• Simply… woman

    Sara Luna e Claudine
  • I support ANIMAL RIGHTS

  • me and my girl :-)
  • Mi sento unicamente una "Cittadina del Mondo"
    figlia, madre, amica, compagna, donna...
    Ho viaggiato lungo rotte conosciute ed altre ignote, per lavoro ma anche per curiosità o solo per il desiderio di scoprire nuovi luoghi!
    L'esperienza a contatto con altri popoli, religioni e culture, mi ha insegnato a venerare Madre Natura ed ogni forma di vita che ci conduce a valutare precetti inconfutabili, ma che purtroppo troppi ignorano nel più assoluto egoismo.
    Vi apro le porte del mio mondo virtuale... seguitemi lungo l'itinerante scorrer d'acqua lasciando traccia di vissuto.

  • What to say about Claudine? She is passionate about living a present, balanced and authentic life, with a healthy dose of humor! She loves to travel the world, explore new places, people and food, but equally loves to retreat into silent solitude. She is a writer who follows a hidden path, into an unfamiliar world. If you just surrender and go with her on her eerie journey, you will find that you have surrendered to enchantment, as if in a voluptuous and fantastic dream. She makes you believe everything she sees in her fantasy and dreams. But as well you take a journey to the frozen mountain peaks of the north of Europe, to the crowded sweating streets of Mexico or Africa. Her characters are wonderfully real and wholly believable perfectly situated in her richly textured prose. She’s a lovely person and she writes with exquisite powers of description! She’s simply great! R. McKelley

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    Chi è Claudine? Lei è appassionata nel vivere al presente una vita equilibrata e autentica, con una sana dose di humour! Ama viaggiare per il mondo, esplorare nuovi luoghi, persone e cibo, ma ugualmente ama ritirarsi in solitudine, nel silenzio. E' una scrittrice che segue un sentiero nascosto, verso un mondo sconosciuto. Se solo vi arrendete e andate con lei in questa spettacolare avventura, realizzerete che vi siete confidati all’incantevole, come in un sogno fantastico ed avvolgente. Vi farà credere ad ogni cosa che lei vede nei suoi stessi sogni e fantasie. Ma inizierete anche un viaggio verso le cime ghiacciate del nord Europa, verso le strade affollate del Messico o Africa. I protagonisti sono magnificamente reali e totalmente credibili stupendamente inseriti nella ricca trama di prosa. E’ una “grande” persona e scrive con uno squisito potere descrittivo. E’ semplicemente magnifica.

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Isn’t over… biodiversity is still in danger

It was a decisive weekend for biodiversity in our little Switzerland. This doesn’t mean that the problems for some species of animals are over. There will always be hunters aware that in order to practice their bloodthirsty “sport”, they will kill pregnant ungulates or undersized one’s mistaking them for some other species… they will kill the dog of the fellow hunter by confusing him with a boar or worse, they will shoot at another hunter. A fatal mistake, which unfortunately happens all too often even at our latitudes.
There always will be poachers of all kinds, even those who are game-wardens by profession, which happened and which caused a scandal in western Switzerland a couple weeks ago. Therealways will be the bloodthirsty on the hunt for trophies: coveted by personalities who love the macabre ornament, the horns to hang in the farmhouse or domestic living room. There always will be those from abroad who are ready to shell out a lot of euros, which go into the pockets of unscrupulous municipalities.
There will be the usual bastards who will set traps or shoot at random, and perhaps not mortally wounding their victims but leaving them to wander for days in abominable pain before dying.

Nobody likes to talk about that.
It spreads over the usual veil of silence.
It is a truth that sporting hunters, taking up a nice rifle complete with a telescopic sight that allows you to identify the prey from miles away, will not admit.
Just as they will not confess to foraging their future prey by putting food and salt in selected areas, to make sure that the animals get used to it. It will then be an easy task, at the opening of the hunting season, to return there no longer with forage but with a rifle and bullets.
Although with a small “gap” since the “most cruel canton’s in terms of tolerance towards animals” accepted the changing of the Hunting Law by a large majority, and the list of these cantons was clear even before the count was made.
But, at least, for this time, common sense prevailed.
The Federal Council will already be planning a rematch: they will be angry by this setback; I dare to say, “bestial” mad.

I was surprised and disappointed by the arguments of many people who, perhaps out of naivety or ignorance, still believe in the “danger” of certain animals towards humans.
I can understand that the beaver with its dams floods the cultivated fields and annoys the farmers, or that a swan to protect her offspring attacks the tourist with a camera, creating a moment of panic.
We humans are the problem, with our arrogance in wanting to believe ourselves masters of the world! If we tried to respect all species (even plant species) by observing an appropriate conduct, there would be no absurd problems, apparently in some isolated cases.
The same thing goes for large predators: there are rules and behaviors to consider in how to properly protect farm animals, as well as ourselves when we are in presence of predators.
Man is not the master of the world. We have stolen the territories of many species, many already extinct at the same time. We are in a catastrophic situation where the threat of extinction affects us personally; biologist and scientists have calculated that in 15 – 20 years 70% of all species will be extinct.
Is this what we want?
Isn’t it better that humanity finally pay the right respect to a planet that gives us nourishment, without asking for anything in return?

È stato un fine settimana decisivo per quanto concerne la biodiversità nella nostra piccola Svizzera. Questo non significa che i problemi per alcune specie di animali siano conclusi. Ci saranno sempre cacciatori avvidi che pur di praticare il loro “sport” sanguinario, ammazzeranno ungulati gravidi o piccoli sotto misura scambiandoli per qualche altra specie; che uccideranno il cane del compagno cacciatore confondendolo con un cinghiale o peggio ancora spareranno ad un altro cacciatore. Un fatale errore, che purtroppo accade fin troppo spesso anche alle nostre latitudini. Ci saranno sempre i bracconieri di ogni tipo, anche quelli che di professione fano i guardiacaccia, cosa accaduta e che ha generato uno scandalo nella Svizzera occidentale qualche settimana or sono. Ci saranno sempre i sanguinari alla caccia di trofei: le corna da appendere nella cascina o salotto domestico, sono ambite da personalità che amano il macabro ornamento. Quelli che dall’estero sono pronti a sborsare fior di euro, che vanno in tasca ai comuni privi di scrupoli. Ci saranno i soliti bastardi che metteranno trappole o spareranno a vanvera, magari ferendo non mortalmente la loro vittima ma lasciandola a vagare per giorni in preda ad abominevoli dolori prima di morire.

Ma di questo, non se ne parla. Si stende sopra il solito velo dell’omertà.

Sono verità che gli sportivi cacciatori, imbracciando un bel fucile con tanto di mirino telescopico che permette di individuare la preda a chilometri di distanza, non ammetteranno. Come non confesseranno di foraggiare le loro future prede mettendo in zone prescelte cibo e sale, per assicurarsi che gli animali vi prendano l’abitudine. Sarà poi un gioco, all’apertura della caccia, ritornarvi non più con il foraggio ma con fucile e pallottole. Anche se con un piccolo “scarto” visto che i cantoni più crudeli in fatto di tolleranza verso gli animali hanno accettato a grande maggioranza, e la lista di questi, era chiara ancora prima che si facesse lo spoglio.

Ma, almeno per questa volta, il buon senso ha avuto la meglio. Il Consiglio Federale starà già pianificando una rivincita: saranno incavolati per questo smacco oserei dire “bestiale”. Sono stata sorpresa e delusa dalle argomentazioni di tante persone che, forse per ingenuità o per ignoranza, ancora credono nella “pericolosità” di certi animali verso gli umani. Posso capire che il castoro con le sue dighe allaghi dei campi coltivati ed infastidisca gli agricoltori, o che un cigno per proteggere la propria prole assalisca la turista munita di macchina fotografica creando un attimo di panico.

Il problema siamo noi umani, con la nostra arroganza nel volerci credere padroni del mondo! Se cercassimo di rispettare tutte le specie (anche quelle vegetali) osservando una condotta appropriata, non ci sarebbero problemi assurdi, a pare qualche caso isolato. Stessa cosa vale per i grandi predatori: ci sono regole e comportamenti da osservare per come proteggere in modo corretto gli animali da allevamento come pure noi stessi quando ci trovassimo al loro cospetto. L’Uomo non è il padrone del mondo. Abbiamo rubato i territori a moltissime specie, in parte nel contempo estinte. Ci troviamo in una situazione catastrofica dove la minaccia d’estinzione ci tocca personalmente, scienziati biologi hanno calcolato che tra 15 – 20 anni il 70% di tutte le specie sarà estinto.

È questo che vogliamo?

Non è forse meglio metterci una volta per tutte a portare il giusto rispetto verso un pianeta che ci dà nutrimento, senza chiedere nulla in cambio?

La vergognosa Svizzera * The shameful Switzerland

In queste settimane, gli animi si sono accesi parecchio, e a far discutere è la modifica della Legge sulla Caccia! Quale ecologista amante degli animali, non sono l’unica ad essere stata più volte attaccata verbalmente come pure su scritti apparsi sulla stampa del cantone Ticino. Sono piovute parole spregevoli e ai limiti della denuncia… Ma si considera da quale fonte provengono e si sorride.

Sono molteplici le ragioni per RESPINGERE votando un secco NO, ma i cacciatori, gli agricoltori e altre cattegorie “non meglio definite” stanno gettando sabbia negli occhi dei cittadini.

Bugie e pretesti inverosimili che solo confondono le idee di chi ancora non ha capito che ne va di mezzo l’intero ecosistema. Quest’articolo, in sostanza, porta alla luce la vera natura di alcuni cacciatori (ma quanti, in verità?)

Il bracconaggio dilaga… stiamo parlando di linci, animali protetti, ma anche di altri.

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In recent weeks, tempers started to flare, and the topic is the modification of the Hunting Law!

As an ecologist who loves animals, I’m not the only one who has been several times verbally attacked, and into writings that have appeared in the press of the Canton of Ticino. Quite few bad words have being poured, which were bordering on denunciation… But you always must consider from which source they come and than, you smile.

There are many reasons to REJECT by voting a sharp NO, but hunters, farmers and other “not better defined” categories are throwing sand in the eyes of citizens.

Lies, unlikely pretexts that only confuse the ideas of those who have not yet understood that the whole ecosystem is involved.

This article (unfortunetely in German language) essentially brings to light the true nature of some hunters (disgusting, but how many are they?)

Poaching is rampant… we are talking about lynxes, protected animals, but also of others of the protected species.

Fighting for them: the creatures without voice

26.8.2020 Corriere del Ticino

The global extinction of many species of flora and fauna, or a reduction / loss of the same in a specific natural environment, can be a temporary or permanent phenomenon depending on the situation. In the case of deforestation, the disappearance of the habitat of many species, without the possibility of restoration, generates an irreversible loss of biodiversity.
Small changes within a balanced ecosystem can have a dramatic influence on the food chain that would lead to a reduction in biodiversity. This, in turn, leads to reduced ecosystem services and ultimately poses an immediate danger to food security, even to humanity itself.
Currently, the global loss of biodiversity is estimated to be between 100 and 1000 times greater than it naturally occurs, and worse, a further increase due to anthropogenic pressure is expected. About 70% of the loss is caused by agriculture alone. 1/3 of the cultivable area of ​​our planet is used for crops and for grazing livestock, therefore largely destined for the breeding of “slaughter meat”.
The relative deforestation to increase forage production, monocultures and urbanization are man-made, and not always for vital reasons.
Added to this is the greenhouse effect mainly caused by agriculture which in addition to destroying biodiversity by converting natural habitats into “intensive cultivation systems”, uses highly polluting agents such as pesticides or fertilizers that contaminate the air and soil.
And so far, I think most readers are aware that the danger is imminent, despite the / negativists, / who still claim that all is well, continuing to follow a disrespectful lifestyle towards the problem that is collective.
We are in a democratic country, where freedom of thought (and writing) is given to each of us.
My obstinacy in trying to get a specific message across obviously creates resentment and grudges. We are not all tuned to the same wave, and there are many “vibrations”, however I can only invoke common sense and the fundamental awareness that each of us should do. Each of us can change our “ecological footprint” by reducing or eliminating, for example, the consumption of animal products, or by preferring the use of public or non-polluting transport. For many it is easy, for others more difficult but not impossible.
In this context, we must also in Switzerland safeguard the different ecosystems and biodiversity, allowing all the species that populate our plains, mountains and plateaus, to coexist as Nature itself foresees, giving each other their own space.
Given the above, we cannot accept an amendment to the Hunting Law which will provide the Federal Government with “carte blanche” or the ability to modify the list of protected animals at will (for example, lynx and beaver, given the favorable votes of the commissions) and without more faculty to intervene by means of popular votes.
Unfortunately, the trade associations are making a big anti-wolf propaganda, bringing up every possible absurdity and trying to convince the people to carry out a wicked act by approving the amendment of the law. It should be emphasized that the current content of the law already provides for the elimination of problematic wolf specimens.
Considering that the attempt to restore the atavistic fears towards the Bad Wolf did not work, some people have begun to take it out on the protection dogs of the herds but failing to provide true information and trying to pass a single message: let’s kill all the great predators that are dangerous.

I am of the opinion that it is important to provide correct information, not to provide misleading information with an attempt to confuse the reader. Shouldn’t moral righteousness be above one’s interests?

Like many other citizens, I defend our ecosystem, Nature with flora and fauna, as we wish to bequeath to the next generations a livable world, where everything has its living space… already very limited due to the presence of Man.

…oOo…

Lottando per loro: le creature senza voce

L’estinzione a livello globale di molte specie di flora e fauna, oppure una riduzione/perdita delle stesse in un preciso ambiente naturale, può essere un fenomeno temporaneo o permanente a differenza della situazione. Nel caso di deforestazione, la scomparsa dell’habitat di molte specie, senza una possibilità di ripristino, genera una perdita irreversibile della biodiversità.
Piccoli cambiamenti all’interno di un ecosistema equilibrato, possono avere un’influenza drammatica sulla catena alimentare che porterebbe ad una riduzione della biodiversità. Questo, a sua volta, conduce a servizi ecosistemici ridotti e alla fine rappresenta un pericolo immediato per la sicurezza alimentare, anche per l’Umanità stessa.
Attualmente, la perdita globale della biodiversità è stimata tra le 100 e 1000 volte superiore di quanto non occorra in modo naturale, e peggio, è previsto un ulteriore aumento causato dalla pressione antropica. Circa il 70% della perdita è causato dalla sola agricoltura. 1/3 della superficie coltivabile del nostro pianeta è utilizzato per le colture e per il pascolo di bestiame, quindi in gran parte destinato all’allevamento di “carne da macello”.
La relativa deforestazione per accrescere la produzione di foraggio, le monoculture e l’urbanizzazione sono originate dall’uomo, e non sempre per ragioni vitali.
Si aggiunge l’effetto serra principalmente causato dall’agricoltura la quale oltre a distruggere la biodiversità convertendo gli habitat naturali in “sistemi di coltivazione intensiva”, utilizza agenti fortemente inquinanti quali pesticidi o fertilizzanti che contaminano l’aria ed il suolo.
E fin qui, penso che la maggior parte dei lettori sia consapevole che il pericolo è imminente, malgrado i /negativisti,/ che ancora affermano che tutto va bene, continuando a seguire uno stile di vita irriguardoso nei confronti della problematica che è collettiva.
Siamo in un paese democratico, dove la libertà di pensiero (e di scrittura) è data ad ognuno di noi.
La mia ostinazione nel cercare di far passare un messaggio specifico, evidentemente, crea astio e rancori. Non tutti siamo sintonizzati sulla stessa onda, e di “vibrazioni” ve ne sono tante, comunque posso unicamente invocare il buonsenso e la fondamentale presa di coscienza che ognuno di noi dovrebbe fare. Ognuno di noi può cambiare la propria “impronta ecologica” riducendo o azzerando ad esempio il consumo di prodotti animali, o prediligendo l’utilizzo di trasporti pubblici o non inquinanti. Per molti è facile, per altri più difficile ma non impossibile.
In questo contesto, dobbiamo anche in Svizzera salvaguardare i diversi ecosistemi e la biodiversità, permettendo a tutte le specie che popolano le nostre pianure, montagne e altipiani, di coesistere come la stessa Natura prevede, fornendo gli uni agli altri il proprio spazio.
Visto quanto sopra, non possiamo accettare una modifica della Legge sulla Caccia che fornirà al Governo federale “carta bianca” ovvero la possibilità di modificare la lista degli animali protetti a piacimento (ad esempio lince e castoro, visto i voti favorevoli delle commissioni) e senza più facoltà di intervento per mezzo di votazioni popolari.
Purtroppo le associazioni di categoria stanno facendo una grossa propaganda anti-lupo, tirando in ballo ogni assurdità possibile e cercando di convincere il popolo a compiere un atto scellerato approvando la modifica della legge. Va sottolineato che l’attuale contenuto della Legge già prevede l’eliminazione di esemplari di lupo problematici.
Considerando che il tentativo di ripristinare le ataviche paure nei confronti del Lupo Cattivo non sono funzionate, alcune persone hanno iniziato a prendersela con i cani da protezione delle greggi omettendo però di fornire informazioni vere e cercando di far passare un messaggio univoco: ammazziamo tutti i grandi predatori che sono pericolosi.

