• Simply… woman

    Sara Luna e Claudine
  • I support ANIMAL RIGHTS

  • me and my girl :-)
  • Mi sento unicamente una "Cittadina del Mondo"
    figlia, madre, amica, compagna, donna...
    Ho viaggiato lungo rotte conosciute ed altre ignote, per lavoro ma anche per curiosità o solo per il desiderio di scoprire nuovi luoghi!
    L'esperienza a contatto con altri popoli, religioni e culture, mi ha insegnato a venerare Madre Natura ed ogni forma di vita che ci conduce a valutare precetti inconfutabili, ma che purtroppo troppi ignorano nel più assoluto egoismo.
    Vi apro le porte del mio mondo virtuale... seguitemi lungo l'itinerante scorrer d'acqua lasciando traccia di vissuto.

  • What to say about Claudine? She is passionate about living a present, balanced and authentic life, with a healthy dose of humor! She loves to travel the world, explore new places, people and food, but equally loves to retreat into silent solitude. She is a writer who follows a hidden path, into an unfamiliar world. If you just surrender and go with her on her eerie journey, you will find that you have surrendered to enchantment, as if in a voluptuous and fantastic dream. She makes you believe everything she sees in her fantasy and dreams. But as well you take a journey to the frozen mountain peaks of the north of Europe, to the crowded sweating streets of Mexico or Africa. Her characters are wonderfully real and wholly believable perfectly situated in her richly textured prose. She’s a lovely person and she writes with exquisite powers of description! She’s simply great! R. McKelley

    ***

    Chi è Claudine? Lei è appassionata nel vivere al presente una vita equilibrata e autentica, con una sana dose di humour! Ama viaggiare per il mondo, esplorare nuovi luoghi, persone e cibo, ma ugualmente ama ritirarsi in solitudine, nel silenzio. E' una scrittrice che segue un sentiero nascosto, verso un mondo sconosciuto. Se solo vi arrendete e andate con lei in questa spettacolare avventura, realizzerete che vi siete confidati all’incantevole, come in un sogno fantastico ed avvolgente. Vi farà credere ad ogni cosa che lei vede nei suoi stessi sogni e fantasie. Ma inizierete anche un viaggio verso le cime ghiacciate del nord Europa, verso le strade affollate del Messico o Africa. I protagonisti sono magnificamente reali e totalmente credibili stupendamente inseriti nella ricca trama di prosa. E’ una “grande” persona e scrive con uno squisito potere descrittivo. E’ semplicemente magnifica.

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Biodiversity to be protected * Biodiversità da proteggere

cattura.

Energy-flow

.

Although the definition of the Ecosystem is a relatively new term, in recent months it has taken on a very important media impact.
The human being is closely connected to Nature, on which he depends for his survival. Without a healthy ecosystem, we would not have water to drink and clean air to breathe.
But nobody thinks about it, at least until an emergency takes over and then everyone is mobilizing in favor of Nature.
We saw it thanks to the “climate strike”, or perhaps even more as a result of the devastating fires that killed over half a billion living creatures and destroyed immense territories of forests and pastures.
With the increase in population, the anthropogenic impact has had devastating effects: scars on the planet that can no longer be healed, even by adopting extreme actions.
Here, however, I don’t want to touch on issues such as “sustainable development”, but I prefer to focus on simpler factors that even a very young person can understand.
Biodiversity not only maintains a functional environment where the ecosystem is balanced and therefore the flows are in dynamic equilibrium. We all remember having studied the “energy flow” and that of the “food chain” at school; the ecosystem is therefore balanced when each element is in place and ensures that primary consumers (herbivores) can feed on the first link in the chain (plants etc.) and then, in turn, be hunted by secondary consumers, the carnivores.
Each ring in the chain has its precise place, we remove a ring and things start not working properly anymore.
The various laws ensure that Biodiversity is protected, but what happens when changes to the law take place which inflicts damage on biodiversity?
Each organism has its place in the “food chain”, but if instead of protecting endangered species we begin to allow their killing, what can be the results?
The reform of the hunting law (Switzerland) will soon be put to the vote, which provides for the possibility of killing wild animals such as the swan, beaver, grebe, lynx or wolf without restrictions.
A demographic decrease in each of these species would have an impact on the entire ecosystem, thus producing further damage to nature that has already deteriorated sufficiently.
Biodiversity provides us with multiple varieties of services, fundamental for human and animal survival. Different organisms are responsible for controlling those invasive or harmful botanical species, maintaining soil fertility and purifying water and air, which in turn also directly affect the climate.
We must, therefore, be able to think beyond the obsolete paradigms that see certain “dangerous” animals and therefore exterminable at will.
It is our ethical duty to act in such a way as not to rage towards Nature, but rather to work to protect and safeguard it… for future generations.

 

…oOo…

Anche se la definizione di Ecosistema è un termine relativamente nuovo, in questi ultimi mesi ha assunto un impatto mediatico molto importante.
L’essere umano è strettamente collegato alla Natura, dalla quale dipende per la sua sopravvivenza. Senza un ecosistema sano, non avremmo acqua da bere e aria pulita da respirare.
Ma nessuno ci pensa, almeno fino a quando subentra un’emergenza ed allora ecco che tutti si mobilitano a favore della Natura.
Lo abbiamo visto grazie allo “sciopero per il clima”, o forse ancora di più a seguito dei devastanti incendi che hanno ucciso oltre mezzo miliardo di creature viventi e distrutto territori immensi di foreste e pascoli.
Con l’aumento demografico, l’impatto antropogenico ha avuto effetti devastanti: cicatrici sul pianeta che non sono più sanabili, neppure adottando azioni estreme.
Qui non desidero però toccare temi quali lo “sviluppo sostenibile”, ma preferisco concentrarmi su fattori più semplici che anche un giovanissimo può comprendere.
La biodiversità non solo mantiene un ambiente funzionale dove l’Ecosistema risulta bilanciato e quindi i flussi sono in equilibrio dinamico. Tutti ci ricordiamo d’aver studiato a scuola il “flusso dell’energia” e quello della “catena alimentare”; l’ecosistema è pertanto equilibrato quando ogni elemento è al suo posto e provvede affinché i consumatori primari (erbivori) possano cibarsi del primo anello della catena (piante ecc.) per poi a loro volta essere cacciati dai consumatori secondari, i carnivori.
Ogni anello della catena ha il suo posto preciso, togliamo un anello e le cose iniziano a non funzionare più in modo corretto.
Le varie leggi provvedono affinché la Biodiversità sia protetta, ma cosa accade quando subentrano delle modifiche di legge che infliggono danni alla biodiversità?
Ogni organismo ha il suo posto nella “catena alimentare”, ma se al posto di proteggere delle specie minacciate iniziamo a permettere il loro abbattimento, quali possono essere i risultati?
Prossimamente sarà messa ai voti la riforma della legge sulla caccia che prevede la possibilità di uccidere senza restrizioni animali selvatici quali ad esempio il cigno, il castoro, lo svasso, la lince o il lupo.
Una diminuzione demografica di ognuna di queste specie, avrebbe un impatto su tutto l’Ecosistema producendo quindi ulteriori danni alla Natura già sufficientemente deteriorata.
La Biodiversità ci fornisce molteplici varietà di servizi, fondamentali per la sopravvivenza umana e animale. Diversi organismi sono responsabili del controllo di quelle specie botaniche invasive o dannose, del mantenimento della fertilità del suolo e della purificazione dell’acqua e dell’aria, che a loro volta influiscono in modo diretto anche sul clima.
Dobbiamo quindi essere in grado di pensare oltre i paradigmi obsoleti che vedono certuni animali “pericolosi” e quindi sterminabili a piacere.
È un nostro dovere etico agire in modo tale da non infierire verso la Natura, ma bensì adoperarci per proteggerla e salvaguardarla… per le generazioni future.

