• Semplicemente… donna

    Sara Luna e Claudine
  • me and my girl :-)
  • Mi sento unicamente una "Cittadina del Mondo"
    figlia, madre, amica, compagna, donna...
    Ho viaggiato lungo rotte conosciute ed altre ignote, per lavoro ma anche per curiosità o solo per il desiderio di scoprire nuovi luoghi!
    L'esperienza a contatto con altri popoli, religioni e culture, mi ha insegnato a venerare Madre Natura ed ogni forma di vita che ci conduce a valutare precetti inconfutabili, ma che purtroppo troppi ignorano nel più assoluto egoismo.
    Vi apro le porte del mio mondo virtuale... seguitemi lungo l'itinerante scorrer d'acqua lasciando traccia di vissuto.

  • What to say about Claudine? She is passionate about living a present, balanced and authentic life, with a healthy dose of humor! She loves to travel the world, explore new places, people and food, but equally loves to retreat into silent solitude. She is a writer who follows a hidden path, into an unfamiliar world. If you just surrender and go with her on her eerie journey, you will find that you have surrendered to enchantment, as if in a voluptuous and fantastic dream. She makes you believe everything she sees in her fantasy and dreams. But as well you take a journey to the frozen mountain peaks of the north of Europe, to the crowded sweating streets of Mexico or Africa. Her characters are wonderfully real and wholly believable perfectly situated in her richly textured prose. She’s a lovely person and she writes with exquisite powers of description! She’s simply great! R. McKelley

    ***

    Chi è Claudine? Lei è appassionata nel vivere al presente una vita equilibrata e autentica, con una sana dose di humour! Ama viaggiare per il mondo, esplorare nuovi luoghi, persone e cibo, ma ugualmente ama ritirarsi in solitudine, nel silenzio. E' una scrittrice che segue un sentiero nascosto, verso un mondo sconosciuto. Se solo vi arrendete e andate con lei in questa spettacolare avventura, realizzerete che vi siete confidati all’incantevole, come in un sogno fantastico ed avvolgente. Vi farà credere ad ogni cosa che lei vede nei suoi stessi sogni e fantasie. Ma inizierete anche un viaggio verso le cime ghiacciate del nord Europa, verso le strade affollate del Messico o Africa. I protagonisti sono magnificamente reali e totalmente credibili stupendamente inseriti nella ricca trama di prosa. E’ una “grande” persona e scrive con uno squisito potere descrittivo. E’ semplicemente magnifica.

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Los devoradores de Mazapán * Mario Chavarría Gonzáles

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Los devoradores de mazapán  *  Mario Chavarría Gonzáles

(con le illustrazioni di Ruth Angulo) Carvajal Educación S.A.                              Literatura infanttil – Novela Guatemalteca
Editorial Norma – Ciudad de Guatemala , agosto 2013
ISBN 978-9929-42-031-1

 

 

I was myself immersed together with Ximena in the bowels and labyrinths of the old Capital of Guatemala: La Antigua, in search of the “Book of Answers”.

I found a delicate, and gentle reading, though I had to emphasize (and then look for) many words that, since I am not Catalan mother tongue, allowed me to increase my vocabulary. The style used by the author Mario Chavarría González is particular: a mixture of real facts with other imaginative and again others that leave you with so many questions. The choice of the name for the young protagonist, Ximena, whose Jewish meaning is “the one who listens to voices”, makes it clear from the beginning of the narrative that the keys for the reading of the novel can be multiple. The story setting is in Guatemala, the year 1954, which reports to real chronicle. It was the period of the Cold War where the US had its own commercial interests to protect and each pretending shadow or threat of “communist-wire” was to be overthrown… Even though the US considered Guatemala “the Banana’s Republic where their financial interests were huge! This is the period of pressure of the FAN (National Anti-Communist Front), during which many intellectuals but also simple academics, were forced to flee the country to avoid persecution under banal pretexts. The narrative plot thus appears related to facts that have actually happened or are likely to be possible; and the subject firmly holds the reader on the thread of doubt, up to the last page. After her husband’s escape from Guatemala City, Ángela with her daughter Ximena reaches her father Don Jesús in the great house at La Antigua, the old capital of Guatemala. The grandfather, nicknamed by Ximena Tata Chuz, shares with her young granddaughter the great passion for literature. In the enormous “jaulón” (whose translation was problematic), the girl, not by chance, begins to discover some secrets that she will share with Fermín and Mariana, two young friends met during her stay. However, between the pages of Jules Verne and Emilio Salgari, in the library of Grandfather Tata Chuz, are hiding mysterious attendees that initially frighten the young Ximena. Anchored to the ancient Mayan legends, there are the “Duendes chapín” (or Guatemalan follies), the “Aluxes” that protect the countryside and the crops (milpas). Doña Jacinta, a servant at Don Jesús, seems to be very knowledgeable but as well not willing to reveal the truth to Ximena… and not by chance, she was preparing the honey jars just to “stay friends” with these strange appearances in the jaulón! However, Zair, Zaqueo, and Alux, during the night disturbed Ximena’s sleep by rubbing her marzipan sweets. The story continues with the tricks that force young Ximena to make decisions that will also involve Tata Chuz, her grandfather and thus, discover other unpleasant and well-kept mysteries.

The author’s narrative power transports us into the magical world of childhood dreams where every conceivable conjecture takes over, moving us into a parallel world of shared paradigms where the purity of the young soul who is not yet corrupted by the “system” above, allows us to identify ourselves in symbolic, healthy and usable values. I shall confess that I loved the tales of Jules Verne and Emilio Salgari: in the 1960s and 70s, they opened me to wonderful worlds as for their authors, using only the strength of the imagination. Strength I found in the tale of “Los devoradores de mazapán”, a lovely novel to share with kids but as well with adults still young in their soul!

 

…oOo…

Mi sono immersa con Ximena nelle viscere e labirinti della vecchia capitale del Guatemala La Antigua, alla ricerca del “Libro delle Risposte”.
Ho scoperto un acconto delicato, di lettura amena, anche se ho dovuto sottolineare (e poi cercare) tante parole che, non essendo di lingua madre catalana, mi hanno permesso d’accrescere il mio vocabolario.
Lo stile utilizzato dall’autore Mario Chavarría González è particolare: una mescolanza di fatti reali ad altri fantasiosi e altri ancora che ti lasciano con tanti interrogativi.
La scelta del nome per la giovane protagonista, Ximena il cui significato ebraico è “quella che ascolta le voci”, lascia intendere fin dall’inizio della narrazione che le chiavi di lettura del romanzo possono essere molteplici.
L’ambientazione nella Guatemala del 1954, riporta a fatti di cronaca reali. Era il periodo della Guerra Fredda dove gli USA avevano i propri interessi commerciali da protegger e ogni pretesta ombra o minaccia “filo-comunista” doveva essere debellata… Seppure gli USA consideravano il Guatemala in modo spregiativo la “Repubblica delle Banane”, lì i loro interessi finanziari erano ingenti!
Questo è il periodo di pressione del FAN (Fronte Anticomunista Nazionale)), durante il quale molti intellettuali ma anche semplici accademici, erano stati obbligati a fuggire dal paese per evitare persecuzioni sotto banali pretesti.
La trama narrativa appare quindi essere legata a fatti realmente accaduti o quantomeno verosimilmente possibili; e l’argomento trattiene saldamente il lettore sul filo del dubbio, fino all’ultima pagina.
A seguito della fuga del marito da Guatemala City, Ángela con la figlia Ximena, raggiungo il nonno materno Don Jesús nella grande casa a La Antinua, la vecchia capitale del Guatemala.
Il nonno, sopranominato da Ximena Tata Chuz, condivide con la giovane nipote la grande passione per la letteratura. Nell’enorme “jaulón” (la cui traduzione mi è stata probematica), la ragazza, non proprio per casualità, inizia a scoprire alcuni segreti che condividerà con Fermín e Mariana, due giovani amici incontrati durante il suo soggiorno.
Ma tra le pagine di Jules Verne ed Emilio Salgari, nella biblioteca del nonno Tata Chuz, si nascondono misteriose presenze che inizialmente spaventano la giovavne Ximena.
Ancorate alle antiche leggende maya, riprendono vita i “Duendes chapín” (folletti guatemaltechi), gli “Aluxes” che proteggono la campagna ed i raccolti (milpas)… e doña Jacinta, una serva a servizio di Don Jesús, sembra essere molto ben informata ma molto restia a svelare la verità a Ximena… e non a caso lei stessa preparava dei vasetti di miele proprio per “tenersi amici” queste strane presenze del jaulón!
Ma Zair, Zaqueo e Alux durante la notte, disturbavano il sonno di Ximena rubandole i dolcetti di marzapane. La storia continua tra traversie che obbligano la giovane Ximena a prendere delle decisioni che coinvolgeranno anche Tata Chuz, suo nonno e così scoprire altri misteri sgradevoli.