Sono dell’avviso che è importante un’informazione corretta, non fornire notizie fuorvianti con il tentativo di confondere chi legge. La rettitudine morale non dovrebbe essere al di sopra dei propri interessi?

Come molti altri cittadini, difendo il nostro ecosistema, la Natura con flora e fauna, poiché desideriamo lasciare in eredità alle prossime generazioni un mondo vivibile, dove ogni cosa ha il suo spazio vitale… già molto ridotto a causa della presenza dell’Uomo.

Let’s mobilize to prevent the slaughter of animals * mobilitiamoci per impedire stragi di animali

See the post in the blog “amici del lupo svizzera italiana”

This is the translation of a derogatory article against the “protectors of Nature”.

It is really true that apples never fall far from the tree: if I remember correctly, Mr. Berta, who wrote the article of 5.8.2020 “Wolf, predations and true solutions”, or “I am the champion in wanting to inflict a new blow to ecosystems ”, he was also coordinator of the committee against the creation of the Locarnese National Park. His view is obviously anti-nature.
He accuses those who oppose the amendment of the Hunting Law (LCP) to be voted on on 27.9.2020 as “lack of intellectual honesty that is subordinated to an ideological battle of principle”.
Dear Mr. Berta, one really wonders the value of some of your statements, thrown there to glorify the idea that allowing the killing of protected species is an advantage for humanity, while the protectors of Fauna & Flora show, how do you define a “purely fundamentalist attitude that presents no rational basis for argument” except “fanaticism”? The “fanatics” (myself for instance) safeguard Nature and its creatures, providing scientific arguments with transparency, proven by in-depth studies, made by biologists and ecologists. They do not exploit statistics at will, and they do not raise their voices in the most varied areas to show themselves on a political as well as personal level.
On our side, that of the “fanatics”, we include people who come from all social and political backgrounds, obviously people with a strong rational and ethical sense who look not to their own interests but to those of future generations.
I don’t understand why you flaunts all this hatred and fury towards those who defend protected animals. More than a hundred years have passed since 1800, when the last wolf was killed in Ticino. Now this creature linked to the grandmother’s fairy tales that made us tremble as children, is back but we have been able to greatly advance our knowledge and technologies. Let’s use them: it is a challenge for a model of sustainable development, for a possible balance and coexistence despite the exaggerated anthropogenic drive. We can, with the right efforts and countermeasures aimed at protecting the flocks, be able to demonstrate an open and intelligent vision by taking advantage of the presence of these “great predators” to the benefit of the ecosystem.        

By following the various cantonal and federal recommendations on how to protect flocks, we use the experiences of those who have succeeded, take advantage of the available funds, or in particular avoid leaving animals in the wild (without shepards).
This poor planet is already going badly without a modification of the Hunting Law allowing in the future to kill protected animals even before they can generate damage, only because their presence annoys those who only take from Nature, without ever returning even a thank you.
Mr. Berta cites “real solutions”, which, alas, would be to pull the trigger! Therefore, I reiterate a NO to the revision of the hunting law to be voted on on 27 September 2020.

Undercover worker inside a slaughterhouse * sotto copertura in un mattatoio

(KEYSTONE/Martin Ruetschi)

****Testo in italiano, dopo la seconda immagine****

Source The Doe by Alan G. activist/Progressive/Millennial https://www.thedoe.com/narratives/inside-a-slaughterhouse

A scathing look at the animal cruelty inside a slaughterhouse, from an investigator, vegan and activist.

“I can’t cave any of them.” That’s what I reminded myself, day after day, as I looked upon the faces of the animals who would soon be slaughtered. “Just do what you came here to do,” I would add, locking my eyes forward to concentrate on the task at hand. There’s no time to stop and be sentimental. At a slaughterhouse, there’s always work to be done.

During the years I was an undercover investigator, I worked at three slaughterhouses in three different states on behalf of a national farmer animal protection organization. While working, I used hidden camera equipment to document the painful reality of animals endure on the last day of their lives.

I often asked myself how I ended up where I was. Like a lot of people in the vegan movement, I would call myself an animal lover. When I was young, I only had a few career goals. After seeing Jurassic Park, I wanted to grow up and study reptiles. Then, after consuming copious comic books, I wanted to be a hero. I combined these goals and eventually earned a master’s degree in ecology, with the goal of doing conservation research to protect wild animals. But, while I was in school, I learned about the suffering of farm animals through a labmate, the first vegan I ever knew in real life.

You probably guessed this already, but after a lengthy process, I became a vegan as well. Why wouldn’t I? Not only is meat production cruel, but it’s also notoriously bad for the environment, in terms of land use and emissions. So, it appealed to me as someone interested in conservation. In fact, I was so entranced with veganism and its benefits that I decided to keep my career options somewhat open. I wanted to either end up in field research or in activism. The non-profit I continue to work for today was the first to respond to my resume, which eventually brought me to those slaughterhouses.

I ended up working at chicken, pig, and lamb slaughter facilities before I retired from fieldwork. I saw cruelty everywhere I went: some intentional and some as a result of companies trying to maximize speed (and, therefore, profits).

The chicken slaughterhouse: animal cruelty bordering on torture

My first job undercover was at the poultry plant, working live hang. Our one job was to pull chickens off a conveyor belt and wedge their legs in shackles passing by at eye-level. We were supposed to handle 24 chickens per minute, an impossible time frame for anything even resembling “humane”. The birds would struggle; they would flap their wings or defecate out of fear, releasing feathers, blood, and feces everywhere. The other workes seemed unconcerned with their plight. They would tear feathers off to throw at one another, or press the bodies of chickens against the metal conveyor belt in retaliation against their struggling. Sometimes, the workers at the head of the line would take a few steps back and hurl the birds at the shackles like they were baseballs. Often, the birds would successfully end up in the shackles after these pitches. It was easy to see that the workers had practiced this method.

The pig slaughterhouse: inhumane methods of killing

My second position was at a slaughterhouse supplying a household name in pork products. I ended up working two different jobs there, one of which was on the kill floor. Part of the job was herding the animals through chutes and pens until they reached the stunner. Afraid and/or injured, sometimes they wouldn’t want to move or simply couldn’t. And when the pigs weren’t moving, the workers started to become violent.

We had “rattle paddles” which look like oars with the flat end filled with noise-making beads. Workers would raise these paddles above their heads and bring them down on the heads or bodies of pigs. Several times, I was admonished by other for not doing this. “Hit them! Hit them” they would yell at me. We also had access to electrical prods, which others workers would use on animals multiple times, sometimes in the face or near the genitals. The sick ones would be pulled by their tails or shoved out of the pens. We were supposed to use a sled to do that, but a supervisor told me they just didn’t have the time.

When the animals got past the chutes, a worker would use an electrical stunner on them. The hogs would go rigid and fall down a slide to a conveyor belt below. There, a worker would cut their Throats If the cut wasn’t done correctly, the animal wouldn’t bleed out enough to kill them before the stunning wore off, so I documented several pigs returning to sensibility and attempting to right themselves while they were hanging upside down, bleeding from the gaping hole in their throats. Workers were supposed to stop the line to re-stun the animal, but in one instance I witnessed, they didn’t bother, leaving the animal to suffer as the shackle took him slowly towards tanks of scalding water. I remember a choice quote from one worker: “If USDA were around, they could shut us down.”

The lamb slaughterhouse: processing contaminated meat

My final investigation was at a slaughterhouse for one of the largest lamb producers in the U.S. I spent a few months working in a refrigerated room all day. The supervisor would tell workers to change the “best by” date labels on older products to falsify their freshness. He would help people avoid putting products through the metal detectors to save time, risking contamination of the meat with metal shavings. And when I finally got a position that would help me observe the slaughter process, we discovered that after having their throats cut open, 90 percent of the lambs would move in response to having their tails cut off later on the line, indicating they were potentially still sensible. What we saw was so egregious we decided to file a False Claims Act against the company, which resulted in a historic intervention from the Department of Justice, a settlement, and mandate changes to their slaughtering practices.

Slaughterhouse workers suffer, too

Slaughterhouse practices don’t just cause suffering for the animals. Meatpacking plants are notoriously dangerous for workers, with two amputations occurring in the U.S. per week (https://www.theguardian.com/environment/2018/jul/05/amputations-serious-injuries-us-meat-industry-plant). Most of my jobs were basically assembly line jobs, with workers performing the same action hundreds or thousands of times per day. Injuries are common, especially those caused by the repetitive motions on the line. I remember my hands aching every minute while I was employed in live hang, my knuckles red from holding the bony legs of thousand of chickens.

In another job, I wore a back brace on top of another because I spent all day carrying boxes filled with lamb meat. I cut myself on knives and metal hangers at the pig plant. More than once, I cried in my car before a shift, anticipating the mental and physical anguish I would endure for the next 12 hours. (And, now, during the coronavirus pandemic many Americans are painfully aware of how a disease can spread like wildfire inside of these facilities.)

Though all of that is behind me now, it is still the reality for the billions of animals who are slaughtered every year. While I’m retired from undercover work, I’m still very much an activist for animals. As part of my job, I work with footage from other investigators and witness the same cruelty I saw firsthand. But it’s worth it because I want people to see what I saw, as hard as it can be to watch. Despite the efforts of investigators like myself, there are still so many people who have no idea where their “food” comes from, and what horrible atrocities they’re paying into by buying animal products. My hope is that everyone who is even a little curious about what I went through can take the time to watch some of the footage brought back from these facilities. As someone who was on the inside, I hope the reality of the plight reaches you.

Have questions? http://adaptt.org/veganism.html

Uno sguardo atroce alla crudeltà verso gli animali all’interno di un macello, da un investigatore, un vegano e un attivista.

“Non posso scavare nessuno di loro.” È quello che mi sono ricordato, giorno dopo giorno, mentre guardavo le facce degli animali che sarebbero presto stati massacrati. “Fai solo quello che sei venuto qui per fare”, aggiungerei, chiudendo gli occhi per concentrarmi sul compito da svolgere. Non c’è tempo per fermarsi ed essere sentimentali. In un macello c’è sempre del lavoro da fare.

Nel corso degli anni sono stato un investigatore sotto copertura, ho lavorato in tre macelli in tre diversi stati per conto di un’organizzazione nazionale per la protezione degli animali da allevamento. Durante il lavoro, ho usato le attrezzature nascoste della fotocamera per documentare la dolorosa realtà che gli animali sopportano l’ultimo giorno della loro vita.

Mi sono chiesto spesso come sono finito dove mi trovavo. Come molte persone nel movimento vegano, mi definirei un amante degli animali. Quando ero giovane, avevo solo alcuni obiettivi di carriera. Dopo aver visto Jurassic Park, volevo crescere e studiare rettili. Quindi, dopo aver consumato copiosi fumetti, volevo diventare un eroe. Ho unito questi obiettivi e alla fine ho conseguito un master in ecologia, con l’obiettivo di fare ricerche sulla conservazione per proteggere gli animali selvatici. Ma, mentre ero a scuola, ho appreso della sofferenza degli animali da allevamento attraverso un compagno di laboratorio, il primo vegano che abbia mai conosciuto nella vita reale.

Probabilmente hai già indovinato questo, ma dopo un lungo processo, sono diventato anche vegano. Perché non dovrei? Non solo la produzione di carne è crudele, ma è anche notoriamente dannosa per l’ambiente, in termini di utilizzo del suolo ed emissioni. Quindi, mi è piaciuto come qualcuno interessato alla conservazione. In effetti, ero così affascinato dal veganismo e dai suoi benefici che ho deciso di mantenere le mie opzioni di carriera in qualche modo aperte. Volevo finire nella ricerca sul campo o nell’attivismo. Il non profit per cui continuo a lavorare oggi è stato il primo a rispondere al mio curriculum, che alla fine mi ha portato a quei macelli.

Ho finito per lavorare nelle strutture di macellazione di polli, maiali e agnelli prima di ritirarmi dal lavoro sul campo. Ho visto la crudeltà ovunque andassi: alcuni intenzionali e altri come risultato di aziende che cercavano di massimizzare la velocità (e, quindi, i profitti).

Il macello del pollo: crudeltà verso gli animali confinante con la tortura

Il mio primo lavoro sotto copertura è stato presso la fabbrica di pollame, lavorando dal vivo. Il nostro unico compito era quello di estrarre i polli da un nastro trasportatore e incastrare le gambe in catene che passavano all’altezza degli occhi. Avremmo dovuto gestire 24 polli al minuto, un lasso di tempo impossibile per qualsiasi cosa che somigliasse a “umana”. Gli uccelli avrebbero lottato; sbattevano le ali o defecavano per paura, liberando piume, sangue e feci dappertutto. Le altre opere sembravano non preoccuparsi della loro condizione. Si strappavano le piume per gettarsi l’una contro l’altra, o premevano i corpi di polli contro il nastro trasportatore di metallo in rappresaglia contro le loro lotte. A volte, gli operai in cima alla fila facevano qualche passo indietro e lanciavano gli uccelli alle catene come se fossero palle da baseball. Spesso, dopo queste piazzole, gli uccelli finivano con successo nelle catene. Era facile vedere che i lavoratori avevano praticato questo metodo.

Il macello del maiale: metodi disumani di uccisione

La mia seconda posizione era in un macello che forniva un nome familiare nei prodotti suini. Ho finito per lavorare due diversi lavori lì, uno dei quali era sul piano di uccisione. Parte del lavoro consisteva nel radunare gli animali attraverso scivoli e penne fino a quando non raggiunsero lo storditore. Impauriti e / o feriti, a volte non vorrebbero muoversi o semplicemente non potrebbero. E quando i maiali non si muovevano, gli operai iniziarono a diventare violenti.

Avevamo “pagaie a sonagli” che sembrano remi con l’estremità piatta piena di perline che producono rumore. Gli operai sollevano queste pagaie sopra le loro teste e le abbattono sulle teste o sui corpi dei maiali. Più volte, sono stato ammonito da altri per non averlo fatto. “Colpiscili! Colpiscili” mi gridavano. Avevamo anche accesso a dispositivi elettrici, che altri lavoratori avrebbero usato sugli animali più volte, a volte in faccia o vicino ai genitali. I malati sarebbero stati tirati per la coda o spinti fuori dalle penne. Avremmo dovuto usare una slitta per farlo, ma un supervisore mi disse che non avevano tempo.

Quando gli animali superavano gli scivoli, un lavoratore usava uno storditore elettrico su di loro. I maiali si irrigidivano e cadevano da uno scivolo a un nastro trasportatore sottostante. Lì, un lavoratore taglierebbe le loro gole Se il taglio non fosse eseguito correttamente, l’animale non sanguinerebbe abbastanza da ucciderli prima che lo stordimento svanisse, quindi ho documentato diversi suini che tornavano alla sensibilità e cercavano di raddrizzarsi mentre erano appesi a testa in giù, sanguinanti dal buco aperto in gola. I lavoratori dovevano fermare la fila per re-stordire l’animale, ma in un caso ho assistito, non si sono preoccupati, lasciando l’animale a soffrire mentre il grillo lo porta lentamente verso i serbatoi di acqua bollente. Ricordo una citazione scelta da un lavoratore: “Se l’USDA fosse in giro, potrebbe chiuderci.”

