• Simply… woman

    Sara Luna e Claudine
  • I support ANIMAL RIGHTS

  • me and my girl :-)
  • Mi sento unicamente una "Cittadina del Mondo"
    figlia, madre, amica, compagna, donna...
    Ho viaggiato lungo rotte conosciute ed altre ignote, per lavoro ma anche per curiosità o solo per il desiderio di scoprire nuovi luoghi!
    L'esperienza a contatto con altri popoli, religioni e culture, mi ha insegnato a venerare Madre Natura ed ogni forma di vita che ci conduce a valutare precetti inconfutabili, ma che purtroppo troppi ignorano nel più assoluto egoismo.
    Vi apro le porte del mio mondo virtuale... seguitemi lungo l'itinerante scorrer d'acqua lasciando traccia di vissuto.

  • What to say about Claudine? She is passionate about living a present, balanced and authentic life, with a healthy dose of humor! She loves to travel the world, explore new places, people and food, but equally loves to retreat into silent solitude. She is a writer who follows a hidden path, into an unfamiliar world. If you just surrender and go with her on her eerie journey, you will find that you have surrendered to enchantment, as if in a voluptuous and fantastic dream. She makes you believe everything she sees in her fantasy and dreams. But as well you take a journey to the frozen mountain peaks of the north of Europe, to the crowded sweating streets of Mexico or Africa. Her characters are wonderfully real and wholly believable perfectly situated in her richly textured prose. She’s a lovely person and she writes with exquisite powers of description! She’s simply great! R. McKelley

    ***

    Chi è Claudine? Lei è appassionata nel vivere al presente una vita equilibrata e autentica, con una sana dose di humour! Ama viaggiare per il mondo, esplorare nuovi luoghi, persone e cibo, ma ugualmente ama ritirarsi in solitudine, nel silenzio. E' una scrittrice che segue un sentiero nascosto, verso un mondo sconosciuto. Se solo vi arrendete e andate con lei in questa spettacolare avventura, realizzerete che vi siete confidati all’incantevole, come in un sogno fantastico ed avvolgente. Vi farà credere ad ogni cosa che lei vede nei suoi stessi sogni e fantasie. Ma inizierete anche un viaggio verso le cime ghiacciate del nord Europa, verso le strade affollate del Messico o Africa. I protagonisti sono magnificamente reali e totalmente credibili stupendamente inseriti nella ricca trama di prosa. E’ una “grande” persona e scrive con uno squisito potere descrittivo. E’ semplicemente magnifica.

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Responsible Multinationals * Multinazionali responsabili

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at this link the documented scandals

(language F-D-I)

 

In recent days, in German-speaking Switzerland, the lobby of multinationals began massively spreading untruths on the internet.
With their huge campaign budget (more than 8 million in total), they publish online ads everywhere in order to attract voters on their campaign site, abused as an independent “fact-checking” tool.
In reality, it is indeed Furrerhugi who hides behind this website, the public relations agency close to Glencore and Ruedi Noser, the adviser to the States (Switzerland) who is fighting our initiative on behalf of the multinational lobby. Their goal: to pit hundreds of thousands of voters against our initiative using this false information.

The online German newspaper Republik further revealed that the Tamedia press group, which owns, for example, the “Tagesanzeiger” or “Le Matin Dimanche”, had supported Furrerhugi in the implementation of this campaign. It is true that Tamedia can hope to make a lot of money thanks to the announcements of the lobby of the multinationals placed on their online portals.
I am very worried to see that “independent” press houses, in fact, work so closely with the public relations agency of Glencore and that the lobby of the multinationals tries with such indecency to deceive the voters using this false information.

We must prepare for a very tough voting campaign: winning against the multinational lobby will be a huge challenge, knowing that they plan to massively spread untruths
with more than 8 million francs, and that they benefit from the support of public relations agencies whose proximity to large newsgroups turned out.
I still remain confident, and more and more convinced that we will manage to meet these challenges. Why ?
Because our initiative aims for obviousness: when a multinational like Glencore contaminates rivers or destroys entire regions, so it must be accountable!
Watching the strength of our movement and the incredible number of people who, like you, support us every day gives me great courage. More than ten thousand volunteers mobilize in 300 local committees throughout the country. Entrepreneurs join a committee of the economy in favor of better responsibility for multinationals. The politicians of the bourgeois parties are always more likely not to be intimidated by the lobby of the multinationals and to vote for a YES on the initiative for responsible multinationals. Churches unanimously support our initiative.
Thousands of people have already contributed to our campaign with a donation of 10, 50 or 100 francs and simply make our work possible.
Together, we can win this vote. With strong arguments and by funding our own posters with thousands of small donations. Thanks to the commitment of people like you.

