• Simply… woman

    Sara Luna e Claudine
  • I support ANIMAL RIGHTS

  • me and my girl :-)
  • Mi sento unicamente una "Cittadina del Mondo"
    figlia, madre, amica, compagna, donna...
    Ho viaggiato lungo rotte conosciute ed altre ignote, per lavoro ma anche per curiosità o solo per il desiderio di scoprire nuovi luoghi!
    L'esperienza a contatto con altri popoli, religioni e culture, mi ha insegnato a venerare Madre Natura ed ogni forma di vita che ci conduce a valutare precetti inconfutabili, ma che purtroppo troppi ignorano nel più assoluto egoismo.
    Vi apro le porte del mio mondo virtuale... seguitemi lungo l'itinerante scorrer d'acqua lasciando traccia di vissuto.

  • What to say about Claudine? She is passionate about living a present, balanced and authentic life, with a healthy dose of humor! She loves to travel the world, explore new places, people and food, but equally loves to retreat into silent solitude. She is a writer who follows a hidden path, into an unfamiliar world. If you just surrender and go with her on her eerie journey, you will find that you have surrendered to enchantment, as if in a voluptuous and fantastic dream. She makes you believe everything she sees in her fantasy and dreams. But as well you take a journey to the frozen mountain peaks of the north of Europe, to the crowded sweating streets of Mexico or Africa. Her characters are wonderfully real and wholly believable perfectly situated in her richly textured prose. She’s a lovely person and she writes with exquisite powers of description! She’s simply great! R. McKelley

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    Chi è Claudine? Lei è appassionata nel vivere al presente una vita equilibrata e autentica, con una sana dose di humour! Ama viaggiare per il mondo, esplorare nuovi luoghi, persone e cibo, ma ugualmente ama ritirarsi in solitudine, nel silenzio. E' una scrittrice che segue un sentiero nascosto, verso un mondo sconosciuto. Se solo vi arrendete e andate con lei in questa spettacolare avventura, realizzerete che vi siete confidati all’incantevole, come in un sogno fantastico ed avvolgente. Vi farà credere ad ogni cosa che lei vede nei suoi stessi sogni e fantasie. Ma inizierete anche un viaggio verso le cime ghiacciate del nord Europa, verso le strade affollate del Messico o Africa. I protagonisti sono magnificamente reali e totalmente credibili stupendamente inseriti nella ricca trama di prosa. E’ una “grande” persona e scrive con uno squisito potere descrittivo. E’ semplicemente magnifica.

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Why kill for sport? * Perché uccidere per sport?

 

What do the white partridge and wolf have in common?

Much has been written in recent times about the white partridge; those who protect it, those who are ready to cite by law articles that determine their freedom of killing, as it is legitimate for the pros and cons to be expressed, in the democratic freedom of our country (Switzerland).
My personal opinion, which is not reflected in federal or cantonal laws, is that killing for sport and not for survival is an act of useless violence.
More and more people, who have realized that speciesism is harmful, have made conscious food choices.
It doesn’t matter if to kill the white partridge you have to reach 2’000 meters of altitude by walking for hours, or if in the viewfinder ends, by mistake, the black pheasant or the woodcock. To accommodate their hunting needs, hunters are nowadays increasingly equipped with technologically first-rate and sophisticated equipment.
How can this type of activity be defined as sport, I have been asking myself for a long time.
And yet the Man, this sentient being, endowed with acute intelligence, and here we could quibble, allows himself to legislate on how and when he can kill another creature of the lower defined species?
I leave to the ones the freedom to speak in defense of their principles, and to the others to consider them unfair.
Anthropocentrism has led us to the current situation, where Man, by defrauding nature, has removed the territory from other species and finds himself (right now) in a situation of catastrophic global crisis.
But sometimes, nature thinks of herself by taking revenge!
I do not deny a feeling of satisfaction reading the news of the presence of a specimen of a wolf in Alta Leventina, sighted by hunters in order to “monitoring” the area in view of the opening of the high hunt. And this is another demonstration of how they proceed, already well in advance, to probe the possibilities of killing ungulates, which apparently, and thanks to the presence of the predator, have become wary and do not come out into the open, which thus disperse and cause less damage to nature and human activities, such as agriculture or fruit growing.
It is only to be hoped that the owners of the flocks present in those places have taken all the precautions, recommended by the various cantonal and federal offices so that there are no predations.
And we hope that the wolves are smarter than the hunters, maintaining the necessary distances from their most bitter predators: human beings.

 

Cosa accomuna pernice bianca e lupo?

Si è scritto molto in questi ultimi tempi sulla pernice bianca; chi a proteggerla, chi pronto a citare a memoria articoli di legge che ne determinano la libertà d’abbattimento, come è lecito che i pro e i contro vadano espressi, nella libertà democratica del nostro Paese.
La mia personale opinione, che non trova riscontro in leggi federali o cantonali che si voglia, è che uccidere per sport e non per sopravvivenza è un atto di inutile violenza.
Sempre più persone, che hanno realizzato che lo specismo è dannoso, hanno fatto delle scelte alimentari consapevoli.
Non importa se per uccidere la pernice bianca si devono raggiungere i 2’000 metri d’altitudine camminando ore, o se nel mirino finisce per sbaglio il fagiano di monte o la beccaccia. Per assecondare le proprie necessità venatorie, i cacciatori sono oggigiorno sempre più muniti di un equipaggiamento tecnologicamente di primordine e sofisticato,
Come si possa definire “sport” questo tipo di attività, me lo chiedo da parecchio tempo.
E ancora l’uomo, quest’essere senziente, dotato di acuta intelligenza, e qui potremmo disquisire, si permette di legiferare sul come e quando si possa ammazzare un’altra creatura di specie definita inferiore?
Lascio agli uni la libertà di parlare a difesa dei propri principi, e agli altri di considerarli scorretti.
L’antropocentrismo ci ha portati alla situazione attuale, dove l’Uomo, defraudando la natura, ha tolto il territorio alle altre specie e si ritrova alle strette in una situazione di catastrofica crisi globale.
Ma a volte, la natura ci pensa da sola a prendere una rivincita!
Non nego una sensazione di soddisfazione leggendo la notizia della presenza di un esemplare di lupo in Alta Leventina, avvistato da cacciatori intenti a “monitorare” la zona in vista dell’apertura della caccia alta. E questa è un’altra dimostrazione di come si proceda, già con largo anticipo, a sondare le possibilità di ammazzare ungulati che però apparentemente, e grazie alla presenza del predatore, sono diventati guardinghi e non escono allo scoperto, che così si disperdono e causano meno danni alla natura e alle attività dell’uomo, come l’agricolutra o la frutticoltura.
C’è solo da augurarsi che i proprietari delle greggi presenti in quei luoghi abbiano adottato tutte le precauzioni, raccomandate dai vari uffici cantonali e federali, affinché non vi siano predazioni.
E speriamo che i lupi siano più furbi dei cacciatori, mantenendo le dovute distanze dai loro più acerrimi predatori: gli esseri umani.

