• Simply… woman

    Sara Luna e Claudine
  • I support ANIMAL RIGHTS

  • me and my girl :-)
  • Mi sento unicamente una "Cittadina del Mondo"
    figlia, madre, amica, compagna, donna...
    Ho viaggiato lungo rotte conosciute ed altre ignote, per lavoro ma anche per curiosità o solo per il desiderio di scoprire nuovi luoghi!
    L'esperienza a contatto con altri popoli, religioni e culture, mi ha insegnato a venerare Madre Natura ed ogni forma di vita che ci conduce a valutare precetti inconfutabili, ma che purtroppo troppi ignorano nel più assoluto egoismo.
    Vi apro le porte del mio mondo virtuale... seguitemi lungo l'itinerante scorrer d'acqua lasciando traccia di vissuto.

  • What to say about Claudine? She is passionate about living a present, balanced and authentic life, with a healthy dose of humor! She loves to travel the world, explore new places, people and food, but equally loves to retreat into silent solitude. She is a writer who follows a hidden path, into an unfamiliar world. If you just surrender and go with her on her eerie journey, you will find that you have surrendered to enchantment, as if in a voluptuous and fantastic dream. She makes you believe everything she sees in her fantasy and dreams. But as well you take a journey to the frozen mountain peaks of the north of Europe, to the crowded sweating streets of Mexico or Africa. Her characters are wonderfully real and wholly believable perfectly situated in her richly textured prose. She’s a lovely person and she writes with exquisite powers of description! She’s simply great! R. McKelley

    ***

    Chi è Claudine? Lei è appassionata nel vivere al presente una vita equilibrata e autentica, con una sana dose di humour! Ama viaggiare per il mondo, esplorare nuovi luoghi, persone e cibo, ma ugualmente ama ritirarsi in solitudine, nel silenzio. E' una scrittrice che segue un sentiero nascosto, verso un mondo sconosciuto. Se solo vi arrendete e andate con lei in questa spettacolare avventura, realizzerete che vi siete confidati all’incantevole, come in un sogno fantastico ed avvolgente. Vi farà credere ad ogni cosa che lei vede nei suoi stessi sogni e fantasie. Ma inizierete anche un viaggio verso le cime ghiacciate del nord Europa, verso le strade affollate del Messico o Africa. I protagonisti sono magnificamente reali e totalmente credibili stupendamente inseriti nella ricca trama di prosa. E’ una “grande” persona e scrive con uno squisito potere descrittivo. E’ semplicemente magnifica.

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“Fase finale: non c’è possibilità di ritorno”

FridaysForFuture

(English) To order the publication with my short contribution

La generazione precedente, la mia per intenderci, ha originato una situazione climatica instabile che è esplosa all’improvviso in una vera e propria emergenza globale.
È stata un’onda d’urto, uno shock tale da scuotere in modo irreversibile le generazioni dei più giovani, ma non solo loro.
È accaduto inaspettatamente: il raggiungimento della “massa critica” prospettata già nell’ultimo decennio, ha raggiunto l’apice e l’effetto palla di neve ci ha colpiti lasciandoci basiti.
Non possiamo far retrocedere il Tempo, non possiamo riparare ciò che è stato compromesso, ma possiamo provvedere affinché non vengano più perpetrati danni all’ambiente.
Ricordo le parole di Paul Hawken di qualche anno fa il quale nel suo “Blessed unrest”, riferiva:
“Siamo persone che desiderano una società più giusta e pacifica, un’economia etica, uno sviluppo ecosostenibile, un’umanità più consapevole. Siamo milioni, in tutto il mondo, auspichiamo stili di vita più sani e autentici, ispirati ai valori della pace, dei diritti umani, dell’ambiente, della qualità della vita, delle relazioni consapevoli e costruttive, della crescita personale e spirituale.”
Alla fine del filmato, seguiva un’interminabile lista di associazioni, fondazioni, società, cognomi e nomi… i quali avevano aderito alla sua “visione” per un mondo migliore.
Quindi doveva accadere prima o poi, non poteva continuare con i ritmi di crescita sfrenata ed irresponsabile degli ultimi decenni.
Certo, possiamo attribuire la colpa ai governi, alle multinazionali, alle Lobby, ai fabbricanti… ma con umiltà dovremmo smetterla di puntare il dito verso gli altri e verificare a fondo i nostri stessi comportamenti. Nessuno è esente da errori comportamentali dobbiamo avere l’onestà di ammetterlo.
I paradigmi della nostra società del consumo ci hanno portato ad una situazione di profondo disagio etico-personale, iniziando dai giovani che si sono finalmente ribellati in modo inatteso.
A scandire il “la” vi è stata Greta Thunberg, poi seguendo il suo esempio, altri si sono riversati nelle strade e piazze, sul web, un fiume in piena che ha esondato tutto e tutti. E la massa di contestatori continua a crescere a vista d’occhio.
Anche se molti di noi (vecchi), già avevamo da qualche tempo iniziato a ribellarci scrivendo il malanimo sui social, pubblicando ricerche scientifiche o quant’altro, l’effetto è sempre stato tiepido e costellato da censure di certi social o addirittura denunce penali.
Siamo stati in qualche modo frenati dall’esprimerci, temendo d’essere giudicati in malo modo, con il timore di perdere il lavoro e di mettere nel ridicolo le nostre famiglie.
Io sono da sempre stata una ribelle, nel senso buono della parola, ma le paure acquisite da un’istruzione famigliare severa e da condizionamenti scolastici e sociali, mi hanno tarpato le ali.
Ognuno di noi è inserito in un modello specifico, un ingranaggio nel quale la sua funzionalità è però implicita, vedi non vitale, e quindi può essere “sostituito” con facilità.
L’essere umano in primis è diventato una sorta di attrezzo, che quando non è più operante secondo precisi parametri, viene sostituito. A volte sono altri giri viziosi che portano alla non funzionalità del soggetto, subentra malattia, depressione e questo crea aumenti nelle spese della sanità.
L’aumento esponenziale della disoccupazione o sottoccupazione sta generando squilibri importanti; il sistema sociale (nello specifico mi riferisco a quello della Confederazione Svizzera), vacilla e per quanto si possa sperare, di questo passo non terrà ancora per molti anni.
Si parla degli attuali giovani ventenni che tra una decina d’anni non avranno più una sicurezza assicurativa per la rendita vecchiaia; le spese delle Casse malati obbligatorie continuano ad aumentare, raggiungendo cifre esorbitanti (tra i 500.-/600.- euro mensili per persona adulta).
Gli aumenti dei costi sono diventati un vortice vizioso che non può essere frenato se non con delle riforme drastiche e radicali.
Penso che la quasi totalità delle nazioni mondiali, non solo quelle di Paesi del Sud, si trovano in situazioni analoghe ma ben peggiori dove la gravità del momento mette a rischio la stabilità dei governi reggenti.
Il malessere è palpabile e ovunque, nascono gruppi di opposizione che, grazie al web, raccolgono enormi adesioni e sostegno.
Ci siamo accorti che abbiamo oltrepassato il punto del “no-return”.
Gli incendi in Amazzonia, di causa antropica per far posto alle culture di foraggio per animali da reddito, quelli dell’Australia in parte causati da piromani e quelli dell’estremo nord dell’Alaska, Canada, Groenlandia e Siberia generati dall’auto-combustione dovuta del suolo inaridito originati dall’innalzamento della temperatura, stanno rilasciando nell’aria enormi quantità di CO2 che innescano un circolo vizioso in quanto il CO2 fa innalzare la temperatura dell’aria e quindi genera nuove auto-combustioni.

Nell’area attorno e oltre il circolo polare artico, lo scioglimento dei ghiacci causa un riversamento delle acque nel mare e di conseguenza la diminuzione della superficie creando disagi specialmente alla fauna locale nonché a quelle minoranze etniche che lì vivono.
Non sono una geologa o specialista in materia, mi limito a citare quanto scienziati e meteorologi hanno più volte ribadito in interviste o trattati scientifici (vedi IPCC Organismo delle Nazioni unite per la valutazione della scienza relativa ai cambiamenti climatici che fornisce valutazioni periodiche delle basi scientifiche del cambiamento climatico, dei suoi impatti e rischi futuri).
Ora, bisogna agire in modo rapido e portando determinazione nell’applicare le azioni proposte per l’adattamento e la mitigazione.
Certo, i giovani del “Fridays for Future” con i loro scioperi, seguendo il coraggioso esempio di Greta Thunberg, hanno finalmente fatto ciò che andava fatto: avviare una protesta globale che potesse coinvolgere veramente tutti, in modo indistinto di nazionalità, colore della pelle, lingua, religione o appartenenza politica.
Questi giovani sono la forza trainante per questo movimento atto a proteggere il nostro pianeta dalla crisi climatica. Il messaggio è forte e chiaro: non c’è più tempo da perdere. Tutti i capi dei singoli governi devo agire per salvare il pianeta, ora, immediatamente.
Non stiamo parlando di mettere delle pezze qua e là per riparare i danni commessi nei secoli trascorsi, stiamo parlando della nostra unica casa, del Pianeta Terra!
Ogni singolo abitante del pianeta, senza distinzioni, dovrebbe prendere coscienza della situazione e portare un primo basilare cambiamento iniziando da sé stesso.
Le nostre abitudini sono sempre discutibili; ho la fortuna di vivere in una nazione privilegiata dove a livello sociale godiamo di grandi vantaggi.
Non dobbiamo dare tutto per scontato, anche nel mio paese, le brutte abitudini sono radicate nell’incoscienza degli individui ed appare difficile sradicarle. L’uomo ha tendenza a sempre cercare di giustificare ogni sua azione, a discapito di un cambiamento sostanziale che avrebbe già potuto avere inizio decenni or sono.
Evidentemente non possiamo andare contro corrente, ma possiamo cercare di applicare delle modifiche laddove, e ne siamo coscienti, il nostro comportamento genera una catena di altri problemi.
Ho già affrontato il problema dell’alimentazione più volte apertamente nel mio blog.
È ostico cercare di far passare un messaggio che porta un individuo a confrontarsi con l’orribile sofferenza di un animale da macello.
L’uomo vuole cibarsi di carne/pesce. Lo fa da sempre, dall’origine dei tempi. 40.000 anni or sono, non c’erano le scelte alimentari che abbiamo oggi, la sopravvivenza era legata ad una legge chiara: uccidere per non essere ucciso e ci si doveva sfamare per sopravvivere, mentre i più deboli perivano.
Ma non voglio tediare il lettore con la storia occorsa nelle migliaia di anni trascorsi; se al giorno d’oggi è scientificamente provato che “l’impronta ambientale” è data da molti fattori sommati gli uni agli altri, quello dell’alimentazione è di gran lunga il più incisivo.
Con mio marito ci battiamo da tempo su questo frangente, ed è evidente che le Lobby legate all’allevamento del bestiame (anche qui nel nostro piccolo cantone dove viviamo), sono avversari molto subdoli che hanno la facile abitudine di travisare e utilizzare per i propri scopi ogni azione avversa impiegata per la difesa degli animali.
L’attuale tematica dei “grandi predatori” e una modifica della legge federale che ne permetterebbe l’abbattimento a vista ad esempio dei lupi, è degenerata in una diatriba che vede noi difensori del lupo come “i cattivi di turno” e sono addirittura arrivati ad augurarci di dover subire la ferocia sanguinosa di questo povero canide.
È quindi molto difficile discutere con persone che sono premunite e che pensano d’essere nella ragione. Forse a livello culturale primitivo, vedono ogni animale un bene da essere allevato, macellato ed in seguito essere venduto.
Sappiamo anche che le attuali deforestazioni per mezzo del fuoco nell’Amazzonia, sono opera di chi necessita di territorio da adibire a monoculture di soia per ricavare foraggio.
Un circolo terribilmente vizioso, lo dicevo più sopra: se c’è consumo di carne, c’è aumento della richiesta di foraggio e quindi aumenterà conseguentemente anche la necessità di disporre di territorio per queste coltivazioni. E si continuerà a dar fuoco al Polmone del pianeta.
Un cane che si morde la coda.
Ma se ci fosse consapevolezza, ad esempio maggiore sensibilità e un cambio radicale delle abitudini, ecco che possiamo sperare in un cambiamento.
Non dico che tutti devono diventare vegetariani o vegani, anche se quest’ultima potrebbe essere la soluzione più felice, ma si può diminuire il consumo di carne/pesce e prodotti derivanti.