Il macello dell’agnello: lavorazione della carne contaminata

La mia indagine finale è stata presso un macello di uno dei più grandi produttori di agnelli degli Stati Uniti. Ho trascorso alcuni mesi a lavorare in una stanza refrigerata tutto il giorno. Il supervisore direbbe ai lavoratori di cambiare le etichette delle date “migliori per” sui prodotti più vecchi per falsificare la loro freschezza. Aiuterebbe le persone a evitare di mettere i prodotti attraverso i metal detector per risparmiare tempo, rischiando la contaminazione della carne con trucioli di metallo. E quando finalmente ho ottenuto una posizione che mi avrebbe aiutato ad osservare il processo di macellazione, abbiamo scoperto che dopo aver aperto la gola, il 90 percento degli agnelli si sarebbe mosso in risposta al taglio della coda in seguito, indicando che erano potenzialmente ancora ragionevole. Ciò che abbiamo visto è stato così eclatante che abbiamo deciso di presentare un False Claims Act contro la società, che ha provocato un intervento storico da parte del Dipartimento di Giustizia, un insediamento e il mandato di modifiche alle loro pratiche di macellazione.

Anche i lavoratori dei mattatoi soffrono

Le pratiche del mattatoio non causano solo sofferenza per gli animali. Gli impianti di confezionamento della carne sono notoriamente pericolosi per i lavoratori, con due amputazioni che si verificano negli Stati Uniti a settimana (https://www.theguardian.com/environment/2018/jul/05/amputations-serious-injuries-us-meat-industry-plant) . La maggior parte dei miei lavori erano fondamentalmente lavori in catena di montaggio, con i lavoratori che eseguivano la stessa azione centinaia o migliaia di volte al giorno. Gli infortuni sono comuni, in particolare quelli causati dai movimenti ripetitivi sulla linea. Ricordo che mi dolevano le mani ogni minuto mentre lavoravo in sospensione dal vivo, le mie nocche rosse per tenere le gambe ossute di migliaia di polli.

In un altro lavoro, ho indossato un rinforzo posteriore sopra un altro perché ho passato tutto il giorno a trasportare scatole piene di carne di agnello. Mi sono tagliato su coltelli e ganci di metallo nella pianta del maiale. Più di una volta, ho pianto in macchina prima di un turno, anticipando l’angoscia mentale e fisica che avrei sopportato per le successive 12 ore. (E, ora, durante la pandemia di coronavirus molti americani sono dolorosamente consapevoli di come una malattia possa diffondersi come un incendio all’interno di queste strutture.)

Anche se tutto ciò è alle mie spalle adesso, è ancora la realtà per i miliardi di animali che vengono macellati ogni anno. Mentre sono in pensione dal lavoro sotto copertura, sono ancora un attivista per gli animali. Come parte del mio lavoro, lavoro con filmati di altri investigatori e sono testimone della stessa crudeltà che ho visto in prima persona. Ma ne vale la pena perché voglio che le persone vedano ciò che ho visto, per quanto sia difficile da guardare. Nonostante gli sforzi degli investigatori come me, ci sono ancora così tante persone che non hanno idea da dove provenga il loro “cibo” e in quali orribili atrocità stanno pagando acquistando prodotti di origine animale. La mia speranza è che chiunque sia anche un po ‘curioso di quello che ho passato possa dedicare del tempo a guardare alcuni filmati ripresi da queste strutture. Come qualcuno che era dentro, spero che la realtà della situazione ti raggiunga.

Have questions? http://adaptt.org/veganism.html

What about the Wolf? * Cosa dire del Lupo?

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Over the centuries, in different cultures, the wolf has taken on opposite meanings. Revered as a divinity or insulted as a devil, he often paid for his crimes with his life.
During the Middle Ages in Europe, myth and superstition assumed significant importance. For example, we believed in werewolves. Religion exploited this fearful image and during the Inquisition, it was used as a metaphor to maintain control with coercion, which had lasted for centuries.
When European settlers arrived in America, they brought this dark wolf with them into their imagination.
In contrast, the natives of North America admired and emulated the wolf. Native Americans respected his hunting skills and honored him because he provided food for the community. For some, he was seen as a wise, powerful, or instinctive hunter. In fact, a teacher of tactics that humans could emulate in buffalo or caribou hunting.
The wolf has been wiped out across much of Europe in the past four centuries. Thanks to the “bounty hunt”, those who killed a wolf were rewarded with money. Between 1850 and 1900 more than a million wolves were exterminated and in 1907 the call for the total extinction of the species was launched. It is known that one of the most used practices was that of poisoning.
Herds of wolves have survived in mountainous Spain, France, Italy, and wooded Finland. In Asia, a number remain in remote corners of the Middle East and in the Russian and Mongolian steppes.
A wolf is neither good nor bad, yet it seems that the negative myth has survived, and this although many currently understand the true nature of the wolf.

Today the wolf is returning to Europe, but as its population grows, conflicts with humans are also growing. The debate over wolf control is very emotional. Some want the wolf to be eliminated, while others think that wolves should never be killed.
Breeders fear that wolves will eat their livestock. Today in Switzerland, in areas where wolves come into conflict with farmers, it is already possible to kill “problematic” ones with government authorization. In the United States, but also in Europe, today there is a strong anti-wolf lobby, where some judges and political leaders are lobbying for this lobby.
In the United States and Canada, wolves are substantially protected, but in other countries such as Russia and parts of Eastern Europe wolves are wildly annihilated. More and more wolves come into conflict with men, in the poor rural areas of Russia, for example, hunting for deer and other wild animals have increased causing competition between man and wolf. With less game to hunt, wolves look for other food sources such as sheep and domestic cattle.
Modern reindeer farming is also in conflict. As a result, wolf populations are sparse in some regions in eastern Russia and Alaska. For example, in Chukotka, there has been an official wolf shooting policy from helicopters to protect reindeer herds.
Local legends say that a balance was established between wolves and men, with wolves taking what they needed from the herds and that the Ciukci (Russian population in northeastern Siberia) hunted only single wolves that had become unpredictable killers.
Is it possible that these balances can be restored, not only in reindeer husbandry but in all human endeavors?

The anthropization of the territories has subtracted areas that previously belonged to the fauna, we have desertificated others, both for direct effect and with the devastating climate changes.
Human population growth, therefore, causes conflicts between wolves and humans since the number of wild areas in which wolves can live has drastically decreased. It is known that wolves need a lot of territories, far from humans, to live and grow their offspring.
An agreement would be desirable to provide protective solutions for farm animals. If the farmers used extensively preventive measures (fences where possible, control of the herds/flocks, dogs for the protection of the flocks, the presence of shepherds, etc.) the wolf and the man could coexist better.
The solution does not lie at the extremes of the wolf debate: although most breeders don’t hate wolves, when they kill their cattle they see no other solution. Nature’s defenders think wolves should never be killed for any reason. The fact is that when the man and the wolf come into conflict, it is usually the wolf that leaves its skin.
In our country Switzerland, the current hunting law already allows the “problematic wolves” to be shot down, consequently, the modification of this law (the national vote of 17 May 2020) would favor the killing with much fewer restrictions not only of the wolf but also of other animals protected. The risk of the wolf’s new extinction due to the conflict between animal and man, caused by the latter, is high.
This once cunning, revered and respected hunter, is now only seen as a parasite and a danger to livestock. We must find a balance with those who want to see the
wolf controlled, their concerns must not be rejected, they must become part of the debate on the conservation of each species. Unfortunately, wolves still live in the imagination as shadows of evil, fueled by error and fiction.
When humans interfere in the life of wild animals, it becomes their responsibility to provide them with a healthy environment in which to live. This should be our legacy.

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Nel corso dei secoli, nelle diverse culture, il lupo ha assunto significati opposti tra loro. Venerato come una divinità o insultato come un diavolo, esso ha spesso pagato con la sua vita i crimini che non aveva commesso.
Durante il Medioevo in Europa, il mito e la superstizione assunsero un’importanza rilevante. Ad esempio si credeva nei lupi mannari. La religione sfruttò questa paurosa immagine e durante l’Inquisizione, fu utilizzata quale metafora per mantenere il controllo con la coercizione perdurata per secoli.
Quando i coloni europei arrivarono in America, portarono con sé questo lupo oscuro nella loro immaginazione.
Al contrario, gli indigeni del Nord America ammiravano ed emulavano il lupo. I nativi americani rispettavano le sue capacità di caccia e lo onoravano perché forniva cibo per la comunità. Per alcuni era visto come un saggio, un potente o un cacciatore istintivo. In effetti un insegnante di tattiche che gli umani potevano emulare nella caccia ai bufali o caribù.
Il lupo è stato sterminato in gran parte dell’Europa negli ultimi quattro secoli. Grazie alla “caccia alle taglie”, chi uccideva un lupo era ricompensato con soldi. Tra il 1850 ed il 1900 più di un milione di lupi furono sterminati e nel 1907 fu varato il bando per l’estinzione totale della specie. È risaputo che una delle pratiche maggiormente utilizzate era quella dell’avvelenamento.
Branchi di lupi sono sopravvissuti nelle montagnose Spagna, Francia, Italia e nella boscosa Finlandia. In Asia un numero rimane in angoli remoti del Medio Oriente e nelle steppe russe e mongole.
Un lupo non è né buono né cattivo, eppure sembra che il Mito negativo sia sopravvissuto, e questo anche se attualmente molti comprendono la vera natura del lupo.

Oggigiorno il lupo sta tornando in Europa, ma con l’aumentare della sua popolazione, si ampliano anche i conflitti con gli umani. Il dibattito sul controllo del lupo è molto emotivo. Alcuni vogliono che il lupo sia eliminato, mentre altri pensano che i lupi non debbano mai essere uccisi.
Gli allevatori temono che i lupi mangino il loro bestiame. Oggi in Svizzera nelle aree in cui i lupi entrano in conflitto con gli allevatori, è già possibile l’uccisione di quelli “problematici” con l’autorizzazione da parte del governo. Negli Stati Uniti, ma anche in Europa, oggigiorno c’è una forte lobby anti-lupo, dove alcuni giudici e leader politici fanno pressione a favore di questa lobby.
Negli Stati Uniti e in Canada, i lupi sono sostanzialmente protetti, ma in altri paesi come la Russia e parte dell’Europa orientale i lupi sono selvaggiamente annientati. Sempre più i lupi entrano in conflitto con gli uomini, nelle povere aree rurali della Russia, ad esempio, la caccia al cervo e altri animali selvatici è aumentata causando competizione tra uomo e lupo. Con meno selvaggina da cacciare i lupi cercano altre fonti alimentari come gli ovini e bovini domestici.
Anche l’allevamento moderno di renne è in conflitto. Di conseguenza le popolazioni di lupi sono scarse in alcune regioni in Russia orientale e Alaska. Ad esempio a Chukotka si è assistito a una politica ufficiale di tiro ai lupi dagli elicotteri per proteggere le mandrie di renne.
Le leggende locali raccontano che tra lupi e uomini si stabilisse un equilibrio, con i lupi che prendevano ciò di cui avevano bisogno dalle mandrie e che i Ciukci (popolazione russa nella Siberia nord Orientale) cacciavano solo singoli lupi che erano diventati assassini imprevedibili.
È forse possibile che tali equilibri possano essere ristabiliti, non solo nell’allevamento delle renne ma in tutti gli sforzi umani?

L’antropizzazione dei territori ha sottratto aree che prima appartenevano alla fauna, ne abbiamo desertificate altre, sia per effetto diretto, sia con i devastanti cambiamenti climatici.
La crescita demografica umana causa perciò conflitti tra lupo e uomini poiché la quantità di aree selvagge in cui i lupi possono vivere è drasticamente diminuita. È risaputo che i lupi abbiano necessità di molto territorio, lontani dagli umani, per vivere e crescere la loro prole.
Sarebbe auspicabile un accordo affinché si provveda a trovare delle soluzioni protettive degli animali da allevamento. Se gli allevatori utilizzassero estensivamente misure preventive (recinzioni dove possibile, controllo delle mandrie/greggi, cani da protezione delle greggi, presenza di pastori ecc.) il lupo e l’uomo potrebbero convivere meglio.
La soluzione non sta agli estremi del dibattito sul lupo: anche se la maggior parte degli allevatori non odiano i lupi, quando questi uccidono il loro bestiame non vedono altra soluzione. I difensori della natura pensano che i lupi non debbano mai essere uccisi per nessun motivo. Fatto sta che quando l’uomo e il lupo entrano in conflitto, solitamente è il lupo a lasciarci la pelle.
L’attuale legge sulla caccia già permette che i “lupi problematici” siano abbattuti, di conseguenza la modifica di questa legge (la votazione nazionale del 17 maggio 2020) favorirebbe l’uccisione con molte meno restrizioni non solo del lupo ma anche di altri animali protetti. Il rischio di nuova estinzione del lupo a causa del conflitto tra animale e uomo, causato da quest’ultimo, è elevato.
Questo cacciatore un tempo astuto, riverito e rispettato è ora solo visto come un parassita e un pericolo per il bestiame. Dobbiamo ricercare un equilibrio con coloro che vogliono vedere il lupo controllato, le loro preoccupazioni non devono essere respinte, devono entrare a far parte del dibattito sulla conservazione di ogni specie. Purtroppo i lupi vivono ancora nell’immaginazione come ombre del male, alimentate dall’errore e dalla finzione.
Quando gli esseri umani interferiscono nella vita degli animali selvatici, diventa loro responsabilità di fornire loro un ambiente sano in cui vivere. Questo dovrebbe essere il nostro retaggio.

La fauna selvatica non dovrebbe forse essere patrimonio nazionale?