 

Revisione della legge sulla caccia in Svizzera

In Switzerland only

Ultime notizie odierne (19.6.2019) comunicato del WWF Svizzera: la revisione della legge sulla caccia -che dovrebbe consentire l’abbattimento agevolato di specie protette- non verrà discussa nella sessione estiva ma è stata spostata in autunno. Le motivazioni sono futili: così che durante la campagna elettorale non dovranno spiegare come mai sono favorevoli ad una legge così assurda….

Di conseguenza,  la raccolta delle firme contro la revisione della legge sulla caccia inizierà in autunno! Noi ci prepariamo!

Se vuoi aiutare anche tu questo REFERENDUM, compila il sottostante formulario lasciando i tuoi dati e la quantità di firme che potresti raccogliere. Ti invieremo via e-mail i moduli non appena saranno disponibili. Grazie di vero cuore per il tuo prezioso sostegno!

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Scelte sbagliate, dettate da paure ataviche (e dall’ignoranza)

vedi articolo apparso sulla stampa CdT 9.5.2019

 

Easier to break down wolves.  Wrong choices, dictated by atavistic fears (and ignorance)


Wolves and bears in the viewfinder: the Swiss National Council has decided to loosen the conditions of regulation of the great predators, making their killing easier. The deputies went beyond the Government’s demands. The attempts of the left to downsize the project are in vain. Some nature protection groups have already threatened the referendum; the WWF, for its part, speaks of a “killing law”. The dossier now returns to the States. The people should have the last word.

We are ready for the referendum! and we will fight until the last…

 

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ZOO’s: educational sites or prisons?

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Snow Leopard into the freedom

(c) Sophiajon5

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Native to the mountain ranges of Central Asia, the snow leopard is considered a protected species with a high risk of extinction. Also called “ghost of the mountains”, because he is difficult to observe, he lives in an arid environment, between peaks and rocky crags, covered with moss and shrubs, between 3,000 and 4,500 meters of altitude. Like a predator, he hunts at night or at the dawn of the day and feeds on wild animals or livestock in the wild. Over the past twenty years, more than a fifth of these majestic wild creatures have disappeared. Nowadays about 6,500 free specimens are registered, of which only 2,500 with the characteristics suitable for reproducing.

One cause is the loss of its natural habitat, caused by climate change.
The mountain ranges of Central Asia are predominantly covered with snow and ice. Due to global warming, trees and mosses waste away and regress, leaving free space then occupied by livestock breeding. The additional second element is the pressure of the shepherds who hunt him to avoid attacks on the flocks; this human behavior leads to an inestimable loss for the biodiversity of these places with foreseeable future consequences and widely exposed in scientific studies.
There is, therefore, a reduction in the natural habitat of the leopard, which obliges him to move more in search for food. This fragmentation of the habitat caused by climate and man also affects the survival of the species that have the greatest difficulty in mating. A further cause is the rampant poaching for its fine fur and for the bones or parts of the body destined for Chinese Medicine.

The influence of the snow leopard on biodiversity is the same for every “big predator” at the top of the food chain: in his absence the herbivores that he hunts expand in number and destroy the surrounding habitat, seriously endangering the whole ecosystem.
After learning that at the Zoo at Maglio di Magliaso (Ticino south Switzerland) they transferred Sadary, a two-year-old snow leopard female from the Krefeld zoo in Germany, I once again asked myself the following bitter question: “Are ZOO educational sites or are only prisons?”

I am not a biologist, but apart from the noble intent of “preserving the species” and hoping that the animal will be able to reproduce in captivity, I don’t think that a Mediterranean area where the summer temperatures reach even the 40° C, is an environment suitable for an animal used to living in snow and ice at 20 or 30 degrees below zero. In addition to the completely different habitat, the conditions of life in an angled and cemented area, where Sadary and the male Deleg, who has already been a guest of the zoo since September last year, will (perhaps) find mutual sympathy and then mate, they are not certain ideals. These animals are used to occupy vast territories and it is perhaps better, for the purposes of preservation of their species, to store them in an Alpine Tierpark rather than in a minute city zoo… but even better they should be protected in their natural environment (see the projects of WWF and others).

Looking in the eyes of Sadary in the film published by the RSI I saw fear, disorientation and a lot of sadness.

And what do you think about this matter?

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(c) tipress

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Originario delle catene montuose dell’Asia Centrale, il leopardo delle nevi è considerata specie protetta con alto rischio d’estinzione. Anche chiamato “fantasma delle montagne”, poiché è difficile da osservare, vive in un ambiente arido, tra picchi e dirupi rocciosi, ricoperti da muschi e arbusti, tra i 3.000 e 4.500 metri d’altitudine. Quale predatore, caccia di notte o agli albori del giorno e si ciba di animali selvatici o di bestiame allo stato brado. Negli ultimi vent’anni sono scomparsi di più di un quinto di queste maestose creature selvatiche. Oggigiorno sono censiti circa 6.500 esemplari in libertà dei quali solo 2.500 con le caratteristiche adatte a riprodursi.

Una causa è la perdita del suo habitat naturale, causata dal cambiamento climatico. Le catene montuose dell’Asia Centrale sono luoghi prevalentemente ricoperti da neve e ghiaccio. A causa del surriscaldamento globale gli alberi e i muschi deperiscono e regrediscono lasciando spazio libero poi occupato dall’allevamento di bestiame. Un secondo elemento che si aggiunge è la pressione dei pastori che lo cacciano per evitare attacchi alle greggi; comportamento umano che porta a una perdita inestimabile per la biodiversità di questi luoghi con prevedibili conseguenze future e ampiamente esposte in studi scientifici.

Vi è perciò una riduzione dell’habitat naturale del leopardo che lo obbligano a spostarsi maggiormente per la ricerca di cibo. Questa frammentazione dell’habitat causata dal clima e dall’uomo, influisce anche sulla sopravvivenza della specie che ha maggiore difficoltà ad accoppiarsi. Una ulteriore causa è il dilagante bracconaggio per la sua pregiata pelliccia e per le ossa o parti del corpo destinate alla Medicina Cinese.

L’influsso del leopardo delle nevi sulla biodiversità è lo stesso per ogni “grande predatore” in cima alla catena alimentare: in sua mancanza gli erbivori che egli caccia si espandono di numero e distruggono l’habitat circostante mettendo in serio pericolo l’intero ecosistema.

