• Simply… woman

    Sara Luna e Claudine
  • I support ANIMAL RIGHTS

  • me and my girl :-)
  • Mi sento unicamente una "Cittadina del Mondo"
    figlia, madre, amica, compagna, donna...
    Ho viaggiato lungo rotte conosciute ed altre ignote, per lavoro ma anche per curiosità o solo per il desiderio di scoprire nuovi luoghi!
    L'esperienza a contatto con altri popoli, religioni e culture, mi ha insegnato a venerare Madre Natura ed ogni forma di vita che ci conduce a valutare precetti inconfutabili, ma che purtroppo troppi ignorano nel più assoluto egoismo.
    Vi apro le porte del mio mondo virtuale... seguitemi lungo l'itinerante scorrer d'acqua lasciando traccia di vissuto.

  • What to say about Claudine? She is passionate about living a present, balanced and authentic life, with a healthy dose of humor! She loves to travel the world, explore new places, people and food, but equally loves to retreat into silent solitude. She is a writer who follows a hidden path, into an unfamiliar world. If you just surrender and go with her on her eerie journey, you will find that you have surrendered to enchantment, as if in a voluptuous and fantastic dream. She makes you believe everything she sees in her fantasy and dreams. But as well you take a journey to the frozen mountain peaks of the north of Europe, to the crowded sweating streets of Mexico or Africa. Her characters are wonderfully real and wholly believable perfectly situated in her richly textured prose. She’s a lovely person and she writes with exquisite powers of description! She’s simply great! R. McKelley

    ***

    Chi è Claudine? Lei è appassionata nel vivere al presente una vita equilibrata e autentica, con una sana dose di humour! Ama viaggiare per il mondo, esplorare nuovi luoghi, persone e cibo, ma ugualmente ama ritirarsi in solitudine, nel silenzio. E' una scrittrice che segue un sentiero nascosto, verso un mondo sconosciuto. Se solo vi arrendete e andate con lei in questa spettacolare avventura, realizzerete che vi siete confidati all’incantevole, come in un sogno fantastico ed avvolgente. Vi farà credere ad ogni cosa che lei vede nei suoi stessi sogni e fantasie. Ma inizierete anche un viaggio verso le cime ghiacciate del nord Europa, verso le strade affollate del Messico o Africa. I protagonisti sono magnificamente reali e totalmente credibili stupendamente inseriti nella ricca trama di prosa. E’ una “grande” persona e scrive con uno squisito potere descrittivo. E’ semplicemente magnifica.

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“Fase finale: non c’è possibilità di ritorno”

FridaysForFuture

(English) To order the publication with my short contribution

La generazione precedente, la mia per intenderci, ha originato una situazione climatica instabile che è esplosa all’improvviso in una vera e propria emergenza globale.
È stata un’onda d’urto, uno shock tale da scuotere in modo irreversibile le generazioni dei più giovani, ma non solo loro.
È accaduto inaspettatamente: il raggiungimento della “massa critica” prospettata già nell’ultimo decennio, ha raggiunto l’apice e l’effetto palla di neve ci ha colpiti lasciandoci basiti.
Non possiamo far retrocedere il Tempo, non possiamo riparare ciò che è stato compromesso, ma possiamo provvedere affinché non vengano più perpetrati danni all’ambiente.
Ricordo le parole di Paul Hawken di qualche anno fa il quale nel suo “Blessed unrest”, riferiva:
“Siamo persone che desiderano una società più giusta e pacifica, un’economia etica, uno sviluppo ecosostenibile, un’umanità più consapevole. Siamo milioni, in tutto il mondo, auspichiamo stili di vita più sani e autentici, ispirati ai valori della pace, dei diritti umani, dell’ambiente, della qualità della vita, delle relazioni consapevoli e costruttive, della crescita personale e spirituale.”
Alla fine del filmato, seguiva un’interminabile lista di associazioni, fondazioni, società, cognomi e nomi… i quali avevano aderito alla sua “visione” per un mondo migliore.
Quindi doveva accadere prima o poi, non poteva continuare con i ritmi di crescita sfrenata ed irresponsabile degli ultimi decenni.
Certo, possiamo attribuire la colpa ai governi, alle multinazionali, alle Lobby, ai fabbricanti… ma con umiltà dovremmo smetterla di puntare il dito verso gli altri e verificare a fondo i nostri stessi comportamenti. Nessuno è esente da errori comportamentali dobbiamo avere l’onestà di ammetterlo.
I paradigmi della nostra società del consumo ci hanno portato ad una situazione di profondo disagio etico-personale, iniziando dai giovani che si sono finalmente ribellati in modo inatteso.
A scandire il “la” vi è stata Greta Thunberg, poi seguendo il suo esempio, altri si sono riversati nelle strade e piazze, sul web, un fiume in piena che ha esondato tutto e tutti. E la massa di contestatori continua a crescere a vista d’occhio.
Anche se molti di noi (vecchi), già avevamo da qualche tempo iniziato a ribellarci scrivendo il malanimo sui social, pubblicando ricerche scientifiche o quant’altro, l’effetto è sempre stato tiepido e costellato da censure di certi social o addirittura denunce penali.
Siamo stati in qualche modo frenati dall’esprimerci, temendo d’essere giudicati in malo modo, con il timore di perdere il lavoro e di mettere nel ridicolo le nostre famiglie.
Io sono da sempre stata una ribelle, nel senso buono della parola, ma le paure acquisite da un’istruzione famigliare severa e da condizionamenti scolastici e sociali, mi hanno tarpato le ali.
Ognuno di noi è inserito in un modello specifico, un ingranaggio nel quale la sua funzionalità è però implicita, vedi non vitale, e quindi può essere “sostituito” con facilità.
L’essere umano in primis è diventato una sorta di attrezzo, che quando non è più operante secondo precisi parametri, viene sostituito. A volte sono altri giri viziosi che portano alla non funzionalità del soggetto, subentra malattia, depressione e questo crea aumenti nelle spese della sanità.
L’aumento esponenziale della disoccupazione o sottoccupazione sta generando squilibri importanti; il sistema sociale (nello specifico mi riferisco a quello della Confederazione Svizzera), vacilla e per quanto si possa sperare, di questo passo non terrà ancora per molti anni.
Si parla degli attuali giovani ventenni che tra una decina d’anni non avranno più una sicurezza assicurativa per la rendita vecchiaia; le spese delle Casse malati obbligatorie continuano ad aumentare, raggiungendo cifre esorbitanti (tra i 500.-/600.- euro mensili per persona adulta).
Gli aumenti dei costi sono diventati un vortice vizioso che non può essere frenato se non con delle riforme drastiche e radicali.
Penso che la quasi totalità delle nazioni mondiali, non solo quelle di Paesi del Sud, si trovano in situazioni analoghe ma ben peggiori dove la gravità del momento mette a rischio la stabilità dei governi reggenti.
Il malessere è palpabile e ovunque, nascono gruppi di opposizione che, grazie al web, raccolgono enormi adesioni e sostegno.
Ci siamo accorti che abbiamo oltrepassato il punto del “no-return”.
Gli incendi in Amazzonia, di causa antropica per far posto alle culture di foraggio per animali da reddito, quelli dell’Australia in parte causati da piromani e quelli dell’estremo nord dell’Alaska, Canada, Groenlandia e Siberia generati dall’auto-combustione dovuta del suolo inaridito originati dall’innalzamento della temperatura, stanno rilasciando nell’aria enormi quantità di CO2 che innescano un circolo vizioso in quanto il CO2 fa innalzare la temperatura dell’aria e quindi genera nuove auto-combustioni.