A huge thank you for your support!
With my best wishes,
Dick Marty
The former adviser to States and co-chair of the initiative committee

Responsible Multinational Initiative
Monbijoustrasse 31, PO Box
3001 Bern

 

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a questo link gli scandali documentati

Nei giorni scorsi, nella Svizzera tedesca, la lobby delle multinazionali ha iniziato a diffondere in modo massiccio falsità su Internet.
Con il loro enorme budget per la campagna (oltre 8 milioni in totale), pubblicano ovunque annunci online per attirare gli elettori sul loro sito di campagna, presentato abusivamente come strumento indipendente di “verifica dei fatti”.
In realtà, è proprio Furrerhugi che si nasconde dietro questo sito web, l’agenzia di pubbliche relazioni vicino a Glencore e Ruedi Noser, il consigliere agli Stati che sta combattendo contro la nostra iniziativa a nome della lobby multinazionale.
Il loro obiettivo: indirizzare centinaia di migliaia di elettori contro la nostra iniziativa utilizzando informazioni false.

Il quotidiano tedesco online Republik ha inoltre rivelato che Il gruppo stampa Tamedia, che possiede ad esempio il “Tagesanzeiger” o “Le Matin Dimanche”, aveva sostenuto Furrerhugi nell’attuazione di questa campagna. È vero che Tamedia può sperare di fare molti soldi grazie agli annunci della lobby delle multinazionali collocate sui loro portali online.
Sono molto preoccupato di vedere che editori, “indipendenti” in effetti, lavorano così a stretto contatto con l’agenzia di pubbliche relazioni di Glencore, e che la lobby delle multinazionali cerca con tale indecenza di ingannare il votare usando queste informazioni false.
Dobbiamo prepararci per una campagna elettorale molto dura: vincere contro la lobby multinazionale sarà una grande sfida, sapendo che ha intenzione di diffondere in modo massiccio falsità con oltre 8 milioni di franchi e che beneficia del sostegno agenzie di pubbliche relazioni la cui vicinanza a grandi dimensioni gruppi di notizie si sono rivelati.
Rimango ancora fiducioso e sempre più convinto che noi riusciremo a far fronte a queste sfide. Perché?
Perché la nostra iniziativa mira all’ovvietà: quando una multinazionale come Glencore contamina i fiumi o distruggeintere regioni, quindi deve essere responsabile!
Guardare la forza del nostro movimento e l’incredibile numero di persone che, come te, ci sostengono ogni giorno mi dà un grande coraggio. Più di diecimila volontari si mobilitano in 300 comitati locali in tuttoil paese. Gli imprenditori si uniscono a un comitato dell‘economia a favore di una migliore responsabilità per le multinazionali. I politici dei partiti borghesi hanno sempre più probabilità di non essere intimiditi dalla lobby delle multinazionali e di votare per un SI all’iniziativa per multinazionali responsabili. Le chiese sostengono all’unanimitàla nostra iniziativa. Migliaia di persone hanno già contribuito alla nostra campagna con una donazione di 10, 50 o 100 franchi e hanno semplicemente reso possibile il nostro lavoro. Insieme, possiamo vincere questo voto. Con argomentazioni forti e finanziando i nostri poster con migliaia di piccole donazioni. Grazie all’impegno di persone come te.

Un enorme grazie per il tuo sostegno!
Con i migliori saluti,
Dick Marty
Ex consigliere agli Stati e co-presidente del comitato d’iniziativa

Iniziativa per delle Multinazionali responsabili
Monbijoustrasse 31, casella postale
3001 Berna

“Fase finale: non c’è possibilità di ritorno”