Altro fattore preoccupante è la plastica presente quale micro particelle oramai anche nella pioggia.
Si stima che tra gli 1.15 e 2.41 milioni di tonnellate di plastica sono convogliate annualmente da fiumi verso gli oceani.
Molta di questa plastica è resistente e viene trascinata per mezzo delle correnti marine verso l’oceano Pacifico e ha creato il “Great Pacific Garbage Patch”.
Quest’enorme isola di detriti galleggiante è costantemente variabile nella forma e posizione, in quanto viene influenzata dai venti e dalle correnti.
Ho letto e visto dei filmanti molto toccanti che mostrano persone intente a ripulire manualmente diverse spiagge dai rifiuti presenti, certamente questo potrebbe essere un buon primo passo. Ma a cosa serve impiegare tempo incalcolabile e risorse umane se a monte, l’uomo non impara ad evitare di gettare immondizia (di ogni tipo) nella natura?
È questo solo un fatto culturale, oppure è l’ignoranza delle conseguenze, oppure ancora la deliberata maleducazione della gente?
Nel mio paese siamo culturalmente ben scolarizzati, sappiamo perfettamente quali sono le conseguenze del gettare dall’auto in corsa una lattina di birra o una bottiglietta di coca-cola vuote.
Sommando, considero che si tratta di un gesto deliberato, egoistico e privo di ogni rispetto verso gli altri e (peggio ancora) verso la Natura.
Senza dimenticare i fuochi accesi all’aperto per bruciare rifiuti vari, principalmente residui agricoli che oltre ad immettere CO2 nell’aria portano a rischi di incendio in zone limitrofe ai boschi.
Va poi citato anche il rapporto federale dell’ambiente (Confederazione Svizzera): è stata misurata la presenza nelle acque di falda freatica non solo di pesticida e diserbanti, ma anche di metaboliti e antibiotici assunti da umani e animali.
Abbiamo annualmente il “Clean-up day” dove diverse associazioni non profit si impegnano a creare gruppi d’azione sul campo. Purtroppo, ogni volta, constato che a partecipare sono sempre le solite persone con una sensibilità ambientale marcata. Gli altri, si scusano adducendo all’aver assunti altri impegni inderogabili, malgrado queste manifestazioni sono annunciate con sufficientemente tempo onde permettere una pianificazione soggettiva.
Menefreghismo? Indifferenza? Mancanza di cultura ecologica?
Da anni cerco di convincere i colleghi di lavoro a prestare maggiore attenzione alla causa animalista, alle azioni di protezione della natura, alle manifestazioni dedite a delle cause ecologiche. È come soffiare dentro un trombone rotto: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!
Cerco sempre di farmene una ragione, relativizzando, ma se non si crea sensibilità, se non riusciamo dal nostro piccolo a convincere gli altri attorno a noi, è preoccupante.
Mi sono posta più volte la domanda: qual è la spinta motivazionale che porta un individuo a compiere scelte specifiche? Si tratta di un “codice genetico” nel DNA? O è forse una questione “karmica” legata alla filosofia buddhista? Conta l’istruzione scolastica oppure sono più importanti gli insegnamenti impartiti dai propri genitori?
Mi risulta quindi molto difficile dare delle risposte concrete, i fattori esogeni come pure quelli endogeni sono molteplici.
Avendo viaggiamo parecchio, visitando molti paesi del Sud ma anche nazioni estremamente industrializzate, ammetto di non aver visto delle differenze sostanziali.
Di discariche di rifiuti ne ho viste in Africa, nelle Americhe, in Medio Oriente ed in Asia.
Spiagge piene di immondizie, fiumi le cui rive sono arcobaleni di ogni tipo di schifezze, piante sui cui rami sventolano sacchetti di plastica, superfici enormi dove vengono dimenticati ogni tipo di veicoli arrugginiti dal tempo. E qui mi fermo.
Non ci vuole chissà quale fantasia per continuare la lista: ogni lettore faccia mente locale e si guardi attorno.
Certo, di questi tempi la tematica ambientale è stata utilizzata anche (principalmente) a scopi politici durante le varie campagne elettorali.
Nella nostra piccola Svizzera, dove vige la democrazia, certi partiti si sono dati una bella pennellata di verde, chiedendo anche delle “congiunzioni” tattiche con quei partiti fin dall’origine definiti “ecologici”.
Si sono evidenziate strategie che (dovrebbero) poter abbassare le emissioni di CO2, ma non potrà il solo aumento del prezzo della benzina o una tassa sui biglietti aerei cambiare radicalmente il trend.
Gli obiettivi climatici 2030, la Svizzera dovrebbe ridurre tra il 2021-30 le sue emissioni di CO2, con le misure da noi adottate, di almeno il 2% (quindi un – 40%). L’iniziativa dei Ghiacciai prevede inoltre le “zero emissioni” di gas sera (di origine antropica) entro il 2050, attuando quindi gli accordi di Parigi.
Questo sarebbe possibile tramite i pozzi di carbonio che sono tecnicamente fattibili per assorbire e immagazzinare CO2 dall’atmosfera, ma che è tutt’ora in fase di studio (CCS – carbon capture and storage).

Ma cosa dire degli USA, che uscendo sfrontatamente dall’Accordo di Parigi, rilancia il carbone e idrocarburi con il relativo aumento delle richieste sul mercato nazionale?
Essi stanno peggiorando la situazione globale già precaria.
Altri governi corrono agli armamenti, la fabbricazione anche di armi nucleari continua.
Pare proprio che abbiamo troppe persone insensibili ai vertici dei governi, delle multinazionali, delle Lobby.
Chi si oppone allo stato attuale sono, anche da noi, sempre gli stessi: associazioni e ONG a difesa della natura, degli animali, delle minorità sociali, gruppi di giovani e meno giovani, idealisti che fermamente credono che da qualche parte, seppur recondita, nell’essere umano dovrebbe esserci un “qualcosa” che ci dovrebbe portare all’autopreservazione, alla sopravvivenza.
Fortunatamente lo scorso sabato 28 settembre, eravamo in 100.000 a Berna, davanti al Palazzo Federale, a protestare affinché i nostri politici facciano qualcosa di concreto a favore del clima.
Con l’intervento del WWF, Pro Natura e altri, sono stati organizzati dei vagoni per un treno diretto da Lugano per Berna.

È arrivato il momento di ribellarci!

 

Is it really going to be an “happy new year 2020”?

loto

Australia shows us what will happen to the whole planet, in ecological terms: an ecatomb of sacrificed lives, living creatures without distinction. Be that as it may, men have somehow been able to be evacuated to safe areas… and what about the animals? For the half a billion living creatures that burned in the flames, nobody could stop this from happening… was it really impossible to intervene in some way and at least try to move them?

I think that the unpredictability of the fires, the enormous gravity of the situation also caused the death of pets and farms animals. And the risk of extinction of many other species is a fact.
It is excruciating to watch movies and photographs, I wonder if things will soon improve, but for months now, fires have been ravaging our planet.

I have decided not to publish photos, each one of us can imagine the destruction of the fire that is currently happening, not only in Australia, Brazil and Siberia…
Mine is a protest. I can’t do much, living here where nothing is missing and where I can only contribute with small donations of money (which then you are never sure where the money really ends up).
I am afflicted, tormented by these horrible situations that are repeating itselves relentlessly.
And the politicians selfish and disrespectful, swell, ranting studied sentences and speeches. There are too many personal interests at stake.
There is only one thing to do: rebel.
Rebelling against the mass extinction.

…oOo…

L’Australia ci mostra cosa accadrà all’intero pianeta, in termini ecologici: un’ecatombe di vite sacrificate, creature viventi senza distinzioni. Comunque sia, gli uomini sono stati in qualche modo in grado di essere evacuati in aree sicure… e che dire degli animali? Per mezzo miliardo di creature viventi che bruciavano tra le fiamme, nessuno poteva impedire che ciò accadesse… era davvero impossibile intervenire in qualche modo e almeno provare a metterle in salvo?

Penso che l’imprevedibilità degli incendi, l’enorme gravità della situazione abbiano causato anche la morte di animali da compagnia e da allevamento e il rischio di estinzione di molte altre specie è ora un dato di fatto.
È straziante guardare film e fotografie, mi chiedo se le cose miglioreranno presto, ma da mesi ormai gli incendi stanno devastando il nostro pianeta.

Ho deciso di non pubblicare foto, ognuno di noi può immaginare la distruzione degli incendi che stanno avvenendo attualmente, non solo in Australia, Brasile e Siberia…
La mia è una protesta. Non posso fare molto, vivendo qui dove non manca nulla e dove posso contribuire solo con piccole donazioni di denaro (che però non si è mai sicuri di dove finiscano davvero i soldi).
Sono afflitta, tormentata da queste orribili situazioni che si ripetono senza sosta.
E i politici, egoisti e irrispettosi, si gonfiano e sproloquiano frasi e discorsi studiati per l’occasione. Sono in gioco troppi interessi personali.
C’è solo una cosa da fare: ribellarsi.
Ribellarsi contro l’estinzione di massa.

