 10’000 anni fa e non è sempre stata cattiva. I primi umani beneficiavano delle nostre capacità di caccia e spesso prendevano la nostra preda, ma anche alcuni dei nostri antenati trovavano nelle persone una fonte di sicurezza, e lasciavano le terre selvagge per far parte delle società umane: come i cani moderni, chiamati anche “Il migliore amico dell’uomo”! La maggior parte di noi ha continuato però la propria strada nel deserto, come abbiamo fatto per milioni di anni. Non siamo così diversi dalle persone in certi aspetti, abbiamo una struttura familiare complessa attorno ad una coppia alfa, comunichiamo tra di noi, difendiamo un territorio, competiamo con i nostri simili e altri predatori per il cibo, per essere in grado per crescere le nostre famiglie, che, come per gli umani, è la nostra priorità. I genitori umani possono capirlo!

Reporter Fauna Selvatica: come si svolge una giornata tipo nella tua vita?

Signor Lupo: Dipende davvero dalla stagione! In inverno viviamo in un formato di gruppo esteso, siamo più socievoli e molto mobili, potremmo facilmente coprire da 40 a 60 km in una notte, dato che non siamo legati a un posto da quando i nostri cuccioli sono cresciuti e possono stare al passo con noi. La maggior parte delle attività si concentra sulla caccia, con attività suddivise tra i membri del team. Grazie alla neve più profonda, in un branco è più facile cacciare con successo. Non tutti gli animali selvatici che incontriamo sono però trasformati in cibo: infatti ci affidiamo ai nostri sensi per rilevare alcune debolezze nella nostra preda, principalmente vecchiaia e possibili malattie. Così riusciamo a prendere il nostro cibo una volta a settimana, con una possibilità di successo di 1 su 10!

In estate, in un gruppo più piccolo, siamo legati al nostro “asilo nido”, dove dobbiamo tornare dopo ogni pasto che troviamo, per sfamare i nostri giovani nonché il lupo sorvegliante che si prende cura dei cuccioli!

In ogni stagione, siamo impegnati a proteggerci dagli altri predatori o a segnare i confini del nostro territorio per tenere lontani altri branchi!

Reporter Fauna Selvatica: Hai mangiato il Cappuccetto Rosso o no?

Signor Lupo: Continuamente cacciato e perseguitato dalle persone durante i secoli, abbiamo imparato ad associare l’odore delle persone al pericolo fin dalla tenera età, anche se non abbiamo mai visto un umano prima. Quindi scappiamo al primo odore umano, normalmente non avviciniamo mai gli umani. In rari casi, se un lupo, come altri predatori, prende la rabbia, potrebbe avvicinarsi e mordere qualsiasi cosa gli capita! Altrimenti, gli umani non hanno nulla da temere, i lupi non mordono né mangiano gli umani! Al contrario, siamo noi ad essere cacciati, intrappolati, avvelenati, maledetti, biasimati e portati all’estinzione dagli umani! Comunque il folklore ha il suo ruolo nell’influenzare gli umani. Ciò che è interessante è che fin dalla tenera età i bambini amano i lupi e gli altri animali selvatici e la natura, in seguito la loro opinione cambia nella direzione opposta, e qui le persone hanno bisogno di lavorare di più sull’educazione e mantenere il contatto con la natura per evitare questo deragliare.

Reporter Fauna Selvatica: Che dire delle accuse onnipresenti da parte degli agricoltori e dell’uccisione del loro bestiame?

Signor Lupo: Queste accuse sono sicuramente esagerate! Gli studi hanno dimostrato che una mucca statisticamente ha più probabilità di essere colpita da un tuono, investita da un’auto o morire a causa di malattie, piuttosto che essere uccisa da un lupo. Le pecore possono anche essere facilmente protette da cani da guardia, metodo molto vecchio ed efficiente! Le eccezioni si verificano, e questa è anche colpa degli umani, quando il bestiame è lasciato a pascolare nelle aree selvagge senza protezione e le prede selvatiche sono rare, o quando i giovani lupi, potenzialmente resi orfani dai cacciatori, potrebbero dover attaccare per non morire di fame!

Reporter Fauna Selvatica: Qualche desiderio per il 2018 e oltre?

Signor Lupo: La nostra più grande minaccia esistenziale oggi è l’incomprensione umana! Se le persone capissero il nostro ruolo nell’ecosistema e come funzionano davvero l’ecosistema e il pianeta, saremmo tutti in grado di vivere fianco a fianco, in armonia, come abbiamo fatto per milioni di anni! Desidero quindi maggiore comprensione, pace, più saggezza e un sano ecosistema da condividere e godere con tutti! E a tutti gli appassionati, auguro un’eccellente vacanza, insieme ai loro cari, Buon Natale e Felice Anno 2018, pieno di buone notizie dalla natura selvaggia!

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What about Pigs? * Pancetta e costine…

What does it take to change the habit?
Is it hard not to eat meat? However, do you eat fish?
How can you be without proteins? Are not you sick? You look so pale…

I have heard of all sorts of jokes out of place. Now I do not even notice, I try not to justify myself, but rather to explain my choice from an ethical point of view.

I never liked meat I ate fish more willingly. The change happened gradually, began with the marked discomfort of seeing the “goods” displayed in stores. This made me think. Then I started to have difficulty cooking meat for the family, I always found an excuse to take “pieces” of pre-packaged meat avoiding having to get my bare hands on it.
Then I started to feel discomforted even with the fish, those glassy eyes that stare at you…
The decision was easy, abandoning the consumption of both meat and fish was a kind of deep relief.
Now only both children, more and more rarely, ask to eat meat or fish and for this, the easiest trick is to have dinner at the restaurant!
Since around one year, I stoped eating eggs and to drink milk… I cannot pretend to be vegan since I still eat the cheese (which isn’t so easy to digest, and my body complains).
But when I look at the way calfs and cows are treated (even if we only buy organic products, I’m very suspicious).
This is going to be next step!

The images I choosed make me feel sick, but I guess will bring to some of my readers a nice argumentation.  Here the link of Michelle of Peta full reportage about pigs and piglets

Full report * reportaggio completo

 

A lovely “happy” pig (we don’t know if he’s in a sanctuary…) – on the right, the slaughterhouse, below left discarded baby piglets and other non identified bodies.
Bottom left a pig searching for a caring contact, right the fearfull eye and foaming mouth inside the truck to the death.

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Cosa ci vuole per cambiare d’abitudine?
È difficile non mangiare carne? Ma il pesce lo mangi?
Come puoi stare senza proteine? Non sei ammalata? mi sembri così pallida…

Di battute fuori posto ne ho sentite di ogni specie. Ora non ci faccio neppure più caso, cerco non di giustificarmi, ma bensì di spiegare la mia scelta da un punto di vista etico.

Non mi è mai piaciuta la carne, mangiavo più volentieri il pesce. Il cambiamento è avvenuto in modo graduale, è iniziato con il fastidio marcato di vedere la merce esposta nei negozi. Questo mi ha fatto ragionare. Poi ho iniziato ad avere difficoltà a cucinare la carne per la famiglia, trovavo sempre una scusa per prendere “pezzi” di carne pre-confezionati evitando di doverci mettere le mani. Poi ho iniziato ad avere fastidio anche col pesce, quegli occhi vitrei che ti fissano…

La decisione è stata facile, abbandonare il consumo di entrambi carne e pesce è stato una sorta di sollievo.

Ora solo entrambi i figli, sempre più di rado, chiedono di poter mangiare carne o pesce e per questo il trucco più semplice è quello di cenare al ristorante!