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Fauna selvatica patrimonio nazionale CG corriere 22.10.2019

(Corriere del Ticino 22.10.2019)

Nel 1800 sono scomparse in Svizzera diverse specie, sterminate poiché ritenute pericolose o semplicemente poiché l’uomo ha sottratto loro lo spazio vitale: nel 1871 in Ticino è stato ucciso l’ultimo lupo, nel 1894 in Vallese l’ultima lince, nel 1904 in Grigioni l’ultimo orso. Nel 1985 si è estinto il gipeto barbuto, nel XIX furono sterminati i castori per la loro pelliccia e nel 1989 per l’ultima volta sul lago di Neuchâtel, era stata avvistata la lontra.
Poi questi animali hanno fatto un difficile ritorno, e ancora oggi sono ingiustamente temuti da una grande maggioranza che preferirebbe ucciderli per evitare di cercare altre soluzioni. A questi si aggiungono altre specie minacciate come la pernice bianca.
È oramai da anni che in Svizzera è discussione accesissima tra chi il lupo lo vuole ammazzare e chi fa di tutto per proteggerlo. Certo, il lupo è un predatore ed nel suo DNA è impresso ciò che un predatore fa: cacciare.
Va comunque rilevato che se l’uomo non entra in contatto o non provoca uno di questi animali, specialmente se femmina con piccoli, l’animale fugge e non insorgono problemi. Le complicazioni di regola nascono quanto il comportamento umano crea delle situazioni di conflitto.
Ricordo con una fitta di dolore il giovane orso M13 arrivato in Ticino dal Trentino e abbattuto il 19 febbraio 2013 in Valposchiavo poiché considerato “orso pericoloso”.
La sua colpa? Dopo il letargo, affamato, si era avvicinato troppo nella ricerca di cibo a zone abitate nel tentativo di sopravvivere nel suo habitat naturale.
Eppure M13 non era un orso pericoloso, portava anche un collare satellitare per controllarne gli spostamenti. Lo avevano persino fotografato mentre mangiava delle bietole da foraggio… ma le aveva veramente rubate lui le bietole, oppure erano state l’esca per attirarlo e poi vigliaccamente avere i presupposti per ucciderlo? Perché al posto di ucciderlo non lo hanno narcotizzato e portato altrove?
Questi fatti non sono certo un onore per chi ha ordinato l’uccisione e per quei guardiacaccia che hanno puntato il fucile per freddarlo. La notizia aveva suscitato molto scalpore e sollevato parecchie critiche che presto sono però finite nel dimenticatoio.
Due pallottole sono meno care? Un personaggio locale, qualche settimana fa aveva detto la stessa cosa per liquidare i lupi.
E così è stato fatto, lo scorso 10 ottobre. Due in meno. Due cuccioli provenienti dalla regione del Piz Beverin. L’Ufficio per la caccia e la pesca retico era stato incaricato di “prelevare complessivamente quattro giovani lupi”: questo l’annuncio. Prelevare è sinonimo di ammazzare. E presto gli altri due fratellini faranno la stessa fine.
Il controllo del territorio e delle sue risorse naturali da parte dell’uomo, sfocia sempre in atti riprovevoli dove a farne le spese sono quelle creature che non si possono difendere da armi la cui tecnologia d’avanguardia permette la caccia notturna o da grande distanze.
Se l’uomo caccia oltre misura o per diletto o per cibo, la delicata bilancia dell’ecosistema subisce una rottura che è poi difficilmente sanabile.
Ma dobbiamo ricordare che è l’Uomo ad avere sottratto ad ogni tipo di animali il loro territorio, antropizzando zone che prima erano selvagge. E la marea continua; senza troppi scrupoli si pianificano costruzioni anche di grosse dimensioni sulle colline (vedi Monte Brè sopra Locarno).
La proposta di un Parco Nazionale protetto dove l’ecosistema avrebbe potuto godere di maggiore tutela, è stata bocciata a causa di incomprensioni generate dall’ignoranza e incompetenza degli osteggiatori. Errare è umano, perseverare diabolico. Cosa abbiamo imparato dagli sbagli del passato? Nulla.
Se nel 19esimo secolo era stata abbattuta buona parte della selvaggina dall’uomo cacciatore, sono stati i predatori a farne le spese, per loro non c’era più cibo, ed appare logico che per sopravvivere abbiano cacciato animali da allevamento.
Oggigiorno gli allevatori dispongono di informazioni dettagliate, possono ricevere consulenza gratuita da uffici federali e cantonali nell’ottica di allevare in modo sicuro e protetto i loro animali da reddito.
Eppure… eppure la scorsa settimana due giovani lupi sono stati abbattuti poiché avevano predato. Superfluo sottolineare che gli allevatori che hanno perso dei capi sono stati risarciti, ma per i lupi ammazzati nessuno, a parte qualche eccezione, hanno avuto parole di compianto.
Lo scorso 12 settembre 2019, il Parlamento svizzero ha deciso che i lupi, e di conseguenza anche il castoro, airone cenerino cigno reale, lince, orso, saranno inseriti nella lista delle specie regolabili.
Questa legge permette l’abbattimento di animali protetti senza che abbiano mai causato danni. Semplicemente perché esistono potranno essere sterminati. Credo che siano molte le ragioni di questo gioco poco pulito di certe lobby forieri di futuri sviluppi negativi per fauna e flora.

Diamo supporto a WWF, Pro Natura e altre associazioni votate alla protezione della natura e degli animali: dallo scorso 8 ottobre 2019 è in circolazione il “Referendum” contro questa legge inaccettabile che indebolisce la protezione degli animali selvatici.
I danni provocati dagli uomini sono infinitamente superiori se paragonati a quelli di un grande predatore che vaga per i monti; almeno lui caccia quello che trova sulla sua strada, gira al largo se s’imbatte in un cane Maremmano o in un pastore munito di bastone.
Mentre l’essere umano mostra falsi sorrisi e quando gli volti la schiena tira fuori il coltello per pugnalarti alle spalle. Con le sue paure ataviche, la sua supponenza e arroganza, sottomessa all’adorazione del potere e del danaro, distrugge ciò che gli sta attorno.

(vedi link)

Il referendum permetterà che l’ultima parola spetti ai cittadini.

…oOo…

In 1800 several species disappeared in Switzerland, exterminated as they were considered dangerous or simply because the man took their living space from them: in 1871 in Ticino the last wolf was killed, in 1894 in Vallese the last lynx, in 1904 in Grigioni the last bear. In 1985 the bearded vulture was extinct, in the XIX the beavers were exterminated for their fur and in 1989 for the last time on the lake of Neuchâtel, the otter had been sighted.
Then these animals have a hard return and are still unjustly feared by a large majority would prefer killing them and avoid  looking for other solutions. To these are added other threatened species such as the white partridge.
It is now for years that in Switzerland it is a very heated debate between who wants to kill the wolf and who does everything to protect it. Of course, the wolf is a predator and in his DNA is imprinted what a predator does: hunt.
It should, however, be noted that if the man does not come into contact or does not provoke one of these animals, especially females with their young, the animal escapes and no problems arise. Complications usually arise when human behavior creates conflict situations.
I remember with a pang at the heart, the young bear M13 arrived in Ticino from Trentino (Italy) and shot down February 19, 2013 in Valposchiavo regarded as “dangerous bear.”
His fault? After the lethargy, hungry, he had come too close to finding food in inhabited areas in an attempt to survive in his natural habitat.
Yet M13 was not a dangerous bear, he also wore a satellite collar to control his movements. Had they even photographed him eating fodder beets… but had he really stolen the beets, or had they been the bait to lure him and then cowardly have the prerequisites for killing him? Why have him not been drugged and taken elsewhere instead of killing him?
These facts are certainly not an honor for those who ordered the killing and for those gamekeepers who aimed their rifle to kill him. The news caused quite a stir and raised several criticisms that too soon ended up forgotten.
Are two bullets cheaper? A local “character”, a few weeks ago had said the same thing to liquidate the wolves.
And so it was done, last October 10th. Two less. Two puppies from the Piz Beverin region. The Office for hunting and fishing has been commissioned to “collect a total of four young wolves”: this is the announcement. “Collect” is synonymous with killing. And soon the other two brothers will do the same end.
The control of the territory and of its natural resources by man always results in reprehensible acts where it is the creatures who cannot defend themselves from weapons whose avant-garde technology allows nocturnal hunting or from great distances.
If man hunting lengthening or for pleasure or food, the delicate balance of the ecosystem undergoes a break which is then hardly curable.
But we must remember that it is Man who has taken their territory from all kinds of animals, by populating areas that were previously wild. And the tide continues; without too many scruples, even large buildings are planned on the hills (see Monte Brè above Locarno).
The proposal of a protected national park where the ecosystem could enjoy greater protection, was unfortunally rejected because of misunderstandings generated by ignorance and incompetence of opposers. To err is human, to persevere diabolically. What have we learned from the mistakes of the past? Nothing.
If in the 19th century it had been slaughtered almost all of the game by the hunter man, it was the predators that paid the price, for them there was no more food, and it seems logical that to survive they hunted farm animals.
Nowadays, breeders have detailed information, they can receive free advice from federal and cantonal authorities in order to breed in a safe and secure way their animals for profit.
Yet… yet last week two young wolves were slaughtered because they had preyed on. Needless to point out that farmers who have lost sheeps have been compensated, but for the killed wolves , with some exceptions, few have had words of sorrow.

On September 12, 2019, the Swiss Parliament decided that the wolves, and consequently also the beaver, gray heron, swan, lynx, bear, will be included in the list of “adjustable species”.
This law allows the slaughter of protected animals without ever causing damage. Simply because they exist they can be exterminated. I believe that there are many reasons for this unclean game of certain lobbies that are harbingers of future negative developments for fauna and flora.

We must support WWF, Pro Natura and other associations dedicated to the protection of nature and animals: since October 8, 2019, the “Referendum” has been circulating against this unacceptable law that weakens the protection of wild animals.
The damages caused by men are infinitely superior when compared to those of a great predator that wanders through the mountains; at least he hunts the one he finds on his way, but turns away if he comes across a Maremmano dog or a shepherd with a stick.
While the human being shows false smiles and when he turns his back, he takes out the knife to stab you in the back. With his atavistic fears, his arrogance and haughtiness, subjected to the worship of power and money, destroys everything around him.

(see link)

The referendum will allow citizens to have the last word.

The IUCN calls for halt to species decline by 2030

With urgent need, I share the post of “in the shadow of the wolf”.
The International Union for Conservation of Nature reminds us that the emergency must be taken with extreme urgency.
The current crisis, without previous analogues, must absolutely lead us to launch immediate conservation laws so that the bio-diversity is also guaranteed in the future. The governments of the world have been called upon to intervene with the utmost urgency to avoid extinctions of endangered animals caused by man.
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Con necessità impellente, condivido il post di “in the shadow of the wolf”.
L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, afferma che l’attuale emergenza dev’essere presa con estrema urgenza.
La crisi nella quale ci troviamo non ha precedenti analoghi, ci deve assolutamente portare a varare immediate leggi di conservazione affinché la bio-diversità sia garantita anche in futuro. I Governi del mondo sono stati chiamati ad intervenire con la massima urgenza onde evitare estinzioni di animali in pericolo causate dall’uomo.

 

Abu Dhabi, United Arab Emirates, 11 October 2019 (IUCN)

IUCN has issued an urgent call to massively scale up species conservation action in response to the escalating biodiversity crisis. The Abu Dhabi Call for Global Species Conservation Action appeals to the world’s governments, international agencies and the private sector to halt species decline and prevent human-driven extinctions by 2030, and to improve the conservation status of threatened species with a view to bringing about widespread recovery by 2050.

The Abu Dhabi Call, issued at this week’s IUCN Species Survival Commission (SSC) Leaders’ Meeting, urges governments to take emergency measures to save those species at the highest risk of extinction and tackle key threats that are driving population declines and extinctions. These include the lack of incentives for landowners and managers to retain wild species and natural habitats; poor or abusive practices in agriculture, fisheries, and forestry; wildlife crime; emerging infectious diseases; the disruption of water flow; inadequate management of waste and discharges; invasive alien species; and increasingly, climate change and ocean acidification.

“With 2020 comes the opportunity to curb the escalating extinction crisis and invest in a more optimistic future. With this Call, IUCN stands ready to support governments and civil society, including young people, to work for a world in which species are preserved and valued for their intrinsic worth as well as the benefits they offer,” said IUCN Acting Director General Dr Grethel Aguilar. “The IUCN World Conservation Congress 2020 will bring together states, civil society and indigenous peoples to work together towards halting species declines by 2030.”

The Call is the result of more than 300 SSC Leaders coming together in Abu Dhabi on the cusp of 2020, a year that will see critical decisions for the future of the planet taken by policy makers. The United Nations Sustainable Development Goals and the UN Paris Agreement on Climate Change will be reviewed, and the Convention on Biological Diversity will adopt the Post-2020 Global Biodiversity Framework. A new UN legal binding agreement on marine biodiversity in the High Seas is under negotiation. The IUCN World Conservation Congress will amplify this Call, which will then be addressed by the United Nations Heads of State Summit on Biodiversity.

“The Species Survival Commission is the world’s largest network of species scientists and a fundamental contributor to IUCN’s role as provider of the knowledge that underlies nature conservation. They devote their lives, generally on an entirely voluntary basis, to saving species. The high quality of the work of SSC Specialist Groups provides a strong scientific foundation for conservation action. We now appeal to governments to urgently respond to this Call by helping pull species back from the brink of extinction,” said Dr Jon Paul Rodríguez, Chair of IUCN’s Species Survival Commission.

A global Programme of Work on Species Conservation will be launched at the IUCN World Conservation Congress in June next year. IUCN calls on Parties to the Convention on Biological Diversity and the other biodiversity-related conventions to respond by including this Programme in the post 2020 global biodiversity framework and follow up with urgent implementation. At the Congress, governments, civil society and indigenous peoples’ organisations will come together to drive conservation efforts for ‘a just world that values and conserves nature.

“Decisions made in 2020 will define the future of the planet,” said Dr Jane Smart, Global Director of the IUCN’s Biodiversity Conservation Group. “We face a nature emergency. Species are the primary source of income and resources for hundreds of millions of people around the globe; their aesthetic values and spiritual roles provide comfort and inspiration as well as recreation. At this critical moment, the world’s governments must accept responsibility for this emergency and act now to ensure we pass on a rich natural heritage to future generations. This is a unique opportunity to mobilise society and galvanise the necessary action to address the species crisis.”

IUCN also recalls that the global target to bring about the recovery of known threatened species adopted in Nagoya, Japan in 2010 is unlikely to be met, despite substantial efforts from conservationists worldwide. Looking forward, IUCN emphasises the importance of including clear, ambitious targets on species conservation in the Post-2020 Global Biodiversity Framework.

In recognition of the scale of transformative change that is needed, the Abu Dhabi Call for Species Conservation Action encourages governments and donor institutions to allocate substantial additional resources for conservation of species and their habitats.

The IUCN Species Survival Commission is the world’s largest network of species conservation experts with over 9,000 members globally. It is mandated by the Members of IUCN (governments, NGOs, and indigenous peoples’ organisations) to conserve species. This unique body includes biologists, ecologists, wildlife managers, health and social scientists, educators, community representatives, economists and government officials. The Call was developed by SSC Leaders meeting in Abu Dhabi with generous support from the Environment Agency Abu Dhabi.

The Species Survival Commission generates the knowledge for The IUCN Red List of Threatened Species, the world’s most comprehensive information source on the global conservation status of and animal, fungi and plant species. SSC experts have unique insight into the extent to which species are undergoing unprecedented and growing threats from unsustainable human activities, reflected in The IUCN Red List.

For more information or interviews, please contact:

Harriet Brooker, IUCN Media Relations, +44 7960241862, press@iucn.org

Aritzaith Rodríguez, IUCN SSC Media Relations, +54 91123865487, aritzaith.rodriguez@ssc.iucn.org

Links:

The Abu Dhabi Call for Global Species Conservation Action in ENGLISH

The Abu Dhabi Call for Global Species Conservation Action in ARABIC

SSC Leaders’ Meeting 2019

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The thrill of killing * Il brivido dell’uccidere

Positivo il bilancio della caccia alta in Ticino quest'anno a settembre

Brutality without limits how can you call this “sport” a passion ???
Brutalità senza limiti come si può definire questo “sport” una passione???

 

Stagione_Venatoria_Gravi_incidenti_CdT14.9.2019F.docx

Publisched: Corriere del Ticino  Sept. 14th, 2019

In the press you can find many articles that praise the value of this “discipline”, emphasizing its importance at national level as a means to regulate the populations of wild animals, mainly ungulates.
In Switzerland there are almost 29,000 hunters (of which 5,000 are only in Ticino) and in recent years there has been a very marked increase in the percentage of women. One of the new fanatics of this pseudo-sport, she also released a baffling interview where she tells of the beginning of her passion at the age of 6, following her hunter father.  Then continuing with hallucinatory utterances with a fluency of speech as a preacher against ethics as well as not very sagacious, in order to show off,  she exposes herself in that way, in fact making herself ridiculous.
I asked myself a couple of questions, after reading about the Setter killed by a shot of a hunter who had mistaken him for a boar, of the deadly fall of an old man or 25-year-old who was hit in the hand.
It is to be prayed that no other incident occurs (at the time of writing was not yet known the very serious fact of Pedrinate, e.n., see page of the Mendrisiotto ) although there will be many animals that will be brutally killed and for them there will be no one crying.

But a news that shows strong courage and is a demonstration of sensitivity towards the protection of the ecosystem, is that of the Honorable Claudio Zali, who takes sides with the ailing species (for example the white partridge). We need politicians like him, people who do not let themselves be bent by the diktat of federations or groups that think only of the interests of a few and not those of the 350,000 (non-hunters) residing in the canton of Ticino. It is not a question of dialogue because the party in question does not want to hear reasons.