La forza narrativa dell’autore ci trasporta nel mondo magico dei sogni d’infanzia dove ogni possibile congettura prende il sopravento, trasportandoci in un mondo parallelo fatto di paradigmi condivisibili laddove purezza d’animo del giovane non ancora corrotto dal “sistema” sovrastante, ci permette di identificarci in valori simbolici sani e fruibili.
Premetto che ho amato i racconti di Jules Verne e di Emilio Salgari: negli anni 60 e 70 mi hanno aperto a mondi stupendi, come per i loro autori, utilizzando unicamente la forza dell’immaginazione. Forza che ho ritrovato nel racconto di “Los devoradores de mazapán”, un romanzo davvero bello da condividere con i giovani ma anche con gli adulti ancora giovani nel loro spirito!

On sale in Ascona… * in vendita ad Ascona…

La prossima domenica 9 aprile, in occasione degli Eventi Letterari Monte Verità, il mio ultimo romanzo Il Segreto degli Annwyn (in lingua italiana e inglese) sarà in vendita sul Lungolago di Ascona.

Un’occasione da non perdere per chi desidera acquistare una copia autografata!

The next Sunday, April 9, at the Literary Events Monte Verità, my latest novel The Annwyn’s Secret (in Italian and English) will be on sale on the lake shore of Ascona.

An opportunity not to be missed for those who want to buy an autographed copy!

Nicholas Rossis Novels: Schism – Rise of the Prince – Mad Water – Vigil – (End Game)

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More than the saga of Benioff and Weiss The Game of Thrones, “PAERSEUS” by Nicholas C. Rossis reminds me of an epic story where the reader is transported into a sacred narrative, built by cosmological events and where archetypes and symbols garble the reader.
A myth, in short, that could also be the vision of the Homeric hero Odysseus, so to speak.
In the four books “Schism – Rise of the prince – Mad water – Vigil”, we don’t find a schematic or simplified events and social phenomena, but rather a detailed sequence of events that affect  in a determinant way not only the practical behavior but also the ideological one’s of the characters.
Perhaps the author has taken pieces of history of ancient Greece, reformulated in a modern way, assembled with ingenuity and futuristic traits.

As a result of a failure on the ship Paerseus, passengers find themselves catapulted (in the true sense of the word) above the surface of an alien and alienating planet.
The survivors of the disaster are few, and what little remains of the cutting-edge technology on board the Paerseus, can only be used in part.
As time passes, the survivors are divided, and new deities to which devote the judgment of good and evil, takes allegorical form.
It striking emerges the truth that the human being, even far from his home planet, carries with him the most terrible DNA components: the thirst for power and the research of the absolute hegemony.
And here, the function of the inconsistent presences such as “Orbs” and “Whispers”, seem likely to affect the evolution of the descendants of the survivors. Or even, they are the cause of the accident itself occurred to the starship Paerseus.
The facts are not taking place in a futuristic dystopian environment on Earth, but on another planet on which the human race has restarted a new life…

The myth as we conceived it today, is mixed with fantastic unreal and from the author’s creativity come alive beings who behave in a very similar way to the people who, over the centuries, have dominated our planet Earth.
A sort of historic déjà-vu, which can also generate a bit of confusion in the reader, when you consider the amount of protagonists, antagonists, helpers and opponents divided into various groups.

A saga of pleasant reading, very compelling, which requires a particular concentration (perhaps in my case because I’m not native English speaker). Now I look forward to read the last book: End Game…

Buy on Amazon

 

Più che la saga di Benioff e Weiss Il Trono di spade, “PAERSEUS” di Nicholas C. Rossis mi ricorda una storia epica dove il lettore è trasportato in una narrazione sacra, costruita da avvenimenti cosmogonici e dove archetipi e simboli travisano il lettore.
Un mito, insomma, che potrebbe anche essere la visione dell’eroe Omerico Ulisse, per intenderci.
Nei quattro libri “Schism – Rise of the prince – Mad water – Vigil”, non ritroviamo una rappresentazione schematica o semplificata di eventi e fenomeni sociali, bensì una sequenza dettagliata di avvenimenti che influiscono in modo determinante non solo il comportamento pratico ma anche quello ideologico dei personaggi.
Forse l’autore ha ripreso spezzoni di storia dell’antica Grecia, riformulati in chiave moderna, assemblati con ingegno e dai tratti futuristici.

A seguito di un guasto sull’astronave Paerseus, i passeggeri si ritrovano catapultati (nel vero senso della parola) sopra la superficie di un pianeta alieno e alienante.
I superstiti alla sciagura sono pochi, e quel poco che resta della tecnologia d’avanguardia a bordo del Paerseus, non può che essere utilizzato in parte.
Col trascorrere del tempo, i sopravvissuti si dividono, e nuove deità alle quali dedicare il giudizio del bene e del male, prendono forma allegorica.
Emerge frappante la verità che l’essere umano, anche lontano dal suo pianeta d’origine, porta nel DNA le componenti più terribili: la sete di potere e la ricerca dell’egemonia assoluta.
E qui, la funzione delle presenze inconsistenti quali gli “Orbs” e “Whispers”, sembrano influire in modo determinate sull’evolvere dei discendenti dei sopravvissuti. O addirittura, sono la causa stessa dell’incidente occorso all’astronave Paerseus.
I fatti non si svolgono in un ambiente distopico futuristico terrestre, bensì su di un altro pianeta sul quale il genere umano ha riavviato una nuova esistenza…

Il mito come da noi oggi concepito, si mescola al fantastico irreale e dalla creatività dell’autore prendono vita esseri che si comportano in modo molto simile ai popoli che, nei secoli, hanno dominato sul nostro pianeta.
Una sorte di déjà-vu storico, che nella lettura può generare anche un po’ di confusione, se si considera la quantità di protagonisti, antagonisti, aiutanti e oppositori suddivisi in vari gruppi.

Una saga di piacevole lettura, molto trascinante, ma che richiede una particolare concentrazione (forse nel mio caso poiché non sono di madre lingua inglese). Ora attendo di poter leggere il proseguo: End Game

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Review of the Novel Miedo by Kevin Cooper

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“All good things must come to an end.”
The book tells a true story of a painful past that emerges from the depths of time, which continues to prick the memory of the man who recounts his childhood.
A novel that touches the heartstrings, rattling arcane emotions, in pure and naked sincerity dictated by the need to rework trauma and patterns that have influenced dramatically a life.
The author rewinds the time as if it were a ball of wool defeat from an old sweater. There are knots, ends tied after the thread is broken… wounded in the most intimate. Other times, the thread appears thin, slim and fragile, almost a metaphor of the moments where the mere fact of “being alive” appears as a condition of punishment.
The author takes us by the hand, accompanying us to meet the places of his childhood tormented by dark and devastating presences.
In the garden of the grandparents, the particularity of a sour apple prematurely fallen from the tree, and a sugar bowl was given to him by his grandmother for dipping the fruit and make it sweeter. On the other hand, the memories of the taste of a chocolate mint “After Eight”, carefully removed from the tin green color box.
The feeling of an insect that walks on his arm, the sadness of knowing that if a bumblebee stings you then he dies… Many small detailed descriptions that enrich the reader with sensations simple and so purest to make you reconnect with your own childhood.
Yet, the fish & chips, meatballs, and sausage sprinkled with vinegar, taken from the store where worked his grandmother.
The deep affection of the child towards his grandparents, to mitigate his great fear of the present and of the apparitions that at night arise in front of his bed. Then there are the plots and family intrigues, the pettiness of both sisters Liz and Chloe… other characters that come and go from the story, distant sounds of panaceas to the suffering that was always lurking.
Then a new change, the author is separated by his grandparents and is living in a new environment, a cold and lifeless house, everything he loved had been taken away… without notice… without asking him what he wanted. “All good things must come to an end.”
Then the presence of true friends, and those supposed met at school or at work, or the meeting with deep Faith will lead the author to new and radical changes.

“Suffering is mostly caused by fear, not by the circumstances themselves, but by my response to them” (Jan Frasier)

But I will not reveal more of the 440 pages that certainly will be anchoring you, making you a participant in the most intimate, making you even cry tears of bitterness.
A very good novel, honest and unfussy, which will certainly make the reader ponder!