FridaysForFuture

(English) To order the publication with my short contribution

La generazione precedente, la mia per intenderci, ha originato una situazione climatica instabile che è esplosa all’improvviso in una vera e propria emergenza globale.
È stata un’onda d’urto, uno shock tale da scuotere in modo irreversibile le generazioni dei più giovani, ma non solo loro.
È accaduto inaspettatamente: il raggiungimento della “massa critica” prospettata già nell’ultimo decennio, ha raggiunto l’apice e l’effetto palla di neve ci ha colpiti lasciandoci basiti.
Non possiamo far retrocedere il Tempo, non possiamo riparare ciò che è stato compromesso, ma possiamo provvedere affinché non vengano più perpetrati danni all’ambiente.
Ricordo le parole di Paul Hawken di qualche anno fa il quale nel suo “Blessed unrest”, riferiva:
“Siamo persone che desiderano una società più giusta e pacifica, un’economia etica, uno sviluppo ecosostenibile, un’umanità più consapevole. Siamo milioni, in tutto il mondo, auspichiamo stili di vita più sani e autentici, ispirati ai valori della pace, dei diritti umani, dell’ambiente, della qualità della vita, delle relazioni consapevoli e costruttive, della crescita personale e spirituale.”
Alla fine del filmato, seguiva un’interminabile lista di associazioni, fondazioni, società, cognomi e nomi… i quali avevano aderito alla sua “visione” per un mondo migliore.
Quindi doveva accadere prima o poi, non poteva continuare con i ritmi di crescita sfrenata ed irresponsabile degli ultimi decenni.
Certo, possiamo attribuire la colpa ai governi, alle multinazionali, alle Lobby, ai fabbricanti… ma con umiltà dovremmo smetterla di puntare il dito verso gli altri e verificare a fondo i nostri stessi comportamenti. Nessuno è esente da errori comportamentali dobbiamo avere l’onestà di ammetterlo.
I paradigmi della nostra società del consumo ci hanno portato ad una situazione di profondo disagio etico-personale, iniziando dai giovani che si sono finalmente ribellati in modo inatteso.
A scandire il “la” vi è stata Greta Thunberg, poi seguendo il suo esempio, altri si sono riversati nelle strade e piazze, sul web, un fiume in piena che ha esondato tutto e tutti. E la massa di contestatori continua a crescere a vista d’occhio.
Anche se molti di noi (vecchi), già avevamo da qualche tempo iniziato a ribellarci scrivendo il malanimo sui social, pubblicando ricerche scientifiche o quant’altro, l’effetto è sempre stato tiepido e costellato da censure di certi social o addirittura denunce penali.
Siamo stati in qualche modo frenati dall’esprimerci, temendo d’essere giudicati in malo modo, con il timore di perdere il lavoro e di mettere nel ridicolo le nostre famiglie.
Io sono da sempre stata una ribelle, nel senso buono della parola, ma le paure acquisite da un’istruzione famigliare severa e da condizionamenti scolastici e sociali, mi hanno tarpato le ali.
Ognuno di noi è inserito in un modello specifico, un ingranaggio nel quale la sua funzionalità è però implicita, vedi non vitale, e quindi può essere “sostituito” con facilità.
L’essere umano in primis è diventato una sorta di attrezzo, che quando non è più operante secondo precisi parametri, viene sostituito. A volte sono altri giri viziosi che portano alla non funzionalità del soggetto, subentra malattia, depressione e questo crea aumenti nelle spese della sanità.
L’aumento esponenziale della disoccupazione o sottoccupazione sta generando squilibri importanti; il sistema sociale (nello specifico mi riferisco a quello della Confederazione Svizzera), vacilla e per quanto si possa sperare, di questo passo non terrà ancora per molti anni.
Si parla degli attuali giovani ventenni che tra una decina d’anni non avranno più una sicurezza assicurativa per la rendita vecchiaia; le spese delle Casse malati obbligatorie continuano ad aumentare, raggiungendo cifre esorbitanti (tra i 500.-/600.- euro mensili per persona adulta).
Gli aumenti dei costi sono diventati un vortice vizioso che non può essere frenato se non con delle riforme drastiche e radicali.
Penso che la quasi totalità delle nazioni mondiali, non solo quelle di Paesi del Sud, si trovano in situazioni analoghe ma ben peggiori dove la gravità del momento mette a rischio la stabilità dei governi reggenti.
Il malessere è palpabile e ovunque, nascono gruppi di opposizione che, grazie al web, raccolgono enormi adesioni e sostegno.
Ci siamo accorti che abbiamo oltrepassato il punto del “no-return”.
Gli incendi in Amazzonia, di causa antropica per far posto alle culture di foraggio per animali da reddito, quelli dell’Australia in parte causati da piromani e quelli dell’estremo nord dell’Alaska, Canada, Groenlandia e Siberia generati dall’auto-combustione dovuta del suolo inaridito originati dall’innalzamento della temperatura, stanno rilasciando nell’aria enormi quantità di CO2 che innescano un circolo vizioso in quanto il CO2 fa innalzare la temperatura dell’aria e quindi genera nuove auto-combustioni.