 

Actually, this article was written and sent to the Newpaper few days earlier… When I read about the new fatal accident, I saw myself projected into the G.G. Marques’ novel “Chronicle of a death foretold”. Distressing. Very sad. And on the website of the Ticino Hunters Federation it reads: “We hope that all hunters and their families can live their passion with serenity”. What will the president of the Ticinese hunting federation Efrem Regazzi report in one of his next speeches? It seems paradoxical “to live one’s passion with serenity” when someone has died.
How can you explain that (every type of weapon) can kill? And not just animal preys that can’t defend themselves!

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Quando ho letto del nuovo incidente mortale, mi sono vista proiettata nel romanzo di G.G. Marques “Cronaca di una Morte annunciata”. Angosciante. Tristissimo. E nel sito internet della Federazione cacciatori ticinesi si legge: “Ci auguriamo che tutti i cacciatori e le rispettive famiglie possano vivere la propria passione con serenità”. Cosa riferirà in una delle sue prossimo oratorie il presidente della Federazione cacciatori Ticinesi Fabio Regazzi? Sembra paradossale “vivere la propria passione con serenità” quando qualcuno è deceduto.
Come si può spiegare che (ogni tipo) di arma può uccidere? E non solo le prede animali che non possono difendersi!

Amazonia: the planet’s lung is burning

https://secure.avaaz.org/campaign/it/amazon_apocalypse_loc/?feTnKab&fbogname=Alberto&fbclid=IwAR3RA8tkKCUXrnLCQQO2gogPcLTTJz5ymK-t6hEO5-giEN0R8UEBksqQ1JI

 

The Amazon is being cleared to grow soybeans. That soy is almost exclusively harvested and exported to feed livestock on factory farms around the world, an easy and cheap way to feed animals and get them fat for slaughter quickly.

It is the world’s appetite for beef that is fuelling the fires in the Amazon.

 

This is the beginning of the apocalypse…   Questo  è l’inizio dell’apocalisse…

AmazonRainforestBurningAtRecordRates

https://edition.cnn.com/videos/world/2019/08/22/amazon-rainforest-fires-darlington-pkg-vpx.cnn

[Update August 22, 2019 from Avaaz Brazil]
Right now, THOUSANDS of fires are burning the Amazon, with entire cities in the dark under clouds of black smoke…
A terrifying sight – but Avaaz has just delivered over 1 million signatures to the Brazilian Congress, and the petition continues to be viral! With the fires out of control, the Brazilian government is under enormous pressure to act – let’s make sure they do it. Sign up now and share with everyone!

It’s terrifying: in the last year in the Amazon an area as large as 500 thousand football fields has been destroyed! Half a BILLION of trees lost forever.
It works like this: armed militias invade protected areas and kill indigenous leaders who try to oppose them. It even seems like they are spilling gasoline from planes to ignite huge portions of forest. And to make matters worse, the ultra-right President Bolsonaro is making matters worse by removing the existing safeguards from the Amazon!
Right now, however, the defense parliamentarians of the Amazon are examining new forms of protection to be proposed to Congress to save the precious rainforest. And indigenous peoples are seeking international support to defend their home.
Let us join together from all over the world to protect the forest – and these allies will bring our voices into Congress at every key moment, to stop the chainsaws and the apocalypse in the Amazon.

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[Aggiornamento 22 Agosto 2019 from Avaaz Brazil]
In questo momento, MIGLIAIA di incendi stanno bruciando l’Amazzonia, con intere città al buio sotto nuvole di fumo nero…
Uno spettacolo terrificante — ma Avaaz ha appena consegnato oltre 1 milione di firme al Congresso Brasiliano, e la petizione continua ad essere virale! Con gli incendi fuori controllo, il governo brasiliano è sotto un’enorme pressione ad agire — assicuriamoci che lo facciano. Firma ora e condividi con tutti!


È terrificante: nell’ultimo anno in Amazzonia è stata distrutta un’area grande quanto 500mila campi di calcio! Mezzo MILIARDO di alberi persi per sempre.
Funziona così: milizie armate invadono le aree protette e uccidono i capi indigeni che cercano di opporsi. Pare addirittura che spargano benzina dagli aerei per incendiare enormi porzioni di foresta. E come se non bastasse il Presidente di ultra destra Bolsonaro sta peggiorando le cose togliendo all’Amazzonia anche le tutele esistenti!
Proprio ora però, i parlamentari difensori dell’Amazzonia stanno vagliando invece nuove forme di protezione da proporre al Congresso per salvare la preziosa foresta pluviale. E i popoli indigeni stanno cercando sostegno internazionale per difendere la loro casa.
Uniamoci da tutto il mondo per proteggere la foresta — e questi alleati porteranno le nostre voci fin dentro al Congresso in ogni momento chiave, per fermare le motoseghe e l’apocalisse in Amazzonia.

https://attivati.greenpeace.it/petizioni/foreste/?utm_source=facebook&utm_medium=organic&utm_campaign=food&utm_content=typ_share&fbclid=IwAR2bQz26bh_EcJV8WG6TaExG5S5Cm4r57BP6q-WwzupmMAajg0ZgQ2m6Lss

PER FIRMARE LA PETIZIONE DI GREENPEACE

Why kill for sport? * Perché uccidere per sport?

 

What do the white partridge and wolf have in common?

Much has been written in recent times about the white partridge; those who protect it, those who are ready to cite by law articles that determine their freedom of killing, as it is legitimate for the pros and cons to be expressed, in the democratic freedom of our country (Switzerland).
My personal opinion, which is not reflected in federal or cantonal laws, is that killing for sport and not for survival is an act of useless violence.
More and more people, who have realized that speciesism is harmful, have made conscious food choices.
It doesn’t matter if to kill the white partridge you have to reach 2’000 meters of altitude by walking for hours, or if in the viewfinder ends, by mistake, the black pheasant or the woodcock. To accommodate their hunting needs, hunters are nowadays increasingly equipped with technologically first-rate and sophisticated equipment.
How can this type of activity be defined as sport, I have been asking myself for a long time.
And yet the Man, this sentient being, endowed with acute intelligence, and here we could quibble, allows himself to legislate on how and when he can kill another creature of the lower defined species?
I leave to the ones the freedom to speak in defense of their principles, and to the others to consider them unfair.
Anthropocentrism has led us to the current situation, where Man, by defrauding nature, has removed the territory from other species and finds himself (right now) in a situation of catastrophic global crisis.
But sometimes, nature thinks of herself by taking revenge!
I do not deny a feeling of satisfaction reading the news of the presence of a specimen of a wolf in Alta Leventina, sighted by hunters in order to “monitoring” the area in view of the opening of the high hunt. And this is another demonstration of how they proceed, already well in advance, to probe the possibilities of killing ungulates, which apparently, and thanks to the presence of the predator, have become wary and do not come out into the open, which thus disperse and cause less damage to nature and human activities, such as agriculture or fruit growing.
It is only to be hoped that the owners of the flocks present in those places have taken all the precautions, recommended by the various cantonal and federal offices so that there are no predations.
And we hope that the wolves are smarter than the hunters, maintaining the necessary distances from their most bitter predators: human beings.

 

Cosa accomuna pernice bianca e lupo?

Si è scritto molto in questi ultimi tempi sulla pernice bianca; chi a proteggerla, chi pronto a citare a memoria articoli di legge che ne determinano la libertà d’abbattimento, come è lecito che i pro e i contro vadano espressi, nella libertà democratica del nostro Paese.
La mia personale opinione, che non trova riscontro in leggi federali o cantonali che si voglia, è che uccidere per sport e non per sopravvivenza è un atto di inutile violenza.
Sempre più persone, che hanno realizzato che lo specismo è dannoso, hanno fatto delle scelte alimentari consapevoli.
Non importa se per uccidere la pernice bianca si devono raggiungere i 2’000 metri d’altitudine camminando ore, o se nel mirino finisce per sbaglio il fagiano di monte o la beccaccia. Per assecondare le proprie necessità venatorie, i cacciatori sono oggigiorno sempre più muniti di un equipaggiamento tecnologicamente di primordine e sofisticato,
Come si possa definire “sport” questo tipo di attività, me lo chiedo da parecchio tempo.
E ancora l’uomo, quest’essere senziente, dotato di acuta intelligenza, e qui potremmo disquisire, si permette di legiferare sul come e quando si possa ammazzare un’altra creatura di specie definita inferiore?
Lascio agli uni la libertà di parlare a difesa dei propri principi, e agli altri di considerarli scorretti.
L’antropocentrismo ci ha portati alla situazione attuale, dove l’Uomo, defraudando la natura, ha tolto il territorio alle altre specie e si ritrova alle strette in una situazione di catastrofica crisi globale.
Ma a volte, la natura ci pensa da sola a prendere una rivincita!
Non nego una sensazione di soddisfazione leggendo la notizia della presenza di un esemplare di lupo in Alta Leventina, avvistato da cacciatori intenti a “monitorare” la zona in vista dell’apertura della caccia alta. E questa è un’altra dimostrazione di come si proceda, già con largo anticipo, a sondare le possibilità di ammazzare ungulati che però apparentemente, e grazie alla presenza del predatore, sono diventati guardinghi e non escono allo scoperto, che così si disperdono e causano meno danni alla natura e alle attività dell’uomo, come l’agricolutra o la frutticoltura.
C’è solo da augurarsi che i proprietari delle greggi presenti in quei luoghi abbiano adottato tutte le precauzioni, raccomandate dai vari uffici cantonali e federali, affinché non vi siano predazioni.
E speriamo che i lupi siano più furbi dei cacciatori, mantenendo le dovute distanze dai loro più acerrimi predatori: gli esseri umani.

Pernice bianca e lupo - Claudine La Regione 24.8.2019

Published: La Regione – Saturday Aug. 25th. 2019
 

CdT_31.8.2019_Cosa_accomuna_lupo_e_pernice_bianca

Published: Corriere del Ticino – Saturday Aug. 31st. 2019                                     
 

Scelte sbagliate, dettate da paure ataviche (e dall’ignoranza)

vedi articolo apparso sulla stampa CdT 9.5.2019

 

Easier to break down wolves.  Wrong choices, dictated by atavistic fears (and ignorance)


Wolves and bears in the viewfinder: the Swiss National Council has decided to loosen the conditions of regulation of the great predators, making their killing easier. The deputies went beyond the Government’s demands. The attempts of the left to downsize the project are in vain. Some nature protection groups have already threatened the referendum; the WWF, for its part, speaks of a “killing law”. The dossier now returns to the States. The people should have the last word.

We are ready for the referendum! and we will fight until the last…

 

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Amphibians in danger * gli anfibi in pericolo

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Questo video mostra alcune rane salvate dalla strada a Magadino, una delle quali visibilmente gravemente ferita che ancora voleva raggiungere la libertà.
È così orribilmente difficile guardare le rane spiaccicate per strada perché alla gente non importa e invece di rallentare, danno gas.
Abbiamo bisogno di volontari per aiutarci, specialmente quando piove o con terreno bagnato, le rane e i rospi escono di notte a partire dalle 20:30 fino alle prime ore del mattino.

Le importanti trasformazioni territoriali avvenute negli ultimi decenni in Svizzera hanno portato a una drastica riduzione sul piano nazionale della presenza di Anfibi e di Rettili, soprattutto a causa della distruzione e dell’isolamento di molti dei loro habitat naturali. Anfibi e Rettili sono giuridicamente protetti dalla Confederazione: i cantoni – responsabili dell’attuazione delle misure di protezione della natura – sono pertanto chiamati ad adottare provvedimenti attivi a loro favore.

Ulteriori informazioni sono reperibili al link (c) Alessandro Fossati e Tiziano Maddalena

 

 

This video shows some frogs saved from the street in Magadino, one of them visibly severely injured still wanted to get to freedom.
It is so horribly hard to look at frogs smashed on the street because people do not care and instead of slowing down, they give gas.
We need voluntary to help us, specially when it’s raining or with wet ground, frogs and tods came out at night starting from 20:30 up to the early hours.

The important territorial transformations that have taken place in recent decades in Switzerland have led to a drastic reduction on the national level of the presence of Amphibians and Reptiles, mainly due to the destruction and isolation of many of their natural habitats. Amphibians and Reptiles are legally protected by the Confederation: the cantons – responsible for implementing nature protection measures – are therefore required to adopt active provisions in their favor.

Un maschio e una coppia di rospi investiti da un auto, impossibile non vederli tanto erano grandi… Se si rallenta, segnalando alle autovetture che seguono, si potrebbe evitare di investire questi anfibi.

A male and a couple of toads hit by a car, impossible not to see them, they were so big… If you slow down by reporting to the cars below, you could avoid investing these amphibians.

magadino

Evidenziata in giallo la zona stradale dove è necessario prestare molta attenzione.

The road area where it is necessary to pay close attention is highlighted in yellow.

ZOO’s: educational sites or prisons?

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Snow Leopard into the freedom

(c) Sophiajon5

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Native to the mountain ranges of Central Asia, the snow leopard is considered a protected species with a high risk of extinction. Also called “ghost of the mountains”, because he is difficult to observe, he lives in an arid environment, between peaks and rocky crags, covered with moss and shrubs, between 3,000 and 4,500 meters of altitude. Like a predator, he hunts at night or at the dawn of the day and feeds on wild animals or livestock in the wild. Over the past twenty years, more than a fifth of these majestic wild creatures have disappeared. Nowadays about 6,500 free specimens are registered, of which only 2,500 with the characteristics suitable for reproducing.

One cause is the loss of its natural habitat, caused by climate change.
The mountain ranges of Central Asia are predominantly covered with snow and ice. Due to global warming, trees and mosses waste away and regress, leaving free space then occupied by livestock breeding. The additional second element is the pressure of the shepherds who hunt him to avoid attacks on the flocks; this human behavior leads to an inestimable loss for the biodiversity of these places with foreseeable future consequences and widely exposed in scientific studies.
There is, therefore, a reduction in the natural habitat of the leopard, which obliges him to move more in search for food. This fragmentation of the habitat caused by climate and man also affects the survival of the species that have the greatest difficulty in mating. A further cause is the rampant poaching for its fine fur and for the bones or parts of the body destined for Chinese Medicine.

The influence of the snow leopard on biodiversity is the same for every “big predator” at the top of the food chain: in his absence the herbivores that he hunts expand in number and destroy the surrounding habitat, seriously endangering the whole ecosystem.
After learning that at the Zoo at Maglio di Magliaso (Ticino south Switzerland) they transferred Sadary, a two-year-old snow leopard female from the Krefeld zoo in Germany, I once again asked myself the following bitter question: “Are ZOO educational sites or are only prisons?”

I am not a biologist, but apart from the noble intent of “preserving the species” and hoping that the animal will be able to reproduce in captivity, I don’t think that a Mediterranean area where the summer temperatures reach even the 40° C, is an environment suitable for an animal used to living in snow and ice at 20 or 30 degrees below zero. In addition to the completely different habitat, the conditions of life in an angled and cemented area, where Sadary and the male Deleg, who has already been a guest of the zoo since September last year, will (perhaps) find mutual sympathy and then mate, they are not certain ideals. These animals are used to occupy vast territories and it is perhaps better, for the purposes of preservation of their species, to store them in an Alpine Tierpark rather than in a minute city zoo… but even better they should be protected in their natural environment (see the projects of WWF and others).

Looking in the eyes of Sadary in the film published by the RSI I saw fear, disorientation and a lot of sadness.

And what do you think about this matter?

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(c) tipress

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Originario delle catene montuose dell’Asia Centrale, il leopardo delle nevi è considerata specie protetta con alto rischio d’estinzione. Anche chiamato “fantasma delle montagne”, poiché è difficile da osservare, vive in un ambiente arido, tra picchi e dirupi rocciosi, ricoperti da muschi e arbusti, tra i 3.000 e 4.500 metri d’altitudine. Quale predatore, caccia di notte o agli albori del giorno e si ciba di animali selvatici o di bestiame allo stato brado. Negli ultimi vent’anni sono scomparsi di più di un quinto di queste maestose creature selvatiche. Oggigiorno sono censiti circa 6.500 esemplari in libertà dei quali solo 2.500 con le caratteristiche adatte a riprodursi.