 

Responsible Multinationals * Multinazionali responsabili

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at this link the documented scandals

(language F-D-I)

 

In recent days, in German-speaking Switzerland, the lobby of multinationals began massively spreading untruths on the internet.
With their huge campaign budget (more than 8 million in total), they publish online ads everywhere in order to attract voters on their campaign site, abused as an independent “fact-checking” tool.
In reality, it is indeed Furrerhugi who hides behind this website, the public relations agency close to Glencore and Ruedi Noser, the adviser to the States (Switzerland) who is fighting our initiative on behalf of the multinational lobby. Their goal: to pit hundreds of thousands of voters against our initiative using this false information.

The online German newspaper Republik further revealed that the Tamedia press group, which owns, for example, the “Tagesanzeiger” or “Le Matin Dimanche”, had supported Furrerhugi in the implementation of this campaign. It is true that Tamedia can hope to make a lot of money thanks to the announcements of the lobby of the multinationals placed on their online portals.
I am very worried to see that “independent” press houses, in fact, work so closely with the public relations agency of Glencore and that the lobby of the multinationals tries with such indecency to deceive the voters using this false information.

We must prepare for a very tough voting campaign: winning against the multinational lobby will be a huge challenge, knowing that they plan to massively spread untruths
with more than 8 million francs, and that they benefit from the support of public relations agencies whose proximity to large newsgroups turned out.
I still remain confident, and more and more convinced that we will manage to meet these challenges. Why ?
Because our initiative aims for obviousness: when a multinational like Glencore contaminates rivers or destroys entire regions, so it must be accountable!
Watching the strength of our movement and the incredible number of people who, like you, support us every day gives me great courage. More than ten thousand volunteers mobilize in 300 local committees throughout the country. Entrepreneurs join a committee of the economy in favor of better responsibility for multinationals. The politicians of the bourgeois parties are always more likely not to be intimidated by the lobby of the multinationals and to vote for a YES on the initiative for responsible multinationals. Churches unanimously support our initiative.
Thousands of people have already contributed to our campaign with a donation of 10, 50 or 100 francs and simply make our work possible.
Together, we can win this vote. With strong arguments and by funding our own posters with thousands of small donations. Thanks to the commitment of people like you.

A huge thank you for your support!
With my best wishes,
Dick Marty
The former adviser to States and co-chair of the initiative committee

Responsible Multinational Initiative
Monbijoustrasse 31, PO Box
3001 Bern

 

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a questo link gli scandali documentati

Nei giorni scorsi, nella Svizzera tedesca, la lobby delle multinazionali ha iniziato a diffondere in modo massiccio falsità su Internet.
Con il loro enorme budget per la campagna (oltre 8 milioni in totale), pubblicano ovunque annunci online per attirare gli elettori sul loro sito di campagna, presentato abusivamente come strumento indipendente di “verifica dei fatti”.
In realtà, è proprio Furrerhugi che si nasconde dietro questo sito web, l’agenzia di pubbliche relazioni vicino a Glencore e Ruedi Noser, il consigliere agli Stati che sta combattendo contro la nostra iniziativa a nome della lobby multinazionale.
Il loro obiettivo: indirizzare centinaia di migliaia di elettori contro la nostra iniziativa utilizzando informazioni false.

Il quotidiano tedesco online Republik ha inoltre rivelato che Il gruppo stampa Tamedia, che possiede ad esempio il “Tagesanzeiger” o “Le Matin Dimanche”, aveva sostenuto Furrerhugi nell’attuazione di questa campagna. È vero che Tamedia può sperare di fare molti soldi grazie agli annunci della lobby delle multinazionali collocate sui loro portali online.
Sono molto preoccupato di vedere che editori, “indipendenti” in effetti, lavorano così a stretto contatto con l’agenzia di pubbliche relazioni di Glencore, e che la lobby delle multinazionali cerca con tale indecenza di ingannare il votare usando queste informazioni false.
Dobbiamo prepararci per una campagna elettorale molto dura: vincere contro la lobby multinazionale sarà una grande sfida, sapendo che ha intenzione di diffondere in modo massiccio falsità con oltre 8 milioni di franchi e che beneficia del sostegno agenzie di pubbliche relazioni la cui vicinanza a grandi dimensioni gruppi di notizie si sono rivelati.
Rimango ancora fiducioso e sempre più convinto che noi riusciremo a far fronte a queste sfide. Perché?
Perché la nostra iniziativa mira all’ovvietà: quando una multinazionale come Glencore contamina i fiumi o distruggeintere regioni, quindi deve essere responsabile!
Guardare la forza del nostro movimento e l’incredibile numero di persone che, come te, ci sostengono ogni giorno mi dà un grande coraggio. Più di diecimila volontari si mobilitano in 300 comitati locali in tuttoil paese. Gli imprenditori si uniscono a un comitato dell‘economia a favore di una migliore responsabilità per le multinazionali. I politici dei partiti borghesi hanno sempre più probabilità di non essere intimiditi dalla lobby delle multinazionali e di votare per un SI all’iniziativa per multinazionali responsabili. Le chiese sostengono all’unanimitàla nostra iniziativa. Migliaia di persone hanno già contribuito alla nostra campagna con una donazione di 10, 50 o 100 franchi e hanno semplicemente reso possibile il nostro lavoro. Insieme, possiamo vincere questo voto. Con argomentazioni forti e finanziando i nostri poster con migliaia di piccole donazioni. Grazie all’impegno di persone come te.