The IUCN calls for halt to species decline by 2030

With urgent need, I share the post of “in the shadow of the wolf”.
The International Union for Conservation of Nature reminds us that the emergency must be taken with extreme urgency.
The current crisis, without previous analogues, must absolutely lead us to launch immediate conservation laws so that the bio-diversity is also guaranteed in the future. The governments of the world have been called upon to intervene with the utmost urgency to avoid extinctions of endangered animals caused by man.
                                                                …oOo…

Con necessità impellente, condivido il post di “in the shadow of the wolf”.
L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, afferma che l’attuale emergenza dev’essere presa con estrema urgenza.
La crisi nella quale ci troviamo non ha precedenti analoghi, ci deve assolutamente portare a varare immediate leggi di conservazione affinché la bio-diversità sia garantita anche in futuro. I Governi del mondo sono stati chiamati ad intervenire con la massima urgenza onde evitare estinzioni di animali in pericolo causate dall’uomo.

 

Abu Dhabi, United Arab Emirates, 11 October 2019 (IUCN)

IUCN has issued an urgent call to massively scale up species conservation action in response to the escalating biodiversity crisis. The Abu Dhabi Call for Global Species Conservation Action appeals to the world’s governments, international agencies and the private sector to halt species decline and prevent human-driven extinctions by 2030, and to improve the conservation status of threatened species with a view to bringing about widespread recovery by 2050.

The Abu Dhabi Call, issued at this week’s IUCN Species Survival Commission (SSC) Leaders’ Meeting, urges governments to take emergency measures to save those species at the highest risk of extinction and tackle key threats that are driving population declines and extinctions. These include the lack of incentives for landowners and managers to retain wild species and natural habitats; poor or abusive practices in agriculture, fisheries, and forestry; wildlife crime; emerging infectious diseases; the disruption of water flow; inadequate management of waste and discharges; invasive alien species; and increasingly, climate change and ocean acidification.

“With 2020 comes the opportunity to curb the escalating extinction crisis and invest in a more optimistic future. With this Call, IUCN stands ready to support governments and civil society, including young people, to work for a world in which species are preserved and valued for their intrinsic worth as well as the benefits they offer,” said IUCN Acting Director General Dr Grethel Aguilar. “The IUCN World Conservation Congress 2020 will bring together states, civil society and indigenous peoples to work together towards halting species declines by 2030.”

The Call is the result of more than 300 SSC Leaders coming together in Abu Dhabi on the cusp of 2020, a year that will see critical decisions for the future of the planet taken by policy makers. The United Nations Sustainable Development Goals and the UN Paris Agreement on Climate Change will be reviewed, and the Convention on Biological Diversity will adopt the Post-2020 Global Biodiversity Framework. A new UN legal binding agreement on marine biodiversity in the High Seas is under negotiation. The IUCN World Conservation Congress will amplify this Call, which will then be addressed by the United Nations Heads of State Summit on Biodiversity.

“The Species Survival Commission is the world’s largest network of species scientists and a fundamental contributor to IUCN’s role as provider of the knowledge that underlies nature conservation. They devote their lives, generally on an entirely voluntary basis, to saving species. The high quality of the work of SSC Specialist Groups provides a strong scientific foundation for conservation action. We now appeal to governments to urgently respond to this Call by helping pull species back from the brink of extinction,” said Dr Jon Paul Rodríguez, Chair of IUCN’s Species Survival Commission.

A global Programme of Work on Species Conservation will be launched at the IUCN World Conservation Congress in June next year. IUCN calls on Parties to the Convention on Biological Diversity and the other biodiversity-related conventions to respond by including this Programme in the post 2020 global biodiversity framework and follow up with urgent implementation. At the Congress, governments, civil society and indigenous peoples’ organisations will come together to drive conservation efforts for ‘a just world that values and conserves nature.

“Decisions made in 2020 will define the future of the planet,” said Dr Jane Smart, Global Director of the IUCN’s Biodiversity Conservation Group. “We face a nature emergency. Species are the primary source of income and resources for hundreds of millions of people around the globe; their aesthetic values and spiritual roles provide comfort and inspiration as well as recreation. At this critical moment, the world’s governments must accept responsibility for this emergency and act now to ensure we pass on a rich natural heritage to future generations. This is a unique opportunity to mobilise society and galvanise the necessary action to address the species crisis.”

IUCN also recalls that the global target to bring about the recovery of known threatened species adopted in Nagoya, Japan in 2010 is unlikely to be met, despite substantial efforts from conservationists worldwide. Looking forward, IUCN emphasises the importance of including clear, ambitious targets on species conservation in the Post-2020 Global Biodiversity Framework.

In recognition of the scale of transformative change that is needed, the Abu Dhabi Call for Species Conservation Action encourages governments and donor institutions to allocate substantial additional resources for conservation of species and their habitats.

The IUCN Species Survival Commission is the world’s largest network of species conservation experts with over 9,000 members globally. It is mandated by the Members of IUCN (governments, NGOs, and indigenous peoples’ organisations) to conserve species. This unique body includes biologists, ecologists, wildlife managers, health and social scientists, educators, community representatives, economists and government officials. The Call was developed by SSC Leaders meeting in Abu Dhabi with generous support from the Environment Agency Abu Dhabi.

The Species Survival Commission generates the knowledge for The IUCN Red List of Threatened Species, the world’s most comprehensive information source on the global conservation status of and animal, fungi and plant species. SSC experts have unique insight into the extent to which species are undergoing unprecedented and growing threats from unsustainable human activities, reflected in The IUCN Red List.

For more information or interviews, please contact:

Harriet Brooker, IUCN Media Relations, +44 7960241862, press@iucn.org

Aritzaith Rodríguez, IUCN SSC Media Relations, +54 91123865487, aritzaith.rodriguez@ssc.iucn.org

Links:

The Abu Dhabi Call for Global Species Conservation Action in ENGLISH

The Abu Dhabi Call for Global Species Conservation Action in ARABIC

SSC Leaders’ Meeting 2019

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Saturday September 28th. 2019: I was there, in the Federal Square Bern

 

 

Klimastrike.ch.bern.28.9.2019

 

 

100,000 participants: they were so numerous that only a part was able to enter the large square, in front of the imposing Federal Palace where decisions of vital importance are made, for Switzerland, but not only.
In 19 days Switzerland will vote: with this strike, the people have shown that a change is necessary and urgent.

The “Climate Strike” event (which was attended by over 80 organizations and groups) showed that climate problems are a PRIORITY for the entire society.
The Federal Parliament will be re-elected and the time has come for Switzerland to make its policy more respectful of the climate by countering those that hinder this process!
We have been (and are) a river in flood, an unstoppable movement for the climate, that includes people of every age and social group, of every religion and domicile.
Bern will have to implement the Paris climate agreement and take the necessary steps to do even better than the 1.5 ° target.
Many have reached the capital by railways with trains specially organized for this event, the bravest have arrived on bicycles, others on foot…
We want facts, not vain words and false promises: we want an eco-social transformation of the economy and society, and science supports us.
Each newspaper discusses it: both environmental parties Green and Liberal Green will see an overwhelming progression in the federal elections, this is a certain fact.

…oOo…

100.000  i partecipanti: erano talmente numerosi che solo una parte ha potuto entrare nella grande piazza, davanti all’imponente Palazzo Federale dove si prendono decisioni d’importanza vitale, per la Svizzera, ma non solo.
Tra 19 giorni in Svizzera si voterà: con questo sciopero, il popolo ha dimostrato che un cambiamento è necessario e urgente.

La manifestazione “Klimastreik.ch” (alla quale hanno aderito oltre 80 organizzazioni e gruppi) hanno dimostrato che i problemi climatici sono una PRIORITÀ per l’intera società.
Il Parlamento federale sarà rieletto ed è giunto il momento che la Svizzera renda la sua politica più rispettosa del clima contrapponendosi a quelli che ostacolano questo processo!
Siamo stati (e siamo) un fiume in piena, un movimento per il clima inarrestabile che comprende persone di ogni età e fascia sociale, di ogni religione e domicilio.
Berna dovrà attuare l’accordo di Parigi sul clima e prendere le misure necessario per fare ancora meglio dell’obiettivo di 1,5°.
Molti hanno raggiunto la capitale per mezzo dei treni con convogli organizzati appositamente per quest’evento, i più coraggiosi sono arrivati a bordo di biciclette, altri a piedi…
Vogliamo fatti, non vane parole e false promesse: vogliamo una trasformazione eco-sociale dell’economia e della società, e la scienza ci sostiene.
Su ogni giornale se ne discute: i partiti ecologisti dei Verdi e dei Verdi Liberali riscontreranno una schiacciante progressione alle elezioni federali, questo è un dato certo.

 

Verdi_Liberali_Ticino

 

Let’s start reducing the consumption of meat * iniziamo a ridurre il consumo di carne

Ridurre_il_consumo_di_carne

mucche_(c)ilbernina (c) picture  Bruno Raselli
Claudine published article on  Corriere del Ticino 6.9.2019

It is always very tender to see cows with beautiful horns, grazing among our beautiful pine-covered mountains, then further on, you can also see some streaks of snow that have survived the rise in temperature.
It is also tender to read that over here (in Ticino) the cattles have a name, that they are lovingly cared for if they are sick and that they are fed with first quality fodder and without the addition of antibiotics, growth hormones and other products with doubtful influences on the man who then the meat eats it.

Mr. S. Genini of UCT (Union of Farmers of Ticino and Agricultural Secretariat) explains very well the situation in our country, including the free trade agreement that the European Association (Aels) is entering into with Mercosur.
We all know, at least even this is a fact, that the increase in CO2 is also due to intensive farming (and there are everywhere, not only in the Americas).
The harrowing images of the Amazon where the fire is devouring second after second the “lung of our planet”, do not need explanations. And yet, to satisfy the need to consume meat, people no longer look at quality but at quantity.

When they pass in front of the meat counter, they look first at the price tag, forgetting how much suffering and horror is hidden behind each piece displayed in a good view.
And here we have no differences: the piece of local organic meat or that of intensive slaughtering of meat, both were living creatures.
Perhaps we should all ask ourselves questions: is there really a “human” method for raising an animal that is then slaughtered?
Who lingers in front of the counters with exposed meat products, it does not matter if salami rather than steaks, did he/she ask himself who was the creature from which was the finished product extracted? Was it called “Bella” or “Bruna” or was it just a mass of product to be slaughtered without a name, enclosed in an iron cage where it could not even move?

Perhaps if we really want to do something intelligent for the planet, for our health, we could start reducing the consumption of meat and products derived from animals.
It is a question of choice, quality of life, not only for the animals but also for us: animals that are moving on two legs.

[My article was written in response to another appeared in the press, rather aimed to claim at the increasing costs of meat in Switzerland… since people buy cheaper foreign meat. For this reason, I use mockery tones…]

 

Amazonia: the planet’s lung is burning

https://secure.avaaz.org/campaign/it/amazon_apocalypse_loc/?feTnKab&fbogname=Alberto&fbclid=IwAR3RA8tkKCUXrnLCQQO2gogPcLTTJz5ymK-t6hEO5-giEN0R8UEBksqQ1JI

 

The Amazon is being cleared to grow soybeans. That soy is almost exclusively harvested and exported to feed livestock on factory farms around the world, an easy and cheap way to feed animals and get them fat for slaughter quickly.