Nell’area attorno e oltre il circolo polare artico, lo scioglimento dei ghiacci causa un riversamento delle acque nel mare e di conseguenza la diminuzione della superficie creando disagi specialmente alla fauna locale nonché a quelle minoranze etniche che lì vivono.
Non sono una geologa o specialista in materia, mi limito a citare quanto scienziati e meteorologi hanno più volte ribadito in interviste o trattati scientifici (vedi IPCC Organismo delle Nazioni unite per la valutazione della scienza relativa ai cambiamenti climatici che fornisce valutazioni periodiche delle basi scientifiche del cambiamento climatico, dei suoi impatti e rischi futuri).
Ora, bisogna agire in modo rapido e portando determinazione nell’applicare le azioni proposte per l’adattamento e la mitigazione.
Certo, i giovani del “Fridays for Future” con i loro scioperi, seguendo il coraggioso esempio di Greta Thunberg, hanno finalmente fatto ciò che andava fatto: avviare una protesta globale che potesse coinvolgere veramente tutti, in modo indistinto di nazionalità, colore della pelle, lingua, religione o appartenenza politica.
Questi giovani sono la forza trainante per questo movimento atto a proteggere il nostro pianeta dalla crisi climatica. Il messaggio è forte e chiaro: non c’è più tempo da perdere. Tutti i capi dei singoli governi devo agire per salvare il pianeta, ora, immediatamente.
Non stiamo parlando di mettere delle pezze qua e là per riparare i danni commessi nei secoli trascorsi, stiamo parlando della nostra unica casa, del Pianeta Terra!
Ogni singolo abitante del pianeta, senza distinzioni, dovrebbe prendere coscienza della situazione e portare un primo basilare cambiamento iniziando da sé stesso.
Le nostre abitudini sono sempre discutibili; ho la fortuna di vivere in una nazione privilegiata dove a livello sociale godiamo di grandi vantaggi.
Non dobbiamo dare tutto per scontato, anche nel mio paese, le brutte abitudini sono radicate nell’incoscienza degli individui ed appare difficile sradicarle. L’uomo ha tendenza a sempre cercare di giustificare ogni sua azione, a discapito di un cambiamento sostanziale che avrebbe già potuto avere inizio decenni or sono.
Evidentemente non possiamo andare contro corrente, ma possiamo cercare di applicare delle modifiche laddove, e ne siamo coscienti, il nostro comportamento genera una catena di altri problemi.
Ho già affrontato il problema dell’alimentazione più volte apertamente nel mio blog.
È ostico cercare di far passare un messaggio che porta un individuo a confrontarsi con l’orribile sofferenza di un animale da macello.
L’uomo vuole cibarsi di carne/pesce. Lo fa da sempre, dall’origine dei tempi. 40.000 anni or sono, non c’erano le scelte alimentari che abbiamo oggi, la sopravvivenza era legata ad una legge chiara: uccidere per non essere ucciso e ci si doveva sfamare per sopravvivere, mentre i più deboli perivano.
Ma non voglio tediare il lettore con la storia occorsa nelle migliaia di anni trascorsi; se al giorno d’oggi è scientificamente provato che “l’impronta ambientale” è data da molti fattori sommati gli uni agli altri, quello dell’alimentazione è di gran lunga il più incisivo.
Con mio marito ci battiamo da tempo su questo frangente, ed è evidente che le Lobby legate all’allevamento del bestiame (anche qui nel nostro piccolo cantone dove viviamo), sono avversari molto subdoli che hanno la facile abitudine di travisare e utilizzare per i propri scopi ogni azione avversa impiegata per la difesa degli animali.
L’attuale tematica dei “grandi predatori” e una modifica della legge federale che ne permetterebbe l’abbattimento a vista ad esempio dei lupi, è degenerata in una diatriba che vede noi difensori del lupo come “i cattivi di turno” e sono addirittura arrivati ad augurarci di dover subire la ferocia sanguinosa di questo povero canide.
È quindi molto difficile discutere con persone che sono premunite e che pensano d’essere nella ragione. Forse a livello culturale primitivo, vedono ogni animale un bene da essere allevato, macellato ed in seguito essere venduto.
Sappiamo anche che le attuali deforestazioni per mezzo del fuoco nell’Amazzonia, sono opera di chi necessita di territorio da adibire a monoculture di soia per ricavare foraggio.
Un circolo terribilmente vizioso, lo dicevo più sopra: se c’è consumo di carne, c’è aumento della richiesta di foraggio e quindi aumenterà conseguentemente anche la necessità di disporre di territorio per queste coltivazioni. E si continuerà a dar fuoco al Polmone del pianeta.
Un cane che si morde la coda.
Ma se ci fosse consapevolezza, ad esempio maggiore sensibilità e un cambio radicale delle abitudini, ecco che possiamo sperare in un cambiamento.
Non dico che tutti devono diventare vegetariani o vegani, anche se quest’ultima potrebbe essere la soluzione più felice, ma si può diminuire il consumo di carne/pesce e prodotti derivanti.