Da circa un anno ho smesso di mangiare uova e di bere latte… Non posso fingere di essere vegano visto che mangio ancora il formaggio (che non è così facile da digerire, e il mio corpo si lamenta).
Ma quando guardo il modo in cui i vitelli e le mucche vengono trattati (anche se acquistiamo solo prodotti biologici, sono molto sospettoso).
Questo sarà il prossimo passo!

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Still we have time? * Quanto tempo ci resta?

I do not think we should be animalist or naturalist to realize something is wrong.
But it’s too easy to turn your face, pretending not to see the tragedy of the facts.
We went far beyond the imaginable.
Movies like these that I want to show you are the proof that there is no longer time for us to hesitate in the hope that something changes without personally intervening.
We can no longer just limit ourselves to blame the others, the system, the politicians, the Dominants …
We have to react. We. Immediately. Now.

You may share these links with your friends, on wordpress or FB… that’s a good start!

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Non credo si debba essere animalisti o naturalisti per accorgersi che qualcosa non va.
Ma è troppo facile voltare la faccia, facendo finta di non vedere la tragicità dei fatti.
Siamo andati ben oltre l’immaginabile.
Filmati come questi che desidero mostrarvi, sono la dimostrazione che non vi è più tempo per crogiolarci nella speranza che qualcosa cambi senza intervenire personalmente.
Non possiamo più solo limitarci a dare la colpa agli altri, al sistema, ai politici, ai Dominanti…
Dobbiamo reagire. Noi. Subito. Ora.

Puoi condividere questi link con i tuoi amici, su wordpress o FB … è un buon inizio!

 

Get to know the Wolf and start to protect him * impara a conoscere il Lupo per proteggelo

Amici del Lupo – Svizzera italiana

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To all my beloved readers and follower…  I need your support!
Recently I opened a new blog with the desire to inform the public about the need to protect the Wolf.

I belong to a group of people who think that in Switzerland and in Ticino, there is also place for the wolf.
With us there are experts but also simple enthusiasts of Nature and fans of this beautiful animal.

In the face of prejudices, alarms and inaccurate news, when not even deliberately false, with this page we try to bring the Voice of common sense, based on scientific data. Right now, in Switzerland, the wolf risks losing its status as “absolutely protected animal”.

For Switzerland to kill the wolf would be a moral defeat, a demonstration of closure and inability to adapt, of international proportions.

We make our commitment for this not to happen! Help us to support this project, following the blog, spreading our Facebook account.
Thank you so much.

:-)claudine giovannoni

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A tutti i miei lettori e seguaci… Ho bisogno del vostro sostegno!
Da poco ho sviluppato un nuovo blog con il desiderio di informare l’opinione pubblica in merito alla necessità di proteggere il Lupo.

Faccio parte di un gruppo eterogeneo di persone che pensano che in Svizzera ed in Ticino ci sia posto anche per il lupo.
Tra di noi ci sono esperti ma anche semplici appassionati della natura e fan di questo bellissimo animale.

Di fronte a pregiudizi, allarmismi e notizie inesatte, quando non addirittura volutamente false, con questa pagina cerchiamo di portare la Voce del Buonsenso, basandoci su dati scientifici. In questo momento, in Svizzera, il lupo rischia di perdere il suo status di “animale assolutamente protetto”. Per la Svizzera prendere a fucilate il lupo sarebbe una sconfitta morale, una dimostrazione di chiusura e incapacità di adattamento, di proporzioni internazionali.

Metteremo il nostro impegno affinché questo non accada! Aiutaateci a sostenere questo progetto, seguendo il blog, diffondendo il nostro account su Facebook.
Grazie di cuore.

:-)claudine giovannoni

 

Somatic Education * Educazione Somatica

 For english translation, scroll down

Moshe Feldenkrais disse:

“Sarò il tuo ultimo insegnante. Non perché io sia il migliore insegnante che tu abbia mai incontrato, ma perché da me imparerai come apprendere. Quando impari ad apprendere ti accorgi che non ci sono insegnanti, ci sono solo persone che apprendono e persone che studiano come facilitare l’apprendimento.”

 

Abbiamo avuto il piacere di seguire un workshop con il dr. Brian Siddhartha Ingle che, da Dublino, è venuto a Muralto nel Canton Ticino per un seminario di Educazione Somatica.

Imparare a conoscersi intimamente in modo approfondito è necessario per auto-aiutarci a raggiungere una libertà di scelta rendendo così la nostra vita piacevole e mitigare o annullare il dolore. La salute è considerata un processo in divenire, e non una condizione statica.

La proposta formativa dell’Educazione Somatica è un insieme articolato di discipline corporee che considerano l’essere umano nella sua integrità: corpo (energia), pensiero (amore), capacità auto-percettiva e relazionale (intelligenza). Quando tutte queste qualità sono sinergicamente equilibrate, stiamo bene.

Alla base del benessere stanno la corporeità delle nostre esperienze quotidiane con un auto-consapevolezza del movimento, indispensabili per attuare dei processi di cambiamento importanti e raggiungere così un buono stato di salute. La consapevolezza si raggiunge attraverso il movimento secondo tre specifici “precetti”: la comodità (comfort), la lentezza, la consapevolezza (dei propri limiti).

Grazie ad esercizi di semplice attuazione, Brian ci ha aiutati a meglio comprendere le enormi possibilità del nostro “essere fisico”, spiegandoci che il nostro corpo è in unità con la mente e se ci approcciamo con questo metodo, possiamo conoscerci ed ascoltarci. La nostra mente è molto potente, ritornando ad essere padroni di sé, imparando a osservare e esplorare noi stessi in termini di propriocezione, introcezione e cenestesi, ci riappropriamo del nostro corpo vitale, entrando così in contatto con la nostra intelligenza. Questo ci permette di “riprogrammare” movimenti abituali, posture scorrette, e tanti altri difetti causati da traumi fisici o dall’età in modo da eliminare le cause dei dolori.

È quindi imperativo imparare a conoscerci intimamente, il più in approfondito possibile, aprendoci quindi alla libertà di “scegliere”. Svolgendo gli esercizi molto lentamente è possibile sostituire nella corteccia motorio-sensoriale i movimenti scorretti con altri corretti, e ne consegue un ampliamento delle nostre possibilità di movimento, in senso fisico come pure intellettivo ed emotivo.

Il metodo dell’Educazione Somatica è un “processo di indagine” affinché ognuno, nel proprio sentire, trovi le proprie risposte. Percepire l’energia che scorre dentro di noi, quella attorno a noi, nel “qui ed ora”, questo significa esistere e vivere pienamente!  

Il dr. Brian Siddhartha Ingle è diplomato in ostepatia, è anche naturopata e osteopata cranio-biodinamico. Possiede un certificato di educatore Hanna Somatic e Feldenkrais ed è insegnante di Yoga Somatico. Egli si è laureato presso il British College of Osteopathic Medicine e all’Istituto Novato per la ricerca e la formazione somatica. Insegna in tutto il mondo, offrendo seminari e corsi di formazione professionale in Somatica Clinica.

È stata un’esperienza molto speciale e bella! Speriamo di presto poter avere ancora il dr. Brian con noi per proseguire sul nostro cammino verso una libertà fisica e gioire appieno delle nostre risorse e capacità in quanto ad essere umano.

Propriocezione: è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, anche senza il supporto della vista.
Introcezione: si intende con questo termine la percezione delle informazioni “interne”, quali il respiro, la peristasi gastrointestinale, il senso di fame e sazietà, ma anche la cognizione del dolore e delle altre emozioni.
Cenestesi: è una sensazione generale relativa ai visceri interni e alla loro attività vegetativa. Si tratta della somma di sensazioni propriocettive e interocettive che determinano pertanto un sentimento generale di benessere o malassere, di affaticamento, di energia, di malattia.