It is the world’s appetite for beef that is fuelling the fires in the Amazon.

 

This is the beginning of the apocalypse…   Questo  è l’inizio dell’apocalisse…

AmazonRainforestBurningAtRecordRates

https://edition.cnn.com/videos/world/2019/08/22/amazon-rainforest-fires-darlington-pkg-vpx.cnn

[Update August 22, 2019 from Avaaz Brazil]
Right now, THOUSANDS of fires are burning the Amazon, with entire cities in the dark under clouds of black smoke…
A terrifying sight – but Avaaz has just delivered over 1 million signatures to the Brazilian Congress, and the petition continues to be viral! With the fires out of control, the Brazilian government is under enormous pressure to act – let’s make sure they do it. Sign up now and share with everyone!

It’s terrifying: in the last year in the Amazon an area as large as 500 thousand football fields has been destroyed! Half a BILLION of trees lost forever.
It works like this: armed militias invade protected areas and kill indigenous leaders who try to oppose them. It even seems like they are spilling gasoline from planes to ignite huge portions of forest. And to make matters worse, the ultra-right President Bolsonaro is making matters worse by removing the existing safeguards from the Amazon!
Right now, however, the defense parliamentarians of the Amazon are examining new forms of protection to be proposed to Congress to save the precious rainforest. And indigenous peoples are seeking international support to defend their home.
Let us join together from all over the world to protect the forest – and these allies will bring our voices into Congress at every key moment, to stop the chainsaws and the apocalypse in the Amazon.

…oOo…

[Aggiornamento 22 Agosto 2019 from Avaaz Brazil]
In questo momento, MIGLIAIA di incendi stanno bruciando l’Amazzonia, con intere città al buio sotto nuvole di fumo nero…
Uno spettacolo terrificante — ma Avaaz ha appena consegnato oltre 1 milione di firme al Congresso Brasiliano, e la petizione continua ad essere virale! Con gli incendi fuori controllo, il governo brasiliano è sotto un’enorme pressione ad agire — assicuriamoci che lo facciano. Firma ora e condividi con tutti!


È terrificante: nell’ultimo anno in Amazzonia è stata distrutta un’area grande quanto 500mila campi di calcio! Mezzo MILIARDO di alberi persi per sempre.
Funziona così: milizie armate invadono le aree protette e uccidono i capi indigeni che cercano di opporsi. Pare addirittura che spargano benzina dagli aerei per incendiare enormi porzioni di foresta. E come se non bastasse il Presidente di ultra destra Bolsonaro sta peggiorando le cose togliendo all’Amazzonia anche le tutele esistenti!
Proprio ora però, i parlamentari difensori dell’Amazzonia stanno vagliando invece nuove forme di protezione da proporre al Congresso per salvare la preziosa foresta pluviale. E i popoli indigeni stanno cercando sostegno internazionale per difendere la loro casa.
Uniamoci da tutto il mondo per proteggere la foresta — e questi alleati porteranno le nostre voci fin dentro al Congresso in ogni momento chiave, per fermare le motoseghe e l’apocalisse in Amazzonia.

https://attivati.greenpeace.it/petizioni/foreste/?utm_source=facebook&utm_medium=organic&utm_campaign=food&utm_content=typ_share&fbclid=IwAR2bQz26bh_EcJV8WG6TaExG5S5Cm4r57BP6q-WwzupmMAajg0ZgQ2m6Lss

PER FIRMARE LA PETIZIONE DI GREENPEACE

Why kill for sport? * Perché uccidere per sport?

 

What do the white partridge and wolf have in common?

Much has been written in recent times about the white partridge; those who protect it, those who are ready to cite by law articles that determine their freedom of killing, as it is legitimate for the pros and cons to be expressed, in the democratic freedom of our country (Switzerland).
My personal opinion, which is not reflected in federal or cantonal laws, is that killing for sport and not for survival is an act of useless violence.
More and more people, who have realized that speciesism is harmful, have made conscious food choices.
It doesn’t matter if to kill the white partridge you have to reach 2’000 meters of altitude by walking for hours, or if in the viewfinder ends, by mistake, the black pheasant or the woodcock. To accommodate their hunting needs, hunters are nowadays increasingly equipped with technologically first-rate and sophisticated equipment.
How can this type of activity be defined as sport, I have been asking myself for a long time.
And yet the Man, this sentient being, endowed with acute intelligence, and here we could quibble, allows himself to legislate on how and when he can kill another creature of the lower defined species?
I leave to the ones the freedom to speak in defense of their principles, and to the others to consider them unfair.
Anthropocentrism has led us to the current situation, where Man, by defrauding nature, has removed the territory from other species and finds himself (right now) in a situation of catastrophic global crisis.
But sometimes, nature thinks of herself by taking revenge!
I do not deny a feeling of satisfaction reading the news of the presence of a specimen of a wolf in Alta Leventina, sighted by hunters in order to “monitoring” the area in view of the opening of the high hunt. And this is another demonstration of how they proceed, already well in advance, to probe the possibilities of killing ungulates, which apparently, and thanks to the presence of the predator, have become wary and do not come out into the open, which thus disperse and cause less damage to nature and human activities, such as agriculture or fruit growing.
It is only to be hoped that the owners of the flocks present in those places have taken all the precautions, recommended by the various cantonal and federal offices so that there are no predations.
And we hope that the wolves are smarter than the hunters, maintaining the necessary distances from their most bitter predators: human beings.

 

Cosa accomuna pernice bianca e lupo?

Si è scritto molto in questi ultimi tempi sulla pernice bianca; chi a proteggerla, chi pronto a citare a memoria articoli di legge che ne determinano la libertà d’abbattimento, come è lecito che i pro e i contro vadano espressi, nella libertà democratica del nostro Paese.
La mia personale opinione, che non trova riscontro in leggi federali o cantonali che si voglia, è che uccidere per sport e non per sopravvivenza è un atto di inutile violenza.
Sempre più persone, che hanno realizzato che lo specismo è dannoso, hanno fatto delle scelte alimentari consapevoli.
Non importa se per uccidere la pernice bianca si devono raggiungere i 2’000 metri d’altitudine camminando ore, o se nel mirino finisce per sbaglio il fagiano di monte o la beccaccia. Per assecondare le proprie necessità venatorie, i cacciatori sono oggigiorno sempre più muniti di un equipaggiamento tecnologicamente di primordine e sofisticato,
Come si possa definire “sport” questo tipo di attività, me lo chiedo da parecchio tempo.
E ancora l’uomo, quest’essere senziente, dotato di acuta intelligenza, e qui potremmo disquisire, si permette di legiferare sul come e quando si possa ammazzare un’altra creatura di specie definita inferiore?
Lascio agli uni la libertà di parlare a difesa dei propri principi, e agli altri di considerarli scorretti.
L’antropocentrismo ci ha portati alla situazione attuale, dove l’Uomo, defraudando la natura, ha tolto il territorio alle altre specie e si ritrova alle strette in una situazione di catastrofica crisi globale.
Ma a volte, la natura ci pensa da sola a prendere una rivincita!
Non nego una sensazione di soddisfazione leggendo la notizia della presenza di un esemplare di lupo in Alta Leventina, avvistato da cacciatori intenti a “monitorare” la zona in vista dell’apertura della caccia alta. E questa è un’altra dimostrazione di come si proceda, già con largo anticipo, a sondare le possibilità di ammazzare ungulati che però apparentemente, e grazie alla presenza del predatore, sono diventati guardinghi e non escono allo scoperto, che così si disperdono e causano meno danni alla natura e alle attività dell’uomo, come l’agricolutra o la frutticoltura.
C’è solo da augurarsi che i proprietari delle greggi presenti in quei luoghi abbiano adottato tutte le precauzioni, raccomandate dai vari uffici cantonali e federali, affinché non vi siano predazioni.
E speriamo che i lupi siano più furbi dei cacciatori, mantenendo le dovute distanze dai loro più acerrimi predatori: gli esseri umani.

Pernice bianca e lupo - Claudine La Regione 24.8.2019

Published: La Regione – Saturday Aug. 25th. 2019
 

CdT_31.8.2019_Cosa_accomuna_lupo_e_pernice_bianca

Published: Corriere del Ticino – Saturday Aug. 31st. 2019                                     
 

Abbiamo bisogno di un cambiamento * We badly need a change

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Negli ultimi mesi sono apparsi diversi sondaggi sulle preoccupazioni della popolazione svizzera nonché alcune previsioni elettorali per le nazionali per prossimo autunno.

Il clima risulta essere tra le preoccupazioni maggiori, perciò era data una discreta avanzata dei due partiti ambientalisti. La conferma dei sondaggi è arrivata lo scorso fine settimana nel rinnovo dei poteri del Canton Zurigo, che è preso come riferimento più importante per le elezioni nazionali. Il successo si è dimostrato più sostanzioso dei sondaggi con una percentuale cumulata di voti di ca. 25% (proiezioni) al Gran Consiglio, ovvero un cittadino su 4 ha votato Verde Liberale o Verde, rispettivamente quarta e quinta forza del Cantone. Entrambe le formazioni hanno perciò ripreso la forza elettorale avuta nel 2011, non è un avvenimento estemporaneo ma un percorso di sensibilizzazione continuo.

I Verdi Liberali sono nati circa quindici anni fa ed hanno dimostrato che in politica è necessario un certo rinnovamento. Infatti siamo per un approccio più contemporaneo che fugge i dogmatismi e gli slogan elettorali per andare direttamente a cercare per ogni argomento una soluzione concreta che coniughi le diverse esigenze della popolazione e della sostenibilità.

Aldilà dei temi ambientali più conosciuti come ad esempio nel settore immobiliare con la promozione di utilizzo delle energie rinnovabili e i sussidi per un miglior isolamento termico, nella mobilità con la promozione dei mezzi pubblici e l’elettrificazione del parco veicoli, oppure la spinta per permettere la realizzazione di quartieri sostenibili, vediamo i potenziali di miglioramento in ogni settore e con i nostri giovani ed i nostri rappresentanti ad ogni livello portiamo avanti proposte tangibili. Depositate a Berna abbiamo diverse proposte per ridurre le emissioni dannose al clima.

Alcuni esempi nell’alimentazione come la proibizione d’uccidere i pulcini maschi, la riduzione degli scarti alimentari, la proposta di modifica per le sovvenzioni di politica agraria. Spingiamo concretamente per una vera eguaglianza tra le persone, ad esempio con l’iniziativa matrimonio per tutti. Siamo in prima fila anche per mantenere pubblica l’acqua (ZH) o il taglio dei compensi ai consiglieri di stato pensionati (GE, …).