Dopo aver appreso che presso lo Zoo al Maglio di Magliaso (Ticino Svizzera) hanno trasferito Sadary, una femmina di leopardo delle nevi di due anni proveniente dallo zoo di Krefeld in Germania, nuovamente mi sono posta la seguente pungente domanda: “gli ZOO sono dei luoghi istruttivi o sono solo delle prigioni?”

Non sono una biologa, ma a parte il nobile intento di “preservare la specie”, sperando che l’animale riesca a riprodursi in cattività, non penso che una zona mediterranea dove le temperature estive arrivano persino a sfiorare i 40°C siano l’ambiente adeguato per un animale abituato a vivere nella neve e ghiaccio a 20 o 30 gradi sotto lo zero. Oltre all’habitat completamente diverso, le condizioni di vita in un antro angusto e cementificato, dove Sadary e il maschio Deleg, che è già ospite dello zoo da settembre dello scorso anno, dovranno (forse) trovare simpatia reciproca per poi accoppiarsi, non sono certo ideali. Questi animali sono abituati ad occupare territori immensi ed è forse meglio, per gli scopi di preservazione della loro specie, accasarli in un Tierpark alpino piuttosto che in un minuto zoo cittadino… ma ancora meglio andrebbero protetti nel loro ambiente naturale (vedasi progetti WWF e altri)!

Guardando negli occhi di Sadary nel filmato pubblicato dalla RSI si percepiscono paura, disorientamento e tanta tristezza.

Cosa ne pensi tu di questo argomento?

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Claudine leopardo delle nevi corriere 5.3.2019

La Lince: grande predatore * The Lynx

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(c) KORA

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As part of an EU-Life re-introduction of species in areas where these are extinct, a lynx from Switzerland has been released into the forests of Rhineland-Palatinate.
Mala, this is the name of the female lynx, will be monitored by means of a special collar for the duration of one year, in order to observe her habits and adaptation.
For the management of wildlife, the experts of the KORA (Swiss institute that studies the ecology of carnivores), works to protect these animals.
If in Switzerland you want to get rid of (those who say “exterminate”) the great predators, a group to which also the wolf and the bear belong, the capture and release of them in protected areas is an ethically correct solution.
Why kill if you can resort to this type of solution?
In the forests of the Palatinate, other lynxes from Switzerland and Slovakia have already been freed in the past, which will form the basis for successful repopulation, given the birth of at least seven puppies.
Evidently this type of project is supported by accurate information aimed at allowing the population (humans) to live with the Lynx without incurring into difficulties.
 The breeders, as for other predators and in Ticino we have had ample example, will have to follow the requirements for the preventive protection of flocks or livestock.
It is proven that by observing the indications of the surveillance offices (game warden, KORA and others), the great predators can live with us without creating problems.
Leaving abandoned the livestock without protection (specific enclosures following the rules, and guard dogs trained for this purpose), these beasts are also subject to accidents of another type not attributable to attacks by canids or other predators.

Information and prevention are the correct attitude! Our task is to safeguard biodiversity, trying in every possible way to adapt the anthropic impact in order not to cause further damage.

We need to protect biodiversity at all costs: Nature and the ecosystem are perfectly able to regulate for the benefit of man.

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(c) Willi Rolfes

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Nell’ambito di un progetto UE-Life di reintroduzione di specie in zone dove queste sono estinte, una lince proveniente dalla Svizzera è stata liberata nelle foreste della Renania Palatinato.
Mala, questo il nome della lince femmina, sarà monitorata per mezzo di uno speciale collare per la durata di un anno, nella finalità di osservare le sue abitudini e l’adattamento.
Per la gestione della fauna selvatica, gli esperti del KORA (istituto svizzero che studia l’ecologia dei carnivori), si adopera per la tutela di questi animali.
Se in Svizzera ci si vuole sbarazzare (chi afferma “sterminare”) i grandi predatori, gruppo al quale appartengono anche il lupo e l’orso, la loro cattura  e liberazione in luoghi protetti è una soluzione eticamente corretta.
Perché ammazzare se si può ricorrere a questo tipo di soluzione?
Nelle foreste del Palatinato sono state già in passato liberate altre linci provenienti dalla Svizzera e dalla Slovacchia, le quali formeranno la base per il ripopolamento che si annuncia con successo, visto la nascita di almeno sette cuccioli.
Evidentemente questo tipo di progetto è sostenuto da un’informazione accurata atta a permettere alla popolazione di convivere con la lince senza incorrere in difficoltà.
Gli allevatori, come per altri predatori e in Ticino ne abbiamo avuto ampio esempio, dovranno seguire le prescrizioni per quanto concerne la protezione preventiva delle greggi o dei capi di bestiame.
È comprovato che osservando scupolosamente le indicazioni degli uffici della sorveglianza (guardiacaccia, KORA e altri), i grandi predatori possono convivere con noi senza creare problemi.
Lasciando abbandonati dei capi di bestiame senza protezione (recinti specifici a norma e cani da guardia addestrati a questo scopo), queste bestie sono soggette anche a incidenti d’altro tipo non imputabili ad aggressioni da canidi o altri predatori.

L’informazione e la prevenzione sono la corretta attitudine! È un nostro compito salvaguardare la biodiversità, cercando in ogni modo possibile di adeguare l’impatto antropico nella finalità di non causare ulteriori danni.

Necessitiamo di proteggere ad ogni costo la biodiversità: la Natura e l’ecosistema sono perfettamente in grado di regolarsi a vantaggio dell’uomo.

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marcatura di un cucciolo di lince

(c) Fridolin Zimmermann

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published  Corriere del Ticino  19.2.2019

 

Protection dogs for flocks * cani da protezione per le greggi

 

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copyright Alberto Stern – Lostallo

 

The presence of large predators (in this case I refer especially to the wolf) always have a disproportionate impact on public opinion, and this is caused by the loss of habit to live with them.
More than a century ago, in our territory wolves were present in the valleys and pre-Alpine areas and cohabitated with man. Studies have shown that the presence of large predators is necessary, the wolf has a “regulatory” effect to maintain a healthy ecosystem and protect biodiversity.

At the beginning of 1800 wolves and bears were exterminated in Switzerland… now they have returned and this has triggered “fantastic-collective” fixations linked to atavistic legends. Obviously, political pressures contrary to the presence of wolves in the Ticinese territory are high.
But it is possible to avoid to the least the attacks to the flocks, if one proceeds to “protect” the sheep through fences, with the presence of a shepherd (in the alpine pastures) and in general with the use of the protection dogs. (To already included these issues in my other see here, and here).
Last Sunday afternoon on the occasion of the “Festival della Natura vivere la biodiversità”, with WWF we visited Alberto Stern of Lostallo.
Alberto and his wife Elena are veterinarians, and as an accessory activity they manage their farm Creusc. They are dedicated to sheep breeding, breeding of Border Collie dogs and breeding of Mountain dogs of the Pyrenees. The latter are dogs for the protection of livestock while the Border Collies are sheepdogs used to lead the flock.