…oOo…

“Tutte le cose belle devono avere una fine”
Il libro narra di una storia vera, di un passato doloroso che riemerge dagli abissi del tempo, che continua a pungere la memoria dell’uomo che racconta la sua infanzia.
Un romanzo che tocca le corde del cuore, facendo vibrare arcane emozioni, nella pura sincerità e senza veli dettata dalla necessità di rielaborare traumi e schemi che hanno influenzato in modo drammatico una vita.
L’autore riavvolge il tempo quasi si trattasse di un gomitolo di lana disfatta da un vecchio maglione. Ci sono nodi, estremità legate dopo che il filo si è spezzato… ferito nel più intimo. Altri tratti, il filo appare sottile, esile e fragile, quasi a metafora dei momenti dove il solo fatto di “essere vivo” appare come condizione punitiva.
L’autore ci prende per mano, accompagnandoci a conoscere quei luoghi della sua infanzia tormentata da presenze oscure e devastatrici.
Nel giardino dei nonni, la particolarità di una mela acerba caduta prematuramente dalla pianta, e la ciotola di zucchero datagli dalla nonna per immergervela e renderla meno aspra. O i ricordi del sapore di un cioccolatino alla menta “After Eight”, estratto con cura dalla scatola di latta color verde bottiglia.
La sensazione di un insetto che cammina sul suo braccio, la tristezza del sapere che se un bombo ti punge poi muore… Ovvero tante piccole descrizioni minuziose che arricchiscono il lettore di sensazioni semplici e così pure dal farti ricollegare con la tua stessa infanzia.
O ancora, delle fish&chips, polpettine e salsicce spruzzate d’aceto, prese allo spaccio dove lavorava la nonna.
Il profondo affetto del bambino nei confronti dei nonni, a mitigare la sua grande paura del presente e delle apparizioni che la notte si presentano davanti al suo letto. Poi ci sono gli intrecci ed intrighi famigliari, le meschinità delle sorelle Liz e Cloe… altri personaggi che vengono e vanno dal racconto, suoni lontani di panacee alla sofferenza che era sempre in agguato.
Poi un nuovo cambiamento, l’autore viene separato dai nonni e si trova a vivere in un nuovo ambiente, una casa fredda e senza vita, tutto ciò che lui amava gli era stato portato via… senza alcun preavviso… senza chiedergli ciò che lui desiderava. “Tutte le cose belle devono avere una fine”.
Poi la presenza di amici veri, e di quelli presunti, incontrati a scuola o sul lavoro, o l’incontro con la Fede profonda, porterà l’autore a dei cambiamenti nuovi e radicali.

“La sofferenza il più delle volte è causata dalla paura, non dalle circostanze stesse, ma bensì dalla nostra reazione verso esse” (Jan Frasier)

Ma non voglio svelare altro delle 440 pagine che certamente sapranno ancorarvi alla lettura, rendendovi partecipe nel più intimo, facendovi anche piangere lagrime d’amarezza.
Un bel romanzo, onesto e privo di fronzoli, che certamente farà riflettere il lettore!

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Link to Kevin’s books on Amazon

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Tito Bassi: El estuario de la memoria

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El estuario de la memoria

di Tito Bassi
Editorial Vitela Seviglia – España
ISBN:   978-84-944659-0-1
prezzo  30.-  €

here you may order * aquí se puede ordenar

Bajo el luminoso título de El estuario de la memoria Tito Bassi publica sus recuerdos, los de un hombre de acción que supo hacerse a sí mismo, que descendió de las nevadas cumbres de los Alpes a la indómita selva guatemalteca, que habló italiano y alemán, pero acabó escribiendo en la lengua castellana, como nacido en Coactemalan, y que pese a percances, desacirtos u obstáculos, no abandona una cálida y gozosa mirada sobre el tiempo que ha vivido.

(Jaime Galbarro García)

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Il 3 ottobre 2016, ha avuto luogo la presentazione di questo nuovo romanzo di Tito Bassi, a cura di Manuel Merinero Villagrasa a Sevilla presso il “Circulo Mercantil e Industrial de Sevilla”. Estratto della presenzazione sul blog Editorial Vitela.

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L’autore Tito Bassi con il prof. Manuel Merinero Villagrasa a La Antingua – Guatemala.

Books are pieces of dreams… I libri sono frammenti di sogni

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Inside my novels, there is a common dream aiming to change the world for a better place for humankind… You will find appealing descriptions of places far away, you may travel with the characters on airplanes and sailboats, you will plunge into unrevealed mysteries and you will feel the shiver realizing that most of it are realities behind a closed door.
The last book “The Annwyn’s Secret” is available in English on Amazon.com, for the other books you can order them (Italian versions) directly here.

…oOo…

Tra le pagine dei miei libri, c’è un sogno comune di cambiare il mondo facendolo diventare posto migliore per l’umanità… Nei romanzi, troverete accattivanti descrizioni di luoghi lontani, viaggerete seguendo i personaggi su aerei e barche a vela, vi immergerete in misteri non rivelati e percepirete un brivido realizzando che la maggior parte di quanto scrivo sono realtà dietro una porta chiusa.
L’ultimo romanzo “Il Segreto degli Annwyn” è ora disponibile in inglese su Amazon.com, gli altri libri(versione italiana) puossono essere ordinati direttamente qui.

The new novel by Arturo Monterroso

Cubierta La libélula mecánica

La libélula mecánica y el averiguador  *  Arturo Monterroso

http://www.librerianorma.com
Editorial Norma– Ciudad de Guatemala , agosto 2016
ISBN 978-9929-42-210-0

(for now, only in the original Spanish version… the book need to be translated!!!)

 

Gunshots in the silence of the night mark the beginning of this story enigma, search, and conflict. Monterroso in this novel creates an intrigue in which they play characters and situations that arise in the reality of Guatemala to project every geographical where power weaves his plot. A novel of this time, is an invitation to read for those who enjoy adventure and mystery.

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Unos disparos en el silencio de la noche marcan el inicio de esta historia de enigma, búsqueda y conflicto. Monterroso crea en esta novela una intriga en la que juegan personajes y situaciones que nacen en la realidad de Guatemala para proyectarse a cualquier geografía donde el poder teje su trama. Novela de este tiempo, es una invitación a leer para quienes disfruten de la aventura y el misterio.

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Spari nel cuore della notte segnano l’inizio di questa storia enigmatica, di ricerca e di conflitto. Monterroso in questo romanzo crea un intrigo nel quale si muovono personaggi e situazioni che si presentano nella realtà guatemalteca, ma riscontrabili in qualsiasi geografia in cui il potere tesse la sua trama. È un romanzo di questo tempo, è un invito a leggere per coloro che amano l’avventura e mistero.

 

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About the author Arturo Monterroso
He was born in Guatemala in 1948. His relationship with literature comes from several areas: the university, writing workshops and creative writing and journalism, especially in the cultural section of elPeriódico.
In his work as a writer has published the storybook The hidden anger, two novels for young people: (La mosca dragón) – *Norma* and In search of Olivia (En busca de Olivia) – *Santillana*, as well as stories and articles in newspapers and magazines.
He received the Novella 1995 Award for Oscuridad del piano  and the Award Brevísimos Dinosaurios 2009 del Centro Cultural de España, for Soy feliz.
La libélula mecánica y el averiguador is his latest novel for young people.

…oOo…

Sobre el autor  Arturo Monterroso
Nació en Guatemala en 1948. Su relación con la literatura proviene de ámbitos diversos: la universidad, los talleres de redacción y escritura creativa y el periodismo, especialmente en la sección cultural del diario el Periódico.
En su trabajo como escritor ha publicado el libro de cuentos La ira oculta, dos novelas para jóvenes: La mosca dragón (Norma) y En busca de Olivia (Santillana), así como cuentos y artículos en periódicos y revistas.
Recibió el Premio Novella 1995 por Oscuridad del piano y el Premio Brevísimos Dinosaurios 2009 del Centro Cultural de España, por Soy feliz.
La libélula mecánica y el averiguador es su novela para jóvenes más reciente.

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In merito all’autore Arturo Monterroso
E ‘nato in Guatemala nel 1948. Il suo rapporto con la letteratura proviene da diverse aree: l’università, laboratori di scrittura e la scrittura creativa e il giornalismo, in particolare nella sezione culturale di el Periódico.
Nel suo lavoro di scrittore ha pubblicato il libro La rabbia nascosta (La ira oculta), due romanzi per ragazzi, La Libellula  (La mosca dragón) – *Norma* e Alla ricerca di Olivia (En busca de Olivia) – *Santillana*, così come le storie e articoli in giornali e riviste.
Ha ricevuto il Premio Novella 1995 per Oscurità del piano (Oscuridad del piano) e il Premio Brevísimos Dinosaurios 2009 del Centro Cultural de España, per Sono felice (Soy feliz).
La libellula meccanica ed il ricercatore (La libélula mecánica y el averiguador)  è il suo ultimo romanzo per giovani.