Altro fattore preoccupante è la plastica presente quale micro particelle oramai anche nella pioggia.
Si stima che tra gli 1.15 e 2.41 milioni di tonnellate di plastica sono convogliate annualmente da fiumi verso gli oceani.
Molta di questa plastica è resistente e viene trascinata per mezzo delle correnti marine verso l’oceano Pacifico e ha creato il “Great Pacific Garbage Patch”.
Quest’enorme isola di detriti galleggiante è costantemente variabile nella forma e posizione, in quanto viene influenzata dai venti e dalle correnti.
Ho letto e visto dei filmanti molto toccanti che mostrano persone intente a ripulire manualmente diverse spiagge dai rifiuti presenti, certamente questo potrebbe essere un buon primo passo. Ma a cosa serve impiegare tempo incalcolabile e risorse umane se a monte, l’uomo non impara ad evitare di gettare immondizia (di ogni tipo) nella natura?
È questo solo un fatto culturale, oppure è l’ignoranza delle conseguenze, oppure ancora la deliberata maleducazione della gente?
Nel mio paese siamo culturalmente ben scolarizzati, sappiamo perfettamente quali sono le conseguenze del gettare dall’auto in corsa una lattina di birra o una bottiglietta di coca-cola vuote.
Sommando, considero che si tratta di un gesto deliberato, egoistico e privo di ogni rispetto verso gli altri e (peggio ancora) verso la Natura.
Senza dimenticare i fuochi accesi all’aperto per bruciare rifiuti vari, principalmente residui agricoli che oltre ad immettere CO2 nell’aria portano a rischi di incendio in zone limitrofe ai boschi.
Va poi citato anche il rapporto federale dell’ambiente (Confederazione Svizzera): è stata misurata la presenza nelle acque di falda freatica non solo di pesticida e diserbanti, ma anche di metaboliti e antibiotici assunti da umani e animali.
Abbiamo annualmente il “Clean-up day” dove diverse associazioni non profit si impegnano a creare gruppi d’azione sul campo. Purtroppo, ogni volta, constato che a partecipare sono sempre le solite persone con una sensibilità ambientale marcata. Gli altri, si scusano adducendo all’aver assunti altri impegni inderogabili, malgrado queste manifestazioni sono annunciate con sufficientemente tempo onde permettere una pianificazione soggettiva.
Menefreghismo? Indifferenza? Mancanza di cultura ecologica?
Da anni cerco di convincere i colleghi di lavoro a prestare maggiore attenzione alla causa animalista, alle azioni di protezione della natura, alle manifestazioni dedite a delle cause ecologiche. È come soffiare dentro un trombone rotto: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!
Cerco sempre di farmene una ragione, relativizzando, ma se non si crea sensibilità, se non riusciamo dal nostro piccolo a convincere gli altri attorno a noi, è preoccupante.
Mi sono posta più volte la domanda: qual è la spinta motivazionale che porta un individuo a compiere scelte specifiche? Si tratta di un “codice genetico” nel DNA? O è forse una questione “karmica” legata alla filosofia buddhista? Conta l’istruzione scolastica oppure sono più importanti gli insegnamenti impartiti dai propri genitori?
Mi risulta quindi molto difficile dare delle risposte concrete, i fattori esogeni come pure quelli endogeni sono molteplici.
Avendo viaggiamo parecchio, visitando molti paesi del Sud ma anche nazioni estremamente industrializzate, ammetto di non aver visto delle differenze sostanziali.
Di discariche di rifiuti ne ho viste in Africa, nelle Americhe, in Medio Oriente ed in Asia.
Spiagge piene di immondizie, fiumi le cui rive sono arcobaleni di ogni tipo di schifezze, piante sui cui rami sventolano sacchetti di plastica, superfici enormi dove vengono dimenticati ogni tipo di veicoli arrugginiti dal tempo. E qui mi fermo.
Non ci vuole chissà quale fantasia per continuare la lista: ogni lettore faccia mente locale e si guardi attorno.
Certo, di questi tempi la tematica ambientale è stata utilizzata anche (principalmente) a scopi politici durante le varie campagne elettorali.
Nella nostra piccola Svizzera, dove vige la democrazia, certi partiti si sono dati una bella pennellata di verde, chiedendo anche delle “congiunzioni” tattiche con quei partiti fin dall’origine definiti “ecologici”.
Si sono evidenziate strategie che (dovrebbero) poter abbassare le emissioni di CO2, ma non potrà il solo aumento del prezzo della benzina o una tassa sui biglietti aerei cambiare radicalmente il trend.
Gli obiettivi climatici 2030, la Svizzera dovrebbe ridurre tra il 2021-30 le sue emissioni di CO2, con le misure da noi adottate, di almeno il 2% (quindi un – 40%). L’iniziativa dei Ghiacciai prevede inoltre le “zero emissioni” di gas sera (di origine antropica) entro il 2050, attuando quindi gli accordi di Parigi.
Questo sarebbe possibile tramite i pozzi di carbonio che sono tecnicamente fattibili per assorbire e immagazzinare CO2 dall’atmosfera, ma che è tutt’ora in fase di studio (CCS – carbon capture and storage).