The Stern spouses began breeding Pyrenean Mountain dogs in 2003, in a national program for the protection of flocks; for more detailed information on the various awards received from dogs raised by Mr. Stern, see website.

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La presenza dei grandi predatori (nel caso specifico mi riferisco specialmente al lupo) hanno sempre un impatto sproporzionato sull’opinione pubblica, e questo è causato dalla perdita dell’abitudine a convivere con loro.

Più di un secolo or sono, nel nostro territorio i lupi erano presenti nelle valli e zone prealpine e coabitavano con l’uomo. Gli studi hanno comprovato che la presenza dei grandi predatori è necessaria, il lupo ha un effetto “regolatore” onde mantenere un ecosistema sano e tutelare la biodiversità.

All’inizio del 1800 lupi ed orsi sono stati sterminati in Svizzera… ora sono ritornati e ciò ha scatenato fissazioni “fantastico-collettive” legate a leggende ataviche. Ovviamente, le pressioni politiche contrarie alla presenza dei lupi sul territorio Ticinese, è elevata.

Ma è possibile evitare al minimo gli attacchi alle greggi, se si procede a “proteggere” gli ovini per mezzo di recinzioni, con la presenza di un pastore (nei pascoli alpini) e in generale con l’utilizzo dei cani da protezione. (To già inserito queste tematiche in altri miei post post).

La scorsa domenica pomeriggio in occasione del “Festival della Natura vivere la biodiversità”, con il WWF abbiamo fatto visita ad Alberto Stern di Lostallo.

Alberto e la moglie Elena sono veterinari, e quale attività accessoria gestiscono la loro azienda agricola Creusc. Si dedicano all’allevamento ovino, all’allevamento di cani di razza Border Collie e all’allevamento di cani di razza Montagna dei Pirenei. Quest’ultimi sono cani da protezione del bestiame mentre i Border Collies sono cani da pastore impiegati per la conduzione del gregge.

I coniugi Stern hanno iniziato l’allevamento dei cani di razza Montagna dei Pirenei nel 2003, in seno ad un programma nazionale per la protezione delle greggi. Per ulteriori informazioni più dettagliate in merito ai vari premi ricevuti dai cani allevati dal signor Stern, vedi sito.

The Lynx, Europe’s biggest cat * La lince

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See original post wildlife-reporter.com

Europe’s biggest wild cat, the Lynx, is weighing anywhere between 30 Kg (the Eurasian Lynx) and 9 Kg (the Iberian Lynx) and up to 70 cm height. It is considered a national animal in the Republic of Macedonia and is displayed on the reverse of the 5 dinars coin. It is also the national animal of Romania.

The Lynx  is native to European, Central Asian, and Siberian forests. While its conservation status has been classified as “least concern”, populations of Eurasian lynx have been reduced or extirpated from Western Europe, where it is now being reintroduced. Lynx in Britain were wiped out in the 17th century, but currently, the efforts of conservation groups have intensified, to persuade locals and government to re-introduce the lynx in the wild, to naturally curb the numbers of deer and hares.

In Spain starting 2004, a government survey showed just two isolated breeding populations of Iberian lynx in southern Spain, totaling about 100 lynxes. Since then, through massive effort and protection, the population has increased today to count over 400 individuals! However, this effort must continue, to assure this sub-specie survives!

The Lynx is a strict carnivore, consuming about one or two kilograms of meat every day. It feeds on a wide range of animals from white-tailed deer, reindeer, roe deer, small red deer, and chamois, to smaller, more usual prey: snowshoe hares, fish, foxes, squirrels, mice, turkeys and other birds.

The Lynx was reintroduced in Switzerland for the first one in 1971 in the canton of  Obwalden.
It then progressively spread to other cantons among which the Ticino. The last historical observations in Switzerland date back to the beginning of 1900 in the
area of the Simplon Pass. His disappearance was determined by deforestation and by the reduction of its natural prey.

Here you may see the endangered species’ link, reported from the National Geographic  this is going to make you think about the involvement of man causing extinction of animals but also plants!

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Il più grande gatto selvatico d’Europa, la Lince, pesa tra i 30 Kg (la lince eurasiatica) e 9 kg (la lince iberica) e fino a 70 cm di altezza. È considerato un animale nazionale nella Repubblica di Macedonia ed è esposto sul retro della moneta da 5 dinari. È anche l’animale nazionale della Romania.

La lince è originaria delle foreste europee, dell’Asia centrale e della Siberia. Mentre il suo stato di conservazione è stato classificato come “di minore preoccupazione”, le popolazioni di lince eurasiatica sono state ridotte o estirpate dall’Europa occidentale, dove viene ora reintrodotta. La lince in Gran Bretagna fu spazzata via nel XVII secolo, ma attualmente gli sforzi dei gruppi di conservazione si sono intensificati, per convincere la gente del posto e il governo a reintrodurre la lince in natura, per frenare naturalmente il numero di cervi e lepri.

In Spagna, a partire dal 2004, un’indagine governativa ha mostrato solo due popolazioni riproduttive isolate di lince iberica nel sud della Spagna, per un totale di circa 100 linci. Da allora, grazie a enormi sforzi e protezione, oggi la popolazione è aumentata fino a contare oltre 400 individui! Tuttavia questo sforzo deve continuare, per assicurare che questa sub-specie sopravviva!

La lince è un strettamente carnivoro e consuma circa uno o due chili di carne al giorno. Si nutre di una vasta gamma di animali: cervi dalla coda bianca, renne, caprioli, piccoli cervi rossi e camosci, a prede più piccole e più comuni quali le lepri (americane snowshoe hares), pesci, volpi, scoiattoli, topi, tacchini e altri uccelli.

La lince è un carnivoro della famiglia dei Felidi ed è stata reintrodotta in Svizzera per la prima volta nel 1971 nel Canton Obvaldo.
Si è poi progressivamente diffusa in altri Cantoni fra i quali il Ticino. Le ultime osservazioni storiche in Svizzera risalgono all’inizio del 1900 nella zona del Passo del Sempione. La sua scomparsa è stata determinata dal disboscamento e dalla riduzione delle sue prede naturali.

Qui puoi vedere il link delle specie animali in via di estinzione, riportato dal National Geographic. Questo ti farà riflettere sul coinvolgimento dell’uomo che causa l’estinzione non solo degli animali ma anche delle piante!