Un enorme grazie per il tuo sostegno!
Con i migliori saluti,
Dick Marty
Ex consigliere agli Stati e co-presidente del comitato d’iniziativa

Iniziativa per delle Multinazionali responsabili
Monbijoustrasse 31, casella postale
3001 Berna

“Fase finale: non c’è possibilità di ritorno”

FridaysForFuture

(English) To order the publication with my short contribution

La generazione precedente, la mia per intenderci, ha originato una situazione climatica instabile che è esplosa all’improvviso in una vera e propria emergenza globale.
È stata un’onda d’urto, uno shock tale da scuotere in modo irreversibile le generazioni dei più giovani, ma non solo loro.
È accaduto inaspettatamente: il raggiungimento della “massa critica” prospettata già nell’ultimo decennio, ha raggiunto l’apice e l’effetto palla di neve ci ha colpiti lasciandoci basiti.
Non possiamo far retrocedere il Tempo, non possiamo riparare ciò che è stato compromesso, ma possiamo provvedere affinché non vengano più perpetrati danni all’ambiente.
Ricordo le parole di Paul Hawken di qualche anno fa il quale nel suo “Blessed unrest”, riferiva:
“Siamo persone che desiderano una società più giusta e pacifica, un’economia etica, uno sviluppo ecosostenibile, un’umanità più consapevole. Siamo milioni, in tutto il mondo, auspichiamo stili di vita più sani e autentici, ispirati ai valori della pace, dei diritti umani, dell’ambiente, della qualità della vita, delle relazioni consapevoli e costruttive, della crescita personale e spirituale.”
Alla fine del filmato, seguiva un’interminabile lista di associazioni, fondazioni, società, cognomi e nomi… i quali avevano aderito alla sua “visione” per un mondo migliore.
Quindi doveva accadere prima o poi, non poteva continuare con i ritmi di crescita sfrenata ed irresponsabile degli ultimi decenni.
Certo, possiamo attribuire la colpa ai governi, alle multinazionali, alle Lobby, ai fabbricanti… ma con umiltà dovremmo smetterla di puntare il dito verso gli altri e verificare a fondo i nostri stessi comportamenti. Nessuno è esente da errori comportamentali dobbiamo avere l’onestà di ammetterlo.
I paradigmi della nostra società del consumo ci hanno portato ad una situazione di profondo disagio etico-personale, iniziando dai giovani che si sono finalmente ribellati in modo inatteso.
A scandire il “la” vi è stata Greta Thunberg, poi seguendo il suo esempio, altri si sono riversati nelle strade e piazze, sul web, un fiume in piena che ha esondato tutto e tutti. E la massa di contestatori continua a crescere a vista d’occhio.
Anche se molti di noi (vecchi), già avevamo da qualche tempo iniziato a ribellarci scrivendo il malanimo sui social, pubblicando ricerche scientifiche o quant’altro, l’effetto è sempre stato tiepido e costellato da censure di certi social o addirittura denunce penali.
Siamo stati in qualche modo frenati dall’esprimerci, temendo d’essere giudicati in malo modo, con il timore di perdere il lavoro e di mettere nel ridicolo le nostre famiglie.
Io sono da sempre stata una ribelle, nel senso buono della parola, ma le paure acquisite da un’istruzione famigliare severa e da condizionamenti scolastici e sociali, mi hanno tarpato le ali.
Ognuno di noi è inserito in un modello specifico, un ingranaggio nel quale la sua funzionalità è però implicita, vedi non vitale, e quindi può essere “sostituito” con facilità.
L’essere umano in primis è diventato una sorta di attrezzo, che quando non è più operante secondo precisi parametri, viene sostituito. A volte sono altri giri viziosi che portano alla non funzionalità del soggetto, subentra malattia, depressione e questo crea aumenti nelle spese della sanità.
L’aumento esponenziale della disoccupazione o sottoccupazione sta generando squilibri importanti; il sistema sociale (nello specifico mi riferisco a quello della Confederazione Svizzera), vacilla e per quanto si possa sperare, di questo passo non terrà ancora per molti anni.
Si parla degli attuali giovani ventenni che tra una decina d’anni non avranno più una sicurezza assicurativa per la rendita vecchiaia; le spese delle Casse malati obbligatorie continuano ad aumentare, raggiungendo cifre esorbitanti (tra i 500.-/600.- euro mensili per persona adulta).
Gli aumenti dei costi sono diventati un vortice vizioso che non può essere frenato se non con delle riforme drastiche e radicali.
Penso che la quasi totalità delle nazioni mondiali, non solo quelle di Paesi del Sud, si trovano in situazioni analoghe ma ben peggiori dove la gravità del momento mette a rischio la stabilità dei governi reggenti.
Il malessere è palpabile e ovunque, nascono gruppi di opposizione che, grazie al web, raccolgono enormi adesioni e sostegno.
Ci siamo accorti che abbiamo oltrepassato il punto del “no-return”.
Gli incendi in Amazzonia, di causa antropica per far posto alle culture di foraggio per animali da reddito, quelli dell’Australia in parte causati da piromani e quelli dell’estremo nord dell’Alaska, Canada, Groenlandia e Siberia generati dall’auto-combustione dovuta del suolo inaridito originati dall’innalzamento della temperatura, stanno rilasciando nell’aria enormi quantità di CO2 che innescano un circolo vizioso in quanto il CO2 fa innalzare la temperatura dell’aria e quindi genera nuove auto-combustioni.