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IBRIDO (romanzo urban fantasy edito da GDS)

cover_Ibrido

Titolo: Ibrido
Autore: Isa Thid
Casa Editrice: editrice GDS
Genere: urban fantasy
Numero pagine: Lunghezza stampa 191
Prezzo ebook: 2,99€
Link d’acquisto ebook: amazon (.mobi)ultima books (.epub)

Contatti: Facebook (Isa Thid) – Twitter (@isatgreen) – Blog (Maledetta Tastiera)

Un paio d’anni fa avevo letto con piacere la prima stesura del romanzo dell’amica Elisa (alias Isa Thid)… con molto piacere condivido qui la notizia della pubblicazione ebook!
Questo è un tuffo in un ambiente fiabesco, ma al contempo reale, nel parallelo delle dimensioni multiple nelle quali viviamo… mi è molto piaciuto, seppure crudele, un must per gli amanti di questo stile letterario molto particolare.
***
A couple of years ago with pleasure I read the first draft of the novel of my friend Elisa (aka Isa thid)… with pleasure I share here the news of the ebook publishing!
This is a dive into a fairytale environment, but at the same time a real one, in parallel to the multiple dimensions in which we live… I really liked, even if somehow cruel, a must for lovers of this very unique literary style. (Italian version only)

philomela997

Oggi è uscito per GDS un mio romanzo in formato ebook. Si chiama Ibrido, è un urban fantasy un po’ scuro (si capiva già dalla copertina, probabilmente…) ambientato a Torino. Il Mondo Sp…

Sorgente: IBRIDO (romanzo urban fantasy edito da GDS)

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Recensione di Marianna Altamura

Premessa di   M. Altamura
Il blog di Claudine Giovannoni è stato curiosamente il primo che  ho cominciato a seguire subito dopo aver aperto l’account su WordPress, qualche anno fa. Un incontro casuale. O for se no. A parte la questione del multilingua, che mi aveva attirata in un primo momento, nel suo blog ho riscontrato una grande sensibilità nel trattare alcuni temi a me cari: il viaggio, la letteratura, la musica e la natura. Dopo aver seguito virtualmente la presentazione del suo ultimo libro (non il primo) e dopo averci girato attorno per un po’, mi sono decisa a contattare l’autrice per poter acquistare una copia. Oltre alla questione dell’unicità del libro, sicuramente oggetto di attrazione per gli amanti dei libri (infatti, non è possibile acquistarlo nelle librerie, a meno che non ci si trovi in Svizzera), mi avevano incuriosito i temi che mi era sembrato di individuare: la mitologia, il viaggio e, il più importante, la natura. L’aspettativa era quella di ritrovare nel libro la raffinata sensibilità dell’autrice che avevo scorto fra gli articoli del blog; la lettura ha confermato la suddetta aspettativa ed è con piacere che ho deciso di dare il mio contributo di lettrice e presentare il suo libro in questo piccolo spazio. Quella che segue è l’interpretazione di una lettrice. Ringrazio Claudine per la gentilezza, per gli spunti (tanti) e per le emozioni che ha messo nel suo libro.

 

Aconteceu aqui, mas poderia ter sido em outra parte do mundo.
Ou talvez não. Talvez os acontecimentos estejam em fila,
ordenados, justos, esperando para colidir com as pessoas,
e as pessoas, iludidas, pensem que a colisão além de natural é aleatória.

 

È successo qui, ma sarebbe potuto succedere in un’altra parte del mondo.
O forse no. Chissà che gli eventi non stiano tutti in fila, in ordine,
aspettando giusto di entrare in collisione con gli individui
e quest’ultimi, illudendosi, pensano che tale collisione sia tanto naturale quanto casuale.
Ondjaki, E se Amanha o Medo.

 

Il 2022, una data molto vicina al lettore del 2016, è stato colpito da un terribile cataclisma ambientale che ha decimato gravemente la popolazione mondiale. I superstiti sono stati costretti a spostarsi nelle poche zone della terra ancora vivibili e si sono dovuti adattati a strette misure di sicurezza, al fine di poter rispondere adeguatamente a frequenti situazioni di emergenza.
copertina_finaleIl Segreto degli Annwyn, ambientato nel XXIII secolo, presenta al lettore un tempo probabilmente diverso da quello che ci si potrebbe immaginare nella meno negativa delle ipotesi. Forse deluderà le aspettative, d’altronde nello stesso modo in cui il XXI secolo deve aver deluso le aspettative delle generazioni precedenti, ma metterà il lettore davanti ad una cruda realtà: la distruzione della natura, un processo già in atto da molto tempo. Nel XXIII secolo molte cose sono cambiate e la tecnologia ha raggiunto livelli esorbitanti. Tuttavia, per molti altri aspetti l’umanità ha compiuto molti passi indietro: la natura ha subito danni irreversibili e molte specie viventi si sono estinte. Durante tutta la lettura del romanzo aleggia la macabra minaccia del disastro ambientale ed impera il monito del dover agire, subito, per cercare di arginare il cataclisma ormai prossimo; purtroppo non si tratta di finzione né di fantascienza.
Notevoli cambiamenti sono stati fatti in merito alla sfera politica e finanziaria del globo e il Potere Unificato è emerso come una sorta di partito unico (che mi ha ricordato i tratti del Grande Fratello di George Orwell), il quale si avvale del servizio per la sicurezza svolto dal corpo della Squadra Sperimentale. Se da una parte il Potere Unificato si è distinto per aver preso le redini del mondo in un momento di devastante confusione, dall’altra parte le sue decisioni hanno leso le basi della libertà dei suoi cittadini.

Le vicende del romanzo sembrano svolgersi seguendo cerchi concentrici, su cui si collocano molteplici personaggi e azioni parallele; essendo il centro occupato da un nucleo di tre protagonisti: il punto di partenza è ad Ascona, in Svizzera, dove vi sono Chrisa, suo fratello Joshua e il loro fedele amico irlandese Marius, il quale sembra aver sempre vissuto per mare e che, solo in un secondo momento, rivelerà la sua natura mitologica.
Fra Chrysa e Joshua, entrambi ventenni, c’è un amore incondizionato familiare condito con quell’ingrediente che solo fratelli e sorelle conoscono, un rapporto complice e perennamente puerile, ombreggiato però dalla morte prematura di entrambi i genitori, avvenuta pochi anni prima degli eventi qui narrati in circostanze oscure e mai chiarite.
Chrisa e Joshua, rimasti orfani, hanno deciso di vivere sulla barca di famiglia che la defunta madre aveva chiamato Avalon Mist, rievocando l’isola avvolta nella nebbi su cui re Artù fu trascinato dopo essere stato ferito in battaglia e dove, secondo alcune leggende, era stata fabbricata la sua spada.
Le vicende narrate nel libro si svolgono per mare, per terra e per aria, richiamando le parole che Claudine Giovannoni usa per presentarsi ai lettori:

«Avendo girato il mondo di terra, di mare e d’aria sempre alla ricerca di nuove emozioni e per conoscere nuove culture, mi piace definirmi “Una Cittadina del Mondo”».

Chrisa, sebbene nata da genitori mortali come suo fratello genetico, è un’Annwyn, ovvero fa parte di un gruppo di individui che l’autrice presenta con le seguenti parole:

«Questi “sognatori”, comunemente chiamati Annwyn, sono provvisti della stessa struttura molecolare umana nella finalità di proteggersi camuffando la loro presenza tra di noi, ma il potere della loro mente è incommensurabile.
Gli Annwyn iniziarono a giungere in gra numero sul pianeta Terra attorno alla fine del secondo millennio. Dapprima, a decorrere dal 1970, furono trattati come casi anomali […] Solo in un secondo momento, grazie alla scoperta di codici antichissimi si comprese il vero motivo della loro presenza sul pianeta: aiutare gli esseri umani a progredire spiritualmente e quindi salvarsi dall’imminente cataclisma planetario, predetto fin dall’antichità».

IMG_4204[1]Dunque, gli Annwyn sono dei sognatori che riescono ad andare oltre la realtà delle cose; essi sono in grado di viaggiare fuori dall’involucro corporeo in una dimensione metafisica nella fase di Rapid Eye Movement del loro sonno. Nella mitologia gallese Annwyn era il nome dato al regno dell’oltretomba; in alcune fonti mitologiche si legge che”[…] all’inizio non c’era nulla, solo Dio e l’Annwyn”, l’inizio dell’Universo.

In uno dei viaggi notturni, proprio quello che inaugura le vicende del libro, Chrisa inciampa (non casualmente) in un oggetto misterioso che raccoglie e che, successivamente e con l’aiuto di Marius, riesce a identificare come la Matrice Vibrazionale. Si tratta di uno strumento apparentemente inerte, ma che sembra possa essere messo in moto per rompere lo specchio della Proiezione e dissolvere il ciclo di nascita, morte e rinascita.
Una serie di eventi turba l’equilibrio iniziale. Un’indefinita minaccia, proveniente da non si sa bene dove, irrompe fra le pagine del libro e si ha la sensazione che per i protagonisti sia giunto il momento di fare qualcosa di estremamente importante. Intrigante e curiosa è la presenza di personaggi provenienti da altri mondi: Hator, che sembra esser stato legato a Chrisa sin da tante antecedenti vite, Lord Warden, un essere mitologico senza età con dei piani possibilmente malefici, Gwynn ap Nudd, ovvero il figlio bianco della notte, ed altri che qui non nominerò.
Così, minacciati da ciò che potrebbe mettere a repentaglio le proprie vita, Marius, Chrysa e Joshua volano in un’Irlanda ancora abbastanza simile a quella del passato (o del presente di noi lettori), conservatasi come protetta da un incantesimo, e si raccolgono attorno ad un luogo importante per la mitologia celtica, il monastero di Clonmacnoise.
Ben presto si attiva un triangolo energetico che collega Svizzera, Francia e Irlanda, in cui i riti pagani, le voci dell’antichità,forze ed energie sconosciute si uniranno per portare a termine un compito mistico e divino.
In realtà, il viaggio affrontato dai protagonisti è di tipo metafisico e procede nella  in direzione dell’assoluto

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dell’essere, dell’infinito e dell’unità armonica. Si intrecciano in modo complesso le teorie filosofiche dell’essere e quelle religiose di matrice buddhista. “Come in basso, così in alto”, furono le parole di Ermete Trismegisto sulla tavola di smeraldo che, non casualmente, aveva lo stesso colore dominante della terra d’Irlanda.
Ha un ruolo rilevante la teoria fisica della meccanica quantistica, la quale dimostra che l’essere umano è un tutt’uno con l’universo: esiste una matrice (vibrazionale) che è il collante di tutto; la materia è vibrazione e la vibrazione è energia.
In effetti, la lettura del libro implica un esercizio mentale di comprensione, e in questo il lettore è molto vicino a Joshua, l’unico protagonista della triade completamente umano. Così come il giovane si ritrova a sfidare la sua facoltà mentale per poter seguire sua sorella in uno dei suoi viaggi notturni oltre la realtà, analogamente il lettore deve entrare nella giusta dimensione spirituale per poter seguire il viaggio dell’essere.