 

Do not be fooled by the appearance… the last picture is Tommy, our “domestic lynx” of ca. 10 kg
Non lasciatevi ingannare dall’aspetto… l’ultima foto è ritratto Tommy, la nostra “lince domestica” di ca. 10 kg

Interview with “Mr. Bad Wolf” * Intervista con il “Grosso Lupo Cattivo”

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picture copyright Jiajia on Flickr.com

Original post form: Wildlife reporter

Wildlife-Reporter: If we would have a “TIME” magazine type of nomination, you would definitely be on the cover of the 2017 edition. Not once you made the headline in Europe, you made a remarkable comeback in Greece, France, Italy and even Germany, you have been subject of conflict between wildlife protection NGOs and government in Norway, and it is 3rd year in a row when the famous Yellowstone National Park in U.S. exceeds 4 Mil tourists, where you are the main attraction!

Mr. Wolf: Usually for us attracting human attention means troubles, that is how you would explain our nocturnal habits, shy nature and illusive appearance! Nevertheless is true and there is hope, that with support of NGOs, we may take back our place in the ecosystem in Europe! But our recent comeback is rather due to abundant wild prey (after an extended period without predators) and our survival and adaptability skills, but future is far from secured, under threat by hunting, poaching, loss of habitat (including lack of natural corridors to unite our wild populations) and human transport networks, more and more developed and wildlife un-friendly! Without human society understanding and acceptance, we may lose this survival battle and we may be bound to limited spaces within ZOOs or national parks, as element of tourism industry and not as an essential part of a healthy ecosystem!

W-R: How the nick-name “Big Bad” Wolf was attributed to you and sticked for such log time?

Mr. W: Personally I prefer the nick-name “Guardian of the forest”, as it is closer to our role in the ecosystem, being on the nature’s top of the food chain, regulating the number of herbivores, which would otherwise multiply too much and would exhaust the food resources! It is a typical natural predator-prey relationship, assuring the ecosystem balance and long-term survival of predator, prey and plants! The term “Big” is rather subjective of human imagination, we are not bigger than some dogs for example, our size is perfectly suited to environment and size of wild prey we rely on, and the term “Bad” does not even find a place in nature, where as I mentioned, we all live in a balanced dependency, this is the natural state of a healthy eco-system, there is no such thing as good or bad wild animal, each has its role in the ecosystem!

W-R: Tell us more about yourself, what people should learn?

Mr. W: Our relationship with humans goes back more than 10.000 years ago, and has not always been bad. Some early humans were benefitting from our hunting skills and were often taking our prey but also some of our ancestors found in people a source of security, and they left the wilderness to be now part of human societies, these are modern day dogs, also called “human’s best friend”! But most of us continued our way in the wilderness, as we did for millions of years. We are not so different from people in certain regards, we have a complex family structure around an Alpha pair, we communicate between each-other, we defend a territory, we compete with our kind as well as other predators for food, to be able to raise our families, which, same as with humans, is our top priority, human parents can understand this!

W-R: How does a typical day in your life look like?

Mr. W: Depends really on the season! In winter we live in an extended pack format, we are more sociable and very mobile, we could easily cover 40 to 60 km in one night, as we are not bound to one place since our babies have grown and they can keep up with us. Most activity is focused on hunting, where tasks are split between team members. In a pack, as well as with help of deeper snow, it should be easier for us to make a successful hunt, but not all wild animals we encounter are being turned into food, we rely on our senses to detect certain weaknesses in our prey, mainly old age and possible diseases. With this, we may have the chance to catch our food once per week, that is a 1 in 10 chance of success! In summer, in a light pack format, we are bound to our nursery place, where we have to return after every meal we find, to feed our youngsters as well the dedicated nurse wolf assigned to take care of the cubs! And regardless of season, we are also busy protecting from other predators, or marking the boundaries of our territory to keep other packs at distance!

W-R: Did you eat the Red Riding Hood or not?

Mr. W: Continuously hunted and persecuted by people during centuries, we learned to associate the smell of people with danger, from early age, even if we never saw a human before. Therefore we run away at first human scent, normally never get close to humans. In rare case, when a wolf catches rabies, it may than get closer and bite people, or anything that comes across! Otherwise, humans have nothing to fear, wolves do not bite nor eat humans! On the contrary, it is our kind being hunted, trapped, poisoned, cursed, blamed and driven to extinction by humans! However folklore has its role in influencing humans, what is interesting is that at an early age children rather like wolves and other wild animals and nature, it is later on that their opinion changes in the opposite direction, and here people need to work more on education and keeping touch with nature in order to avoid this derail.

W-R: What about the ubiquitous accusations from part of farmers and killing of their livestock?

Mr. W: These accusations are surely over-exaggerated! Studies proved that a cow is statistically more likely to be hit by thunder, ran by a car or die from diseases, rather than being killed by a wolf. Sheep can also be easily protected by guarding dogs, very old and efficient method! Exceptions happen, and this is also human’s fault, when live-stock is left to graze in wild areas without guarding dogs, and wild prey is exceptionally rare, and when young wolves, potentially orphaned by hunters, may have to attack live-stock or face starvation!

W-R: Any wishes for 2018 and beyond?

Mr. W: Our biggest existential threat today is human misunderstanding! If people would understand our role in the ecosystem, and how the ecosystem and planet really work, we would all be able to live side by side, in harmony, as we did for millions of years! I wish therefore more understanding, peace, more wisdom and a healthy ecosystem for all to share and enjoy! And to all people fans, wishing you an excellent holiday time, together with dear ones, Merry Christmas and a Happy 2018 Year, full of good news from wilderness!

…oOo…

 

Vedi articolo originale al seguente link:

https://wildlife-reporter.com/2017/12/14/exclusive-interview-with-the-big-bad-wolf

Reporter Fauna Selvatica: Se avessimo una “nomination” sulla rivista TIME, saresti sicuramente sulla copertina dell’edizione 2017. Non una volta hai occupato i titoli della stampa in Europa, ma hai fatto un notevole ritorno in Grecia, Francia, Italia e persino in Germania, sei stato oggetto di conflitto tra le ONG e il governo norvegese, ed è il 3° anno consecutivo che il famoso Parco Nazionale di Yellowstone negli Stati Uniti supera i 4 milioni di turisti, dove tu sei l’attrazione principale!

 

Signor Lupo: Solitamente per noi attirare l’attenzione umana significa procurarsi problemi. Così si spiegano le nostre abitudini notturne, la natura timida e l’aspetto evanescente! Tuttavia speriamo di riprendere il nostro posto nell’ecosistema in Europa con il supporto delle ONG!  Il nostro recente ritorno è piuttosto dovuto alle abbondanti prede selvagge (dopo un lungo periodo senza predatori) e alle nostre capacità di sopravvivenza e adattabilità, ma il futuro è lontano dall’essere sicuro, minacciato dalla caccia, dal bracconaggio, dalla perdita di habitat (compresa la mancanza di corridoi naturali per unire le nostre popolazioni selvatiche) e le reti di trasporto degli uomini, sempre più sviluppate e la natura selvaggia non amichevole! Senza la comprensione e l’accettazione della società umana, potremmo perdere questa battaglia di sopravvivenza e potremmo essere circoscritti a spazi limitati all’interno degli ZOO o dei parchi nazionali, come elemento dell’industria turistica e non come una parte essenziale di un ecosistema sano!