Nell’area attorno e oltre il circolo polare artico, lo scioglimento dei ghiacci causa un riversamento delle acque nel mare e di conseguenza la diminuzione della superficie creando disagi specialmente alla fauna locale nonché a quelle minoranze etniche che lì vivono.
Non sono una geologa o specialista in materia, mi limito a citare quanto scienziati e meteorologi hanno più volte ribadito in interviste o trattati scientifici (vedi IPCC Organismo delle Nazioni unite per la valutazione della scienza relativa ai cambiamenti climatici che fornisce valutazioni periodiche delle basi scientifiche del cambiamento climatico, dei suoi impatti e rischi futuri).
Ora, bisogna agire in modo rapido e portando determinazione nell’applicare le azioni proposte per l’adattamento e la mitigazione.
Certo, i giovani del “Fridays for Future” con i loro scioperi, seguendo il coraggioso esempio di Greta Thunberg, hanno finalmente fatto ciò che andava fatto: avviare una protesta globale che potesse coinvolgere veramente tutti, in modo indistinto di nazionalità, colore della pelle, lingua, religione o appartenenza politica.
Questi giovani sono la forza trainante per questo movimento atto a proteggere il nostro pianeta dalla crisi climatica. Il messaggio è forte e chiaro: non c’è più tempo da perdere. Tutti i capi dei singoli governi devo agire per salvare il pianeta, ora, immediatamente.
Non stiamo parlando di mettere delle pezze qua e là per riparare i danni commessi nei secoli trascorsi, stiamo parlando della nostra unica casa, del Pianeta Terra!
Ogni singolo abitante del pianeta, senza distinzioni, dovrebbe prendere coscienza della situazione e portare un primo basilare cambiamento iniziando da sé stesso.
Le nostre abitudini sono sempre discutibili; ho la fortuna di vivere in una nazione privilegiata dove a livello sociale godiamo di grandi vantaggi.
Non dobbiamo dare tutto per scontato, anche nel mio paese, le brutte abitudini sono radicate nell’incoscienza degli individui ed appare difficile sradicarle. L’uomo ha tendenza a sempre cercare di giustificare ogni sua azione, a discapito di un cambiamento sostanziale che avrebbe già potuto avere inizio decenni or sono.
Evidentemente non possiamo andare contro corrente, ma possiamo cercare di applicare delle modifiche laddove, e ne siamo coscienti, il nostro comportamento genera una catena di altri problemi.
Ho già affrontato il problema dell’alimentazione più volte apertamente nel mio blog.
È ostico cercare di far passare un messaggio che porta un individuo a confrontarsi con l’orribile sofferenza di un animale da macello.
L’uomo vuole cibarsi di carne/pesce. Lo fa da sempre, dall’origine dei tempi. 40.000 anni or sono, non c’erano le scelte alimentari che abbiamo oggi, la sopravvivenza era legata ad una legge chiara: uccidere per non essere ucciso e ci si doveva sfamare per sopravvivere, mentre i più deboli perivano.
Ma non voglio tediare il lettore con la storia occorsa nelle migliaia di anni trascorsi; se al giorno d’oggi è scientificamente provato che “l’impronta ambientale” è data da molti fattori sommati gli uni agli altri, quello dell’alimentazione è di gran lunga il più incisivo.
Con mio marito ci battiamo da tempo su questo frangente, ed è evidente che le Lobby legate all’allevamento del bestiame (anche qui nel nostro piccolo cantone dove viviamo), sono avversari molto subdoli che hanno la facile abitudine di travisare e utilizzare per i propri scopi ogni azione avversa impiegata per la difesa degli animali.
L’attuale tematica dei “grandi predatori” e una modifica della legge federale che ne permetterebbe l’abbattimento a vista ad esempio dei lupi, è degenerata in una diatriba che vede noi difensori del lupo come “i cattivi di turno” e sono addirittura arrivati ad augurarci di dover subire la ferocia sanguinosa di questo povero canide.
È quindi molto difficile discutere con persone che sono premunite e che pensano d’essere nella ragione. Forse a livello culturale primitivo, vedono ogni animale un bene da essere allevato, macellato ed in seguito essere venduto.
Sappiamo anche che le attuali deforestazioni per mezzo del fuoco nell’Amazzonia, sono opera di chi necessita di territorio da adibire a monoculture di soia per ricavare foraggio.
Un circolo terribilmente vizioso, lo dicevo più sopra: se c’è consumo di carne, c’è aumento della richiesta di foraggio e quindi aumenterà conseguentemente anche la necessità di disporre di territorio per queste coltivazioni. E si continuerà a dar fuoco al Polmone del pianeta.
Un cane che si morde la coda.
Ma se ci fosse consapevolezza, ad esempio maggiore sensibilità e un cambio radicale delle abitudini, ecco che possiamo sperare in un cambiamento.
Non dico che tutti devono diventare vegetariani o vegani, anche se quest’ultima potrebbe essere la soluzione più felice, ma si può diminuire il consumo di carne/pesce e prodotti derivanti.