 

 

Moshe Feldenkrais said:
“I’ll be your last teacher. Not because I am the best teacher you have ever met, but because you will learn how to learn from me. When you learn to learn, you realize that there are no teachers, there are only people who learn and people who study how to facilitate learning. “

We had the pleasure of following a workshop with Dr. Brian Siddhartha Ingle who from Dublin, came to Muralto in Canton Ticino for a Somatic Education Seminar.

To learn how to get to know one’s self intimately, it is necessary for a self-help aimed to achieve  freedom of choice to make our life pleasable and mitigate or cancel the pain. Health is considered a becoming’s process, and not a static condition.

The formative proposal of Somatic Education is an articulated set of body disciplines that consider the human being in its integrity: body (energy), thought (love), self-perceptive and relational ability (intelligence). When all these qualities are synergically balanced, we feel fine.

At the base of the well-being, are the corporeity of our daily experiences with a self-awareness of the movement, indispensable for implementing important change processes and thus achieving a good state of health. Awareness is achieved through the movement according to three specific “precepts”: comfort, slowness, awareness (of one’s limits).

Thanks to simple implementation’s exercises, Brian helped us to better understand the enormous possibilities of our “physical being”, explaining that our body is in unity with the mind and if we approach this method, we can know and listen to it. Our mind is very powerful, becoming a self-mastery, learning to observe and explore ourselves in terms of proprioception, introspection, and cenesthesis, we reappropriate our vital body, thus getting in touch with our intelligence. This allows us to “reprogram” habitual movements, incorrect postures, and many other defects caused by physical trauma or age to eliminate the causes of pain.

It is therefore imperative to learn to know us intimately, as deeply as possible, thus opening us to the freedom to “choose”. By performing the exercises very slowly, it is possible to replace incorrect movements with other corrections in the motor-sensory cortex and this result in an enlargement of our possibilities of movement in the physical sense as well as intellectual and emotional.

The Somatic Education Method is a “process of investigation” so that everyone in their own mind can find their answers. To perceive the energy flowing within us, the one around us, in the “here and now”, that means to exist and to live fully!!

Dr. Brian Siddhartha Ingle is graduated in osteopathy, is also naturopath and osteopathic skull-biodynamic. He holds a certificate of Hanna Somatic and Feldenkrais educator and is a teacher of Somatic Yoga. He graduated from the British College of Osteopathic Medicine and at the Novato Institute for Somatic Research and Training. He teaches all over the world, offering seminars and professional training courses in Clinical Somatic.

It was a very special and beautiful experience! We hope to be able to get dr. Brian very soon with us to again, to enable us to continue on our path to physical freedom and to rejoice in our resources and capacity as a human being.

Proprioception: It is the ability to perceive and recognize the position of your body in space and the state of contraction of your muscles, even without the support of vision.
Intrusion: this term means the perception of “internal” information, such as breathing, gastrointestinal peristasis, sense of hunger and satiety, but also the cognition of pain and other emotions.
Cenesis: It is a general feeling of internal viscera and their vegetative activity. This is the sum of the proprioceptive and interconceptional sensations that result in a general feeling of well-being or malassage, fatigue, energy, and illness.

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We want to prevent the killing of wolves in Switzerland

We are a heterogeneous group of people who think that in Switzerland and in Ticino there is also a place for the wolf.
Between us, there are experts but also simple enthusiasts of nature and fans of this beautiful animal.

In the face of prejudices, alarms and inaccurate news, when not deliberately false, with this page we try to bring the Voice of good sense, based on scientific data. Right now, in Switzerland, the wolf risks losing its status as “absolutely protected animal”. For Switzerland to shoot the wolf would be a moral defeat, a demonstration of closure and inability to adapt, of international proportions.

We will make our commitment for this to happen!

…oOo…

Siamo un gruppo eterogeneo di persone che pensano che in Svizzera ed in Ticino ci sia posto anche per il lupo.
Tra di noi ci sono esperti ma anche semplici appassionati della natura e fan di questo bellissimo animale.

Di fronte a pregiudizi, allarmismi e notizie inesatte, quando non addirittura volutamente false, con questa pagina cerchiamo di portare la Voce del Buonsenso, basandoci su dati scientifici. In questo momento, in Svizzera, il lupo rischia di perdere il suo status di “animale assolutamente protetto”. Per la Svizzera prendere a fucilate il lupo sarebbe una sconfitta morale, una dimostrazione di chiusura e incapacità di adattamento, di proporzioni internazionali.

Metteremo il nostro impegno affinché questo non accada!

 

This is the new blog… please give your support and love to the wolves!  Thank you   :-)claudine

https://amicidelluposvizzeraitaliana.wordpress.com/

https://www.facebook.com/LupoSvizzeraitaliana/

 

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Presentation of the workshop CBI (Character Based Improvisation) ¦ Robert Marchand

Ciack

Since always, I was interested in how to put into “action” the stories I write… short movie? TV series?
A couple year ago, with TFL Torino Film Lab, I had my first experience with the “scriptwriting” and all the nuances of misinterpretation of the plot aimed by the “creator of the story”.
As a writer, you may have some specific ideas how the characters of your story interact, you describe scenes and happenings in a vivid way, with great care of the details…
But at the moment of elaborating the story into a script for a movie, actually, everything may happen. From the better to the worst of the nightmares.
And this was the case: a disgusting experience with a young screenwriter too full of herself with bumpy ideas and without any consideration and respect of my will.
I dropped the deal, in the due time of the contract signed for a year.
I soon enough realized that, if I wanted the job done professionally and with an experienced scriptwriter, I should put on the table between 20.000.- / 25.000.- euros.
Alright, this is not on my schedule, since I like to use the small royalties I receive, to help shelters for animals or kids in need.
So I started looking around trying to get into this specific work of transmuting a book into a script.
And to do it in the best way, you need to learn quite a few important things about how a film director works, which type of way they use to get into action the actors and so on.
Thanks to Maria, I was able to attend the presentation of  R.Marchand Workshop, taking several notes… and start getting some clearer ideas about this huge world totally different from putting your feelings on a paper trying to capture the attention of your reader and make them dream!
I know it will take me a long time, I’m very patient… and will take small steps at a time.

 

Robert_Marchand_CBI

 

Sono da sempre interessata a come mettere in “azione” le storie che scrivo… Fare un film, un cortometraggio? Una serie TV?
Un paio di anni fa, con la TFL Torino Film Lab, ho avuto la mia prima esperienza con la “sceneggiatura” e con essa, ogni possibile sfumatura di erronea interpretazione della trama voluta dall’autore.
In qualità di scrittore, puoi avere idee specifiche su come interagiscono i personaggi della tua storia, puoi descrivere scene e avvenimenti in modo vivido, ponendo grande cura ai dettagli…
Ma al momento di elaborare la storia in una sceneggiatura per un film, in realtà tutto può accadere. Dal bene, al peggiore degli incubi.
E ques’ultimo è stato il caso: una disgustosa esperienza con una giovane sceneggiatrice troppo piena di sé e con idee sballate e senza alcuna considerazione e rispetto della mia volontà.
Sono quindi uscita dal contratto firmato, alla conclusione dell’anno d’impegno.
Presto ho capito che, se desidero un lavoro eseguito in modo professionale e con uno sceneggiatore esperto, avrei dovuto mettere sul tavolo tra 20.000 e 25.000 euro.
Sfortunatamente, questo non è nel mio programma, poiché mi piace usare le poche royalties che ricevo, per aiutare i rifugi per animali o bambini in difficoltà.
Così ho iniziato a guardarmi intorno cercando di entrare in questo mondo sconosciuto, con la specifica idea di imparare a trasmutare i miei libri in sceneggiature.
E per farlo nel modo migliore, bisogna imparare alcune cose importanti su come funziona il lavoro di un regista, quale modo egli utilizzare per pianificare ecc.
Grazie a Maria ho potuto assistere alla presentazione del Workshop di R.Marchand, prendendo varie note… per iniziare a chiarirmi le idee su questo enorme mondo completamente diverso da quello di mettere le tue idee su un foglio di carta, cercando di catturare l’attenzione del tuo lettore e per poi farlo sognare!
So che mi ci vorrà molto tempo, ma sono indulgente con me stessa!