Reporter Fauna Selvatica: Come ti è stato attribuito il soprannome “Grande Lupo Cattivo” che ti è rimasto appiccicato per tutto questo tempo?

Signor Lupo: Personalmente preferisco il soprannome “Guardiano della Foresta”, in quanto è più vicino al nostro ruolo nell’ecosistema. Essendo in cima della catena alimentare naturale, regoliamo il numero di erbivori, che altrimenti si moltiplicherebbero molto ed esaurirebbero le risorse alimentari! È una tipica relazione predatore naturale-preda, che garantisce l’equilibrio dell’ecosistema e la sopravvivenza a lungo termine di predatori, prede e piante! Il termine “grande” è piuttosto assegnato dall’immaginazione umana, infatti esistono cani di dimensioni più grosse di noi. La nostra taglia si adatta perfettamente all’ambiente e alle dimensioni delle prede selvatiche su cui facciamo affidamento. Il termine “cattivo” non trova nemmeno un posto in natura, dove viviamo tutti in una dipendenza equilibrata, questo è lo stato naturale di un ecosistema sano; non esiste un animale selvatico buono o cattivo, ognuno ha il suo ruolo nell’ecosistema!

Reporter Fauna Selvatica: Raccontaci di più su te stesso, cosa dovrebbero imparare le persone?

Signor Lupo: La nostra relazione con gli umani risale a più di 10’000 anni fa e non è sempre stata cattiva. I primi umani beneficiavano delle nostre capacità di caccia e spesso prendevano la nostra preda, ma anche alcuni dei nostri antenati trovavano nelle persone una fonte di sicurezza, e lasciavano le terre selvagge per far parte delle società umane: come i cani moderni, chiamati anche “Il migliore amico dell’uomo”! La maggior parte di noi ha continuato però la propria strada nel deserto, come abbiamo fatto per milioni di anni. Non siamo così diversi dalle persone in certi aspetti, abbiamo una struttura familiare complessa attorno ad una coppia alfa, comunichiamo tra di noi, difendiamo un territorio, competiamo con i nostri simili e altri predatori per il cibo, per essere in grado per crescere le nostre famiglie, che, come per gli umani, è la nostra priorità. I genitori umani possono capirlo!

Reporter Fauna Selvatica: come si svolge una giornata tipo nella tua vita?

Signor Lupo: Dipende davvero dalla stagione! In inverno viviamo in un formato di gruppo esteso, siamo più socievoli e molto mobili, potremmo facilmente coprire da 40 a 60 km in una notte, dato che non siamo legati a un posto da quando i nostri cuccioli sono cresciuti e possono stare al passo con noi. La maggior parte delle attività si concentra sulla caccia, con attività suddivise tra i membri del team. Grazie alla neve più profonda, in un branco è più facile cacciare con successo. Non tutti gli animali selvatici che incontriamo sono però trasformati in cibo: infatti ci affidiamo ai nostri sensi per rilevare alcune debolezze nella nostra preda, principalmente vecchiaia e possibili malattie. Così riusciamo a prendere il nostro cibo una volta a settimana, con una possibilità di successo di 1 su 10!

In estate, in un gruppo più piccolo, siamo legati al nostro “asilo nido”, dove dobbiamo tornare dopo ogni pasto che troviamo, per sfamare i nostri giovani nonché il lupo sorvegliante che si prende cura dei cuccioli!

In ogni stagione, siamo impegnati a proteggerci dagli altri predatori o a segnare i confini del nostro territorio per tenere lontani altri branchi!

Reporter Fauna Selvatica: Hai mangiato il Cappuccetto Rosso o no?

Signor Lupo: Continuamente cacciato e perseguitato dalle persone durante i secoli, abbiamo imparato ad associare l’odore delle persone al pericolo fin dalla tenera età, anche se non abbiamo mai visto un umano prima. Quindi scappiamo al primo odore umano, normalmente non avviciniamo mai gli umani. In rari casi, se un lupo, come altri predatori, prende la rabbia, potrebbe avvicinarsi e mordere qualsiasi cosa gli capita! Altrimenti, gli umani non hanno nulla da temere, i lupi non mordono né mangiano gli umani! Al contrario, siamo noi ad essere cacciati, intrappolati, avvelenati, maledetti, biasimati e portati all’estinzione dagli umani! Comunque il folklore ha il suo ruolo nell’influenzare gli umani. Ciò che è interessante è che fin dalla tenera età i bambini amano i lupi e gli altri animali selvatici e la natura, in seguito la loro opinione cambia nella direzione opposta, e qui le persone hanno bisogno di lavorare di più sull’educazione e mantenere il contatto con la natura per evitare questo deragliare.

Reporter Fauna Selvatica: Che dire delle accuse onnipresenti da parte degli agricoltori e dell’uccisione del loro bestiame?

Signor Lupo: Queste accuse sono sicuramente esagerate! Gli studi hanno dimostrato che una mucca statisticamente ha più probabilità di essere colpita da un tuono, investita da un’auto o morire a causa di malattie, piuttosto che essere uccisa da un lupo. Le pecore possono anche essere facilmente protette da cani da guardia, metodo molto vecchio ed efficiente! Le eccezioni si verificano, e questa è anche colpa degli umani, quando il bestiame è lasciato a pascolare nelle aree selvagge senza protezione e le prede selvatiche sono rare, o quando i giovani lupi, potenzialmente resi orfani dai cacciatori, potrebbero dover attaccare per non morire di fame!

Reporter Fauna Selvatica: Qualche desiderio per il 2018 e oltre?

Signor Lupo: La nostra più grande minaccia esistenziale oggi è l’incomprensione umana! Se le persone capissero il nostro ruolo nell’ecosistema e come funzionano davvero l’ecosistema e il pianeta, saremmo tutti in grado di vivere fianco a fianco, in armonia, come abbiamo fatto per milioni di anni! Desidero quindi maggiore comprensione, pace, più saggezza e un sano ecosistema da condividere e godere con tutti! E a tutti gli appassionati, auguro un’eccellente vacanza, insieme ai loro cari, Buon Natale e Felice Anno 2018, pieno di buone notizie dalla natura selvaggia!