Il fulcro della questione orbita attorno uno dei più comuni temi nella letteratura: una volta compiuta la scissione (uomo/donna, male/bene, vita/morte e così via), la felicità e la pace sono svanite, perse nel mistero dell’essere. Così gli umani si affannano nella ricerca di qualcosa che non hanno (o che hanno perso), persino dominando e distruggendo per affermare il proprio io:

«C’era qualcosa di intrinseco, che si pensava fosse insito nel DNA degli umani: la presenza del diabolico! Da cui l’eterna lotta del bene contro il male! Lungo i secoli l’uomo progrediva per poi ricadere nel limbo della propria incoscienza, continuando ad errare e a generare orrore e distruzione attorno a sé».

Solo esseri superiori (Annwyn inclusi) riescono a cogliere il vero dono della vita umana, che é semplicemente l’estensione della natura stessa:

«Il nostro è un dono meraviglioso, Marius. Vedi qual é il nostro potere? Credo che ogni creatura abbia il suo posto in questo universo. Il problema subentra quando qualcuno mira all’egemonia ed al controllo sopra ogniforma vitale».

I protagonisti si affannano per cercare di sbrogliare gli enigmi in cui inciampano, dovendo trovare delle spiegazioni e fare delle scelte di capitale importanza. In tutto questo, a nulla serviranno gli sforzi dei membri della Squadra Sperimentale, che risulteranno essere tagliata fuori da questa specie di “dimensione magica”.

In verità, a mio avviso Il Segreto degli Annwyn lascia avvolte nel mistero molte questioni, fino alla fine. Però, se da un lato non vengono sciolti tutti i nodi delle vicende, dall’altro lato la narrazione fornisce gli indizi per una delle possibili chiavi di comprensione dell’esistenza.
Einstein dimostrò con una formula fisica che tutto è relativo, facendo sprofondare le certezze del mondo moderno nello sconforto. Tuttavia, gli esseri umani sono in grado di modificare le vibrazioni, ovvero le particelle subatomiche della materia (di cui essi stessi ne sono parte), sia con pensieri che con parole ed emozioni. Dunque, noi siamo fautori del nostro destino e nulla è dato al caso.

La scrittura del romanzo è molto fluida ma, nello stesso tempo, estremamente ricercata e attenta al dettaglio che potrebbe  suscitare nel lettore un’emozione. Si nota chiaramente che dietro la stesura del testo ci siano approfondite ricerche, sia in merito al materiale trattato (fra cui la mitologia e la filosofia), sia per la scelta delle parole e per la sintassi. Si mescolano elementi del fantasy con quelli del genere della favola, ma si rimane con i piedi per terra. Tuttavia, ho trovato che verso la fine del testo la scrittura cambi e si frammenti un po’ troppo con l’aumentare delle azioni parallele. Le sequenzedel racconto finiscono col coincidere con brevi capitoli che, per quanto descrittivi e per quanto aumentino il phatos della narrazione, talvolta si muovono talmente velocemente da frammentare il discorso.

Credo che spetti al lettore scoprire il segreto degli Annwyn, coloro che dovrebbero aiutare a far convogliare le vibrazioni del pianeta Terra nella giusta direzione. In fin dei conti, gli Annwyn sono fatti della stessa materia degli esseri umani ma, al contrario di questi ultimi, hanno una maggiore sensibilità e si concedono una maggiore libertà nel sognare.

 

 

Link: il blog del libro.

Tito Bassi: a writer of visceral emotions * scrittore d’emozioni viscerali

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El jueves 24 de septiembre de 2015, a las 20:00 tendrá lugar en Sevilla en el pabellón de Guatemala de la Exposición Universal de 1929, la presentación del libro El Molino del Oso de Tito Bassi, a cargo de Manuel Merinero Villagrasa y Jaime Galbarro García.
El escritor Tito Bassi, oriundo de la Suiza italiana, pero afincado en Guatemala desde hace más de cuatro décadas, es autor de varios libros, entre los que destacan De antiquae Insubrum a Coactemalan, seguido de un segundo volumen, De Insubria a Guatemala, ambos con ediciones en italiano y El Molino del Oso. Este último, publicado en Guatemala en 2014, fue su primera novela y ahora ve de nuevo la luz en España a cargo de la Editorial Vitela. En él, Tito Bassi noveliza una parte de sus memorias en la Insubria natal, un territorio histórico a caballo entre Suiza e Italia. A raíz de la leyenda de un molino abandonado, pero recuperado por un rico pintor norteamericano, el escritor va desgranando una historia en la que el lujo, el amor y la muerte serpentean, con un misterioso alcaudón de fondo.

Lee mi reseña!

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On Thursday September 24, 2015, at 20:00 will take place in Seville in the Guatemalan pavilion of the Universal Exhibition of 1929, the presentation of the book El Molino del Oso, by Tito Bassi, presenter: Manuel Merinero Villagrasa e Jaime Galbarro Garcia.
The writer Tito Bassi, a native of Italian Switzerland, but living in Guatemala for more than four decades, is the author of several books, among them De antiquae Insubrum to Coactemalan, followed by a second volume De Insubria a Guatemala, both with editions in Italian languages and El Molino del Oso. The latter, published in Guatemala in 2014, was his first novel and now sees the light again in Spain by Editorial Vellum. In it, Tito Bassi relate part of his memories from the native Insubria, a historical territory halfway between Switzerland and Italy. Following the legend of an abandoned mill, in a second time recovered by a rich American painter, the writer pinpoints a story in which luxury, love and death are snaking with a mysterious Killer Shrike in the background.

Read my review!

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Giovedì 24 Settembre 2015, alle ore 20:00 si terrà a Siviglia nel padiglione guatemalteco dell’Esposizione Universale del 1929, la presentazione del romanzo El Molino del Oso di Tito Bassi, con la partecipazione di Manuel Merinero Villagrasa e Jaime Galbarro Garcia.
Lo scrittore Tito Bassi, originario della Svizzera Italiana, ma che vive in Guatemala da più di quattro decenni, è autore di diversi libri, tra i quali De antiquae Insubrum a Coactemalan, seguito da un secondo volume De Insubria a Guatemala, entrambi con con edizioni in lungua italiano e El Molino del Oso. Quest’ultimo, pubblicato in Guatemala nel 2014, è il suo primo romanzo e viene
ora ripresentato in Spagna dal Editorial Velina. Nel romanzo, Tito Bassi trascrive parte dei suoi ricordi dell’Insubria natia, un territorio storico a metà strada tra la Svizzera e l’Italia. Alle radici della leggenda di un mulino abbandonato, ma recuperato da un ricco pittore americano, lo scrittore narra una storia nella quale serpeggiano il lusso, l’amore e la morte, con sullo uno sfondo una misteriosa piccola averla assassina.

Leggi la mia recensione!

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M. R. Morales: a Guatemalan writer of fiction or reality?

I enjoyed both novels, but the second one has left me stunned!

The subtle humor of Mario Roberto Morales, emerges from time to time, but the puns aimed at the truth about his beloved country are effective. After all, is not a fiction invented from scratch... but rather an historical account embellished with sagacity.

Unfortunately it is available (for now) only in Spanish.

Obraje novel by Mario Roberto Morales

“Obraje” is a story within a story…
The premise of M.R. Morales allows us first to taste the genesis, linked to his own life and spread to Central American socio-political conditions of that period.
Even with this introduction, the reader’s curiosity increases, making him feel almost privileged.
Over 40 years, these pages of exquisite simplicity narrative remained hidden.
Friends of Morales were kidnapped and killed, the war has deeply marked the consciousness of the Central American people, leaving an indelible mark in the same “Pacha Mama”.