Poesia e danza * Alberto Jelmini

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  • Copertina rigida: 126 pagine
  • Editore: Ulivo Edizioni (19 settembre 2017)
  • Collana: Il gatto dell’ulivo
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8898018487
  • ISBN-13: 978-8898018482
  •  CHF 25.-

 

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Trasferendo l’arte scenica in arte lirica, Alberto Jelmini rievoca i ritmi della danza grazie alla musicalità della sua poesia…

Maestro nella scrupolosa descrizione dei dettagli scenici il poeta sa anche lasciare le briglie alla fantasia lanciandosi in volteggi inauditi…

L’assidua frequentazione del Teatro San Materno nel corso della preparazione dei vari spettacoli di danza, lo ha introdotto in un mondo che non conosceva, aprendo la mente e l’animo dell’autore a una realtà espressiva dalle enormi potenzialità…

Il motivo principale di queste poesie è la metafora della danza come Vita (metafora che collima con il tema shakespeariano della “scena del mondo”).

 

“La nostalgia di suoni, visioni e danze, evocate nell’intimo del lettore… la magia degli echi ed ombre, unici nella loro singolare rappresentazione.
E questa è la magia che la poesia di Alberto riesce a trasmettere a chi, con lui, condivide queste recondite passioni!”    Claudine

…oOo…

 

By transferring the scenic art into lyrical art, Alberto Jelmini evokes the rhythms of the dance thanks to the musicality of his poetry …

Master in the scrupulous descriptions of the scenic details, the poet knows how to let the reins to throwing fancy pirouettes unheard…

The frequent visits of San Materno Theater during the preparation of the various dance performances introduced him to a world he did not know, opening the mind and the author’s mind to an expressive reality with enormous potential …

The main reason for these poems is the metaphor of dance as Life (a metaphor that fits into the Shakespearian theme of the “world scene”).

 

“The nostalgia of sounds, visions, and dances, evoked in the heart of the reader… the magic of echoes and shadows, unique in their singular representation.
And this is the magic that the poetry of Alberto is able to convey to those who, with him, shares these hidden passions!”   Claudine

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Los devoradores de Mazapán * Mario Chavarría Gonzáles

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Los devoradores de mazapán  *  Mario Chavarría Gonzáles

(con le illustrazioni di Ruth Angulo) Carvajal Educación S.A.                              Literatura infanttil – Novela Guatemalteca
Editorial Norma – Ciudad de Guatemala , agosto 2013
ISBN 978-9929-42-031-1

 

 

I was myself immersed together with Ximena in the bowels and labyrinths of the old Capital of Guatemala: La Antigua, in search of the “Book of Answers”.

I found a delicate, and gentle reading, though I had to emphasize (and then look for) many words that, since I am not Catalan mother tongue, allowed me to increase my vocabulary. The style used by the author Mario Chavarría González is particular: a mixture of real facts with other imaginative and again others that leave you with so many questions. The choice of the name for the young protagonist, Ximena, whose Jewish meaning is “the one who listens to voices”, makes it clear from the beginning of the narrative that the keys for the reading of the novel can be multiple. The story setting is in Guatemala, the year 1954, which reports to real chronicle. It was the period of the Cold War where the US had its own commercial interests to protect and each pretending shadow or threat of “communist-wire” was to be overthrown… Even though the US considered Guatemala “the Banana’s Republic where their financial interests were huge! This is the period of pressure of the FAN (National Anti-Communist Front), during which many intellectuals but also simple academics, were forced to flee the country to avoid persecution under banal pretexts. The narrative plot thus appears related to facts that have actually happened or are likely to be possible; and the subject firmly holds the reader on the thread of doubt, up to the last page. After her husband’s escape from Guatemala City, Ángela with her daughter Ximena reaches her father Don Jesús in the great house at La Antigua, the old capital of Guatemala. The grandfather, nicknamed by Ximena Tata Chuz, shares with her young granddaughter the great passion for literature. In the enormous “jaulón” (whose translation was problematic), the girl, not by chance, begins to discover some secrets that she will share with Fermín and Mariana, two young friends met during her stay. However, between the pages of Jules Verne and Emilio Salgari, in the library of Grandfather Tata Chuz, are hiding mysterious attendees that initially frighten the young Ximena. Anchored to the ancient Mayan legends, there are the “Duendes chapín” (or Guatemalan follies), the “Aluxes” that protect the countryside and the crops (milpas). Doña Jacinta, a servant at Don Jesús, seems to be very knowledgeable but as well not willing to reveal the truth to Ximena… and not by chance, she was preparing the honey jars just to “stay friends” with these strange appearances in the jaulón! However, Zair, Zaqueo, and Alux, during the night disturbed Ximena’s sleep by rubbing her marzipan sweets. The story continues with the tricks that force young Ximena to make decisions that will also involve Tata Chuz, her grandfather and thus, discover other unpleasant and well-kept mysteries.

The author’s narrative power transports us into the magical world of childhood dreams where every conceivable conjecture takes over, moving us into a parallel world of shared paradigms where the purity of the young soul who is not yet corrupted by the “system” above, allows us to identify ourselves in symbolic, healthy and usable values. I shall confess that I loved the tales of Jules Verne and Emilio Salgari: in the 1960s and 70s, they opened me to wonderful worlds as for their authors, using only the strength of the imagination. Strength I found in the tale of “Los devoradores de mazapán”, a lovely novel to share with kids but as well with adults still young in their soul!

 