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We stole their land, their home…

lupi

With near certainty, when you were a child, your mother or grandmother will have told you the fairy tale of the “Little Red Riding Hood”…
Certainly, lupus in fabula has brought terrible prejudices toward this animal itself little different from his brother, the faithful man’s friend: the dog.
For centuries, this poor creature was hunted and persecuted, using any pretext.
Gradually man has “stolen” his territory, nothing new, in fact, what this is happening at this very moment in every corner of the planet Earth while hundreds of breeds of animals become extinct.
What is most shocking, in our small nation so cosmopolitan and open-minded (Switzerland), there are people who “support the radical elimination of any large predator (wolf, lynx, bear) in Switzerland.”
At the present time, the wolf is a protected animal and therefore can not be killed.

Bern, May 26, 2016 – The Environment Commission of the National Council (CESPE-N) recommends no more consider the wolf a strictly protected animal and asks to hunt. There has yet been a vote on Federal Cambers…

Unfortunately, the events of the recent weeks (the killing by wolves of different sheep in unguarded flocks), brought again to the fore the issue unleashing the outrage of several troglodytes who would now kill them all.
But this is not the solution because to act this way isn’t ethically correct, and that even if it were supported by a change in our federal law.

There are several studies that have considered the problem of protection of the flock and the solutions are different: for example, the Abruzzese Maremma sheepdogs, or even the llama, camelid native of South America.
Just in Ticino, there are a couple of companies that use this animal with excellent results: they have never had their flock attacked by wolves. Of course, it should be emphasized that sheep were attacked by the wolf in a flock NOT guarded, for breeders is certainly easier (and cheaper) to leave the sheep into the fray because a pastor or the dogs are a significant financial investment.

cane_pastore_maremmano_abruzzese

cane pastore maremmano abruzzese

 

Inside an article (Copyright: Susanna Petrone) of the WWF Switzerland dated in the year 2015, it refers that in our country they live between 25 and 30 wolves. The pack had not grown up since 11 specimens had been killed (including two specimens killed by poachers).
The wolf, like all predators, is a natural regulator of the game. His presence is an opportunity for agriculture and viticulture. In fact, the abandonment of vast alpine areas by humans has created conditions for the growth of wildlife populations.
As a result, we are now confronted with a large number of hoofed animals that cause damage to forests, crops, and vineyards.
But it is also so important to remember that the return of the wolf (should) forces sheep farmers to better monitor their flocks and to check out more the pastures. The free grazing, ie the practice of the sheep spending the summer in the mountain unattended, is a relatively new phenomenon, which for animals bred not only has advantages. In fact, of the approximately 200,000 sheep present in the mountains – and not kept -, each year about 4,000 lose their lives due to illness and falls. While less than 10% of deaths are due to large predators.
The wolf obliges farmers to rethink their habits and contributes to the sustainability of sheep. And, though it may seem paradoxical, saves the lives of hundreds of animals. 

We can learn to live with these wild animals to whom man, for centuries, steal the land, building up to the limit of the areas they once populated.
Another example of human insensitivity (see the statistic at the end after the Italian translation), and how deep my brain is thinking… I’m sure that foxes don’t attack the flocks nor man… maybe they raid of hens and eggs in poultry houses (ecological ones where the chickens roam free because certainly, foxes doesn’t enter in the “slaughter poultry factories.” So tell me, why in 2015 in Switzerland alone were killed 25,000 foxes (those declared) and who knows how much more by the poachers.

 

…oOo…

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Con quasi certezza, quand’eravate bambini, la vostra mamma o la nonna vi avrà raccontato la fiaba “Cappuccetto rosso”…
Di certo, lupus in fabula, ha portato dei terribili preconcetti verso questo animale di per sé poco diverso dall’amico fedele dell’uomo: il cane.
Da secoli, questa povera creatura è stata cacciata e perseguitata, utilizzando ogni pretesto.
A poco a poco l’uomo ha “rubato” il suo territorio, nulla di nuovo, in effetti ciò sta accadendo in questo preciso istante in ogni angolo del pianeta Terra mentre centinaia di specie animali si estinguono.
Quanto di più scioccante, nella nostra piccola nazione così tanto cosmopolita e d’apertura mentale, ci sono  persone che “sostengono l’eliminazione radicale di ogni grande predatore (lupo, lince, orso) sul territorio svizzero”.
Al momento attuale, il lupo è un animale protetto e pertanto non può essere ucciso.

Berna, 26 maggio 2016 – La Commissione dell’Ambiente del Consiglio nazionale (CAPTE-N) raccomanda di non più considerare il lupo un animale strettamente protetto e chiede di poterlo cacciare. Non vi è ancora stata una votazione alle camere federali… 

Purtroppo i fatti accaduti in queste ultime settimane (l’uccisione da parte di lupi di diverse pecore in greggi non custoditi), ha fatto tornare alla ribalta la questione scatenando l’indignazione di parecchi trogloditi che vorrebbero ora sterminarli.
Ma questa non è la soluzione in quanto agire in questo modo non è eticamente corretto, neppure se fosse supportato da una modifica di legge.

Vi sono diversi studi che si sono chinati sul problema della protezione delle greggi e le soluzioni sono diverse: ad esempio i cani pastori maremmani abruzzesi oppure anche il lama, camelide originario del Sud America.
Proprio in Ticino vi sono un paio di aziende che utilizzano questo animale con eccellenti risultati: non hanno mai avuto il loro gregge aggredito dai lupi. Certo va sottolineato che gli ovini assaliti dal lupo erano in un gregge NON custodito, per gli allevatori è certamente più facile (e meno costoso) lasciare le pecore allo sbaraglio in quanto un pastore oppure dei cani sono un investimento finanziario non trascurabile.

lama

il lama un eccellente guardiano di greggi

In un articolo (Copyright: Susanna Petrone) del WWF Svizzera  del 2015, si riferisce che nel nostro paese vivono tra i 25 e i 30 lupi. Il branco non era cresciuto, visto che 11 esemplari erano stati abbattuti (inclusi due esemplari uccisi dai bracconieri).
Il lupo, come tutti i predatori, è un regolatore naturale della selvaggina. La sua presenza è una chance per agricoltura e viticoltura. Infatti l’abbandono di vaste aree alpine da parte dell’uomo, ha creato le condizioni per la crescita delle popolazioni di animali selvatici.
Di conseguenza ci troviamo ora confrontati con un numero elevato di ungulati che causano danni a boschi, colture e vigneti.
È però anche sì doveroso ricordare che ritorno del lupo (dovrebbe) costringe(re) gli allevatori di ovini a sorvegliare meglio le loro greggi e a controllare di più i pascoli. Il pascolo libero, ossia la pratica di far trascorrere l’estate agli ovini in montagna senza sorveglianza, è un fenomeno relativamente nuovo, che per gli animali allevati non presenta solo vantaggi. Infatti, dei circa 200 mila ovini presenti in montagna – e non custoditi -, ogni anno circa 4 mila perdono la vita a causa di malattia e cadute. Mentre meno del 10% delle morti è riconducibile a grandi predatori.
Il lupo obbliga gli allevatori a ripensare le proprie abitudini e contribuisce a una gestione più sostenibile degli ovini. E, per quanto possa sembrare paradossale, salva la vita a centinaia di animali.