Nothing is left to chance, I would tell Mr. Morales: it was fate that Obraje could again see the light so that the vicissitudes of the Guatemalan people could be read in a text which for its narrative power, reminds me vaguely Allende’s “The House of the Spirits”, written in the early ’80s.    [read the whole review ]

“Obraje” è una storia nella storia…
La premessa di M.R. Morales ci permette dapprima di assaporare la genesi, legata alla sua stessa vita e alle condizioni socio-politiche centroamericane di quel periodo.
Già con questa introduzione, la curiosità del lettore accresce, facendolo sentire quasi un privilegiato.
Nel corso di 40 anni, queste pagine di squisita semplicità narrativa sono rimase celate.
Amici di Morales sono stati sequestrai e uccisi, la guerra ha segnato profondamente la coscienza del popolo centro-americano, lasciando tracce indelebili nella stessa “Pacha Mama”.

Nulla è dato al caso, mi sento di riferire all’autore Morales: era destino che Obraje potesse nuovamente vedere la luce affinché le vicissitudini del popolo guatemalteco potessero essere lette all’interno di un testo che per la sua forza narrativa, mi ricorda vagamente “La Casa degli Spiriti” di Allende, scritto agli inizi degli anni ’80.   [leggi la recensione completa]

Jinetes en el cielo novel by Mario Roberto Morales

The narrative vitality of Morales transported me to a dizzying pace, typical of the auto-biographical style, within the always very current reality of war for power in Central America.
Revolutions, corruption, protests, drugs and oligarchy… political and social problems that are rampant since several decades in the Central and South American countries, have also been objects of movies (I remember eg. the bloody “Salvador” by Oliver Stone).
I admit that it is thanks to the Swiss-Guatemalan writer Tito Bassi, that I approached with growing curiosity the literature that handles this topic.
The decline and the social and economic inequality, are the foundation of the plot on which the author inserts, page after page, a vibrant and disarming precariousness of the human being.
It is not fiction: it is well known that Guatemalans political parties receive 50% of their funding through corruption, of which ¼ elite of the rich and businesses and a further ¼ by criminal organizations.
Consequently Morales manages to give voice and make palpable through of the “narrating I” of the journalist Fabian Algara, the statement that “Guatemala is the perfect nation to commit electoral crimes without consequences” (source: CICG).

[read the whole review]

La vitalità narrativa di Morales mi ha trasportata ad un ritmo vertiginoso, tipico dello stile auto-biografico, all’interno della sempre attualissima realtà delle guerre di potere in centro America.
Rivoluzioni, corruzione, proteste, narcotraffico, oligarchia… problemi politici e sociali che da parecchi decenni dilagano nei paesi centro e sud Americani, sono anche stati oggetti di film (ricordo ad es. il sanguinoso “Salvador” di Oliver Stone).
Ammetto che è grazie allo scrittore svizzero-guatemalteco Tito Bassi, che mi sono avvicinata con sempre maggiore curiosità alla letteratura che tratta questa tematica.
Il declino e l’ineguaglianza sociale ed economica, sono alla base della trama sulla quale l’autore inserisce, pagina dopo pagina, una palpitante e disarmante precarietà dell’essere.
Non è finzione: è risaputo che i partiti politici guatemaltechi ricevono il 50% dei loro finanziamenti attraverso la corruzione, della quale ¼ dall’élite dei ricchi e commerci e un ulteriore ¼ dalle organizzazioni criminali.
Conseguentemente Morales riesce a dar voce e rendere palpabile, per mezzo dell’io narrante del giornalista Fabian Algara, l’affermazione che “il Guatemala è la nazione perfetta per commettere crimini elettorali senza conseguenze” (fonte: CICG).

[leggi tutta la recensione]

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777 writer’s challenge * sfide di uno scrittore

Ouroboros_Zarathus_DeviantArtOuroboros  ¦  picture copyright Zarathus in Deviantart

Kevin Cooper  tagged me on a “serious task”…

I think this challenge is a special opportunity and I accepted to take part in it, thank you Kevin!
In fact it is important, for an independent writer, to get some publicity and this very reason is linked to the blogs we all use…

Here the request:

go to the 7th page of your “work in progress”, go to line 7, copy and paste the following 7 sentences into a blog post, and nominate 7 people I want to participate.
The last part is going to be quite difficult since I know few authors but all of them write in other languages but not in english…

A dark cloak of smoke and clouds stretches above the Scottish city of Edinburgh.
The ancient walls surrounding, sparkle at the lights that come from the lower part, where it expands the new city. Not far from the south entrance of the castle, inside the citadel dating back to the 9th century AD, in a building whose walls ooze bloody history, a man is leaning over a table lit by a big Venetian chandelier embellished with crystals. With a compass and a protractor, the man track red lines over an old map.
– Lord Hamilton, dinner is served, sir!
The butler in livery and white gloves, bows his head slightly, keeping the heavy door open.
Thanks Gregory, please informe my wife that I’ll be late but it’s not necessary for her to wait, I must first complete a verification.

I choosed to “tag”:

Annunziata Scarponi  @  Alberto Jelmini  @  Tito Bassi  

Tricia Mitchell  @  Dario Galimberti  @  Alberto Camerra

Eli Mordasini

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Kevin Cooper  mi ha nominata per un “compito importante”…

Ho accettato la sfida considerandola un’opportunità di svelare il mio nuovo lavoro, grazie Kevin!
Effettivamente è importante per uno scrittore indipendente di trovare il modo per farsi un po’ di pubblicità e questa è in fondo la ragione per la quale scriviamo su dei blog….

La richiesta è questa:

vai a pagina 7 del romanzo al quale stai attualmente lavorando, dalla riga 7 copia 7 frasi ed inseriscile nel tuo blog, quindi “nomina” 7 altri autori che vogliano partecipare.

Una cappa oscura di nuvole e fumo si estende sopra la città scozzese di Edimburgo.
Le antiche mura che la cingono, brillano alle luci che provengono dalla parte bassa, dove si dilata la città nuova. Poco lontano dall’entrata sud del castello, all’interno della cittadella che risale al 9° secolo dopo Cristo, in una palazzina i cui muri trasudano di storia sanguinosa, un uomo è chino su di una tavola illuminata da un grosso candelabro veneziano impreziosito di cristalli. Con un compasso ed un goniometro, l’uomo traccia delle linee rosse sopra una vecchia mappa.
– Lord Hamilton, la cena è servita, signore!
Il maggiordomo in livrea e guanti bianchi, china leggermente la testa, mantenendo la pesante porta aperta.
– Grazie Gregory, informa la mia consorte che sarò in ritardo… ma non è necessario che mi attenda, devo dapprima terminare una verifica.

Ho scelto di “taggare”:

Annunziata Scarponi   Alberto Jelmini  Tito Bassi

Tricia Mitchell  @ Dario Galimberti  Alberto Camerra

    Eli Mordasini

copyright C. Giovannoni

Il Cerchio dell’Ouroborus – continuazione del romanzo Piccoli Passi nella Taiga [gli sciamani del lago Baikal]

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The Annwyn secret: the thrill to become a movie

 

AdaptLab: from page to screen 

This year L’immagine e la parola (Images and words)  (19 – 22 March) will be joined by a session of AdaptLab, a workshop on the adaptation of literary works for the screen, developed by TorinoFilmLab and addressing industry professionals. This major initiative from TorinoFilmLab will take place at Locarno for the very first time. AdaptLab will hold its inaugural session from 19 to 25 March, a workshop for directors and screenwriters from around the world who want to work in the field of adapting literary works for the screen. 

Twelve specially selected participants will be working on screen adaptations involving their own projects or based on novels chosen in advance by TorinoFilmLab.  AdaptLab will follow every stage of the adaptation process, including by allowing participants to showcase their work to an audience of industry attendees at the next Meeting Event of TorinoFilmLab, scheduled for November. Participants will be mentored by three tutors who will be their guides along the complex adaptation pathway, fostering the exchange of ideas and the development of the various projects through group sessions and on-line networking.

Among the books already picked out for adaptation is local Swiss writer Claudine Giovannoni’s novel Il segreto degli Annwyn (published by Ulivo, 2013).

Nadia Dresti, Delegate to the Artistic Direction and Head of International, Festival del film Locarno: “The opportunity for L’immagine e la parola to host an event of international standing such as AdaptLab is a source of considerable satisfaction for us. Thanks to funding from the Region this year we are in a position to put on L’immagine e la parola in tandem with a major event for industry professionals, raising the profile of our spring program still further.”

Carlo Chatrian, artistic director of the Locarno Film Festival: “The coming of Pawlikowski to Locarno enriches and clarifies the meaning of this year that it intends to explore the porous borders that are between word and image in motion, between the narrator who writes and that who films, between the subject of a story and that of a film. Whether in fiction or documentary, at home or abroad, Pawlikowski preserves that glossy and disillusioned glance that allows his stories to become much more than just individual stories. ”

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AdaptLab: dalla pagina allo schermo

Quest’anno L’immagine e la parola sarà affiancata da un’importante iniziativa del TorinoFilmLab destinata ai professionisti del settore, che per la prima volta si svolgerà a Locarno. Dal 19 al 25 marzo si terrà infatti la sessione inaugurale di AdaptLab, workshop per registi e sceneggiatori provenienti da tutto il mondo che desiderano lavorare nel campo dell’adattamento cinematografico di opere letterarie, con la presenza del regista polacco Pawel Pawlikowski.