Nell’area attorno e oltre il circolo polare artico, lo scioglimento dei ghiacci causa un riversamento delle acque nel mare e di conseguenza la diminuzione della superficie creando disagi specialmente alla fauna locale nonché a quelle minoranze etniche che lì vivono.
Non sono una geologa o specialista in materia, mi limito a citare quanto scienziati e meteorologi hanno più volte ribadito in interviste o trattati scientifici (vedi IPCC Organismo delle Nazioni unite per la valutazione della scienza relativa ai cambiamenti climatici che fornisce valutazioni periodiche delle basi scientifiche del cambiamento climatico, dei suoi impatti e rischi futuri).
Ora, bisogna agire in modo rapido e portando determinazione nell’applicare le azioni proposte per l’adattamento e la mitigazione.
Certo, i giovani del “Fridays for Future” con i loro scioperi, seguendo il coraggioso esempio di Greta Thunberg, hanno finalmente fatto ciò che andava fatto: avviare una protesta globale che potesse coinvolgere veramente tutti, in modo indistinto di nazionalità, colore della pelle, lingua, religione o appartenenza politica.
Questi giovani sono la forza trainante per questo movimento atto a proteggere il nostro pianeta dalla crisi climatica. Il messaggio è forte e chiaro: non c’è più tempo da perdere. Tutti i capi dei singoli governi devo agire per salvare il pianeta, ora, immediatamente.
Non stiamo parlando di mettere delle pezze qua e là per riparare i danni commessi nei secoli trascorsi, stiamo parlando della nostra unica casa, del Pianeta Terra!
Ogni singolo abitante del pianeta, senza distinzioni, dovrebbe prendere coscienza della situazione e portare un primo basilare cambiamento iniziando da sé stesso.
Le nostre abitudini sono sempre discutibili; ho la fortuna di vivere in una nazione privilegiata dove a livello sociale godiamo di grandi vantaggi.
Non dobbiamo dare tutto per scontato, anche nel mio paese, le brutte abitudini sono radicate nell’incoscienza degli individui ed appare difficile sradicarle. L’uomo ha tendenza a sempre cercare di giustificare ogni sua azione, a discapito di un cambiamento sostanziale che avrebbe già potuto avere inizio decenni or sono.
Evidentemente non possiamo andare contro corrente, ma possiamo cercare di applicare delle modifiche laddove, e ne siamo coscienti, il nostro comportamento genera una catena di altri problemi.
Ho già affrontato il problema dell’alimentazione più volte apertamente nel mio blog.
È ostico cercare di far passare un messaggio che porta un individuo a confrontarsi con l’orribile sofferenza di un animale da macello.
L’uomo vuole cibarsi di carne/pesce. Lo fa da sempre, dall’origine dei tempi. 40.000 anni or sono, non c’erano le scelte alimentari che abbiamo oggi, la sopravvivenza era legata ad una legge chiara: uccidere per non essere ucciso e ci si doveva sfamare per sopravvivere, mentre i più deboli perivano.
Ma non voglio tediare il lettore con la storia occorsa nelle migliaia di anni trascorsi; se al giorno d’oggi è scientificamente provato che “l’impronta ambientale” è data da molti fattori sommati gli uni agli altri, quello dell’alimentazione è di gran lunga il più incisivo.
Con mio marito ci battiamo da tempo su questo frangente, ed è evidente che le Lobby legate all’allevamento del bestiame (anche qui nel nostro piccolo cantone dove viviamo), sono avversari molto subdoli che hanno la facile abitudine di travisare e utilizzare per i propri scopi ogni azione avversa impiegata per la difesa degli animali.
L’attuale tematica dei “grandi predatori” e una modifica della legge federale che ne permetterebbe l’abbattimento a vista ad esempio dei lupi, è degenerata in una diatriba che vede noi difensori del lupo come “i cattivi di turno” e sono addirittura arrivati ad augurarci di dover subire la ferocia sanguinosa di questo povero canide.
È quindi molto difficile discutere con persone che sono premunite e che pensano d’essere nella ragione. Forse a livello culturale primitivo, vedono ogni animale un bene da essere allevato, macellato ed in seguito essere venduto.
Sappiamo anche che le attuali deforestazioni per mezzo del fuoco nell’Amazzonia, sono opera di chi necessita di territorio da adibire a monoculture di soia per ricavare foraggio.
Un circolo terribilmente vizioso, lo dicevo più sopra: se c’è consumo di carne, c’è aumento della richiesta di foraggio e quindi aumenterà conseguentemente anche la necessità di disporre di territorio per queste coltivazioni. E si continuerà a dar fuoco al Polmone del pianeta.
Un cane che si morde la coda.
Ma se ci fosse consapevolezza, ad esempio maggiore sensibilità e un cambio radicale delle abitudini, ecco che possiamo sperare in un cambiamento.
Non dico che tutti devono diventare vegetariani o vegani, anche se quest’ultima potrebbe essere la soluzione più felice, ma si può diminuire il consumo di carne/pesce e prodotti derivanti.