Una causa è la perdita del suo habitat naturale, causata dal cambiamento climatico. Le catene montuose dell’Asia Centrale sono luoghi prevalentemente ricoperti da neve e ghiaccio. A causa del surriscaldamento globale gli alberi e i muschi deperiscono e regrediscono lasciando spazio libero poi occupato dall’allevamento di bestiame. Un secondo elemento che si aggiunge è la pressione dei pastori che lo cacciano per evitare attacchi alle greggi; comportamento umano che porta a una perdita inestimabile per la biodiversità di questi luoghi con prevedibili conseguenze future e ampiamente esposte in studi scientifici.

Vi è perciò una riduzione dell’habitat naturale del leopardo che lo obbligano a spostarsi maggiormente per la ricerca di cibo. Questa frammentazione dell’habitat causata dal clima e dall’uomo, influisce anche sulla sopravvivenza della specie che ha maggiore difficoltà ad accoppiarsi. Una ulteriore causa è il dilagante bracconaggio per la sua pregiata pelliccia e per le ossa o parti del corpo destinate alla Medicina Cinese.

L’influsso del leopardo delle nevi sulla biodiversità è lo stesso per ogni “grande predatore” in cima alla catena alimentare: in sua mancanza gli erbivori che egli caccia si espandono di numero e distruggono l’habitat circostante mettendo in serio pericolo l’intero ecosistema.

Dopo aver appreso che presso lo Zoo al Maglio di Magliaso (Ticino Svizzera) hanno trasferito Sadary, una femmina di leopardo delle nevi di due anni proveniente dallo zoo di Krefeld in Germania, nuovamente mi sono posta la seguente pungente domanda: “gli ZOO sono dei luoghi istruttivi o sono solo delle prigioni?”

Non sono una biologa, ma a parte il nobile intento di “preservare la specie”, sperando che l’animale riesca a riprodursi in cattività, non penso che una zona mediterranea dove le temperature estive arrivano persino a sfiorare i 40°C siano l’ambiente adeguato per un animale abituato a vivere nella neve e ghiaccio a 20 o 30 gradi sotto lo zero. Oltre all’habitat completamente diverso, le condizioni di vita in un antro angusto e cementificato, dove Sadary e il maschio Deleg, che è già ospite dello zoo da settembre dello scorso anno, dovranno (forse) trovare simpatia reciproca per poi accoppiarsi, non sono certo ideali. Questi animali sono abituati ad occupare territori immensi ed è forse meglio, per gli scopi di preservazione della loro specie, accasarli in un Tierpark alpino piuttosto che in un minuto zoo cittadino… ma ancora meglio andrebbero protetti nel loro ambiente naturale (vedasi progetti WWF e altri)!

Guardando negli occhi di Sadary nel filmato pubblicato dalla RSI si percepiscono paura, disorientamento e tanta tristezza.

Cosa ne pensi tu di questo argomento?

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Claudine leopardo delle nevi corriere 5.3.2019

La Lince: grande predatore * The Lynx

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(c) KORA

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As part of an EU-Life re-introduction of species in areas where these are extinct, a lynx from Switzerland has been released into the forests of Rhineland-Palatinate.
Mala, this is the name of the female lynx, will be monitored by means of a special collar for the duration of one year, in order to observe her habits and adaptation.
For the management of wildlife, the experts of the KORA (Swiss institute that studies the ecology of carnivores), works to protect these animals.
If in Switzerland you want to get rid of (those who say “exterminate”) the great predators, a group to which also the wolf and the bear belong, the capture and release of them in protected areas is an ethically correct solution.
Why kill if you can resort to this type of solution?
In the forests of the Palatinate, other lynxes from Switzerland and Slovakia have already been freed in the past, which will form the basis for successful repopulation, given the birth of at least seven puppies.
Evidently this type of project is supported by accurate information aimed at allowing the population (humans) to live with the Lynx without incurring into difficulties.
 The breeders, as for other predators and in Ticino we have had ample example, will have to follow the requirements for the preventive protection of flocks or livestock.
It is proven that by observing the indications of the surveillance offices (game warden, KORA and others), the great predators can live with us without creating problems.
Leaving abandoned the livestock without protection (specific enclosures following the rules, and guard dogs trained for this purpose), these beasts are also subject to accidents of another type not attributable to attacks by canids or other predators.

Information and prevention are the correct attitude! Our task is to safeguard biodiversity, trying in every possible way to adapt the anthropic impact in order not to cause further damage.

We need to protect biodiversity at all costs: Nature and the ecosystem are perfectly able to regulate for the benefit of man.

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(c) Willi Rolfes

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Nell’ambito di un progetto UE-Life di reintroduzione di specie in zone dove queste sono estinte, una lince proveniente dalla Svizzera è stata liberata nelle foreste della Renania Palatinato.
Mala, questo il nome della lince femmina, sarà monitorata per mezzo di uno speciale collare per la durata di un anno, nella finalità di osservare le sue abitudini e l’adattamento.
Per la gestione della fauna selvatica, gli esperti del KORA (istituto svizzero che studia l’ecologia dei carnivori), si adopera per la tutela di questi animali.
Se in Svizzera ci si vuole sbarazzare (chi afferma “sterminare”) i grandi predatori, gruppo al quale appartengono anche il lupo e l’orso, la loro cattura  e liberazione in luoghi protetti è una soluzione eticamente corretta.
Perché ammazzare se si può ricorrere a questo tipo di soluzione?
Nelle foreste del Palatinato sono state già in passato liberate altre linci provenienti dalla Svizzera e dalla Slovacchia, le quali formeranno la base per il ripopolamento che si annuncia con successo, visto la nascita di almeno sette cuccioli.
Evidentemente questo tipo di progetto è sostenuto da un’informazione accurata atta a permettere alla popolazione di convivere con la lince senza incorrere in difficoltà.
Gli allevatori, come per altri predatori e in Ticino ne abbiamo avuto ampio esempio, dovranno seguire le prescrizioni per quanto concerne la protezione preventiva delle greggi o dei capi di bestiame.
È comprovato che osservando scupolosamente le indicazioni degli uffici della sorveglianza (guardiacaccia, KORA e altri), i grandi predatori possono convivere con noi senza creare problemi.
Lasciando abbandonati dei capi di bestiame senza protezione (recinti specifici a norma e cani da guardia addestrati a questo scopo), queste bestie sono soggette anche a incidenti d’altro tipo non imputabili ad aggressioni da canidi o altri predatori.

L’informazione e la prevenzione sono la corretta attitudine! È un nostro compito salvaguardare la biodiversità, cercando in ogni modo possibile di adeguare l’impatto antropico nella finalità di non causare ulteriori danni.

Necessitiamo di proteggere ad ogni costo la biodiversità: la Natura e l’ecosistema sono perfettamente in grado di regolarsi a vantaggio dell’uomo.

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marcatura di un cucciolo di lince

(c) Fridolin Zimmermann

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published  Corriere del Ticino  19.2.2019

 

Animal trade for medicine purpose?

Post taken from:   Serbian Animals Voice (SAV)   &   venus2407 World Animals Voice

 

mistreated bear caged tiger

Who heard their scream, thinks of children’s voices. Fear of death, wounding and desperate children’s voices. Collarbears release these terrible screams twice a day. If they still have the strength.

Bile juice is taken twice a day in an unbearable procedure.

For this purpose, the farmers of the Chinese bear farms put a catheter through the abdominal wall into the gallbladder. Through this pipe, a tube without anesthesia is introduced directly into the organ. It is considered as “human” to dispense with the catheter and to drip the juice from a stomach opening operatively connected directly to the bile. So that the animal does not tear the pipe or the tube from the inflamed wound, it is fixed in a steel corset and permanently damned to complete immobility.

TCM: Body and Capital in Balance = The truth: Animal Torture is our capital balance!

If one searches in Google for the term TCM, one finds purposely little information.
Because just and thanks to the Internet, the public has become smarter about the charlatanism of some unscrupulous Chinese and Germans, and does not believe in this mafia business.

Quote from the web page of TCM:

“TCM Pharmatrade GmbH & Co. KG is a pharmaceutical company founded in 2018 that supplies the entire European market via wholesale and its own mail order pharmacy. Its unique selling point is the possession of German and in future also European approvals for Chinese medicine and nutritional supplements with origins in traditional Chinese medicine.” https://tcm-pharmatrade.de/unternehmen/

And…“We – the HH-SH TCM Center GmbH – operate the TCM center in Hamburg (Germany) to show you traditional Chinese medicine. We combine tradition with the latest science and technology!!” https://www.tcmshanghai.de/das-unternehmen/

enchained tiger

If there were no more market for such products, this industry would no longer be profitable and would end the exploitation of the animals.
But… the law of the Chinese government waits in vain. The culprit is the Association for Traditional Chinese Medicine (TCM)!
After the State Council’s Resource and Environmental Policy Research Institute (DRCSC) had presented a report that clearly indicated that bear products should expire by 2035 and be replaced with non-animal substitutes, TCM companies even demanded an apology!!!

However, TCM companies continue to insist on bear bile, selling it as a millennia-old tradition. Thus, the bears continue to be held in cruel imprisonment, crammed into wire cages, where they have to endure the daily ordeal of the bile-tap.

Paradox! Although the media reported years ago on this cruel act in the name of Chinese medicine, the more China is focused on economic recovery, the lower it has become.

China became Germany’s most important trading partner for the first time last year. China replaced the US.

Profit from animal welfare. Because it does not only affect the bears who have to suffer, but also tigers.

Bear and tiger farm animal husbandry: suffering for Traditional Chinese Medicine.

In the wild, the tigers are almost extinct, but it is believed that about 5,000 tigers are being held on Chinese farms – in dirty cages, where they are starving. The adage: only skin and bones, means to the tigers that this is the time when they are mercilessly killed. Once they were majestic creatures, their fur then served as a jewel in some houses of rich Chinese, while the bones have to serve for wine.

In recent years, there has been more and more evidence that China also wants to improve its image in the world public in terms of environmental protection and animal welfare. For example, animal testing has been banned and money invested to find alternative substances for bear bile.
But also the new law allows the survival of China’s bear bile farms and 200 tiger farms. On farms, tigers are bred on a grand scale to make tiger-bark wine and other binge elixirs. According to a report by the Environmental Research Agency EIA, thousands of tigers are bred and then slaughtered. Because the demand for such products is increasing, there are illegal farms or poaching, with bears as well as tigers.

https://www.tcmshanghai.de/der-beirat/

https://netzfrauen.org/2017/02/25/baerengalle-und-tigerwein/

Venus comment All this is supported by criminal politics. Everyone seems to have an employment pact with China.

Merkel and her EU Coalition partner have become the slaughterhouse of China. They accept unconditional meat, fur and products from tortured animals.
The politicians do not stop other politicians or governments, on the contrary! there is a permanent, grand coalition in politics  of all parties and directions, when it comes to animals: it consists of animal tormentors, meat lovers, fur friends, circus with wild animal friends , hunter friends and corrupt journalism.

Last but not least, one of them is a disinterested, superstitious population increasingly victim to the criminal animal industry, and with its boundless stupidity and infantilism, promotes criminal animal trade.   My best regards, Venus

Claudine Comment: Isn’t the first time I read or hear about such political involvement in “dirty business”. The animal trade mafia is a cancer difficult to (catch) and cure, since protected by politician and Multinational enterprises. What is behind that? Thirst for money, greed, the pursuit of absolute power!
Until we won’t be able to catch eachone involved into it, more likely things will only get worst.
What about the hunting permission in African’s national reserves? And what about the permission of legal hunt of “endagered species” (because of stupid pretexts) even in civilised country like Switzerland (but the list is extremely long)? And let’s not forget the poachers, scattered across the whole surface of the planet. Over here, in my little country, I’m following with interest the “bad wolf” or “man’s killer bear” which are to be hunted down and killed since they scare the peaceful sleep of some ignorant paesan who think, that they are mean and dangerous…
Back to TCM, it’s trivial nonsense at the cubic, atavic stupidity making people believe that bear’s bile juice or tiger parts are making (sorry writing this in a crude way) man’s penis work better! Still, I do hope that not all the TCM therapist are using these ingredients into their concoctions.
Nature gives us such wonderful gifts, free of charge, but humans are destroing everything… leaving for the future generation only an awfull sight.

The promise * La promessa

 

Crossing with the cinema time and imagination, Oscar winner Gabriele Salvatores signs for Almo Nature a contemporary fairy tale whose protagonists man, the wolf, and the dog.

A lovely short video to show us how to prove compassion and respect towards all the other species, as well…

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Attraversando con il cinema il tempo e la fantasia, il premio Oscar Gabriele Salvatores firma per Almo Nature una fiaba contemporanea che ha per protagonisti l’uomo, il lupo e il cane.

Un bel video breve per mostrarci come provare compassione e rispetto verso tutte le altre specie…

Conference of the WWF Sections Switzerland * Conferenza delle sezioni WWF 2018

Once a year, all the Swiss WWF Sections meet to discuss topics and strategies, put priorities and get updated about the many projects going on especially in our Country. This weekend, I had the Chance to attend with my husband, President of the Swiss Italian part, and himself a “volunteer” too.
After the greetings of M. Daniel Perret WWF President for the Canton Vaud followed by the State Councilor Mme J. De Quattro and M. Kurt Schmid President of the WWF Foundation, the works started.
The actual situation about the review of the “hunting law” and of the “nature’s protection law”, was the most importante point to clear.

The Conference calls on the Foundation Board and the Direction of the WWF Switzerland to work and to fight, in association with the partner organizations, to prevent the implementation of the new proposal to amend the “hunting’s law” and the  “nature’s protection law”.
If the Federal Chambers (National Council) accepted the revision of the hunting law, the Foundation Council has already decided to launch a referendum so that the Swiss people can decide/express on the protection of wild animals (wolf, bear, lynx, beaver , etc.). The referendum will be in case launched at the end of the current year.
Another very important topic, although it currently concerns two cantons, is the land planning (LAT2 – RFG II). Furthermore, emphasis was placed on the fundamental importance that Pro Natura and WWF shall use synergies and coordination in the struggle to create conditions for working together.

In the afternoon, working groups were formed that leant on four specific themes: -sustainable farming, how to act at the cantonal level (Agridea); – sustainable areas (One Planet Living); -future of the Conference of the Sections; – WWF Events platform, tools to be used to engage members in the future.

There have been many interesting interventions under the various aspects, subjectively considered important, but not always feasible without having a broad-scale impact. Unfortunately, the various Lobbies have a predominant influence on the choices you can (want) to adopt, not always politically correct, but other alternatives are not currently present.
Perhaps just to be able to involve the citizens, the WWF appeals for the people to take action and support this NGO that is internationally doing everything possible to protect our planet, our “only” home, so that even the future generations can take up the challenge with responsibility of this legacy.

 

 

Una volta all’anno, tutte le sezioni svizzere del WWF si incontrano per discutere di argomenti e strategie, mettere le priorità e aggiornarsi sui numerosi progetti in corso soprattutto nel nostro Paese. Questo fine settimana ho avuto la possibilità di partecipare con mio marito, presidente del WWF della Svizzera italiana, e anche lui un “volontario”.
Dopo i saluti del p
residente del WWF per il Canton Vaud M. Daniel Perret, seguito dalla Consigliera di Stato Mme J. De Quattro e dal Presidente della Fondazione WWF M. Kurt Schmid, i lavori sono iniziati.
La situazione attuale in merito alla
revisione della “legge sulla caccia” e della “legge sulla protezione della natura”, era l’argomeno attuale a livello federale più scottante.

La conferenza chiede al Consiglio di Fondazione e alla Direzione del WWF Svizzera di adoperarsi e di lottare, in associazione con le organizzazioni partner, per impedire la messa in atto della nuova proposta di modifica della legge sulla caccia e sulla Protezione della Natura e del paesaggio.
Se le Camere Federali (Consiglio Nazionale) accettasse la revisione della legge sulla caccia, il Consiglio di Fondazione ha già deciso di lanciare un referendum affinchè il popolo svizzero possa decidere/pronunciarsi in merito alla protezione degli animali selvatici (lupo, orso, linci, castoro, ecc.). Il referendum sarà in caso lanciato alla fine del corrente anno.
Altro tema molto importante, seppure concerne attualmente due cantoni, è la pianificazione del territorio. Inoltre si ha posto l’accento sull’importanza fondamentale che Pro Natura e WWF utilizzino sinergie e coordinazione per affinché si creino condizioni per lavorare assieme.