…oOo…

Mi sono immersa con Ximena nelle viscere e labirinti della vecchia capitale del Guatemala La Antigua, alla ricerca del “Libro delle Risposte”.
Ho scoperto un acconto delicato, di lettura amena, anche se ho dovuto sottolineare (e poi cercare) tante parole che, non essendo di lingua madre catalana, mi hanno permesso d’accrescere il mio vocabolario.
Lo stile utilizzato dall’autore Mario Chavarría González è particolare: una mescolanza di fatti reali ad altri fantasiosi e altri ancora che ti lasciano con tanti interrogativi.
La scelta del nome per la giovane protagonista, Ximena il cui significato ebraico è “quella che ascolta le voci”, lascia intendere fin dall’inizio della narrazione che le chiavi di lettura del romanzo possono essere molteplici.
L’ambientazione nella Guatemala del 1954, riporta a fatti di cronaca reali. Era il periodo della Guerra Fredda dove gli USA avevano i propri interessi commerciali da protegger e ogni pretesta ombra o minaccia “filo-comunista” doveva essere debellata… Seppure gli USA consideravano il Guatemala in modo spregiativo la “Repubblica delle Banane”, lì i loro interessi finanziari erano ingenti!
Questo è il periodo di pressione del FAN (Fronte Anticomunista Nazionale)), durante il quale molti intellettuali ma anche semplici accademici, erano stati obbligati a fuggire dal paese per evitare persecuzioni sotto banali pretesti.
La trama narrativa appare quindi essere legata a fatti realmente accaduti o quantomeno verosimilmente possibili; e l’argomento trattiene saldamente il lettore sul filo del dubbio, fino all’ultima pagina.
A seguito della fuga del marito da Guatemala City, Ángela con la figlia Ximena, raggiungo il nonno materno Don Jesús nella grande casa a La Antinua, la vecchia capitale del Guatemala.
Il nonno, sopranominato da Ximena Tata Chuz, condivide con la giovane nipote la grande passione per la letteratura. Nell’enorme “jaulón” (la cui traduzione mi è stata probematica), la ragazza, non proprio per casualità, inizia a scoprire alcuni segreti che condividerà con Fermín e Mariana, due giovani amici incontrati durante il suo soggiorno.
Ma tra le pagine di Jules Verne ed Emilio Salgari, nella biblioteca del nonno Tata Chuz, si nascondono misteriose presenze che inizialmente spaventano la giovavne Ximena.
Ancorate alle antiche leggende maya, riprendono vita i “Duendes chapín” (folletti guatemaltechi), gli “Aluxes” che proteggono la campagna ed i raccolti (milpas)… e doña Jacinta, una serva a servizio di Don Jesús, sembra essere molto ben informata ma molto restia a svelare la verità a Ximena… e non a caso lei stessa preparava dei vasetti di miele proprio per “tenersi amici” queste strane presenze del jaulón!
Ma Zair, Zaqueo e Alux durante la notte, disturbavano il sonno di Ximena rubandole i dolcetti di marzapane. La storia continua tra traversie che obbligano la giovane Ximena a prendere delle decisioni che coinvolgeranno anche Tata Chuz, suo nonno e così scoprire altri misteri sgradevoli.

La forza narrativa dell’autore ci trasporta nel mondo magico dei sogni d’infanzia dove ogni possibile congettura prende il sopravento, trasportandoci in un mondo parallelo fatto di paradigmi condivisibili laddove purezza d’animo del giovane non ancora corrotto dal “sistema” sovrastante, ci permette di identificarci in valori simbolici sani e fruibili.
Premetto che ho amato i racconti di Jules Verne e di Emilio Salgari: negli anni 60 e 70 mi hanno aperto a mondi stupendi, come per i loro autori, utilizzando unicamente la forza dell’immaginazione. Forza che ho ritrovato nel racconto di “Los devoradores de mazapán”, un romanzo davvero bello da condividere con i giovani ma anche con gli adulti ancora giovani nel loro spirito!

Workshop in Somatic education * Educazione Somatica

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In cosa consiste il metodo di Educazione Somatica?
Durante gli ultimi 25 anni, il dr. Brian ha svolto studi approfonditi per ottenere un autentico sistema di auto-guarigione attraverso il movimento funzionale e la consapevolezza.
Si tratta di un sistema che permette agli studenti, pazienti o clienti, di apportare cambiamenti a sé stessi per diventare indipendenti e autonomi nella propria guarigione.
Un sistema in cui esiste una chiara comprensione su come funzionarono la salute e la guarigione. L’Educazione Somatica è un approccio sicuro, delicato e di buonsenso, atto ad eliminare a lungo termine il dolore muscolare cronico. È un processo di rieducazione neuromuscolare, un metodo sensoriale che insegna a invertire la causa del dolore muscolare cronico.
Grazie a questa pratica, molte persone di tutte le età si liberano dal dolore, migliorando il movimento del corpo e della mente.
Le attività sono eseguite con un educatore in Somatica in privato, con una sessione clinica somatica pratica, con classi di movimento di gruppo e individuali o con un’auto-pratica di movimento lento.
Il programma di auto-aiuto quotidiano, per mezzo di esercizi appropriati, riporta flessibilità, facilità e comodità tipici dell’infanzia.

 

Condizione comuni che sono aiutate a migliorare con la frequenza di questo corso:

  • dolori alla parte alta e bassa della schiena
  • dolori alle cervicali e spalle
  • sciatica
  • dolore all´anca, ginocchia a al piede

Al termine del corso, sarà rilasciato un certificato di partecipazione.

“Il Portale”      via Prof. Mariani 1A – 6600 Muralto

Orario:
9:00-12:00 e 14:00-17:00
Costo:
CHF. 200.- / Euro 180.-
(il pranzo è incluso nel prezzo)

Da versare anticipatamente quale conferma di partecipazione entro il 20 ottobre 2017 sul conto IBAN:   No. CH83 0483 5050 2339 3000 0

La riservazione può essere effettuata per posta elettronica scrivendo a:
claudine.giovannoni@ticino.com

o contattando telefonicamente:
al no. +41 79 736.54.17  Claudine Giovannoni Mobiglia

Il workshop sarà tenuto in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano.

Il Portale - Via Prof. Mariani 1A - 6600 Muralto

 

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Kazakhstan: Astana and the northern territory

 

I never dreamed of reaching this nation between the East and the West, where the new capital Astana is located in the northern part of Kazakhstan which is the ninth country in the world by extension. The western provinces of Atyrau and Manystau overlook the Caspian Sea, most of the territory consists of steppe without trees, meadows and sandy deserted areas of incredible beauty. There are also large forest areas that include rock canyons, and then still high snowy mountains and crystal clear lakes. The northern province called Saryarka is part of the World Heritage List of UNESCO.
Kazakhstan is not (yet) in the list of popular tourist destinations, but it deserves to be visited even only for its culture, tradition and hospitality of the ethnic groups that live there.
Kazakhstan confine to the north borders with Russia for nearly 7,000 kilometers, to the south by the Caspian Sea, a few miles to Turkmenistan, Uzbekistan, Kyrgyzstan, China and the smallest corner to the east, with Mongolia. There are the Altai Mountains with the Belukha Mountain of 4506 meters high, which is the highest of the chain. This is also the area that attracts most mountains lover tourists.
Even though I had seen Astana’s photos, I never thought I was in the presence of a pseudo-metropolis just like many other western cities.
Exterminated steppes, sandy deserts and snow-capped mountains are confined far beyond the edge of the urban extension of an idle city, breathing in the unbridled rhythm of capitalism and the negative influence it has on civilizations and peoples.
Everything is different, as it was half a century or so ago: and there are silent witnesses  as the photographs and tales of those who have experienced this change on their own skin.
Communicating with natives is not easy: if you don’t speak Kazakh or Russian or one of their dialects, there is no way to comunicate because English is a non-widespread language. In restaurants or bars, you can talk to the staff, but only with regard to catering topics.
After the USSR’s dissolution in the 1990s and 1991s, the various states were born to the south of the former Great USSR, rich in culture and natural wealth, which is the case of Kazakhstan and its new capital Astana, contributed to the birth of a certain well-being which, in my opinion, is not distributed in an adequate and regualar manner.
It is a fact: poverty, destitution, lower social classes… are also here a reality that stings the soul.