Altro fattore preoccupante è la plastica presente quale micro particelle oramai anche nella pioggia.
Si stima che tra gli 1.15 e 2.41 milioni di tonnellate di plastica sono convogliate annualmente da fiumi verso gli oceani.
Molta di questa plastica è resistente e viene trascinata per mezzo delle correnti marine verso l’oceano Pacifico e ha creato il “Great Pacific Garbage Patch”.
Quest’enorme isola di detriti galleggiante è costantemente variabile nella forma e posizione, in quanto viene influenzata dai venti e dalle correnti.
Ho letto e visto dei filmanti molto toccanti che mostrano persone intente a ripulire manualmente diverse spiagge dai rifiuti presenti, certamente questo potrebbe essere un buon primo passo. Ma a cosa serve impiegare tempo incalcolabile e risorse umane se a monte, l’uomo non impara ad evitare di gettare immondizia (di ogni tipo) nella natura?
È questo solo un fatto culturale, oppure è l’ignoranza delle conseguenze, oppure ancora la deliberata maleducazione della gente?
Nel mio paese siamo culturalmente ben scolarizzati, sappiamo perfettamente quali sono le conseguenze del gettare dall’auto in corsa una lattina di birra o una bottiglietta di coca-cola vuote.
Sommando, considero che si tratta di un gesto deliberato, egoistico e privo di ogni rispetto verso gli altri e (peggio ancora) verso la Natura.
Senza dimenticare i fuochi accesi all’aperto per bruciare rifiuti vari, principalmente residui agricoli che oltre ad immettere CO2 nell’aria portano a rischi di incendio in zone limitrofe ai boschi.
Va poi citato anche il rapporto federale dell’ambiente (Confederazione Svizzera): è stata misurata la presenza nelle acque di falda freatica non solo di pesticida e diserbanti, ma anche di metaboliti e antibiotici assunti da umani e animali.
Abbiamo annualmente il “Clean-up day” dove diverse associazioni non profit si impegnano a creare gruppi d’azione sul campo. Purtroppo, ogni volta, constato che a partecipare sono sempre le solite persone con una sensibilità ambientale marcata. Gli altri, si scusano adducendo all’aver assunti altri impegni inderogabili, malgrado queste manifestazioni sono annunciate con sufficientemente tempo onde permettere una pianificazione soggettiva.
Menefreghismo? Indifferenza? Mancanza di cultura ecologica?
Da anni cerco di convincere i colleghi di lavoro a prestare maggiore attenzione alla causa animalista, alle azioni di protezione della natura, alle manifestazioni dedite a delle cause ecologiche. È come soffiare dentro un trombone rotto: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!
Cerco sempre di farmene una ragione, relativizzando, ma se non si crea sensibilità, se non riusciamo dal nostro piccolo a convincere gli altri attorno a noi, è preoccupante.
Mi sono posta più volte la domanda: qual è la spinta motivazionale che porta un individuo a compiere scelte specifiche? Si tratta di un “codice genetico” nel DNA? O è forse una questione “karmica” legata alla filosofia buddhista? Conta l’istruzione scolastica oppure sono più importanti gli insegnamenti impartiti dai propri genitori?
Mi risulta quindi molto difficile dare delle risposte concrete, i fattori esogeni come pure quelli endogeni sono molteplici.
Avendo viaggiamo parecchio, visitando molti paesi del Sud ma anche nazioni estremamente industrializzate, ammetto di non aver visto delle differenze sostanziali.
Di discariche di rifiuti ne ho viste in Africa, nelle Americhe, in Medio Oriente ed in Asia.
Spiagge piene di immondizie, fiumi le cui rive sono arcobaleni di ogni tipo di schifezze, piante sui cui rami sventolano sacchetti di plastica, superfici enormi dove vengono dimenticati ogni tipo di veicoli arrugginiti dal tempo. E qui mi fermo.
Non ci vuole chissà quale fantasia per continuare la lista: ogni lettore faccia mente locale e si guardi attorno.
Certo, di questi tempi la tematica ambientale è stata utilizzata anche (principalmente) a scopi politici durante le varie campagne elettorali.
Nella nostra piccola Svizzera, dove vige la democrazia, certi partiti si sono dati una bella pennellata di verde, chiedendo anche delle “congiunzioni” tattiche con quei partiti fin dall’origine definiti “ecologici”.
Si sono evidenziate strategie che (dovrebbero) poter abbassare le emissioni di CO2, ma non potrà il solo aumento del prezzo della benzina o una tassa sui biglietti aerei cambiare radicalmente il trend.
Gli obiettivi climatici 2030, la Svizzera dovrebbe ridurre tra il 2021-30 le sue emissioni di CO2, con le misure da noi adottate, di almeno il 2% (quindi un – 40%). L’iniziativa dei Ghiacciai prevede inoltre le “zero emissioni” di gas sera (di origine antropica) entro il 2050, attuando quindi gli accordi di Parigi.
Questo sarebbe possibile tramite i pozzi di carbonio che sono tecnicamente fattibili per assorbire e immagazzinare CO2 dall’atmosfera, ma che è tutt’ora in fase di studio (CCS – carbon capture and storage).

Ma cosa dire degli USA, che uscendo sfrontatamente dall’Accordo di Parigi, rilancia il carbone e idrocarburi con il relativo aumento delle richieste sul mercato nazionale?
Essi stanno peggiorando la situazione globale già precaria.
Altri governi corrono agli armamenti, la fabbricazione anche di armi nucleari continua.
Pare proprio che abbiamo troppe persone insensibili ai vertici dei governi, delle multinazionali, delle Lobby.
Chi si oppone allo stato attuale sono, anche da noi, sempre gli stessi: associazioni e ONG a difesa della natura, degli animali, delle minorità sociali, gruppi di giovani e meno giovani, idealisti che fermamente credono che da qualche parte, seppur recondita, nell’essere umano dovrebbe esserci un “qualcosa” che ci dovrebbe portare all’autopreservazione, alla sopravvivenza.
Fortunatamente lo scorso sabato 28 settembre, eravamo in 100.000 a Berna, davanti al Palazzo Federale, a protestare affinché i nostri politici facciano qualcosa di concreto a favore del clima.
Con l’intervento del WWF, Pro Natura e altri, sono stati organizzati dei vagoni per un treno diretto da Lugano per Berna.

È arrivato il momento di ribellarci!

 

The IUCN calls for halt to species decline by 2030

With urgent need, I share the post of “in the shadow of the wolf”.
The International Union for Conservation of Nature reminds us that the emergency must be taken with extreme urgency.
The current crisis, without previous analogues, must absolutely lead us to launch immediate conservation laws so that the bio-diversity is also guaranteed in the future. The governments of the world have been called upon to intervene with the utmost urgency to avoid extinctions of endangered animals caused by man.
                                                                …oOo…

Con necessità impellente, condivido il post di “in the shadow of the wolf”.
L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, afferma che l’attuale emergenza dev’essere presa con estrema urgenza.
La crisi nella quale ci troviamo non ha precedenti analoghi, ci deve assolutamente portare a varare immediate leggi di conservazione affinché la bio-diversità sia garantita anche in futuro. I Governi del mondo sono stati chiamati ad intervenire con la massima urgenza onde evitare estinzioni di animali in pericolo causate dall’uomo.

 

Abu Dhabi, United Arab Emirates, 11 October 2019 (IUCN)

IUCN has issued an urgent call to massively scale up species conservation action in response to the escalating biodiversity crisis. The Abu Dhabi Call for Global Species Conservation Action appeals to the world’s governments, international agencies and the private sector to halt species decline and prevent human-driven extinctions by 2030, and to improve the conservation status of threatened species with a view to bringing about widespread recovery by 2050.

The Abu Dhabi Call, issued at this week’s IUCN Species Survival Commission (SSC) Leaders’ Meeting, urges governments to take emergency measures to save those species at the highest risk of extinction and tackle key threats that are driving population declines and extinctions. These include the lack of incentives for landowners and managers to retain wild species and natural habitats; poor or abusive practices in agriculture, fisheries, and forestry; wildlife crime; emerging infectious diseases; the disruption of water flow; inadequate management of waste and discharges; invasive alien species; and increasingly, climate change and ocean acidification.

“With 2020 comes the opportunity to curb the escalating extinction crisis and invest in a more optimistic future. With this Call, IUCN stands ready to support governments and civil society, including young people, to work for a world in which species are preserved and valued for their intrinsic worth as well as the benefits they offer,” said IUCN Acting Director General Dr Grethel Aguilar. “The IUCN World Conservation Congress 2020 will bring together states, civil society and indigenous peoples to work together towards halting species declines by 2030.”