Possiamo imparare a convivere con questi animali selvaggi ai quali l’uomo, da secoli, ruba il territorio, costruendo ai limitar delle zone da essi popolate.
Altro esempio dell’insensibilità umana, questa sottostante è una statistica, e per quanto mi arrovelli il cervello… le volpi non attaccano i greggi e neppure l’uomo… forse fanno razia di galline e uova nei pollai (quelli ecologici dove i poveri pollastri vivono in libertà poiché le volpi di certo non entrerebbero nelle “fabbriche di pollame da macello”). Allora ditemi, perché nel 2015 solo in Svizzera sono state uccise 25.000 volpi (quelle dichiarate) e chissà quante altre da bracconieri.

Animali uccisi   (killed animals)
Capriolo    (deer) 42 623
Volpe         (fox)
24 495  
Camoscio    (chamois) 11 719

Fonte: UFAM – Statistica federale della caccia  (Svizzera)

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lupi_europei

 

 

Protecting the wolf… (& the sheeps) * proteggere il lupo… (e le pecore)

(images from the web – interview with F. Maggi responsible of WWF Ticino)

Il WWF Svizzera apprende con gioia della presenza di una lupa con i suoi cuccioli in Valle Morobbia. Ora tocca alle autorità: è urgente sostenere gli allevatori e proteggere le greggi.
Il WWF saluta l’arrivo della prima cucciolata di lupi in Ticino. Il ritorno spontaneo dei grandi predatori nelle Alpi è un fenomeno naturale e inevitabile, in atto già da decenni . Esso rappresenta un contributo indispensabile per il riequilibrio delle popolazioni di ungulati.

Il lupo è una opportunità per l’agricoltura
II lupo, come tutti i predatori,è un regolatore naturale della selvaggina. La sua presenza è una chance per agricoltura e viticoltura. Infatti l’abbandono di vaste aree alpine da parte dell’uomo, ha creato le condizioni per la crescita delle popolazioni di animali selvatici.
Di conseguenza ci troviamo ora confrontati con un numero elevato di ungulati che causano danni a boschi, colture e vigneti.
Il lupo, predando gli ungulati ma soprattutto modificando il loro comportamento, contribuisce a ridurne i danni. Non è un caso se la Società forestale svizzera, in una lettera datata aprile di quest’anno, destinata alla Consigliera Federale Doris Leuthard, si è detta favorevole alla presenza del lupo, sottolineandone l’importante funzione per le foreste.

Il fucile non risolve i problemi
In Ticino sono stati fatti finora solo timidi passi per gestire il ritorno del lupo, il cui arrivo era certo già dagli anni ’90. Il “Gruppo cantonale grandi predatori” dovrebbe essere più attivo. Per questo motivo il WWF lancia un appello alle autorità: è necessario attuare celermente le misure necessarie per promuovere la convivenza con i grandi predatori.
Dal profilo biologico il ritorno del lupo rappresenta un arricchimento a favore della diversità biologico.
Ma il WWF è ben conscio che esso può rappresentare una fonte di problemi
per gli allevatori delle nostre valli.
È necessario, pertanto, cercare una soluzione in grado di bilanciare gli interessi naturalistici e quelli agricoli: le greggi vanno protette meglio, come già viene fatto in altri cantoni e all’estero

Convivere con il lupo è un dovere, le soluzioni ci sono
Recentemente anche il Papa nella sua Enciclica ha ricordato che ogni
specie va protetta e preservata:  “possiamo lamentare l’estinzione di una specie come fosse una mutilazione”.
Il rispetto della natura e la conservazione delle specie è ormai un valore morale universalmente riconosciuto.
Il WWF invita le autorità e i cittadini a cogliere questa occasione per mostrare di essere degni di tale valore.

Per maggiori informazioni o interviste:
Francesco Maggi, responsabile WWF Svizzera italiana
Massimo Mobiglia, presidente WWF Ticino

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HOMEPAGE_LOGO-HQ

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In questo link trovate delle linee guida per la  Custodia, allevamento e utilizzo dei cani da protezione delle greggi  (italian language)

(cani pastori maremmani abruzzesi)

 

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WWF Switzerland learned with joy of the presence of a wolf with her cubs in the Valley Morobbia (Ticino, south part of Switzerland) . Now it’s up to the authorities: it is urgent to support milk farmers and protect their flocks.

WWF welcomes the arrival of the first litter of wolves in Ticino. The spontaneous return of large predators in the Alps is a natural and inevitable, in place for decades. It is an indispensable contribution to the rebalancing of ungulate populations.

The wolf is an opportunity for agriculture
The wolf, like all predators, is a natural regulator of the game. His presence is a chance for agriculture and viticulture. In fact, the abandonment of vast alpine areas by humans, has created conditions for the growth of wildlife populations.
As a result we are now confronted with a large number of ungulates that cause damage to forests, crops and vineyards.
The wolf, preying on ungulates but also changing their behavior, helps to reduce the damage. It is no coincidence that the Swiss Forestry Society, in a letter dated April this year, for the Federal Councillor Doris Leuthard, were in favor of the presence of the wolf, underlining the important role for the forests.

The gun does not solve problems
Ticino has been made so far only tentative steps to manage the return of the wolf, whose arrival was not since the 90s. “Gruppo cantonale grandi predatori” should be more active. For this reason the WWF appeals to the authorities: it is necessary to quickly implement the necessary measures to promote coexistence with large predators.
From the biological point the return of the wolf is an enrichment in favor of biological diversity.
But the WWF is well aware that it can be a source of problems for breeders of our valleys.
You must, therefore, look for a solution that would balance the interests of natural and agricultural ones: the flocks must be protected better, as is done in other cantons and abroad.

Living with the wolf is a duty, there are solutions
Recently, the Pope in his encyclical reminded that every species should be protected and preserved: “we can lament the extinction of a species like a mutilation”.
Respect for nature and the conservation of species is now a universally recognized moral value.
WWF calls on the authorities and citizens to seize this opportunity to show that they are worthy of that value.

For more information or interviews:
Francesco Maggi, responsible for WWF in the italian part of Switzerland
Massimo Mobiglia, President WWF Ticino

Dog_sheeps

  • Claudine’s novels * i miei romanzi

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  • Cats are my inspiration!

  • Remember, transitioning to a plant-based diet that embraces compassion for the animals, your health and our planet isn’t really difficult. You just have to want to do it! For the sake of us all... :-)claudine
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