
Quando si parla di Namibia, ritornano alla mente vivide immagini di dune che scendono fino al mare oppure quelle d’animali selvaggi nell’Etosha National Park.
Eppure la Namibia è una nazione relativamente nuova, ha raggiunto la sua indipendenza dall’Africa del Sud il 21.3.1990. La presenza dei Bianchi è del solo 6% mentre più del 70% sono etnie risalenti a tribù locali (Damara, Herero, Kavango, Ovambo).
Con il passare degli anni, diventa sempre più meta aperta anche al turismo “di massa” e come ogni altro piccolo angolo di paradiso, finirà con assoggettarsi alle richieste del mercato.
Sossusvlei Lodge and landscape
Ma voglio ricordare la Namibia che ho visitato nel 1995, quando ancora era un luogo visitato principalmente dai ricchi sudafricani…
Questo paese mi ha letteralmente affascinato, anche per la grande varietà di scenari che sono proposti e che ti fanno trattenere il respiro, tanto sono contrastanti e suggestivi.
Abbiamo raggiunto Windhoek con un volo diretto da Johannesburg della South African Airways.
Quindi, da Windhoek siamo prosseguiti con un furgone a nolleggio, fino alla costa dell’Oceano Atlantico. Da Walvis Bay ed in seguito più a nord, Swakopmund siamo entrati nel National West Coast Recreation Area.
See the map of Namibian Desert and Sossusvlei
Arrivati a Sossusvlei nel tardo pomeriggio, il paesaggio si era notevolmente arrossato. Il sole appena tramontato, lasciava il suo ricordo nel cielo con languide penellate vermiglie. Il silenzio era interrotto solo dal fruscio del vento che si muoveva con il suo motto perpetuo, modellando le dune circostanti ed increspando la sabbia ai nostri piedi.
La lodge era spettacolare: una main Hall caratteristica con artefatti locali, mobiglio in ferro battuto e tessuti grezzi.
Little Ongava / Etosha