Ma cosa dire degli USA, che uscendo sfrontatamente dall’Accordo di Parigi, rilancia il carbone e idrocarburi con il relativo aumento delle richieste sul mercato nazionale?
Essi stanno peggiorando la situazione globale già precaria.
Altri governi corrono agli armamenti, la fabbricazione anche di armi nucleari continua.
Pare proprio che abbiamo troppe persone insensibili ai vertici dei governi, delle multinazionali, delle Lobby.
Chi si oppone allo stato attuale sono, anche da noi, sempre gli stessi: associazioni e ONG a difesa della natura, degli animali, delle minorità sociali, gruppi di giovani e meno giovani, idealisti che fermamente credono che da qualche parte, seppur recondita, nell’essere umano dovrebbe esserci un “qualcosa” che ci dovrebbe portare all’autopreservazione, alla sopravvivenza.
Fortunatamente lo scorso sabato 28 settembre, eravamo in 100.000 a Berna, davanti al Palazzo Federale, a protestare affinché i nostri politici facciano qualcosa di concreto a favore del clima.
Con l’intervento del WWF, Pro Natura e altri, sono stati organizzati dei vagoni per un treno diretto da Lugano per Berna.

È arrivato il momento di ribellarci!

 

  • Claudine’s novels * i miei romanzi

  • Piccoli passi nella Taiga will be published in 2019 by Edizioni ULIVO

  • Il Segreto degli Annwyn – Edizioni Ulivo ISBN 978 88 98 018 079

  • The Annwyn’s Secret Austin Macauley London ISBN 9781785544637 & ISBN 9781785544644

  • The Annwyn’s Secret

  • Silloge Poetica “Tracce” – Edizioni Ulivo Balerna

  • Il Kumihimo del Sole – Seneca Edizioni Torino

    ISBN: 978-88-6122-060-7
  • Il Cristallo della Pace – Seneca Edizioni Torino

    ISBN 978-88-6122-189-5
  • Nebbie nella Brughiera – Seneca Edizioni Torino

    ISBN 978-88-6122-055-3
  • I 4 Elementi – Macromedia Edizioni Torino

  • Cats are my inspiration!

  • Remember, transitioning to a plant-based diet that embraces compassion for the animals, your health and our planet isn’t really difficult. You just have to want to do it! For the sake of us all... :-)claudine
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