Vediamo anche l’importanza degli accordi bilaterali con il nostro partner economico principale, l’Europa, così che innovazione, ricerca e ditte elvetiche abbiano un quadro chiaro o duraturo, ma vegliando sulla sicurezza del posto di lavoro e sul partenariato sociale.

Alle prossime elezioni cantonali in Ticino invitiamo perciò chi non si sente rappresentato o deluso, gli indecisi, i confederati, i giovani, le donne, i LGBT a votare Lista 6. Il paese ha bisogno di voi, il paese ha bisogno di noi.

Rappresentiamo il cambiamento per uno sviluppo sostenibile!

Massimo Mobiglia
Presidente Verdi liberali
Candidato al CdS e GC

…oOo…

In recent months, various surveys have appeared on the concerns of the Swiss population, and as well some forecasts for the national election’s teams for next autumn.

The climate appears to be among the major concerns, therefore it was given a discreet advance of the two environmentalist parties. The confirmation of the polls came last weekend in the renewal of the powers of the Canton of Zurich, which is taken as the most important reference for the national elections. The success proved to be more substantial than the polls with a cumulative percentage of votes of ca. 25% (projections) to the Grand Council, that is one citizen out of 4 voted  Green Liberal or Green, respectively the fourth and fifth strength of the Canton. Both formations have therefore resumed the electoral force they had in 2011, it is not an extemporaneous event but a path of continuous awareness.

Green Liberal  were founded about fifteen years ago and have shown that a certain renewal is needed in politics. In fact we are for a more contemporary approach that escapes dogmatism and electoral slogans to go directly to look for each topic a concrete solution that combines the different needs of the population and sustainability.

Beyond the most popular environmental issues such as in the real estate sector with the promotion of the use of renewable energies and subsidies for better thermal insulation, in mobility with the promotion of public transport and the electrification of the vehicle fleet, or the push to allow the realization of sustainable neighborhoods, we see the potential for improvement in every sector and with our young people and our representatives at every level we bring forward tangible proposals. Deposited in Bern we have several proposals to reduce climate-damaging emissions.

Some examples in nutrition such as the prohibition of killing male chicks, the reduction of food waste, the proposal for modification for agricultural policy subsidies.
We concretely push for true equality between people, for example with the marriage initiative for all.

We are also at the forefront of keeping the water public (ZH) or cutting compensation for retired state councilors (GE…).

We also see the importance of bilateral agreements with our main economic partner, Europe, so that innovation, research and Swiss companies have a clear or lasting picture, but taking care of job security and social partnership.

In the next cantonal elections in Ticino we therefore invite those who do not feel represented or are disappointed, the undecided, the confederates, the young, the women, the LGBT to vote for Lista N° 6. The country needs you, the country needs us.

We represent change for sustainable development!

Massimo Mobiglia
President of the Liberal Greens
Candidate for CdS and GC
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ZOO’s: educational sites or prisons?

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Snow Leopard into the freedom

(c) Sophiajon5

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Native to the mountain ranges of Central Asia, the snow leopard is considered a protected species with a high risk of extinction. Also called “ghost of the mountains”, because he is difficult to observe, he lives in an arid environment, between peaks and rocky crags, covered with moss and shrubs, between 3,000 and 4,500 meters of altitude. Like a predator, he hunts at night or at the dawn of the day and feeds on wild animals or livestock in the wild. Over the past twenty years, more than a fifth of these majestic wild creatures have disappeared. Nowadays about 6,500 free specimens are registered, of which only 2,500 with the characteristics suitable for reproducing.

One cause is the loss of its natural habitat, caused by climate change.
The mountain ranges of Central Asia are predominantly covered with snow and ice. Due to global warming, trees and mosses waste away and regress, leaving free space then occupied by livestock breeding. The additional second element is the pressure of the shepherds who hunt him to avoid attacks on the flocks; this human behavior leads to an inestimable loss for the biodiversity of these places with foreseeable future consequences and widely exposed in scientific studies.
There is, therefore, a reduction in the natural habitat of the leopard, which obliges him to move more in search for food. This fragmentation of the habitat caused by climate and man also affects the survival of the species that have the greatest difficulty in mating. A further cause is the rampant poaching for its fine fur and for the bones or parts of the body destined for Chinese Medicine.

The influence of the snow leopard on biodiversity is the same for every “big predator” at the top of the food chain: in his absence the herbivores that he hunts expand in number and destroy the surrounding habitat, seriously endangering the whole ecosystem.
After learning that at the Zoo at Maglio di Magliaso (Ticino south Switzerland) they transferred Sadary, a two-year-old snow leopard female from the Krefeld zoo in Germany, I once again asked myself the following bitter question: “Are ZOO educational sites or are only prisons?”

I am not a biologist, but apart from the noble intent of “preserving the species” and hoping that the animal will be able to reproduce in captivity, I don’t think that a Mediterranean area where the summer temperatures reach even the 40° C, is an environment suitable for an animal used to living in snow and ice at 20 or 30 degrees below zero. In addition to the completely different habitat, the conditions of life in an angled and cemented area, where Sadary and the male Deleg, who has already been a guest of the zoo since September last year, will (perhaps) find mutual sympathy and then mate, they are not certain ideals. These animals are used to occupy vast territories and it is perhaps better, for the purposes of preservation of their species, to store them in an Alpine Tierpark rather than in a minute city zoo… but even better they should be protected in their natural environment (see the projects of WWF and others).

Looking in the eyes of Sadary in the film published by the RSI I saw fear, disorientation and a lot of sadness.

And what do you think about this matter?

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(c) tipress

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Originario delle catene montuose dell’Asia Centrale, il leopardo delle nevi è considerata specie protetta con alto rischio d’estinzione. Anche chiamato “fantasma delle montagne”, poiché è difficile da osservare, vive in un ambiente arido, tra picchi e dirupi rocciosi, ricoperti da muschi e arbusti, tra i 3.000 e 4.500 metri d’altitudine. Quale predatore, caccia di notte o agli albori del giorno e si ciba di animali selvatici o di bestiame allo stato brado. Negli ultimi vent’anni sono scomparsi di più di un quinto di queste maestose creature selvatiche. Oggigiorno sono censiti circa 6.500 esemplari in libertà dei quali solo 2.500 con le caratteristiche adatte a riprodursi.

Una causa è la perdita del suo habitat naturale, causata dal cambiamento climatico. Le catene montuose dell’Asia Centrale sono luoghi prevalentemente ricoperti da neve e ghiaccio. A causa del surriscaldamento globale gli alberi e i muschi deperiscono e regrediscono lasciando spazio libero poi occupato dall’allevamento di bestiame. Un secondo elemento che si aggiunge è la pressione dei pastori che lo cacciano per evitare attacchi alle greggi; comportamento umano che porta a una perdita inestimabile per la biodiversità di questi luoghi con prevedibili conseguenze future e ampiamente esposte in studi scientifici.

Vi è perciò una riduzione dell’habitat naturale del leopardo che lo obbligano a spostarsi maggiormente per la ricerca di cibo. Questa frammentazione dell’habitat causata dal clima e dall’uomo, influisce anche sulla sopravvivenza della specie che ha maggiore difficoltà ad accoppiarsi. Una ulteriore causa è il dilagante bracconaggio per la sua pregiata pelliccia e per le ossa o parti del corpo destinate alla Medicina Cinese.

L’influsso del leopardo delle nevi sulla biodiversità è lo stesso per ogni “grande predatore” in cima alla catena alimentare: in sua mancanza gli erbivori che egli caccia si espandono di numero e distruggono l’habitat circostante mettendo in serio pericolo l’intero ecosistema.

Dopo aver appreso che presso lo Zoo al Maglio di Magliaso (Ticino Svizzera) hanno trasferito Sadary, una femmina di leopardo delle nevi di due anni proveniente dallo zoo di Krefeld in Germania, nuovamente mi sono posta la seguente pungente domanda: “gli ZOO sono dei luoghi istruttivi o sono solo delle prigioni?”

Non sono una biologa, ma a parte il nobile intento di “preservare la specie”, sperando che l’animale riesca a riprodursi in cattività, non penso che una zona mediterranea dove le temperature estive arrivano persino a sfiorare i 40°C siano l’ambiente adeguato per un animale abituato a vivere nella neve e ghiaccio a 20 o 30 gradi sotto lo zero. Oltre all’habitat completamente diverso, le condizioni di vita in un antro angusto e cementificato, dove Sadary e il maschio Deleg, che è già ospite dello zoo da settembre dello scorso anno, dovranno (forse) trovare simpatia reciproca per poi accoppiarsi, non sono certo ideali. Questi animali sono abituati ad occupare territori immensi ed è forse meglio, per gli scopi di preservazione della loro specie, accasarli in un Tierpark alpino piuttosto che in un minuto zoo cittadino… ma ancora meglio andrebbero protetti nel loro ambiente naturale (vedasi progetti WWF e altri)!

Guardando negli occhi di Sadary nel filmato pubblicato dalla RSI si percepiscono paura, disorientamento e tanta tristezza.

Cosa ne pensi tu di questo argomento?

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Claudine leopardo delle nevi corriere 5.3.2019

Animal trade for medicine purpose?

Post taken from:   Serbian Animals Voice (SAV)   &   venus2407 World Animals Voice

 

mistreated bear caged tiger

Who heard their scream, thinks of children’s voices. Fear of death, wounding and desperate children’s voices. Collarbears release these terrible screams twice a day. If they still have the strength.

Bile juice is taken twice a day in an unbearable procedure.

For this purpose, the farmers of the Chinese bear farms put a catheter through the abdominal wall into the gallbladder. Through this pipe, a tube without anesthesia is introduced directly into the organ. It is considered as “human” to dispense with the catheter and to drip the juice from a stomach opening operatively connected directly to the bile. So that the animal does not tear the pipe or the tube from the inflamed wound, it is fixed in a steel corset and permanently damned to complete immobility.

TCM: Body and Capital in Balance = The truth: Animal Torture is our capital balance!

If one searches in Google for the term TCM, one finds purposely little information.
Because just and thanks to the Internet, the public has become smarter about the charlatanism of some unscrupulous Chinese and Germans, and does not believe in this mafia business.

Quote from the web page of TCM:

“TCM Pharmatrade GmbH & Co. KG is a pharmaceutical company founded in 2018 that supplies the entire European market via wholesale and its own mail order pharmacy. Its unique selling point is the possession of German and in future also European approvals for Chinese medicine and nutritional supplements with origins in traditional Chinese medicine.” https://tcm-pharmatrade.de/unternehmen/

And…“We – the HH-SH TCM Center GmbH – operate the TCM center in Hamburg (Germany) to show you traditional Chinese medicine. We combine tradition with the latest science and technology!!” https://www.tcmshanghai.de/das-unternehmen/

enchained tiger

If there were no more market for such products, this industry would no longer be profitable and would end the exploitation of the animals.
But… the law of the Chinese government waits in vain. The culprit is the Association for Traditional Chinese Medicine (TCM)!
After the State Council’s Resource and Environmental Policy Research Institute (DRCSC) had presented a report that clearly indicated that bear products should expire by 2035 and be replaced with non-animal substitutes, TCM companies even demanded an apology!!!