Altro fattore preoccupante è la plastica presente quale micro particelle oramai anche nella pioggia.
Si stima che tra gli 1.15 e 2.41 milioni di tonnellate di plastica sono convogliate annualmente da fiumi verso gli oceani.
Molta di questa plastica è resistente e viene trascinata per mezzo delle correnti marine verso l’oceano Pacifico e ha creato il “Great Pacific Garbage Patch”.
Quest’enorme isola di detriti galleggiante è costantemente variabile nella forma e posizione, in quanto viene influenzata dai venti e dalle correnti.
Ho letto e visto dei filmanti molto toccanti che mostrano persone intente a ripulire manualmente diverse spiagge dai rifiuti presenti, certamente questo potrebbe essere un buon primo passo. Ma a cosa serve impiegare tempo incalcolabile e risorse umane se a monte, l’uomo non impara ad evitare di gettare immondizia (di ogni tipo) nella natura?
È questo solo un fatto culturale, oppure è l’ignoranza delle conseguenze, oppure ancora la deliberata maleducazione della gente?
Nel mio paese siamo culturalmente ben scolarizzati, sappiamo perfettamente quali sono le conseguenze del gettare dall’auto in corsa una lattina di birra o una bottiglietta di coca-cola vuote.
Sommando, considero che si tratta di un gesto deliberato, egoistico e privo di ogni rispetto verso gli altri e (peggio ancora) verso la Natura.
Senza dimenticare i fuochi accesi all’aperto per bruciare rifiuti vari, principalmente residui agricoli che oltre ad immettere CO2 nell’aria portano a rischi di incendio in zone limitrofe ai boschi.
Va poi citato anche il rapporto federale dell’ambiente (Confederazione Svizzera): è stata misurata la presenza nelle acque di falda freatica non solo di pesticida e diserbanti, ma anche di metaboliti e antibiotici assunti da umani e animali.
Abbiamo annualmente il “Clean-up day” dove diverse associazioni non profit si impegnano a creare gruppi d’azione sul campo. Purtroppo, ogni volta, constato che a partecipare sono sempre le solite persone con una sensibilità ambientale marcata. Gli altri, si scusano adducendo all’aver assunti altri impegni inderogabili, malgrado queste manifestazioni sono annunciate con sufficientemente tempo onde permettere una pianificazione soggettiva.
Menefreghismo? Indifferenza? Mancanza di cultura ecologica?
Da anni cerco di convincere i colleghi di lavoro a prestare maggiore attenzione alla causa animalista, alle azioni di protezione della natura, alle manifestazioni dedite a delle cause ecologiche. È come soffiare dentro un trombone rotto: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!
Cerco sempre di farmene una ragione, relativizzando, ma se non si crea sensibilità, se non riusciamo dal nostro piccolo a convincere gli altri attorno a noi, è preoccupante.
Mi sono posta più volte la domanda: qual è la spinta motivazionale che porta un individuo a compiere scelte specifiche? Si tratta di un “codice genetico” nel DNA? O è forse una questione “karmica” legata alla filosofia buddhista? Conta l’istruzione scolastica oppure sono più importanti gli insegnamenti impartiti dai propri genitori?
Mi risulta quindi molto difficile dare delle risposte concrete, i fattori esogeni come pure quelli endogeni sono molteplici.
Avendo viaggiamo parecchio, visitando molti paesi del Sud ma anche nazioni estremamente industrializzate, ammetto di non aver visto delle differenze sostanziali.
Di discariche di rifiuti ne ho viste in Africa, nelle Americhe, in Medio Oriente ed in Asia.
Spiagge piene di immondizie, fiumi le cui rive sono arcobaleni di ogni tipo di schifezze, piante sui cui rami sventolano sacchetti di plastica, superfici enormi dove vengono dimenticati ogni tipo di veicoli arrugginiti dal tempo. E qui mi fermo.
Non ci vuole chissà quale fantasia per continuare la lista: ogni lettore faccia mente locale e si guardi attorno.
Certo, di questi tempi la tematica ambientale è stata utilizzata anche (principalmente) a scopi politici durante le varie campagne elettorali.
Nella nostra piccola Svizzera, dove vige la democrazia, certi partiti si sono dati una bella pennellata di verde, chiedendo anche delle “congiunzioni” tattiche con quei partiti fin dall’origine definiti “ecologici”.
Si sono evidenziate strategie che (dovrebbero) poter abbassare le emissioni di CO2, ma non potrà il solo aumento del prezzo della benzina o una tassa sui biglietti aerei cambiare radicalmente il trend.
Gli obiettivi climatici 2030, la Svizzera dovrebbe ridurre tra il 2021-30 le sue emissioni di CO2, con le misure da noi adottate, di almeno il 2% (quindi un – 40%). L’iniziativa dei Ghiacciai prevede inoltre le “zero emissioni” di gas sera (di origine antropica) entro il 2050, attuando quindi gli accordi di Parigi.
Questo sarebbe possibile tramite i pozzi di carbonio che sono tecnicamente fattibili per assorbire e immagazzinare CO2 dall’atmosfera, ma che è tutt’ora in fase di studio (CCS – carbon capture and storage).

