To walk * Camminare

By Silvana Marzari    Rio Abierto instructor

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Our ancestors had descended from the trees to live at ground level, where they moved like semi-quadrupeds, preparing the way for the vertical position with support on two feet. The vertical alignment of the body on two feet involves a continuous alternation of contraction and relaxation movements of the leg muscles, in order to maintain balance. A forward displacement with respect to the support base began the gait that is the action of moving one foot after the other to walk.
Walking is a meditation not only when we experience it as a form, but also every time we walk in daily life. If we want we can perceive every change and nuance of an activity that we mostly do without any attention. To walk is to leave the ground with one foot and hold the anchor with the other. Walking we take turns between earth and sky.

Walking through predetermined paths is an ancient practice in sacred traditions around the world. We think of pilgrimages: from Santiago de Compostela, to Mecca, to the sacred mountain of Kailash… These predetermined paths can have destinations like in the pilgrimage or they can be within a delimited space, such as in the cloister of a convent. Walking on these paths is a finalized going, dedicating a part of one’s lifetime, to connect to the sacred. It is a walk towards yourself.
This week we experience a conscious walk.

Proposal of workout: “Walking consciously”

Choose your path you want to take. It is a walk to be done alone. It’s about walking towards yourself. You are the destination.
• In conscious walking we feel what happens in every moment, we feel our body standing, we feel the movement, its richness, its complexity.
• The pace, the rhythm, the speed must be accorded to the quality of the body and heart present in the moment, to their needs.
• Sometimes, slowness helps to counteract the mind that runs too much, to invite it to pause, to tune it with the present moment. At other times, the slow pace can become hypnotic, a lullaby that creates automatism, and the pace must be awakened, refreshed with audacity, accelerating or instead slowing down to the maximum and remaining connected with the most subtle sensations.
• Do not look for meaning, just touch the ground with one foot, lift the other foot off the ground, take turns without getting busy. Being intimate with the earth and with the air, with the dance of the step, with the pace.
• And if thoughts ride us if they prevent us from being present, it remains anchored to the step and returns to the humility of the foot that feels the earth, that feels the detachment from the ground.

N.B. text reworked by Silvana Marzari instructor of Rio Abierto, freely taken from the beautiful book: “Silence is a living thing” by the writer and poet Chandra Livia Candiani.

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I nostri antenati erano scesi dagli alberi per vivere al livello del suolo, dove si muovevano come semiquadrupede, preparando la via alla posizione verticale con appoggio su due piedi. L’allineamento del corpo in verticale su due piedi comporta un continuo alternarsi di movimenti di contrazione e di rilassamento dei muscoli delle gambe, allo scopo di mantenere l’equilibrio. Un sottile spostamento in avanti rispetto alla base di appoggio diede inizio alla deambulazione, overo l’azione di spostare un piede dopo l’altro, al camminare.

Camminare è una meditazione non solo quando lo sperimentiamo come forma, ma anche ogni volta che camminiamo nella vita quotidiana. Se vogliamo possiamo percepire ogni cambiamento e sfumatura di un’attività che per lo più facciamo senza alcuna attenzione. Camminare è lasciare con un piede la terra e con l’altro tenere l’ancora. Camminando ci avvicendiamo tra terra e cielo.
Camminare attraverso sentieri prefissati è una pratica antica nelle tradizioni sacre di tutto il mondo. Pensiamo ai pellegrinaggi: di Santiago di Compostela, alla Mecca, alla montagna sacra del Kailash… Questi sentieri prefissati possono avere delle mete come nel pellegrinaggio o possono essere all’interno di uno spazio delimitato, come per esempio nel chiostro di un convento. Camminare su questi sentieri è un andare finalizzato, dedicando una parte di tempo della propria vita, per connettersi al sacro. È un camminare verso se stessi.
Questa settimana sperimentiamo una camminata consapevole.

Proposta di lavoro:  Camminare consapevole”

Scegli il tuo percorso che vuoi intraprendere. È una passeggiata da fare in solitudine. Si tratta di camminare verso se stessi. La destinazione sei tu.
• Nella camminata consapevole sentiamo cosa accade in ogni istante, sentiamo il nostro corpo in piedi, sentiamo il movimento, la sua ricchezza, la sua complessità.
• L’andatura, il ritmo, la velocità vanno accordate alla qualità del corpo e del cuore presenti nel momento, ai loro bisogni.
• Certe volte, la lentezza aiuta a contrastare la mente che corre troppo, a invitarla a fare pausa, a intonarla con il momento presente.
• Altre volte, il passo lento può diventare ipnotico, una ninna-nanna che crea automatismo, e il passo va risvegliato, rinfrescato con audacia, accelerando o invece rallentando al massimo e restando connessi con le più sottili sensazioni.
• Non cercare un senso, solo toccare terra con un piede, sollevare da terra l’altro piede, avvicendarsi senza affaccendarsi. Essere intimi con la terra e con l’aria, con la danza del passo, con l’andatura.
• E se i pensieri ci cavalcano, se ci impediscono di essere presenti, resta ancorata al passo e torna all’umiltà del piede che sente la terra, che sente lo stacco da essa.

N.B. testo rielaborato da Silvana Marzari istruttrice di Rio Abierto, liberamente tratto dal bellissimo libro: “Il silenzio è cosa viva” della scrittrice e poetessa Chandra Livia Candiani.

Per ulteriori informazioni, contattare Silvana!

6 Replies to “To walk * Camminare”

  1. io amo camminare, ogni wek end se il tempo lo consente cammino. Già ieri sono uscito a fare una lunga camminata sui monti dietro a casa mia, avevo troppo bisogno di camminare, oggi sto decisamente meglio! 😉

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