However, TCM companies continue to insist on bear bile, selling it as a millennia-old tradition. Thus, the bears continue to be held in cruel imprisonment, crammed into wire cages, where they have to endure the daily ordeal of the bile-tap.

Paradox! Although the media reported years ago on this cruel act in the name of Chinese medicine, the more China is focused on economic recovery, the lower it has become.

China became Germany’s most important trading partner for the first time last year. China replaced the US.

Profit from animal welfare. Because it does not only affect the bears who have to suffer, but also tigers.

Bear and tiger farm animal husbandry: suffering for Traditional Chinese Medicine.

In the wild, the tigers are almost extinct, but it is believed that about 5,000 tigers are being held on Chinese farms – in dirty cages, where they are starving. The adage: only skin and bones, means to the tigers that this is the time when they are mercilessly killed. Once they were majestic creatures, their fur then served as a jewel in some houses of rich Chinese, while the bones have to serve for wine.

In recent years, there has been more and more evidence that China also wants to improve its image in the world public in terms of environmental protection and animal welfare. For example, animal testing has been banned and money invested to find alternative substances for bear bile.
But also the new law allows the survival of China’s bear bile farms and 200 tiger farms. On farms, tigers are bred on a grand scale to make tiger-bark wine and other binge elixirs. According to a report by the Environmental Research Agency EIA, thousands of tigers are bred and then slaughtered. Because the demand for such products is increasing, there are illegal farms or poaching, with bears as well as tigers.

https://www.tcmshanghai.de/der-beirat/

https://netzfrauen.org/2017/02/25/baerengalle-und-tigerwein/

Venus comment All this is supported by criminal politics. Everyone seems to have an employment pact with China.

Merkel and her EU Coalition partner have become the slaughterhouse of China. They accept unconditional meat, fur and products from tortured animals.
The politicians do not stop other politicians or governments, on the contrary! there is a permanent, grand coalition in politics  of all parties and directions, when it comes to animals: it consists of animal tormentors, meat lovers, fur friends, circus with wild animal friends , hunter friends and corrupt journalism.

Last but not least, one of them is a disinterested, superstitious population increasingly victim to the criminal animal industry, and with its boundless stupidity and infantilism, promotes criminal animal trade.   My best regards, Venus

Claudine Comment: Isn’t the first time I read or hear about such political involvement in “dirty business”. The animal trade mafia is a cancer difficult to (catch) and cure, since protected by politician and Multinational enterprises. What is behind that? Thirst for money, greed, the pursuit of absolute power!
Until we won’t be able to catch eachone involved into it, more likely things will only get worst.
What about the hunting permission in African’s national reserves? And what about the permission of legal hunt of “endagered species” (because of stupid pretexts) even in civilised country like Switzerland (but the list is extremely long)? And let’s not forget the poachers, scattered across the whole surface of the planet. Over here, in my little country, I’m following with interest the “bad wolf” or “man’s killer bear” which are to be hunted down and killed since they scare the peaceful sleep of some ignorant paesan who think, that they are mean and dangerous…
Back to TCM, it’s trivial nonsense at the cubic, atavic stupidity making people believe that bear’s bile juice or tiger parts are making (sorry writing this in a crude way) man’s penis work better! Still, I do hope that not all the TCM therapist are using these ingredients into their concoctions.
Nature gives us such wonderful gifts, free of charge, but humans are destroing everything… leaving for the future generation only an awfull sight.

A matter of choice * una questione di scelta

As much I read about it, as much I see that kind of movies… there is a strange deep feeling arising in my being.
Sometimes I’m up to think “Gee, I can’t bear anything more, like this cruelty without any meaning…”
And I have to force myself to watch to the end the movie, with tears in my eyes, sorrow in my heart and the weird sensation of the need to vomit.
Each day, day after day, month after month, year after year, things seem to get worst.
Anywhere you look, humans are acting terribly wrong, against themselves, against animals, against nature itself.
Fortunately, things are slowly changing. Not all are the same brainless followers.
The news are spreading, even if still a great number of egotistical humans are not willing to change the bad habits.
It is important to talk about it, to share movies like this, to try to raise awareness even among our fellow men who have not yet “matured” the right vibration!

Veganism is not a trend! But it is the only solution to save our planet… Many scientific studies have prouven that the consumpion of meat is one of the impressive causes of global warming and now, the cry of alarm is overhead!
With the awareness not only of the suffering of animals, but also of environmental issues, each of us can (must) make the difference.

Per quanto ne legga, per quanto mi sforzi a guardare quel tipo di filmati… una strana sensazione profonda sorge nel mio essere.
A volte mi viene da pensare: “Accidenti, non sopporto più nulla, come questa crudeltà senza alcun significato…”
E devo sforzarmi di guardare fino alla fine il film, con le lacrime agli occhi, il dolore nel mio cuore e la strana sensazione di bisogno di vomitare.
Ogni giorno, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, le cose peggiorano.
Ovunque si guardi, gli umani si comportano in modo terribilmente sbagliato, contro se stessi, contro gli animali, contro la natura stessa.
Fortunatamente, le cose stanno lentamente cambiando, anche se troppo adagio: non tutti sono gli stessi idioti senza cervello.
Le notizie si stanno diffondendo, anche se ancora egotisticamente un gran numero di umani non è disposto a cambiare le cattive abitudini. Importante è parlarne, condividere filmati come questo, cercare di suscitare consapevolezza anche nei nostri simili che ancora non hanno “maturato” la giusta vibrazione!

Il veganismo non è un trend! Bensì è l’unica soluzione per salvare il nostro pianeta… Molti studi scientifici lo hanno provato che una delle principali cause del surriscaldamento globale è dovuto al massiccio consumo di cane e ora, il grido d’allarme è globale!
Con la presa di coscienza non solo della sofferenza degli animali, ma anche delle tematiche ambientali, ognuno di noi può (deve) fare la differenza.

frecciaRSI trasmissione radiofonica: L’impatto ambientale del cibo

From “Animals Australia”…

See here on VIMEO the 1 min. movie

 

I share this plea, with love and hope.
The hope I always bring alive, doing what I do for the sake of the sentient beings we just call “animals”.
I wish you all the best for the upcoming New Year, with better solutions against all type of abuse on each single sentient beings.            

Claudine Giovannoni

 

The global live export industry spans nearly every continent, sends animals into war zones and abandons them to some of the worst slaughterhouses on earth.

There are few laws that restrict these operators. We know how ruthless they are when it comes to profiting from animal abuse, and how dangerous it can be to stand in the way of their ‘business models’. But we will continue to stop at nothing to defend the victims of this trade.

Over the 15 years I have been investigating the live export trade and documenting the suffering it causes, one thing has remained a constant.
Regardless of the country they are from, all animals will cower from those who harm them, cry out in pain when it’s inflicted upon them, and tremble before the blade about to brutally end their lives.

My silent vow has always been that I would ensure their suffering was not in vain; that all they endured would become the catalyst for change.

Lyn White AM
Investigations Director of Animals Australia

 

Meet Robin… my new companion

Each Autumn, I receive a lovingly visit in our garden! But I’m not sure he’s the same one of the previous years.
It’s so strange, but I didn’t give him a name… maybe because a blog friend of mine, she had for several years the visit of Mir, a beautiful robin, and she now misses him very much.
I was quite sad, for many silly reasons, and Robin he was somehow conforting me.
It’s still quite warm here, and the bird loves to scratch the earth in the veggi-garden, searching for some insects or vorms.
If he would have let me, I could strech my hand and pat him… but I was too much enchanted looking at his beauty, so simple, so humble. I use to talk to animals, it is a lot easer to speak to them than with humans… sometimes.
I want to share Robin with you, asking not to forget our beautiful planet Earth… where many such loving little animals share it with us.
Protect Earth and the animal, with love and concern.

 

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Ogni autunno, ricevo una visita amorevole nel nostro giardino! Ma non sono sicura che sia lo stesso degli anni precedenti.
È così strano, ma non gli ho dato un nome… forse perché una mia amica di blog, ha avuto per diversi anni la visita di Mir, un bel pettirosso, e ora gli manca molto.
Ero piuttosto triste, per molte sciocche ragioni, e in qualche modollui  mi stava confortando.
È ancora abbastanza caldo qui, e il piccolino adora grattare la terra dell’orto alla ricerca  di insetti o vermi.
Se me lo avesse permo, avrei potuto allungare la mano e accarezzarlo… ma sono rimasto incantata a guardare la sua bellezza, così semplice, così umile. Io parlo con gli animali, è molto più facile parlare con loro che con gli umani… a volte.
Voglio condividere Robin con te, chiedendoti di non dimenticare il nostro bellissimo pianeta Terra… dove molti piccoli animali così amorevoli lo condividono con noi.
Proteggi il nosro pianeta e gli animali: fallo con amore e preoccupazione.

175 Signs-of-Justice from Around the Globe

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Source Veganism: A Truth Whose Time Has Come
Posted by 

   

See all the pictures at this link-page:

Stand united against ALL oppression and injustice. In these brilliant signs from around the world, you’ll see many of the messages state that all oppression and injustice is connected. The signs speak of animal rights, women’s rights, racial rights, human rights, LGBT rights, climate justice,  gun reform, nonviolence, veganism, as well as the intersectionality of all oppression / discrimination. Each  
is a gem with a specific message, so enjoy them all.
175 beautiful photos to show that you can… make the difference!
…oOo…
Stare uniti contro ogni oppressione e ingiustizia. In questi brillanti segni provenienti da tutto il mondo, vedrete molti messaggi affermare che tutte le oppressioni e le ingiustizie sono collegate. I cartelloni parlano di diritti degli animali, diritti delle donne, diritti razziali, diritti umani, diritti LGBT, giustizia climatica, riforma delle armi, nonviolenza, veganismo e intersezione di ogni oppressione / discriminazione. Ogni cartellone è una gemma con un messaggio specifico, quindi goditeli tutti.
175 belle foto a dimostrare che si può… fare la differenza!
United Kingdom Animal Rights March

Amsterdam – Animal Rights March 2018

Los Angeles Animal Rights March 2017
United Kingdom Animal Rights March 2017
Animal Rights Activist, James Aspey wearing his sign.
Animal Rights March 2018 London
 
Animal Rights March San Diego 2018 – photo credit: Ana Levley
New York City Animal Rights March 2018 ~ Photo: VeganNewsNow
Berlin, Germany – Animal Rights March 2018 – Photo: Daniela Zysk 
Hong Kong Animal March
Auckland, New Zealand – Animal Rights March 2018

 

 

London 2016
Melbourne, Australia
 
End Animal Experimentation
Jews and Arabs march together for Animal Rights and Veganism
People’s Climate March
‘Friends of Animals ‘ Anti-Fur March in New York 
Signs in Arabic and Hebrew at the Arab-Jewish march for Animal Rights
 
 
Animal Rights / Global Warming Protest
Animal Rights Protest
Hansen and Goodman at P.E.T.A. Protest of Animal Experiments
VeganEasy Protest – Australia
London, U.K.
Melbourne, Australia
USA 
Northwest Animal Rights Network Protest
 
Animal Rights March – New York
U.K. Animal Rights March founded by Surge
 
DxE Protest California
Animal Rights March 2017
vegan/animal rights march
Animal Rights March – Miami – 2017 
 
 
Vegan Shift Parade Columbus, Ohio
Animal Rights March London 2016
 
The world’s largest Animal Rights March – Tel Aviv – 2017
 
 
Dublin, Ireland
March to Close all Slaughterhouses – Münster, Germany
Anti-Animal Experimentation – Dunedin, New Zealand
 
 
United Kingdom Demonstration
Animal Rights March 2018 – Philippines

Scotland – Animal Rights March 2018

 
Animal Rights March 2018 – 10,000 protesters marched through London
100 Vegan Doctors rallied in front of the white house in Washington, D.C.
 