Ma cosa dire degli USA, che uscendo sfrontatamente dall’Accordo di Parigi, rilancia il carbone e idrocarburi con il relativo aumento delle richieste sul mercato nazionale?
Essi stanno peggiorando la situazione globale già precaria.
Altri governi corrono agli armamenti, la fabbricazione anche di armi nucleari continua.
Pare proprio che abbiamo troppe persone insensibili ai vertici dei governi, delle multinazionali, delle Lobby.
Chi si oppone allo stato attuale sono, anche da noi, sempre gli stessi: associazioni e ONG a difesa della natura, degli animali, delle minorità sociali, gruppi di giovani e meno giovani, idealisti che fermamente credono che da qualche parte, seppur recondita, nell’essere umano dovrebbe esserci un “qualcosa” che ci dovrebbe portare all’autopreservazione, alla sopravvivenza.
Fortunatamente lo scorso sabato 28 settembre, eravamo in 100.000 a Berna, davanti al Palazzo Federale, a protestare affinché i nostri politici facciano qualcosa di concreto a favore del clima.
Con l’intervento del WWF, Pro Natura e altri, sono stati organizzati dei vagoni per un treno diretto da Lugano per Berna.

È arrivato il momento di ribellarci!

 

Is it really going to be an “happy new year 2020”?

loto

Australia shows us what will happen to the whole planet, in ecological terms: an ecatomb of sacrificed lives, living creatures without distinction. Be that as it may, men have somehow been able to be evacuated to safe areas… and what about the animals? For the half a billion living creatures that burned in the flames, nobody could stop this from happening… was it really impossible to intervene in some way and at least try to move them?

I think that the unpredictability of the fires, the enormous gravity of the situation also caused the death of pets and farms animals. And the risk of extinction of many other species is a fact.
It is excruciating to watch movies and photographs, I wonder if things will soon improve, but for months now, fires have been ravaging our planet.

I have decided not to publish photos, each one of us can imagine the destruction of the fire that is currently happening, not only in Australia, Brazil and Siberia…
Mine is a protest. I can’t do much, living here where nothing is missing and where I can only contribute with small donations of money (which then you are never sure where the money really ends up).
I am afflicted, tormented by these horrible situations that are repeating itselves relentlessly.
And the politicians selfish and disrespectful, swell, ranting studied sentences and speeches. There are too many personal interests at stake.
There is only one thing to do: rebel.
Rebelling against the mass extinction.

…oOo…

L’Australia ci mostra cosa accadrà all’intero pianeta, in termini ecologici: un’ecatombe di vite sacrificate, creature viventi senza distinzioni. Comunque sia, gli uomini sono stati in qualche modo in grado di essere evacuati in aree sicure… e che dire degli animali? Per mezzo miliardo di creature viventi che bruciavano tra le fiamme, nessuno poteva impedire che ciò accadesse… era davvero impossibile intervenire in qualche modo e almeno provare a metterle in salvo?

Penso che l’imprevedibilità degli incendi, l’enorme gravità della situazione abbiano causato anche la morte di animali da compagnia e da allevamento e il rischio di estinzione di molte altre specie è ora un dato di fatto.
È straziante guardare film e fotografie, mi chiedo se le cose miglioreranno presto, ma da mesi ormai gli incendi stanno devastando il nostro pianeta.

Ho deciso di non pubblicare foto, ognuno di noi può immaginare la distruzione degli incendi che stanno avvenendo attualmente, non solo in Australia, Brasile e Siberia…
La mia è una protesta. Non posso fare molto, vivendo qui dove non manca nulla e dove posso contribuire solo con piccole donazioni di denaro (che però non si è mai sicuri di dove finiscano davvero i soldi).
Sono afflitta, tormentata da queste orribili situazioni che si ripetono senza sosta.
E i politici, egoisti e irrispettosi, si gonfiano e sproloquiano frasi e discorsi studiati per l’occasione. Sono in gioco troppi interessi personali.
C’è solo una cosa da fare: ribellarsi.
Ribellarsi contro l’estinzione di massa.

The IUCN calls for halt to species decline by 2030

With urgent need, I share the post of “in the shadow of the wolf”.
The International Union for Conservation of Nature reminds us that the emergency must be taken with extreme urgency.
The current crisis, without previous analogues, must absolutely lead us to launch immediate conservation laws so that the bio-diversity is also guaranteed in the future. The governments of the world have been called upon to intervene with the utmost urgency to avoid extinctions of endangered animals caused by man.
                                                                …oOo…

Con necessità impellente, condivido il post di “in the shadow of the wolf”.
L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, afferma che l’attuale emergenza dev’essere presa con estrema urgenza.
La crisi nella quale ci troviamo non ha precedenti analoghi, ci deve assolutamente portare a varare immediate leggi di conservazione affinché la bio-diversità sia garantita anche in futuro. I Governi del mondo sono stati chiamati ad intervenire con la massima urgenza onde evitare estinzioni di animali in pericolo causate dall’uomo.

 

Abu Dhabi, United Arab Emirates, 11 October 2019 (IUCN)

IUCN has issued an urgent call to massively scale up species conservation action in response to the escalating biodiversity crisis. The Abu Dhabi Call for Global Species Conservation Action appeals to the world’s governments, international agencies and the private sector to halt species decline and prevent human-driven extinctions by 2030, and to improve the conservation status of threatened species with a view to bringing about widespread recovery by 2050.

The Abu Dhabi Call, issued at this week’s IUCN Species Survival Commission (SSC) Leaders’ Meeting, urges governments to take emergency measures to save those species at the highest risk of extinction and tackle key threats that are driving population declines and extinctions. These include the lack of incentives for landowners and managers to retain wild species and natural habitats; poor or abusive practices in agriculture, fisheries, and forestry; wildlife crime; emerging infectious diseases; the disruption of water flow; inadequate management of waste and discharges; invasive alien species; and increasingly, climate change and ocean acidification.

“With 2020 comes the opportunity to curb the escalating extinction crisis and invest in a more optimistic future. With this Call, IUCN stands ready to support governments and civil society, including young people, to work for a world in which species are preserved and valued for their intrinsic worth as well as the benefits they offer,” said IUCN Acting Director General Dr Grethel Aguilar. “The IUCN World Conservation Congress 2020 will bring together states, civil society and indigenous peoples to work together towards halting species declines by 2030.”