I try to mentally immagine these places as they were decades ago, but it is not easy even if the archive images help the imagination. Perhaps I had a more precise and fulfilling idea,  traveling to Shchuchinsk and the Burabay district, between lakes and mountains that remember me of Switzerland. But I wish to come back with more time; to go far away from the cities, where you can dip youself in what is the true nature of these wild places!
But basically, I am here precisely because of Kazakhstan’s economic opening up to international partnerships. And a good example is Norman Foster, a world renowned British architect who is the creator of the curious “Palace of Peace and Reconciliation” (and many others), a structure that leaves the visitor with so many questions. Although it was not allowed because of a political meeting, thanks to the young Kamila (a security officer), we were able to visit the building. It is a certain emotion to think that in that circular room, suspended in the middle of the pyramid, every two years meet representatives of all religions of the world. But to make it even more emblematic of this place are the noises that relate the symbolism linked to our star in the heaven, and the veneration of the same: the Sun. In fact, we find the symbol of the pyramid linked to the Templars up to those of the Freemasonry… but I’ll stop here. You could write so much!
Indeed, contemplating architectural works is a kind of “nail-minded” considering that my husband is an architect and I sometimes follow him right in his professional itinerary.
I could bring an extreme comparison, which I have already learned and followed in its evolution, in the Arab Emirates and the city of Dubai.
Astana is really huge: extended urbanistically, built in height to “capture” with the imperiousness of its palaces, the visitor’s eye.
It is well-known that its economic well-being is mainly due to mining resources, including oil and gas (especially in the Caspian Sea area), uranium, zinc, silver, lead, chrome, copper, gold and many other less known. But to benefit, it is always the small part of the “Dominants”.
By now the yurts and caravans belong to the narrative of collective memory.
It is a fact that 21st century technology allows rapid urban development, where there are specific interests, always linked to the economic factor.
This kind of development is not found in some poor states of Africa or in certain rural regions of India. Urban development is where we find the pecuniary interest, which then creates a dependency situation, a sort of Ouroboros of the eternal return, the beginning after the end, which will lead to the destruction of many other values on which it should be able to refer to present and future humanity.

Somewhere I read this sentence that deeply impressed me, once again I’m wondering when the change could take place, and whether to reach it humanity must be a kind of Phoenix: to rise from its ashes.

“When the mob governs, man is ruled by ignorance; when the church governs, he is ruled by superstition; and when the state governs, he is ruled by fear. Before men can live together in harmony and understanding, ignorance must be transmuted into wisdom, superstition into an illuminated faith, and fear into love.“

 

…oOo…

 

Non mi sarei mai sognata di raggiungere questa nazione a cavallo tra l’Oriente e l’Occidente, dove la capitale Astana è situata nella parte settentrionale del Kazakhstan che è il nono paese al mondo per estensione. Le province occidentali di Atyrau e Manystau si affacciano sul Mar Caspio, la maggior parte del territorio è costituito da steppa priva di alberi con prati e aree sabbiose e deserti di incredibile bellezza. Vi sono poi grandi aree forestali che comprendono canyon di roccia, e poi ancora alte montagne innevate e laghi cristallini. La provincia settentrionale chiamata Saryarka rientra nella lista dei patrimoni mondiali dell’UNESCO.
Il Kazakhstan non è (apparentemente non ancora) nella lista delle ambite destinazioni turistiche, ma merita d’essere visitato anche solo per la sua cultura, la tradizione e l’accoglienza delle etnie che ci vivono.
Il Kazakhstan al nord confina con la Russia per quasi 7000 km, al sud col confine del Mar Caspio, per pochi chilometri con il Turkmenistan, l’Uzbekistan, il Kirgistan, la Cina e nel piccolo angolo più ad est, con la Mongolia. E lì si ergono i monti Altai con il Monte Belukha di 4506 metri d’altezza, che è il più alto della catena. Questa è anche l’area che attrae il maggiore numero di turisti amanti della montagna.
Anche se avevo visto delle foto di Astana, non avrei mai pensato di trovarmi al cospetto di una pseudo metropoli al pari di molte altre città occidentali.
Le sterminate steppe, i deserti sabbiosi e le montagne innevate sono confinate ben lontano dai margini dell’estensione urbana di una città che freme, respira al ritmo sfrenato del capitalismo e dell’influenza nefasta che questo ha su civiltà e popoli.
Tutto è diverso, da com’era mezzo secolo or sono: e ne sono testimoni silenti le fotografie e racconti di chi ha vissuto questo cambiamento sulla propria pelle.
Il comunicare con i nativi non è semplice: se non parli il kazaco il russo o uno dei loro dialetti, non c’è modo di conversare in quanto l’inglese è una lingua non molto diffusa. Nei ristoranti o bar, si riesce a parlare con il personale, ma solo per quanto concerne l’ambito.
Dopo la dissoluzione degli URSS negli anni 1990-91, sono nati i vari stati al sud della ex grande URSS, stati ricchi di cultura e di ricchezze naturali che, è il caso del Kazakhstan e della sua capitale Astana, hanno contribuito alla nascita di un certo benessere che, a mio avviso, non è però distribuito in modo adeguato e uniforme.
È un dato di fatto: povertà, indigenza, ceti sociali inferiori… sono anche qui una realtà che punge nell’animo.

Cerco di concepire mentalmente questi luoghi com’erano decenni or sono, ma non è semplice anche se le immagini d’archivio aiutano l’immaginazione. Forse un idea più precisa e appagante l’ho avuta nel viaggio verso Shchuchinsk e nel distretto di Burabay, tra laghi e montagne che ricordano la Svizzera. Ma desidero ritornarci con più tempo a disposizione; lontano dalle città, ci si può immergere in quella che è la vera natura di questi luoghi ancora selvaggi!

Ma in fondo sono qui proprio a causa dell’apertura economica del Kazakhstan verso collaborazioni internazionali. Un bel esempio è Norman Foster, architetto britannico di fama mondiale, il quale è l’artefice del curioso palazzo “Della Pace e della Riconciliazione” (e molti altri ancora), struttura che lascia il visitatore con tanti interrogativi.
Anche se non era permesso a causa di un meeting politico, grazie alla giovane Kamila (impiegata della sicurezza), abbiamo potuto visitare la struttura. È una certa emozione pensare che in quella sala circolare, sospesa nel mezzo della piramide, ogni due anni s’incontrano i rappresentanti di tutte le religioni del mondo. Ma a rendere ancora più significativo questo posto, sono i rumori che riferiscono del Simbolismo legato all’astro celeste e alla venerazioni dello stesso: il Sole. Troviamo in verità il simbolo della piramide legato ai Templari e a quelli della Massoneria… ma mi fermo qui. Si potrebbe scrivere tanto…
In verità, contemplare le opere architettoniche è una sorta di “chiodo mentale” considerando che mio marito è architetto e che io a volte lo seguo proprio nel suo itinerario professionale.
Potrei portare un paragone estremo, che ho già vito e seguito nella sua evoluzione, ad esempio negli Emirati Arabi e la città di Dubai.
Astana è davvero enorme: estesa urbanisticamente, costruita in altezza per “catturare” con l’imperiosità dei suoi palazzi, l’occhio del visitatore.
È risaputo che il suo benessere economico è principalmente dato dalle risorse minerarie, tra cui petrolio e gas (specialmente nella zona del Mar Caspio), uranio, zinco, argento, piombo, cromo, rame, oro e diverse altri meno conosciuti. Ma a beneficiarne, è sempre la piccola parte dei “Dominanti”.
Ormai le yurte e le carovane appartengono alla narrativa della memoria collettiva.
È un dato di fatto che la tecnologia del XXI secolo permette uno sviluppo urbanistico rapidissimo, laddove esistono degli interessi specifici, sempre legati al fattore economico.
Questo tipo di sviluppo non lo troviamo in taluni stati poverissimi dell’Africa o in certe regioni rurali dell’India. Lo sviluppo urbanistico lo troviamo dove c’è l’interesse pecuniario, che poi genera una situazione di dipendenza, una sorta di Ouroboros dell’eterno ritorno, dell’inizio dopo la fine, che porterà alla distruzione di molti altri valori sui quali dovrebbe poter fare riferimento l’umanità attuale e futura.