Dodici i partecipanti selezionati che lavoreranno su adattamenti per il grande schermo attraverso un proprio progetto o lavorando su romanzi pre-selezionati dal TorinoFilmLab. AdaptLab seguirà l’intero processo di adattamento, dando la possibilità ai partecipanti di presentare i propri lavori di fronte a una platea di professionisti del settore durante il prossimo Meeting Event del TorinoFilmLab, in programma a novembre. Tre tutor affiancheranno i partecipanti, guidandoli nel processo di adattamento, promuovendo lo scambio di idee e lo sviluppo dei progetti grazie al lavoro di gruppo e a sessioni online.

Fra i libri selezionati figura anche Il segreto degli Annwyn (Ed. Ulivo, 2013) della scrittrice ticinese Claudine Giovannoni.

Nadia Dresti, Delegata alla Direzione artistica e Head of International: “Avere la possibilità di ospitare durante L’immagine e la parola un evento di caratura internazionale come AdaptLab è per noi motivo di grande soddisfazione. Grazie al sostegno della Regione possiamo quest’anno affiancare a L’immagine e la parola un importante appuntamento destinato ai professionisti del cinema, che conferisce ulteriore lustro al nostro evento primaverile.”

Carlo Chatrian, Direttore artistico del Festival del film Locarno: “La venuta di Pawlikowski a Locarno arricchisce e precisa il senso di questa edizione che intende esplorare le frontiere porose che stanno tra parola e immagine in movimento, tra l’io che scrive e quello che filma, tra il soggetto di un racconto e quello di un film. Che sia nella finzione o nel documentario, in patria o all’estero, Pawlikowski conserva quello sguardo lucido e disincantato che permette alle sue storie di diventare molto più che dei racconti individuali.”

See more informations and news about the novel

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Tito Bassi: a writer of visceral emotions * scrittore d’emozioni viscerali

Tito Bassi

I was not even twenty when I first met Tito: he was a fascinating person, singular and unreachable. Or at least if I considered all the stories and rumors going around about him! He was emanating a strange aura, his smile was captivating, and his strange accent made me smile.

I saw him again on an island in the Caribbean Sea, a few years later. A meeting unfortunately superficial, of which I vaguely remember the thrill and embarrassment. For a misfortune, not necessarily coincidental, ten years later a planned trip from Mexico to Guatemala, had been canceled at the last moment. Then the contacts became sparse. Remained, however, the memory and the curiosity to know what had become of the Guatemalan“, as my dad called him.

But fate weaves its plots without ever asking the actors for permission! When I found myself with his first book in my hands, in the presence of the publisher with whom I published as well, I felt relieved. Tito was still alive and well… who doesn’t die, we review! So, reading with curiosity and fun, I started to know Tito. The real one.

His style of writing is direct, raw and without frills and can sometimes leave the reader stunned. Yet in his autobiography (still tied to his homeland) are not overlooked the details, told with great sincerity and meticulousness.

Perhaps out of modesty or confidentiality, the author admits to have left out names, but many cliches bring the reader to the reality of the author childhood to adulthood. If I liked to go back in time through Insubria northward part I and II  ,   El Mulino del oso  gave me a moment of relaxation and escape. These three novels that I believe strictly selfbiographical , allow us to take part even viscerally to the writer’s emotions. The narrator goes from the action and sharing of real events to the moral considerations more linked to a deep analysis, not to mention a healthy dose of sarcasm.

But what I hoped, even after reading Insubria northward part I  and  Insubria northward part II, was a continuation .. I wanted a confession of what the author, left the homeland, had found over the ocean! These are the stories of expatriates looking for a dream“, a chimera that had transported them along treacherous paths, most often toward a fate that did not provide a return on their steps. These are the stories shared by our ancestors at the end of 800, but it is a reality still strongly present novadays.

Wherever there are people who seek a better life, perhaps aspiring to wealth or even the desire to find “their” place in the Universe. I wanted to know the Guatemala through Tito’s words and emotions, by his intimate and subjective vision that would have painted the scenery in a unique and personal way.

Reading his unpublished novel Livingston, chapter after chapter, I realized that tenuous thread made of adventure, tying each story and testifying the very nature of the author. I admit that the emotion caught me in the act: between laughter and sadness. With him, as if he were there by my side, I went through the dusty streets savoring the smells and sensations transported by his pen on paper. Is a tiny pearl, which I hope, will be published and translated into several languages.

Maybe Tito ought to have dedicate greater determination to the writing; the narrative verve is congenital and I’m sure there is still much to discover in this man who struggle with honesty, leaving a unique and very special testament for those who want to seize the moment and get carried in a hard and cruel world where every day you have to fight for youself and for dignity. Well, as he reminds us: Good and evil are present and occur spontaneously depending on how you stimulate, you create or tame. Then from you it depends to forge allies real or mythological that accompany you, which create you an image and that basically protect you“.

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Non avevo ancora compiuto vent’anni quando ho conosciuto Tito: era una persona affascinante, singolare ed irraggiungibile. O almeno se consideravo tutti i racconti e dicerie che giravano sul suo conto! Lui emanava una strana aura, il suo sorriso era accattivante, e il suo strano accento mi faceva sorridere.

Lo rividi su di un’isola nel Mare dei Caraibi, qualche anno più tardi. Un’incontro purtroppo superficiale, del quale ricordo vagamente emozione e imbarazzo. Per una sventura, non necessariamente casuale, una decina d’anni più tardi un programmato viaggio dal Messico fino in Guatemala, era stato disdetto all’ultimo momento. Poi i contatti si son fatti radi. Permaneva però il ricordo e la curiosità di sapere cosa ne fosse stato del “guatemalteco”, come lo chiamava mio padre.

Ma il destino tesse le sue trame senza mai chiedere il permesso agli attori! Quando mi ritrovai tra le mani il suo primo libro, in presenza dell’editore col quale aveva pubblicato pure io, mi sentii risollevata. Tito era ancora vivo e vegeto… chi non muore, si rivede! Così, leggendo con curiosità e divertimento, ho iniziato a conoscere Tito. Quello vero.

Il suo modo di scrivere diretto, crudo e senza troppi fronzoli, a volte può lasciare il lettore basito. Eppure nella sua autobiografia (ancora legata alla sua terra natia) non sono trascurati i dettagli, raccontati con estrema sincerità e meticolosità.

Forse per pudore o riservatezza, l’autore ammette di avere tralasciato dei nomi, ma molti luoghi comuni riportano il lettore alla realtà della sua fanciullezza fino all’età adulta. Se ho apprezzato ritornare nel tempo attraverso “Insubria verso nord I e II”, il  Mulino dell’orso  mi ha regalato un momento di distensione ed evasione. Questi tre romanzi che ritengo prettamente auto biografici, ci permettono di prendere parte in modo anche viscerale alle emozioni dello scrittore. L’io narrante spazia dall’azione e condivisione di fatti realmente accaduti, alle considerazioni morali e più legate ad un’analisi profonda, senza trascurare una buona dose di sarcasmo.

Ma ciò che speravo, già dopo la lettura di  Insubria verso nord I Insubria verso nord II, era un proseguo… desideravo una confessione di ciò che l’autore, partito dalla patria, aveva trovato oltre l’oceano! Queste sono le storie di espatriati alla ricerca di un “sogno”, di una chimera che li aveva trasportati lungo percorsi insidiosi, il più delle volte verso un destino che non prevedeva un ritorno sui propri passi. Sono le storie che accomunano i nostri avi alla fine del ‘800, ma è pur sempre una realtà tutt’ora fortemente presente.

Ovunque ci sono persone che cercano una vita migliore, forse aspirando alla ricchezza o anche solo al desiderio di trovare il “loro” posto nell’Universo. Volevo poter conoscere il Guatemala attraverso le parole ed emozioni di Tito, per mezzo della sua visione intima e soggettiva che avrebbe dipinto lo scenario in modo unico e personale.

Leggendo questo suo romanzo inedito Livingston, capitolo dopo capitolo, ho realizzato che quel sottile filo fatto d’avventura, legava ogni singolo racconto a testimonianza alla stessa natura dell’autore. Ammetto che l’emozione mi ha colta in flagrante: tra ilarità e tristezza. Con lui, quasi fosse lì al mio fianco, ho ripercorso quelle strade polverose assaporando gli odori e sensazioni trasportate dalla sua penna su carta. Una piccola perla, Livingston, che mi auguro, potrà essere pubblicata e tradotta in più lingue.

Forse Tito avrebbe dovuto dedicarsi con maggiore determinazione alla scrittura; la verve narrativa gli è congenita e sono sicura che c’è ancora tanto da scoprire in quest’uomo che lotta con onestà, lasciandoci un testamento unico e davvero speciale per chi vorrà cogliere l’attimo e farsi trasportare in un mondo duro e crudele dove ogni giorno si deve combattere per sé stessi e per la propria dignità. Ebbene, come lui stesso ci ricorda: “Il bene ed il male sono presenti e si manifestano spontaneamente a seconda di come si stimolano, si creano o si domano. Poi da te dipende forgiare gli alleati veri o mitologici che ti accompagnano, che ti creano  un’immagine e che in fondo ti proteggono”.