The Call is the result of more than 300 SSC Leaders coming together in Abu Dhabi on the cusp of 2020, a year that will see critical decisions for the future of the planet taken by policy makers. The United Nations Sustainable Development Goals and the UN Paris Agreement on Climate Change will be reviewed, and the Convention on Biological Diversity will adopt the Post-2020 Global Biodiversity Framework. A new UN legal binding agreement on marine biodiversity in the High Seas is under negotiation. The IUCN World Conservation Congress will amplify this Call, which will then be addressed by the United Nations Heads of State Summit on Biodiversity.

“The Species Survival Commission is the world’s largest network of species scientists and a fundamental contributor to IUCN’s role as provider of the knowledge that underlies nature conservation. They devote their lives, generally on an entirely voluntary basis, to saving species. The high quality of the work of SSC Specialist Groups provides a strong scientific foundation for conservation action. We now appeal to governments to urgently respond to this Call by helping pull species back from the brink of extinction,” said Dr Jon Paul Rodríguez, Chair of IUCN’s Species Survival Commission.

A global Programme of Work on Species Conservation will be launched at the IUCN World Conservation Congress in June next year. IUCN calls on Parties to the Convention on Biological Diversity and the other biodiversity-related conventions to respond by including this Programme in the post 2020 global biodiversity framework and follow up with urgent implementation. At the Congress, governments, civil society and indigenous peoples’ organisations will come together to drive conservation efforts for ‘a just world that values and conserves nature.

“Decisions made in 2020 will define the future of the planet,” said Dr Jane Smart, Global Director of the IUCN’s Biodiversity Conservation Group. “We face a nature emergency. Species are the primary source of income and resources for hundreds of millions of people around the globe; their aesthetic values and spiritual roles provide comfort and inspiration as well as recreation. At this critical moment, the world’s governments must accept responsibility for this emergency and act now to ensure we pass on a rich natural heritage to future generations. This is a unique opportunity to mobilise society and galvanise the necessary action to address the species crisis.”

IUCN also recalls that the global target to bring about the recovery of known threatened species adopted in Nagoya, Japan in 2010 is unlikely to be met, despite substantial efforts from conservationists worldwide. Looking forward, IUCN emphasises the importance of including clear, ambitious targets on species conservation in the Post-2020 Global Biodiversity Framework.

In recognition of the scale of transformative change that is needed, the Abu Dhabi Call for Species Conservation Action encourages governments and donor institutions to allocate substantial additional resources for conservation of species and their habitats.

The IUCN Species Survival Commission is the world’s largest network of species conservation experts with over 9,000 members globally. It is mandated by the Members of IUCN (governments, NGOs, and indigenous peoples’ organisations) to conserve species. This unique body includes biologists, ecologists, wildlife managers, health and social scientists, educators, community representatives, economists and government officials. The Call was developed by SSC Leaders meeting in Abu Dhabi with generous support from the Environment Agency Abu Dhabi.

The Species Survival Commission generates the knowledge for The IUCN Red List of Threatened Species, the world’s most comprehensive information source on the global conservation status of and animal, fungi and plant species. SSC experts have unique insight into the extent to which species are undergoing unprecedented and growing threats from unsustainable human activities, reflected in The IUCN Red List.

For more information or interviews, please contact:

Harriet Brooker, IUCN Media Relations, +44 7960241862, press@iucn.org

Aritzaith Rodríguez, IUCN SSC Media Relations, +54 91123865487, aritzaith.rodriguez@ssc.iucn.org

Links:

The Abu Dhabi Call for Global Species Conservation Action in ENGLISH

The Abu Dhabi Call for Global Species Conservation Action in ARABIC

SSC Leaders’ Meeting 2019

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Saturday September 28th. 2019: I was there, in the Federal Square Bern

 

 

Klimastrike.ch.bern.28.9.2019

 

 

100,000 participants: they were so numerous that only a part was able to enter the large square, in front of the imposing Federal Palace where decisions of vital importance are made, for Switzerland, but not only.
In 19 days Switzerland will vote: with this strike, the people have shown that a change is necessary and urgent.

The “Climate Strike” event (which was attended by over 80 organizations and groups) showed that climate problems are a PRIORITY for the entire society.
The Federal Parliament will be re-elected and the time has come for Switzerland to make its policy more respectful of the climate by countering those that hinder this process!
We have been (and are) a river in flood, an unstoppable movement for the climate, that includes people of every age and social group, of every religion and domicile.
Bern will have to implement the Paris climate agreement and take the necessary steps to do even better than the 1.5 ° target.
Many have reached the capital by railways with trains specially organized for this event, the bravest have arrived on bicycles, others on foot…
We want facts, not vain words and false promises: we want an eco-social transformation of the economy and society, and science supports us.
Each newspaper discusses it: both environmental parties Green and Liberal Green will see an overwhelming progression in the federal elections, this is a certain fact.

…oOo…

100.000  i partecipanti: erano talmente numerosi che solo una parte ha potuto entrare nella grande piazza, davanti all’imponente Palazzo Federale dove si prendono decisioni d’importanza vitale, per la Svizzera, ma non solo.
Tra 19 giorni in Svizzera si voterà: con questo sciopero, il popolo ha dimostrato che un cambiamento è necessario e urgente.

