Lacrimae Rerum (Tears of Things) – Vergil

(c) claudine     Petra Giordania

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le monde présent, un seul temps ordinaire:
deuil faim soif pleurs
lacrimae rerum
agony of everything
that never ends,
não se esqueça
sua pequenez e fraqueza
largo los rios lágrimas de vidas
                                           tears of lives
concepts of majestic glory into the waters—
silence et suplice reflettent l’avidité
e fosco rimane lo sguardo
and obscurely we glance up

ecce homo, sunt lacrimae rerum
men, here are the tears of everything
for your usual irate indifference

(in corsivo, versi di Virgilio)

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http://www.swans.com/library/art16/gmonte96.html

Comment by Francesca Saieva
(translated by Michelle Abbott)

Commento di Francesca Saieva
“Que ânsia distante perto chora?” Quale ansia distante piange vicino? (Pessoa). Dite lacrimae rerum, mentre vedo solo morte addomesticata (Ariès): der gezähmte Tod di parole vuote, ordinarie per usuali immagini, ora che il tempo ha smesso di lavorare (Szymborska). Ma logiche impreviste su geroglifici, come ‘vocalità’ dal regno degli spiriti… Dschnnistan, “les ornières immenses du reflux” (Rimbaud). Acquatici cristalli incantatori catturano lo sguardo miope, ma dov’è l’attenzione? Dite ancora lacrimae rerum, forse per un’ora ‘nuova’, per un uomo nuovo? Una sola risposta: il Parto dell’Attimo (Nietzsche).

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