Da qualche parte avevo letto, questa frase che mi ha profondamente colpito, ancora una volta chiedendomi quando il cambiamento potrà avvenire, e se per raggiungerlo l’umanità dovrà essere una sorta di Fenice: risorgere dalle sue ceneri.

“Quando governa la folla, l’uomo è governato dall’ignoranza; quando governa la chiesa, è governato dalla superstizione; e quando è lo Stato a governare, è governato dalla paura. Prima che gli uomini possano vivere insieme in armonia e comprensione, l’ignoranza deve essere trasformata in saggezza, la superstizione in una fede illuminata e la paura nell’amore.”

La libélula mecánica y el averiguador * Arturo Monterroso

ISBN 978-9929-42-210-0

Ten years have passed and Isabel and Inés have grown up: do you remember the young protagonists of the novel La Mosca Dragon?
Arturo Monterroso brings us back to Guatemala, still full of political strokes, bloody attacks where drug traffickers, soldiers and those who make little money, say how to run terror.
This time, the protagonist is something that resembles a small insect that looks a lot like Maruca and Enriqueta’s Dragonfly in Tecpán: its code name is Rx566SL-REAPER.

There are a thousand possibilities where even the most trivial situation might be the cause of a shootout; but following the intimidation that happened that night, Antonio, father of Inés and Isabel, decides to bring his wife Nina and his daughters for some time to Gertrudis, a relative of theirs.
A week after having moved to Aunt Gertrudis’ house, Antonio and his family were invited to lunch at San Lucas in the house of the engineer lquijay, and this is where the Rx566SL-REAPER appears during a walk in the garden of the villa.
Young engineer Manuel, Inés and Isabel’s friend, will be a valuable ally in finding out how it is made and what it is, by means of an electronic scanning microscope.

The pungent irony of the author takes shape in the conversations of the characters where the raw Guatemaltecan reality of each day (and of many other countries) is defused. On the one hand, pretenses for shooting during the festivities of a thousand different Saints, on the other hand, he is able to ridicule those who must support foreign technology by possessing a cell phone.
Moreover, the improvised investigator Don Ramiro, well personify sarcasm when he speaks to his young helper Amadeo. A hit man commissioned Don Ramiro to find Adelaida Prado, while Inés and Isabel are as well on Adelaida’s traces.
The young anthropologist Adelaida, kept hidden by Maruca and Enriqueta in Tecpán in the novel of the La Mosca Dragon, returned after years of political asylum in Mexico, in fact, she was not a subversive, but was only guilty of not having accepted the advances of Cifuentes Ortiga. Nevertheless, why are they looking for her again?
Then, the characters are intertwined: from American Zachary Collum, a gringo veteran, who has to leave his dog Henry in custody to someone before leaving for the United States. The poor black dog passes from hand-to-hand to finish with those of David Garrett (not the famous violinist), manager of the Jaguar Nook Restaurant, which then leaves him to Antonio, who finds himself as animal rights activist almost by accident.
In the story does not go unnoticed the D2 intrigues, the Guatemalan FBI, and the dirty chores of General Cifuentes that eventually die and no one knows who murdered him.
But the final remains a question, why would Rx566SL-REAPER be recovered? And who had driven it and with what purpose? And if it was Alfredo Nottembaum, Carlos Lahsen’s partner, and Luisa’s father-in-law? He had been funding the putsch in 1989… and he’s portrayed in the photograph of the conservative members of the Coffee Club along with Carlos!
A novel to read by keeping the breath, written with sincerity and humor, in which true human values are reported as opposed to violence and crime.
I like Monterroso’s style of naivety, as if it were his inner child to dictate words, knowing how to describe a variety of situations while maintaining a candid, though meticulous, language until the last detail.
Even this novel is suitable as well for a young audience, I also recommend it for educational purposes as it (unfortunately) deals with situations that are always up to date… everywhere on this planet!

…oOo…

Sono trascorsi una decina d’anni e Isabel e Inés sono ormai cresciute: ve le ricordate le giovani protagoniste del romanzo La Mosca Dragon?
Arturo Monterroso ci riporta alla Guatemala di sempre, ricca di colpi di scena politici, di attentati sanguinosi dove i narcotrafficanti, i militari e quelli che fan soldi in malo modo, la san lunga sul come far scorrere terrore.
Questa volta, il protagonista è un qualcosa che ha l’aspetto di un piccolo insetto che assomiglia parecchio alla Mosca Dragón di Maruca e Enriqueta a Tecpán: il suo nome in codice è Rx566SL-REAPER.

Sono mille le possibilità dove anche la più banale situazione potrebbe essere ragione di una sparatoria; ma a seguito delle intimidazioni accadute quella notte, Antonio, papà di Inés e Isabel, decide di portare la moglie Nina e le figlie per qualche tempo da Gertrudis una loro parente.
Una settimana dopo essersi trasferiti da zia Gertrudis, Antonio e famiglia sono invitati a pranzo a San Lucas nella casa dell’ingegnere lquijay, ed è qui che durante una passeggiata nel giardino della villa appare la Rx566SL-REAPER.
Il giovane ingegnere Manuel, amico di Inés e Isabel, sarà un prezioso alleato nel riuscire a scoprire come è fatto e a cosa serve, per mezzo di un è un microscopio elettronico a scansione.

L’ironia pungente dell’autore prende corpo nei colloqui dei personaggi dove viene sdrammatizzata la cruda realtà guatemalteca (e di molti altri paesi) di ogni giorno. Da una parte i pretesti per i festeggiamenti di mille diversi santi, dall’altra il saper ridicolizzare chi deve per forza sostenere la tecnologia straniera possedendo un cellulare.
E il sarcasmo è ben personificato da Don Ramiro, improvvisato investigatore, quando si rivolge a Amadeo il suo giovane aiutante. Don Ramiro è stato incaricato da un sicario di ritrovare Adelaida Prado, mentre sulle tracce di Adelaida si sono messe anche Inés e Isabel…
La giovane antropologa Adelaida, tenuta nascosta da Maruca e Enriqueta a Tecpán nella storia La Mosca Dragon, ritornata dopo anni di asilo politico in Messico, in verità non era una sovversiva, ma era solo colpevole di non aver accettato le avances di Cifuentes Ortiga. Ma perché ora la stanno di nuovo cercando?

Poi i personaggi si intrecciano: dall’americano Zachary Collum, un gringo veterano, che deve lasciare il suo cane Henry in custodia a qualcuno prima di partire per gli Stati Uniti. Il povero cane nero passa di mano in mano per finire in quelle di David Garrett (non il famoso violinista), gestore del Ristorante Jaguar Nook, che lo lascia poi ad un Antonio ritrovatosi animalista quasi per caso.
Nella storia non passano inosservati gli intrighi con la D2, l’FBI guatemalteca, e le sporche faccende del generale Cifuentes che alla fine ci lascia le penne, non si sa bene da chi assassinato.

Ma al finale resta un dubbio, perché Rx566SL-REAPER doveva essere recuperata? E chi l’aveva azionata e con quale scopo? E se fosse stato Alfredo Nottembaum, il socio di Carlos Lahsen e suocero di Luisa? Era stato lui a finanziare il Colpo di Stato nel 1989… e lui è ritratto nella fotografia dei membri conservatori del Coffee Club assieme a Carlos!