La manifestazione “Klimastreik.ch” (alla quale hanno aderito oltre 80 organizzazioni e gruppi) hanno dimostrato che i problemi climatici sono una PRIORITÀ per l’intera società.
Il Parlamento federale sarà rieletto ed è giunto il momento che la Svizzera renda la sua politica più rispettosa del clima contrapponendosi a quelli che ostacolano questo processo!
Siamo stati (e siamo) un fiume in piena, un movimento per il clima inarrestabile che comprende persone di ogni età e fascia sociale, di ogni religione e domicilio.
Berna dovrà attuare l’accordo di Parigi sul clima e prendere le misure necessario per fare ancora meglio dell’obiettivo di 1,5°.
Molti hanno raggiunto la capitale per mezzo dei treni con convogli organizzati appositamente per quest’evento, i più coraggiosi sono arrivati a bordo di biciclette, altri a piedi…
Vogliamo fatti, non vane parole e false promesse: vogliamo una trasformazione eco-sociale dell’economia e della società, e la scienza ci sostiene.
Su ogni giornale se ne discute: i partiti ecologisti dei Verdi e dei Verdi Liberali riscontreranno una schiacciante progressione alle elezioni federali, questo è un dato certo.

 

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Abbiamo bisogno di un cambiamento * We badly need a change

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Negli ultimi mesi sono apparsi diversi sondaggi sulle preoccupazioni della popolazione svizzera nonché alcune previsioni elettorali per le nazionali per prossimo autunno.

Il clima risulta essere tra le preoccupazioni maggiori, perciò era data una discreta avanzata dei due partiti ambientalisti. La conferma dei sondaggi è arrivata lo scorso fine settimana nel rinnovo dei poteri del Canton Zurigo, che è preso come riferimento più importante per le elezioni nazionali. Il successo si è dimostrato più sostanzioso dei sondaggi con una percentuale cumulata di voti di ca. 25% (proiezioni) al Gran Consiglio, ovvero un cittadino su 4 ha votato Verde Liberale o Verde, rispettivamente quarta e quinta forza del Cantone. Entrambe le formazioni hanno perciò ripreso la forza elettorale avuta nel 2011, non è un avvenimento estemporaneo ma un percorso di sensibilizzazione continuo.

I Verdi Liberali sono nati circa quindici anni fa ed hanno dimostrato che in politica è necessario un certo rinnovamento. Infatti siamo per un approccio più contemporaneo che fugge i dogmatismi e gli slogan elettorali per andare direttamente a cercare per ogni argomento una soluzione concreta che coniughi le diverse esigenze della popolazione e della sostenibilità.

Aldilà dei temi ambientali più conosciuti come ad esempio nel settore immobiliare con la promozione di utilizzo delle energie rinnovabili e i sussidi per un miglior isolamento termico, nella mobilità con la promozione dei mezzi pubblici e l’elettrificazione del parco veicoli, oppure la spinta per permettere la realizzazione di quartieri sostenibili, vediamo i potenziali di miglioramento in ogni settore e con i nostri giovani ed i nostri rappresentanti ad ogni livello portiamo avanti proposte tangibili. Depositate a Berna abbiamo diverse proposte per ridurre le emissioni dannose al clima.

Alcuni esempi nell’alimentazione come la proibizione d’uccidere i pulcini maschi, la riduzione degli scarti alimentari, la proposta di modifica per le sovvenzioni di politica agraria. Spingiamo concretamente per una vera eguaglianza tra le persone, ad esempio con l’iniziativa matrimonio per tutti. Siamo in prima fila anche per mantenere pubblica l’acqua (ZH) o il taglio dei compensi ai consiglieri di stato pensionati (GE, …).

Vediamo anche l’importanza degli accordi bilaterali con il nostro partner economico principale, l’Europa, così che innovazione, ricerca e ditte elvetiche abbiano un quadro chiaro o duraturo, ma vegliando sulla sicurezza del posto di lavoro e sul partenariato sociale.

Alle prossime elezioni cantonali in Ticino invitiamo perciò chi non si sente rappresentato o deluso, gli indecisi, i confederati, i giovani, le donne, i LGBT a votare Lista 6. Il paese ha bisogno di voi, il paese ha bisogno di noi.

Rappresentiamo il cambiamento per uno sviluppo sostenibile!

Massimo Mobiglia
Presidente Verdi liberali
Candidato al CdS e GC

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In recent months, various surveys have appeared on the concerns of the Swiss population, and as well some forecasts for the national election’s teams for next autumn.

The climate appears to be among the major concerns, therefore it was given a discreet advance of the two environmentalist parties. The confirmation of the polls came last weekend in the renewal of the powers of the Canton of Zurich, which is taken as the most important reference for the national elections. The success proved to be more substantial than the polls with a cumulative percentage of votes of ca. 25% (projections) to the Grand Council, that is one citizen out of 4 voted  Green Liberal or Green, respectively the fourth and fifth strength of the Canton. Both formations have therefore resumed the electoral force they had in 2011, it is not an extemporaneous event but a path of continuous awareness.

Green Liberal  were founded about fifteen years ago and have shown that a certain renewal is needed in politics. In fact we are for a more contemporary approach that escapes dogmatism and electoral slogans to go directly to look for each topic a concrete solution that combines the different needs of the population and sustainability.

Beyond the most popular environmental issues such as in the real estate sector with the promotion of the use of renewable energies and subsidies for better thermal insulation, in mobility with the promotion of public transport and the electrification of the vehicle fleet, or the push to allow the realization of sustainable neighborhoods, we see the potential for improvement in every sector and with our young people and our representatives at every level we bring forward tangible proposals. Deposited in Bern we have several proposals to reduce climate-damaging emissions.

Some examples in nutrition such as the prohibition of killing male chicks, the reduction of food waste, the proposal for modification for agricultural policy subsidies.
We concretely push for true equality between people, for example with the marriage initiative for all.

We are also at the forefront of keeping the water public (ZH) or cutting compensation for retired state councilors (GE…).

We also see the importance of bilateral agreements with our main economic partner, Europe, so that innovation, research and Swiss companies have a clear or lasting picture, but taking care of job security and social partnership.

In the next cantonal elections in Ticino we therefore invite those who do not feel represented or are disappointed, the undecided, the confederates, the young, the women, the LGBT to vote for Lista N° 6. The country needs you, the country needs us.

We represent change for sustainable development!