Los Angeles Animal Rights March 2018

Photo credit: Karen Denton 

 

Clean Up Day…but it shoudn’t be necessary!

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To gather the garbage that others throw carelessly into nature… is certainly a very altruistic and admirable gesture. Even more beautiful would be if people brought respect to Nature, avoiding to throw around every kind of crap!

We collected two rusty bicycles, computer parts, road signs, table pedestals, eternit plates (with asbestos) in addition to the usual cans, pet bottles, glass bottles etc…
Where is respect? You do not learn it at the school desks, but rather from an early age, from your own family…

 

 

Raccogliere il pattume che altri gettano con noncuranza nella natura… è certamente un gesto molto altruistico e ammirevole. Ancora più bello sarebbe se la gente portasse rispetto alla natura, evitando di gettare in giro ogni tipo di schifezza!

Abbiamo raccolto due biciclette arruginite, dei pezzi di computer, cartelli stradali, piedistalli di tavoli, placche di eternit (con amianto) oltre alle solite lattine, bottiglie pet, bottiglie di vetro ecc…
Dov’è il rispetto? Non lo si impara sui banchi di scuola, ma bensì sin da piccoli, dalla propria famiglia…

The promise * La promessa

 

Crossing with the cinema time and imagination, Oscar winner Gabriele Salvatores signs for Almo Nature a contemporary fairy tale whose protagonists man, the wolf, and the dog.

A lovely short video to show us how to prove compassion and respect towards all the other species, as well…

…oOo…

 

Attraversando con il cinema il tempo e la fantasia, il premio Oscar Gabriele Salvatores firma per Almo Nature una fiaba contemporanea che ha per protagonisti l’uomo, il lupo e il cane.

Un bel video breve per mostrarci come provare compassione e rispetto verso tutte le altre specie…

Conference of the WWF Sections Switzerland * Conferenza delle sezioni WWF 2018

Once a year, all the Swiss WWF Sections meet to discuss topics and strategies, put priorities and get updated about the many projects going on especially in our Country. This weekend, I had the Chance to attend with my husband, President of the Swiss Italian part, and himself a “volunteer” too.
After the greetings of M. Daniel Perret WWF President for the Canton Vaud followed by the State Councilor Mme J. De Quattro and M. Kurt Schmid President of the WWF Foundation, the works started.
The actual situation about the review of the “hunting law” and of the “nature’s protection law”, was the most importante point to clear.

The Conference calls on the Foundation Board and the Direction of the WWF Switzerland to work and to fight, in association with the partner organizations, to prevent the implementation of the new proposal to amend the “hunting’s law” and the  “nature’s protection law”.
If the Federal Chambers (National Council) accepted the revision of the hunting law, the Foundation Council has already decided to launch a referendum so that the Swiss people can decide/express on the protection of wild animals (wolf, bear, lynx, beaver , etc.). The referendum will be in case launched at the end of the current year.
Another very important topic, although it currently concerns two cantons, is the land planning (LAT2 – RFG II). Furthermore, emphasis was placed on the fundamental importance that Pro Natura and WWF shall use synergies and coordination in the struggle to create conditions for working together.

In the afternoon, working groups were formed that leant on four specific themes: -sustainable farming, how to act at the cantonal level (Agridea); – sustainable areas (One Planet Living); -future of the Conference of the Sections; – WWF Events platform, tools to be used to engage members in the future.

There have been many interesting interventions under the various aspects, subjectively considered important, but not always feasible without having a broad-scale impact. Unfortunately, the various Lobbies have a predominant influence on the choices you can (want) to adopt, not always politically correct, but other alternatives are not currently present.
Perhaps just to be able to involve the citizens, the WWF appeals for the people to take action and support this NGO that is internationally doing everything possible to protect our planet, our “only” home, so that even the future generations can take up the challenge with responsibility of this legacy.

 

 

Una volta all’anno, tutte le sezioni svizzere del WWF si incontrano per discutere di argomenti e strategie, mettere le priorità e aggiornarsi sui numerosi progetti in corso soprattutto nel nostro Paese. Questo fine settimana ho avuto la possibilità di partecipare con mio marito, presidente del WWF della Svizzera italiana, e anche lui un “volontario”.
Dopo i saluti del p
residente del WWF per il Canton Vaud M. Daniel Perret, seguito dalla Consigliera di Stato Mme J. De Quattro e dal Presidente della Fondazione WWF M. Kurt Schmid, i lavori sono iniziati.
La situazione attuale in merito alla
revisione della “legge sulla caccia” e della “legge sulla protezione della natura”, era l’argomeno attuale a livello federale più scottante.

La conferenza chiede al Consiglio di Fondazione e alla Direzione del WWF Svizzera di adoperarsi e di lottare, in associazione con le organizzazioni partner, per impedire la messa in atto della nuova proposta di modifica della legge sulla caccia e sulla Protezione della Natura e del paesaggio.
Se le Camere Federali (Consiglio Nazionale) accettasse la revisione della legge sulla caccia, il Consiglio di Fondazione ha già deciso di lanciare un referendum affinchè il popolo svizzero possa decidere/pronunciarsi in merito alla protezione degli animali selvatici (lupo, orso, linci, castoro, ecc.). Il referendum sarà in caso lanciato alla fine del corrente anno.
Altro tema molto importante, seppure concerne attualmente due cantoni, è la pianificazione del territorio. Inoltre si ha posto l’accento sull’importanza fondamentale che Pro Natura e WWF utilizzino sinergie e coordinazione per affinché si creino condizioni per lavorare assieme.

Nel pomeriggio si sono formati gruppi di lavoro che si sono chinati su quattro tematiche specifiche: -agricoltura sostenibile, come agire a livello cantonale (Agridea); -quartieri sostenibili (One Planet Living); -futuro della Conferenza delle Sezioni; -piattaforma WWF Events strumenti da utilizzare per coinvolgere in futuro i membri.

Vi sono stati molti interventi interessanti sotto i vari aspetti, soggettivamente ritenuti importanti, ma non sempre attuabili senza avere un impatto ad amplia scala. Purtroppo le varie Lobby influiscono in modo preponderante sulle scelte che si possono (vogliono) adottare, non sempre politicamente corretto, ma non sono presenti al momento attuale altre alternative.
Forse proprio per poter maggiormente coinvolgere i cittadini, il WWF lancia un appello affinché la popolazione si attivi e sostegno di questa ONG che a livello mondiale sta facendo tutto il possibile per la salvaguardia del nostro pianeta: la nostra “unica” casa, affinché anche le generazioni future possano con responsabilità raccogliere la sfida di questo lascito.

Environmental imbalance and biodiversity * Disequilibrio ambientale e biodiversità

The philosopher Carlo Sini has simplified the problem of biodiversity decline by stating that it is a disequilibrium between “prey” and “predators” that in the long run will cause the collapse of an entire ecosystem.

ecology-slideshare.net

But what is an ecosystem, also called an ecological unit?
It is a set of living organisms of plants and animals (including humans) that interact with each other and with the environment in which they are located.
These communities, divided into several populations made up of organisms of the same species, then interact with the component of non-living elements, organic and inorganic, as well as with climatic factors, thus forming the ecosystem.
In the component of living organisms, we find primary consumers (insects and animals) that are herbivores. In turn, primary consumers are prey to secondary + tertiary consumers (carnivorous predators, including humans).
The last component is that of decomposers (fungi and bacteria), which will break down both primary consumers and secondary consumers, turning them into inorganic compounds that fertilize the earth and then re-enter the cycle.
An ecosystem is in equilibrium when the food chain closes and when interactions between living organisms work in order to regulate the delicate mechanism of an ecosystem within a region.
On the other hand, an ecosystem is defined as fragile or not very resilient (*) if it has a low level of biodiversity (animal, plant, etc.) because it is weaker in cases of environmental stress.
The anthropic activities, especially in areas with high population density and strong construction, have resulted in a significant decrease in the population of insects and birds, which in turn in the food chain produce a decrease in predators etc.

Starting from our personal ethical and respectful conduct, we can already produce small changes. Evidently, sensitivity must be taught within the family nucleuses: the children of future generations must know what the consequences will be if Man will continue to behave in such a way as to put the entire planet at risk!

Material that deals with this topic is in the pages of every newspaper and magazine, they talk about it on television, many dystopian films show us terrifying and nightmare scenarios.
But it is also true that real wisdom is a “something” that cannot be bought or borrowed: it is within the awareness of human effemerity linked to karma and to the law of cause and effect. I dare to state that it is only unconditional LOVE and RESPECT to every living and non-living form.

(* source Wikipedia) the resilience in ecology is the speed with which an ecological system returns to its initial state, after being subjected to a perturbation that has alienated it from that state. The alterations can be caused both by natural events and by human activity.
.
elephant1 wwf

What will it take before we respect the planet?

…oOo…

 

Il filosofo Carlo Sini ha semplificato il problema della diminuzione di biodiversità affermando che si tratta di un disequilibrio tra “prede” e “predatori” che a lungo termine provocherà il collasso di un intero ecosistema.

Ma cos’è un ecosistema, anche chiamato unità ecologica?
È un insieme di organismi viventi vegetali e animali (compreso l’uomo) che interagiscono tra loro e con l’ambiente nel quale si trovano.
Queste comunità suddivise in più popolazioni costituite da organismi della stessa specie, interagiscono poi con la componente di elementi non viventi, organici e inorganici, come pure con fattori climatici formando quindi l’ecosistema.
Nella componente degli organismi viventi, troviamo i consumatori primari (insetti e animali) che sono erbivori. A loro volta i consumatori primari sono preda dei consumatori secondari e terziari (predatori carnivori incluso l’uomo).
L’ultima componente è quella dei decompositori (funghi e batteri), che procederanno a scomporre sia consumatori primari che consumatori secondari, trasformandoli in composti inorganici che fertilizzano la terra per rientrare poi di nuovo nel ciclo.