The Call is the result of more than 300 SSC Leaders coming together in Abu Dhabi on the cusp of 2020, a year that will see critical decisions for the future of the planet taken by policy makers. The United Nations Sustainable Development Goals and the UN Paris Agreement on Climate Change will be reviewed, and the Convention on Biological Diversity will adopt the Post-2020 Global Biodiversity Framework. A new UN legal binding agreement on marine biodiversity in the High Seas is under negotiation. The IUCN World Conservation Congress will amplify this Call, which will then be addressed by the United Nations Heads of State Summit on Biodiversity.

“The Species Survival Commission is the world’s largest network of species scientists and a fundamental contributor to IUCN’s role as provider of the knowledge that underlies nature conservation. They devote their lives, generally on an entirely voluntary basis, to saving species. The high quality of the work of SSC Specialist Groups provides a strong scientific foundation for conservation action. We now appeal to governments to urgently respond to this Call by helping pull species back from the brink of extinction,” said Dr Jon Paul Rodríguez, Chair of IUCN’s Species Survival Commission.

A global Programme of Work on Species Conservation will be launched at the IUCN World Conservation Congress in June next year. IUCN calls on Parties to the Convention on Biological Diversity and the other biodiversity-related conventions to respond by including this Programme in the post 2020 global biodiversity framework and follow up with urgent implementation. At the Congress, governments, civil society and indigenous peoples’ organisations will come together to drive conservation efforts for ‘a just world that values and conserves nature.

“Decisions made in 2020 will define the future of the planet,” said Dr Jane Smart, Global Director of the IUCN’s Biodiversity Conservation Group. “We face a nature emergency. Species are the primary source of income and resources for hundreds of millions of people around the globe; their aesthetic values and spiritual roles provide comfort and inspiration as well as recreation. At this critical moment, the world’s governments must accept responsibility for this emergency and act now to ensure we pass on a rich natural heritage to future generations. This is a unique opportunity to mobilise society and galvanise the necessary action to address the species crisis.”

IUCN also recalls that the global target to bring about the recovery of known threatened species adopted in Nagoya, Japan in 2010 is unlikely to be met, despite substantial efforts from conservationists worldwide. Looking forward, IUCN emphasises the importance of including clear, ambitious targets on species conservation in the Post-2020 Global Biodiversity Framework.

In recognition of the scale of transformative change that is needed, the Abu Dhabi Call for Species Conservation Action encourages governments and donor institutions to allocate substantial additional resources for conservation of species and their habitats.

The IUCN Species Survival Commission is the world’s largest network of species conservation experts with over 9,000 members globally. It is mandated by the Members of IUCN (governments, NGOs, and indigenous peoples’ organisations) to conserve species. This unique body includes biologists, ecologists, wildlife managers, health and social scientists, educators, community representatives, economists and government officials. The Call was developed by SSC Leaders meeting in Abu Dhabi with generous support from the Environment Agency Abu Dhabi.

The Species Survival Commission generates the knowledge for The IUCN Red List of Threatened Species, the world’s most comprehensive information source on the global conservation status of and animal, fungi and plant species. SSC experts have unique insight into the extent to which species are undergoing unprecedented and growing threats from unsustainable human activities, reflected in The IUCN Red List.

For more information or interviews, please contact:

Harriet Brooker, IUCN Media Relations, +44 7960241862, press@iucn.org

Aritzaith Rodríguez, IUCN SSC Media Relations, +54 91123865487, aritzaith.rodriguez@ssc.iucn.org

Links:

The Abu Dhabi Call for Global Species Conservation Action in ENGLISH

The Abu Dhabi Call for Global Species Conservation Action in ARABIC

SSC Leaders’ Meeting 2019

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Saturday September 28th. 2019: I was there, in the Federal Square Bern

 

 

Klimastrike.ch.bern.28.9.2019

 

 

100,000 participants: they were so numerous that only a part was able to enter the large square, in front of the imposing Federal Palace where decisions of vital importance are made, for Switzerland, but not only.
In 19 days Switzerland will vote: with this strike, the people have shown that a change is necessary and urgent.

The “Climate Strike” event (which was attended by over 80 organizations and groups) showed that climate problems are a PRIORITY for the entire society.
The Federal Parliament will be re-elected and the time has come for Switzerland to make its policy more respectful of the climate by countering those that hinder this process!
We have been (and are) a river in flood, an unstoppable movement for the climate, that includes people of every age and social group, of every religion and domicile.
Bern will have to implement the Paris climate agreement and take the necessary steps to do even better than the 1.5 ° target.
Many have reached the capital by railways with trains specially organized for this event, the bravest have arrived on bicycles, others on foot…
We want facts, not vain words and false promises: we want an eco-social transformation of the economy and society, and science supports us.
Each newspaper discusses it: both environmental parties Green and Liberal Green will see an overwhelming progression in the federal elections, this is a certain fact.

…oOo…

100.000  i partecipanti: erano talmente numerosi che solo una parte ha potuto entrare nella grande piazza, davanti all’imponente Palazzo Federale dove si prendono decisioni d’importanza vitale, per la Svizzera, ma non solo.
Tra 19 giorni in Svizzera si voterà: con questo sciopero, il popolo ha dimostrato che un cambiamento è necessario e urgente.

La manifestazione “Klimastreik.ch” (alla quale hanno aderito oltre 80 organizzazioni e gruppi) hanno dimostrato che i problemi climatici sono una PRIORITÀ per l’intera società.
Il Parlamento federale sarà rieletto ed è giunto il momento che la Svizzera renda la sua politica più rispettosa del clima contrapponendosi a quelli che ostacolano questo processo!
Siamo stati (e siamo) un fiume in piena, un movimento per il clima inarrestabile che comprende persone di ogni età e fascia sociale, di ogni religione e domicilio.
Berna dovrà attuare l’accordo di Parigi sul clima e prendere le misure necessario per fare ancora meglio dell’obiettivo di 1,5°.
Molti hanno raggiunto la capitale per mezzo dei treni con convogli organizzati appositamente per quest’evento, i più coraggiosi sono arrivati a bordo di biciclette, altri a piedi…
Vogliamo fatti, non vane parole e false promesse: vogliamo una trasformazione eco-sociale dell’economia e della società, e la scienza ci sostiene.
Su ogni giornale se ne discute: i partiti ecologisti dei Verdi e dei Verdi Liberali riscontreranno una schiacciante progressione alle elezioni federali, questo è un dato certo.