Massimo Mobiglia
President of the Liberal Greens
Candidate for CdS and GC
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We support young people marching for the climate * Sosteniamo i giovani che marciano per il clima

Zurich Mobilitazione per il clima

Picture (c) Robert Rohde Physics PhD (Zurich, more than 10.000 people under the rain)

“Non è nelle stelle che è coservato il nostro destino, ma in noi stessi”. William Shakespeare

Evidentemente qualcosa di fantastico sta accadendo… laddove ha fallito la generazione dei nonni e genitori di questi giovani, loro stanno ribellandosi poiché si sono accorti che così non può continuare.
Il movimento giovanile sta assumendo proporzioni importanti: anche se già da decenni abbiamo avvertito gli effetti del cambiamento climatico, finora non abbiamo agito secondo l’urgenza del problema. Ma la crisi climatica è reale. E ora sono necessarie misure molto urgenti per limitare il riscaldamento globale a un livello socialmente accettabile.
E questi giovani necessitano l’appoggio di tutti noi, indistintamente…

“It is not in the stars that our destiny is preserved, but in ourselves.” William Shakespeare

Obviously, something fantastic is happening… where the generation of grandparents and parents of these young people has failed, they are rebelling because they have realized that this cannot continue.
The youth movement is taking on important proportions: although we have already felt the effects of climate change for decades, so far we have not acted according to the urgency of the problem. But the climate crisis is real. And now very urgent measures are needed to limit global warming to a socially acceptable level.
And these young people need the support of all of us, without distinction…

World wide: #ClimateStrike

massimo mobiglia

Venerdì 15 marzo a Bellinzona, come in molti altri paesi e città del mondo intero, tanti giovani hanno fatto il loro “sciopero per il clima”, una marcia di sensibilizzazione rivolta ai governi per intraprendere al più presto misure concrete per contenere o ancor meglio bloccare l’aumento delle emissioni di gas a effetto sera, che, secondo gli studi più accreditati di scienziati a livello mondiale, sono la causa principale del cambiamento climatico.

In questo giorno sono riusciti a racimolare quantitativi di persone inimmaginabili e ineguagliati da altre manifestazioni mondiali del passato, come ad esempio le proteste dopo la catastrofe di Chernobyl o le rivolte studentesche di fine anni 60. Molti studiosi stanno cercando di capire i motivi e le ripercussioni.

Nessuno era mai riuscito a fare tanto, e per questo i soliti contestatori iniziano azioni di screditamento che rasentano i livelli di inettitudine.

Prendiamo invece il vero significato di queste manifestazioni…

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The environmental impact of food choice * l’impatto ambientale della scelta alimentare

cambia-il-tuo-clima

http://www.rsi.ch/rete-uno/programmi/intrattenimento/la-consulenza/Limpatto-ambientale-delle-nostre-scelte-alimentari-8331943.html

We discuss it, we struggle and we think about it since several years, on the impacts of food choices all along the chain of production and consumption of food, in relation to health, the environment, the society, and economy. It is, in fact, impossible to separate our lives from that of other animals and the environment in which we live today. Besides, this bond is even more: an example is definitely connected to our power, given the growing emphasis on vegetarianism and vegan also motivated by environmental issues, given the huge impact on the planet also caused by the products we consume. The relationship between ecology, environment and our supply is also confirmed by scholars and by international organizations. In today’s broadcast (in the Italian language), we will offer some ideas to immerse yourself with knowledge of the facts on the subject of food choices, focusing in particular on Swiss agriculture and on how the Confederation is sensitive about respectful consumption of resources.

My consideration: all the nations of the world must finally take the necessary measures for the protection of Planet Earth, our home Unique … Each of us is called to consider important decisions, with full awareness, altruism, and respect for all forms of life.
Think about it, and disclosed these ideas! Do it for your children, for the future generations…

…oOo…

Si discute, si dibatte e si riflette oramai da diversi anni sugli impatti delle scelte alimentari lungo tutta la catena di produzione e consumo del cibo, relativamente alla salute, all’ambiente, alla società e all’economia. È in effetti impossibile scindere la nostra vita da quella degli altri animali e dell’ambiente in cui viviamo e oggi questo legame è ancora più sentito; un esempio è sicuramente connesso alla nostra alimentazione, vista la crescente attenzione per l’alimentazione vegetariana e vegana motivata anche da questioni ambientali, considerato l’impatto enorme sul pianeta causato anche dai prodotti che consumiamo. La relazione tra ecologia, ambiente e la nostra alimentazione è inoltre confermata anche da studiosi e da organismi internazionali. Nella trasmissione odierna vi offriremo qualche spunto per addentrarvi con cognizione di causa nel tema delle scelte alimentari, soffermandoci in particolare sull’agricoltura svizzera e su quanto è sensibile la Confederazione in materia di consumi rispettosi delle risorse.

La mia considerazione: tutte le nazioni del mondo devo finalmente adottare le misure necessarie per la salvaguardia del Pianeta Terra, la nostra Unica casa… Ognuno di noi è chiamato a considerare delle scelte importanti, con piena coscienza, altruismo e rispetto di ogni forma di vita.
Pensateci, e divulgate queste idee! Fatelo per i vostri figli, per le generazioni future…

Ospiti:
Dott. Massimo Tettamanti
, chimico ambientale e autore di libri sull’impatto ambientale della nostra alimentazione
Anders Gautschi, capo della Sezione Consumo e prodotti dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM)

Per saperne di più:
Sezione Consumo e prodotti dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM)

Cambia il tuo clima

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Consigliato dall’amico scrittore Alberto Camerra, un estratto da un film del 1994 di Steven Seagal…

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Another great Victory for AVAAZ

glyphosateprotest

Link per AVAAZ

18 mesi fa, il controllo di Monsanto sull’agricoltura mondiale sembrava inattaccabile.

Oggi, dopo più di 20 campagne, 2 milioni di firme, centinaia di migliaia di telefonate, messaggi e incontri con i Ministeri, manifestazioni e articoli di giornale… l’intero “modello Monsanto” è stato messo in dubbio.