Nel pomeriggio si sono formati gruppi di lavoro che si sono chinati su quattro tematiche specifiche: -agricoltura sostenibile, come agire a livello cantonale (Agridea); -quartieri sostenibili (One Planet Living); -futuro della Conferenza delle Sezioni; -piattaforma WWF Events strumenti da utilizzare per coinvolgere in futuro i membri.

Vi sono stati molti interventi interessanti sotto i vari aspetti, soggettivamente ritenuti importanti, ma non sempre attuabili senza avere un impatto ad amplia scala. Purtroppo le varie Lobby influiscono in modo preponderante sulle scelte che si possono (vogliono) adottare, non sempre politicamente corretto, ma non sono presenti al momento attuale altre alternative.
Forse proprio per poter maggiormente coinvolgere i cittadini, il WWF lancia un appello affinché la popolazione si attivi e sostegno di questa ONG che a livello mondiale sta facendo tutto il possibile per la salvaguardia del nostro pianeta: la nostra “unica” casa, affinché anche le generazioni future possano con responsabilità raccogliere la sfida di questo lascito.

Why let the hunters kill them? * perché lasciarli ammazzare?

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Non più specie “strettamente protetta”, ma solamente “protetta”. Il Consiglio degli Stati ha deciso martedì che sarà più facile abbattere i lupi, declassandone il grado di protezione. Con 29 voti contro 14 è stata respinta una proposta della sinistra di rinviare al Governo la modifica della legge federale sulla caccia. La revisione – di cui ora è in corso l’esame di dettaglio – prevede che la regolazione degli effettivi di alcune specie protette possa essere facilitata, al fine di impedire grossi danni o pericoli per l’uomo.

I Cantoni non saranno quindi più obbligati a provare un danno concreto. Previa consultazione dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), potranno effettuare “interventi regolatori negli effettivi” non soltanto per i lupi, ma anche per talune altre specie protette che sono fonte di controversie. Tra queste figurano lo stambecco e il cigno reale.

“Si direbbe quasi che la Svizzera abbia un solo problema: il lupo”, ha dichiarato la ministra dell’ambiente Doris Leuthard.

Si attende ora il lancio del referendum da parte delle associazioni animaliste.

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https://www.rsi.ch/news/svizzera/Lupo-attento-alluomo-10549436.html

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No longer “strictly protected”, but only “protected” species. The Council of States has decided on Tuesday that it will be easier to break down the wolves, downgrading their degree of protection. With 29 votes against 14 a proposal by the left to postpone to the Government the amendment of the federal hunting law was rejected. The review – which is now undergoing a detailed examination – provides that the regulation of the members of certain protected species can be facilitated, in order to prevent major damage or danger to humans.

The cantons will therefore no longer be obliged to prove concrete damage. After consulting the Federal Office for the Environment (FOEN), they will be able to carry out “regulatory interventions in the field” not only for wolves, but also for certain other protected species that are a source of controversy. These include the ibex and the mute swan.

“It would almost seem that Switzerland has only one problem: the wolf,” said environment minister Doris Leuthard.

The launch of the referendum by animal welfare associations is now awaited.

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Protection dogs for flocks * cani da protezione per le greggi

 

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copyright Alberto Stern – Lostallo

 

The presence of large predators (in this case I refer especially to the wolf) always have a disproportionate impact on public opinion, and this is caused by the loss of habit to live with them.
More than a century ago, in our territory wolves were present in the valleys and pre-Alpine areas and cohabitated with man. Studies have shown that the presence of large predators is necessary, the wolf has a “regulatory” effect to maintain a healthy ecosystem and protect biodiversity.

At the beginning of 1800 wolves and bears were exterminated in Switzerland… now they have returned and this has triggered “fantastic-collective” fixations linked to atavistic legends. Obviously, political pressures contrary to the presence of wolves in the Ticinese territory are high.
But it is possible to avoid to the least the attacks to the flocks, if one proceeds to “protect” the sheep through fences, with the presence of a shepherd (in the alpine pastures) and in general with the use of the protection dogs. (To already included these issues in my other see here, and here).
Last Sunday afternoon on the occasion of the “Festival della Natura vivere la biodiversità”, with WWF we visited Alberto Stern of Lostallo.
Alberto and his wife Elena are veterinarians, and as an accessory activity they manage their farm Creusc. They are dedicated to sheep breeding, breeding of Border Collie dogs and breeding of Mountain dogs of the Pyrenees. The latter are dogs for the protection of livestock while the Border Collies are sheepdogs used to lead the flock.

The Stern spouses began breeding Pyrenean Mountain dogs in 2003, in a national program for the protection of flocks; for more detailed information on the various awards received from dogs raised by Mr. Stern, see website.

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La presenza dei grandi predatori (nel caso specifico mi riferisco specialmente al lupo) hanno sempre un impatto sproporzionato sull’opinione pubblica, e questo è causato dalla perdita dell’abitudine a convivere con loro.

Più di un secolo or sono, nel nostro territorio i lupi erano presenti nelle valli e zone prealpine e coabitavano con l’uomo. Gli studi hanno comprovato che la presenza dei grandi predatori è necessaria, il lupo ha un effetto “regolatore” onde mantenere un ecosistema sano e tutelare la biodiversità.

All’inizio del 1800 lupi ed orsi sono stati sterminati in Svizzera… ora sono ritornati e ciò ha scatenato fissazioni “fantastico-collettive” legate a leggende ataviche. Ovviamente, le pressioni politiche contrarie alla presenza dei lupi sul territorio Ticinese, è elevata.

Ma è possibile evitare al minimo gli attacchi alle greggi, se si procede a “proteggere” gli ovini per mezzo di recinzioni, con la presenza di un pastore (nei pascoli alpini) e in generale con l’utilizzo dei cani da protezione. (To già inserito queste tematiche in altri miei post post).

La scorsa domenica pomeriggio in occasione del “Festival della Natura vivere la biodiversità”, con il WWF abbiamo fatto visita ad Alberto Stern di Lostallo.

Alberto e la moglie Elena sono veterinari, e quale attività accessoria gestiscono la loro azienda agricola Creusc. Si dedicano all’allevamento ovino, all’allevamento di cani di razza Border Collie e all’allevamento di cani di razza Montagna dei Pirenei. Quest’ultimi sono cani da protezione del bestiame mentre i Border Collies sono cani da pastore impiegati per la conduzione del gregge.

I coniugi Stern hanno iniziato l’allevamento dei cani di razza Montagna dei Pirenei nel 2003, in seno ad un programma nazionale per la protezione delle greggi. Per ulteriori informazioni più dettagliate in merito ai vari premi ricevuti dai cani allevati dal signor Stern, vedi sito.

The protection of species in the target * La protezione delle specie nel mirino

WWF Stories:      La protezione delle specie nel mirino

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copyright WWF

The beaver, the lynx, the wolf and many other threatened wildlife that populate Switzerland may soon lose the protection they enjoy. Parliament is debating the revision of the hunting law. Soon the regulation of the effects of different protected species and their preventive slaughter could be allowed. We believe all this intolerable!

On the occasion of the International Biodiversity Day, we want to reiterate that the balance between protection, regulation and hunting is vital for the native wildlife, which contributes significantly to keeping the ecosystem healthy. It is good for nature, but also for man!

You are also on our side to protect biodiversity. From May 24th to May 27th you can also take part in one (or more) of the events organized for the Festival.

lince con piccolo

 

Il castoro, la lince, il lupo e molti altri animali selvatici minacciati che popolano la Svizzera potrebbero presto perdere la protezione di cui godono. Il Parlamento sta dibattendo la revisione della legge sulla caccia. A breve potrebbero quindi essere ammessi la regolazione degli effettivi di diverse specie protette e il loro abbattimento preventivo. Riteniamo tutto questo intollerabile!

In occasione della Giornata internazionale della biodiversità, vogliamo ribadire che l’equilibrio tra tutela, regolazione e caccia è vitale per la fauna selvatica autoctona, che contribuisce in misura importante a mantenere in salute l’ecosistema. È un bene per la natura, ma anche per l’uomo!

Schierati anche tu al nostro fianco per proteggere la biodiversità. Dal 24 al 27 maggio partecipate anche voi a uno (o più) degli eventi organizzati in occasione del Festival.

“Vegan 2017” the movie

 

It’s not a transitory fashion… it’s the only solution for your health, for the health of Planet Earth. TO SAVE OUR PLANET EARTH.
There are no excuses. You can easily change from an omnivore diet to a vegetarian or vegan diet. You shall try, to believe how simple it is!
Now people talk about it more and more, people open their eyes and do not let themselves be cheated.
The choice to abandon the consumption of meat, fish and animal products can be dictated by ethical but also ecological reasons.
I have already published several posts and films that show you these issues… sometimes they are brutal films that few can look to the end, others are photos and testimonies.
In essence, for me, ethics and morality have been the push. Animals are sentient creatures, they feel pain and joy… they have the same rights of respect, love and protection.

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Non è una moda transitoria… è l’unica soluzione per la vostra salute, per la salute del Pianeta Terra. PER SALVARE IL NOSTRO PIANETA TERRA.
Non ci sono scuse. Si può facilmente cambiare da una dieta onivora ad una dieta vegetariana o vegana. Dovresti provare, per credere quanto è semplice!
Ormai se ne parla sempre di più, la gente apre gli occhi e non si lascia più imbrogliare.
La scelta di abbandonare il consumo di carne, pesce e prodotti animali può essere dettata da ragioni etiche ma anche ecologiche.
Ho pubblicato già diversi post e filmati che vi mostrano queste tematiche… a volte sono filmati brutali che pochi riescono a guardare fino alla fine, altre sono foto e testimonianze.
In sostanza, per me, l’etica e la morale sono state la spinta. Gli animali sono creature senzienti, provano dolore e gioia, hanno gli stessi nostri diritti di rispetto, amore e protezione.

 

The Lynx, Europe’s biggest cat * La lince

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See original post wildlife-reporter.com

Europe’s biggest wild cat, the Lynx, is weighing anywhere between 30 Kg (the Eurasian Lynx) and 9 Kg (the Iberian Lynx) and up to 70 cm height. It is considered a national animal in the Republic of Macedonia and is displayed on the reverse of the 5 dinars coin. It is also the national animal of Romania.

The Lynx  is native to European, Central Asian, and Siberian forests. While its conservation status has been classified as “least concern”, populations of Eurasian lynx have been reduced or extirpated from Western Europe, where it is now being reintroduced. Lynx in Britain were wiped out in the 17th century, but currently, the efforts of conservation groups have intensified, to persuade locals and government to re-introduce the lynx in the wild, to naturally curb the numbers of deer and hares.

In Spain starting 2004, a government survey showed just two isolated breeding populations of Iberian lynx in southern Spain, totaling about 100 lynxes. Since then, through massive effort and protection, the population has increased today to count over 400 individuals! However, this effort must continue, to assure this sub-specie survives!

The Lynx is a strict carnivore, consuming about one or two kilograms of meat every day. It feeds on a wide range of animals from white-tailed deer, reindeer, roe deer, small red deer, and chamois, to smaller, more usual prey: snowshoe hares, fish, foxes, squirrels, mice, turkeys and other birds.

The Lynx was reintroduced in Switzerland for the first one in 1971 in the canton of  Obwalden.
It then progressively spread to other cantons among which the Ticino. The last historical observations in Switzerland date back to the beginning of 1900 in the
area of the Simplon Pass. His disappearance was determined by deforestation and by the reduction of its natural prey.

Here you may see the endangered species’ link, reported from the National Geographic  this is going to make you think about the involvement of man causing extinction of animals but also plants!

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Il più grande gatto selvatico d’Europa, la Lince, pesa tra i 30 Kg (la lince eurasiatica) e 9 kg (la lince iberica) e fino a 70 cm di altezza. È considerato un animale nazionale nella Repubblica di Macedonia ed è esposto sul retro della moneta da 5 dinari. È anche l’animale nazionale della Romania.

La lince è originaria delle foreste europee, dell’Asia centrale e della Siberia. Mentre il suo stato di conservazione è stato classificato come “di minore preoccupazione”, le popolazioni di lince eurasiatica sono state ridotte o estirpate dall’Europa occidentale, dove viene ora reintrodotta. La lince in Gran Bretagna fu spazzata via nel XVII secolo, ma attualmente gli sforzi dei gruppi di conservazione si sono intensificati, per convincere la gente del posto e il governo a reintrodurre la lince in natura, per frenare naturalmente il numero di cervi e lepri.

In Spagna, a partire dal 2004, un’indagine governativa ha mostrato solo due popolazioni riproduttive isolate di lince iberica nel sud della Spagna, per un totale di circa 100 linci. Da allora, grazie a enormi sforzi e protezione, oggi la popolazione è aumentata fino a contare oltre 400 individui! Tuttavia questo sforzo deve continuare, per assicurare che questa sub-specie sopravviva!

La lince è un strettamente carnivoro e consuma circa uno o due chili di carne al giorno. Si nutre di una vasta gamma di animali: cervi dalla coda bianca, renne, caprioli, piccoli cervi rossi e camosci, a prede più piccole e più comuni quali le lepri (americane snowshoe hares), pesci, volpi, scoiattoli, topi, tacchini e altri uccelli.

La lince è un carnivoro della famiglia dei Felidi ed è stata reintrodotta in Svizzera per la prima volta nel 1971 nel Canton Obvaldo.
Si è poi progressivamente diffusa in altri Cantoni fra i quali il Ticino. Le ultime osservazioni storiche in Svizzera risalgono all’inizio del 1900 nella zona del Passo del Sempione. La sua scomparsa è stata determinata dal disboscamento e dalla riduzione delle sue prede naturali.

Qui puoi vedere il link delle specie animali in via di estinzione, riportato dal National Geographic. Questo ti farà riflettere sul coinvolgimento dell’uomo che causa l’estinzione non solo degli animali ma anche delle piante!

 

Do not be fooled by the appearance… the last picture is Tommy, our “domestic lynx” of ca. 10 kg
Non lasciatevi ingannare dall’aspetto… l’ultima foto è ritratto Tommy, la nostra “lince domestica” di ca. 10 kg

Interview with “Mr. Bad Wolf” * Intervista con il “Grosso Lupo Cattivo”

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picture copyright Jiajia on Flickr.com

Original post form: Wildlife reporter

Wildlife-Reporter: If we would have a “TIME” magazine type of nomination, you would definitely be on the cover of the 2017 edition. Not once you made the headline in Europe, you made a remarkable comeback in Greece, France, Italy and even Germany, you have been subject of conflict between wildlife protection NGOs and government in Norway, and it is 3rd year in a row when the famous Yellowstone National Park in U.S. exceeds 4 Mil tourists, where you are the main attraction!

Mr. Wolf: Usually for us attracting human attention means troubles, that is how you would explain our nocturnal habits, shy nature and illusive appearance! Nevertheless is true and there is hope, that with support of NGOs, we may take back our place in the ecosystem in Europe! But our recent comeback is rather due to abundant wild prey (after an extended period without predators) and our survival and adaptability skills, but future is far from secured, under threat by hunting, poaching, loss of habitat (including lack of natural corridors to unite our wild populations) and human transport networks, more and more developed and wildlife un-friendly! Without human society understanding and acceptance, we may lose this survival battle and we may be bound to limited spaces within ZOOs or national parks, as element of tourism industry and not as an essential part of a healthy ecosystem!

W-R: How the nick-name “Big Bad” Wolf was attributed to you and sticked for such log time?