 

Verdi_Liberali_Ticino

 

Let’s start reducing the consumption of meat * iniziamo a ridurre il consumo di carne

Ridurre_il_consumo_di_carne

mucche_(c)ilbernina (c) picture  Bruno Raselli
Claudine published article on  Corriere del Ticino 6.9.2019

It is always very tender to see cows with beautiful horns, grazing among our beautiful pine-covered mountains, then further on, you can also see some streaks of snow that have survived the rise in temperature.
It is also tender to read that over here (in Ticino) the cattles have a name, that they are lovingly cared for if they are sick and that they are fed with first quality fodder and without the addition of antibiotics, growth hormones and other products with doubtful influences on the man who then the meat eats it.

Mr. S. Genini of UCT (Union of Farmers of Ticino and Agricultural Secretariat) explains very well the situation in our country, including the free trade agreement that the European Association (Aels) is entering into with Mercosur.
We all know, at least even this is a fact, that the increase in CO2 is also due to intensive farming (and there are everywhere, not only in the Americas).
The harrowing images of the Amazon where the fire is devouring second after second the “lung of our planet”, do not need explanations. And yet, to satisfy the need to consume meat, people no longer look at quality but at quantity.

When they pass in front of the meat counter, they look first at the price tag, forgetting how much suffering and horror is hidden behind each piece displayed in a good view.
And here we have no differences: the piece of local organic meat or that of intensive slaughtering of meat, both were living creatures.
Perhaps we should all ask ourselves questions: is there really a “human” method for raising an animal that is then slaughtered?
Who lingers in front of the counters with exposed meat products, it does not matter if salami rather than steaks, did he/she ask himself who was the creature from which was the finished product extracted? Was it called “Bella” or “Bruna” or was it just a mass of product to be slaughtered without a name, enclosed in an iron cage where it could not even move?

Perhaps if we really want to do something intelligent for the planet, for our health, we could start reducing the consumption of meat and products derived from animals.
It is a question of choice, quality of life, not only for the animals but also for us: animals that are moving on two legs.

[My article was written in response to another appeared in the press, rather aimed to claim at the increasing costs of meat in Switzerland… since people buy cheaper foreign meat. For this reason, I use mockery tones…]

 

Amazonia: the planet’s lung is burning

https://secure.avaaz.org/campaign/it/amazon_apocalypse_loc/?feTnKab&fbogname=Alberto&fbclid=IwAR3RA8tkKCUXrnLCQQO2gogPcLTTJz5ymK-t6hEO5-giEN0R8UEBksqQ1JI

 

The Amazon is being cleared to grow soybeans. That soy is almost exclusively harvested and exported to feed livestock on factory farms around the world, an easy and cheap way to feed animals and get them fat for slaughter quickly.

It is the world’s appetite for beef that is fuelling the fires in the Amazon.

 

This is the beginning of the apocalypse…   Questo  è l’inizio dell’apocalisse…

AmazonRainforestBurningAtRecordRates

https://edition.cnn.com/videos/world/2019/08/22/amazon-rainforest-fires-darlington-pkg-vpx.cnn

[Update August 22, 2019 from Avaaz Brazil]
Right now, THOUSANDS of fires are burning the Amazon, with entire cities in the dark under clouds of black smoke…
A terrifying sight – but Avaaz has just delivered over 1 million signatures to the Brazilian Congress, and the petition continues to be viral! With the fires out of control, the Brazilian government is under enormous pressure to act – let’s make sure they do it. Sign up now and share with everyone!

It’s terrifying: in the last year in the Amazon an area as large as 500 thousand football fields has been destroyed! Half a BILLION of trees lost forever.
It works like this: armed militias invade protected areas and kill indigenous leaders who try to oppose them. It even seems like they are spilling gasoline from planes to ignite huge portions of forest. And to make matters worse, the ultra-right President Bolsonaro is making matters worse by removing the existing safeguards from the Amazon!
Right now, however, the defense parliamentarians of the Amazon are examining new forms of protection to be proposed to Congress to save the precious rainforest. And indigenous peoples are seeking international support to defend their home.
Let us join together from all over the world to protect the forest – and these allies will bring our voices into Congress at every key moment, to stop the chainsaws and the apocalypse in the Amazon.

…oOo…

[Aggiornamento 22 Agosto 2019 from Avaaz Brazil]
In questo momento, MIGLIAIA di incendi stanno bruciando l’Amazzonia, con intere città al buio sotto nuvole di fumo nero…
Uno spettacolo terrificante — ma Avaaz ha appena consegnato oltre 1 milione di firme al Congresso Brasiliano, e la petizione continua ad essere virale! Con gli incendi fuori controllo, il governo brasiliano è sotto un’enorme pressione ad agire — assicuriamoci che lo facciano. Firma ora e condividi con tutti!


È terrificante: nell’ultimo anno in Amazzonia è stata distrutta un’area grande quanto 500mila campi di calcio! Mezzo MILIARDO di alberi persi per sempre.
Funziona così: milizie armate invadono le aree protette e uccidono i capi indigeni che cercano di opporsi. Pare addirittura che spargano benzina dagli aerei per incendiare enormi porzioni di foresta. E come se non bastasse il Presidente di ultra destra Bolsonaro sta peggiorando le cose togliendo all’Amazzonia anche le tutele esistenti!
Proprio ora però, i parlamentari difensori dell’Amazzonia stanno vagliando invece nuove forme di protezione da proporre al Congresso per salvare la preziosa foresta pluviale. E i popoli indigeni stanno cercando sostegno internazionale per difendere la loro casa.
Uniamoci da tutto il mondo per proteggere la foresta — e questi alleati porteranno le nostre voci fin dentro al Congresso in ogni momento chiave, per fermare le motoseghe e l’apocalisse in Amazzonia.

https://attivati.greenpeace.it/petizioni/foreste/?utm_source=facebook&utm_medium=organic&utm_campaign=food&utm_content=typ_share&fbclid=IwAR2bQz26bh_EcJV8WG6TaExG5S5Cm4r57BP6q-WwzupmMAajg0ZgQ2m6Lss

PER FIRMARE LA PETIZIONE DI GREENPEACE

Revisione della legge sulla caccia in Svizzera

In Switzerland only

Ultime notizie odierne (19.6.2019) comunicato del WWF Svizzera: la revisione della legge sulla caccia -che dovrebbe consentire l’abbattimento agevolato di specie protette- non verrà discussa nella sessione estiva ma è stata spostata in autunno. Le motivazioni sono futili: così che durante la campagna elettorale non dovranno spiegare come mai sono favorevoli ad una legge così assurda….

Di conseguenza,  la raccolta delle firme contro la revisione della legge sulla caccia inizierà in autunno! Noi ci prepariamo!