Un romanzo da leggere trattenendo il fiato, scritto con sincerità ed umorismo, nel quale sono riportati i veri valori umani in contrapposizione alla violenza e criminalità.
Mi piace lo stile di Monterroso per l’ingenuità, quasi fosse il suo bambino interiore a dettare le parole, nel saper descrivere svariate situazioni mantenendo un linguaggio candido sebbene minuzioso fino all’ultimo dettaglio.
Anche questo romanzo è adatto ad un pubblico giovane e adulto, lo raccomando anche a scopo didattico in quanto tratta di situazioni sempre attualissime… ogni dove su questo pianeta!

 

What about some USA vacations?

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My girl and I were planning this trip since a couple years! Actually, I wanted to go back to these places but as well I desired to share the emotions with my daughter and Sara Luna wanted to share this with her school mate Melissa.
We flew with Swiss from Milano to Zurich and then took the direct flight to Los Angeles.
For the first 5 days, we stayed at Dave and Dede’s House in Burbank. I first met David 38 years ago… the emotion to see him after so long was quite great, but he didn’t change much apart from the color of the hair… They did took good care of us and David showed us around L.A.


We had as well the chance to go to the Hollywood Bowl where the group Pentatonix had a fabulous concert on Sunday, July 2nd. We also had the opportunity to meet people who, unfortunately, because of the short time available, we could not stay with them longer.

The next day, we spend Sara Luna’s 15th birthday at Disneyland… and that was really something special!
We left Anaheim and started our great tour around California, Nevada, Arizona, New Mexico and Colorado.
There is so much to say about the different places we visited, most of all I found California completely changed from what I remember the last time I was in L.A. on Swissair rotations or with my husband.
Driving around with a GPA and a really comfortable car isn’t a big deal. Sara Luna was my co-navigator and we managed to get through (quite) many inconveniences along the way… I guess you have to be open-minded!

Traveling around mainly on highways or country roads, we could find stalls with fresh fruits just collected… fantastic and yummy flavors! But well, when you’re on an adventurous trip, you all time may expect some sort of “strange” things happens. And when you’re terribly tired, you may stumble in your own feets… fortunately without serious consequences, but generate a lot of laughs.

After Santa Barbara and Monterey, where we did our first laundry, we spent one day and a half in San Francisco with the usual sightseeing and shopping (for the girls). The wheater, even if with a warm sun shining, didn’t allow us to bath in the Pacific Ocean. Actually, as far as I recall, even when I used to live in California I never did totally immerse myself into the ocean’s water: for my taste, it’s too cold!

We left Frisco, and we started our “National Parks Adventure”. Well, I admit that if you really are interested in doing something awesome, only for the Kings Canyon and Sequoia you need at least two weeks. It’s such a great place to stay, spend the nights in a cottage in the forest, for example, or taking a camping tent. Unfortunately not having made a previous reservation, there was no place available directly in the park, and we booked for the night outside, in a small town. We went through the Giant Sequoia Nat. Forest on the US180 to Hume Lake and then on US198 South… a breathtaking beauty! These plants are millenary… (fortunately now protected in this park area), impressive is the well-known Mark Twain Tree stump, a 1’350 year (some says is 1’700) old sequoia that was felled in 1891 after a team of two men spent 13 days sawing it. And so lovely, few times, despite the presence of too many humans, we had the joy to see some little animals.

All the way South on US65, we entered US178 and US395. We went all the way through Death Valley on US190 allowing us a couple stops in Furnace Creek (temperature of ~55° Celsius / ~130° Fahrenheit and 18% humidity) and Zabriskie Point. Definitely, this is not a place to camp. Before dipping ourselves into the frantic and chaotic life of Las Vegas, we visited the Red Rock Canyon National Conservation Area which is situated west of L.V.

After getting a singular example of the Las Vegas’ nightlife, which didn’t convince either one of us… the trip continued South in direction of Arizona and Route 66 with a lovely stop in Peach Springs where the girls had their most delicious hamburger (I had to be happy with the homemade french fries). Next stop: Flagstaff.

You can say and write a lot about the Grand Canyon, but each time you’re there you remain silent. Considering the great force of water, the strong winds which are modeling the earth… man can only consider the great gift we have been given! Our marvelous Planet Earth…

But the highlight of this trip was Monument Valley (the Navajo people say in their language: Yá’át’tééh – the spirit of Good). The 3 other times I visited this place in the past, I never could go down on the earth trail… this time, even if the car wasn’t a 4×4, I did it! And it was fabulous… and as well special was the night at the Kayenta Monument Valley Inn.

Next stop, and I regret having paid the entrance fees since I didn’t want to stay in a queue waiting to take a picture of Four Corners, the place where the states Arizona, Utah, New Messico and Colorado meets.
We followed the street US160 and US491 to Dove Creek for the night; next day we visited Mesa Verde but I was disappointed since the Spruce Tree Terrace was closed to visitors and now you have to be accompanied by a ranger to visit the other “pits” of the Puebloan People… and we didn’t have a half day time to do it.
The following afternoon we reached Chinle, inside the Canyon de Chelly National Monument, where we spent one night at the Thunderbird Lodge.
The guided tour inside the canyon was lovely and tiresome, but we enjoyed (there wouldn’t be possible to do it without 4X4).

The Petrified Forest in the Navajo and Apache counties, isn’t exactly what the name says. In effect there isn’t any forest to be seen but in reality, only a few fossils, especially of fallen trees that lived in the Late Triassic period of the Mesozoic era.
Actually, here as well it could be much more to explore, time permitting, since I saw some lovely spots full with colors and little creatures like the collared lizard (which is the largest lizard in the park) seem to look at you with interest.
On road US40 towards the Coconino National Forest and after South through the Tonto National Forest, we arrived in the peripheric of Phonix where I brought the girls for the “last” shopping experience.
After the lovely early afternoon’s drive through the parks, driving the night in direction of the frontier with California, was a nightmare. And a horror was the poor hotel we slept in Blythe… but for 40.- U$ for two rooms (included wi-fi) you can’t say anything.

We had planned the last night at Twentynine Palms, where next morning at 11:00 we should have met my good friends Yvonne and Danilo.
The surprise was great when I saw my son Emanuele Giosuè smiling at me from the door frame. Danilo did it again: he wanted to surprise me taking him in his rotation. Yvonne gave as well a “date-wish”, to be on the Swiss Crew for our flight back home! We enjoyed strolling around Joshua Tree Park and Danilo offered us a night in a luxury hotel in Palm Springs… decorated by the best meal we had during our tour (after the delicacy cooked by Dede and Dave in Burbank)!
Few hours at the Hermosa Beach, and then the drive back to the airport… but the trip in Swiss Business Class was really amazing, giving to the four of us the possibility to rest and get well pampered along the 11 hours flight.
This is one experience to be absolutely repeated!

 

  • Claudine’s novels * i miei romanzi

  • Piccoli passi nella Taiga (not published)

  • Il Segreto degli Annwyn Edizioni Ulivo – Balerna ISBN 978 88 98 018 079

  • The Annwyn’s Secret Austin Macauley London ISBN 9781785544637 & ISBN 9781785544644

  • The Annwyn’s Secret

  • Silloge Poetica “Tracce” – Edizioni Ulivo Balerna

  • Il Kumihimo del Sole – Seneca Edizioni Torino

    ISBN: 978-88-6122-060-7
  • Il Cristallo della Pace – Seneca Edizioni Torino

    ISBN 978-88-6122-189-5
  • Nebbie nella Brughiera – Seneca Edizioni Torino

    ISBN 978-88-6122-055-3
  • I 4 Elementi – Macromedia Edizioni Torino

  • Cats are my inspiration!

  • Remember, transitioning to a plant-based diet that embraces compassion for the animals, your health and our planet isn’t really difficult. You just have to want to do it! For the sake of us all... :-)claudine
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