Mr. W: Personally I prefer the nick-name “Guardian of the forest”, as it is closer to our role in the ecosystem, being on the nature’s top of the food chain, regulating the number of herbivores, which would otherwise multiply too much and would exhaust the food resources! It is a typical natural predator-prey relationship, assuring the ecosystem balance and long-term survival of predator, prey and plants! The term “Big” is rather subjective of human imagination, we are not bigger than some dogs for example, our size is perfectly suited to environment and size of wild prey we rely on, and the term “Bad” does not even find a place in nature, where as I mentioned, we all live in a balanced dependency, this is the natural state of a healthy eco-system, there is no such thing as good or bad wild animal, each has its role in the ecosystem!

W-R: Tell us more about yourself, what people should learn?

Mr. W: Our relationship with humans goes back more than 10.000 years ago, and has not always been bad. Some early humans were benefitting from our hunting skills and were often taking our prey but also some of our ancestors found in people a source of security, and they left the wilderness to be now part of human societies, these are modern day dogs, also called “human’s best friend”! But most of us continued our way in the wilderness, as we did for millions of years. We are not so different from people in certain regards, we have a complex family structure around an Alpha pair, we communicate between each-other, we defend a territory, we compete with our kind as well as other predators for food, to be able to raise our families, which, same as with humans, is our top priority, human parents can understand this!

W-R: How does a typical day in your life look like?

Mr. W: Depends really on the season! In winter we live in an extended pack format, we are more sociable and very mobile, we could easily cover 40 to 60 km in one night, as we are not bound to one place since our babies have grown and they can keep up with us. Most activity is focused on hunting, where tasks are split between team members. In a pack, as well as with help of deeper snow, it should be easier for us to make a successful hunt, but not all wild animals we encounter are being turned into food, we rely on our senses to detect certain weaknesses in our prey, mainly old age and possible diseases. With this, we may have the chance to catch our food once per week, that is a 1 in 10 chance of success! In summer, in a light pack format, we are bound to our nursery place, where we have to return after every meal we find, to feed our youngsters as well the dedicated nurse wolf assigned to take care of the cubs! And regardless of season, we are also busy protecting from other predators, or marking the boundaries of our territory to keep other packs at distance!

W-R: Did you eat the Red Riding Hood or not?

Mr. W: Continuously hunted and persecuted by people during centuries, we learned to associate the smell of people with danger, from early age, even if we never saw a human before. Therefore we run away at first human scent, normally never get close to humans. In rare case, when a wolf catches rabies, it may than get closer and bite people, or anything that comes across! Otherwise, humans have nothing to fear, wolves do not bite nor eat humans! On the contrary, it is our kind being hunted, trapped, poisoned, cursed, blamed and driven to extinction by humans! However folklore has its role in influencing humans, what is interesting is that at an early age children rather like wolves and other wild animals and nature, it is later on that their opinion changes in the opposite direction, and here people need to work more on education and keeping touch with nature in order to avoid this derail.

W-R: What about the ubiquitous accusations from part of farmers and killing of their livestock?

Mr. W: These accusations are surely over-exaggerated! Studies proved that a cow is statistically more likely to be hit by thunder, ran by a car or die from diseases, rather than being killed by a wolf. Sheep can also be easily protected by guarding dogs, very old and efficient method! Exceptions happen, and this is also human’s fault, when live-stock is left to graze in wild areas without guarding dogs, and wild prey is exceptionally rare, and when young wolves, potentially orphaned by hunters, may have to attack live-stock or face starvation!

W-R: Any wishes for 2018 and beyond?

Mr. W: Our biggest existential threat today is human misunderstanding! If people would understand our role in the ecosystem, and how the ecosystem and planet really work, we would all be able to live side by side, in harmony, as we did for millions of years! I wish therefore more understanding, peace, more wisdom and a healthy ecosystem for all to share and enjoy! And to all people fans, wishing you an excellent holiday time, together with dear ones, Merry Christmas and a Happy 2018 Year, full of good news from wilderness!

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Vedi articolo originale al seguente link:

https://wildlife-reporter.com/2017/12/14/exclusive-interview-with-the-big-bad-wolf

Reporter Fauna Selvatica: Se avessimo una “nomination” sulla rivista TIME, saresti sicuramente sulla copertina dell’edizione 2017. Non una volta hai occupato i titoli della stampa in Europa, ma hai fatto un notevole ritorno in Grecia, Francia, Italia e persino in Germania, sei stato oggetto di conflitto tra le ONG e il governo norvegese, ed è il 3° anno consecutivo che il famoso Parco Nazionale di Yellowstone negli Stati Uniti supera i 4 milioni di turisti, dove tu sei l’attrazione principale!

 

Signor Lupo: Solitamente per noi attirare l’attenzione umana significa procurarsi problemi. Così si spiegano le nostre abitudini notturne, la natura timida e l’aspetto evanescente! Tuttavia speriamo di riprendere il nostro posto nell’ecosistema in Europa con il supporto delle ONG!  Il nostro recente ritorno è piuttosto dovuto alle abbondanti prede selvagge (dopo un lungo periodo senza predatori) e alle nostre capacità di sopravvivenza e adattabilità, ma il futuro è lontano dall’essere sicuro, minacciato dalla caccia, dal bracconaggio, dalla perdita di habitat (compresa la mancanza di corridoi naturali per unire le nostre popolazioni selvatiche) e le reti di trasporto degli uomini, sempre più sviluppate e la natura selvaggia non amichevole! Senza la comprensione e l’accettazione della società umana, potremmo perdere questa battaglia di sopravvivenza e potremmo essere circoscritti a spazi limitati all’interno degli ZOO o dei parchi nazionali, come elemento dell’industria turistica e non come una parte essenziale di un ecosistema sano!

Reporter Fauna Selvatica: Come ti è stato attribuito il soprannome “Grande Lupo Cattivo” che ti è rimasto appiccicato per tutto questo tempo?

Signor Lupo: Personalmente preferisco il soprannome “Guardiano della Foresta”, in quanto è più vicino al nostro ruolo nell’ecosistema. Essendo in cima della catena alimentare naturale, regoliamo il numero di erbivori, che altrimenti si moltiplicherebbero molto ed esaurirebbero le risorse alimentari! È una tipica relazione predatore naturale-preda, che garantisce l’equilibrio dell’ecosistema e la sopravvivenza a lungo termine di predatori, prede e piante! Il termine “grande” è piuttosto assegnato dall’immaginazione umana, infatti esistono cani di dimensioni più grosse di noi. La nostra taglia si adatta perfettamente all’ambiente e alle dimensioni delle prede selvatiche su cui facciamo affidamento. Il termine “cattivo” non trova nemmeno un posto in natura, dove viviamo tutti in una dipendenza equilibrata, questo è lo stato naturale di un ecosistema sano; non esiste un animale selvatico buono o cattivo, ognuno ha il suo ruolo nell’ecosistema!

Reporter Fauna Selvatica: Raccontaci di più su te stesso, cosa dovrebbero imparare le persone?

Signor Lupo: La nostra relazione con gli umani risale a più di 10’000 anni fa e non è sempre stata cattiva. I primi umani beneficiavano delle nostre capacità di caccia e spesso prendevano la nostra preda, ma anche alcuni dei nostri antenati trovavano nelle persone una fonte di sicurezza, e lasciavano le terre selvagge per far parte delle società umane: come i cani moderni, chiamati anche “Il migliore amico dell’uomo”! La maggior parte di noi ha continuato però la propria strada nel deserto, come abbiamo fatto per milioni di anni. Non siamo così diversi dalle persone in certi aspetti, abbiamo una struttura familiare complessa attorno ad una coppia alfa, comunichiamo tra di noi, difendiamo un territorio, competiamo con i nostri simili e altri predatori per il cibo, per essere in grado per crescere le nostre famiglie, che, come per gli umani, è la nostra priorità. I genitori umani possono capirlo!

Reporter Fauna Selvatica: come si svolge una giornata tipo nella tua vita?

Signor Lupo: Dipende davvero dalla stagione! In inverno viviamo in un formato di gruppo esteso, siamo più socievoli e molto mobili, potremmo facilmente coprire da 40 a 60 km in una notte, dato che non siamo legati a un posto da quando i nostri cuccioli sono cresciuti e possono stare al passo con noi. La maggior parte delle attività si concentra sulla caccia, con attività suddivise tra i membri del team. Grazie alla neve più profonda, in un branco è più facile cacciare con successo. Non tutti gli animali selvatici che incontriamo sono però trasformati in cibo: infatti ci affidiamo ai nostri sensi per rilevare alcune debolezze nella nostra preda, principalmente vecchiaia e possibili malattie. Così riusciamo a prendere il nostro cibo una volta a settimana, con una possibilità di successo di 1 su 10!

In estate, in un gruppo più piccolo, siamo legati al nostro “asilo nido”, dove dobbiamo tornare dopo ogni pasto che troviamo, per sfamare i nostri giovani nonché il lupo sorvegliante che si prende cura dei cuccioli!

In ogni stagione, siamo impegnati a proteggerci dagli altri predatori o a segnare i confini del nostro territorio per tenere lontani altri branchi!

Reporter Fauna Selvatica: Hai mangiato il Cappuccetto Rosso o no?

Signor Lupo: Continuamente cacciato e perseguitato dalle persone durante i secoli, abbiamo imparato ad associare l’odore delle persone al pericolo fin dalla tenera età, anche se non abbiamo mai visto un umano prima. Quindi scappiamo al primo odore umano, normalmente non avviciniamo mai gli umani. In rari casi, se un lupo, come altri predatori, prende la rabbia, potrebbe avvicinarsi e mordere qualsiasi cosa gli capita! Altrimenti, gli umani non hanno nulla da temere, i lupi non mordono né mangiano gli umani! Al contrario, siamo noi ad essere cacciati, intrappolati, avvelenati, maledetti, biasimati e portati all’estinzione dagli umani! Comunque il folklore ha il suo ruolo nell’influenzare gli umani. Ciò che è interessante è che fin dalla tenera età i bambini amano i lupi e gli altri animali selvatici e la natura, in seguito la loro opinione cambia nella direzione opposta, e qui le persone hanno bisogno di lavorare di più sull’educazione e mantenere il contatto con la natura per evitare questo deragliare.

Reporter Fauna Selvatica: Che dire delle accuse onnipresenti da parte degli agricoltori e dell’uccisione del loro bestiame?

Signor Lupo: Queste accuse sono sicuramente esagerate! Gli studi hanno dimostrato che una mucca statisticamente ha più probabilità di essere colpita da un tuono, investita da un’auto o morire a causa di malattie, piuttosto che essere uccisa da un lupo. Le pecore possono anche essere facilmente protette da cani da guardia, metodo molto vecchio ed efficiente! Le eccezioni si verificano, e questa è anche colpa degli umani, quando il bestiame è lasciato a pascolare nelle aree selvagge senza protezione e le prede selvatiche sono rare, o quando i giovani lupi, potenzialmente resi orfani dai cacciatori, potrebbero dover attaccare per non morire di fame!

Reporter Fauna Selvatica: Qualche desiderio per il 2018 e oltre?

Signor Lupo: La nostra più grande minaccia esistenziale oggi è l’incomprensione umana! Se le persone capissero il nostro ruolo nell’ecosistema e come funzionano davvero l’ecosistema e il pianeta, saremmo tutti in grado di vivere fianco a fianco, in armonia, come abbiamo fatto per milioni di anni! Desidero quindi maggiore comprensione, pace, più saggezza e un sano ecosistema da condividere e godere con tutti! E a tutti gli appassionati, auguro un’eccellente vacanza, insieme ai loro cari, Buon Natale e Felice Anno 2018, pieno di buone notizie dalla natura selvaggia!

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Get to know the Wolf and start to protect him * impara a conoscere il Lupo per proteggelo

Amici del Lupo – Svizzera italiana

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To all my beloved readers and follower…  I need your support!
Recently I opened a new blog with the desire to inform the public about the need to protect the Wolf.

I belong to a group of people who think that in Switzerland and in Ticino, there is also place for the wolf.
With us there are experts but also simple enthusiasts of Nature and fans of this beautiful animal.

In the face of prejudices, alarms and inaccurate news, when not even deliberately false, with this page we try to bring the Voice of common sense, based on scientific data. Right now, in Switzerland, the wolf risks losing its status as “absolutely protected animal”.

For Switzerland to kill the wolf would be a moral defeat, a demonstration of closure and inability to adapt, of international proportions.

We make our commitment for this not to happen! Help us to support this project, following the blog, spreading our Facebook account.
Thank you so much.

:-)claudine giovannoni

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A tutti i miei lettori e seguaci… Ho bisogno del vostro sostegno!
Da poco ho sviluppato un nuovo blog con il desiderio di informare l’opinione pubblica in merito alla necessità di proteggere il Lupo.

Faccio parte di un gruppo eterogeneo di persone che pensano che in Svizzera ed in Ticino ci sia posto anche per il lupo.
Tra di noi ci sono esperti ma anche semplici appassionati della natura e fan di questo bellissimo animale.

Di fronte a pregiudizi, allarmismi e notizie inesatte, quando non addirittura volutamente false, con questa pagina cerchiamo di portare la Voce del Buonsenso, basandoci su dati scientifici. In questo momento, in Svizzera, il lupo rischia di perdere il suo status di “animale assolutamente protetto”. Per la Svizzera prendere a fucilate il lupo sarebbe una sconfitta morale, una dimostrazione di chiusura e incapacità di adattamento, di proporzioni internazionali.

Metteremo il nostro impegno affinché questo non accada! Aiutaateci a sostenere questo progetto, seguendo il blog, diffondendo il nostro account su Facebook.
Grazie di cuore.

:-)claudine giovannoni

 

We want to prevent the killing of wolves in Switzerland

We are a heterogeneous group of people who think that in Switzerland and in Ticino there is also a place for the wolf.
Between us, there are experts but also simple enthusiasts of nature and fans of this beautiful animal.

In the face of prejudices, alarms and inaccurate news, when not deliberately false, with this page we try to bring the Voice of good sense, based on scientific data. Right now, in Switzerland, the wolf risks losing its status as “absolutely protected animal”. For Switzerland to shoot the wolf would be a moral defeat, a demonstration of closure and inability to adapt, of international proportions.

We will make our commitment for this to happen!

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Siamo un gruppo eterogeneo di persone che pensano che in Svizzera ed in Ticino ci sia posto anche per il lupo.
Tra di noi ci sono esperti ma anche semplici appassionati della natura e fan di questo bellissimo animale.

Di fronte a pregiudizi, allarmismi e notizie inesatte, quando non addirittura volutamente false, con questa pagina cerchiamo di portare la Voce del Buonsenso, basandoci su dati scientifici. In questo momento, in Svizzera, il lupo rischia di perdere il suo status di “animale assolutamente protetto”. Per la Svizzera prendere a fucilate il lupo sarebbe una sconfitta morale, una dimostrazione di chiusura e incapacità di adattamento, di proporzioni internazionali.

Metteremo il nostro impegno affinché questo non accada!

 

This is the new blog… please give your support and love to the wolves!  Thank you   :-)claudine

https://amicidelluposvizzeraitaliana.wordpress.com/

https://www.facebook.com/LupoSvizzeraitaliana/

 

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  • Claudine’s novels * i miei romanzi

  • Piccoli passi nella Taiga (to be published soon)

  • Il Segreto degli Annwyn – Edizioni Ulivo ISBN 978 88 98 018 079

  • The Annwyn’s Secret Austin Macauley London ISBN 9781785544637 & ISBN 9781785544644

  • The Annwyn’s Secret

  • Silloge Poetica “Tracce” – Edizioni Ulivo Balerna

  • Il Kumihimo del Sole – Seneca Edizioni Torino

    ISBN: 978-88-6122-060-7
  • Il Cristallo della Pace – Seneca Edizioni Torino

    ISBN 978-88-6122-189-5
  • Nebbie nella Brughiera – Seneca Edizioni Torino

    ISBN 978-88-6122-055-3
  • I 4 Elementi – Macromedia Edizioni Torino

  • Cats are my inspiration!

  • Remember, transitioning to a plant-based diet that embraces compassion for the animals, your health and our planet isn’t really difficult. You just have to want to do it! For the sake of us all... :-)claudine
  • Amici del Lupo – Svizzera italiana

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