Un ecosistema è in equilibrio quando la catena del ciclo alimentare si chiude e quando le interazioni fra gli organismi viventi funzionano in modo da regolare il delicato meccanismo di un ecosistema all’interno di una regione.
Per contro un ecosistema si definisce fragile o poco resiliente(*) se presenta un basso livello di biodiversità (animale, vegetale ecc.) poiché più debole nei casi di stress ambientali.

Le attività antropiche, specialmente nelle zone con grande densità demografica e forte edificazione, hanno avuto quale risultato una rilevante diminuzione della popolazione d’insetti e di volatili, che a loro volta nella catena alimentare producono una decrescita di predatori ecc.

Partendo dalla nostra personale condotta etica e rispettosa dell’ambiente, possiamo già produrre dei piccoli cambiamenti. Evidentemente, la sensibilità va insegnata all’interno dei nuclei famigliari: i figli delle generazioni future devono sapere quali saranno le conseguenze se l’Uomo seguiterà ad assumere dei comportamenti tali da mettere a rischio l’intero pianeta!

Materiale che tratta quest’argomento è nelle pagine di ogni giornale e rivista, se ne parla alla televisione, molti film distopici ci mostrano scenari terrificanti e da incubo.
Ma è anche vero che la reale saggezza è un “qualcosa” che non si può acquistare o prendere a prestito: è all’interno della consapevolezza dell’effimerità umana legata al karma e alla legge della causa-effetto. Oso affermare che è solo AMORE incondizionato e RISPETTO verso ogni forma vivente e non.
(* fonte Wikipedia) la resilienza in ecologia è la velocità con cui un sistema ecologico ritorna al suo stato iniziale, dopo essere stato sottoposto a una perturbazione che l’ha allontanatala da quello stato. Le alterazioni possono essere causate sia da eventi naturali che da attività dell’uomo.

 

 

Question of conscience? Not only… questione di coscienza? Non solo…

In recent years, despite the wisdom of age, I have often confronted myself with difficult situations that have put a strain on my tolerance and patience.
I think it happens to everyone, sooner or later.
Perhaps, it is a question of acute sensitivity or progressive intolerance.
 

I procrastinate writing on the blog, to avoid disturbing the public peace, or perhaps because I would end up with an arrogant and partisan diatribe.
So I let some time pass, the inner tide is quiet and rationality resumes its place (more or less).
You will say: here we are again!
For those who follow me for years, you know that the language beats where the tooth hurts: so I always return to the topic of protection of animals and nature (environmental)!
Here, what makes me the nights unhappily full of anti-specist nightmares where (literally) I find myself fighting with a knife between my teeth against the mass of humans insensitive to the issues related to both these topics.
 

With the arrival of the time of the migration of the amphibians, armed with umbrella, boots and flash light… the night I spend a little of my time trying to save toads and frogs in the area of ​​Magadino/Bolle (which is a protected aerea).
There are few volunteers. But those few, are very valid and when necessary, are ready to challenge the bad weather to make themselves useful.
I do the usual propaganda (to which none of my colleagues at the office answers), and then I meet a person who spontaneously makes herself available. And I remain speechless, overflowing with gratitude.
Hope is the last to die!
 

What volunteers do is a wonderful gesture, full of sensitivity towards these little creatures.
Hundreds end up under the wheels of cars that speed without respecting the speed limits, not caring of the signs or about the volunteers with reflective cape on the sides of the road.
Of course, it’s also dangerous. But it’s worth it, even if only for the wonderful feeling that it gives you when you’re abile to remove a tinny frog big as an inch from the road, and lay he on the other steet side.
 

But, alas, on the sides of the road there are not only amphibians!
On the Strada cantonale from Magadino to the border with Italy, there you find everything: from beer cans to small pet bottles of coca-cola, from CD cases to empty packs of cigarettes and then bags of MCDonalds with leftovers, pieces of iron wire, garden cushions…. and the list could continue.
Along the way, in one hour I collected 1 bag of 35 liters packed full.
 

Our Planet is NOT a garbage dump!
But it is true that if drivers have not learned education (usually) at home or at school, we cannot expect them to know about selective recycling and respect of Nature and animals.

 

And this is what happens when an amphibian can not cross the road. The first frog was wounded in the left front leg, he was bleeding, I don’t know if he could have survived… but I still carried he towards the mountain. These are just few photos, which I did with a knot in my stomach. This is the reason why volunteers are needed, especially on rainy days!

E questo è ciò che accade quando un anfibio non riesce ad attraversare la strada. La prima ranocchia era ferita alla zampetta anteriore sinistra, perdeva sangue, non so se ce l’avrà fatta a sopravvivere… ma l’ho comunque portata verso la montagna. Sono solo poche foto, che ho fatto con un nodo allo stomaco… Questa la ragione per la quale i volontari sono necessari, specialmente nei giorni di pioggia!

In questi ultimi anni, malgrado la saggezza dell’età, mi sono più volte confrontata con situazioni difficili che hanno messo a dura prova la mia tolleranza e pazienza.
Penso che accada a tutti, prima o poi.
Forse è questione di sensibilità acutizzata o di progressiva intolleranza.

Procrastino lo scrivere sul blog, per evitare di turbare la quiete pubblica, o forse perché finirei col iniziare una diatriba arrogante e di parte.
Così lascio passare un po’ di tempo, la marea interiore si cheta e la razionalità riprende il suo posto (più o meno).
Vi direte: ecco che ci risiamo!
Per chi mi segue da anni, lo sa che la lingua batte laddove il dente duole: quindi ritorno sempre sul tema della protezione e tutela degli animali e della natura!
Ecco, cosa mi rende le notti infelicemente piene di incubi anti-specisti dove (letteralmente) mi trovo a combattere con coltello tra i denti contro la massa di umani insensibili alle tematiche legate ad entrambi questi argomenti.

Con l’arrivo del tempo della migrazione degli anfibi, armata di ombrello, stivali e pila… la notte dedico un po’ del mio tempo a cercare di salvare rospetti e ranocchie nella zona di Magadino/Bolle.
Sono pochi i volontari. Ma quei pochi, sono validissimi e quand’è necessario, sono pronti a sfidare il maltempo per rendersi utili.
Faccio la solita propaganda (alla quale nessuno dei miei colleghi d’ufficio risponde), e poi, incontro una persona che spontaneamente si rende disponibile. E resto senza parole, traboccante di gratitudine.
La speranza è l’ultima a morire!

Ciò che fanno i volontari, è un gesto stupendo, pieno di sensibilità nei confronti di questi piccoli esserini.
A centinaia finiscono sotto le ruote delle auto che sfrecciano senza rispettare i limiti di velocità, non curanti della segnaletica o dei volontari con mantellina catarifrangente ai lati della strada.
Certo, è anche pericoloso. Ma vale la pena, anche solo per la magnifica sensazione che ti dà il poter levare dal campo stradale una ranocchia grossa come un pollice, e deporla dall’altro lato.

Ma, aimè, ai lati della strada non ci sono solo gli anfibi!
Sulla strada cantonale da Magadino verso il confine con l’Italia, si trova di tutto: dalle lattine di birra alle bottigliette pet della coca-cola, dalle custodie CD ai pacchetti vuoti di sigarette e poi ancora sacchetti del MCDonalds con gli avanzi, pezzi di filo di ferro, cuscini da giardino…. e la lista potrebbe continuare.
Lungo il percorso, in 1 ora ho raccolto io stessa 1 sacco da 35 litri pieno zeppo.

Il nostro Pianeta NON è un immondezzaio!
Ma è vero che se gli automobilisti non hanno imparato l’educazione (in genere) a casa o a scuola, non possiamo pretendere che conoscano il riciclaggio selettivo.

Protecting the swiss alps with blankets * coperte sul ghiacciaio del Rodano

NGS Picture Id:1589978
The blankets covering part of the Rhône Glacier are inexpensive polyester fleece.
Photograph by James Balog, National Geographic

Read the whole article on National Geographic!

Good, I’m a Swiss citizen and quite worried about what is happening, not only on our alps but all over the world.
Should we cover the entire north and south pole and the frozen islets around our planet with blankets? And the animals that live there? Polar bears, seals, and penguins…
Evidently, this is an impossible undertaking!
The gesture of the Swiss is demonstrative, it is not a “cure” of evil that lies in human behavior, but rather a humble panacea to show how the situation is serious.
We all talks about it, discusses, into controversies that sometimes lead to sensible debates. The solution is only ONE: decrease the consumption of meat.
More and more is being discussed, even at the scientific level, and it is proven.
Man must change his eating habits.
And this, unfortunately, is just the tip of the iceberg: if we try to save the Ice, we must not forget the “plastic islands” in our oceans.

…oOo…

Sono una cittadina svizzera, parecchio preoccupata per quanto sta accadendo, non solo sulle nostre alpi, ma in tutto il mondo.
Dovremmo coprire con coperte tutto il polo nord e sud nonché la Groendandia e isolette ghiacciate attorno al nostro pianeta? E gli animali che ci vivono? Gli orsi polari, le foche e pinguini…
Evidentemente questa è un impresa impossibile!
Il gesto degli svizzeri è dimostrativo, non si tratta di una “cura” del male che sta nel comportamento umano, ma bensì un’umile panacea a dimostrare quando sia grave la situazione.
Se ne parla, discute, controversie che a volte sfociano in dibattiti sensa senso. La soluzione è UNA ed unica: diminuire il consumo di carne.
Sempre più se ne discute, anche a livello scientifico, ed è comprovato.
L’uomo deve modificare le sue abitudini alimentari.
E questo, sfortunatamente, è solo la punta dell’iceberg: se cerchiamo di salvare i ghiacci, non dobbiamo dimenticare le “isole di plastica” nei nostri oceani.

MM8177 Bigger Thaw

  • Claudine’s novels * i miei romanzi

  • Piccoli passi nella Taiga will be published in 2019 by Edizioni ULIVO

  • Il Segreto degli Annwyn – Edizioni Ulivo ISBN 978 88 98 018 079

  • The Annwyn’s Secret Austin Macauley London ISBN 9781785544637 & ISBN 9781785544644

  • The Annwyn’s Secret

  • Silloge Poetica “Tracce” – Edizioni Ulivo Balerna

  • Il Kumihimo del Sole – Seneca Edizioni Torino

    ISBN: 978-88-6122-060-7
  • Il Cristallo della Pace – Seneca Edizioni Torino

    ISBN 978-88-6122-189-5
  • Nebbie nella Brughiera – Seneca Edizioni Torino

    ISBN 978-88-6122-055-3
  • I 4 Elementi – Macromedia Edizioni Torino

  • Cats are my inspiration!

  • Remember, transitioning to a plant-based diet that embraces compassion for the animals, your health and our planet isn’t really difficult. You just have to want to do it! For the sake of us all... :-)claudine
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