Se vuoi aiutare anche tu questo REFERENDUM, compila il sottostante formulario lasciando i tuoi dati e la quantità di firme che potresti raccogliere. Ti invieremo via e-mail i moduli non appena saranno disponibili. Grazie di vero cuore per il tuo prezioso sostegno!

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Abbiamo bisogno di un cambiamento * We badly need a change

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Negli ultimi mesi sono apparsi diversi sondaggi sulle preoccupazioni della popolazione svizzera nonché alcune previsioni elettorali per le nazionali per prossimo autunno.

Il clima risulta essere tra le preoccupazioni maggiori, perciò era data una discreta avanzata dei due partiti ambientalisti. La conferma dei sondaggi è arrivata lo scorso fine settimana nel rinnovo dei poteri del Canton Zurigo, che è preso come riferimento più importante per le elezioni nazionali. Il successo si è dimostrato più sostanzioso dei sondaggi con una percentuale cumulata di voti di ca. 25% (proiezioni) al Gran Consiglio, ovvero un cittadino su 4 ha votato Verde Liberale o Verde, rispettivamente quarta e quinta forza del Cantone. Entrambe le formazioni hanno perciò ripreso la forza elettorale avuta nel 2011, non è un avvenimento estemporaneo ma un percorso di sensibilizzazione continuo.

I Verdi Liberali sono nati circa quindici anni fa ed hanno dimostrato che in politica è necessario un certo rinnovamento. Infatti siamo per un approccio più contemporaneo che fugge i dogmatismi e gli slogan elettorali per andare direttamente a cercare per ogni argomento una soluzione concreta che coniughi le diverse esigenze della popolazione e della sostenibilità.

Aldilà dei temi ambientali più conosciuti come ad esempio nel settore immobiliare con la promozione di utilizzo delle energie rinnovabili e i sussidi per un miglior isolamento termico, nella mobilità con la promozione dei mezzi pubblici e l’elettrificazione del parco veicoli, oppure la spinta per permettere la realizzazione di quartieri sostenibili, vediamo i potenziali di miglioramento in ogni settore e con i nostri giovani ed i nostri rappresentanti ad ogni livello portiamo avanti proposte tangibili. Depositate a Berna abbiamo diverse proposte per ridurre le emissioni dannose al clima.

Alcuni esempi nell’alimentazione come la proibizione d’uccidere i pulcini maschi, la riduzione degli scarti alimentari, la proposta di modifica per le sovvenzioni di politica agraria. Spingiamo concretamente per una vera eguaglianza tra le persone, ad esempio con l’iniziativa matrimonio per tutti. Siamo in prima fila anche per mantenere pubblica l’acqua (ZH) o il taglio dei compensi ai consiglieri di stato pensionati (GE, …).

Vediamo anche l’importanza degli accordi bilaterali con il nostro partner economico principale, l’Europa, così che innovazione, ricerca e ditte elvetiche abbiano un quadro chiaro o duraturo, ma vegliando sulla sicurezza del posto di lavoro e sul partenariato sociale.

Alle prossime elezioni cantonali in Ticino invitiamo perciò chi non si sente rappresentato o deluso, gli indecisi, i confederati, i giovani, le donne, i LGBT a votare Lista 6. Il paese ha bisogno di voi, il paese ha bisogno di noi.

Rappresentiamo il cambiamento per uno sviluppo sostenibile!

Massimo Mobiglia
Presidente Verdi liberali
Candidato al CdS e GC

…oOo…

In recent months, various surveys have appeared on the concerns of the Swiss population, and as well some forecasts for the national election’s teams for next autumn.

The climate appears to be among the major concerns, therefore it was given a discreet advance of the two environmentalist parties. The confirmation of the polls came last weekend in the renewal of the powers of the Canton of Zurich, which is taken as the most important reference for the national elections. The success proved to be more substantial than the polls with a cumulative percentage of votes of ca. 25% (projections) to the Grand Council, that is one citizen out of 4 voted  Green Liberal or Green, respectively the fourth and fifth strength of the Canton. Both formations have therefore resumed the electoral force they had in 2011, it is not an extemporaneous event but a path of continuous awareness.

Green Liberal  were founded about fifteen years ago and have shown that a certain renewal is needed in politics. In fact we are for a more contemporary approach that escapes dogmatism and electoral slogans to go directly to look for each topic a concrete solution that combines the different needs of the population and sustainability.

Beyond the most popular environmental issues such as in the real estate sector with the promotion of the use of renewable energies and subsidies for better thermal insulation, in mobility with the promotion of public transport and the electrification of the vehicle fleet, or the push to allow the realization of sustainable neighborhoods, we see the potential for improvement in every sector and with our young people and our representatives at every level we bring forward tangible proposals. Deposited in Bern we have several proposals to reduce climate-damaging emissions.

Some examples in nutrition such as the prohibition of killing male chicks, the reduction of food waste, the proposal for modification for agricultural policy subsidies.
We concretely push for true equality between people, for example with the marriage initiative for all.

We are also at the forefront of keeping the water public (ZH) or cutting compensation for retired state councilors (GE…).

We also see the importance of bilateral agreements with our main economic partner, Europe, so that innovation, research and Swiss companies have a clear or lasting picture, but taking care of job security and social partnership.

In the next cantonal elections in Ticino we therefore invite those who do not feel represented or are disappointed, the undecided, the confederates, the young, the women, the LGBT to vote for Lista N° 6. The country needs you, the country needs us.

We represent change for sustainable development!

Massimo Mobiglia
President of the Liberal Greens
Candidate for CdS and GC
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  • Claudine’s novels * i miei romanzi

  • Piccoli passi nella Taiga will be published in 2019 by Edizioni ULIVO

  • Il Segreto degli Annwyn – Edizioni Ulivo ISBN 978 88 98 018 079

  • The Annwyn’s Secret Austin Macauley London ISBN 9781785544637 & ISBN 9781785544644

  • The Annwyn’s Secret

  • Silloge Poetica “Tracce” – Edizioni Ulivo Balerna

  • Il Kumihimo del Sole – Seneca Edizioni Torino

    ISBN: 978-88-6122-060-7
  • Il Cristallo della Pace – Seneca Edizioni Torino

    ISBN 978-88-6122-189-5
  • Nebbie nella Brughiera – Seneca Edizioni Torino

    ISBN 978-88-6122-055-3
  • I 4 Elementi – Macromedia Edizioni Torino

  • Cats are my inspiration!

  • Remember, transitioning to a plant-based diet that embraces compassion for the animals, your health and our planet isn’t really difficult. You just have to want to do it! For the sake of us all... :-)claudine
  • Amici del Lupo – Svizzera italiana

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