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le monde présent, un seul temps ordinaire:
deuil faim soif pleurs that never ends,
não se esqueça
sua pequenez e fraqueza
largo los rios lágrimas de vidas
tears of lives
concepts of majestic glory into the waters—
silence et suplice reflettent l’avidité
e fosco rimane lo sguardo
and obscurely we glance up
ecce homo, sunt
men, here are the
for your usual irate indifference
(in corsivo, versi di Virgilio)
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http://www.swans.com/library/art16/gmonte96.html
Comment by Francesca Saieva
(translated by Michelle Abbott)
Commento di Francesca Saieva
“Que ânsia distante perto chora?” Quale ansia distante piange vicino? (Pessoa). Dite lacrimae rerum, mentre vedo solo morte addomesticata (Ariès): der gezähmte Tod di parole vuote, ordinarie per usuali immagini, ora che il tempo ha smesso di lavorare (Szymborska). Ma logiche impreviste su geroglifici, come ‘vocalità’ dal regno degli spiriti… Dschnnistan, “les ornières immenses du reflux” (Rimbaud). Acquatici cristalli incantatori catturano lo sguardo miope, ma dov’è l’attenzione? Dite ancora lacrimae rerum, forse per un’ora ‘nuova’, per un uomo nuovo? Una sola risposta: il Parto dell’Attimo (Nietzsche).
