Il monastero venne fondato dall’abate Roberto di Molesmes con il beneplacido del duca Oddone I di Bognogna nel 1098, su un terreno acquitrinoso donatogli da Raynald visconte di Beaune. Nel 1120 sarà chiamato Cîiteaux, in latino Cistercium.
Più volte saccheggiata e in parte distrutta, delle antiche costruzioni sono rimaste abitabili solo la biblioteca, costruita nel XV secolo, comprendente al pianterreno i locali dello scriptorium dove venivano eseguiti i codici per la biblioteca e il definitorio, l’edificio ove si preparavano i lavori dei Capitoli generali.
Il mio interesse in questo monastero cistercense è legato al monaco Padre Hubertus il mentore del cavaliere Clèment de Claredon, entrambi personaggi del romanzo Nebbie nella Brughiera. Importante fu anche il ruolo dei cistercensi nell’organizzazione degli ordini cavallereschi: Bernardo contribuì alla redazione della regola dei Templari e nel 1135 dedicò loro il trattato “De laudibus novae militiae”. Ma per carpire certune emozioni specifiche legate alla narrazione, forzatamente si dovrebbe leggere il romanzo!
Ho ammirato con piacere gli incantevoli i lavori conservati nei secoli, all’interno di bacheche di vetro. Sono riuscita ad immaginare Padre Hubertus nell’intento di dipingere i magici “codici miniati” che hanno dato un alone di mistero al romanzo.
Cîteaux è oggi nuovamente la Casa Madre della “Ordine Cistercense” dove i monaci conducono un austero stile di vita nella povertà assoluta.