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Alberto Jelmini: a new enchanting literary surprise * una nuova incantevole sorpresa letteraria

claudine e alberto

Ho conosciuto Alberto Jelmini parecchi anni or sono… avendo iniziato il mio percorso letterario, necessitavo di un magister che mi aiutasse a migliorare le mie lacune ed affinare il mio stile. Così iniziai a frequentare il suo corso di scrittura creativa con estremo coinvolgimento: i risvolti sono ormai conosciuti!

Negli anni ci siamo trovati a discutere di filosofia, di storia, di teologia, di sogni e di utopie… lasciandoci trasportare in una vera amicizia che è sfociata nella raccolta di poesie “Tracce”. Alberto è per me un punto di riferimento e ogni storia che trasporto su carta, lui è il primo a leggerla dandomi il suo parere e facendo l’editing iniziale.

È per me una grande gioia poter condividere con voi la sua nuova pubblicazione (in lingua italiana):

 

“Affetti su carta”

edizioni Ulivo – Balerna

Si tratta di un carteggio, risalente allo scorso secolo, tra Eugenia Jelmini (nonna di Alberto) e il figlio Luigi (padre dell’autore). Una sessantina di lettere, dalle quali traspaiono gli affetti famigliari, il dolore e le difficoltà causate dal distacco, e che rappresentano un affresco della vita contadina in un villaggio di montagna in tempo di guerra, contrapposta alla vita di uno studente in una cittadina che pure avverte le difficoltà del momento e anzi le tocca con mano accogliendo quasi giornalmente centinaia di prigionieri feriti di ambo i contendenti.

Inoltre si ritrovano le gustose aggiunte della sorellina Maria (IIIa elementare), che ragguaglia il fratello su tutto quanto riguarda gli animali della fattoria. Il testo è arricchito da un “racconto fotografico” composto con foto d’epoca e una ventina di disegni a colori dell’artista Giulia.

Con la prefazione del Prof. Bruno Beffa e l’analisi linguistica di Guido Pedrojetta.


In pre-vendita, potete contattare direttamente l’autore   albertojelmini@hotmail.com   per riservare il vostro esemplare

con dedica personalizzata a fr. 25.-

 

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In primavera seguiranno delle presentazioni pubbliche ad Ambrì, Giornico e nel locarnese. Sarà mia premura aggiornarvi sul Blog….

Keep dreamings * sempre sognando

Estratto dal romanzo Piccoli passi nella Taiga

 

Estratto dal romanzo Il segreto degli Annwyn

About me…

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This time of year, either because of the upcoming holidays as well as the usual fatigue accumulated during months, I don’t feel very creative.
Fortunately, with the arrival of Cocoa, although he has not taken the place of my beloved Ebony who died last September 17, my heart is filled with joy!
I should complete so many things unfinished I should make a list quite long by bringing the priorities, but this has never been my strong point.
Fortunately, the law of attraction works (and my karma urges) so even my latest creation (see the
graphic image on the wall of Taiga’s dream) is ready to be given at the mercy” of a publisher.
Keep your fingers crossed

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In questo periodo dell’anno, vuoi a causa delle festività imminenti come pure della solita stanchezza accumulata durante mesi, non mi sento creativa.
Fortunatamente con l’arrivo di Cocoa, anche se non ha preso il posto della mia adorata Ebano morta lo scorso 17 settembre, il cuore mi si è riempito di gioia!
Dovrei portare a termine così tante cose incompiute… dovrei fare una lista parecchio lunga inserendo le priorità, ma questo non è mai stato il mio punto forte.
Fortunatamente la legge dell’attrazione funziona (ed il mio karma sollecita) così anche la mia ultima creazione (vedi sull’immagine il lavoro grafico di Piccoli passi nella Taiga) è pronta per essere data “in pasto” ad un editore.
Tenetemi le dita incrociate…

Cocoa sleepy

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Cocoa is tired and he doesn’t want to leave the soft bed of his human friends!

Cocoa è stanco… e non ha voglia di lasciare il morbido letto dei suoi amici umani!

Carpe Diem

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Sono nato dalla fantasia di un uomo che aveva creduto di poter cambiare il mondo, una persona comune ma dotata di una grande passione: le parole. E da allora mi sono sempre ritrovato a passare di mano in mano, attraversando le vicissitudini di chi mi ha posseduto e il più delle volte senza neppure avere il tempo per raccontare tutta la mia vera storia.  Ma una volta, in un’occasione davvero speciale, ho conosciuto Rebecca e da quel giorno sono diventato il suo più fido consigliere. Da quel giorno, io e Rebecca siamo diventati inseparabili e tremo all’idea dell’effimera esistenza della ragazza, e il mio timore di poter nuovamente essere segregato in un eremo senza dita che mi accarezzano e occhi che mi scrutano con avida curiosità. […]

…oOo…

I was born from the imagination of a man who believed he could change the world, still an ordinary soul with a great passion for words. And since then I have always found myself to pass from hand to hand, through the vicissitudes of those who possessed me and most of the time without even having the time to tell my entire real story. But once in a very special occasion, I met Rebecca and from that day I became her most faithful counselor. Since that day, Rebecca and I have become inseparable, and I dread the ephemeral existence of the girl, and my fear of being re-segregated in a hermitage without fingers caressing me, and eyes that stare at me with eager curiosity. […]

here read the whole short story English and italian  

Claudine Copyright © 2014

 

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Chrysalis’ young fans * giovani ammiratori di Chrysalis

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I wrote this novel especially for them, the young!
I wish I could bring more awareness to our moral obligation towards the planet Earth with a mixture of modern fairy tale and educational romance that deals with the theme of the “journey and the contrast between good and evil.

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Questo romanzo l’ho scritto specialmente per loro, i giovani!
Desidero poter portare maggiore consapevolezza sul nostro obbligo morale verso il pianeta Terra… con un misto di fiaba moderna e romanzo formativo che tratta il tema del “viaggio” e del contrasto tra bene e male.

 

Il Segreto degli Annwyn * The Annwyn’s Secret

Briciole del mio tempo * Time’s crumbs

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A volte, quanto il tempo si contorce dentro la mia mente e le mani battono veloci sui tasti, la storia dei personaggi scivola lungo sentieri sconosciuti.
Descrivo le emozioni che si fanno incalzanti, come nuvole che si rincorrono lungo l’arcobaleno lasciato, quale utopico segno, da una tempesta appena disfatta.
Accarezzo i loro stessi sogni, ora miei, che accomunano desideri dallo stesso sapore dolce dei baci di gioventù. Ancora un sospiro, mentre nel fremito della notte che muore, l’avventura seguita incalzante… Poi, laggiù, dietro l’angolo velato della fantasia, la magia assume valenza reale. Penetro nel racconto, dissipo ogni paura e vivo coi protagonisti le stesse angosce palpitanti, le stesse emozioni folgoranti! Scrivere è la dolce musica che fuoriesce da uno spartito arcano, ormai fatto mio… che adagio ripongo in un cassetto plasmato di forza e determinazione…

Sometimes, as time is writhing inside my mind and the hands are flying fast on the keys, the story of the characters slides along unknown paths.
I describe the emotions that are pressing, like clouds that run along the rainbow left, which utopian sign, of a storm just defeat.
I caress their own dreams, now mines, that unite desires  by the same sweet taste of the kisses of youth. Still a sigh, while in the thrill of the night wich dies, the adventure continue relentless… Then, there, around the corner of the hazy fantasy, magic takes on real significance. I enter into the story, dissipate all fear and live with the characters the same anxieties throbbing, dazzling the same emotions! Writing is the sweet music that comes out from an arcane music score , now slowly made ​​mine that I put in a drawer shaped with strength and determination…

 

Read more!   Leggi il seguito…

© Claudine Giovannoni

  • Claudine’s novels * i miei romanzi

  • Piccoli passi nella Taiga (not published)

  • Il Segreto degli Annwyn Edizioni Ulivo – Balerna ISBN 978 88 98 018 079

  • The Annwyn’s Secret Austin Macauley London ISBN 9781785544637 & ISBN 9781785544644

  • Chrysalis Bartók

  • Silloge Poetica “Tracce” – Edizioni Ulivo Balerna

  • Il Kumihimo del Sole – Seneca Edizioni Torino

    ISBN: 978-88-6122-060-7
  • Il Cristallo della Pace – Seneca Edizioni Torino

    ISBN 978-88-6122-189-5
  • Nebbie nella Brughiera – Seneca Edizioni Torino

    ISBN 978-88-6122-055-3
  • I 4 Elementi – Macromedia Edizioni Torino

  • Cats are my inspiration!

  • Remember, transitioning to a plant-based diet that embraces compassion for the animals, your health and our planet isn’t really difficult. You just have to want to do it! For the sake of us all... :-)claudine
  • Donate… to help them!

  • Help PAWS in Mauritius