L’Unione Europea ha appena bocciato il rinnovo della licenza del pesticida glifosato, il prodotto più redditizio di Monsanto, che da solo rappresenta un terzo dei suoi profitti. Una decisione gigantesca.

Se pensiamo a dove eravamo all’inizio di quest’anno e dove siamo ora, AVAAZ è stata indiscutibilmente una forza cruciale in questa battaglia per sospendere il glifosato.

Link to collage Monsanto model

(in a 2nd. time, I guess the link was obscured… from s.o. who doesn’t want you to see)
When we launched this campaign a year ago we were told there was no way we could win. This week’s vote is a key victory for our community’s tenacity, for the people of Europe, for independent science, and it is a crucial step towards our whole world’s food future!

Without the support of EU governments, the Commission should act with precaution. Even if it renews glyphosate’s license for 18 months pending further science, we will keep fighting to ensure the review is independent.

While the battle to get glyphosate out of our parks, playgrounds and fields is far from over, this powerful step takes us closer, and our movement has played a key role in it. For the sake of our health and our planet, let’s keep up the fight until we win.

 

La battaglia è ancora lunga. Ma se Paesi come Germania, Francia e Italia hanno sfidato per la prima volta le basi stesse dell’intero modello Monsanto, da questo momento niente sarà come prima!

glyphosateplacard

Leading EU parliamentarian Pavel Poc just said: “Avaaz is indisputably the driving force of the fight for glyphosate discontinuance.” Here’s what we have done together to make what seemed impossible, possible:

 

link per approfondire in dettaglio

Please join this great Family and participate at the campaign! 

Together we can save our Planet from a bitter end, for the future generations…

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 Unitevi a questa grande Famiglia e sostenete le sue campagne!

Insieme possiamo salvare il nostro pianeta da una fine amara, per le generazioni future…

 

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I’m not kidding… there isn’t much time left

demand-climate-action-paris

Climate change is impacting every part of our world — our health, the economy, biodiversity, forests, agriculture, communities and more. We are running out of time, but not solutions. We ask the World Leaders, when they meet at the Paris climate conference this December, to urge to work for climate action, including a new universal legal agreement committing all nations to specific steps to achieve a low-carbon future. It will take bold action from us all to solve the climate crisis.

…oOo…

Il cambiamento climatico sta influenzando ogni parte del nostro pianeta la nostra salute, l’economia, la biodiversità, le foreste, l’agricoltura, le comunità e altro ancora. Siamo a corto di tempo, ma non di soluzioni. Quando i Capi dei Governi si incontreranno alla conferenza sul clima di Parigi il prossimo dicembre, li invitiamo a lavorare per delle azioni per il clima, tra cui un nuovo accordo legale universale che impegni tutti i paesi a misure specifiche per realizzare un futuro a basse emissioni di carbonio. Ci vorranno azioni coraggiose da tutti noi per risolvere la crisi climatica.

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Please sign the petition at the link  *  per favore firmate la petizione al link

Worldwide mobilization for the climate * Mobilitazione mondiale per il clima

Tous ensemble pour le climat

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Sunday November 29th. at 13:30 piazzale di Besso Stazione FFS – Lugano (Switzerland)

Perhaps these are not the spectacular actions of Greenpeace… there will be no chains with which attack us to the secular trees  🙂
There will be no Anonymus’ masks to put on the face to make our intervention more ascetic  🙂
We will be only ourselves. Men. Women. Children.
All together for a single purpose: to save our home the planet Earth.
No matter who we are, what we do in life, what are our dreams and what are our professional goals.
We will all be together for a purpose that rises well above the materiality in which we are to survive.
We want to save our planet Earth for our children’s children for future generations!
COME you too we share the same air, the same water, the same land!

wwf-logo

 29 Novembre  Domenica ore 13:30  piazzale di Besso Stazione FFS – Lugano

Forse queste non sono le azioni spettacolari di Greenpeace… non ci saranno catene con le quali attaccarci alle piante secolari   🙂
Non ci saranno maschere Anonymus da porci sul viso per rendere più ascetico il nostro intervento   🙂
Saremo solo noi stessi. Uomini. Donne. Bambini.
Tutti insieme per un unico scopo: salvare la nostra casa… il pianeta Terra.
Non importa chi siamo, cosa facciamo nella vita, quali sono i nostri sogni e quali i nostri obiettivi professionali.
Saremo tutti insieme per uno scopo che si eleva ben al di sopra della materialità nella quale ci troviamo a sopravvivere.
Vogliamo salvare il nostro pianeta Terra… per i figli dei nostri figli… per le generazioni future!
VENITE anche voi… condividiamo la stessa aria, la stessa acqua, la stessa terra!

Please note, the climate change is now no longer just a problem of pollution but rather a humanitarian emergency which affects the poorest and most vulnerable communities.

NB, il cambiamento climatico non è più ormai solo un problema di inquinamento quanto piuttosto un’emergenza umanitaria che colpisce le comunità più vulnerabili e più povere.

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  • Claudine’s novels * i miei romanzi

  • Piccoli passi nella Taiga will be published in 2019 by Edizioni ULIVO

  • Il Segreto degli Annwyn – Edizioni Ulivo ISBN 978 88 98 018 079

  • The Annwyn’s Secret Austin Macauley London ISBN 9781785544637 & ISBN 9781785544644

  • The Annwyn’s Secret

  • Silloge Poetica “Tracce” – Edizioni Ulivo Balerna

  • Il Kumihimo del Sole – Seneca Edizioni Torino

    ISBN: 978-88-6122-060-7
  • Il Cristallo della Pace – Seneca Edizioni Torino

    ISBN 978-88-6122-189-5
  • Nebbie nella Brughiera – Seneca Edizioni Torino

    ISBN 978-88-6122-055-3
  • I 4 Elementi – Macromedia Edizioni Torino

  • Cats are my inspiration!

  • Remember, transitioning to a plant-based diet that embraces compassion for the animals, your health and our planet isn’t really difficult. You just have to want to do it! For the sake of us all... :-)claudine
  • Amici del Lupo – Svizzera italiana

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